Mese: Ottobre 2018

Katia Follesa e la malattia al cuore: «Ho avuto paura di morire»

Katia Follesa oggi sta bene, ma deve sottoporsi continuamente a cure e trattamenti per la malattia al cuore scoperta nel 2006. La showgirl e cabarettista, volto molto noto e amato della tv, ha infatti rivelato: «Seguo una terapia di betabloccanti e dovrò farlo a vita. Devo prendere pastiglie ogni giorno per tenere la malattia sotto controllo ed evitare interventi chirurgici».


Tutto è iniziato quando Katia Follesa aveva avvertito un malore in auto, come rivelato in un’intervista a Oggi: «A un certo punto, mi si era annebbiata la vista, ma soprattutto non sentivo più il cuore battere. Una sensazione tremenda: oddio, cosa mi sta succedendo? Mi sono spaventata, temevo di morire, per fortuna ho avuto la lucidità di accostare l’auto ed aspettare». Dopo lo spavento, i controlli e la diagnosi: «Ho scoperto di avere una patologia congenita, una cardiomiopatia ipertrofica. È un disturbo ereditario: ce l’aveva pure mio padre, che purtroppo era morto l’anno prima».

Da quel giorno, la vita di Katia Follesa è cambiata radicalmente. Oggi è testimonial della campagna di prevenzione della malattie cardiovascolari ‘Love the Beat’, promossa dalla San Donato Foundation. «La prevenzione è importantissima, mio padre forse avrebbe potuto salvarsi se avesse scoperto la malattia al momento giusto» – spiega Katia Follesa – «Oggi faccio esami di controllo ogni sei mesi, non posso fare sforzi né praticare sport a livello agonistico. Vado in palestra tutte le mattine, quando ci sono le signore anziane. Faccio un’oretta di cardio, ma senza forzare».

Katia Follesa è mamma di Agata, una bimba di otto anni. La malattia congenita che l’ha colpita, per fortuna, non è stata trasmessa alla figlia. A causa della malattia, Katia Follesa aveva confessato di non voler avere altri figli. Oggi, però, qualcosa è cambiato: «Ora non ne sono più sicura…».

Pescara, trovata morta dopo le dimissioni dall’ospedale. I familiari: «Violentata e uccisa»

«Il 30 agosto mia sorella era stata in ospedale e visitata da una dottoressa. Lei era conosciuta perché in cura per problemi psichiatrici, ma nessuno ci ha chiamato. Poi è andata via e qualche ora dopo è stata trovata morta a Pescara, irriconoscibile sotto una coperta, nel tunnel della stazione. Se l’avessero trattenuta, come avrebbero dovuto fare, o ci avessero chiamato, invece di dimetterla, oggi mia sorella probabilmente sarebbe ancora viva. Quel giorno, è andata via dall’ospedale ed è venuta o è stata portata sotto questo tunnel dove c’era degrado, sporcizia, prostituzione e tanto altro».

È un grido di rabbia e dolore quello di Isabella Martello, la sorella di Anna, la 33enne ritrovata senza vita sotto il tunnel della stazione di Pescara la notte fra il 30 e 31 agosto del 2017: dopo oltre un anno di indagini si è scoperto che la donna, in un primo momento ritenuta morta per cause naturali, era stata invece violentata e uccisa da un cocktail di farmaci e alcol; per l’accaduto sono indagati due romeni accusati di omicidio volontario, violenza sessuale e abbandono di persona incapace. Anna era interdetta e aveva come tutrice proprio la sorella
Isabella che punta il dito contro i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Pescara. «Fino a ieri siamo stati in silenzio per rispetto degli inquirenti – ha spiegato – ma oggi il dolore è ancora più grande per quello che abbiamo saputo ufficialmente, e che avevamo sempre sostenuto, e cioè che mia sorella non si era suicidata, ma era stata uccisa. Mia sorella non era frequentatrice di questi posti, come molti hanno detto. Non beveva, ma era una donna che soffriva di disturbi psichici e ogni tanto si allontanava da casa, ma poi veniva sempre ritrovata dalle forze dell’ordine, o da noi familiari. Invece è stata ritrovata il 31 agosto morta ammazzata».

Il legale della famiglia Martello, Carlo Corradi, ha detto di avere appreso dagli organi di stampa che «c’era stata questa accelerazione delle indagini e che fosse stato chiuso il caso con un avviso di conclusione delle indagini. Chiaramente come legale della sorella di Anna e del cognato, abbiamo sempre sostenuto a gran voce che non si trattava di suicidio, ma di
morte violenta e omicidio. Questo perché la donna, seppur alle prese con problemi psichiatrici, non era mai giunta a commettere gesti eclatanti. Smentisco che frequentasse la zona della
stazione e che assolutamente era astemia e non beveva, anche perché era sottoposta ad un trattamento farmacologico. Tutti questi elementi ci portavano a ritenere, e oggi abbiamo avuto
conferma, che non poteva trattarsi di suicidio».

L’avvocato Corradi ha poi ricostruito le ore precedenti la morte di Anna. «Oltre a supportare le autorità inquirenti, ho svolto degli accertamenti, tramite indagini difensive, acquisendo un dato oggettivo e documentale in base al quale Anna è entrata poche ore prima di essere ritrovata senza vita, ovvero il 30 agosto, viene registrato intorno alle 18.30 il suo transito al pronto
soccorso, con visita psichiatrica, e con espresso avviso che doveva essere contattata la famiglia, che non è stata mai contattata».

Tensione spread, stop automatico alla spesa: la carta di Tria con l’Europa

La legge di Bilancio italiana non è all’ordine del giorno della riunione dell’Eurogruppo in programma oggi a Lussemburgo, alla quale seguirà domani quella allargata dell’Ecofin. Eppure Giovanni Tria sa benissimo che i suoi colleghi europei si attendono da lui spiegazioni e chiarimenti, se non altro perché le sole notizie sull’innalzamento del deficit, anche in assenza di qualsiasi testo scritto, hanno avuto un impatto vistoso sui mercati finanziari non solo italiani.

I dettagli potranno arrivare solo a metà mese, quando il nostro governo come quelli degli altri Paesi europei invieranno a Bruxelles il Draft budgetary plan, ovvero la manovra di bilancio tradotta nel linguaggio delle regole europee. Intanto però il ministro cercherà di far capire, nel corso dell’incontro e negli scambi bilaterali a margine, che il nostro Paese non intende prendere la via dello sfondamento dei conti pubblici e dello scontro con l’Europa. Il principale argomento a favore di questa tesi è quello temporale: si tratta di convincere gli interlocutori che dal 2020 in poi il percorso del risanamento riprenderà pur se gradualmente in termini di bilancio strutturale, e che il debito si manterrà su una traiettoria di discesa in rapporto al Pil. Siccome a bocce ferme le cifre non dicono proprio questo, deve risultare credibile l’obiettivo programmatico di portare la crescita all’1,6 per cento già dal prossimo anno, nonostante un andamento tendenziale fermo a un magro +0,9. Per vincere la sfida il ministero dell’Economia punta tutto sugli investimenti pubblici: quei 3-4 miliardi aggiuntivi per il prossimo anno che dovrebbero diventare 15 nel triennio, ma anche le decine di miliardi già previste dalle leggi degli anni scorsi ma non ancora spesi per la lentezza della macchina amministrativa italiana. Per questo gli stanziamenti sono accompagnati dai progetti di assistenza e affiancamento ai Comuni, in forte ritardo negli anni scorsi ma gli unici potenzialmente in grado di invertire la tendenza in tempi rapidi con interventi non colossali ma mirati e concreti sul territorio. Ed anche dal potenziamento del partenariato pubblico privato, con l’obiettivo non solo di moltiplicare le risorse ma anche di iniettare efficienza nel sistema.

Un altro argomento che il ministro potrà usare tocca la sua stessa credibilità, in parte compromessa dall’esito del confronto politico. La legge di Bilancio dovrebbe essere scritta in modo da rappresentare un argine contro ulteriori spinte al disavanzo che si dovessero manifestare nella maggioranza. Di questo disegno fanno parte anche le nuove clausole di salvaguardia, che agirebbero con blocchi e tagli di spesa semi-automatici in corso d’anno nel caso in cui alcuni indicatori, come quelli relativi alle entrate fiscali, segnalino un andamento della crescita peggiore delle attese. Questa modalità è già prevista nell’attuale legge di contabilità, ma riguarda il caso in cui altro oneri di spesa previsti per legge si rivelino superiori alla previsione. La novità starebbe nel legare all’andamento dell’economia i tagli necessari per salvare i livelli di deficit; con il rischio però di acutizzare la tendenza negativa già in atto con interventi depressivi.

APPROCCIO DIVERSO
Come ha spiegato lo stesso ministro in una sua intervista al Sole 24 Ore, si tratta in ogni caso di un approccio diverso rispetto a quello delle clausole di salvaguardia utilizzate negli ultimi anni, che prevedevano teorici aumenti di imposta in sostituzione di coperture finanziarie ancora da realizzare: aumenti (in particolare dell’Iva) che poi sono stati di anno in anno disinnescati ricorrendo a fonti di finanziamento alternative, oppure laddove possibile al disavanzo. Questa prassi ha fatto sì che nel corso degli anni gli obiettivi di deficit risultassero in qualche modo falsati, incorporando un maggior gettito fiscale che in realtà era solo virtuale. Ad esempio, ha evidenziato ancora Tria, per il 2019 il deficit tendenziale appesantito dalla congiuntura economica meno brillante e comprensivo della necessità di non far scattare gli aumenti era già stimato intorno al 2 per cento. Intanto è stata convocata per domani la cabina di regia presso Palazzo Chigi per monitorare e realizzare il piano di investimenti pubblici che il governo ha in cantiere.

Roma, la lite per il posto auto poi botte e insulti razzisti: “Torna al paese tuo”

La donna nordafricana malmenata da un uomo perché occupava un parcheggio vicino a viale delle Provincie. “Nessuno è intervenuto”


iapiede un suo connazionale più giovane tiene per la maglietta, strappata, un uomo sui 50 anni. Mi avvicino alla donna preoccupata per lei: nessuno, infatti le sta parlando, nessuno si sta interessando a come sta: è in terra e forse ha battuto la testa. Mi avvicino. Chiamo l’ambulanza. Le chiedo come si sente, intanto si avvicinano anche altre persone, tra cui una ragazza che le dice di essere medico e cerca di rassicurarla.

La donna racconta di essere stata aggredita dall’uomo che in quel momento sta litigando col fratello che lo trattiene per la maglietta, forse per impedirgli di andarsene via. Mi racconta che mentre era per strada, improvvisamente, l’uomo le ha tirato uno schiaffo spedendola in terra ” continua Ilaria, ” per poi insultarla: ” Tornatene a casa tua!”. Mi dice anche che, dopo averla buttata per terra, le ha sputato addosso, continuando a offenderla “.

Nel giro di poco arriva l’ambulanza del 118 che porta via la donna. Arrivano anche i carabinieri, che identificano tutti. ” Appena il 50enne vede i militari gli dice: “Meno male che siete arrivati: questo qui mi ha graffiato””, ricorda ancora Ilaria. Secondo i militari, la donna teneva occupato un parcheggio lungo il viale per suo marito che stava per arrivare con l’auto. Il 50enne vede il posto libero e le dice di togliersi; la donna si rifiuta e lui scende dalla vettura. Cominciano a litigare e arriva il fratello della 40enne. La discussione degenera, ci va di mezzo la donna che finisce lunga distesa sull’asfalto.

Intanto Ilaria racconta su Facebook la disavventura: e subito scoppia un putiferio. C’è chi si domanda, come Laura: ” Ma cosa è diventata piazza Bologna? ” . Angela scrive che: ” Per alcuni questo uomo è un eroe, non avete capito che sta diventando l’Italia ” . In molti si domandano come sia possibile che nessuno intervenisse, e Cristina spiega che: “Purtroppo a frenare l’istinto ad aiutare c’è la paura che l’aggressore tiri fuori un coltello o una pistola”

Pioggia, aria fredda e neve in montagna: il piemonte si prepara ad un stagione molto fredda

Arrivata la perturbazione che segna il cambio di clima dopo il settembre insolitamente mite


Prove tecniche d’autunno. Dopo un mese di settembre insolitamente soleggiato e mite, l’inizio di ottobre prova a imprimere al tempo una prima svolta davvero autunnale con una perturbazione atlantica seguita da aria decisamente più fredda preannunciata dall’aumento della nuvolosità di questa sera. Gli effetti sulle nostre regioni sono però ancora incerti e in una prima fase relativamente modesti, con vento forte dalla serata e nella prossima notte nelle vallate piemontesi e valdostane e le prime deboli nevicate ma solo sui rilievi di confine con Savoia e Svizzera
. Altrove sono attesi solo passaggi nuvolosi e al massimo poche gocce, seguite da temporanee schiarite in mattinata, tuttavia, in giornata, con la possibile formazione di una depressione sul Golfo di Genova, potranno riattivarsi rovesci e temporali più estesi e a tratti anche intensi (l’Aria Piemonte ha emanato per domani una allerta gialla, criticità ordinaria, per forti temporali), che nel pomeriggio dovrebbero insistere in particolare sul Cuneese con quota neve in calo anche sotto i 2000 metri sotto i rovesci più intensi. La perturbazione scivolerà poi velocemente verso sud, con gli ultimi addensamenti e piovaschi martedì mattina sul Piemonte meridionale lasciando spazio a condizioni di nuovo soleggiate per gran parte della settimana, ma con temperature un po’ più basse. Domani i termometri a Torino rimarranno sotto i 20 gradi, mentre risaliranno di qualche grado in settimana, ma il fresco continuerà a farsi sentire al mattino presto con minime sotto i 10 gradi tra mercoledì e giovedì, valori comunque in linea con quelli attesi all’inizio di ottobre. Il mese di settembre, caratterizzato da una lunga coda d’estate, si è invece concluso con temperature ben sopra la media (sesto più caldo a Torino) e il semestre aprile-settembre 2018 è stato il più caldo da oltre due secoli e mezzo in città.

Torino, scontro tra moto e auto al semaforo: muoiono due ventenni

Entrambi viaggiavano su una Honda: avevano 22 e 25 anni

La polizia municipale è al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente. La Fiat Panda stava arrivando da corso Bramante, in direzione di corso Lepanto e ha svoltato a sinistra nella carreggiata centrale di corso Unione Sovietica, scontrandosi con la moto su cui viaggiavano i due giovani. La polizia municipale ha accertato che il semaforo era acceso e dunque uno dei due mezzi è passato con il rosso.

Torino, scontro tra moto e auto al semaforo: muoiono due ventenni

La Panda coinvolta nell’incidente

I sanitari del 118 hanno cercato a lungo di rianimare Visconti ma è stato tutto inutile. Il passeggero, invece, era ancora vivo quando è arrivato al pronto soccorso del Cto ma il suo cuore ha smesso di battere poco dopo.

Torino, scontro tra moto e auto al semaforo: muoiono due ventenni

La moto distrutta

Alla guida della Panda c’era una donna di 38 anni che si è subito fermata a soccorrere i due motociclisti. L’alcoltest a cui è stata sottoposta ha dato esito negativo. La donna è stata portata alla Molinette per lievi lesioni e in stato di shock.
La moto e l’auto sono stati messi sotto sequestro dalla squadra infortunistica della polizia municipale che ora cerca testimoni.

Pd, 70mila alla manifestazione a Roma. I militanti: “Vogliamo unità”. Martina: “A noi piacciono le piazze non i balconi”

Abbracci Renzi-Gentiloni e Martina-Renzi. Il segretario a 5Stelle e Lega: “Non si governa con l’odio”. Agli elettori: “Abbiamo capito la lezione, adesso aiutateci”. Zingaretti: “Ora ricostruire la dignità della sinistra”. Renzi: “Arriva il Venezuela, cosa contano le nostre correnti?

Unità! unità!”. Davanti a circa 70 mila militanti – secondo gli organizzatori – il Pd prova a ripartire. Lo fa con la manifestazione contro il governo in piazza del Popolo a Roma, dove oltre alle bandiere di partito sventolano anche i vessilli dell’Unione europea. Mentre a Milano scende in piazza un’altra fetta dell’opposizione.

“Serve un nuovo Pd per una nuova sinistra”, ha spiegato il segretario Maurizio Martina, che in un discorso appassionato dal palco ha citato Corbyn e Bauman. Dalla piazza si è levato più volte il coro: “Unità! unità!”

Manifestazione Pd a Roma, il popolo della piazza dem scandisce: “Unità, unità”

“A qualcuno piacciono i balconi, a noi piace la piazza aperta e di tutti”, ha continuato Martina, dal palco. “Ma ditemi se un paese come l’Italia può essere governato dal balcone di Palazzo Chigi con la claque dei 5 stelle sotto. Una scena tristissima da Repubblica delle banane”.

Manifestazione Pd a Roma, Martina: “A qualcuno piace il balcone a noi la piazza”

La base quindi chiede la fine delle liti tra le varie correnti. “Non pronuncerò una parola sull’unità – ha aggiunto il leader tra gli applausi -, perché quando sei dirigente ci sono cose che non devi dire agli altri ma devi praticarle. A noi serve una svolta, perché contro questa destra non basta quello che siamo stati finora”. Da registrare l’abbraccio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, dopo la freddezza degli ultimi mesi e l’abbraccio tra il segretario Martina e Renzi e tra Martina e Gentiloni.

Pd, Renzi abbraccia Gentiloni: “Conti sbagliati. Con questo governo si finisce in Venezuela”

Martina ha fatto anche autocritica. “Da questa piazza io voglio dire a tanti elettori del centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso, però, ci date una mano perchè l’Italia non può andare a sbattere per colpa di questi che governano in modo folle. Abbiamo capito la lezione, voltiamo pagina, guardiamo avanti. L’antidoto a tutto questo siete voi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia, dell’orgoglio, del futuro”, ha aggiunto, felice per avere scongiurato il flop pronosticato da Salvini, che ieri sera a Latina aveva parlato di “una  manifestazione di quattro gatti”. Così non è stato: la piazza era piena, appassionata, con gente accorsa da tutta Italia (e più tardi stizzito Salvini ha commentato “il Pd non esiste”).

Martina ha fatto un discorso di sinistra, indicando così una chiara rotta per il futuro. Pesanti i giudizi sul governo.  “Di Maio, Salvini non tiene un paese se viene governato dall’odio, da ministri che passano il loro tempo a insultare. A proposito di assassini politici, vergognatevi. In un paese che ha vissuto il dramma di riformisti uccisi. Andate a rileggervi la storia. Se avete a cuore la sicurezza e la democrazia dimostrate di voler combattere la xenofobia e il razzismo. Altro che andare a cena con qualche organizzazione che andrebbe chiusa. Noi siamo figli della Resistenza e non ce lo dimentichiamo”, ha detto Martina riferendosi alla fotografia circolata nei giorni scorsi che ritraeva Matteo Salvini a tavola con esponenti di CasaPound (come rivelato da Paolo Berizzi). “A proposito di giustizia: Salvini, restituisci i 49 milioni sottratti ai cittadini”. Un appello a cui la piazza ha risposto intonando il grido “onestà-onestà”.  E ancora: “M5s ha assecondato l’inciucio sulla Rai tra Berlusconi e Salvini.  Di Maio ha fatto il cameriere ad Arcore. Ha sigillato il nuovo contratto tra Berlusconi e Salvini”.

Pd, 70mila alla manifestazione a Roma. I militanti: "Vogliamo unità". Martina: "A noi piacciono le piazze non i balconi"

La kermesse si era aperta con l’inno di Mameli. L’ultima canzone prima del via ufficiale all’evento era stata Bella Ciao. Sul palco esponenti della società civile, operai, disoccupati, sindaci che protestano contro il taglio dei fondi destinati alle periferie. In apertura, il presidente del municipio val Polcevera di Genova, Federico Romeo.

E poi tutti i big, almeno in un’occasione uniti. “È giusto stare in piazza contro questo governo. Questi incompetenti mettono a rischio l’economia, ha detto Matteo Renzi: “Quello che mi sembra logico è dire che chiunque sarà segretario o segretaria deve avere il consenso e il supporto di tutti gli altri”, ha detto l’ex premier. “Evitiamo il fuoco amico anche perché mettersi a litigare quando gli altri fanno le cose che fanno, è francamente incomprensibile. La linea del governo ci porta dritti in Venezuela”. Più tardi, tornando sulla previsione di un flop fatta da Salvini, ha detto: “L’opposizione ha 7 vite”. La replica del ministro dell’Interno: “Ancora parla?”.

Anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, l’unico candidato alla segreteria del Pd è in piazza. “Noi abbiamo perso, inutile girarci intorno, ma non perché abbiamo comunicato male, ma perché il paese ha percepito la distanza siderale dalla loro condizione di vita”. Questo “non vuol dire arrendersi e scioglierci, ma aprire un processo di ricostruzione della dignità della sinistra. E questo è l’obiettivo primario del congresso”, ha detto Zingaretti.

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“Verso Piazza del popolo a circa 25 anni dall’ultima partecipazione a una manifestazione”, scrive su Twitter Carlo Calenda. E poi: “È stata finalmente una gran giornata! Ripartiamo da qui uniti”. E Paolo Gentiloni: “Giornata di sole dopo la triste serata del balcone. Dalla piazza del popolo pd una bella sfida al populismo”. La piazza dem si becca per ora l’invettiva di Beppe Grillo: “I soliti treni e autobus pagati non si sa da chi hanno riunito i discretostanti del paese a ‘protestare per contarsi’ contro questo governo, che gli risulta incomprensibile”, ha detto il cofondatore dei 5Stelle.

Le prossime settimane diranno se la tregua nel Pd durerà e se il partito sarà all’altezza della sfida.