Mese: Agosto 2017

parentopoli COTA Piemonte

parentopoli COTA Piemonte

Parentopoli in Piemonte: la giunta Cota piazza i parenti in Regione

La figlia di un capogruppo che lavora con il governatore. I gruppi consiliari che assumono fratelli di consiglieri e assessori….

La figlia di un capogruppo che lavora con il governatore. I gruppi consiliari che assumono fratelli di consiglieri e assessori. Coppie “sistemate”. Per la serie: quando la politica tiene famiglia. La giunta Cota tiene famiglia. E fa di tutto per piazzarla in Regione.

Senza 
escludere nessuno: fratellifiglimariti mogli. parenti di esponenti sia PdL che Lega, indistintamente. C’è un po’ di tutto nella “parentopoli” che prende corpo nelle stanze della Regione Piemonte, raccontata stamane da Tommaso Labate de Il Riformista: “La figlia del capogruppo che lavora col presdiente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella di un onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare“. Gli organigrammi consiliari sembrano davvero un gigantesco stato di famiglia. Ed è divertente scorrere l’elenco dei fortunati familiari dei politici eletti in Piemonte assunti con contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione e consulenze. I PARENTI DEGLI AMICI – C’è Michela Carossafiglia del capogruppo della Lega Mario, che lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“. C’è Paola Ambrogiomoglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni, dove svolge “attività di direttiva istruttoria complessa a supporto dell’assessore nelle materie delegate“. Piazzata pure Maria Cristina Tosellisorella del consigliere regionale Francesco, lavora al gruppo del Popolo delle Libertà. Una delle sue colleghe è Daniela Rasellofiglia del consigliere regionale Rosanna Costa. Con loro siede in scrivania anche Giovanna Armosino, sorella di Maria Teresa, presidente della provincia di Asti, e deputata nazionale per il partito berlusconiano. FAMIGLIE INTERE IN REGIONE – In Regione c’è pure Sabrina Giovine, sorella del capogruppo dei Pensionati con Cota, Michele, che lavora a stretto contatto col suo familiare. Anche il gruppo degli ambientalisti di centrodestra, i Verdi Verdi, ha avuto la stessa idea. A lavorare in regione ha piazzato i parenti del leader nazionale Maurizio Lupi (omonimo del più noto parlamentare PdL): la moglie Lorella, la figlia Sara, i fratelli Alberto e Alessandro. Ci sono anche le famiglie non imparentate coi politici ma adeguatamente accontentate. Sorprendente la cura con cui è stato affidato un incarico a due coniugi: Giuseppe Cortese Isabella Arnoldi. Il primo è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Cota, la seconda è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Massimo Giordano, braccio destro del governatore e Assessore allo Sviluppo Economico. Coincidenze?

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE Giovani: Tutti disoccupati tranne i figli di papà… ecco la classifica dei raccomandati

GRANDI FIGLI DI

Giovani: Tutti disoccupati tranne i figli di papà… ecco la classifica dei raccomandati


A dicembre, per il terzo mese consecutivo, la disoccupazione giovanile (15-24 anni) in Italia è stata superiore al 30%. Un giovane su tre è disoccupato, il tre per cento in più del dicembre dell’anno prima. L’unica “ricetta” proposta dal governo “prevede” il licenziamento facile di chi è già a lavorare, ma così il reddito delle famiglie sempre a terra rimane! Mentre l’aumento dell’età pensionistica di sicuro non aumenta i posti di lavoro disponibili, anzi…

Ma mentre i giovani normali non trovano lavoro per i figli di papà la crisi non arriva mai! Ne stiliamo una prima temporanea classifica:

Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi: 
I primi due sono già ai vertici dell’impero di Mediaset (Piersilvio presidente Mediaset, Barbara presidente Fininvest e Mondadori) la terza è nel consiglio di amministrazione del Milan Calcio, futura presidente. Per gli altri due presto in arrivo cariche equivalenti. Difficile negare l’effetto dello strapotere politico di papà sulle ricchezze ereditate… Consideriamoli in rappresentanza di tutti i “figli di” dei grandi poteri economici. A scriverli per intero non basterebbe un volume.

Renzo Bossi detto “il trota”: tre volte bocciato all’esame di maturità è consigliere regionale della Lombardia a oltre diecimila euro al mese e prossimo parlamentare europeo…

Michel Martone: ormai conosciamo tutti la storia del più giovane sottosegretario del governo Monti che ha definito “sfigati” gli studenti universitari in ritardo con gli studi. Il figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione ed ex-presidente dell’associazione nazionale magistrati. Il potentissimo papà chiamò nientemeno che Dell’Utri per trovare una sistemazione al figlio. Et voilà!

Mario Vattani, in arte “Katanga”: figlio di Umberto, uno dei diplomatici più potenti d’Italia. Già un anno dopo la laurea Mario era inserito nella carriera diplomatica per diventare giovanissimo console generale dell’Italia in Giappone. Purtroppo (per lui) il disprezzo fascista per la democrazia gridato a ogni esibizione musicale della sua doppia vita di naziskin ne ha improvvisamente interrotto la carriera. Richiamato in patria, ma vedrete che il papà rimetterà in moto le sue leve…

Cristiano Di Pietro: il figlio del leader dell’Idv, un parvenu della politica è stato candidato ed eletto alle elezioni regionali del Molise. Ma secondo Di Pietro senior “non è un trota”…


Cossiga Giuseppe: figlio di Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica. Giuseppe è stato vice coordinatore sardo di Forza Italia e la scorsa legislatura faceva parte della commissione Difesa della Camera.

Elisabetta Fatuzzo: figlia di Carlo Fatuzzo, fondatore del mitico “partito dei pensionati”, che l’ha fatta eleggere consigliere regionale della Lombardia

Umberto Previti: figlio di Cesarone, custode di molti dei segreti più inconfessabili di Silvio Berlusconi. Umberto gioca a calcio e Cesare penso bene di raccomandarlo a Lotito. In una telefonata intercettata nel 2006 sul figlio giovanissimo Previti rinfaccia a Lotito “Claudio, io so’ stato sempre ‘na persona seria, ‘na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà ‘a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino”. Detto fatto, Umberto diventò titolare delle giovanili dela Lazio..!

Giuseppe De Mita: nipote di Ciriaco De Mita. E che te lo dico a fare: attuale vicepresidente della giunta regionale della Campania

Geronimo La Russa: a soli 31 anni il figlio dell’ex-ministro della Difesa e post-fascista La Russa ha accumulato una quantità impressionante di incarichi e consulenze. Per la gran parte nelle società del gruppo Ligresti sodale del padre: ad esempio i posti del cda di Premafin, Finadin, Immobiliare Lombarda e della International strategy srl. Ma anche cariche elettiva come quella di vicepresidente dell’automobile club di Milano in quota al ministro Brambilla sempre durante il governo Berlusconi. Ma si potrebbe continuare…

Pietro Sbardella: figlio di Vittorio, famoso “squalo” della Dc. Entrato nel consiglio regionale del Lazio nelle file dell’Udc

Maura Cossutta: figlia di Armando, storico leader del pci di orientamento stalinista. Più volte eletta alla Camera dei Deputati prima con Rifondazione e poi con i Comunisti italiani. Finchè il padre non fu scalzato dal “trono” da Oliviero Diliberto

Alessandra Mussolini: difficile immaginare una carriera politica per Alessandra se non si fosse presentata come la “nipote del duce”….


Melchiorre Daniela: figlia del Generale della Guardia di Finanza Melchiorre e nipote del Cardinale Bovone. Prima avvocato e dopo magistrato militare, ha ricoperto la carica di vicesegretario regionale della Margherita in Lombardia. nel 2006 è stata nominata sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi.

Pili Mauro: figlio di Domenico Pili, pezzo da ’90 del PSI in Sardegna. Giornalista, è stato presidente della Regione Sardegna (famoso il suo discorso d’insediamento in cui citava cifre e dati relativi alla Lombardia…).

Ludovica Casellati: figlia di Elisabetta Casellati. Che appena nominata sottosegretario del governo Berlusconi la assunse direttamente al ministero come portaborse. Cuore di mamma

Leonardo Impegno: figlio di Berardo potentissimo segretario cittadino del Pci di Napoli alla fine degli anni ’70. Leonardo ne ha “ereditato” i voti diventando già nel 2006 il più giovane presidente del consiglio comunale di Napoli.

Piero Marrazzo: figlio di Joe Marrazzo, storico giornalista Rai. Appena laureato entra in Rai, in breve diventa conduttore del Tg2 e da lì il salto è breve verso diversi format di successo. Un trampolino fondamentale per la discesa nel campo della politica che ne farà il governatore della regione Lazio. Prima delle note vicende che lo hanno messo un pò ai margini dal potere che conta.

E potremmo continuare a lungo!

Poi ci meravigliamo che, secondo l’Isfol, un giovane su tre è alla ricerca di una raccomandazione come unica soluzione possibile!? Con questi esempi…

ps: 
l’elenco si limita ai “figli di” politici potenti e in un caso stranoto alla “nipote di”.
Per gli altri gradi di parentela come la “moglie di” (Fassino, Mastella) o il “marito di” o altri tipi di nepotismo (professori universitari, stelle dello spettacolo, magistrati, super-manager, alta burocrazia militare, chierici…) appuntamento alle prossime puntate

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE: CONI E MEGALO’

CONI E MEGALO’

CONI D’OMBRA – SPESE PAZZE, BROGLI E SOLDI SPARITI: TUTTI LE SPINE NEL FIANCO DI MEGALO’-MALAGO’ – IL RESPONSABILE CONI DI RAGUSA (AMICO DEL SOTTOSEGRETARIO RENZIANO FARAONE) SOSPESO PER USO DELLA CARTA DI CREDITO – I COSTI MILIONARI DELLA TV DEL TENNIS – E POI PASTICCI ELETTORALI E PRESIDENTI A VITA… –

 con Pennetta e Vinci con le coppe e bandiera al contrario

Dalla documentazione presentata dall’Ufficio Vigilanza emergono spese fuori controllo e buchi di bilancio – La tv del tennis costa quasi 4 milioni l’ anno e ha poche migliaia di telespettatori – L’inamovibilità dei burosauri dello sport: tre presidenti di federazione sono in carica da 23 anni, uno da 21, tre da 19… –

Giacomo Amadori per “Libero Quotidiano”

MALAGO MONTEZEMOLO 
MALAGO MONTEZEMOLO
 

A pochi mesi dall’ inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro in tutto il mondo si discute del presunto doping di Stato degli atleti russi. Il nostro Comitato olimpico, presieduto da Giovanni Malagò, sembra dormire sonni più tranquilli anche se pure al Foro Italico non mancano i grattacapi.
In particolar modo per chi voglia fare pulizia in un mondo, quello dello sport, che muove centinaia di milioni di euro. Per capirlo basta esaminare la documentazione esaminata nell’ ultima giunta nazionale del Coni, lo scorso 26 febbraio, dal responsabile dell’ Ufficio Vigilanza, Marco Befera, figlio dell’ ex presidente di Equitalia.

ROSARIO CINTOLO 
ROSARIO CINTOLO

  

Si scopre così perché, nonostante i presidenti di federazioni abbiano stipendi di soli 36 mila euro lordi l’ anno e molti incarichi appaiano quasi onorifici, ci sia tanto interesse a occupare poltrone e strapuntini anche in sedi periferiche e apparentemente marginali. Con votazioni che sono più taroccate delle primarie del Pd.

davide faraone
davide faraone 

CASO SICILIA L’ ultimo caso eclatante riguarda il Comitato provinciale del Coni di Ragusa. A gennaio l’ ufficio Vigilanza ha concluso le verifiche, relative al periodo 2006-2015, sul conto corrente acceso dal comitato presso una banca cittadina. La relazione di Befera contiene «la segnalazione di gravi irregolarità amministrativo contabili» ed è stata inviata «alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa in data 29 gennaio 2016 (poi seguita da denuncia querela dell’ 11 febbraio 2016) e alla Corte dei conti (…) al fine di verificare eventuali ipotesi di condotte appropriative e distrattive».
MALAGO MONTEZEMOLO RENZI 
MALAGO MONTEZEMOLO RENZI
 
Per questo è stato sospeso dal suo incarico il responsabile del Coni di Ragusa Rosario Cintolo. Un nome non insignificante nel panorama politico siciliano. Infatti è stato capogruppo di una lista che sosteneva l’ ex sindaco Pdl Nello Dipasquale (il Comune nel 2012 è stato commissariato), passato dalla Dc al Ppi, dal Cdu a Forza Italia e infine nel 2014 al Pd, che oggi Dipasquale rappresenta nell’ assemblea regionale siciliana.
giovanni malago giovanni malago
 
Cintolo a margine dell’ audizione in cui gli sono state contestate le accuse ha difeso il proprio buon nome e non ha nascosto gli stretti rapporti con la politica e con il sottosegretario Davide Faraone. Il quale, secondo una fonte di Libero, avrebbe personalmente contattato i vertici del Coni per chiedere chiarimenti sull’ indagine in corso.
Cintolo aveva aperto il conto in questione dieci anni fa e in audizione ha dichiarato che «non ritenne di comunicarne l’ esistenza (…) anche in considerazione del fatto che tutte le somme venivano spese al fine della gestione della Scuola regionale dello sport». Sul conto tra il 2006 e il 2012 sarebbero entrati 837 mila euro della Regione e ne sarebbero usciti 792 mila in assegni, di cui 5 circolari; 628 mila erano intestati al Comitato provinciale ragusano, a Cintolo, al segretario e alla Scuola. Trentasettemila sono stati invece prelevati in contanti.
Nel 2012, quando il Coni ha disposto la chiusura di tutti i conti correnti dei comitati locali, quello di Ragusa è rimasto aperto. A fine febbraio il responsabile della Vigilanza ha smontato la difesa di Cintolo:

MALAGO BINAGHI 
MALAGO BINAGHI

  

«Ha reperito e fornito un insieme destrutturato di documenti (contratti, fatture…) incompleto (…) che non è oggettivamente relazionabile ai movimenti in uscita dal conto in esame (se non in minima parte)» e «non risulta identificabile, sulla base della documentazione fornita, la finalità istituzionale della spesa e non risulta tracciabile l’ utilizzo del denaro che ne è seguito». Con queste carte in mano Befera ha denunciato Cintolo in procura. Senza preoccuparsi dei suoi amici.
IL CANALE COSTA CARO Anche le Federazioni più ricche a volte sono assillate dai problemi. A quella del calcio, per esempio, il Coni ha appena tagliato 20 milioni di euro di finanziamento, mentre la Federtennis, presieduta da Angelo Binaghi, è appena stata denunciata dall’ Unione italiana sport per tutti (Uisp) all’ Autorità garante della concorrenza per abuso di posizione dominante. Infatti i circoli Uisp sono costretti a pagare il triplo per affiliarsi alla federazione rispetto a quelli legati alla Federtennis (per esempio l’ Aniene del presidente Malagò).
Ma forse i signori delle racchette hanno bisogno di incassare denaro extra per mantenere Supertennis, il canale televisivo specializzato di proprietà della federazione.

RENZI TAVECCHIO MALAGO 
RENZI TAVECCHIO MALAGO
 

Per non chiuderlo, visti i dubbi espressi dal Coni, i vertici hanno chiesto un parere pro veritate della Bocconi e con quella valutazione hanno difeso la loro creatura. La verità è che la tv costa quasi 4 milioni l’ anno e ha poche migliaia di telespettatori. Nel bilancio 2014 della Sportcast srl, la società editrice del canale, si legge che costi di produzione, trasmissione satellitare, frequenza sul digitale terrestre e diritti televisivi hanno pesato per 3.850.000 euro. Stampa e distribuzione di Supertennis magazine, lo sviluppo di siti e attività di marketing hanno appesantito i conti per ulteriori 2 milioni.
La Sportcast, controllata al 100 per cento dalla Federtennis, è una creatura di Binaghi, che nel primo quinquennio di vita vi ha versato quasi 14 milioni. Inizialmente era presiduta da suo zio Carlo Ignazio Fantola, oggi retrocesso a consigliere d’ amministrazione. Il nuovo presidente è l’ attuale capo di gabinetto del Coni, l’ avvocato Francesco Soro, ex presidente del Corecom Lazio, vicino a Francesco Rutelli e genero di Mariotto Segni.

malago e renzi 48 
malago e renzi 

  

PURE IL BINGO Nello sport italiano ci sono numerose federazioni in crisi, da quella del baseball a quella del ciclismo (che ha presentato un piano di rientro), dagli sport invernali allo squash. Problemi anche per alcune delle 19 discipline sportive associate, tra cui il bowling. Su 500 mila euro di bilancio, 36 mila euro l’ anno, circa il 7 per cento erano destinati all’ affitto della sede. Il locatore era la cooperativa la Cascina, la stessa coinvolta in Mafia capitale e nell’ inchiesta del Ros sulle Grandi opere.

giovanni malago 
giovanni malago

  

Ma il Coni ha deciso il ribaltone al vertice della federazione anche per altri motivi. In primis per le presunte spese allegre dell’ ex presidente Sergio Bellini, che nel marzo del 2013 si sarebbe dotato di carta di credito «in assenza di delibera del Consiglio federale». In due anni e mezzo di utilizzo ha presentato un conto di 156 mila euro, di cui 60 mila prelevati in contanti (378 ritiri per 157 euro di media), un terzo dei quali non rendicontati. Il Grande Lebowski de noantri ha dunque speso circa 5 mila euro al mese, di cui 2 mila cash. Ventuno operazioni per un totale di 3.200 euro riportano la dicitura “Mondo Bingo”.
Nella relazione di Befera è spiegato che per Bellini quei soldi «costituivano somme che lo stesso si liquidava in modo autonomo e in assenza di qualsiasi controllo amministrativo» a titolo di rimborso spese. La commissione verifiche del Coni ha sollevato dubbi su almeno metà degli importi addebitati sulla carta: 54 mila euro non erano ammissibili e 26 mila andavano ulteriormente specificate. A ottobre Bellini ha rassegnato le dimissioni.
MAGHEGGI ALLE URNE Nonostante le misere retribuzioni ufficiali, certi incarichi, grazie a rimborsi spese e altri benefit, ingolosiscono molti. Anche perché molti dirigenti dello sport sono pensionati e diversi di loro sono invecchiati seduti sulla stessa poltrona: tre presidenti di federazione sono in carica da 23 anni, uno da 21, tre da 19, e dei restante 38 ben 27 sono in carica da più di due mandati.
I grillini hanno provato con un emendamento a ridurre a due i mandati, ma i membri della settima commissione del Senato, compresa la relatrice del ddl ed ex campionessa Iosefa Idem, sono riusciti a convincerli che quella norma non poteva essere retroattiva, per non diventare incostituzionale.

MALAGO PRESENTA LA CANDIDATURA AL CONI E SI DA UN AGGIUSTATINA 
MALAGO PRESENTA LA CANDIDATURA AL CONI E SI DA UN AGGIUSTATINA
 

Un’ argomentazione che in commissione avrà certamente appoggiato il senatore di Fi Cosimo Sibilia, dal 2009 presidente del Coni della Campania. Così quando la legge enterà in vigore tutti potranno farsi rieleggere per altri otto anni. Anche per questo nello sport per ottenere poltrone e incarichi c’ è chi è pronto fare carte false.
Tre presidenti sono decaduti per pasticci elettorali: quello degli sport equestri, del pentathlon moderno e dell’ hockey su prato. In quest’ ultimo caso i voti ai candidati risultarono superiori al numero dei votanti. Ma sarebbero a rischio brogli un po’ tutte le federazioni, persino quella del ping-pong, lo sport che si impara all’ oratorio.
Infatti la Vigilanza del Coni ha acceso i riflettori sulle votazioni del tennis tavolo e l’ indagine coinvolge atleti che dovrebbero partecipare ai prossimi giochi olimpici. Tutto parte da un esposto del 2015 di alcuni tesserati e riguarda il Centro sportivo dell’ aeronautica militare che grazie al suo “peso politico” avrebbe conquistato il pacchetto massimo di voti disponibile in un’ importante assemblea elettiva.

soro di tommaso foto mezzelani gmt158 
soro di tommaso 
 

Una forza elettorale conquistata grazie «all’ attività agonistica svolta» da quattro nazionali e prossimi olimpionici: Leonardo Mutti, Marco Rech Daldosso, Mihai Razvan Bobocica e Nikoleta Stefanova, dal 2009 tutti arruolati in aviazione. Peccato che il gruppo degli avieri nel periodo delle elezioni non avesse «alcun tesserato per la federazione» e nessuna squadra in serie A.
INAMOVIBILI Lo sport italiano invece che unirsi si divide per generare poltrone. All’ elenco delle 64 federazioni e discipline sportive bisogna aggiungere le associazioni benemerite, alcune guidate da figli d’ arte come Maurizio Romiti e Claudio Ciampi.
Risultano separate le associazioni degli atleti olimpici e azzurri d’ Italia, delle medaglie d’ oro, delle stelle al merito sportivo, dei veterani dello sport, dei pensionati del Coni e delle associazioni centenarie.
Difficile crederlo, ma il Coni riconosce pure l’ Unione italiana collezionisti olimpici e sportivi, i raccoglitori di spillette di eventi vari. La prova che in Italia un distintivo non si rifiuta a nessuno.

Logo CONI

I FIGLI DELLA CASTA; LE CAMARILLE

I FIGLI DELLA CASTA

Giovani: Tutti disoccupati tranne i figli di papà… ecco la classifica dei raccomandati


A dicembre, per il terzo mese consecutivo, la disoccupazione giovanile (15-24 anni) in Italia è stata superiore al 30%. Un giovane su tre è disoccupato, il tre per cento in più del dicembre dell’anno prima. L’unica “ricetta” proposta dal governo “prevede” il licenziamento facile di chi è già a lavorare, ma così il reddito delle famiglie sempre a terra rimane! Mentre l’aumento dell’età pensionistica di sicuro non aumenta i posti di lavoro disponibili, anzi…

Ma mentre i giovani normali non trovano lavoro per i figli di papà la crisi non arriva mai! Ne stiliamo una prima temporanea classifica:

Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi: 
I primi due sono già ai vertici dell’impero di Mediaset (Piersilvio presidente Mediaset, Barbara presidente Fininvest e Mondadori) la terza è nel consiglio di amministrazione del Milan Calcio, futura presidente. Per gli altri due presto in arrivo cariche equivalenti. Difficile negare l’effetto dello strapotere politico di papà sulle ricchezze ereditate… Consideriamoli in rappresentanza di tutti i “figli di” dei grandi poteri economici. A scriverli per intero non basterebbe un volume.

Renzo Bossi detto “il trota”: tre volte bocciato all’esame di maturità è consigliere regionale della Lombardia a oltre diecimila euro al mese e prossimo parlamentare europeo…

Michel Martone: ormai conosciamo tutti la storia del più giovane sottosegretario del governo Monti che ha definito “sfigati” gli studenti universitari in ritardo con gli studi. Il figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione ed ex-presidente dell’associazione nazionale magistrati. Il potentissimo papà chiamò nientemeno che Dell’Utri per trovare una sistemazione al figlio. Et voilà!

Mario Vattani, in arte “Katanga”: figlio di Umberto, uno dei diplomatici più potenti d’Italia. Già un anno dopo la laurea Mario era inserito nella carriera diplomatica per diventare giovanissimo console generale dell’Italia in Giappone. Purtroppo (per lui) il disprezzo fascista per la democrazia gridato a ogni esibizione musicale della sua doppia vita di naziskin ne ha improvvisamente interrotto la carriera. Richiamato in patria, ma vedrete che il papà rimetterà in moto le sue leve…

Cristiano Di Pietro: il figlio del leader dell’Idv, un parvenu della politica è stato candidato ed eletto alle elezioni regionali del Molise. Ma secondo Di Pietro senior “non è un trota”…


Cossiga Giuseppe: figlio di Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica. Giuseppe è stato vice coordinatore sardo di Forza Italia e la scorsa legislatura faceva parte della commissione Difesa della Camera.

Elisabetta Fatuzzo: figlia di Carlo Fatuzzo, fondatore del mitico “partito dei pensionati”, che l’ha fatta eleggere consigliere regionale della Lombardia

Umberto Previti: figlio di Cesarone, custode di molti dei segreti più inconfessabili di Silvio Berlusconi. Umberto gioca a calcio e Cesare penso bene di raccomandarlo a Lotito. In una telefonata intercettata nel 2006 sul figlio giovanissimo Previti rinfaccia a Lotito “Claudio, io so’ stato sempre ‘na persona seria, ‘na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà ‘a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino”. Detto fatto, Umberto diventò titolare delle giovanili dela Lazio..!

Giuseppe De Mita: nipote di Ciriaco De Mita. E che te lo dico a fare: attuale vicepresidente della giunta regionale della Campania

Geronimo La Russa: a soli 31 anni il figlio dell’ex-ministro della Difesa e post-fascista La Russa ha accumulato una quantità impressionante di incarichi e consulenze. Per la gran parte nelle società del gruppo Ligresti sodale del padre: ad esempio i posti del cda di Premafin, Finadin, Immobiliare Lombarda e della International strategy srl. Ma anche cariche elettiva come quella di vicepresidente dell’automobile club di Milano in quota al ministro Brambilla sempre durante il governo Berlusconi. Ma si potrebbe continuare…

Pietro Sbardella: figlio di Vittorio, famoso “squalo” della Dc. Entrato nel consiglio regionale del Lazio nelle file dell’Udc

Maura Cossutta: figlia di Armando, storico leader del pci di orientamento stalinista. Più volte eletta alla Camera dei Deputati prima con Rifondazione e poi con i Comunisti italiani. Finchè il padre non fu scalzato dal “trono” da Oliviero Diliberto

Alessandra Mussolini: difficile immaginare una carriera politica per Alessandra se non si fosse presentata come la “nipote del duce”….


Melchiorre Daniela: figlia del Generale della Guardia di Finanza Melchiorre e nipote del Cardinale Bovone. Prima avvocato e dopo magistrato militare, ha ricoperto la carica di vicesegretario regionale della Margherita in Lombardia. nel 2006 è stata nominata sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi.

Pili Mauro: figlio di Domenico Pili, pezzo da ’90 del PSI in Sardegna. Giornalista, è stato presidente della Regione Sardegna (famoso il suo discorso d’insediamento in cui citava cifre e dati relativi alla Lombardia…).

Ludovica Casellati: figlia di Elisabetta Casellati. Che appena nominata sottosegretario del governo Berlusconi la assunse direttamente al ministero come portaborse. Cuore di mamma

Leonardo Impegno: figlio di Berardo potentissimo segretario cittadino del Pci di Napoli alla fine degli anni ’70. Leonardo ne ha “ereditato” i voti diventando già nel 2006 il più giovane presidente del consiglio comunale di Napoli.

Piero Marrazzo: figlio di Joe Marrazzo, storico giornalista Rai. Appena laureato entra in Rai, in breve diventa conduttore del Tg2 e da lì il salto è breve verso diversi format di successo. Un trampolino fondamentale per la discesa nel campo della politica che ne farà il governatore della regione Lazio. Prima delle note vicende che lo hanno messo un pò ai margini dal potere che conta.

E potremmo continuare a lungo!

Poi ci meravigliamo che, secondo l’Isfol, un giovane su tre è alla ricerca di una raccomandazione come unica soluzione possibile!? Con questi esempi…

ps: 
l’elenco si limita ai “figli di” politici potenti e in un caso stranoto alla “nipote di”.
Per gli altri gradi di parentela come la “moglie di” (Fassino, Mastella) o il “marito di” o altri tipi di nepotismo (professori universitari, stelle dello spettacolo, magistrati, super-manager, alta burocrazia militare, chierici…) appuntamento alle prossime puntate

VAFFANQ LECAMARILLE

VAFFANQ

PATRIZio PARRINI

Ho inaugurato una nuova rubrica si chiama VAFFANQ e sta qui: http://guide.dada.net/satira/
e sapete chi ci metto dentro per primi? Quelli di Liberazione. Sentite la storia.

Quel gran quore di Carlo Gubitosa ha messo insieme a Biani, me e a pochi malinconici fuori di testa, l’inserto satirico che esce la domenica su Liberazione (intendiamoci bene, lavoriamo tutti aggratis, come da procedura standard con i giornali di sinistra).
Io scrivo a Bobo di Artefatti chiedendogli se mi lascia usare di tanto in tanto i suoi lavori (appropò, ci siete mai stati? Artefatti è ‘nu babba!) lui non fa problemi ed io mando una mail a Carlo per comunicargli il lieto evento. Per conoscenza mando una mail anche a Liberazione ma questa volta usando Gmail, che secondo me offre maggiori prestazioni di Hotmail.

Gmail quando rende una mail non usa il messaggio standard ma ti dice pure i motivi del mancato recapito. Sapete cosa mi ha scritto? Che la mia mail va direttamente nel cestino perche’ sono stato messo nell’inferno dei maledetti spammatori.
Perla madonna ( non vi preoccupate non è una bestemmia, l’ha detto pure la Casszione, e poi io mi riferivo alla cantante pop) Capisci come vanno le cose?
Se gli metti in piedi una pagina satirica aggratis, non si ricordano che sei quello che ogni tanto scrive contro quel famoso leadev chachemivato che piace tanto alle pvincipesse e che il comunismo in futuvo savà una piacevole tendenza, come le cravatte… (non ne faccio il nome per non fargli pubblicità)
Che gran cornuti

Boccaccia mia….

Aldo Vincent
GODERE CON LA LINGUA
Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani
(Tu, invece, cos’avevi capito, porcellino?)
http://www.giornalismi.info/aldovincent
http://guide.dada.net/satira/

http://img354.imageshack.us/my.php?image=vaffaineg..

Fiorenzo Fraioli

Quante galline hai?

Fiorenzo Fraioli_ARRESTATOIl signor A è un contadino di 87 anni che possiede alcune galline e qualche pecora. Coltiva l’orto con l’aiuto del figlio, un giovane uomo lievemente chiuso in sé stesso, e accudisce un’anziana sorella mite e sorridente. Il signor A è di intelligenza viva, parla un buon italiano seppur sbagliando qualche verbo, più per abitudine che per altro, e si capisce che ha vissuto tempi migliori. Da lui compro le uova fresche.

Entrambi siamo fuorilegge perché la vendita di uova non è consentita se l’attività non è dichiarata. “Quante galline hai?” si vide chiedere il signor A quella volta che, volendo produrre anche del formaggio, e desideroso di mettersi in regola, si rivolse agli uffici competenti. Non se ne fece nulla, per cui nessuno sa quante galline abbia il signor A. A me lo ha detto, ma non ve lo dico.

Abbiamo parlato delle regole che sovrintendono anche alle più minuziose attività economiche, rimanendo sorpreso nel constatare come il signor A sia ben consapevole che il loro vero scopo non è la tutela della salute pubblica, bensì quello di erigere ostacoli crescenti all’auto produzione, così da spianare la strada agli alimenti della filiera industriale. I quali sarebbero “più sicuri“. A dispetto di ciò v’è il fatto, incontestabile, che al mio paesello, dove ognuno alleva galline e pecore all’insaputa degli organi competenti, si vive a lungo; inoltre tanto più a lungo e in buona salute quanto più si fa parte di quella cerchia sociale che, avendo poco o nessun reddito, di allevar galline, pecore e coltivare l’orto fa di necessità virtù. Io li chiamo “gli antenati“, ed è sempre un piacere, per me, discorrere con loro. Lo dico senza timore di apparire snob, perché è oggettivo e verificabile che questi “antenati” abbiano un linguaggio molto più articolato ed evoluto dei giovini che si incontrano nei pub di città.

Gli antenati guidano trattori di loro proprietà, i giovini macchine sportive comprate a rate. Gli antenati si aggiustano i trattori da soli, i giovani per riparare le loro macchine fanno altre rate.

Ma la cosa più importante, e anche la ragione per cui ho scritto questo post interrompendo un lungo silenzio, è che quando ho detto al signor A che ESSI vogliono costringerci tutti al consumo esclusivo di alimenti della filiera industriale, lui mi ha risposto: “non ci riusciranno mai“. I giovini, tutti i giovini coi quali mi è capitato di fare le medesime considerazioni, mi hanno sempre risposto allargando le braccia. Come a dire “sì, è inevitabile“.

Mi farò delle galline – non dirò mai quante – e le lascerò scorrazzare nel prato.  Libere galline selvatiche, ovviamente, come me.

Fiorenzo Fraioli: Well? Shall we go?

Well? Shall we go?

Sottotitolato in italiano.
Oppure, se preferite un’epitome: Megghiu cumannari ca futtiri (Meglio comandare che fottere).
Poi, vabbè, ci sono quelli che: la razionalità dei mercati trionferà… Ovvero: dal piddinismo al pippinismo. Aspettando Godot.

Well? Shall we go?

Sottotitolato in italiano.
Oppure, se preferite un’epitome: Megghiu cumannari ca futtiri (Meglio comandare che fottere).
Poi, vabbè, ci sono quelli che: la razionalità dei mercati trionferà… Ovvero: dal piddinismo al pippinismo. Aspettando Godot.

Cinema Fiorenzo Fraioli: Early birds:

Early birds

Oggi ho incontrato un amico (di destra) che mi ha chiesto “per chi votiamo alle prossime politiche?“. Lui è un orfano di Fini (Gianfranco) il quale, a suo dire, è andato a prendere un caffè e non è più tornato. Dunque chiede a me, che percepisce come un amico di sinistra (ma non “de sinistra”) per chi votare alle prossime politiche.

Vi prego di notare il plurale: intendeva dire io e lui. Sa (sappiamo) di essere dalla stessa parte della barricata, lui di destra e io di sinistra, ma non abbiamo una bandiera sotto cui riunirci. Oddio, una ci sarebbe, la Costituzione del 1948, ma il partito della Costituzione dov’è? E come mai non c’è? Mi sono ricordato di una conferenza dello storico Alessandro Barbero (Alle origini della comunicazione aziendale: gli ordini religiosi del Medioevo) che vi invito a visionare.

Barbero fa un interessante paragone tra i modelli odierni di comunicazione aziendale e quelli adottati dagli ordini religiosi nel medio evo, per concludere che vi sono evidenti analogie e similitudini tra di essi. In entrambi i casi la comunicazione era ed è fondamentale per il raggiungimento di tre obiettivi: l’occupazione di un segmento di mercato, la crescita, contrastare la concorrenza di altri attori. Il successo essendo determinato dal numero di adesioni dal basso e da cospicui finanziamenti dall’alto.
Credo che quel che vale per il successo di una multinazionale e di un ordine religioso sia valido anche nel caso di un nuovo partito politico: servono le adesioni dal basso e i finanziamenti dall’alto. Ora immagino, considerata la platea dei pochi lettori di questo blog, che mentre le adesioni dal basso saranno considerate in modo positivo, seppure come un desiderio difficilmente realizzabile, l’idea della necessità di finanziamenti dall’alto, al contrario, susciterà un’impressione negativa. Devo purtroppo deludervi, ribadendo che è nella mia natura essere una persona con una visione poco romantica della realtà politica, e non solo. Devo dunque ricordare che, allo stesso modo in cui i nostri nemici sono capaci di allearsi con segmenti della classe lavoratrice elargendo mance e mancette al fine di dividerci, anche noi siamo obbligati ad agire nello stesso modo, ovvero a cercare nella schiera avversa quei gruppi di interesse disposti ad allearsi con noi in vista di un fine comune. A coloro che non sono d’accordo faccio notare che “scienze politiche” e “scienze morali” sono due indirizzi di studio diversi.
Il problema nasce dal fatto che ad oggi, in vista delle elezioni che si svolgeranno probabilmente nel 2017, o almeno (salvo eventi luttuosi per la democrazia) nel 2018, non esiste uno straccio di ordine religioso, pardon organizzazione politica, dal basso che sia così ampia da potersi proporre come soggetto al quale valga la pena indirizzare finanziamenti dall’alto in funzione di un’alleanza contro il nemico comune. Il quale, al contrario, ha costruito negli ultimi decenni una solida alleanza che vede come contraenti i grandi potentati finanziari e industriali dell’occidente e larghi strati sociali popolari e medio borghesi. Sono stati persi anni durante i quali i fondatori di ordini religiosi, pardon organizzazioni politiche dal basso, accecati dall’emergere improvviso di una nuova domanda del mercato politico, si sono fatti travolgere dallo spirito della concorrenza reciproca invece di coordinare gli sforzi al fine di alimentarla e farla crescere ulteriormente. Ed eventualmente, ma solo a quel punto, competere tra loro. Questi early birds della politica vanno dunque presi per quello che sono, uccelli mattinieri dal piumaggio variamente colorato, il cinguettio più o meno suadente e nulla più. Spariranno al primo colpo di fucile dei cacciatori, per altro prossimo perché l’apertura della stagione di caccia al dissidente è vicina, e di loro non resterà che il ricordo.
Per cavalcare la Storia, che è femmina, un buon arnese è condizione necessaria ma non sufficiente. Ci vogliono anche le palle. Avere le palle nella lotta politica significa non dare importanza a sé stessi, ma concentrare tutte le forze sull’obiettivo; significa non dare importanza al fatto di essere arrivati per primi ma, al contrario, rallegrarsi per ogni nuovo arrivo, nella speranza che possa raccogliere il testimone. Avere le palle in politica significa scegliere di essere dimenticati, purché la propria parte vinca, piuttosto che perdere ed essere ricordati.
Moriremo tutti, e l’unica consolazione sarà aver avuto coraggio. Odo in lontananza colpi di fucile…