Mese: Gennaio 2020

Il meglio della seconda giornata della Milano Fashion Week

Quindici cose che hanno stupito, entusiasmato, sorpreso il popolo della moda che affolla Milano per la settimana delle sfilate primavera estate 2020. Dall’ospite vip-influencer che sta spopolando sui social all’accessorio must have, all’allestimento più suggestivo, ogni giorno vi raccontiamo quello che accade sulle passerelle, nei backstage, alle presentazioni e per le strade. Per divertirvi e mostrarvi in anteprima come ci truccheremo, pettineremo e vestiremo nella prossima stagione calda

er il secondo giorno di Milano moda donna primavera-estate 2020, vi abbiamo preparato la nostra personalissima lista del cuore. Sfilate, backstage, super top, vip, mostre e lo street style ci hanno ispirato per questo moodboard. Se volete essere sempre informati in tempo reale su quanto accade alle sfilate (e non solo) seguiteci sul nostro account IG

igorosamente grigio. Tre pezzi in Principe di Galles in tre variazioni: con gli short, con la gonna a tubino o con pantaloni ampi. Il tocco fashion? Le calze di filo maschili, la cravatta e un rossetto scuro mat.

La sposa painting mood

Moschino
Moschino

Indossato da Gigi Hadid questo abito sembra uscito da un quadro. Una meraviglia.

Flower mania

Fendi
Fendi

Prendete appunti: la stampa per la prossima primavera, mini, maxi, effetto vintage, è a fiori. Su borse, scarpe e abiti.

Un tram chiamato desiderio

MMissoni
MMissoni

La collezione viene presentata come momenti di vita quotidiana, con diversi protagonisti, di ogni età e ceto sociale, che salgono e scendono da un tram che attraversa la città, vestiti con capi M Missoni ma senza le
movenze tipiche delle passerelle. Che allegria! Brava Margherita Missoni.

L’influencer giapponese (da conoscere)

Naomi Watanabe
Naomi Watanabe

Si chiama Naomi Watanabe, ha 30 anni, abita nella Prefettura di Ibaraki, a nord di Tokyo, e su Instagram ha quasi 9 milioni di follower. Richiestissima durante le sfilate come vip d’eccezione, era nel front row di Fendi. In Giappone Naomi Watanabe è come Chiara Ferragni in Italia. La sua notorietà però non è legata esclusivamente alla moda, ma ha conquistato follower grazie alle sue imitazioni di pop star come Beyoncé e Lady Gaga. Teniamola d’occhio.

Il sandalo alla gladiatore

Vivetta
Vivetta

Sono tornati. O meglio sono diventati pezzi cult di stagione. Almeno un paio bisogna averlo nell’armadio.

Monogram

Herno
Herno

La H  diventa la protagonista di Herno Monogram, un tessuto ispirato agli anni ‘50 che rivive e si attualizza nel nuovo trend “logomania”. Il monogram diventa la base per la creazione di una serie di capi dedicati alla pioggia, nella versione in cotone jacquard con fondo beige e sequenze di H in color testa di moro o in nylon con H ton-sur-ton.

Il personaggio misterioso

ll suo sesso è da definire così come la nazionalità. Si chiama Checking Invoices,e su instagram è seguito da oltre 36mila follower. Sempre celato/a da tutine integrali stretch che nascondono totalmente il volto e il resto del corpo, Checking Invoices abbina al travestimento outfit che scavalcano il gender, prediligendo abiti femminili ma senza disdegnare capi maschili.

Fuseaux con ghette

Emilio Pucci
Emilio Pucci

Uno stile luxury active che rende omaggio alle modernissime silhouettes disegnate nei primi anni ‘60 dal marchese Pucci, che introdusse materiali elasticizzati sportivi e leggings dalle linee affusolate ed essenziali per esaltare facilità di movimento e dinamismo.

La mostra itinerante

Time capsule Milan, un viaggio attraverso la storia della Maison del lusso Louis Vuitton,tra innovazione e design. Viaggiando dal 1854 ad oggi, la storia viene raccontata mediante l’esposizione di rari e celebri oggetti, selezionati dagli archivi Louis Vuitton. La mostra vi aspetta in Piazzetta Reale.

Crea una sfilata

Fashion Show Quercetti
Fashion Show Quercetti

Un gioco per ricreare l’atmosfera delle sfilate. Per grandi e piccini, ora il sogno diventà realtà!

Rosso passione

Dsquared2
Dsquared2

Si chiama Key Bag, ha forme pulite ma decise che prescindono la stagionalità e ne fanno un oggetto iconico. Perfetta da giorno, da sera e per il tempo libero.

Artigianalità

Casadei
Casadei

Casadei lancia la sua Capsule Artigianale realizzata con EFI, Ethical Fashion Initiative, un programma dell’International Trade Center, una partneship tra le Nazioni Unite e il World Trade Organisation. EFI si occupa di moda etica, promuovendo il lavoro artigianale delle comunità in aree in via di sviluppo, connettendo grandi nomi del fashion system con realtà locali. In particolare, Casadei ha scelto di produrre una capsule “sartoriale” di nove modelli della collezione PE 2020 utilizzando dei tessuti lavorati al telaio da donne del Burkina Faso, Paese tra i più importanti produttori africani di cotone.

Nel backstage con Irina

Irina nel backstage di Moschino
Irina nel backstage di Moschino

Archiviati i dispiaceri amorosi, Irina Shayk è apparsa durante la Milano moda donna ancora più bella. E si conferma una tra le modelle più gettonate.

L’evento

Zanellato
Zanellato

 La Tenda Milano nell’ambito del programma La Tenda Experience Fashion and Art, ha scelto la postina di Zanellato, in versione baby per creare il modello Afar, un’edizione speciale che comprende 45 pezzi in 3 varianti colore che verranno vendute in esclusiva nella boutique di Via Solferino. Da collezione.

DI DONATELLA GENTA

fonte:https://d.repubblica.it/moda/2019/09/20/news/moda_bellezza_stilisti_sfilate_moda_donna_milano_eventi_moschino_fendi_baguette-4549284/

Pavia, il mistero della trans sparita nel nulla: indagato il fidanzato

La quarantenne brasiliana non aveva mai nascosto al compagno di essere una escort. È scomparsa il 21 dicembre dopo un appuntamento con un cliente. In casa tracce di sangue su una parete

Dalla sera del 21 dicembre scorso di Lara Bercelos, trans brasiliana di 38 anni, non si sa più nulla. È uscita a piedi dall’appartamento di via Piave in cui viveva con il compagno, alla periferia di Pavia, ed è sparita. Senza soldi né documenti, visto che si trovava in Italia senza permesso di soggiorno e aveva perso il passaporto. Il suo telefono da quel giorno non ha più squillato. Roberto Caruso, pizzaiolo coetaneo con il quale Lara era fidanzata da tre di anni, aveva presentato denuncia ai carabinieri dieci giorni dopo la scomparsa, ma ora si trova indagato per sequestro di persona. Per gli investigatori si tratta di «un atto dovuto, per consentire gli accertamenti».

FONTE: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_gennaio_28/pavia-mistero-trans-sparita-nulla-indagato-fidanzato-c4dd3346-4201-11ea-a986-8b98b73aaf06.shtml

Coronavirus, a Milano turisti cinesi in calo del 40%. A Como il Conservatorio agli studenti di ritorno dalla Cina: “Restate a casa”

Il dato della Confcommercio. Sala: “Ogni mese a Milano il turismo cinese porta 300 milioni, il calo si fa sentire”. La direzione del Conservatorio, che ha molti studenti asiatici, ha pubblicato l’invito sul sito: “Non frequentate le lezioni per 14 giorni”

Coronavirus spaventa. E fa registrare flessioni, se non proprio crolli, anche nell’economia. “Ogni mese a Milano il turismo cinese porta 300 milioni di euro tra alberghi, shopping e ristoranti, oggi siamo già al 40% in meno rispetto al periodo precedente al virus”: a dirlo è il sindaco di Milano Beppe Sala, che cita dati che gli ha comunicato la Confcommercio di Milano.

La paura dei contagi si fa sentire. E così, se già è stata comunicata la decisione di annullare i festeggiamenti del Capodanno cinese in via Paolo Sarpi e anche la “Chinatown new year run”, una corsa non competitiva in programma per l8 febbraio, si iniziano a contare anche i danni all’economia. A Milano i turisti cinesi rappresentano ormai una quota considerevole, ed è un turismo di lusso, che spende nelle vie del centro, tanto che il Comune qualche mese fa aveva aperto anche un profilo su WeChat, la app di messaggistica più usata in Cina, per dare informazioni turistiche sulla città. Ma adesso, come ha spiegato Sala nel corso della presentazione del libro del direttore de La Stampa Maurizio Molinari ‘Assedio all’Occidente’, i primi effetti della situazione in Cina si fanno sentire.

Coronavirus, a Milano turisti cinesi in calo del 40%. A Como il Conservatorio agli studenti di ritorno dalla Cina: "Restate a casa"

Ed è una paura che accomuna diverse realtà. A Como la direzione del Conservatorio ha pubblicato sul suo sito Internet un avviso: “Gentili studenti, a nome della Direzione si comunica che per ragioni di profilassi, tutti gli studenti di ritorno da viaggi in Cina sono pregati dall’astenersi di frequentare il Conservatorio di Como per i 14 giorni successivi alla data di rientro”. Una decisione presa visto che sono tanti gli studenti asiatici che frequentano la scuola (sul sito tanti avvisi, compreso questo, sono scritti in italiano e in cinese) e tra loro ce ne sono diversi che nei giorni scorsi erano tornati in Patria per il Capodanno. Per questo – “senza voler creare allarmismi”, spiega la direzione – è stato deciso di invitare gli studenti appena rientrati a non frequentare i corsi durante un possibile periodo di incubazione del virus.

Anche l’Università Cattolica di Milano ha pubblicato sul suo sito un avviso: “Rassicurando sul fatto che non sono stati identificati casi connessi al Coronavirus 2019 all’interno della nostra comunità universitaria, raccomandiamo tuttavia di seguire le misure precauzionali emanate dal Ministero della Salute Italiano, chiedendo a tutti coloro (studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo) che sono recentemente tornati da un viaggio in Cina o che si trovano attualmente lì e stanno pianificando il loro ritorno in Italia, di prestare speciale attenzione alle loro condizioni di salute adottando le linee guida” che prevedono di non frequentare luoghi affollati nei 14 giorni successivi al rientro da una delle zone colpite, di contattare il medico curante o il numero istituito dal ministero della Salute (1500) in caso di sintomi quali febbre, tosse, difficoltà respiratorie, ossia sintomi comuni dell’influenza con l’invito a “coloro che intendono recarsi a breve in Cina a seguire i consigli del Ministero della Salute e, nel caso di studenti iscritti a programmi di studio e lavoro all’estero del nostro Ateneo, di mettersi in contatto con il referente del programma per ricevere informazioni sulle misure precauzionali”.

fonte:https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/29/news/coronavirus_milano_turismo_cinese_calo-247101338/

Domenica auto ferme dalle 10 alle 18 in tutta Milano: scatta il blocco del traffico.

Motori spenti dalle 10 alle 18, con eccezione dei veicoli con pass per disabili, quelli diretti o di ritorno dagli ospedali per ragioni sanitarie (con certificazione ad hoc), le auto del car sharing e quelle ibride ed elettriche, e poi le auto dei tifosi che vanno a vedere la partita delle 15 a San Siro, Milan-Hellas Verona. Sono i punti chiave dell’ordinanza firmata dal sindaco Beppe Sala per bloccare il traffico di auto private domenica 2 febbraio a Milano. Il blocco è stato deciso visto lo sforamento, per 25 giorni nell’arco dei primi 27 giorni dell’anno, dei limiti del pm10 a Milano.

Domenica senza auto a Milano: il 2 febbraio motori spenti dalle 10 alle 18

Auto ferme nei parcheggi, quindi, e tutti a piedi: “In alcuni casi c’è bisogno anche di questi richiami alla collettività e di dire ‘facciamo tutti la nostra parte’, sapendo che certamente non la risolvi così” ha spiegato martedì, ai microfoni di Radio Deejay, il sindaco Sala. Che ha preannunciato lo stop al traffico a causa dell’inquinamento lunedì sera, con un post su Facebook. E adesso ha perfezionato il provvedimento, con la firma del documento amministrativo, proprio nello stesso giorno in cui la Regione ha deciso di revocare le misure anti-smog di primo livello per i comuni con più di 30 mila lombardi e per Como e Varese, a partire da domani, giovedì 30 gennaio, visto il calo delle polveri sottili. Le misure regionali rimangono attive, invece, nelle province di Milano, Monza, Lodi, Pavia, Bergamo,
Cremona e Mantova. “Non serve accanirsi contro gli automobilisti, lo dimostrano i valori dell’aria di questi giorni- risponde il presidente di Aci Milano Geronimo La Russa – se proprio il Comune vuole lanciare un segnale, eccezionalmente, estenda al prossimo week-end la regolamentazione di Area B. La mobilità è un sacrosanto diritto”.

Blocco del traffico domenica a Milano, divieti e deroghe

Domenica, nel territorio del Comune di Milano, in base a quanto stabilito da Palazzo Marino tutte le automobili – da quelle più inquinanti a quelle meno inquinanti – dovranno quindi restare ferme, a eccezione dei veicoli elettrici e di quelli ibridi in modalità elettrica, di quelli del car sharing o di quelli muniti di un’apposita deroga. Per consentire a chi arriva da fuori città di lasciare il mezzo privato e servirsi del trasporto pubblico locale, che sarà potenziato, sono esclusi dal divieto di circolazione i parcheggi di interscambio posti in corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici (Cascina Gobba, Forlanini, San Donato 1 e 2, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino e San Leonardo, Famagosta, e anche il tratto stradale di via Ripamonti tra il Comune di Opera e via Gagini in corrispondenza del capolinea tranviario, e il tratto stradale compreso tra le Cascine Guascona e Guasconcina ed il capolinea della linea automobilistica del trasporto pubblico locale in via Jemolo). Per garantire il rispetto dell’ordinanza, saranno circa 70 per turno le pattuglie della Polizia locale operative sul territorio, sia in postazioni fisse sia in movimento. Sarà potenziato il personale in servizio alla centrale operativa. Sul sito del Comune l’ordinanza integrale.

Domenica a piedi a Milano, le regole per arrivare a San Siro per Milan-Verona

Per facilitare l’accesso alle aree di sosta presso lo stadio ‘Meazza’, a partire dalle ore 12, saranno esclusi dal blocco i seguenti tratti stradali: via Sant’Elia  – nel tratto compreso tra le vie Natta e Diomede; via Diomede – nel tratto compreso tra le vie Sant’Elia e Caprilli; via Natta; via Montale – nel tratto compreso tra le vie Natta e Ippodromo; via Patroclo – nel tratto compreso tra le vie Ippodromo e Achille; via Achille; viale Caprilli; piazzale dello Sport; via degli Aldobrandini; via Palatino; via Rospigliosi; piazza Axum; via Harar; via Tesio; via Novara – nel tratto compreso tra l’innesto alla tangenziale Ovest e via Harar.

 

Milano anti-smog, Sala: “Dal 2023 caldaie a gasolio fuorilegge

“Noi non ci fermiamo, vogliamo prendere delle decisioni coraggiose – annuncia il sindaco Beppe Sala – Per questo, la prossima cosa che proporrò in giunta sarà di dichiarare fuorilegge a Milano le caldaie a gasolio dall’inverno 2023. Questa misurà riguarderà sia il privato sia il pubblico”. Nel pubblico, spiega il sindaco milanese, la misura riguaderà “una decina di casi, tra edilizia residenziale pubblica e scuole: ho fatto fare una verifica si può fare. Se non diamo noi, come Comune, l’esempio, poi i cittadini hanno ragione a dire che non si può fare”. La misura dovrebbe impattare soprattutto sui condomini privati: “Abbiamo uno zoccolo duro di circa 1.500 condomini che hanno ancora la caldaia a gasolio – dice Sala – Per questo è necessario intervenire con una regolamentazione. Io però non voglio solo regolamentare, ma supportare: per questo farò chiamare dagli uffici a partire dalla prossima settimana gli amministratori di condominio, risentirò il governo per capire se i finanziamenti possono essere diversi e rifletterò anche a livello nostro per capire se si può fare di più”. E rendere permanenti i blocchi del traffico come quello previsto per domenica? “Dipende dal tempo e dai livelli di pm10 – riflette Sala – Oggi la situazione è difficile: il blocco del traffico non è una misura ideologica, ma che parte dalla situazione attuale”.

Che cosa scrisse Gene Cernan sulla Luna?

È senza dubbio il quiz più noto della televisione italiana, quello più difficile e dove la suspense la fa da padrona, stiamo parlando di “Chi vuol essere milionario”. Nella puntata di mercoledì 29 gennaio 2020 Gerry Scotti, lo storico conduttore del programma, ha letto la domanda da un milione di euro al giovane manager Enrico Remigio.

La domanda da un milione di euro
La domanda che aveva lasciato col fiato sospeso i telespettatori sin dalla scorsa puntata è la seguente: “Cosa lasciò scritto sul suolo lunare Gene Cernan, l’ultimo uomo che mise piede sulla luna?” . Un quesito affatto semplice e piuttosto particolare, non a caso quello più importante. La risposta tra le quattro indicate al di sotto della domanda è: “Le iniziali della figlia”, ovvero TDC che stanno per Tracy D. Cernan.

La risposta di Enrico RemigioEnrico Remigio aveva un solo desiderio, quello di arrivare fino alla fine e leggere la fatidica domanda dell’agognato montepremi. La domanda postagli da Gerry Scotti lo pone davanti ad una scelta difficile: potrebbe abbandonare l’idea di dare una risposta, per portare a casa 300mila euro, oppure tentare la fortuna, con il rischio di perdere 230mila euro, perché nel caso di risposta sbagliata incasserebbe 70mila euro, l’unico assegno garantito dell’adrenalinica scalata verso il milione.

I vincitori del montepremi
Nella storia del quiz, andato in onda per la prima su Canale 5 almeno vent’anni fa, solo sei persone erano arrivate a questo punto, leggendo la quindicesima e ultima domanda. A rispondere in maniera corretta furono, però, solo quattro concorrenti: la prima a vincere fu Francesca Cinelli, era il 18 marzo 2001, a seguire il 17 ottobre 2004 riuscì nell’impresa Davide Pavesi, studente di Ingegneria del Politecnico di Milano. La terza vincita, avvenuta nella puntata trasmessa il 27 gennaio 2011, fu conseguita da una  casalinga laureata in lingue e letterature straniere, Michela De Paol

continua su: https://tv.fanpage.it/chi-vuol-essere-milionario-la-risposta-alla-domanda-su-gene-cernan-e-le-iniziali-della-figlia/
https://tv.fanpage.it/

Davide Buccheri L’ambiente è più importante dell’immigrazione per i tedeschi

Nella situazione geopolitica che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, uno degli argomenti più importanti nelle menti della popolazione è certamente stata l’immigrazione.

Questo fattore è ciò che vi è alla base di sconquassi elettorali, quali Brexit nel Regno Unito, o l’ascesa di movimenti di estrema destra in Europa continentale.

Sembrerebbe, però, che le cose stiano cambiando di recente.

Questo grafico mostra infatti gli argomenti più a cuore dei tedeschi e abbiamo discusso delle sue implicazioni con Davide Buccheri, un esperto di economia con anni di esperienza maturati nella City of London.

Second Davide Buccheri, è chiaro come fino agli anni 2010, la cosa più importante per il popolo fosse la disoccupazione. Questo ha portato all’ascesa di partiti relativamente moderati, con politiche economiche bilanciate e mirate allo sviluppo del paese.

La ituazione ha però iniziato a cambiare sostanzialmente dalla crisi dell’eurozona, all’inizio del 2011. Questa contrazione ha sicuramente portato una maggiore attenzione sui paesi di periferia dell’Unione Europea. E con la loro entrata in crisi, è presto diventato chiaro che questi non sarebbero stati in grado di gestire in autonomia l’emergenza di migrazione che si trovavano davanti.

Questo ha sicuramente avuto un effetto molto potente sulla popolazione tedesca, che è ben visibile dal grafico. Infatti, l’immigrazione è diventata l’argomento più importante da allora e questo ha permesso a partiti con visioni più estreme di trovare trazione.

Ora sembra che le cose stiano cambiando nuovamente: infatti, il cambiamento climatico è da poco asceso al vertice come argomento più a cuore dei tedeschi.

Secodo Davide Buccheri, questa non è una coincidenza. Per cominciare, il cambiamento climatico è certamente un fattore di importanza fondamentale per garantire la continuità della nostra specie. Sembrerebbe inoltre che vi sia stata una certa coordinazione da parte dei regimi più centrali per focalizzare l’attenzione del pubblico su quest’argomento. L’esempio più eclatante di ciò è probabilmente stato l’invito a Greta Thunberg a parlare davanti alle Nazioni Unite.

Tutt i leader sapevano cosa avrebbe detto e che questo evento avrebbe portato molta attenzione sui problemi ambientali. I partiti di centro sono certamente tra quelli che hanno le politiche ambientali più sensate e, quindi, da un punto di vista puramente elettorale questa mossa di marketing favorisce i movimenti più moderati.

Quelli che sono, invece, stati colpiti negativamente da questa cosa sono probabilmente i partiti più estremi. Da un lato, abbiamo quelli che negano il cambiamento globale, che chiaramente sono stati colpiti negativamente da questo cambio. Dall’altro lato, abbiamo poi una perdita di attenzione per gli argomenti legati all’immigrazione, che andrà a diminuire l’importanza di molti altri partiti di estrema destra.

Davide Buccheri poi conclude, indicando come questo potrebbe portare importanti benefici all’Europa. Infatti, se le cose dovessero continuare in questo modo, si aprirebbero le porte all’ingresso di partiti moderati nella maggior parte dei parlamenti europei, cosa che garantirebbe continuità e stabilità economica.

Davide Buccheri: Con la crisi finanziaria del 2007, i prezzi delle abitazioni in tutto il mondo sono scesi in maniera significativa

 

Con la crisi finanziaria del 2007, i prezzi delle abitazioni in tutto il mondo sono scesi in maniera significativa.

Da quel momento in poi, però, le sorti dei diversi paesi sono andate in direzioni molto diverse. Questo ha creato, ad oggi, un serio differenziale di performance tra i migliori e peggiori paesi in Europa per performance del mercato immobiliare.

Abbiamo discusso di questi temi con Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari che ha lavorato nella City of London, presso M&G Investments, dove si occupava di prodotti cartolarizzati.

“In Europa la situazione è un po’ particolare, in quanto abbiamo due gruppi assai distinti di paesi. Quelli più internazionali, legati al mercato del credito internazionale, e quelli con un focus più domestico.”

“La loro performance è ovviamente stata assai diversa. Il primo gruppo di paesi, infatti, è stato colpito in pieno dalla crisi finanziaria, con forti cali nei prezzi delle abitazioni nel 2008. Gli esempi più chiari di paesi in questo gruppo sono probabilmente il Regno Unito e la Norvegia.”

“Il secondo gruppo di paesi, invece, è caratterizzato da un mercato del credito più chiuso e con focus domestico. Ciò ha voluto dire che questi mercati non sono stati colpiti assai duramente dalla crisi. L’esempio più chiaro di questo trend è la Germania, ma ci metterei dentro anche il Portogallo probabilmente.”

“In questo secondo gruppo, la performance del settore immobiliare non è stata colpita molto dalla crisi del 2008. Vi è stato, però, un calo sostanziale a partire dal 2010 – 2011. Questo è il periodo in cui la crisi del debito greco è venuta a galla.”

“Quest’incertezza attorno al debito sovrano ha causato in Europa certamente più danni che la crisi dei mutui americani. Infatti, l’aumento degli spread sovrani ha causato un aumento sostanziale dei pagamenti dovuti sui mutui, sia esistenti che nuovi. Questo ha da un lato portato ad un aumento sostanziale dei default, e dall’altro ad una diminuzione drammatica della domanda. Mettendo assieme questi due trend, otteniamo delle condizioni orribili per il mercato immobiliare, che hanno infatti portato al suo crollo in diversi paesi della periferia Europea.”

“E’ interessante come tutto questo non abbia praticamente toccato Norvegia e Regno Unito che, dopo un’iniziale crollo nel 2008, hanno avuto una performance del settore immobiliare molto forte per il decennio successivo.”

“I paesi periferici, invece, sono rimasti in una situazione di stallo fino alla fine del 2013. Da quel momento in poi, anche loro sembrano aver trovato la formula giusta per far ripartire il mercato immobiliare.”

Come investitori, quindi, dove ci lascia tutto questo? Secondo Davide Buccheri, i paesi della periferia hanno ancora spazio di crescita. “Sono almeno 3 anni indietro nel ciclo quando li compariamo a Regno Unito e Norvegia. Alcuni di questi paesi, come ad esempio l’Italia, sono ancora ai livelli di prezzo del 2011. Se dovessi scegliere un mercato su cui puntare, questi sembrano decisamente una proposizione attraente per un investitore.”

Buccheri Davide: How important are recessions for the S&P 500?

Investors often worry about recessions when investing in the stock market. This makes logical sense, as a slowdown of the economy as a whole should have an effect on the performance of companies and, consequently on the valuation of their stocks.

But just how important are recessions?

In this analysis, I check how often stock market declines are associated with recessions. In particular, I will check for instances of either recessions not accompanied by stock market declines, or the opposite – that is, stock market declines in otherwise stable economic periods.

Declines and recessions

For the analysis, I filtered the data to find declines in a given quarter of the S&P 500 which are greater than 10%, 15%, 20%, or 25%. Considering we’re working with quarters, these are all very considerable declines, which would result in annualised loss rates of between 34% and 68%.

The chart below shows the historical instances of these declines, superimposed on recessions.

At a first glance, it seems clear that historically most declines have occurred around recessions. However, the picture becomes more complex when looking at the data. In actual fact, only 58% of all the considered declines occurred during a recession.

In particular, it appears that the largest declines have a greater tendency to occur during recessionary periods. The only exception to this is the 1987’s Black Monday, which caused a -30% quarterly decline in December 1987, in an otherwise economically calm period.

The situation is more evenly spread for declines of 10% and 15%. In actual fact, we’ve already experienced three of these since the financial crisis, with the last being the largest, in January 2019. The other two instances of this were in July 2010 and October 2011. Interestingly, all of these can probably be ascribed to weak periods for the European economy.

This idea seems to be supported by the data. The table below adds to the picture EU recessions and focuses on the period from 1960 onwards.

It is clear how a significant portion of S&P 500 declines (around 23%) were a direct result of weakness in the European economy only, even though the US were faring well in that same period.

Interestingly, on average, recessions in both the US and EU seem to have a very similar effect on the market. In actual fact, the average recorded decline during US recessions is 15.28%, against 14.82% for EU recessions.

Things change, but only slightly, when we consider EU recessions that occurred outside of US recessions. In these instances, when a large decline occurs, it averages at 13.38%.

The chart below shows the declines that fall outside of both EU and US recessions.

It is interesting to see how actually very few of them hit in a period of relative market calm. The only examples since 1960 are:

  • June and August 1962, which occurred almost a year before the 1963 EU recession;
  • October 1975, which occurred in the period of the oil crises;
  • Black Monday in 1987;
  • July 2010, which occurred a year before the 2011 EU recession.

As for the opposite situation, interestingly, recessions from 1944 to 1961 do not seem to have caused significant market corrections. These were overall very calm years, with only two major corrections: -21% in June 1946 and -15% November 1957.

With the exception of these 15 years, all other recessions seem to have been accompanied by significant market corrections.

Conclusion

Unsurprisingly, recessions are very relevant for the performance of the S&P 500. In actual fact, 58% of all quarterly declines greater than 10% occurred during recessions. This value goes up to 92% when only declines greater than 25% are considered.

In addition, it seems that a significant proportion of the other declines can be attributed to periods of weakness in other world economies, but especially in the EU, which accounts for a further 23%. Another 5% of market corrections occurred just before, albeit outside of, a recession.

With the exception of the 1946-1961 period, all recessions were accompanied by significant market corrections.

This is quite an interesting conclusion, as it shows the importance of proper macroeconomic analysis when investing in the stock market. In actual fact, with a robust investment process, it would have probably been possible to manage as many as 85% of all major market corrections. This is definitely enough to have a tangible effect on any investors’ portfolio performance.

 

Davide Buccheri: Gli hedge funds stanno fuggendo dai mercati azionari

Davide-Buccheri_fotoIl posizionamento dei cosiddetti hedge fund è da sempre stato utilizzato come un importante segnale dal mercato. Questi sono, infatti, investitori altamente sofisticati e, quindi, dovrebbero essere in grado di prevedere l’andamento del mercato meglio dell’investitore medio.

Inoltre, gli hedge fund hanno una maggiore flessibilità rispetto ad altri investitori istituzionali, che gli permette di modificare le proprie esposizioni in rapidità, meglio riflettendo le condizioni attese sul mercato.

Davide Buccheri libro economia

Qualche settimana fa, abbiamo discusso con Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari, come gli hedge fund fossero andati corti in blocco sul VIX. Il VIX è una misura di volatilità. Questo implicava, quindi che gli hedge funds si attendessero un periodo di relativa calma per i mercati azionari.

Altri dati sembrano però non essere d’accordo con questa versione degli eventi. Infatti, il beta degli hedge fund rispetto al mercato azionario è oggi ai minimi storici.

Abbiamo discusso di questi dati nuovamente con Davide Buccheri.

Innanzitutto, il beta misura la sensibilità di un portafogli al mercato. Portafogli con beta elevati avranno movimenti multipli rispetto al mercato e viceversa.

Un beta ai minimi storici indica quindi che gli hedge funds non vogliono avere una diretta esposizione al mercato. Questo è capitato sia durante la dotcombubble che durante la crisi finanziaria del 2007. La cosa interessante è che però in questi casi il cambio di esposizione sia avvenuto a crisi già iniziata, quando il mercato era già in caduta libera.

Questa volta, invece, il cambio di posizionamento sembra essere avvenuto in un periodo di calma. Gli indicatori economici ancora non mostrano nessun segnale preoccupante infatti.

Inoltre, molti hedge funds hanno posizioni corte volatilità. Questo sembra essere in contrasto con il loro posizionamento beta: se il mercato salisse, la volatilità sarebbe bassa, ma perderebbero per colpa del basso beta; se il mercato scendesse, la volatilità sarebbe elevata, ma le perdite sarebbero contenute per il basso beta.

Secondo Davide Buccheri, non è quindi chiaro quale sia l’obiettivo finale di questo posizionamento. Le due posizioni sono infatti in diretta contraddizione.

E’ possibile, però, che stiamo osservando due diversi gruppi di investitori: vi potrebbe essere un primo gruppo, che ha una visione positiva sul futuro e ha quindi deciso di aprire posizioni corte sul VIX. Il secondo gruppo, invece, avrebbe visioni più negative e ha quindi ridotto il proprio beta in risposta.

Ad ogni modo, rimane comunque il dubbio sul perchè ciascun gruppo abbia limitato le proprie azioni ad uno solo dei due strumenti.