Month: November 2017

Nina Moric a processo a Milano per diffamazione a un follower Twitter. Lei si difende: “Quel profilo è un fake”

La pm Dolci l’accusa di aver insultato un 31enne che l’aveva contattata per un videoclip di musica latinoamericana

E’ finita sotto processo per diffamazione con l’accusa di aver “offeso la reputazione” di uno dei suoi follower su Twitter. La modella croata Nina Moric si è presentata in tribunale a Milano e, nel corso del suo interrogatorio, in aula si è difesa così: “Quel profilo Twitter non è mio, è un fake. L’ho aperto per la prima volta il 22 luglio scorso, giorno del mio quarantesimo compleanno. Fino ad allora non sono mai stata su Twitter”.

Stando all’imputazione formulata dalla pm di Milano Alessandra Dolci, la donna nel luglio 2014 avrebbe insultato un 31enne con alcuni tweet dopo essere stata da lui contattata per la realizzazione di un videoclip di musica latinoamericana: “Questa è la persona che mi tempesta di messaggi e accuse gratuite”. E ancora: “Ma solo a me capitano queste m…. !!! Ho fatto una super denuncia così se ne torna indietro”. Accuse che Moric oggi ha respinto: “Sono un personaggio pubblico e ho un’intensa vita professionale. Se dovessi denunciare tutti quelli che parlano di me sui social, non la finirei più”

Aggressioni con l’acido, la pg di Cassazione: “Il figlio di Martina sia affidato ai nonni materni, no all’adozione”

“I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato”: così il pg della Cassazione, Francesca Ceriani, che ha chiesto di affidare il figlio di Martina Levato ai nonni materni.

In pratica, il pg ha chiesto di accogliere il ricorsozeppieri_online_roma

con il quale i genitori di Levato (condannata a 20 anni per tutti i blitz applicando la continuazione per i reati contestati) hanno chiesto di ottenere in affidamento il nipote, nato nell’agosto 2015 quando la figlia era già in carcere.

“Anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti – ha continuato – dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto”.

Il pg ha sottolineato anche che il comportamento dei nonni nei confronti del piccolo, attualmente affidato a una comunità del Comune di Milano, è stato finora irreprensibile: “Hanno avuto con lui 46 incontri, senza mancare mai a un appuntamento tutte le volte che era loro consentito, e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato”. Se la Cassazione dovesse accogliere la tesi del pg, verrebbe annullata la decisione del Tribunale di Milano che ha dichiarato adottabile il piccolo. Di visione diametralmente opposta è il Comune di Milano, che ha avuto in affido il bambino, e che chiede, invce, di respingere la richiesta: “Rispettiamo le figure di questi nonni – ha detto il legale rappresentante del sindaco Sala – ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”

Renzi in Piemonte: “Centomila posti nel servizio civile, condannare le violenze dei naziskin”

Il treno di “Destinazione Italia” partito da Asti, con l’ex premier anche la sottosegretaria Boschi. Incontri con i dipendenti delle autostrade e di Eutelia e le vittime dell’Eternit

Matteo Renzi sul treno del Pd attraversa oggi il Piemonte. Partito stamane da Asti dopo la visita a una cooperativa sociale, il convoglio “Destinazione Italia” ferma a Casale Monferrato al parco Eternot per un incontro con i comitati Eternit, ooi tocca Trino Vercellese dove Renzi in bici percorrerà la ciclabile Vento con l’associazione nazionale ciclisti. Alle 16 al Castello Viaconteo di Vogogna, nel Verbano, è previsto un incontro con la comunità montana Terre Alte sulla legge per i piccoli comuni. Alle 18,15 a Biella il segretario dem visita l’Istituto tecnico per geometri di via Makalle.

“Sogno 100mila posti nel servizio civile”. Durante il primo tratto del viaggio in Piemonte l’ex premier ha affrontato i temi del servizio civile durante l’incontro con una decina di ragazzi impegnati nella coop sociale “Il Buon Seme”, al termine del quale ha detto di sognare un servizio civile da centomila posti. “Ascoltiamo alcune storie dalle quali tireremo fuori idee per il futuro – ha spiegato Renzi – in particolare sul servizio civile universale obbligatorio, come funziona oggi e in collegamento col terzo settore. Noi pensiamo che accanto ai bonus, agli 80 euro, accanto al bonus 18enni e a quello per la formazione ci debbano essere delle richieste da fare ai ragazzi. C’è una stagione dei diritti e una dei doveri. È questo caratterizzerà la proposta del Pd nelle prossime settimane e mesi. Come farla, mi piace l’idea di costruirla coi ragazzi”. “Ora – ha poi aggiunto Renzi – siamo a 50 mila posti, cioè abbiamo triplicare quello che c’era prima. Nel mio sogno, l’obiettivo è 100 mila”.

“Troppo teneri con i naziskin”. Matteo Renzi ha anche commentato l’irruzione dei naziskin a Como in occasione della tappa di “Destinazione Italia”. “Il Pd – ha detto – è in prima fila a dire che è uno scandalo e una vergogna, ma mi piacerebbe lo fossero tutte le forze politiche. Su questi temi non devono esserci divisioni”, ha aggiunto dicendosi “preoccupato per alcune considerazioni fatte in queste ore. C’è un atteggiamento quasi timido nel condannare gesti come questi, che invece vanno condannati da tutte le parti politiche”.

Renzi in Piemonte: "Centomila posti nel servizio civile, condannare le violenze dei naziskin"

Con i dipendenti delle autostrade

Con i dipendenti delle autostrade. Nel tratto tra Asti e Casale Renzi ha incontrato una delegazione di dipendenti delle concessionarie autostradali. “Temiamo – gli hanno detto – gli effetti del decreto che riduce la percentuale dei lavori dati in appalto alle concessionarie per la manutenzione. Prima avevamo diritto al 40 per cento delle manutenzioni ora rischiamo di vedere questa quota dimezzata. E di conseguenza saranno dimezzati i posti di lavoro” Il segretario del Pd ha risposto che “come partito ci impegniamo a modificare la norma. Noi siamo per ripristinare il 40 per cento”.

Eutelia. Sempre tra Asti e. Casale Renzi incontra una delegazione di dipendenti Eutelia: “Chiediamo una proroga della mobilità. Scade a dicembre. All’inizio eravamo 2.200, adesso siamo ridotti a 300. Abbiamo speranze di ricollocamento ma la prooroga ci serve”. 

Renzi in Piemonte: "Centomila posti nel servizio civile, condannare le violenze dei naziskin"

Al Parco Eternot di Casale

Eternit. La sindaca di Casale, Titti Palazzetti, lo guida nella visita al parco Eternot, che sorge dove c’era la fabbrica dell’amianto. “La ringraziamo per aver sbloccato da presidnte del Consiglio i 65 milioni necessari a completare la bonifica. Ora vogliamo che vengano finanziati anche gli altri progetti per la rinascita della città”. A Casale il segretario Pd incontra anche i familiari delle vittime insieme con la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. Il treno riparte per Trino Vercellese.

Milano, ciclista 59enne travolto da un’auto in piazza XXIV Maggio: è in coma

L’automobilista si è fermato per prestare soccorso. Impatto violento prima dell’alba, da ricostruire la dinamica dello scontro

Un ciclista di 59 anni è finito in coma dopo esser stato travolto da un’auto in piazza XXIV Maggio questa mattina prima dell’alba. La polizia locale, nel ricostruire la dinamica, parla di uno scontro frontale-laterale. Di certo l’impatto è stato molto violento.

La macchina ha centrato la bicicletta, ma è ancora da ricostruire chi dei due avesse la precedenza. L’automobilista si è fermato per prestare soccorso

Maxi evasione fiscale, professionista nei guai Lucca: commercialista livornese in concorso con un imprenditore raggira l’Agenzia delle Entrate per quasi mezzo milione

LUCCA. Un noto imprenditore livornese con la complicità di un commercialista lucchese era riuscito a creare a Lucca nell’aprile 2014 due Trust – una sorta di affido di beni immobili e mobili con un trasferimento di intestazione e l’amministrazione dei beni volta a favorire il beneficiario – spogliandosi così di tutto il patrimonio (84 beni tra appartamenti, garage e locali in uso commerciale) con l’unico scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate di Livorno che vantava crediti per un importo di 487mila 448 euro. A scoprire la presunta maxi evasione fiscale la Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della procura lucchese diretta dal sostituto Aldo Ingangi.

CHIESTO IL PROCESSO

Il magistrato ha chiuso le indagini e chiesto al gup Giuseppe Pezzuti di mandare a processo per reati tributari Riccardo Garzelli70 anni, imprenditore livornese in concorso con Maurizio Antonio Fontanini59 anni, dottore commercialista residente nella periferia cittadina e nel 2007 presidente del collegio dei revisori dei conti di Lucca Holding ai tempi dell’amministrazione targata Mauro Favilla. L’udienza camerale è stata fissata per il 17 gennaio 2018.

SEQUESTRO PREVENTIVO

Garzelli, attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari, era stato intercettato dalle fiamme gialle per debiti di circa 500mila euro (quindi di gran lunga superiore alla soglia dei 150mila euro che non riguardano la sfera penale, ma quella amministrativo-tributaria, ndr) riconducibili ad imposte relative ad affitti incassati nel tempo e mai pagati dall’imprenditore all’Erario. Il patrimonio di Garzelli, stando alla tributaria, era pari a 5,6 milioni di euro e venne sottoposto nel maggio scorso a sequestro preventivo in base ad un decreto emesso dal giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri e finalizzato al congelamento di disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie.

I DUE TRUST

A fornire gli strumenti giuridici all’imprenditore labronico che, per l’accusa, avrebbe finto di spogliarsi dei suoi beni immobili sarebbe stato il commercialista lucchese attraverso la sua preziosa consulenza e predisponendo

anche le bozze dei negozi giuridici necessari a raggiungimento dello scopo. Per le fiamme gialle quella spogliazione dei beni era solo formale, ma in realtà Garzelli aveva un potere di ampia gestione del patrimonio e tramite i trust riscuoteva gli affitti di appartamenti e garage».

In classe col coltello per punire la rivale. La preside: “Siamo scioccati”

Livorno: ragazza sorpresa con l’arma da un professore: denunciata al Tribunale dei minori e sospesa. La preside: siamo scioccati

LIVORNO. Porta in classe un coltello e lo posa sul banco. Chissà se e come voleva impiegarlo, fatto sta che alcune compagne la sentono parlare di un agguato da tendere a qualcuno, forse una coetanea, magari una persona esterna alla scuola. Eccolo, il bullismo declinato al femminile. Teatro una scuola superiore di Livorno (non pubblichiamo il nome dell’istituto per tutelare la privacy della minore protagonista dell’episodio) durante una mattinata di lezioni apparentemente normale, finita con la sospensione della ragazza, scoperta dal professore, e con una denuncia al Tribunale dei minori.

«È la prima volta che mi capita una situazione di bullismo di questa gravità», commenta sconcertata la dirigente dell’istituto. Con la ragazza denunciata, forse la capo-branco, che tra ingenuità e prepotenza, arriva in classe con un coltello dalla lama ricurva di circa 10 centimetri e lo “espone” sul banco. Poi, dopo il sequestro dell’arma, viene sorpresa a parlare con altre ragazzine, in classe, a voce alta, di una sorta di spedizione punitiva contro qualcuno. Tutti la sentono.

«La ragazza è stata sospesa per il possesso del coltello in classe: l’ha messo nello zaino, portato a scuola, tirato fuori sul banco e usato per tagliare la carta. È una cosa allucinante, anche se poi ha detto che non lo avrebbe usato contro nessuno», sottolinea la preside. Per la legge è un’arma quella portata nell’istituto scolastico. In gergo tecnico è “un’arma bianca” e in quanto tale non dovrebbe trovarsi tra i libri e i quaderni di una studentessa minorenne.

Invece c’è. Il professore vede che la ragazza sta tagliando la carta con un oggetto che è molto più di un taglierino. Si fa consegnare il coltello, riferisce alla presidenza il fatto e l’alunna viene sospesa, con tanto di denuncia al Tribunale dei minori e segnalazione sia alla questura sia ai servizi sociali. La preside, rispetto all’accaduto, convoca subito un consiglio disciplinare. In quella sede sono tante le domande che vengono fatte alla studentessa, presente all’incontro: come ha avuto quel coltello? Perché l’ha portato in classe? A che cosa le serviva? Voleva usarlo per aggredire? E nel caso chi? «La ragazza ha risposto che quel coltello lo aveva trovato senza specificare dove e che l’aveva portato in classe per tagliare la carta. Ha detto che non pensava di fare niente di male e che non lo voleva usare contro nessuno: si è giustificata così», continua la preside che ci tiene a ribadire che l’istituto si è attivato immediatamente per risolvere la questione, per ripristinare la normalità in quella classe che non nega essere «un po’ problematica».

La dirigente non manca di commentare anche la presunta aggressione che si stava pianificando in classe: «È una grave forma di bullismo che speriamo di aver fermato con la sospensione di questa ragazza che, va detto, ha una situazione familiare complicata». La studentessa frequenta la prima ed è ripetente. La preside aggiunge: «La ragazza è sospesa, abbiamo parlato a lungo con la famiglia, abbiamo detto loro che la figlia ha bisogno di essere seguita. Come istituto siamo a disposizione del Tribunale dei minori e della famiglia stessa, se occorre, per un percorso comune di recupero. È chiaro che la sospensione da sola non basta: lo abbiamo fatto per tutelare gli studenti, la classe e la scuola, ma siamo disponibili, ribadisco, a essere di aiuto, secondo quanto disposto dagli enti preposti». E chiude: «Ho saputo dai professori che l’atmosfera di quella classe adesso è più tranquilla».

In Toscana è arrivato il Grande Freddo: fiocchi di neve fino a 300 metri di altitudine Temperature a picco nel fine settimana

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Maltempo in arrivo in alcune zone della regione: nel weekend pioggia sulla costa, ma nell’entroterra nevicherà fino a bassa quota Un’immagine della perturbazione dal satellite

FIRENZE. Da giorni è arrivato il Grande freddo, ma l’ondata di gelo non finirà certo adesso. Nel fine settimana – lo confermano, fra le altre, le previsioni del Consorzio Lamma Toscana – il maltempo porterà già a partire da venerdì primo dicembre neve a bassa quota, fino a 300 metri in Lunigiana. “Quota neve intorno ai 500 metri – si legge infatti nel bollettino meteorologico di venerdì 1° dicembre – ma localmente in mattinata possibili episodi di neve nei fondovalle di Lunigiana e Garfagnana. Miglioramento nella seconda parte della giornata”.

VIDEO: Ondata di maltempo del 13 novembre, il grande lavoro dei vigili del fuoco in Toscana

Maltempo in Toscana, il grande lavoro dei vigili del fuocoFoto e video degli interventi dei vigili del fuoco dopo l’ondata di maltempo che ha colpito il 13 novembre la Toscana (video di Alessandro Bientinesi) – L’ARTICOLO

LE PREVISIONI

Le perturbazioni, però, non si esauriranno venerdì. Ma continueranno per tutto il weekend, quando la neve interesserà gran parte dell’Appennino tosco-emiliano: 300-400 metri in Lunigiana, 600 sulla Montagna pistoiese, mentre la quota indicata dal Lamma è di 700 metri per le Apuane. Per il Consorzio di Cnr e Regione Toscana, infatti, il tempo per la giornata di sabato 2 dicembre sarà “nuvoloso o molto nuvoloso con precipitazioni anche a carattere di rovescio in particolare in Appennino e sulle zone centro-meridionali. Neve in Appennino intorno ai 500 metri e sull’Amiata intorno ai 1000 metri”.

VIDEO: Maltempo del 13 novembre: la bufera di neve alla Doganaccia

Maltempo, bufera di neve alla DoganacciaFitta nevicata fin dalle prime ore del mattino vicino all’Abetone: ecco le immagini dalla pagina Facebook “Doganaccia” – L’ARTICOLO

“L’aumento della pressione tra Islanda e Groenlandia – si legge invece sul portale meteorologico 3bmeteo.com – con la costituzione di un anticiclone di blocco in Atlantico porteranno il fronte polare ad abbassarsi di latitudine tanto da gettarsi sul Mediterraneo.

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La grandine a San Donato

Lucca si sveglia imbiancata dalla grandine

Forti precipitazioni nella notte. Il ghiaccio rallenta il traffico sull’autostrada Firenze-Mare

I nostri mari saranno attraversate da masse d’aria dalle caratteristiche diverse con una serie di ondate di maltempo. Considerevole è il nucleo freddo per fine novembre, fino a -38°C a circa 5.000 metri, che si porterà dapprima sulla Francia per poi gettarsi sul Mediterraneo. Due gli effetti: la neve fino in pianura al Nord e nuove intense precipitazioni per diverse regioni del Centro Sud”.

A LIVORNO UNA TROMBA MARINA

I primi episodi di maltempo già nella mattinata di giovedì 30 novembre. Al largo del porto di Livorno, infatti, si è verificata una nuova tromba marina. Il fenomeno è stato fotografato (lo si può vedere sotto) dal meteorologo Lorenzo Catania. Una seconda – spiega il giovane esperto – “stava arrivando a terra ripresa dal porticciolo d’Ardenza (penso abbia toccato la scogliera tra la Ballerina e il moletto), però si è dissolta subito”.

La tromba marina al largo di Livorno...
La tromba marina al largo di Livorno (foto Lorenzo Catania)

INTENSA GRANDINATA A LUCCA

Una violenta grandinata, inoltre, ha interessato tutta la Lucchesia nelle prime ore della mattinata di giovedì 30 novembre. Molti automobilisti si sono trovati con il ghiaccio sulle macchine, che in diversi hanno anche scambiato per neve. Qualche problema, anche a causa della formazione di ghiaccio, sull’autostrada Firenze-Mare nel tratto tra il casello di Capannori e lo svincolo per la Bretella: si sono formate code per un paio di chilometri. Durante un temporale, poi, un fulmine ha colpito la centralina elettrica all’incrocio tra la via di San Donato e via delle Città Gemelle.

Bari, sindacato Uiltucs: “Licenziato da Ikea per 5 minuti di pausa in più”

La denuncia dellʼ Unione italiana dei lavoratori dei settori turismo, commercio e servizi: lʼuomo, padre di due bambini piccoli, è stato cacciato dopo “ben 11 anni di lavoro impeccabile”

Licenziato per essersi trattenuto in pausa 5 minuti in più. È quanto accaduto a Claudio, un lavoratore di Ikea, padre di due bimbi piccoli. La sede è quella di Bari, da cui l’uomo è stato cacciato “dopo ben 11 anni di lavoro impeccabile”. La notizia arriva dal sindacato Uiltucs, che – in un comunicato ufficiale – parla di licenziamento “illegittimo e vergognoso”, e di provvedimento “eccessivo e sproporzionato”. È il secondo caso in pochi giorni: recente è anche il licenziamento della 39enne madre di due figli nella sede di Corsico, Milano.

“Anche a Claudio, come alla mamma lavoratrice di Milano, va tutto il nostro sostegno”, ha spiegato Ivana Veronese, segretaria nazionale della Uiltucs, Unione italiana dei lavoratori dei settori turismo, commercio e servizi, che segue a livello nazionale le trattative con Ikea. La donna licenziata a Milano, “che stiamo supportando, come Uiltucs, anche con lo sciopero unitario e le assemblee unitarie in corso, ha tutte le ragioni. Così come Claudio, il cui licenziamento è illegittimo, vergognoso. Entrambi i casi sono sintomatici di una situazione difficilmente sostenibile, in Ikea, che si sta aggravando sempre di più”, ha aggiunto Veronese.

L’ultimo caso – “Il provvedimento verso Claudio è eccessivo e sproporzionato. L’azienda non ha poi avanzato tutte le contestazioni appena avvenivano i presunti ritardi nel rientro in servizio dalla pausa, ma ha atteso di sommarle. Per questo, per noi, è un licenziamento senza dubbio illegittimo e sarà impugnato a livello legale. Daremo battaglia dal punto di vista sindacale, non ci fermeremo. Dobbiamo affrontare senza esitazione casi come questo, casi sintomatici che sembrano il tipico esempio del ‘colpirne uno per educarne cento’ che rifiutiamo con forza”, ha dichiarato Giuseppe Zimmari, segretario generale della Uiltucs Puglia.

Raccolte 25mila firme e migliaia cartacee – “È un clima molto pesante quello che si respira in Ikea ultimamente – ha dichiarato ancora Veronese – e i licenziamenti sono la punta di un Iceberg. Anche per questo motivo da una decina di giorni, insieme ai lavoratori dipendenti di Ikea Italia, abbiamo lanciato la campagna #CambiaIkea”. Campagna che, in una settimana, ha raccolto 25mila firme web e migliaia cartacee.

Ma da cosa nasce questo malcontento? “Tra le questioni che hanno fatto scattare la mobilitazione dei dipendenti i sempre peggiori rapporti sindacali, decisioni unilaterali e non condivise da parte di Ikea, prepotenze su cambi di mansioni, variazioni di turni e orari, lavori part time con poche ore e conseguenti miseri stipendi, l’assenza da anni di contratto nazionale e non solo”, ha aggiunto Veronese.

A parlare anche Bruno Boco, segretario generale Uiltucs: “E’ necessario, ora più che mai, l’interessamento diretto di Ikea Italia che non può restare indifferente all’appello dei lavoratori. Manca meno un mese a Natale e la ripresa del dialogo, costruttivo e non di facciata, sarebbe un bellissimo regalo per tutti”.

“Ho due figli, un mutuo e Ikea mi ha licenziato illegittimamente”

“È stato un fulmine a ciel sereno, una doccia fredda”. Claudio Amodio lavorava nello stabilimento Ikea di Bari da quasi undici anni. Qualche settimana fa è stato licenziato per aver trascorso “alcuni minuti oltre la mezz’ora di pausa da me regolarmente timbrata”, sottolinea.

Un provvedimento che, come il segretario regionale Marco Dell’Anna e il segretario nazionale Ivana Veronese, della Uiltucs (Unione italiana dei lavoratori turismo commercio servizi), il suo sindacato di riferimento, anche lui definisce “illegittimo”. Per questo ha deciso di impugnare il licenziamento. Quarant’anni, Claudio vive a Monopoli, con la moglie – “che fortunatamente ha un contratto di lavoro part time” – e i loro due figli, una bimba di 5 anni e un bimbo diciotto mesi. È stato assunto da Ikea, spiega ad HuffPost, quando lo stabilimento era ancora in fase di “build up, praticamente era ancora un cantiere”.

In che anno?

“Sono stato assunto il 20 novembre 2006 e lo stabilimento ha aperto i battenti il 14 febbraio del 2007”.

Che tipo di contratto aveva, Claudio, e di cosa si è occupato?

“In questi quasi undici anni, ho sempre lavorato nel settore logistica, in pratica mi sono occupato dello scarico delle merci e del riempimento di tutto il negozio. Quanto ai contratti, nei primi mesi, nel periodo cosiddetto di prova, sono stato assunto con un contratto part time a 20 ore a settimana, a tempo determinato. Ultimato il periodo di prova, ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato, di 20 ore settimanali con aumento di 10 ore per esigenze di negozio, ma sempre stato tutto regolare, scritto. Dopo un altro tot di mesi, scusi ma non ricordo le date precise, ho avuto un contratto a trenta ore fisso e poi full time a tempo indeterminato”.

Le piaceva il suo lavoro?

“Sì e sono sempre stato a disposizione dell’azienda. Tenga presente che vivo a Monopoli e nel settore logistica si lavora, ovviamente su turni, dalle 5 del mattino alle 9 di sera. Quando avevo il turno delle 5, per poter raggiungere Bari mi alzavo alle tre e mezzo e in questi quasi undici anni, ogni giorno lavorativo, tra andata e ritorno, ho fatto un centinaio di chilometri per raggiungere lo stabilimento e, dopo il lavoro, tornare a casa”.

E dunque cosa è successo?

“Guardi, non ricordo molto”.

In che senso?

“Per me, ripeto, è stato come un fulmine a ciel sereno. Verso metà ottobre mi hanno dato, consegnandomela a mano, una lettera in cui mi si contestava qualcosa che è successo mesi prima, ad agosto”.

Esattamente, cosa le è stato contestato?

“Si parla di minuti trascorsi oltre la pausa di mezz’ora da me regolarmente timbrata”.

Quanti minuti, scusi?

“Non ricordo, non ho le carte adesso. Ma, come ho detto poco fa, si faceva riferimento a qualcosa che è successo mesi prima. Sfido chiunque a ricordare cosa ha fatto in un determinato giorno di tre mesi prima”.

Dopo la consegna della lettera di contestazione cosa è accaduto?

“Nel momento stesso in cui mi è stata consegnata la lettera di contestazione, sono stato sospeso, ho dovuto lasciare il mio posto di lavoro. Una sospensione cautelativa, durante la quale mi si retribuiva lo stipendio fino a nuova comunicazione dell’azienda”.

E lei cosa ha fatto?

“Nei giorni successivi, insieme al funzionario Uiltucs che si sta occupando del mio caso al quale mi ero rivolto, ho incontrato il mio responsabile diretto in Ikea e ho fornito le mie giustificazioni, anche alla presenza del manager delle risorse umane dello stabilimento. Qualche settimana dopo, intorno alla metà di novembre, non ricordo se il 13 o il 14, è arrivata la risposta dell’azienda”.

Cioè?

“Mi hanno licenziato perché si è interrotto il rapporto di fiducia. Ma si tratta di un provvedimento illegittimo”.

Perché?

“Guardi, io non mi ritengo chissà quale santo, ma ho sempre lavorato con molta devozione. No, non mi aspettavo una decisione del genere”.

Come sta adesso, Claudio?

“Non bene, anzi, lo scriva pure, male. Cerco di reagire, sia io che mia moglie cerchiamo di non far pesare ai bambini questa situazione che non ci aspettavamo potesse capitarci. Abbiamo fatto un mutuo per sistemare casa e adesso trovare un altro lavoro non sarà certo semplice. Ho sempre ritenuto Ikea un ottimo posto di lavoro, è sempre stata un’azienda attenta, la migliore nella quale io abbia lavorato. Mi sono sempre sentito trattato come in una famiglia, in questa grande scatola blu. Peccato che le cose siano andate così”.