Month: February 2020

Crozza, il monologo sul Coronavirus è lo spazio del vuoto

l monologo di apertura della prima puntata della nuova stagione di “Fratelli Di Crozza” –  in onda il venerdì in prima serata sul  Nove – non poteva non essere dedicato al Coronavirus.

 

In uno studio senza pubblico Maurizio Crozza, dopo aver sottolineato il clima di incertezza che sta caratterizzando il nostro Paese in questi giorni, continua:  “Ci sono i virologi, quelli che dovrebbero tranquillizzare tutti che litigano! Burioni e la Gismondo sono d’accordo solo su una cosa: “Bisogna lavarsi le mani”. Siamo nel 2020, spendiamo milioni di euro in ricerca, mandiamo sonde su Marte e ci danno gli stessi consigli che davano già nella peste del Manzoni? Però… guardiamo anche il virus mezzo pieno: è anche la prima volta che siamo leader in Europa per qualcosa. Ci temono tutti, abbiamo l’arma segreta: “Mani in alto, questo è un milanese col raffreddore”.

Più di mille le persone positive in Italia per Coronavirus 2019-nCoV I morti salgano a 28

I casi regione per regione Riguardo ai contagiati, nello specifico, in Lombardia ci sono 552 positivi, 40 dimessi e 23 deceduti, per un totale di 5.723 tamponi eseguiti. In Veneto 189 positivi, due deceduti e 8.659 tamponi. In Emilia Romagna 213 positivi, quattro deceduti e 1.550 tamponi. In Piemonte undici positivi e 308 tamponi. In Liguria 38 positivi, quattro dimessi e 121 tamponi. Marche: undici positivi e 68 tamponi. In Toscana dieci positivi, un dimesso e 531 tamponi. In Sicilia, 2 positivi e 2 dimessi e sei tamponi. Nel Lazio tre positivi, 679 tamponi. Campania: 13 positivi e 373 tamponi. In Puglia tre positivi e 252 tamponi. A Bolzano un positivo e 16 tamponi. In Abruzzo due positivi e 43 tamponi. In Calabria un positivo e 27 tamponi. In Sardegna nessun positivo e un solo tampone. In Umbria nessun positivo, 31 tamponi. In tutte le altre regioni non si segnalano contagiati. Liguria, 46 casi. Primo ad Imperia Sono 46 casi i casi di positività al Coronavirus in Liguria. E’ il dato aggiornato oggi dalla Regione: di questi, 24 sono già ripartiti nella notte per il Piemonte e facevano parte del gruppo di turisti degli alberghi di Alassio. I tamponi in corso sono 7. Nel frattempo ad Imperia si registra un primo caso per la provincia del ponente ligure. “E’ una persona in sorveglianza attiva in Liguria fin dal suo arrivo – ha spiegato il governatore Giovanni Toti –  con diligente autodenuncia della stessa. E’ chiusa in casa, dove sta facendo il decorso della sua malattia. Proviene da un’area di contagio lombarda, uno dei dieci comuni della zona rossa. E’ una storia nota e sotto controllo che non desta preoccupazione” ha concluso Toti.  ISS: “Servono due settimane per vedere effetti delle misure” “L’effetto delle misure adottate la scorsa settimana ci attendiamo che non possa avvenire prima di 8-10 giorni: ci vogliono 13-14 giorni per capire l’effetto e il tempo è esattamente dato dal tempo di incubazione”. Lo ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante il punto stampa alla Protezione civile. “Quindi i casi che oggi individuiamo e segnaliamo sono casi che molto verosimilmente nella stragrande maggioranza hanno contratto l’infezione prima che adottassimo queste misure. Bisogna capire l’andamento della situazione prima di fare scelte o adottare misure che si basino sulla comprensione del fenomeno”, ha concluso Brusaferro. Vertice con il premier Si è concluso presso la sede della Protezione civile, il vertice sull’emergenza Coronavirus. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e con lui i ministri Boccia, De Micheli, Lamorgese, Spadafora e Speranza e il capo della protezione, Angelo Borrelli per tre ore si sono riuniti in collegamento con i presidenti di tutte le Regioni. Presente anche il viceministro alla Salute, Sileri. Sul tavolo, soprattutto, il tema della possibile riapertura delle scuole nelle Regioni coinvolte dalle misure di contrasto al coronovirus. Si va verso la conferma di una settimana della chiusura degli istituti scolastici per le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Alla riunione partecipa anche il professor Silvio Brusaferro. Conte: “Domani nuove misure, clima di grande collaborazione” Scuole ancora chiuse nelle tre Regioni più colpite dal Coronavirus? “Non abbiamo ancora confermato nulla, come nella mia natura voglio essere prudente. Per quanto riguarda le regioni” più colpite “adotteremo misure di prudenza che si distingueranno da altre regioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando la sede della protezione Civile. “Siccome ancora non abbiamo confermato nulla, come nella mia natura voglio essere prudente”, ha ribadito Conte sottolineando che il comitato tecnico scientifico si è riunito ancora per le ultime valutazioni. E ha aggiunto: “Non mi fate anticipare nulla, ma ragionevolmente per quanto riguarda le tre regioni interessate, chiaramente adotteremo misure di prudenza che si distingueranno dalla stragrande maggioranza delle regioni”. Allo studio nuove misure economiche Durante il vertice sul Coronavirus, a quanto si apprende dai partecipanti alla riunione in merito alle misure economiche, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha ricordato ai governatori in video collegamento che già ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato misure di immediato impatto per le situazioni più critiche, tra cui ad esempio la previsione della cassa integrazione ordinaria e in deroga. “Si tratta di un primissimo intervento” ha detto Conte, annunciando che il governo sta già predisponendo un altro intervento di urgenza, “più organico e incisivo”, di sostegno al tessuto produttivo delle regioni, che sarà approvato nei prossimi giorni. “Ma non ci accontenteremo” ha detto Conte, ricordando che il Governo stava già lavorando, prima dell’emergenza coronavirus, “a una terapia d’urto, a un complessivo provvedimento di rilancio del Paese” che preveda tra le altre cose l’accelerazione dalla spesa degli investimenti, la semplificazione dei procedimenti amministrativi. “Non ci fermiamo qui” ha concluso Conte. Fontana: “Settimana prossima scuole chiuse in Lombardia” “Per ora l’unica notizia che posso anticipare, soprattutto nel rispetto delle famiglie, è che anche la prossima settimana l’attività didattica delle scuole e degli asili resta sospesa” ha annunciato su Facebook il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Veneto, Zaia: “Scuole chiuse fino all’8 marzo” Confermata la chiusura delle scuole fino all’8 marzo in Veneto. Il governatore Luca Zaia avrebbe anche chiesto lo sblocco della zona rossa di Vo’ Euganeo e posto la questione delle difficoltà di applicazione negli esercizi commerciali e nei pubblici esercizi della norma sul droplets, cioè la distanza minima fra clienti ed avventori. La misura sul droplets era stata ritenuta dal Comitato tecnico-scientifico istituito da palazzo Chigi come indispensabile per evitare i contagi fra persone. In relazione a questo, il governatore Zaia – si apprende – ha chiesto che le circolari esplicative vengano emesse direttamente dai ministeri interessati, sentito il board scientifico, per evitare interpretazioni a macchia di leopardo fra le Regioni. Zaia ha infine contestato la volontà di mantenere chiusi i luoghi di culto. In Liguria riapertura tranne che a Savona  Lunedì riapriranno le scuole in Liguria ad eccezione della Provincia di Savona. Lo ha annunciato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “La Provincia di Savona vedrà applicate ancora le limitazioni valide oggi per tutta la Liguria, con le scuole chiuse, mentre le altre province della Liguria torneranno ad essere assimilate alle aree simili del resto del Paese, senza limitazioni” ha spiegato il governatore della Liguria.  Tolte le restrizioni per il Fvg Da lunedì in Friuli Venezia Giulia non saranno più in vigore le misure restrittive maggiormente stringenti finora adottate. Il Governo infatti, nel provvedimento che sarà emanato nelle prossime ore, ha deciso di inserire la regione tra quelle non sottoposte alle limitazioni più severe (previste invece per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna). Lo hanno reso noto il governatore e il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia a margine della videoconferenza tra Regioni e Governo. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-bilancio-Borrelli-mille-persone-positive-al-coronavirus-in-Italia-morti-sono-29-cbe5e26c-d2cc-4f46-a8fe-46d5bfcde3c4.html

8 anni a di carcere al produttore della “vita è bella” Vittorio Cecchi Gori

Firenze, 29 febbraio 2020 – I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno notificato ieri pomeriggio a Vittorio Cecchi Gori, 78 anni, ex patron della Fiorentina, un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma per un cumulo pena di 8 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione. A Cecchi Gori sono contestati reati finanziari, tra cui una bancarotta fraudolenta.

Questa mattina si era diffusa la voce che Cecchi Gori fosse stato trasferito nel carcere a Rebibbia. In realtà, per motivi di salute, è ricoverato da ieri all’ospedale Gemelli di Roma, dove si trova piantonato. Il ricovero, secondo quanto si è appreso, risale al giorno stesso della condanna. L’ex patron viola dovrebbe restare in ospedale almeno fino a lunedì.

La banca dei semi Svalbard :Migliaia di varietà conservate nella base artica aperta dal 2008

La banca dei semi Svalbard Global Seed Vault (foto: Global Crop Diversity Trust / Flickr) 
Migliaia di varietà conservate nella base artica aperta dal 2008, pari a 2,4 milioni di colture stimate nel mondo. Un tesoro preservato per il futuro, arrivato anche dalle zone di guerra
Mai così tanti semi sono stati raccolti su una terra gelata e infertile. Eppure è proprio questo il record che si celebra alle isole Svalbard, ultimo presidio abitato a pochi passi dal Polo Nord: la Banca dei semi, realizzata nel 2008 in questo lembo di terra norvegese in pieno Oceano Artico, ha superato il milione di varietà presenti. Per l’esattezza un milione e 50 mila semi di varietà diverse, su un totale stimato di 2,4 milioni di colture stimate nel mondo.

La preparazione dei semi all’International Institute of Tropical Agriculture (IITA) – Ibadan, Nigeria

Un punto di svolta, per un progetto nato con l’obiettivo di mettere al sicuro le specie vegetali che gli esseri umani utilizzano per cibarsi. E che ha rischiato di fallire quando nel 2017 l’ingresso del deposito sotterraneo scavato a Ny Alesund, ex cittadina mineraria poi riconvertita alla ricerca scientifica (anche il nostro Cnr ha una sua sede nel villaggio), si allagò per colpa di una estate così calda da far sciogliere il ghiaccio e la neve circostanti.

La spedizione dei semi dall’International Rice Research Center (IRRI) – Los Baños, Laguna, Filippine

Il governo norvegese ha investito 20 milioni di euro nella ristrutturazione e nella impermeabilizzazione del caveau, costato all’origine 9 milioni di euro. “I semi preservati all’interno non hanno mai rischiato, ma adesso siamo sicuri che non ci saranno più infiltrazioni d’acqua”, assicurano le autorità svedesi.

L’obiettivo è creare una banca completa di tutte le varietà commestibili appartenenti a 5 mila specie diverse. Per ogni varietà, dal farro selvatico israeliano alle patate del Perù, vengono depositati 500 semi che sono conservati a una temperatura di 18 gradi sotto zero. La temperatura esterna, per quanto ci si trovi al Circolo polare artico, non basta. Anzi, il riscaldamento globale sta rendendo le Svalbard più calde che in passato e dunque richiede che il deposito sotterraneo venga raffreddato artificialmente.

International Center for Agricultural Research in the Dry Areas (ICARDA) Genebank Shelves – Aleppo, Siria

La speranza, comunque, è di salvare la storia agricola dell’umanità dai cambiamenti climatici, che compromettendo gli habitat possono distruggere intere specie vegetali. Ma anche dalle guerre: una delle banche dei semi più ricca era quella di Aleppo, distrutta durante il conflitto che ha devastato la Siria.

I semi in partenza dall’International Potato Center (CIP) – La Molina, Peru

Non si è nemmeno a metà del cammino, ma con un milione di semi messi al sicuro, e da oggi anche al riparo dall’acqua, si può ben dire che il terreno per la conservazione delle piante alimentari sia stato preparato adeguatamente.

Se il vino fosse un uomo….. Contest di Elisabetta Rogai – EnoArte con Le Regge di Greve in Chianti 3a edizione de L’Uomo di…Vino

Struttura, consistenza, limpidezza e morbidezza, ma anche uno strumento di seduzione, corteggiamento, poesia, passione, arte, un approccio complice e sensuale per avvicinarsi sia al vino che alle persone …..le caratteristiche di un vino – il Chianti Classico DOCG  2016  Le Regge di Greve in Chianti – da individuare in un uomo, peculiarità che una giuria formata esclusivamente da donne ha cercato in un gruppo di contendenti del premio de “L’uomo di… Vino 2020”, la 3a edizione del contest ideato dall’artista fiorentina Elisabetta Rogai,  ispirato ad  esaltare i valori del nostro territorio, consapevoli della sua bellezza, recuperando una secolare cultura radicata in questi luoghi, un’armonia che, attraverso la sua tecnica EnoArte, diventa arte pura, usando per la sua performance live un vino del territorio toscano.

La giuria, competente e agguerrita di giornaliste, blogger e opinion leader, presiedute da Elisabetta Rogai, con il supporto tecnico di Antonella D’Isanto e la presenza di Alessia Bettini, assessore ai Lavori pubblici, manutenzione e decoro urbano del Comune di Firenze, si è riunita al Ristorante Cipiglio e, sorseggiando un bicchiere di ottimo Chianti Classico Le Regge, sono riuscite ad individuare l’uomo che rispondeva alle particolarità del vino degustato.

I vincitori de L’Uomo di Vino 2020:

1°premio ad Alessandro Cioni Odontoiatra L’uomo Di…Vino edizione 2020, quello che meglio ha rappresentato l’anima del Chianti Classico DOCG Le Regge di Greve in Chianti, interpretando l’annata 2016 e “comunicandola” in maniera ironica e divertente e pari merito il Premio Vieri Bufalari a Filippo Mancini imprenditore Resort I Barronci San Casciano Val di Pesa

I vincitori del primo premio e del premio dedicato a Vieri Bufalari verranno utilizzati come modelli per i quadri wine made realizzati da Elisabetta Rogai con la sua tecnica EnoArte domenica 8 marzo ore 17,00, durante la performance live dell’artista al Dome, il locale di tendenza delle notti fiorentine.

Chi era Vieri Bufalari

Maestro ‘ante litteram’ del moderno story telling Vieri Bufalari ha saputo affabulare e affascinare raccontando la bellezza, il gusto, le storie, legando sempre il cibo e i prodotti di un territorio alla sua cultura e alla sua storia materiale.  In Regione Toscana lavora per 30 anni ricoprendo diversi ruoli che riguardano la funzione strategica trasversale della comunicazione. Dal 1993 al 1997 contribuisce al successo di trasmissioni come Linea Verde (RAI Uno) e Gustibus e Geo&Geo (RAI Tre).

Nel 2018 nasce l’Associazione culturale “Viaggio in Toscana”, dedicata alla sua memoria, che porta avanti il suo lavoro di narrazione della Toscana tra arte, storia e gusto.

Nota su le Regge di Greve in Chianti.

Nel cuore antico della Toscana, l’Azienda Agricola Le Regge è situata a pochi passi da Greve in Chianti. La proprietà si estende per 18 ettari sulla sommità della prima collina che si erge a sud di Greve; gode di un’eccellente posizione a breve distanza sia da Firenze che da Siena. Qui il connubio tra paesaggio, agricoltura, architettura e cultura ha radici profonde. Le ville, i cipressi, gli ulivi, le vigne e i boschi compongono un quadro di rara bellezza. Si tratta dell’originale zona di produzione del Chianti, delimitata già nel 1716 da Cosimo dei Medici circoscritta al territorio di Gaiole, Castellina, Radda e Greve in Chianti. E’ uno dei principali centri della vitivinicoltura italiana di qualità, il Chianti Classico. La combinazione unica di elevate altitudini, terreni galestrosi, grande luminosità e un microclima caldo, asciutto ma con alta escursione termica, rende queste terre naturalmente vocate alle produzioni di vino e olio.

Chianti Classico Docg 2016

Italiani il miglior popolo del mondo : la solidarietà del ristoratore: “Pizze gratis a medici e infermieri”

Pizze gratis per medici e infermieri impegnati ad affrontare l’emergenza coronavirus negli ospedali milanesi: l’idea è venuta a Nanni Arbellini, titolare di alcuni locali di Milano e non solo, che nei giorni scorsi l’ha lanciata tramite la sua pagina Facebook. “Ho letto sui social gli status di persone che lavorano negli ospedali in prima linea contro il virus, a cominciare da quello di Maria Rita Gismondo, la virologa del Sacco, che diceva di aver mangiato per cena solo una pizza portata alle due di notte da uno specializzando – spiega Arbellini – Così mi è venuto in mente un modo per rendermi utile, anche perché in questi giorni purtroppo noi ristoratori abbiamo i locali che si stanno svuotando, dato che la gente esce molto meno. Da domenica scorsa abbiamo registrato un calo di fatturato del 35 per cento”.

Così ha dato appuntamento nella sua pizzeria di via Procaccini – “solo l’indirizzo, senza il nome del locale, perché il mio post voleva avere una valenza esclusivamente sociale e non pubblicitaria” – a chiunque volesse dargli una mano a distribuire le pizze: “Mi sono appoggiato soprattutto ai familiari di medici e infermieri, che sono passati a ritirare il cibo pronto e l’hanno poi consegnato – racconta – Non vado a caccia di complimenti, ho semplicemente voluto dare il mio contributo in un momento difficile per tutti”.

La sua idea solidale, che ha riscosso un grande apprezzamento sui social, ha superato in fretta i confini milanesi: “Tra le nostre pizzerie ce n’è anche una a Gallarate, nel Varesotto. Dopo che ho scritto quel post offrendo pizze agli operatori sanitari, mi ha telefonato il responsabile. L’avevano contattato dall’ospedale locale, chiedendogli se la nostra iniziativa si limitasse solo a Milano – prosegue Arbellini – Detto fatto, ho chiesto di preparare una ventina di pizze anche per medici e infermieri gallaratesi”.

Non importa se lì non ci sono pazienti positivi al Coronavirus, perché “queste persone fanno un lavoro speciale e meritano la nostra gratitudine ogni giorno, non solo durante le emergenze”. Tra Milano e Gallarate, sono state sfornate circa 200 pizze. “Le hanno ritirate quasi tutte e per le 20 che erano avanzate ho fatto presto a trovare una soluzione – conclude Arbellini – Ho chiamato un’amica dell’associazione Pro Tetto e tramite lei le ho donate ai clochard

Fonzie sul suo profilo tweet dà la carica a Codogno isolata dal coronavirus

Il messaggio è arrivato forte e chiaro. Dagli Stati Uniti, via Twitter. Anche Fonzie è vicino a Codogno. “Stay healthy, stay safe”, così Henry Winkler ha postato a Giuseppe Ganelli. Ganelli è il fondatore del più importante Happy Days Fan Club del mondo e per hobby porta avanti la popolarità del telefilm e dei suoi protagonisti. Nella vita, Giuseppe è medico all’ospedale di Lodi e vive a Codogno. E’, quindi, in primissima linea in questi giorni a sfidare il coronavirus. “Sono stato in ospedale a Lodi fino a domenica, abbiamo dovuto sospendere le non urgenze proprio per affrontare subito e al meglio la situazione, ora sono a casa come da disposizioni anche se noi medici abbiamo il permesso di muoverci”.

Fonzie dà la carica a Codogno isolata dal coronavirus: il tweet al medico-fan di Happy Days

Ma come da Codogno si arriva a Fonzie? “Noi ci conosciamo da tanti anni ormai, dalla metà degli anni Novanta. Lui aveva appena twittato sulla situazione negli Stati Uniti e io gli ho scritto proprio per dire che il cuore del problema era da noi. E lui ha risposto subito”. Scegliendo la formula resa famosa da Steve Jobs e parafrasando il “stay hungry stay foolish”. Ganelli ha seguito la tradizione di famiglia, medico come il padre e come il fratello più grande Enrico. Ma non ha mai mollato le grandi passioni, la musica e Happy Days. “In quegli anni eravamo rimasti in pochi a ricordarci di Fonzie e delle avventure della banda, la serie non veniva più trasmessa in tv ma io ho continuato a raccogliere cimeli e a mantenere i contatti”. L’ultima trasferta negli Stati Uniti a Los Angeles la scorsa estate per celebrare Marion Ross, novantenne. “Henry Winkler però in quell’occasione non ha potuto essere con noi perché presentavano la terza stagione di Barry, la serie tv grazie alla quale ha vinto un Emmy Awards. “Ci sentiamo via mail o twitter direttamente, è un amico”.

 

Fonzie dà la carica a Codogno isolata dal coronavirus: il tweet al medico-fan di Happy Days

L’appello da Pd e Italia Viva: “impegno straordinario per tutelare la salute delle persone

Un appello condiviso tra una deputata di Italia Viva, Lisa Noja – che è stata delegata del sindaco di Milano per le politiche sull’accessibilità – e dell’europarlamentare Pd Pierfrancesco Majorino, che sempre a Milano è stato per anni assessore alle Politiche sociali. Insieme, in questi giorni di emergenza coronavirus, si rivolgono alle istituzioni per chiedere interventi e politiche urgenti e importanti che mettano al riparo chi – stando ai dati medici e scientifici – è più esposto a un eventuale contagio avendo meno difese immunitarie. Ecco il loro appello.

In questi giorni, molto duri e difficili, il nostro Paese si sta trovando ad affrontare due priorità urgenti: prevenire il rischio di un’emergenza sanitaria legata al COVID19 ed evitare le conseguenze dannose per l’economia italiana e, in particolare, per le zone interessate dal contagio.  Tutte le istituzioni, a livello nazionale, regionale e locale, stanno compiendo un grande sforzo unitario in tal senso e, ancora una volta, riconosciamo con profonda gratitudine la dedizione e l’impegno dimostrato dal personale sanitario e da tante realtà del terzo settore e del volontariato che, anche in questa occasione, dimostrano il profondo senso di solidarietà che rafforza il nostro Paese.

Con il passare del tempo si rende sempre più evidente quanto gli esperti indicano da settimane: il nuovo coronavirus può colpire in modo grave le fasce della popolazione più debole (persone anziane, con disabilità grave o con patologie pregresse, immunodepressi). Per questo, da membri delle istituzioni impegnati da tempo sul fronte della difesa delle persone più fragili, condividiamo pienamente gli appelli di queste ore ad assumere ogni iniziativa utile per sostenere il mondo dell’impresa e del lavoro colpito dall’emergenza, ma desideriamo anche richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di organizzare misure di tutela e protezione delle persone che rischiano di essere maggiormente esposte ai rischi del COVID19.

Sono persone che, spesso, già si trovano a vivere in condizioni di solitudine e grande difficoltà e che, proprio in momenti difficili come questo, possono temere di sentirsi abbandonate. Sappiamo che il Governo, le Regioni, gli enti locali e le articolazioni della Protezione Civile si sono adoperate e stanno agendo di concerto per dare risposte tempestive ai bisogni di questi nostri concittadini e concittadine. Potrebbe, però, essere necessario uno sforzo ulteriore e strutturato per affrontare le prossime settimane, assicurando una più ampia assistenza anche domiciliare e presidi di tutela volti a garantire alle persone più fragili la possibilità di proseguire serenamente la loro vita quotidiana. In altre parole occorre continuare a garantire anche ogni supporto necessario alle realtà del Terzo Settore e del volontariato che ogni giorno assistono e accompagnano chi è in maggiore difficolta e che devono poter continuare a operare in sicurezza e tranquillità. E si deve anzi far sì che quelle reti (che spesso intervengono attraverso convenzioni con le istituzioni e quindi attraverso investimenti di risorse) possano essere ulteriormente rafforzate.

Milano Digital Week rinvia l’evento, i morti in Lombardia sono 17, aumentano i ricoveri

Sono 17 le persone che hanno contratto il coronavirus e che sono morte in Lombardia. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Tre, dunque, i decessi avvenuti oggi. Al momento sono 531 le persone risultate positive al virus, per 235 di queste è stato necessario il ricovero: 85 sono in terapia intensiva. In Lombardia sono circa 8.500 le persone in regime di sorveglianza e isolamento domiciliare perché sono state a contatto diretto con positivi al coronavirus.

Coronavirus in Lombardia, ospedali a rischio collasso

Gli ospedali della Lombardia alle prese con l’emergenza coronavirus sono “ai limiti della tenuta”. Così il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, nel corso della conferenza stampa organizzata nella sede della Regione Lombardia. “Gran parte dei letti, nei reparti di Rianimazione, sono occupati da questa patologia – ha aggiunto – Alcuni ospedali sono in grave crisi, come Lodi e Cremona, dove registriamo un sovraccarico di pazienti”. Dell’emergenza ricoveri aveva già parlato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri – ha detto Fontana – c’è stato un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione”, ha aggiunto. L’emergenza a Lodi è rientra solo nel pomneriggio i oggi.

Coronavirus, Fontana: “Scoppiata un’altra emergenza a Lodi, bisognerebbe ridere di meno della mia mascherina”

Coronavirus in Lombardia, ordinanza verso la riconferma per un’altra settimana

“Intendiamo mantenere per un’altra settimana sia nei Comuni della zona rossa che in tutta la regione gialla le misure previste dall’ordinanza di domenica scorsa. Questa è la nostra proposta”, ha detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Coronavirus in Lombardia, università ancora chiuse: si studia online

Le università lombarde hanno deciso di prorogare la chiusura fino al prossimo 7 marzo, dato che “ritengono che siano ancora attuali le ragioni cautelative che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata lunedì 24 febbraio”. La proroga, è annunciato in una nota, viene decisa per il “sereno funzionamento delle attività istituzionali. Al fine di contenere gli effetti negativi di questa emergenza – prosegue – tutte le Università della Lombardia si sono nel frattempo attivate per offrire agli studenti forme di didattica a distanza, secondo modalità proprie di ogni singolo Ateneo. Le informazioni di dettaglio sono disponibili sui siti dei singoli Atenei e vengono comunicate e aggiornate in modo dettagliato a tutte le comunità accademiche. Ogni Ateneo lombardo sta lavorando all’analisi dei diversi scenari possibili e all’individuazione delle opportune soluzioni da adottare sia nel breve sia nel medio/lungo periodo, in particolare sul fronte dell’organizzazione delle attività didattiche. La prospettiva è che tutte le attività possano riprendere lunedì 9 marzo.
L’azione di monitoraggio della  Conferenza dei Rettori è continua e proseguirà in stretto contatto con le Autorità civili e sanitarie nazionali e locali, aggiornando con tempestività studenti, personale e cittadinanza”.

Coronavirus in Lombardia, rinviata a Digital Week

Causa Coronavirus slitta a maggio la Digital Week di Milano. Era prevista dall’11 al 15 marzo, si svolgerà invece dal 25 al 28 maggio. La decisione è stata presa dal “Comune di Milano – promotore dell’iniziativa – e dagli organizzatori, Cariplo Factory, IAB e HubLab per garantire che gli oltre 600 eventi programmati possano svolgersi nelle migliori condizioni”.

Coronavirus in Lombardia, un caso a Como

E’ un 84enne il primo caso di paziente colpito dal coronaravirus a Como. A quanto si è appreso, l’uomo ha riferito di avere avuto contatti con un fornitore proveniente dalla zona rossa nei giorni scorsi. Ora è ricoverato all’ospedale ‘Manzoni’ di Lecco.

Coronavirus in Lombardia, appello degli ordini professionali

“Gentilissimo presidente Giuseppe Conte, come rappresentanti di oltre 150.000 professionisti e punto di riferimento nei differenti ambiti della società civile, riteniamo indispensabile sollecitare l’estensione delle misure economiche e fiscali adottate nella ‘zona rossa’, anche alle aree identificate come ‘gialle’ ed in particolare alla Città metropolitana di Milano”. E’ l’appello rivolto al governo, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al sindaco di Milano Giuseppe Sala dagli ordini dei commercialisti, dei giornalisti, degli avvocati, dei medici, degli ingegneri, dei farmacisti e degli psicologi del capoluogo lombardo, in relazione alla emergenza coronavirus. Nella missiva si invoca, innanzitutto, la “proroga di tutti gli adempimenti fiscali al 30 giugno”.

Coronavirus in Lombardia, denuncia per procurato allarme sui social

E’ stato denunciato dalla polizia locale di Clusone (Bergamo) per procurato allarme dopo aver annunciato su Facebook di essere il primo caso di coronavirus in paese. L’uomo, 48 anni di Villa di Serio, aveva anche postato un selfie in ospedale: tutto inventato. “Sempre nel post invitava chi era entrato in contatto con lui a ‘fare un bel tampone'”, hanno raccontato alla polizia locale. Il 48enne è stato denunciato per procurato allarme.

Coronavirus in Lombardia, “ai medici di Lodi accuse incredibili”

“Da giovedì 20 febbraio, il personale dell’Asst di Lodi sta affrontando con competenza e dedizione una grave emergenza sanitaria di rilievo nazionale, ha quindi dell’incredibile che si possano muovere accuse in questo momento”. Lo afferma, in una nota, l’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (Aaroi-Emac) in merito alla gestione del coronavirus. “Grazie alla preparazione e dedizione dei medici Anestesisti-Rianimatori e dei medici dell’Emergenza Urgenza del Pronto Soccorso, si è potuto dapprima diagnosticare il primo caso di COVID-19 presso l’ospedale di Codogno e in seguito allestire un percorso di cura per i casi successivamente identificati – sottolinea l’associazione – Sebbene messi a dura prova da un punto di vista fisico e psicologico, con alcuni colleghi subito risultati positivi al nuovo coronavirus ed altri in quarantena, i medici hanno continuato a lavorare compatti nonostante i turni massacranti. Riteniamo opportuno – conclude l’AAROI-EMAC Lombardia – esprimere un sincero ringraziamento verso i nostri colleghi impegnati in prima linea e il nostro sentimento di vicinanza soprattutto in questi giorni particolarmente difficili a causa anche delle ingiuste accuse”.

Esce su polegood.com Intervista a Nancy Dibenedetto: vita privata ecco chi è L’artista che è riuscita a fare della sua scuola un vero successo

Puntando lo sguardo verso  il cielo si scopre che all’origine del mondo c’è “quell’arte nobilissima che è la danza di cui si dice ella esser nata da principio col mondo istesso”.  Cosi come il personaggio Nancy Dibenedetto ci fa dono delle sue parole parafrasando quel ritmo dell’armonia come espressioni del piacere. Dunque La danza è il simbolo vivente di questa continua e ininterrotta traduzione, e a partire da qui possiamo incominciare a leggere le parole di Nency che recitano quel  frammento gnostico: “Chi non danza non sa cosa succede”.

Ci fai una tua breve presentazione con una piccola biografia?

Sono nata ad Altamura in Puglia ed ho iniziato i miei primi studi di danza sin da piccola fino a specializzarmi, verso i 18 anni, nella danza classica, moderna e Jazz rispettivamente   con il metodo R.A.D. e I.S.T.D.

Completati i miei studi presso il Liceo Classico mi sono iscritta alla facoltà di “lingue e letteratura straniera” sostenendo i primi esami a cui è seguito un soggiorno di circa un anno a Londra, dove ho potuto perfezionare la lingua e fare diverse esperienze lavorative, con l’intento di capire fino in fondo le mie aspirazioni.

Nancy dibenedetto

Abbagliata dalla realtà londinese pensavo di trasferirmi li, ma mentre ero a Roma al “British Council” proprio per decidere gli studi da intraprendere, questa nuova città iniziava ad affascinarmi.

Così ho continuato i miei studi di danza presso lo “IALS” e la “Maison de la dance” di Roma e mi sono contemporaneamente iscritta alla facoltà di “Lettere con Indirizzo Spettacolo” presso l’Università “la Sapienza”.

A Roma ho fatto alcune comparse per films, ho avuto una esperienza lavorativa come ballerina in RAI, ho partecipato ad un video clip musicale per MTV ed ho trascorso diversi mesi in Gran Canaria lavorando come ballerina coreografa.

Tornata a Roma mi sono laureata in “Lettere con indirizzo spettacolo” ed ho intrapreso gli studi professionali come istruttrice certificandomi col metodo “Polestar®” per il “Pilates” e metodo sia “PoleXGym®” che “Xpert®” per la “Pole Dance”.

Nel 2014 ho partecipato al primo Campionato Nazionale di “Pole Sport” e nel 2015 a quello internazionale di “Pole Art” grazie alle mie insegnanti Titty Tamantini ed Alessandra Marchetti, campionessa mondiale di Pole Dance, ed ho fatto qualche esibizione in giro per l’Italia mentre insegnavo in varie palestre.

In seguito ho deciso di lasciare Roma e tornare in Puglia dove ho continuato ad insegnare Pilates e Pole Dance. Ho fatto alcune esibizioni nella mia città e nei paesi limitrofi e una performance di pole dance come controfigura in un film.

Nel 2016 ho aperto la mia scuola “BUTTERFLY CENTER”, prima ed unica scuola di Pole Dance sul territorio che continuo a gestire ancora oggi con il ruolo di insegnante e presidente.

Grande di aver accettato il nostro invito, inizierei col chiederti come sei approdata al Pole?

Si figuri, per me è un piacere! Alla Pole sono approdata per caso quando ho visto qualche foto e video della mia collega finlandese, coreografa alle Canarie, attualmente riconosciuta tra i grandi della Pole Dance. Subito, entusiasta, capii che quella disciplina in qualche modo mi apparteneva e fu come una luce che si accese dentro di me.

Com’è la tua vita fuori dallo sport?

Premesso che molto del mio tempo è assorbito dal lavoro, nel tempo libero amo stare con la mia famiglia per “recuperare” più di 15 anni passati lontano da loro.  Mi piace viaggiare, fare passeggiate in campagna, leggere, andare a teatro, ascoltare e ricercare musica che in qualche modo mi ispira ed è “benzina” per la mia vita.   N

Cosa significa per te essere ambiziosi?

Semplicemente ascoltarsi, capire bene quali sono le proprie propensioni e sogni e cibarsene continuamente.

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

In generale non mi piacciono le definizioni ma, ahimè, sono una persona sincera e onesta.

Hai un motto?

In realtà ne ho diversi in base alle situazioni ma quello che sento più mio è:

PENSA ALLA SOLUZIONE, NON AL PROBLEMA!

Quali sono le tue aspirazioni future?  

Mi piace il palcoscenico e tutto cio’ che riguarda il mondo dello spettacolo, per cui mi piacerebbe avere più opportunità per esprimere al massimo le mie potenzialità.

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?                     

Si ho avuto momenti scoraggianti e difficili nella mia vita e ricordo che davanti a me si sono prospettate due strade: il bene ed il male.

Non potevo che scegliere il bene senza mollare ed a tutti i costi, perché la vita è un dono prezioso e va affrontata sempre con forza, coraggio e positività.

Quali sono le ragioni per cui una donna debba avvicinarsi alla pole dance?

Perché è una disciplina divertente e stimolante capace di sviluppare tanta forza e resistenza sia a livello fisico che mentale, aumenta l’autostima, la sicurezza in sé stesse e migliora l’umore.

Sul piano fisico, in particolare, quali sono i maggiori benefici?

Oltre ai benefici dello sport in generale, la pole dance è una disciplina completa che in particolare   permette, allenandosi a carico naturale (quindi sollevando il proprio corpo), di ottenere un fisico tonico ed armonico.  In più è ritenuta una vera e propria medicina naturale, tanto che in alcuni paesi scandinavi viene utilizzata come disciplina psicoterapeutica.

E’ necessario integrare la pole dance con altre attività tipo la corsa o la palestra?

Questo dipende dagli obiettivi e dal tipo di lezione di pole dance che si segue. La mia lezione è abbastanza completa e non è necessario integrare altre attività, ma basta solo mantenere uno stile di vita attivo ed una buona alimentazione.

Ci parli della tua scuola? Chi sono i ragazzi e le ragazze che si avvicinano a questo sport?

La mia scuola la vivo come un paradiso!

È molto luminosa, ariosa e colorata. E’ stata realizzata con pavimento, attrezzi, pali, etc. professionali.

A questo sport, nella mia scuola, si avvicinano per lo più donne e le fasce di età variano dalle più piccine a ragazze ed adulti.

Ultima domanda il senso della vita?

Stare bene e in salute cercando di avere sempre un sogno nel cuore.