Mese: Febbraio 2019

Laboratorio smartwatch: la sfida fra Apple e le maison storiche per conquistare un mercato in crescita

Con una delle sue frequenti battute fra il provocatorio e l’ironico, in un’intervista a Bloomberg due anni fa il ceo di Swatch, Nick Hayek, aveva detto: «Mi chiedo se un giorno l’Apple Watch non cannibalizzerà l’iPhone», riferendosi alle due creature del gigante di Cuperitno.

Un’ipotesi che forse sta già diventando reale. Martedì scorso Apple ha diffuso i dati relativi al terzo trimestre 2018, chiuso il 29 dicembre, dove per la prima volta in dieci anni è apparso un segno meno: il calo delle vendite degli iPhone e un rallentamento in Cina hanno portato i ricavi del periodo a 84,3 miliardi di dollari, -4,5% rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente.

A fronte di questo dato, invece, le vendite di “Wearables, Home and Accessories” hanno registrato la miglior crescita di sempre, +33% rispetto all’anno prima. Si tratta della voce nella quale rientrano anche gli Apple Watch, che dal 2014, anno del loro lancio, hanno cambiato il volto dell’industria degli orologi.Infatti, dopo averli guardati con scetticismo, nel tempo alcuni marchi di orologeria meccanica si sono cimentati in modelli analoghi, parallelamante al crescente successo di questi oggetti (qui i numeri).

Con gli anni i marchi «analogici» hanno mutato il proprio disinteresse in una sorta di emulazione sperimentale, con la consapevolezza che uno «smart» sia complementare, più che alternativo, a un orologio meccanico. Anche per il prezzo, dal momento che il modello top della serie 4, la più recente, di Apple Watch costa 859 euro, molto meno di un entry price dei marchi più storici. Insomma, una versione 4.0 di quello che accadde quasi 40 anni fa con Swatch, nato come “second watch” da tenere sul comodino accanto a al segnatempo ereditato dal nonno.

Gli smartwatch hanno aperto un laboratorio perenne per l’industria orologeria, un costante confronto fra tech company e maison: ecco dunque i modelli firmati Frederique Constant, Tag Heuer, Montblanc, Louis Vuitton. Iwc aveva lanciato un prototipo già nel 2015, “Connect”, mai lanciato sul mercato. Sono state invece messe in vendita anche versioni di alta gioielleria, come il Connected Modular 45 di Tag Heuer tempestato di diamanti taglio baguette e il Gear 2 nato dall’incontro fra Samsung e de grisogono.

Da parte sua, anche Apple ha tentato contatti con l’alto di gamma, stringendo una collaborazione con Hermès già nel 2015 (che oggi comprende due orologi da 1.300-1.500 euro circa), ma ritirando dal mercato, un anno dopo, la versione in oro dell’Apple Watch da 10mila dollari.

Ancora: i marchi tradizionali hanno investito negli smartwatch per attrarre un pubblico più smart, più giovane, offrendo una sorta di «entry watch» per i modelli più alti di gamma; dall’altra parte, proprio con la serie 4, ricca di strumenti per il monitoraggio del proprio stato di salute, Apple Watch si rivolge a un’audience più agée, quegli over 45 che sono poi la maggioranza dei clienti dell’orologeria «analogica».

Cartier Santos Dumont1/40

Sempre più popolata è anche la fascia dei marchi premium, soprattutto fashion, più vicini all’Apple Watch anche per fascia di prezzo, e di cui fanno parte Ferragamo, Emporio Armani, Michael Kors, Swarovski, Kate Spade, Guess, Diesel. Nell’affollato 2015 anche Gucci si era cimentato con il progetto i.Gucci watch, poi però chiuso.

Citizen e Fossil si sono di recente unite in una partnership tecnologica proprio per sviluppare il segmento smartwatch, accordo che impatterà sui loro marchi e su quelli in licenza (sei per il gruppo giapponese e 14 per quello texano). Fossil, inoltre, ha appena venduto a Google per 40 milioni di dollari la proprietà intellettuale relativa a una sua tecnologia per smartwatch attualmente in fase di sviluppo: l’obiettivo è sviluppare altri wearable.

Ma la ricerca non si ferma in California: proprio in Svizzera, a Neuchâtel, nel cuore della Watch Valley degli orologi, Richemont si è unito a Swatch con una partecipazione in Microcity, un tech park che vuole diventare l’hub dell’innovazione tecnologica per l’industria made in Swiss, con una particolare attenzione alla ricerca sull’internet delle cose. E dunque anche per una delle sue voci più importanti, l’orologeria. Il laboratorio smartwatch è appena all’inizio.

Sessanta borse di studio per i master di Domus Academy

Sessanta borse di studio per partecipare ai master in partenza a settembre 2019. quesrto quando pubblicato dal sole 24 ore. A offrirle è Domus Academy, in collaborazione con alcune aziende e marchi del settore moda-design-tecnologia. Come Maison Margiela, Bulgari, Vogue, Ibm, Natuzzi, Nemo, Kartell.

Per ottenere le borse di studio non basta candidarsi, ma bisogna vincere una delle dodici competition che Domus Academy ha organizzato per i dodici master in partenza. I primi tre classificati in ciascuna delle competizioni avranno l’opportunità di avere uno sconto del 60%, del 50% e del 40% sul costo totale della retta; due persone verranno poi insignite della “menzione speciale” che darà diritto a un taglio della retta del 20 per cento.

I master orientati in modo specifico alla formazione di professionisti da inserire nel settore moda-lusso sono quattro: Fashion Design; Fashion Management; Fashion Styling& Visual Merchandising; Luxury Brand Management.

La competizione per ottenere una delle borse di studio in palio per il master di Fashion Design si intitola “You are the talent” ed è realizzata in collaborazione con Vogue Talents. Premierà le collezioni in grado di esprimere un personale punto di vista sulla moda, con propri riferimenti artistici, sociali e culturali, tenendo conto dei valori di sostenibilità e innovazione.

È sempre in collaborazione con Vogue Talents la competition legata al master in Fashion Styling&Visual Merchandising: si intitola “Fashion Brand Communicator” e prevede la redazione di una proposta di visual communication per un brand internazionale, partendo da un concept originale e sviluppando un approccio di storytelling ricco di spunti creativi caratterizzanti il proprio paese d’origine.

Chi vuole ottenere una delle borse di studio previste per il master in Fashion Management, in partnership con MM6 (Maison Margiela), deve partecipare alla competizione “Pop the Pop up”: un’analisi strategica e creativa per supportare la strategia di pop-up store. Infine, il percorso in Luxury Brand Management, in collaborazione con Bulgari, apre le sue porte (con lo sconto sulla retta) a chi saprà sviluppare la migliore strategia social – su Instagram, Snapchat e Facebook – per raccontare il legame tra la maison e Roma, la sua città d’origine.

Le altre competition sono relative all’accesso ai master in: Business Design, in partnership con Coca Cola; Interaction design, con Accenture; Interior&Living design, con Natuzzi; Information Design, con Ibm; Urban Vision& Architectural design, con Nemo;Visual Product Design (Kartell); Service Design (Accenture digital) e Visual Brand Design, con Casa Martini. 

Per candidarsi c’è tempo fino al 5 aprile , mentre i nomi dei vincitori saranno annunciati il 6 maggio (Ma.Cas.).

fonte: sole24 ore

Facebook per troppe ore al lavoro, la Cassazione ribadisce il licenziamento


ROMA.
 Continua la linea dura dei datori di lavoro, sposata dalla Corte di Cassazione, contro l’utilizzo di Facebook in ufficio. E’ stato confermato in via definitiva il licenziamento disciplinare di una donna, segretaria part time in uno studio medico, che, durante l’orario di servizio, nell’arco di 18 mesi, aveva effettuato dal pc in ufficio circa 6 mila accessi in Internet, di cui 4.500 su Facebook, “per durate talora significative”. Il suo ricorso alla “violazione della privacy” non ha avuto nessun esito.

Non è la prima volta di un licenziamento causa Facebook negli ultimi anni. Più numerose tuttavia le cause contro dipendenti che avevano fatto uso improprio del social insultando i capi o i colleghi. La Corte ha  rigettato il ricorso della lavoratrice: già i giudici di merito – il tribunale e la Corte d’appello di Brescia – avevano dichiarato legittimo il suo licenziamento, sottolineando la “gravità della condotta” della donna, “in contrasto con l’etica comune” e “l’idoneità certa” di tale comportamento “ad incrinare la fiducia datoriale”.

I giudici hanno condiviso la linea seguita nei processi di merito: nessuna “violazione delle regole sulla tutela della privacy”, come sostenuto dalla lavoratrice nel suo ricorso, mentre la riconducibilità alla sua persona della consultazione di siti “estranei all’ambito lavorativo” è stata riscontrata grazie al fatto che “gli accessi alla pagina personale Facebook richiedono una password”, cosa che esclude “dubbi sul fatto che fosse la titolare dell’account ad averlo eseguito”.

fonte https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/01/news/facebook_per_troppe_ore_la_cassazione_ribadisce_il_licenziamento-218017328/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

BIO MARTIN MOOG photographer


Martin Moog nasce in Germania, a cinque anni si trasferisce con la famiglia a Milano, dove trascorre la maggior parte della sua vita. A nove anni, spinto dalla passione del nonno, scopre il mondo della fotografia e si entusiasma immediatamente. 

In un diario che teneva quando aveva quattordici anni ha scritto „mi affascina poter fermare un attimo della mia vita, delle cose belle che vedo e che spesso mi passano davanti agli occhi così velocemente che un minuto dopo già non le ricordo più, la bravura sta nel cogliere quell’attimo dal giusto punto di vista“  Quell’anno suo padre gli regaló la prima reflex analogica e l’anno successivo Martin fece i primi passi nelle camere oscure per lo sviluppo di negativi e la successiva stampa fotografica.

Già da ragazzo era accurato e preciso ed in ogni foto vedeva qualcosa che avrebbe potuto far meglio. Dopo tanti anni di esperienza fotografica di svariato tipo e l’apprendimento di nuove tecniche fotografiche, in questo, nulla è cambiato „Il giorno che sarò pienamente soddisfatto e non scoprirò  più nessuna miglioria nei mie scatti, metterò da parte la macchina fotografica, perché avrò perso la motivazione, l’entusiasmo e lo stimolo di accrescere“

Dal 2016 Martin si specializza con successo nella fotografia di fashion e glamour e ben presto riesce a distinguersi per la sua grande capacità di interpretare la bellezza femminile. 

Nel Febbraio del 2017 incontra per la prima volta la modella e cantante Greta Ray ed il suo manager Max Cenatiempo per uno shooting fotografico a Torino. Nello stesso anno, ad Agosto, si rivedono per uno speciale fotografico che li impegnerà per tre settimane. Tra di loro nasce immediatamente un rapporto di rispetto e di reciproca amicizia. Martin rimane colpito da un brano musicale ancora inedito di Greta e decide di diventare il suo produttore. 

Il 28 Settembre 2017 fondano la MMG Trend Production che diventerà l’etichetta musicale di Greta e agenzia per lo sviluppo di nuovi talenti nella musica e nella moda.

Intervista ad Anna Fusco: il fascino di essere speciali

Cosa ti ha spinto a fare la modella. Era già un tuo sogno sin da bambina?Fare la modella era un sogno che fino a poco tempo fa non credevo di poter realizzare per via della ma disabilità. Ad oggi invece ho deciso di abbattare quei muri e si è presentata l’opportunità che ho colto al volo e non ho assolutamente intenzione di rinunciarvi.

Qual è per te un capo indispensabile in questo periodo?In questo periodo molto freddo non posso uscire di casa senza la sciarpa, ne ho varie e di più colori. Amo abbinarci borsa e scarpe.

Quali sono i colori che indossi di più?Amo indossare tutti i colori, dal più chiaro al più scuro, diciamo che in questo periodo invernale prediligo i colori caldi.

Qual è la tua icona di moda o fonte di ispirazione? Naomi Campbell

Che sensazioni hai provato durante il tuo primo servizio fotografico?Durante il mio primo servizio fotografico ero emozionatissima, non nascondo che, nonostante ne abbia fatti vari, anche attualmente l’emozione (positiva) alle volte si manifesta.

Una domanda frivola. Qual è il tuo outfit preferito?Il mio outfit preferito? Sona una ragazza che ama cambiare: amo indossare leggins con scarpe da ginnastica ed una bella felpa come amo indossare abiti non molto lunghi con calza abbinate e stivali alti di gamba con tacco. Non deve mai mancare la borsa abinata!

In un mondo sempre più sociale, qual è il tuo rapporto con instagram?Parlando in maniera realista, i social ad oggi sono importanti, danno visibilità.

Instagram è un social che utilizzo, pubblico le mie foto fatte da fotografi professionisti oppure pubblico foto in cui vivo la mia vita quotidiana, devono essere tutte “belle” ai miei occhi però! Ahah

Come donna e come modella come ti definisci?Mi definisco una donna/modella “particolare” per via della mia cosa in “meno” che ai miei occhi è una cosa in “più”. Una modella che non ha paura di mostrarsi per ciò che è, non ha paura di nascondersi anzi, cerco di abbattere quei tabù e di far capire che ognuno di noi se vuole, può.

Che importanza dai ai social network?L’importanza che io do ai social network si basa sull’importanza che viene data loro dalla società di oggi. Riconosco che sono molto seguiti e che sono un ottimo spunto per dare visibilità.

In un mondo frenetico come il nostro, il social network aiuta a non perdere rapporti ma è altrettanto vero che vengono a mancare tante cose che creano il vero rapporto tra le persone.

Cosa ti piace e cosa non ti piace della moda?La moda mi piace tutta, capitano delle cose che non mi piacciono ma semplicemente per il fatto che non le trove “belle” indossate da me, una cosa abbastanza comune tra le ragazze. Ognuna è fatta in un modo e credo che non tutti i capi siano adatti a tutte.

C’è un fotografo con cui vorresti lavorare? In realtà non ho una preferenza, al momento tutte le foto che ho fatto, i fotografi con cui ho collaborato, sono stati bravissimi e mi sono sempre trovata bene.

Modelle e fotomodelle: quanto conta l’aspetto fisico e quanto invece quello caratteriale per il successo in questo lavoro?L’aspetto fisico è importante per questo lavoro, su questo non c’è dubbio. Il carattere però è una componente importante, definisce il modo di sfilare, di posare di una modella/fotomodella, questo rende tantissimo. Direi che avere entrambi sia il top per ottenere successo.

Rimanendo nel settore moda, quali sono i tuoi progetti per il futuro?Rimanendo nel settore moda, in futuro mi piacerebbe molto continuare a posare e sperare che le mie foto arrivino ovunque, questo non solo per me, ma anche per il messaggio che voglio diffondere.

Ultima domanda: il senso della vita?Per me il senso della vita potrebbe essere molto ampio. Ciò che mi viene in questo momento è:

Abbi un obiettivo e abbi il coraggio, l’umiltà, il rispotto verso te stesso, di portarlo a termine.

Greta Ray con “L’amore che colore ha” entra in Top Ten raggiungendo la 5ª posizione su Google Play!

Chi è Greta Ray? Raccontaci di te, la tua infanzia, i tuoi studi, i tuoi interessi.

Sono una modella professionista, cantante e attrice, nasco a Cantù il 23 aprile del 1999, mi reputo una ragazza semplice, ambiziosa e determinata. I miei genitori fin da piccola mi hanno sempre sostenuto e creduto nelle mie capacità. Ho frequentato il Liceo Artistico e mi sono diplomata l’anno scorso. Oltre al mio lavoro una delle mie più grandi passioni è l’equitazione.

A quale età hai iniziato a cantare e ad appassionarti alla musica in generale?

La nonna mi ha passato questa fantastica passione, ricordo quando cantavamo insieme le canzoni dei cartoni animati. All’età di 9 anni frequentai un corso privato di pianoforte e dal 2015 frequento lezioni di canto con Massimiliano Cenatiempo e Giancarlo Genise. La musica mi ha aiutato e mi aiuta tutt’oggi nei momenti più fragili e per me è un modo per esprimere al meglio le mie emozioni al pubblico che mi ascolta.

Come definiresti il tuo ‘genere’ musicale e perché?

Il mio genere è decisamente “pop/rock, gli arrangiamenti dei miei brani hanno un sound e una linea melodica molto British con il testo in italiano, infatti uno dei miei idoli più grandi è James Blunt, oltre ad amare le sue canzoni, adoro la sua grande capacità interpretativa.

Il 18 Gennaio è uscito il tuo nuovo singolo “L’amore che colore ha”, chi l’ha scritto? di cosa parla?

” L’amore che colore ha” è stato scritto da me, Massimo Tornese, Daniele Piovani e prodotto da MMG Trend Production. Nuovo anno, nuovi progetti ma soprattutto nuove collaborazioni. Non finirò mai di ringraziare i miei produttori Martin e Max per tutto ciò che stiamo costruendo insieme, tra di noi c’è un bellissimo rapporto d’amicizia e rispetto reciproco.

Il brano racconta e descrive le sfumature dell’amore attraverso i cinque sensi. L’Amore è un sentimento che nessuno sa descrivere alla perfezione, è quell’insieme di forti emozioni che si possono provare anche più volte nella vita. L’Amore può essere ovunque, dentro e intorno a noi, e quando ami non ci sono leggi. L’Amore non ha colore, età, sesso e non fa differenze.

Quando hai iniziato a lavorare nel mondo della Moda? Come è iniziato il tutto?

Tutto ebbe inizio all’età di 4 anni. Su un quotidiano c’era un annuncio, cercavano una bambina per una pubblicità di scarpe per un noto settimanale italiano, mio padre rispose all’annuncio e scelsero me. Ricordo ancora i miei capelli biondi lunghissimi e i grandi pianti che feci quando dovettero pettinarmi (ride).

Quante ore al giorno dedichi al tuo lavoro?

Circa 16 ore al giorno, nei periodi più intensi, prima dell’uscita di un nuovo brano o prima di una sfilata importante arrivo anche a 20 ore (ride). Al mattino mi dedico all’esercizio fisico e ai vocalizzi. Dopo pranzo raggiungo il mio studio dove organizzo gli shooting e i vari eventi, creiamo nuovi brani con il mio staff, scegliamo gli scatti da pubblicare sui social e gestiamo tutto quello che riguarda l’ufficio stampa. Naturalmente tra una pausa e l’altra cerco di rispondere ai commenti dei miei fans su facebook, instagram e you tube.

Qual’ è il tuo stile di tutti i giorni? Tacco alto o ballerine?

Ciabatte e via (ride). Quando sono in studio a lavorare mi vesto molto comoda, leggins, maglietta e felpa legata in vita. Quando sono ospite ad un evento o per qualsiasi lavoro esterno ovviamente tacco alto e abbigliamento inerente.

Ad oggi, quali sono state le persone più importanti nel tuo percorso professionale?

Martin e Max, i miei produttori. Sono due persone fantastiche che credono in me e mi sostengono ogni giorno, dalla mattina alla sera. Non finirò mai di ringraziarli!

Naturalmente un grazie speciale va anche al mio pubblico e a tutte le persone con cui collaboriamo.

Quanto è importante l’aspetto fisico oggi? Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo?

Non posso negare che al giorno d’oggi l’aspetto fisico è molto importante per la carriera artistica di una ragazza soprattutto nella moda e nel cinema. Fortunatamente ho molti impegni lavorativi e quindi amo presentarmi sempre in modo impeccabile. Ogni due settimane vado dalla mia estetista che mi rimette a nuovo, una volta al mese dalla mia parrucchiera e tutti i giorni mi alleno facendo un’ora di cardio e poi tutti esercizi a corpo libero per definire al meglio il mio corpo.

Cosa fai nel tempo libero? Pratichi uno sport in particolare o più di uno?

Nel tempo libero, anche se poco, esco con gli amici, shopping, oppure, la cosa che preferisco, raggiungere i miei cavalli in scuderia.

Quant’è importate la follia in una donna come te?

Molte persone reputano “follia” una parola negativa, dal mio punto di vista l’artista deve anche essere un po’ folle altrimenti che artista sarebbe? Spesso di notte vado in giro in macchina senza una meta ascoltando musica fino alle 4 del mattino, quest’estate in America, in un super market ho fatto degli scatti particolari a prova di timidezza, cosa sarebbe la vita senza un pizzico di follia?

Un sogno nel cassetto che si è realizzato?

Un mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di cantare un mio brano inedito davanti a tante persone. Quest’estate a Marina di Cecina, al Radio Stop Festival in compagnia di tanti BIG della musica italiana come Elodie, Irama, Anna Tatangelo.. ho presentato il mio terzo singolo “Vista Mare” con la mia crew di ballerini di fronte a 25.000 persone. E’ stata un’esperienza incredibile e molto emozionante.

Greta, parlaci dei tuoi progetti futuri  (Professionali e non)

Di progetti ce ne sono tantissimi, uscirà i primi di febbraio il video clip de “L’amore che colore ha” e il mio brano estivo ad aprile 2019. Sono testimonial di un nuovo brand Easily Jeans e stiamo preparando la campagna pubblicitaria, ci sono in programma tante nuove collaborazioni come quella con “But Not”, “Drdcrn”, “PS Made in Tuscany”, “Soufeel”, “Deamland make up Milano” e tantissimi altri. Anche nel campo cinematografico ci sono dei progetti molto importanti come attrice protagonista ma per ora non posso svelare nulla. Vi invito a rimanere aggiornati seguendomi su Facebook (Greta Ray Model & Singer) e/o Instagram (greta_ray_official) e YouTube (greta ray vevo).

Ultima domanda, il senso della vita?

A volte non è facile rispondere a certe domande interiori ma penso che ognuno di noi abbia avuto il dono di esistere e bisogna lavorare sodo e sfruttare al meglio questa fantastica occasione. La vita è una sola e solo noi stessi abbiamo la possibilità di viverla al meglio. Il detto dice “come semini raccogli”.

UNA GRANDE FESTA “FIRMATA” VALERIA MARINI: UN ANNO DI MOKU

Ieri, 31 gennaio, il ristorante “Moku” di Marisa Jiang Kefeng ha compiuto un anno. Per l’occasione è stata organizzata una festa grandiosa e la testimonial della serata è stata la meravigliosa Valeria Marini che, vestita con un’incantevole abito rosso, ha attirato occhi e riflettori su di se.
Erano infatti presenti fotografi, giornalisti e televisione. Numerosissimi Vip dal grande Beppe Convertini alla bellissima Manila Nazzaro alla splendida Roberta Beta, all’affascinante Milena Miconi sino alla fantastica Nadia Bengala e, ancora, Matteo Branciamore, Antonella Salvucci, Graziano Scarabicchi, Maria Monsè…Solo per citarne alcuni.
Musica, Dj set, un ballo a sorpresa…Tutti i presenti non si sono annoiati neppure un momento.


Un evento divertente, una serata unica, magica che si è conclusa in bellezza con una torta “Moku” spettacolare, intorno alla quale si sono raccolti Staff, Vip e ospiti tra risate, abbracci, chiacchiere e selfie.
Un plauso al direttore del locale Marco Epifani e al responsabile Marketing Fabio Barone che, a fine serata, hanno consegnato in regalo a Valeria Marini due Vip Card.
Responsabile Social Moku e coordinamento comunicazione: Roberta Nardi
Foto: Carlo Piersanti