Month: January 2018

Donna spinta sotto la metro a Roma: fermato un uomo. “Gesto di follia”

092521991-64e66fda-07eb-41ee-b533-c3ae6e560090È stato fermato dai poliziotti della squadra Mobile di Roma un uomo considerato responsabile di aver spinto venerdì una cittadina peruviana sotto la metro a Roma. Si tratta di un italiano di 47 anni, I.T., rintracciato nella notte a casa, che ora è accusato di tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sembra che si tratti del gesto di un folle e che i due non si conoscessero. È successo tutto in pochi secondi venerdì pomeriggio, sui binari della stazione Eur Fermi, sotto gli occhi delle telecamere di sicurezza. Le immagini mostrano l’uomo che si avvicina alla donna, la spinge, lei cade rimanendo incastrata tra il convoglio e i binari, mentre l’uomo scappa, facendo perdere le sue tracce. A quanto ricostruito, l’uomo ha spinto all’improvviso la 47enne peruviana senza che ci fosse nessun tipo di discussione  tra loro e si è poi allontanato tra la folla presente sulla banchina. La vittima, una donna peruviana di 47 anni, è ricoverata all’ospedale San Camillo in gravi condizioni: ha subito fratture multiple, al bacino, alle pelvi, al femore, ha perso moltissimo sangue e parte del cuoio capelluto. Nell’incidente ha perso l’avambraccio sinistro e, dopo il lungo intervento chirurgico cui è stata sottoposta nel pomeriggio, la prognosi resta riservata.

Si apre l’anno giudiziario: “Ventitremila processi penali pendenti, occorre puntare sulla depenalizzazione”

“Una decisa depenalizzazione, perché la sanzione penale sia riservata ai casi più gravi di violazione della legge, con pene anche non necessariamente pesanti ma rapide, effettive, a breve distanza dal reato commesso; semplificazione delle procedure; una più incisiva riforma della prescrizione che, così com’è attualmente, anche con la recente riforma, contribuisce a favorire l’aumento indiscriminato degli appelli nella speranza (fondata) di vedere tutto prescritto; una seria e programmata copertura degli organici sia dei magistrati che del personale amministrativo”.

Sono le richieste che provengono dall’inaugurazione dell’anno giudiziario di Torino, dove l’emergenza prescrizione e lentezza dei processi è tutt’altro che risolta. Come ha spiegato Edoardo Barelli Innocenti, presidente vicario della Corte d’Appello, per “invertire l’attuale corso delle cose” e non rassegnarsi “ci vuole la volontà politica di cambiare effettivamente, intervenendo a fondo sulla giustizia penale”. Perché, dice Barelli Innocenti, “se osserviamo bene le statistiche di questi ultimi anni, notiamo che i processi penali pendenti nel 2006 presso la Corte d’Appello di Torino erano circa 10mila mentre dieci anni dopo erano aumentati a oltre 23mila”. Tutto ciò deve essere attribuito solo ai magistrati, considerati peraltro tra i più produttivi d’Europa? La risposta che proviene dal distretto di Torino è “no”.

“È importante che dopo le discussioni, a volte infinite, si decida – dice Barelli Innocenti – perché la democrazia è un metodo di governo in cui si discute, anche aspramente, ma poi una decisione deve essere presa, verificandone in seguito la bontà e l’efficacia, intervenendo, se del caso, con delle correzioni”.

“Uno degli aspetti più seri e più drammatici della cosiddetta crisi della giustizia si annida proprio nella fase del giudizio di appello – ha affermato il procuratore generale Francesco Enrico Saluzzo – Anche nella nostra corte si sono registrati ingiustificabili e sciagurati casi di prescrizione di reati gravissimi”. Organico insufficiente, personale amministrativo ridotto all’osso, informatizzazione non ancora sufficientemente avanzata: la considerazione che ne deriva è durissima: “Ad oggi tutto si regge sul maggior lavoro di magistrati e personale amministrativo ai quali sono richiesti sforzi straordinari. Ma quanto potrà durare questo sforzo supplementare?”.
Ed è partendo da queste premesse che il procuratore generale arriva a dire che “i cittadini non hanno fiducia nella giustizia o comunque non ne hanno a sufficienza”.

Elezioni, i nomi dei candidati del Parrito Democratico in Toscana

L’elenco (non definitivo) vede Renzi al Senato a Firenze. Mentre l’ex candidato sindaco di Roma, Roberto Giachetti, correrà per l’uninominale a Sesto

3 (Firenze-Mugello-Empoli): David Ermini, Laura Cantini, Filippo Sensi, Angela Bagni
Toscana 4 (Arezzo-Siena-Grosseto): Alessia Rotta, Luca Sani, Vittoria Doretti, Simone Bini

COLLEGI PLURINOMINALI SENATO

Toscana 1 (Firenze-Prato-Lucca): Roberta Pinotti, Andrea Marcucci, Caterina Biti, Lorenzo Becattini
Toscana 2 (Arezzo -Pisa-Livorno): Francesco Bonifazi, Caterina Bini, Giuliano da Empoli, Katia Faleppi

Il Pd verso un altro congresso a Bologna

Critelli è in lista: se eletto dovrà lasciare la segreteria e si dovrà svolgere una nuova assise provinciale a distanza di tre mesi

BOLOGNA – Chiuse all’alba in direzione a Roma le liste del Pd per le politiche. La sorpresa più grande è il nome del segretario in carica di Bologna Francesco Critelli, mai uscito nei giorni precedenti e mai indicato tra i papabili da via Rivani, che entra in lista nel collegio uninominale di Bologna che comprende la pianura. Sarebbe stato lo stesso Renzi, secondo le prime indiscrezioni, a chiedere al leader bolognese di essere della partita, al fotofinish prima della chiusura sui nomi, nell’ottica di un rinnovamento dei parlamentari e per dare rappresentanza a tutto il Pd bolognese. Una novità, quella di Critelli, che rischia di avere ripercussioni anche a Bologna, visto che a norma di statuto la carica di segretario provinciale e quella di parlamentare sono incompatibili. Dunque nel caso in cui il leader bolognese fosse eletto si tratterebbe di rifare il congresso svolto da appena qualche mese, oppure di trovare un accordo nel Pd per sostituire il leader eletto. A meno naturalmente di altre sorprese. Il tema verrà comunque affrontato dopo il voto.

Liste Pd, escluso Lo Giudice: “Ma non è un arretramento sui diritti civili”

Con Critelli alla Camera il cuperliano Andrea De Maria, nel collegio di Bologna città, il renziano Gianluca Benamati in quello di Bologna Casalecchio, e il prodiano Serse Soverini, uno dei “ragazzi del ’96” che costruì l’Ulivo al fianco di Romano Prodi, nel collegio di Imola, in quota “Insieme” (la lista prodiana creata da Giulio Santagata)

Per il Senato confermato nel collegio di Bologna città l’alleato Pierferdinando Casini, mentre sul collegio condiviso con Ferrara la candidata è la prodiana Sandra Zampa. SuI listini proporzionali, per la Camera la capolista è l’ex segretaria Cgil Carla Cantone, seguita dal leader della minoramza bolognese Luca Rizzo Nervo. Mentre al Senato il listino prevede come capolista il sindaco uscente di Imola Daniele Manca, seguito dalla pugliese Teresa Bellanova, sottosegretaria al lavoro, da Ernesto Carbone e infine da Francesca Puglisi.

Escluso dunque Sergio Lo Giudice, il senatore uscente, rappresentante della comunità Lgbt, di cui ieri Arcigay aveva chiesto con insistenza il reinserimento in lista. Potrebbe rientrare invece alla Camera, nel listino proporzionale, la cuperliana Marilena Fabbri. Fabbri potrebbe entrare in terza posizione, in teoria non eleggibile, ma potrebbe in ogni caso farcela se Cantone – che è candidata anche altrove – dovesse optare per l’elezione in un altro collegio.

Pd, spaccatura nella notte: direzione approva le liste, ma minoranza non vota

Direzione congelata fino alle due e trenta in attesa di definire le candidature. Minoranza contesta: “Non siamo noi la causa, non siamo stati consultati”. Poi si astiene dal voto al Nazareno. Renzi: “Esperienza devastante”. I collegi: Boschi a Bolzano, Lorenzin a Modena, Bonino a Roma, Padoan a Siena e Minniti a Pesaro. A Parma c’è Lucia Annibali

ROMA – Le candidature del Pd sono passate senza il voto delle minoranze. Nella lunga notte del Nazareno, le componenti che fanno capo ad Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno accettato, dopo qualche esitazione, di entrare e partecipare alla direzione del partito, inziata alle due trenta, ma il Guardasigilli dal palco ha espresso le sue perplessità sul metodo di scelta che ha portato a condividere le scelte con le minoranze solo – ha affermato – al termine una giornata di fibrillazione ininterrotta: “Non è questione di posti, ma non siamo stati consultati: chiediamo un’ora di tempo per capire come sono stati decisi alcuni nomi”, è il senso dell’intervento di Orlando nella riunione a porte chiuse. La richiesta è stata messa ai voti e bocciata. A quel punto il ministro e il governatore pugliese hanno abbandonato la direzione insieme a Gianni Cuperlo e ai loro fedelissimi. E alla fine, quando mancavano pochi minuti alle quattro del mattino, la direzione ha approvato le liste ma senza le minoranze.

· L’ELENCO DELLE CANDIDATURE
A snocciolare la litania dei candidati e dei collegi davanti alla direzione è stato in il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini: Maria Elena Boschi corre nel collegio uninominale di Bolzano alla Camera, Beatrice Lorenzin sarà candidata alla Camera nel collegio di Modena, Valeria Fedeli al Senato nel collegio di Pisa. Il segretario Matteo Renzi sarà candidato, come annunciato, nel collegio uninominale di Firenze al Senato e in due listini plurinominali, in Campania e Umbria. Pier Ferdinando Casini correrà nel collegio uninominale di Bologna per il Senato. In Emilia anche Lucia Annibali all’uninominale Camera a Parma (dove è cittadina onoraria), Dario Franceschini alla Camera a Ferrara, a Reggio Emilia Graziano Delrio (Camera) e a Ferrara Senato Sandra Zampa, mentre Emma Bonino è a Roma per il Senato. Paolo Gentiloni sarà candidato al collegio Roma 1 per la Camera e in due listini proporzionali nelle Marche e in Sicilia. Saranno candidati Cesare Damiano Barbara Pollastrini, che in un primo momento erano stati esclusi. A Roma 2 correrà Marianna Madia, mentre Matteo Orfini sarà a Torre Angela. Confermata la candidatura di Pier Carlo Padoan a Siena e quella di Marco Minniti a Pesaro. Correrà a Nardò invece Teresa BellanovaBenedetto Della Vedova sarà candidato al collegio di Prato alla Camera. Beppe Fioroniè in lista a Viterbo al Senato.

Spazio per Riccardo Nencini nel difficile collegio di Arezzo, Gianni Cuperlo a Sassuolo, Gianni Pittella a Potenza. È in lista anche l’ex presidente della Basilicata Vito De Filippo. Torna il costituzionalista Stefano Ceccanti mentre tra le new entry c’è il portavoce di Gentiloni (e già di Renzi), Filippo Sensi. In Campania sarà candidato Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, ma anche Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli che era finito nella bufera per aver suggerito di offrire “fritture” per la campagna elettorale per il referendum.

Tra gli esclusi, Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa ed emblema dell’accoglienza ai migranti, e Sergio Lo Giudice, già presidente nazionale dell’Arcigay. Resta fuori anche il coordinatore di Dem Andrea Martella.

· RENZI: “L’ESPERIENZA PIU’ DEVASTANTE”
Quando Matteo Renzi è salito sul palco per avviare, dopo 4 ore di rinvii, i lavori della direzione, era ormai notte fonda: “Il passaggio della composizione delle liste è sempre difficile – ha detto – La legge elettorale ha degli effetti positivi, ma la decisione delle liste è un meccanismo veramente complicato. Dopo 48 ore di lavoro o più dico che  altri sistemi elettorali permettevano scelte più semplici. Tuttavia è un lavoro che abbiamo fatto con grande responsabilità”. Ma ammette: “Questa è una delle esperienze peggiori, una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale. Abbiamo ricevuto dei no, alcuni mi hanno fatto male: persone – ha aggiunto – con cui abbiamo fatto anche un pezzo di strada insieme”.

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· LE TRATTATIVE NOTTURNE
La lunga notte del Nazareno si è consumata con l’inchiostro che riempie le caselle delle liste elettorali. A oltranza, nome su nome, un collegio dopo l’altro. La mezzanotte era passata da circa un quarto d’ora quando Matteo Renzi si è affacciato per dire che la riunione della direzione convocata per le 22 e 30 subito congelata, doveva slittare ancora. E ha ammesso che il braccio di ferro lascerà qualche traccia: “La liste non troveranno la completa condivisione – ha detto -, ma è giusto che una assemblea democratica possa dare la propria valutazione”. Chiede ancora tempo: “Stiamo lavorando con i segretari regionali. Chiediamo scusa per il disguido, ci aggiorniamo tra mezz’ora massimo un’ora”.

Nemmeno per idea: due ore dopo, ancora si lavorava di inchiostro. Ma intanto la tensione saliva. La minoranza ha precisato: “Nessun rallentamento è imputabile a noi e vorremmo solo favorire uno svolgimento ordinato e unitario per un lavoro dal quale dipende in buona misura il successo del Pd e della coalizione”. La dichiarazione viene sottoscritta in forma congiunta da Andrea Orlando, Gianni Cuperlo e Michele Emiliano. “Dopo ore di attesa e una successione di rinvii sull’inizio della direzione, non abbiamo ricevuto alcun elenco e, da diverse ore, informazioni in merito alla proposta che verrà sottoposta al vaglio della direzione. Con tutta la buona volontà che crediamo sia necessaria in un passaggio così importante e delicato è necessario consentire a tutto il partito e alle sue diverse componenti una valutazione serena di una proposta che la lunga gestazione conferma nella sua complessità”.

· LO STRAPPO DELLA MINORANZA
Alle due e un quarto la minoranza si è riunita. E’ trapelata voce che si volesse disertare per protesta la direzione. Ma alla fine, appena prima che Matteo Renzi iniziasse a parlare dal palco, si è deciso di entrare. Ma alla fine lo strappo è stato soltanto rimandato e si è consumato un’ora e mezza dopo, al termine di 48 ore di un tour de force per i nomi e i collegi che ha scandito tutta la giornata di ieri, dopo che tra giovedì

e venerdì si era vissuta un’altra nottata di trattative, poi interrotte attorno alle 4. La tensione ha fatto slittare a lunedì persino la presentazione della candidatura di Maria Elena Boschi a Bolzano, dove la sottosegretaria era attesa nel pomeriggio di ieri.

Autobomba a Kabul: 40 morti e 140 feriti. I Talebani rivendicano

Afghanistan, esplosione a Kabul: la gente fugge in strada

 

Testimoni e polizia parlano di un’ambulanza fatta esplodere nei pressi di un checkpoint in una zona affollata del centro. Una settimana fa l’attacco all’Hotel Intercontinental

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Sale a 40 il numero delle vittime e a 140 quello dei feriti  il bilancio dell’attentato sferrato con un’autobomba in centro a Kabul, in Afghanistan.  Per superare il checkpoint della polizia gli attentatori si sono serviti di un’ambulanza. L’esplosione si è verificata vicino al vecchio edificio del ministero degli interni, in una zona dove si trovano gli uffici dell’Unione europea e di una agenzia di intelligence afghana.

“L’attentatore suicida ha usato un’ambulanza per passare attraverso i checkpoint, ha passato il primo checkpoint dicendo che stava portando un paziente all’ospedale di Jamuriate e al secondo checkpoint è stato riconosciuto e ha fatto esplodere il veicolo carico di esplosivo”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Interni, Nasrat Rahimi.

I talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan hanno rivendicato l’attentato via Twitter dal portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid.Nell’ultimo annIn questa foto, postata su Twitter dal corrispondente della Bbc Tajuden Soroush, si vedono i feriti soccorsi all’ospedale di Emergency.o la capitale afgana è stata colpita più volte da attentati con esplosivi poi rivendicati dall’Isis e dai Talebani. Solo una settimana fa l’attentato con 43 morti all’Hotel Intercontinental e un attacco con 24 feriti all’ong Save the Children a Jalalabad.

Firenze, ottomila studenti al Mandela per la Giornata della Memoria

Sono più di ottomila gli studenti, provenienti da tutta la Toscana, presenti al Mandela Forum, dove si stanno svolgendo le commemorazioni per la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah. “Giornate come questa sono fondamentali”, ha detto il presidente della Regione, Enrico Rossi, aprendo la manifestazione e invitando apertamente gli studenti a “mobilitarsi”. “Quando sentite odore di razzismo avete il diritto e il dovere di lottare e scendere in piazza”, ha aggiunto Rossi. “Non lasciatevi andare all’odio”, il video-appello ai ragazzi dello scrittore Roberto Saviano. In programma molti interventi, con le testimonianze e le storie dei sopravvissuti. (Foto CGE)

Modena, la prostituta morta sotto un treno è stata uccisa. Fermato il presunto omicida

 

La donna, ventiquattrenne ungherese, era stata travolta da un convoglio tra sabato e domenicaArietta Mata, la prostituta ungherese di 24 anni morta sotto un treno nel Modenese tra sabato e domenica – in località Gaggio, nella tratta compresa fra Modena e Castelfranco Emilia – sarebbe stata uccisa. Si tratterebbe dunque di un omicidio. Nel frattempo è stato fermato un 50enne sardo residente a Osilo (Sassari), ma domiciliato da tempo a Modena, come principale indiziato. L’uomo ha già un precedente simile per rapina e omicidio volontario degli anni Novanta: a quanto si apprende, avrebbe rapinato e ucciso la ragazza per poi abbandonare il corpo sui binari. Ancora da chiarire le modalità del delitto

Venezia, “Così hanno truffato i nostri giapponesi”

Conto per 4 da 1.143 euro, la denuncia presentata a Bologna. Parla la guida turistica modenese

«Gli hanno mostrato un bel cartello e loro hanno ordinato il piatto di pesce guardando solo le foto. Il vino? Versato direttamente nei bicchieri. Li hanno fregati così. Ma chi non conosce la cultura giapponese non può capire » . Da giorni il cellulare di Giancarlo Giovanelli, 59 anni, guida turistica modenese e interprete, suona a ciclo continuo. È stato lui, il 6 dicembre, ad accompagnare il gruppo di turisti giapponesi alla caserma della Finanza di viale Masini, a Bologna, per denunciare il conto da 1.143 euro ( senza scontrino fiscale) per un pranzo all’Osteria Da Luca di Venezia.

«Saranno stati una sessantina – ricorda la guida – viaggiavano in due pullman. Tutti studenti di una scuola di cucina e pasticceria giapponese, sui vent’anni, in gita scolastica». Per pranzo si erano divisi in gruppi. A uno di quattro ragazzi è toccata la stangata peggiore: più di mille euro per quattro coperti, quattro fiorentine, mezzo litro di vino e una frittura di pesce. Solo uno aveva la carta di credito, ma quando ha visto il conto stratosferico, ha “strisciato” ugualmente. Una questione culturale, dice Giovanelli: « Chiunque conosca minimamente i giapponesi sa che per loro è inconcepibile pensare di far ritardare un intero gruppo per questioni personali. Credo, al di là delle barriere linguistiche, che sia stata questa la ragione per la quale hanno pagato senza protestare: non potevano tardare all’appuntamento con gli altri». Ma sul bus per Bologna i quattro ( ai quali poi si sono aggiunte altre tre studentesse alle quali è andata leggermente meglio: 350 euro al ristorante Casanova per due piatti di pasta, un secondo e due bottiglie d’acqua) hanno raccontato l’episodio alle guide e ai responsabili della scuola, che a loro volta hanno informato il tour operator che aveva organizzato il viaggio: Japan Travel Bureau. Sono stati loro a chiedere a Giovanelli – che aspettava la comitiva sotto le Torri per una due giorni di tour gastronomico – di accompagnarli tutti e sette a fare denuncia, facendo da interprete. « Mi hanno chiesto se l’indomani, dopo una visita programmata a un caseificio, potevo accompagnarli a fare un verbale sulla mancata emissione dello scontrino. L’unica cosa che si poteva fare, dal momento che gli studenti non avevano fotografato il menù, quelli fotografavano le pietanze… » .

Erano arrabbiati? «I giapponesi sono persone molto pacate, evitano di mostrare le loro emozioni in pubblico: hanno detto solo “Ci hanno imbrogliati, è stato un conto- fregatura”. Ho accompagnato tanti turisti giapponesi a fare denuncia per furti e borseggi, ma devo dire che per un pranzo non mi era mai capitato » . A sollevare il caso è stato il Gruppo 25 Aprile, un movimento nato nel 2014 per difendere Venezia. « Noi non siamo contro il turismo in sé – spiega il portavoce Marco Gasparinetti pensiamo che esista una soglia di sostenibilità oltre il turista diventa solo un pollo da spennare » . Hanno pronta una guida di sopravvivenza per il Carnevale che alle porte. Comincia così: « Se non avete già prenotato evitate di venire».

LA STORIA DI CIPI’ – M. Lodi Museo archeologico dell’antica Kaulon

Il Museo Archeologico dell’antica Kaulon in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Stilo – Bivongi ha proposto, in occasione dell’iniziativa Libriamoci. Giornate di lettura nella scuola, promossa dal MiBACT e dal Miur, una lettura ad alta voce effettuata da una giornalista locale di alcuni brani de La storia di Cipì (M.Lodi) riguardante il tema della solidarietà.

 

Pertanto, in continuità dell’evento citato, giorno 27 gennaio 2018, alle ore 17.00, è previsto nello stesso Museo una rappresentazione sulla medesima storia che vede protagonisti i bambini della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Stilo – Bivongi.

Interverranno alla lodevole iniziativa:

Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco archeologico dell’antica Kaulon.

Donatella Caponetto, insegnante Scuola Primaria.

Silvana Papello, insegnante Scuola Primaria.

Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon è afferente al Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon.

 

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

Servizi Educativi: Villalba Mazzà

mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it

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Libriamoci 2017 continua…

RAPPRESENTAZIONE

LA STORIA DI CIPI’ – M. Lodi

Museo archeologico dell’antica Kaulon

c/da Runci SS 106 – Monasterace (Reggio Calabria)

27 gennaio 2018 – Ore 17.00

 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it