Month: January 2020

Coronavirus, la coppia cinese in Italia era stata a Parma. Un terzo caso sospetto

La coppia di turisti cinesi ricoverati giovedì allo Spallanzani nella capitale, aveva fatto una tappa a Parma prima di arrivare circa una settimana fa a Roma. Intanto fonti ufficiali parlano di un terzo caso sospetto, un operaio romeno, Marian C di 42 anni, che sarebbe venuto in contatto con la coppia, anche se il direttore dell’hotel Palatino, dove i turisti alloggiavano, ha smentito categoricamente sia un dipendente della struttura. L’uomo è andato ieri sera all’ospedale di Tivoli perché aveva  la febbre alta e quando ha detto all’infermiera dove lavorava sono scattate le procedure di emergenza, con l’isolamento e il trasferimento allo Spallanzani.

La task force del ministero della Salute sta cercando di definire meglio l’itinerario dei due, marito e moglie di 67 e 66 anni, anche per – nel caso – adottare eventuali precauzioni. Intanto a Parma è già in corso una riunione sul caso con l’Azienda ospedaliera. Secondo l’agenzia Dire, che non specifica le fonti, la coppia aveva fatto tappa anche a Verona, Milano e sulla Costiera Amalfitana.

Il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, ha detto che “sono stati avviati da diverse ore tutti i contatti istituzionali per accertare se effettivamente la coppia di turisti cinesi sia passata per Sorrento o vi abbia pernottato”.

I due turisti, originari dello Hubei, la provincia cinese focolaio dell’epidemia di coronavirus, era atterrata a Milano Malpensa il 23 gennaio scorso e aveva fatto alcune tappe intermedie prima di arrivare all’hotel di Roma. La coppia al momento è isolata nell’ospedale di eccellenza per le malattie infettive di Roma. “Ci aspettavamo questi casi,
eravamo preparati. Li abbiamo identificati precocemente e isolati. I pazienti sono in buone condizioni, sono giovani, con un quadro da normale influenza” ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, a  “Circo Massimo” su Radio Capital.

Coronavirus, direttore Spallanzani: “I due turisti cinesi contagiati sono in buone condizioni. Per la comitiva nessuna quarantena”

“I cittadini devono stare tranquilli – ha proseguito l’esperto – perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche e appena i due turisti hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi”.

Proseguono intanto i controlli anche sugli altri 18 turisti cinesi, arrivati con lo stesso tour operator della coppia, che avevano proseguito il viaggio verso Cassino e sono stati bloccati nella serata di giovedì. I turisti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria perché entrati in contatto con la coppia di cinesi, ed erano stati a Sorrento. I 18 dovevano poi alloggiare a Cassino ma, alla luce dell’esito dei test sulla coppia, il bus è stato fermato dalle forze dell’ordine al casello autostradale di Cassino, anche alla presenza dei sanitari della locale Asl, e scortato fino allo Spallanzani di Roma.

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che la psicosi legata al tour turistico effettuato dalla coppia cinese trovata positiva al coronavirus “non è giustificata: è improbabile che possano aver contagiato altre persone nelle varie città visitate perché il virus si trasmette solo con un contatto molto ravvicinato”. Al momento, ha comunque confermato Rezza, “si sta tracciando tutto il percorso fatto dalla comitiva, la vigilanza resta alta, ma non dobbiamo suscitare allarmi ingiustificati”.

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Secondo il direttore dell’hotel Palatino, dove hanno alloggiato a Roma, la coppia nei giorni scorsi indossava la mascherina. Il direttore ha anche detto che “La situazione è tranquilla” e tutti “sono a lavorare, nessuno si è tirato indietro nonostante le voci e gli articoli di stampa. Tutti i dipendenti sono regolarmente in servizio”. Secondo il direttore non sarà necessaria una decontaminazione dell’hotel, dopo che ieri, tuttavia la camera dove aveva soggiornato la coppia era stata sigillata.

Coronavirus, il direttore dell’hotel a Roma: “Nessun pericolo per i clienti, i dipendenti stanno bene”

Intanto sono atterrati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino gli ultimi cinque voli dopo la decisione di sospendere i collegamenti dalla Cina e sono sbarcati 500 passeggeri. I voli provenivano da Haikou, Hangzhou, Hong Kong, Guangzhou e Taipei. I passeggeri hanno effettuati i controlli previsti, cioè il controllo della temperatura e la compilazione della documentazione richiesta. Nel pomeriggio, invece, è prevista la partenza di cinque voli.

Cancellare una notizia da internet e da google ecco a chi rivolgersi

Oggi per la rubrica dedicata al business abbiamo incontrato il reputation manager Cristian Nardi, fondatore della piattaforma web che si occupa del delicato compito di rimuovere contenuti indesiderati dal WEB. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti individui e professionisti: stiamo parlando della web reputation o meglio comunemente chiamata gestione reputazione Online. Con questa intervista vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della gestione della reputazione lasciando spazio ad un esperto in materia di rimozione di contenuti lesivi dalla rete.

privacy garantita
privacy garantita

Vorrei iniziare nel rivolgere a Cristian questa prima domanda: cosa è privacy garantita?

C.N Ci tengo a specificare che Privacy Garantita è stata pensata per rispondere ad un aspetto fondamentale che i greci definivano con la parola “anánki” quello che oggi traduciamo con il termine “necessità”, ed è proprio sulla base di questa necessità che nasce questo servizio, che ci ha permesso di comprendere, tra le tante cose, la complessità e le difficoltà che tanti imprenditori ed altre categorie affrontano ogni qual volta entrano in contatto con i media online. D’altronde, il nostro slogan di www.privacygarantita.com è “la reputazione prima di tutto”.

Quanto è importate oggi la reputazione?

C.N.  Determinate, basta immaginare che un datore di lavoro o un istituto di credito prima di prendere qualsiasi decisione su un possibile candidato o finanziamento da concedere tiene molto conto di ciò viene riportato in rete: le informazioni trovate nel web potrebbero influenzare positivamente o negativamente qualsiasi scelta.

web reputation

Qual è l’errore più grande che si commette quando si tenta di autogestire la propria reputazione online?

C.N.  La gestione della reputazione è una cosa molto seria, improvvisarsi in questo settore non è così semplice, ci sono dinamiche ed imprevisti che possono causare danni irreparabili, oltre al fatto che sarebbe molto difficile e dispendioso in termini di tempo per qualcuno che non ha familiarità con SEO (acronimo inglese di Search Engine Optimation ovvero tutte le attività volte a migliorare il posizionamento dei risultati sui motori di ricerca nel web) o meglio ancora con strumenti legali, ecco perché in molti casi la cura migliore è la prevenzione. Voglio ricordare che essere ben posizionati nelle prime pagine di Google è strategico poichè il 96% delle persone non guarda oltre la prima pagina dei risultati, quindi, gestire la prima pagina su Google è fondamentale.

Chi dovrebbe essere interessato a contattare la vostra società?

C.N. La gestione della reputazione Online per molti aspetti riguarda tutti: privati professionisti, aziende, medici, manager, personaggi dello spettacolo ecc, poiché  tutti hanno il diritto di difendere l’onore e la propria reputazione, quindi la cura dell’immagine on line in un’era così tecnologica è fondamentalePurtroppo, c’è da dire che in Italia la tendenza è quella di correre ai ripari solo quando il danno è già stato fatto, tutto sotto gli attenti occhi dei dipendenti, dei partner e dei potenziali clienti.  Cioè in altri termini quando qualcuno digita il tuo nome su Google verificando i contenuti “sfavorevoli”, la prima cosa che scatta in automatico nella mente è di evitare qualsiasi rapporto professionale con la persona lesa.  In effetti la nostra azienda è nata per fare fronte a questo tipo di situazioni ed emergenze dove ad avere la peggio è l’immagine. Cerchiamo di dare informazioni accurate e aggiornate condividendo la nostra esperienza nel settore del web reputation.  Nel nostro nuovo sito potete trovare i servizi ed altri approfondimenti ovvero un’ opportunità per conoscere meglio il nostro modus operandi. Basta sfogliare le pagine nella sezione  CHI SIAMO per sapere chi siamo e cosa facciamo.

In che modo un’azienda o un individuo può trarre vantaggio dai vostri servizi?

C.N.  Vuoi diventare un leader in un qualsiasi settore? o essere tra le prime pagine di Amazon con la vendita di un prodotto? Esiste un modo e noi possiamo farlo, questa è la nostra ricetta. Come ho detto pocanzi viviamo in un’epoca dove la presenza online sta diventato rilevante, sempre più persone utilizzano i motori di ricerca per fare business online, per offrire suggerimenti al consumatore e per avere un’idea di un qualsiasi soggetto o società.

Quanto tempo occorre per riparare ad un danno d’immagine?

C.N Ogni caso è unico e dipende dalla gravità del danno, a tutti piacerebbe che le notizie negative potessero sparire in una notte ma non è così. La maggior parte delle reputazioni online può migliorare su una tempistica di 6-12 mesi.

Qual è il miglior consiglio che potresti dare a qualcuno che inizia a muovere i primi passi verso il web reputation?

C.N Non mi sento di dare un consiglio vero e proprio, ma è fondamentale far comprendere alle persone “nel vero senso della parola” che quando si tratta di reputazione online stiamo parlando di un mondo “virtuale” dove tutto è “potenzialmente” possibile: aziende come la nostra sono specializzate nel riparare i danni subiti a seguito di una lesione dell’immagine, sotto questo punto di vista ci sono molte aziende SEO o PR che affermano di fare “gestione della reputazione” come quelle che offrono la de-indicizzazione, ovvero rimuovere completamente i risultati nei motori di ricerca. Ma in realtà quando si entra nel vivo dell’operazione le cose sono diverse e soprattutto molto delicate, in special modo se bisogna gestire i rapporti con i quotidiani Online e con le notizie riportate dalla stampa.cancella una notizia da google

VALERIA ALTOBELLI CANTA IL BRANO “I’M STANDING WITH YOU” CANDIDATO AGLI OSCAR 2020

VALERIA ALTOBELLI

Lancio sulla CNN per il progetto internazionale We Stand With You ideato dall’italiana Altobelli

Valeria Altobelli, modella, attrice, presentatrice e cantante, riadatta in 6 lingue cantate,15 parlate e 23 scritte, la canzone I’m standing with you, candidata agli Oscar 2020.

Il riadattamento del brano I’m standing with you è dalla pluripremiata Diane Warren, con l’arrangiamento di John Debney, già compositore de La Passione di Cristo di Mel Gibson, e la collaborazione dell’ingegnere del suono americano che ha ricevuto ben otto Grammy, Manny Marroquin. Una melodia straordinaria che tocca il cuore e porta con sé un importante messaggio: un NO contro ogni forma di violenza e discriminazione.

I’M STANDING WITH YOU

Valeria Altobelli, che da tempo si occupa di tutelare e proteggere donne e bambini indifesi e vittime di violenza. Fondatrice della Mission Onlus-NGO, è riuscita ad unire artisti, musicisti, parolieri e attivisti di rilievo, provenienti da ogni parte del mondo. Uno straordinario progetto immediatamente abbracciato da Diane Warren, vincitrice di un Grammy Award, un Emmy Award, un Golden Globe Award, tre Billboard Music Awards consecutivi per Songwriter of the Year, non dimenticando la stella sulla Hollywood Walk of Fame. Attualmente è la cantautrice più importante del mondo e, con questo brano, è candidata per l’undicesima volta agli Oscar.

Ad affiancare la potente e bellissima voce di Valeria, Sumi Jo, la soprano vivente più famosa al mondo, vincitrice di un Grammy e candidata agli Oscar, e molte delle ragazze ex Miss dei concorsi di bellezza mondiali più importanti.

La campagna WSWY, We Stand With You (Noi Siamo con Te), collaborerà con gruppi e organizzazioni locali in ogni paese, per aiutare donne e bambini maltrattati.

Nei giorni scorsi l’emittente statunitense CNN, ha voluto ai microfoni l’Altobelli per un’intervista in collegamento da Los Angeles con Diane Warren e John Debney. Alla CNN Valeria Altobelli ha illustrato l’importante valenza sociale di questo progetto internazionale: La musica come mezzo universale contro la violenza”.

JOHN DEBNEY E DIANE WARREN

Con I’m standing with you l’obiettivo è quello di aiutare donne e bambini vittime di violenza di genere in tutto il mondo.  E con la sua tenacia, unita a Mission Onlus-NGO, porterà sostegno a chiunque ha bisogno di appoggio in ogni paese del pianeta.

NINO LETTIERI FESTEGGIA DIECI ANNI DI ALTA ROMA

Il noto couturier presenta la collezione couture P/E 2020 a Palazzo Ferrajoli

NINO LETTIERI

Nella splendida cornice di Palazzo Ferrajoli a Roma, lo stilista campano Nino Lettieri, ha presentato una capsule collection di dieci splendidi abiti di Haute Couture per festeggiare i suoi dieci anni di Alta Roma,

Il bianco e il nero caratterizzano la collezione P/E 2020, dove l’alta sartorialità rimane la vera protagonista. Seducenti abiti da gran soirée con grandi volumi, realizzati in tessuti pregiati e arricchiti da volants, pizzi e ricami disposti a disegni geometrici. Gli armoniosi corpetti, spesso nude look, le voluminose gonne in taffettà e tulle, conquistano il pubblico. Il maestro Lettieri, con le sue creazioni, da sempre coglie il gusto delle donne che amano sedurre, ma con classe.

L’eleganza della statica di Lettieri è stata sottolineata dalle foglie d’oro rosa e bianco, impreziosite da preziosi diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri, della collezione De Parme Design, raffinati gioielli disegnati dalla principessa d’Olanda Margherita di Borbone Parma.

Alessia Fabiani e le modelle

I look delle modelle sono stati curati dal maestro Sergio Valente, il quale ha realizzato degli eleganti chignon dal gusto contemporaneo, mentre il trucco è stato affidato alle preziose mani dell’eclettico make-up artist Raffaele Squillace.

Tantissimi gli ospiti intervenuti per festeggiare il maestro Nino Lettieri, i quali hanno potuto ammirare la sua ultima preziosa collezione, presentata in tre tableaux vivants in diversi saloni del palazzo Ferrajoli, accompagnata dalle note delle violiniste, Angelika e Martina de La Semicroma.

Ad applaudire Nino Lettieri i suoi estimatori di sempre, da Beppe Convertini a Gabriella Carlucci, da Elena Russo a Jane Alexander. Ed ancora, Irene Ferri, Josephine Alessio, Fanny Cadeo, Metis Di Meo, Mariella Milani, Alessia Fabiani, Roberta Beta, Eduardo Tasca, Miriam Fecchi, Maria Cristina Santoro.

CoronaVirus due casi a Roma

L’allarme Coronavirus scatta anche a Roma. Un turista cinese si è sentito male ieri pomeriggio nella Capitale in via Cavour ed è stato trasportato immediatamente all’ospedale Spallanzani. L’uomo era a bordo di un taxi quando, in preda al malore per i sintomi dell’influenza, è sceso dall’auto. Da un albergo nelle vicinanze sono stati immediatamente allertati i soccorsi. Subito dopo l’allarme sono scattate tutte le procedure per la super polmonite che finora in Cina ha ucciso 132 persone.

Il personale medico, dotato di mascherine e tute bianche, ha soccorso l’uomo che, trasportato in ambulanza nel nosocomio romano specializzato in malattie infettive, aveva già la febbre. Si attendono ora i risultati del test.

I casi di coronavirus di Wuhan sono tra i primi 8.000 mentre i paesi intensificano gli sforzi di evacuazione

PECHINO. C’è un grande vuoto nella storia del coronavirus. Dieci giorni cruciali in cui il contagio era già in atto, in cui poteva essere contenuto, ma durante i quali le autorità cinesi hanno sottovalutato, ignorato o nascosto le informazioni. Mentre gli scienziati già identificavano la natura del virus, i funzionari locali continuavano come nulla fosse a tenere riunioni sul pensiero di Xi Jinping o banchetti per il Capodanno, arrestando chi si azzardava a di…

utto ciò che Shi Muying desiderava era trascorrere un’ultima vacanza di Capodanno lunare con sua madre malata terminale. È tornata dal Regno Unito, dove vive e lavora, per trascorrere le festività natalizie nella sua città natale,  Wuhan , una metropoli tentacolare nella Cina centrale.

Per 24 ore al giorno, Shi – che ha circa 30 anni – è rimasta seduta accanto al letto di sua madre in ospedale, prendendosi cura di lei. Intorno a lei, sempre più persone si ammalavano di un coronavirus appena identificato  . Ma Shi non era troppo preoccupato.

Dopotutto, le autorità cinesi stavano dicendo che l’epidemia era “prevenibile e controllabile”.

Ora, tre settimane dopo l’arrivo di Shi in Cina, è chiaro che l’epidemia non è sotto controllo. Il virus si è diffuso in tutte le province e regioni cinesi, in tutta l’Asia e fino  all’Europa e agli Stati Uniti . Ha infettato più di 7.700 persone e ucciso almeno 170. Wuhan è stato posto in un blocco efficace, quasi interamente isolato dal mondo esterno.

Lunedì, i risultati preliminari hanno mostrato che anche Shi potrebbe essere infettato dal virus.

Un sospetto paziente di coronavirus presso una stazione sanitaria della comunità di Wuhan, in Cina.

Ma è più preoccupata per la sua famiglia – per suo padre di 67 anni che sembra avere anche il virus, e per sua madre che è stata sradicata in quello che descrive come un vecchio ospedale inferiore, per far posto per la corsa ai pazienti con coronavirus.

Shi e altri come lei sono diventati vittime di una crisi della sanità pubblica. Negli ultimi giorni, la CNN ha parlato con pazienti, personale medico ed esperti che hanno riferito di ritardi nei test per il virus, nel dire al pubblico la vera natura della diffusione del virus e di un sistema sanitario già sovraccarico che scricchiola sotto il enorme peso di un focolaio in rapida espansione.

Leggi la storia completa qui .

16 min fa

Il caso degli Stati Uniti non si ritiene sia la prima trasmissione da persona a persona fuori dalla Cina

Mentre gli americani digeriscono la notizia che il primo caso statunitense di trasmissione da persona a persona del virus Wuhan è stato confermato, si ricorda che le autorità ritengono che ci sia stato un caso di trasmissione da persona a persona in Germania diversi giorni fa.

Gli esperti sanitari ritengono che il primo caso del genere in Europa sia avvenuto la scorsa settimana, quando un uomo tedesco di 33 anni ha contratto il virus in un incontro d’affari con un cittadino cinese.

Il membro del personale cinese è originario di Shanghai e da allora è tornato in Cina. Si sentì male sul volo di ritorno e risultò positiva per il coronavirus dopo il suo ritorno a Shanghai.

Il caso è stato significativo perché la maggior parte delle persone con diagnosi di virus al di fuori della Cina ha recentemente viaggiato nel paese. Tuttavia, l’uomo tedesco che si ammalò non lo fece.

Gli Stati Uniti hanno riferito il suo primo caso confermato di diffusione da persona a persona del coronavirus di Wuhan, annunciato ieri dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Questo è il secondo caso del virus in Illinois.

Questa seconda persona è residente a Chicago e coniuge del primo caso confermato relativo ai viaggi nello stato. Il secondo paziente non ha viaggiato in Cina.

1 ora 27 min fa

Ora ci sono più di 8000 casi confermati di virus Wuhan nella Cina continentale

La Cina continentale ha ora un totale di 8.137 casi confermati del nuovo coronavirus, inclusi 171 decessi. Questo è dalle autorità sanitarie provinciali segnalate giovedì alle 11:30 ET.

Una ripartizione dei casi per provincia:

Hubei (incluso Wuhan): 4.903, inclusi 162 morti

Zhejiang: 428

Guangdong: 354

Henan: 278, di cui 2 morti

Hunan: 277

Anhui: 200

Chongqing: 182

Jiangxi: 162

Shandong: 158

Sichuan: 142, incluso 1 decesso

Jiangsu: 129

Pechino: 121, incluso 1 decesso

Shanghai: 112, incluso 1 decesso

Fujian: 101

Guangxi: 78

Yunnan: 76

Hebei: 65, incluso 1 decesso

Shaanxi: 63

Hainan: 46, incluso 1 decesso

Heilongjiang: 44, di cui 2 morti

Collegamento: 41

Shanxi: 35

Tientsin: 31

Gansu: 26

Mongolia interna: 19

Ningxia: 17

Jilin: 14

Xinjiang: 14

Guizhou: 12

Qinghai: 8

Tibet: 1

1 ora 44 min fa

Nelle foto: le megalopoli cinesi sono vuote in mezzo al blocco dei virus

Scene di grandi città in tutta la Cina, tra cui Wuhan, l’epicentro dell’epidemia di coronavirus, mostrano solitamente centri urbani affollati che sembrano città fantasma.

Un ciclista attraversa piazza Tiananmen a Pechino, normalmente affollata di turisti durante le vacanze di Capodanno lunare, il 27 gennaio.
Un ciclista supera la piazza Tiananmen di Pechino, normalmente affollata di turisti durante le vacanze di Capodanno lunare, il 27 gennaio. Mark Schiefelbein / AP
Gli operatori sanitari cinesi sono in attesa di controllare la temperatura dei viaggiatori che entrano in una stazione della metropolitana di Pechino, in Cina, il 25 gennaio.
Gli operatori sanitari cinesi sono in attesa di controllare la temperatura dei viaggiatori che entrano in una stazione della metropolitana a Pechino, in Cina, il 25 gennaio. Kevin Frayer / Getty Images
Nelle foto: l'epidemia di virus blocca le città cinesi

Milano, chili e chili tra marijuana, hashish e olio di cannabis: arrestato spacciatore ‘artigiano’

irava per i comuni dell’hinterland a Nord Ovest di Milano alla guida di un furgone. Lo faceva spesso. Su e giù da Gorgonzola a Inzago. Da Inzago a Ornago, passando per Cassina De’ Pecchi. Sul suo vecchio furgoncino, stando a quanto riferito dagli agenti della Squadra Mobile che lo hanno arrestato, trasportava la droga da vendere ma anche il materiale per prepararla e confezionarla. Così come un artigiano qualsiasi ma con un prodotto un stravagante.

Quel suo girovagare non è passato inosservato ai poliziotti della Seconda Sezione della Mobile, guidati da Vittorio La Torre, che stavano indagando sui canali di approvvigionamento usati da diversi pusher di quell’area della provincia milanese.

Lunedì gli investigatori si sono messi sulle sue tracce e quando lo hanno fermato alla guida del furgone, hanno capito che era il loro uomo: David Napoli. Italiano, 47 anni e con precedenti specifici.

Il suo passato da narcotrafficante e l’olio di cannabis

L’atteggiamento del sospettato, stando a quanto ricostruito, è stato fin da subito di grande collaborazione. Frutto, con molta probabilità, della sua esperienza nell’interfacciarsi con le forze dell’ordine: già nel 2014 era stato arrestato dal Commissariato di Sesto San Giovanni perché trovato in possesso di 6 chili di cocaina, 10 di marijuana e 4 di hashish.

Video: ecco la droga sequestrata

Un’attività, quella dello spaccio, che però avrebbe ripreso anche dopo essere tornato in libertà. Lunedì ai poliziotti ha subito consegnato alcune dosi di hashish e marijuana. Il successivo controllo in un box in via Corridoni a Gorgonzola, dove era stato visto entrare e uscire più volte nei giorni precedenti, hanno confermato che il sospetto degli investigatori era giusto. Nel garage, Napoli nascondeva ben 33 chili di marijuana, 2 di hashish e alcuni barattoli con 6 chili di olio di cannabis.

La perquisizione si è estesa ad altri depositi usati dall’uomo – appunto a Inzago, Gorgonzola e Ornago – all’interno dei quali però non è stata trovata altra sostanza stupefacente.

Complessivamente sono state sequestrati un rilevatore di frequenza, utile al rilevamento della presenza di eventuali sistemi gps e ambientali, un disturbatore di comunicazioni ‘jammer’, numerosi telefoni cellulari con altrettante schede telefoniche, ricevute e appunti contabili, sei bilance, un conta soldi, kit di protezione da fumi composto di mascherina e filtri aria per la lavorazione e il dosaggio dello stupefacente, una pressa per fare capsule di hashish, una centrifuga per estrarre l’olio dalla cannabis.

Le indagini ora proseguono per risalire alla rete nella quale lo spacciatore ‘artigiano’ si muoveva. A chi rifornisse e da dove acquistasse la droga che poi rivendeva con il suo furgone da buon artigiano.

FONTE http://www.milanotoday.it/cronaca/arrestato-pusher-david-napoli.html
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Clamoroso in farmacia. La mascherina contro il virus viene da Wuhan

Metti che con tutte le notizie che arrivano in questi giorni dalla Cina hai un certo timore del coronavirus partito da Wuhan, anche se abiti in Europa. In Italia. Ed allora per sentirti più sicuro decidi di andare in una farmacia, magari a Roma, per comprare una mascherina da indossare sulla bocca e sul naso, così, giusto per sentirti più sicuro mentre vai in giro. Anche la mente, del resto, ha bisogno delle sue sicurezze soprattutto quando si parla di virus.

Per approfondire leggi anche: Al via il rientro degli italiani dalla Cina

La trovi, la mascherina, nonostante molte siano già andate a ruba da giorni. La compri, la paghi, saluti il farmacista e vieni via. Arrivi a casa, la tiri fuori dal sacchetto e mentre stai per scartarla sul retro della confezione leggi, quasi per caso, dove è stata prodotta: Wuhan, Hubei, China. Son quelle coincidenze che ti lasciano a bocca aperta. Ma che diamine, ma tutto in Cina facciamo oggi noi occidentali. Ma andate tutti in…mascherina.

Virus, a Civitavecchia è scontro su sbarco crocieristi: ok della capitaneria, ma sindaco dice no. A bordo due casi sospetti

Controlli in corso sulla nave ammiraglia della Costa Crociere ma i primi test sui due cittadini cinesi in isolamento sulla nave sarebbero rassicuranti. E a Roma accertamenti allo Spallanzani per due turisti arrivati dalla Cina da due giorni

di PAOLO G. BRERA

CIVITAVECCHIA – Via libera, anzi no. Alle 14,30 sembrava tutto finito: il comandante del porto di Civitavecchia, Vincenzo Leone, sorride ai giornalisti e avverte: “Abbiamo appena avuto il via libera allo sbarco delle 1.140 persone sulla Costa Smeralda che hanno concluso la loro crociera”. Stamattina dalle 7 sarebbero dovuti scendere dal gigante ormeggiato al molo 10 se non fosse emerso all’improvviso il sospetto dei sospetti: la possibile presenza a bordo di un ospite quantomai inopportuno, il coronavirus. Dieci minuti più tardi arriva il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, e scende urlando da una Fiat 500 guidata dal suo addetto stampa: “Ma siete pazzi? Chi ha dato l’ordine di sbarco? Vi porto tutti in procura – grida rivolto al comandante Leone – se fate scendere qualuno lo fate a vostro rischio”. Ma intanto arrivano gli esiti dei primi test sui due cittadini cinesi in isolamento e sarebbero rassicuranti.

Quelli che sognano di scendere sono in 1.140, quasi altrettanti gli aspiranti crocieristi che sciamano al porto di Civitavecchia per salire a bordo per una vacanza “pagata duemila euro per otto giorni, dovremmo fare il giro del Mediterraneo”, dicono Andrea e Isabella, bancari romani che con le due figlie di 13 e 17 anni stanno andando a mangiare un panino per ingannare l’attesa “e decidere cosa fare”.

La diretta live da Civitavecchia 

La Costa Smeralda è un grattacielo sigillato da stamattina, quando ha attraccato con una coppia di cittadini cinesi con tutti i sintomi del coronavirus che sta allarmando il mondo. A bordo è salito solo il personale sanitario dell’Asl locale, che “ha svolto tutti gli esami del caso”, spiega il comanante Leone. I campioni sono stati mandati all’ospedale Spallanzani di Roma per le analisi urgenti. Finché non si avrà un risultato ufficiale, la nave resta in quarantena. Lo sbarco era stato autorizzato dalla Sanità Marittima ma il primo cittadino si è opposto. “Siamo preoccupati e anche i lavoratori che devono procedere allo sbarco lo sono” ha detto. Ovviamente, precisa, se arriveranno risposte positive dagli esami in corso allo Spallanzani non ci sarà nessuna obiezione a far scendere i passeggeri”

Per questo suona incredibile l’ordine di “via libera allo sbarco” poi rimangiato nell’arco di dieci minuti. Probabilmente, ma è solo una supposizione, erano arrivati i primi risultati ufficiosi e ottimisti ma occorrerà attendere un periodo finestra e ulteriori conferme per sbloccare una situazione che appariva molto complessa.

Coronavirus. il passeggero a bordo: “Bloccati in fila per ore senza informazioni, abbiamo saputo tutto dai social”

A bordo, i seimila passeggeri in attesa scrivono tweet annoiati e arrabbiati per le informazioni insufficienti, d’altronde nessuno ha la notizia che tutti vorrebbero sentirsi dire, e cioé che la coppia cinese ha solo una normalissima influenza e tutto può continuare come previsto, o quasi. Stamattina c’erano molte decine di pullman parcheggiati fuori dall’ingresso del porto in attesa che con le navette facessero scendere i passeggeri per la tappa di visita a Roma.

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“Io avevo la prenotazione di un gruppo di cinesi”, racconta Roberto La Scala, autista 50enne di uno dei pullman in fila. “Dovevano scendere dalla nave e salire su una navetta con un’interprete che doveva accompagnarli a bordo del mio pullman. Da lì saremmo andati a Roma, li avrei lasciati al Colosseo alle 11 per poi riprenderli nel pomeriggio in via Ludovisi, dopo la visita a piazza di Spagna. Invece mi sa che è saltato tutto”.

Tajani: “Nuovi servizi a turisti e cittadini per salvare le edicole milanesi”

Edicole drasticamente ridotte negli ultimi anni. La soluzione potrebbe essere trasformarle in info-point e luoghi dove accedere a servizi

Tajani: “Nuovi servizi a turisti e cittadini per salvare le edicole milanesi”

“L’Amministrazione conosce la grave situazione in cui versa la gran parte delle edicole milanesi. Negli ultimi anni abbiamo visto sparire circa il 30% di quelle presenti in città, a causa della pesante crisi in atto nel settore della carta stampata. Siamo conviti che queste realtà, così capillarmente diffuse, costituiscano un indispensabile presidio di socialità e cultura per Milano e i suoi quartieri, nonché una garanzia di pluralismo nell’informazione.”Cosi l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani commenta “La Notte dell’edicole”, l’iniziativa di sensibilizzazione al futuro delle edicole organizzata dal Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia in programma questa sera a Milano in Piazzale Lagosta e in contemporanea in molte altre città del Paese.“Per questo motivo – prosegue Tajani – stiamo lavorando con le associazioni di categoria per sostenere il rinnovamento delle edicole in funzione delle mutate  abitudini dei cittadini. Cercando di trasformare queste realtà in una rete di info-point cittadini. Nuovi spazi dove residenti e turisti possano facilmente trovare, oltre a giornali e riviste, tutte le informazioni per vivere la città o accedere ai servizi online offerti dall’Amministrazione come i certificati anagrafici o altri atti per cui non è necessario recarsi personalmente presso gli uffici comunali. Abbiamo sostenuto – conclude Tajani – anche la nascita di progetti di portierato di quartiere in alcune di queste realtà e siamo ancora disponibili a sostenere insieme alle associazioni e agli operatori modifiche alla legge regionale che regola le merceologie che si possono vendere in edicola, insieme a giornali e riviste. Ascolteremo ancora la voce degli edicolanti che questa sera, in tutta Italia, cercheranno sostegno di cittadini e istituzioni per poter andare avanti, magari rinnovando se stesse. In questo percorso il Comune c’è e ci sarà in futuro”.