Mese: Ottobre 2017

Avezzano, aggressione alla troupe di “Striscia la notizia”

Edoardo Stoppa, l’amico degli animali, tenta di intervistare un uomo sospettato di maltrattamenti ai cani denunciato dai vicini. Scattano gli accertamenti dei carabinieri

AVEZZANO. Una troupe del tg satirico “Striscia la notizia” è stata aggredita ad Avezzano da un uomo. Edoardo Stoppa, l’amico degli animali, è arrivato in città dopo una segnalazione. Nell’appartamento di una palazzina in via Infante ci sono diversi cani. Stando alla denuncia dei vicini, gli animali vivono in condizioni igieniche precarie e in tutto l’edificio si avverte un cattivo odore.
La trasmissione è andata in onda venerdì sera su Canale 5, mentre il blitz di Stoppa risale a martedì scorso. Il proprietario di casa si è scagliato contro l’inviato del tg satirico e contro una operatrice di ripresa, inseguendoli prima sulle scale e poi in strada, “armato” con un bastone.
I carabinieri della compagnia di Avezzano, agli ordini del nuovo capitano Pietro Fiano, stanno compiendo delle verifiche su quanto accaduto in via Infante. Ai militari non risultano denunce fatte in passato. Insieme ai forestali, si sta cercando di capire se si ravvisa il reato di maltrattamento agli animali. (r.rs.)

Sportube, la serie A sul telefonino mette in difficoltà le tv 

PESCARA. Rischia di andare in crisi un sistema consolidato, quello delle televisioni che finanziano il calcio italiano. E’ una possibilità all’orizzonte visto che la serie A da oggi sbarca su pc, tablet e smartphone. Quindi le partite in diretta non solo sul televisore di casa, grazie agli abbonamenti con Sky e Mediaset. Da oggi è possibile seguire la serie A anche in streaming grazie a Sportube, che fa capo al broadcaster globale Eleven Sports Company, nato nel 2015 e sbarcato sul mercato italiano lo scorso maggio.
La webtv trasmetterà – in modalità pay per view – le partite in base a un accordo di distribuzione con Serie A Tim Tv, che detiene il pacchetto E del bando dei diritti televisivi 2015-2018, un pacchetto minore che consente la trasmissione via internet su telefonini, tablet e computer (non sulle smart tv) di tre partite alla settimana scelte dalla Lega.
Si tratta di un’ulteriore crescita per Sportube che si è imposta trasmettendo in esclusiva le partite di serie C con il canale dedicato serie C Tv. Ai live della terza serie – e degli altri sport come pallacanestro e volley – dalla settima giornata iniziata ieri e per tutto l’arco della stagione, si affiancheranno le dirette streaming della serie A. I primi appuntamenti oggi alle 12,30 Napoli-Cagliari, alle 15 Benevento-Inter e alle 18 Milan-Roma. L’offerta, fruibile esclusivamente via internet su pc, smartphone e tablet, alla pagina http://www.sportube.tv/live, prevede di solito la diretta dell’anticipo del sabato alle 18 e di due gare la domenica, il lunch match delle 12.30 e una partita delle 15.
Non sarà necessario sottoscrivere alcun abbonamento mensile, saranno due le opzioni disponibili: la singola partita tra le tre in palinsesto al prezzo di 1,99 euro o il pacchetto con tutte le tre gare al prezzo di 3,99 euro.
Chiaramente si tratta di un’alternativa più economica a Sky e Mediaset. Che in questo avvio di stagione hanno visto diminuire gli ascolti relativi alle partite della serie A. Rispetto all’avvio di campionato di un anno fa, infatti, la massima serie ha perso circa 3 milioni di spettatori davanti al televisore. Le prime sei giornate di campionato hanno avuto complessivamente 35,1 milioni di spettatori, contro i 38,5 della stagione 2016/17.
Un confronto in cui non basta la partita in meno disputata quest’anno (Sampdoria-Roma) a spiegare la differenza di 3,4 milioni di spettatori, con un calo dell’8,83%, così come non basta la presenza di un big match come Inter-Juve tra le prime 6 gare della passata stagione. A livello di calo percentuale, la differenza più importante è stata per Premium, che ha perso circa il 10% di spettatori, mentre Sky si è assestata intorno a quota 8%. A livello di media ascolti per partita, la differenza resta consistente: -56mila spettatori di media a partita persi rispetto all’avvio di campionato 2016/17. Allo stesso modo, Premium perde circa il 10%, mentre Sky circa il 6,4%.
Sky e Mediaset finanziano il calcio investendo quasi un miliardo di euro l’anno. E stanno accusando il colpo, tant’è che hanno scritto alla Lega serie A lamentandosi della programmazione oraria delle partite. Le televisioni vorrebbero le big negli orari in cui l’ascolto è maggiore. Ovvero la sera. La Lega, invece, sta cercando di spostare qualche big alle 12,30 o alle 15 in modo tale da rendere più appetibile il prodotto calcistico all’estero, specialmente in Oriente dove si pensa si possano vendere meglio i diritti televisivi. Da qui alla fine dell’anno ci sarà il bando per l’assegnazione dei diritti tv per il prossimo triennio e il rischio concreto è che le televisioni che finora hanno foraggiato il calcio italiano perdano ascolti, perché superati a destra dalla piattaforma Internet che garantisce la visione delle partite su un mezzo più alla portata (telefonino, tablet o pc), e a prezzi più convenienti

San Benedetto dei Marsi, cibi al narcotico per rapinare il nonno

Badante marocchina rinviata a giudizio: addormentava il 91enne e i suoi familiari per derubarli: «Sonni profondi dopo aver mangiato la pasta riscaldata»

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Derubava l’anziano assistito e i suoi familiari, tra i quali un minore, dopo aver “condito” i cibi con un potente narcotico. Con l’accusa di furto e rapina, una badante domiciliata a San Benedetto dei Marsi, N.E.A., nata in Marocco 38 anni fa, è stata rinviata a giudizio dal gup Francesca Proietti. Il dibattimento è fissato per giovedì 9 novembre.
La donna era stata chiamata per assistere un anziano di 91 anni (oggi deceduto) e viveva nella sua casa insieme ad altri familiari, originari di Mozzagrogna, nel Frentano.
Proprio il figlio dell’anziano rimasto vedovo si è accorto di quanto accadeva. A far scattare la denuncia nei confronti della badante è stato un episodio in particolare. «Mia moglie, dopo aver mangiato della pasta riscaldata dalla badante», è il racconto di R.C., «è caduta in un sonno profondo, da cui si è poi risvegliata solo a seguito di numerose chiamate e scampanellii alla porta da parte di mia sorella. La badante era uscita e aveva chiuso la porta dall’esterno. Mia sorella si è preoccupata perché si è resa conto che mia moglie non capiva quello che le diceva, prima di ricadere nel sonno».
E non sarebbe stato l’unico episodio. «Una sera», aggiunge l’uomo, «mia moglie si è accorta che la badante versava qualcosa nella pentola della minestra, dopo aver tirato fuori un flacone dalla tasca. Poi ci siamo accorti della presenza di una sostanza di color rosa, all’interno della pentola». Quel giorno la famiglia è caduta in un sonno profondo.
Stando all’accusa, la donna versava nei cibi una sostanza narcotizzante, il Seroquel. In questo modo si è appropriata di diversi beni che appartenevano alla famiglia. Il reato di rapina si prefigura, secondo il pm Guido Cocco, perché nei confronti di cinque componenti della famiglia è stata utilizzata violenza, consistita nel somministrare il sonnifero. Gli episodi sarebbero avvenuti tra il marzo e l’aprile 2015. Il furto risale allo stesso periodo. N.E.A. è accusata di essersi appropriata di capi di biancheria (come completi di lenzuola ricamate a mano) e delle tende del soggiorno, portandoli via da un armadio e nascondendoli nella cantina dell’abitazione. Le buste, pronte per essere portate via, sono state trovate dai familiari nella cantina. I cinque componenti della famiglia si sono costituiti parte civile e vengono assistiti dall’avvocato Paolo Di Cesare. Hanno chiesto un risarcimento dei danni.
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Colpo nella tabaccheria: i ladri rubano gratta e vinci

Colpo da 12 mila euro alla tabaccheria di Farindola. Portate via sigarette di varie marche e gratta e vinci. Il furto è stato messo a segno nella notte tra venerdì e sabato. Dopo aver forzato la porta di ingresso, i malviventi sono entrati all’interno dell’attività, cercando di rubare in pochi minuti tutto quello che potevano. Ad accorgersi del colpo e a dare l’allarme sono stati, ieri mattina, i titolari dell’attività. Sul posto i carabinieri della compagnia di Penne, guidati dal maggiore Alessandro Albano, i quali hanno avviato le indagini per individuare i responsabili. Nessuno sembra aver visto e sentito nulla.

Lungo la strada e comunque in zona non sono presenti sistemi di videosorveglianza. La merce rubata inoltre non sembra essere coperta da assicurazione. La notte fra lunedì e martedì, preso di mira dai ladri a Villa Celiera la trattoria “Nonno Liborio” e l’abitazione dei proprietari, che si trova al piano superiore dell’attività. Portati via 1.500 euro in contanti e vari generi alimentari. I malviventi hanno agito mentre i proprietari dormivano. Hanno forzato la serratura di una porta del locale e una volta all’interno hanno preso un prosciutto, barrette di cioccolato, conserve e alcune attrezzature. Dopo aver ripulito per bene il ristorante attraverso una scala interna sono saliti nel piano dove alloggiano i titolari e si sono impossessati di banconote che erano poggiate sopra un mobile, oltre mille euro.

Pescara, Alessia scomparsa a 16 anni: l’angoscia dei genitori

Preoccupazione a Montesilvano (Pescara) per la scomparsa di una ragazzina di 16 anni, Alessia M., di cui non si hanno più notizie da venerdì. La ragazzina è uscita di casa per andare a scuola, ma non vi ha fatto più ritorno. Prima di far perdere le tracce, avrebbe inviato alla mamma un sms dicendo che era in compagnia di un’amica e quindi di non allarmarsi. E invece nulla. I genitori angosciati si sono rivolti ai carabinieri, a cui hanno sporto denuncia. Sono state avviate le ricerche su tutto il territorio. Al momento della scomparsa, la ragazza indossava pantaloni di raso rosa e una maglietta nera. I familiari invitano chiunque la dovesse incontrare a chiamare immediatamente le forze dell’ordine. Rivolgono un appello alla stessa ragazza a tornare al più presto a casa o comunque a dare notizie di sé, a far sapere quantomeno che è in buone condizioni. Con il passare delle ore infatti la preoccupazione cresce sempre di più. Il timore forte è che le possa succedere qualcosa o le possano fare del male, essendo una ragazzina che va in giro da sola. La fotografia di Alessia con la relativa richiesta d’aiuto è stata pubblicata dagli amici anche sui social network. Decine e decine le condivisioni su facebook.

Boschi interdetti e multe salate dei carabinieri, guerra contro l’abbandono illegale di rifiuti

Discariche abusive nel bosco di Patrica
Boschi interdetti e multe salate. Non è una guerra facile, ma c’è chi ci prova a contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Nei piccoli centri in prima linea contro i continui episodi di inciviltà ci sono i carabinieri. Nelle scorse ore i militari dell’Arma di Acuto hanno elevato nei confronti di un pensionato del luogo una sanzione di 1.200 e l’ordine di bonifica. L’uomo aveva abbondonato rifiuti speciali in una piazzola della superstrada Anticolana che collega Fiuggi con Anagni, all’altezza del Km.9,800. Nell’ultimo mese ci sono state altre denunce dei carabinieri per episodi simili. E’ successo ad Acuto dove un 39enne è stato multato per 600 perché ha abbandonato in maniera illegale rifiuti organici. A fine agosto, invece, a Morolo i carabinieri hanno denunciato una giovane che è stata identificata grazie alle buste paga che aveva gettato insieme a rifiuti di ogni tipo.

E sul tema delle discariche abusive va segnalata anche l’iniziativa del sindaco di Patrica, Lucio Fiordalisio, che nei giorni scorsi ha emesso una ordinanza di divieto di transito di veicoli a motore nel Bosco Comunale in località Resignano. «Una scelta motivata – ha spiegato il sindaco – dall’urgenza di contrastare la problematica dell’abbandono scellerato di rifiuti che negli ultimi tempi ha drammaticamente interessato quella zona. Delinquenti senza volto che danneggiano l’ambiente, e che caricano di costi l’amministrazione comunale e dunque fanno pagare la loro scorrettezza e la loro irresponsabilità ad ogni cittadino patricano». Il primo cittadino inoltre ha dato mandato all’ufficio tecnico del Comune per l’installazione di segnaletica, fototrappole e telecamere nella zona interessata da questi atti vandalici.

Roma, sputi contro il clochard: la notte brava della baby gang pubblicata su Instagram

Un raid in piena regola, nel cuore della notte, a due passi da Largo Argentina. Un gruppo di ragazzi, tutti sotto i 20 anni, prendono di mira, venerdì poco dopo le 2, un clochard che sta dormendo. Sputano all’indirizzo dell’uomo e riprendono la scena con il cellulare. La “bravata” deve finire sui social. I protagonisti sono amici – frequentano le stesse scuole e vivono negli stessi quartieri, dalla Cassia a Prati fino a Ponte Milvio – che insieme vogliono vivere un venerdì “alternativo” in Centro. Il tutto ripreso da quel Grande Fratello fai-da-te chiamato Instagram che sta diventando, con le sue storie usa e getta, veicolo per esibire sulla Rete le proprie “imprese” fuori dalla legalità. «Uomo che dorme», dice una voce narrante che al tempo stesso riprende la scena con il cellulare. La didascalia del video è eloquente: «Scozzi per il barbone». Il protagonista si avvicina al clochard e sputa sul suo volto, mentre la voce narrante ripete due volte “sudicio” e un’altra persona sghignazza. «Fuori da questa città», è la chiosa della storia virtuale che resta on-line per 24 ore, prima di sparire dal web, ma non dalla memoria delle centinaia di persone che l’hanno visualizzata. Il barbone sembra essersi reso conto di quello che è appena successo, si muove nel suo giaciglio di fortuna, ma capisce che è meglio non reagire.

VIDEO

TATUAGGI E CELLULARE
Quei ragazzi hanno le braccia tatuate, anche con simboli politici di chiara matrice estremista. Alcuni di loro hanno militato in organizzazioni neofasciste. Uno di loro è rimasto coinvolto negli scontri avvenuti a piazza Cavour nell’ottobre del 2016, che hanno visto fronteggiarsi violentemente ragazzi di Roma Nord e Roma Sud.  Poco prima del blitz a largo delle Stimmate, il gruppo è seduto su alcuni scalini, e continua a filmarsi. Birre alla mano parlano di droghe: «L’Mda (una delle più diffuse tra i giovani, soprattutto tra quelli che frequentano le discoteche, ndr) è la migliore al mondo», dice uno di loro. Gli altri intanto brindano al grido di “sieg heil”, condito anche da insulti omofobi che tutti si scambiano quasi a voler certificare la loro “mascolinità”.

I PRECEDENTI
Ma non è l’unica nottata alternativa del branco che ama scorrazzare per le vie del Centro con microcar ricoperte di adesivi dei movimenti politici giovanili in cui militano: pochi giorni fa gli stessi si erano ripresi mentre si divertivano a distruggere gli specchietti retrovisori delle auto in sosta, colpendoli con la loro macchina. Selfie di rito, video dimostrativo pubblicato sempre su Instagram, per accrescere la reputazione tra i loro compagni di classe e di scuola. Perché, ormai, le “bravate” sembrano avere valore soltanto se vengono documentate sui social. «Se io chiedo a mio padre 100 euro per una serata, lui mi risponde con una pernacchia», dice il 19enne che, poco prima, elogiava, bottiglia di birra alla mano, il “valore” dell’Mda, quasi a voler giustificare quei raid, privi di senso e intrisi di rabbia, per le vie del Centro. Un’ora dopo, lo stesso telefonino riprende il ritorno a casa di due della baby gang: sono le 4.47, come riportato sulla didascalia del video, e la microcar guida pericolosamente contromano su una strada che, a quell’ora, per fortuna, è deserta. Il weekend è ancora lungo, per la scuola c’è tempo fino a lunedì, quando si tornerà tra i banchi e si potrà già pianificare la prossima notte brava da videodocumentare.

L’abbraccio del Papa ai migranti: “Lottatori di speranza, porto i vostri occhi nei miei. Bologna non abbia paura”

L'abbraccio del Papa ai migranti: "Lottatori di speranza, porto i vostri occhi nei miei. Bologna non abbia paura"

Il Papa tra i migranti a Bologna (immagini ètv)

 

 

 

Francesco in una città in festa: nell’hub indossa lo stesso braccialetto dei profughi, poi selfie e strette di mano con ognuno di loro: “Molti non vi conoscono e si sentono in diritto di giudicare”. L’Angelus in piazza Maggiore, il pranzo con i poveri e la messa allo stadio

BOLOGNA – “Siete lottatori di speranza. Qualcuno non è arrivato perché è stato inghiottito dal deserto o dal mare. Gli uomini non li ricordano, ma Dio conosce i loro nomi e li accoglie accanto a sé”. Comincia con queste parole, pronunciate al centro di accoglienza per i migranti di via Mattei, la visita del Papa a Bologna, tra gli ospiti dell’hub in festa che gli danno il benvenuto urlando e chiamandolo per nome, le magliette con la scritta “Welcome” e i cartelli. Tra le tante tappe di Francesco, oggi, l’Angelus in piazza Maggiore, il pranzo con i poveri in San Petronio e la messa allo stadio davanti a 45mila persone. In mattinata Bergoglio ha parlato in piazza a Cesena, dove ha lanciato un monito alla politica contro la corruzione.

• “BOLOGNA NON ABBIA PAURA”
Francesco ha lodato Bologna. “Una città da sempre nota per l’accoglienza, dove qualcuno ha trovato un fratello da aiutare o un figlio da far crescere. Come vorrei che queste esperienze si moltiplicassero, la città non abbia paura di donare i cinque pani e i due pesci. Tutti saranno saziati. Bologna è stata la prima città in Europa, 760 or sono, a liberare i servi della schiavitù. Erano 5.855, tantissimi, eppure Bologna non ebbe paura, vennero riscattati dal Comune, dalla città. Forse lo fecero anche per ragioni economiche, perché la libertà aiuta tutti e a tutti conviene. Non ebbero timore di accogliere quelli che allora erano considerate non persone e riconoscerli come essere umani. Scrissero in un libro i loro nomi, come vorrei succedesse anche con i vostri nomi”, ha detto ai migranti che lo ascoltavano.

• L’INCONTRO CON I MIGRANTI E IL RINGRAZIAMENTO DEI VOLONTARI
All’hub di via Mattei, prima periferia della città, è una domenica di festa. Dopo la colazione gli ospiti si sono preparati con qualche cartello come “welcome Papa Francesco”, e “ho già visto troppa guerra”, mentre una ragazzina africana con le trecce gialle e nere sventola un orsacchiotto di peluche che sognava di dare al pontefice. Bergoglio riceve, come gesto simbolico, un braccialetto simile a quello fornito agli ospiti. “Molti non vi conoscono e hanno paura – ha detto nel suo discorso il Papa – questa li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene. Da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa, come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet. Oggi vedo solo tanta voglia di amicizia e di aiuto. Vorrei ringraziare le istituzioni e tutti i volontari per l’attenzione e l’impegno nel rendersi cura di quanti qui siete ospitati”.

• “NO A SFRUTTAMENTI SUI POVERI”
Sul fenomeno dell’immigrazione, ha aggiunto: “Richiede visione e grande determinazione nelal gestione, intelligenza e meccanismi chiari che non permettano distorsioni o sfruttamenti, ancora più inaccettabili perché fatti sui poveri. Credo davvero necessario che un numero maggiore di Paesi adottino programmi di sostegno privato e comunicatiro all’acolgienza e aprano corridoi umanitari per i rifugiati in situazioni più difficili. Vengo in mezzo a voi perché voglio portare nei miei i vostri occhi, nel mio il vostro cuore. Voglio portare con me i vostri volti che chiedono di essere ricordatei, aituati, direi “adottati”, perché in fondo cercate qualcuno che scommetta su di voi, che vi dia fiducia, che vi aiuti a trovare quel futuro la cui speranza vi ha fatto arrivare fin qui”.

Catalogna, il giorno del voto per l’indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti

Catalogna, il giorno del voto per l'indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti
(afp)

La giornata in diretta. Polizia sfonda porte seggio Puigdemont, ferita un’anziana a Barcellona durante una carica degli agenti, usati proiettili di gomma. Prefetto: “Costretti a intervenire”. Agenti anti sommossa dei Mossos sono arrivati presso la Generalitat. Il governo autonomo aveva invitato a “votare in ogni seggio e anche con le schede stampate da casa”

BARCELLONA –  La polizia anti-sommossa spagnola ha fatto irruzione nel seggio elettorale dove era previsto votasse il presidente Carles Puigdemont a Girona sfondando le porte che era stato chiuse dai cittadini presenti. Gli agenti hanno fatto irruzione all’interno accolti dal grido “Voterem” degli elettori, che hanno poi iniziato a cantare Els Segadors, l’inno nazionale catalano. Le urne e le schede sono state portate via dai volontari catalani. Il ‘President’ è poi riuscito a votare in un altro seggio a Girona. Almeno tre i feriti, fra cui un’anziana signora nell’irruzione della polizia spagnola nel collegio Freire del quartiere di Roquetes a Barcellona. Gli agenti spagnoli, in tenuta antisommossa, sono intervenuti con la forza in diversi collegi elettorali dove si sono registrati tafferugli con i votanti.

• POLIZIA SPAGNOLA USA PROIETTILI DI GOMMA
La polizia spagnola avrebbe usato proiettili di gomma in diverse occasioni, in particolare contro le persone che cercavano di allontanarsi dal seggio Ramon Llull di Barcellona. Ci sarebbe almeno un ferito. Sui social network girano numerosi filmati. Un ricercatore di Princeton, Jordi Graupera, ha postato un video nel quale un membro della Guardia Civil spara verso la folla a Barcellona e una foto in cui si vede il proiettile di gomma, di color verde. Anche l’account Twitter di The Local Spain parla di polizia che usa proiettili di gomma.

Lunghe code e assembramenti davanti ai luoghi del voto. Migliaia di persone si sono radunate qui tutta la notte in quella che per i catalani diventa a questo punto anche una prova di forza e di propaganda contro il governo di Madrid, che ha messo in pratica ogni misura possibile per evitare il voto.

La mossa che Barcellona aveva annunciato ieri (“troveremo modo di far votare comunque”) è arrivata poco prima delle 8 del mattino, a un’ora dell’apertura prevista dei seggi. La Generalitat ha lanciato il ‘censo universal’, una misura che consente il voto di ogni elettore in “qualsiasi seggio elettorale aperto” anche se non è quello di appartenenza dell’elettore e la possibilità di votare con le schede stampate a casa.

Catalogna, il giorno del voto per l'indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti

Secondo i media locali e testimonianze sui social network, la polizia catalana al momento non ha sequestrato il materiale elettorale – come invece aveva ordinato loro la procura spagnola – limitandosi a contare le persone presenti e a controlli sulla sicurezza, per poi andare via, in alcuni casi tra gli applausi dei cittadini che presidiano i seggi in vista dell’apertura delle urne.

Migliaia di poliziotti sono stati spediti da tutta la Spagna per impedire il referendum e tenere sotto controllo la situazione. Un convoglio di circa 30 furgoni della polizia non contrassegnati e un camion pieno di poliziotti hanno lasciato il porto di Barcellona poco dopo le 5 del mattino diretti verso le sezioni sedi di seggio.

Le sezioni dovrebbero aprire alle 9. Sui social media circolano già dall’alba le foto dei seggi allestiti nei diversi locali della Catalogna, con le urne che cominciano ad arrivare per essere predisposte al voto. Scuole già adibite a seggio sono pronte già a Barcellona, Badalona, Sant Joan Despì, Terrassa e Tremp. In alcune sezioni sono arrivate delle schede e le urne in plastica. Malgrado l’esplicito divieto delle autorità del governo centrale, moltissimi seggi sono rimasti presidiati dagli indipendentisti per l’intera nottata.

Barcellona, in centinaia accampati davanti ai seggi in attesa di votare

I giorni della vigilia sono stati un crescendo di accuse e di mosse e contromosse del governo spagnolo e del governo della Generalitat (la Regione) catalana. Oltre a sbarrare i seggi, il governo di Madrid ha preso il controllo del centro Telecomunicazioni Ctti della Generalitat, per staccare le applicazioni che consentono il conteggio dei risultati, ma anche un possibile ricorso al voto elettronico. Dura la reazione ufficiale degli indipendentisti: “È un attacco alla democrazia, votiamo lo stesso”. A prendere posizione è anche Pep Guardiola, l’allenatore catalano del Manchester City. “Io ho votato – dice -. Non si vota per l’indipendenza, ma per la democrazia