Mese: Marzo 2020

25 mila rischiano il lavoro: “Come resistere ancora?”

Spaventano altri sette giorni di stop. Effetto occupazione drammatico per il turismo ma è crisi anche per commercio e imprese. “Estendere gli aiuti fuori dalla zona rossa”

Dicono che un’altra settimana tutti, più o meno ammaccati, più o meno stringendo i denti e contando i danni e soprattutto sperando in spiragli che possano gradualmente squarciare la cappa del coprifuoco perché, come spiega il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri, “a forza di tirarla la corda si spezza”, potranno resistere. Il problema, quello vero che agita l’intero mondo economico, non si misura nei giorni sospesi, ma nell’incertezza. Tutto ruota attorno a una domanda: quanto ci vorrà per rialzarsi?

Nessuno, nemmeno il segretario della Camera del lavoro Massimo Bonini, ha dubbi: “Milano non si fermerà”. “Ma la questione — spiega — non riguarda le due settimane di blocco. Quello che preoccupa è la ripresa che potrebbe essere lenta con effetti della ricaduta a lungo termine”. Perché la macchina di una città che da Expo in poi si era messa a correre, la città da 10 milioni di turisti all’anno, non si è certamente bloccata, ma “ha rallentato”. Quello sì. E ci “vorrà tempo per capire quando il motore ricomincerà a girare come prima”. È proprio lì, in settori “come il turismo e i servizi”, che la Cgil ora teme per il futuro di molti lavoratori “già fragili” e chiede “ammortizzatori estesi fuori dalla zona rossa”.

E, in fondo, per capire come l’orizzonte sia tormentato e come la macchina soprattutto quella turistica possa perdere colpi, basterebbero le parole del presidente degli albergatori Maurizio Naro: “Il mio hotel ha 240 camere: venerdì ne avevo cinque occupate quando, in una situazione normale, ne avrei avute cinque libere. Per ora posso dire che garantiremo gli stipendi febbraio, ma già marzo è un punto di domanda. Le uniche prenotazioni che stanno arrivando sono per settembre e ottobre. Ci sta mancando la benzina, che sono i nostri clienti, e in queste condizioni possiamo fare ancora pochi chilometri. Qua ci sono 25-30 mila posti di lavoro a rischio solo su Milano”.

È un grido di dolore generalizzato quello che arriva dalla Milano produttiva. Ed è anche per questo che, dice Barbieri, “gli aiuti del governo alle imprese della zona rossa che vivono una situazione drammatica sono un primo passo importante, ma non bastano. Servono misure anche per la città metropolitana di Milano, per Lodi, Monza e Brianza, dove le attività registrano forti cali di fatturato nei settori dell’attrattività”. Il fronte più caldo e visibile è quello dei locali pubblici. Con bar e ristoranti che, dice Lino Stoppani, il presidente dell’associazione che li rappresenta, “in una città deserta sono arrivati a registrare cali fino all’ 80 per cento”. E allora sì, “questa per noi sarà davvero un’altra settimana di passione anticipata: resisteremo con fatica e preoccupazione perché i danni sono evidenti, ma…”. Ma anche lui, guardando “al clima di incertezza e paura che colpisce i consumi”, si domanda: “Non so come e quando riusciremo a tornare alla normalità”. È la stessa domanda che si fa Gabriel Meghnagi per un altro fronte, quello dei negozi di abbigliamento, “che in media hanno visto un calo del 40 per cento”. Quello che è perso però è perso. Il problema è il futuro: “Milano si rialzerà alla grande, ma ci vorrà qualche mese e la prova della verità sarà il Salone del mobile spostato a giugno”.

Per capire come « la psicosi da virus » si sia diffusa, “e come abbia prodotto blocchi e rallentamenti generalizzati”, il presidente dell’Unione artigiani Marco Accornero fa un esempio: “Mi hanno chiamato aziende che producono vernici per abitazioni: hanno visto crollare le vendite perché le famiglie hanno rimandato le tinteggiature per non avere gli imbianchini in casa. E lo stesso, al di là delle emergenze, è avvenuto per gli idraulici, i tassisti, tutto l’indotto del commercio e del turismo. Purtroppo in molti settori rischiamo un trascinamento per mesi”. E allora si ritorna sempre lì, alla domanda: fino a quanto potrà durare la resistenza? Per il presidente dei costruttori dell’Assimpredil Ance Marco Dettori “non molto”. Il loro settore, dice, “è uno dei più penalizzati perché nei cantieri non si può fare smart working. L’edilizia si basa sulla manodopera, sulle consegne di prodotti manifatturieri, sulla mobilità di merci e persone. Sono molto preoccupato perché, senza provvedimenti di natura straordinaria del governo estesi a tutti, la ripresa sarà difficile. Non possiamo e non vogliamo fermarci perché se si ferma Milano si ferma l’Italia”.

L’Avv. Michele Bonetti di Bonetti & Delia nominato commissario titolare della Commissione criteri infrastrutturali e sportivi-organizzativi della Figc

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) lunedì 24 febbraio ha deliberato la nomina dell’avvocato Michele Bonetti – founder dello studio legale Bonetti & Delia – commissario titolare della Commissione criteri infrastrutturali e sportivi-organizzativi della Figc.

Come noto la Figc è l’organismo incaricato di dirigere ed organizzare tutta l’attività calcistica nazionale, anche supervisionando e coordinando le leghe che organizzano i campionati professionistici (Lega Serie A, Lega B, Lega Pro), e i campionati a carattere dilettantistico di livello nazionale e interregionale.

Quella conferita, tra gli altri, a Michele Bonetti, nella sua veste di amministrativista, è una nomina di particolare prestigio in considerazione del ruolo centrale svolto dalla Commissione nel garantire il regolare svolgimento delle competizioni dello sport che appassiona milioni di italiani.

13 mila chilometri di viaggio per vedere il Milan ma la partita è saltata

È arrivato apposta dal Cile, sobbarcandosi un viaggio di oltre 13 mila chilometri, per vedere la sua squadra del cuore, il Milan, affrontare il Genoa a San Siro, ma la partita a cui avrebbe dovuto assistere è tra quelle rimandate al 13 maggio a causa dell’emergenza coronavirus. Così a David Mora Cvitanic rimane solo la consolazione di essere diventato una star dei social: il tweet che ha pubblicato, con la sua foto in piazza Duomo, è già stato condiviso centinaia di volte e sono moltissimi i tifosi che stanno lanciando appelli al Milan perché lo inviti almeno a visitare Milanello e ad assistere a un allenamento.

Coronavirus in Lombardia, 13 mila chilometri di viaggio per vedere il Milan ma la partita è saltata  

“Sono arrivato dalla Patagonia cilena e ho viaggiato per più di 13.300 km per vederti, mio Milan – ha scritto su Twitter – Non avrò la gioia di sostenerti nel mitico stadio di San Siro, ma il mio sentimento è forte. Mi ha portato fin qui dall’estremo sud del mondo”.

Ricostruita la mutazione genetica che ha trasformato il coronavirus degli animali in un virus umano,

Ricostruita la mutazione genetica che ha trasformato il coronavirus degli animali in un virus umano, adattato cioè all’organismo degli esseri umani e capace di colpirlo. Il risultato, accessibile online e in via di pubblicazione sul Journal of Clinical Virology, è italiano e si deve al gruppo di statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma diretto da Massimo Ciccozzi; il primo autore è lo studente Domenico Benvenuto.

Studiando le sequenze genetiche del virus in circolazione in Cina i ricercatori ne hanno ricostruito le mutazioni fino a scoprire quella che è stata decisiva per il cosiddetto salto di specie, ossia il cambiamento che ha permesso a un virus tipico degli animali, in particolare dei pipistrelli, di diventare capace di aggredire l’uomo. “E’ stato un cambiamento decisivo, una mutazione molto particolare avvenuta fra il 20 e il 25 novembre”, ha detto Ciccozzi all’ANSA.

Come tutti i virus, anche il coronavirus SarsCoV2 “muta in continuazione e cerca di cambiare aspetto per essere in equilibrio con il sistema immunitario ospite”, ha proseguito l’esperto. Dopo quella di due proteine strutturali, la terza mutazione del coronavirus è stata quella decisiva: a trasformarsi è stata la proteine di superficie chiamata ‘spike’ (punta, spina), che il virus utilizza per aggredire le cellule e invaderle per moltiplicarsi. E’ la stessa proteina della quale recentemente è stata ricostruita la struttura molecolare.


La struttura molecola della proteina di superficie del coronavirus SarsCov2 mentre infetta una cellula (fonte: Jason McLellan/Univ. of Texas at Austin)

“E’ stata la mutazione della proteina spike che ha permesso al virus di fare il salto di specie. E’ una proteina abbastanza conservata nella storia evolutiva del virus – ha detto ancora Ciccozzi – e questa mutazione le ha permesso di fare il passaggio dall’animale all’uomo, innescando l’epidemia umana”.

“Siamo costretti per il momento a rinunciare al progetto che avevamo immaginato per il futuro della Pallacanestro Virtus Roma“

La Virtus Roma comunica che la campagna di Equity Crowdfunding non ha raggiunto l’obiettivo
prefissato.
«Pur ringraziando tutti coloro che hanno aderito alla nostra iniziativa,», dichiarano i vertici della Società.
«Avremmo voluto allargare la partecipazione alla gestione del Club, coinvolgendo la Città e i principali stakeholder del basket iniziando da tifosi, appassionati, sportivi e, ovviamente, società sportive e organizzazioni e istituzioni che vivono e danno vita alla pallacanestro a Roma e nel Lazio. Qualcosa non ha funzionato. Forse lo strumento di equity crowdfunding è troppo nuovo e poco conosciuto. Forse questa Città ha difficoltà a credere nelle proprie potenzialità e nel proprio futuro, come si riscontra in tante attività economiche e industriali, e non solo nel mondo dello sport e dell’entertainment».
La Virtus Roma ringrazia The Best Equity per il supporto tecnico e professionale offerto, insieme a tutti i mezzi di comunicazione che l’hanno sostenuta con il loro impegno e con lo spazio che le hanno dedicato. Grazie a tutti i professionisti che hanno lavorato in questi mesi e grazie soprattutto ancora una volta a chi ha condiviso questo sogno con noi, dimostrando di credere in ciò che si è fatto.
Questo progetto è stato lanciato per sperimentare nuovi modelli di partecipazione alla vita di uno sport che a Roma ha avuto una grande storia e che si spera potrà avere un futuro ancora migliore, a patto però di riuscire a mettere in campo nuove formule di governance e funding. Formule che siano in grado di dare sostenibilità finanziaria a un progetto di crescita ambizioso per la pallacanestro e per l’intera Città.

La situazione non è semplice, ma la determinazione dei vertici della Società e della proprietà rimane immutata: «Vogliamo dare un futuro importante alla Pallacanestro Virtus Roma e quindi continueremo a lavorare per cercare le soluzioni migliori per realizzare un grande progetto».
«Prima di arrenderci all’idea della Capitale senza una Virtus in grado di competere con dignità in Italia e in Europa, percorreremo altre strade. Non vogliamo soluzioni di secondo piano per la Virtus Roma e per Roma. Questa Città e questo nobile sport meritano l’eccellenza»

Dal film alla Realtà “se mi lasci ti cancello” ecco la pillola per dimenticare

Nel grande registro della nostra memoria ci sono frammenti che possono essere sovrascritti, vuoti in cui costruire nuove storie, come nel montaggio di un film: la voce narrante si sovrappone alle emozioni e le trasforma. In questi interstizi lavora Alain Brunet, docente di psichiatria e ricercatore al McGill’s Douglas Research Center di Montreal, per aiutare le persone che hanno subito forti traumi a lenire il dolore: veterani di guerra, vittime del terrorismo, e da un po’ di tempo anche anime infrante dai tradimenti amorosi.

Brunet si occupa di Post Traumatic Stress Disorder (Ptsd) da 15 anni, ha collaborato anche con altri esperti di Ptsd come il docente di Harvard Roger Pitman, e ha sviluppato un metodo che si chiama “reconsolidation therapy”, terapia di riconsolidamento, che agisce sul modo in cui il cervello registra e conserva un ricordo.

Un’ora prima delle sedute – una a settimana per sei settimane, che può durare da 30 minuti a un’ora – il paziente deve assumere una certa dose di propranololo, un farmaco betabloccante usato di solito per patologie come le emicranie o l’ipertensione. Durante l’incontro con il terapeuta la persona scrive il racconto del suo ricordo e lo legge poi ad alta voce.

“È un po’ come quello che accade con il il computer tra la memoria Ram e Rom”, ci spiega Brunet al telefono da Montreal. “All’inizio il ricordo umano viene incapsulato nella Ram e poi trasferito nella memoria lungo termine, la Rom. Se durante questo processo interviene un’interferenza, quel ricordo verrà salvato in modo diverso”. L’idea è di “ri-registrare il ricordo sotto l’influenza del propranololo che interferisce con la parte emozionale associata a quella memoria”.
Finora Brunet ha trattato così “centinaia di pazienti in 15 anni”, principalmente veterani di guerra e vittime del terrorismo, anche alcuni sopravvissuti alle stragi del novembre 2015 a Parigi.

I risultati delle sue ricerche pubblicati sull’American Journal of Psychiatry parlano di una percentuale di successo del 70%. E adesso il professore canadese si è messo in testa di “curare” anche le ferite sentimentali, i traumi di quelli che definisce “romantic betrayals”, i tradimenti amorosi, come nella storia dolcissima e struggente di Joel e Clementine, i protagonisti di The Eternal Sunshine of the spotless mind, (in italiano: Se mi lasci ti cancello): Clementine che decide di farsi cancellare dalla mente il ricordo di lui, Joel.

La resistenza della sua memoria, il nuovo incontro. “Non si tratta di cancellare i ricordi, ma di modificare le sensazioni a cui sono associati, un po’ come quando lei pensa a un suo ex: non le fa più male, no?”, sorride Brunet. I fatti restano, custoditi nell’area del cervello che si chiama ippocampo. Cambiano le emozioni che associamo a quei fatti, salvate nell’amigdala.

Ma la domanda resta: perché sterilizzare l’esperienza, privarci – sì, anche – del dolore? Brunet è convinto di sfidare un tabù, “l’idea che ci sia qualcosa da imparare dalla sofferenza. Non nego che in parte sia così, ma di quanta sofferenza abbiamo bisogno prima che diventi inutile? Dobbiamo accettare che le persone soffrano fino al punto magari di arrivare anche al suicidio? Stiamo parlando di casi specifici di persone che dopo mesi, se non anni, continuano a soffrire in una maniera tale da non riuscire ad avere una vita normale”.

Come la donna francese che un giorno si è presentata nel suo ufficio, incapace di qualunque cosa: era stata abbandonata dal marito con due figli piccoli. La terapia ha funzionato, lei si è ripresa la sua vita, nessuno dei pazienti ha mai chiesto di tornare indietro, racconta il dottore: “Il rischio di abusi con il nostro metodo è molto basso”.

Eppure ci vuole prudenza. Intervenire “sull’aspetto fisiologico della rievocazione dei ricordi diminuendone l’intensità e le sensazioni associate per ridurre anche la sofferenza non è una strada nuova”, spiega Francesco Cro, psichiatra del dipartimento di salute mentale di Viterbo. Assumere farmaci per superare i traumi si può fare, si fa, ma bisogna procedere con molta attenzione, affidandosi a un medico e seguendo protocolli precisi. “Sempre di più gli approcci psicoterapeutici si associano a interventi somatici perché si è visto che il trauma viene ricordato anche dal corpo. È una strada promettente ma i farmaci vanno usati con cautela”, precisa Cro. “Il propanololo ha effetti sul sistema cardiovascolare, abbassa la pressione, influisce sul ritmo cardiaco, va preso sotto controllo medico”.

Alberghi in quarantena e oltre mille contagiati

I morti risultati infetti sono 30, l’ultimo dei quali un’anziana che ha costretto all’isolamento l’hotel dove è spirata. Sono guarite 50 persone. Effettuati oltre 18.500 tamponi. Le scuole restano chiuse altri 8 giorni in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Primo caso in Friuli. Rinviate cinque partite di Serie A. Conte annuncia nuovi provvedimenti a sostegno dell’economia. Niccolò lascia lo Spallanzani. La Turchia sospende i voli con l’Italia

Mentre la Turchia sospende i voli con l’Italia e il dipartimento di Stato Usa alza a “livello 4” il livello di allerta per i viaggi in Veneto e Lombardia, sale a 30 il numero dei morti risultati infettati dal coronavirus con il decesso di un’anziana signora lombarda, positiva al test del tampone, che ha costretto ad attivare la procedura di isolamento per l’hotel Garden di Laigueglia, in provincia di Savona, dove soggiornava.

Il sindaco di Laigueglia, Roberto Sasso Del Verme, ha firmato l’ordinanza che ha disposto il sequestro dell’albergo. Già nelle prossime ore, la Protezione Civile della Liguria si prenderà cura delle 40 persone presenti in hotel e lavorerà per riaccompagnare gli ospiti, prevalentemente nella provincia di Cremona, il personale e i proprietari, nei loro domicili dove verranno sottoposti a regime di quarantena obbligatoria come da protocollo.

Il bilancio della Protezione Civile

L’ultimo bilancio comunicato alle 18 di sabato dalla Protezione Civile, e ormai superato, parla di 1.049 casi di coronavirus nel nostro Paese, con 29 morti (30 con l’anziana di Laigueglia). Sono 401 le persone “ricoverate con sintomi”, il “38% del totale delle persone colpite da coronavirus” e il “10%”, ossia 105, “è in terapia intensiva”, mentre 543 si trovano in isolamento domiciliare, ha comunicato il commissario all’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli.

Ai casi in corso annunciati da Borrelli vanno sommati 50 guariti e 29 deceduti, che portano il totale a 1.128. È improprio definire tali decessi come conseguenza diretta dell’infezione da coronavirus fino a che l’Istituto Superiore di Sanità non lo avrà accertato, avverte la Protezione Civile.

Nel dettaglio, sempre secondo i dati dell’ultimo punto stampa, i casi accertati di coronavirus in Lombardia sono 615, 217 in Emilia-Romagna, 191 in Veneto, 42 in Liguria, 13 in Campania, 11 in Piemonte, 11 in Toscana, 11 nelle Marche, 6 nel Lazio, 4 in Sicilia, 3 in Puglia, 2 in Abruzzo, 1 in Calabria e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano.

Borrelli: “Non intasare i numeri di emergenza”

I decessi di persone positive al coronavirus registrati nella giornata di oggi sono 8, ha comunicato Borrelli, nel punto stampa nella sede della Protezione civile. “Si tratta di persone anziane”, ha spiegato il capo della Protezione Civile, affermando che 6 decessi sono avvenuti in Lombardia e 2 in Emilia Romagna. Sono oltre 18.500 i tamponi effettuati finora, ha riferito ancora Borrelli, il quale ha invitato la cittadinanza a “non intasare i numeri di emergenza” e “in caso di dubbi rivolgersi al medico di famiglia”.

“Stiamo acquisendo mascherine, le abbiamo distribuite nei nosocomi della Lombardia. Confidiamo di poter incrementare i dispositivi di protezione individuale disponibili”, ha detto ancora Borrelli.​

Primo caso in Friuli

In serata al bilancio si sono aggiunti nuovi casi, tra i quali va segnalato quello che è il primo contagio in Friuli Venezia Giulia. La Regione ha reso noto che, a seguito degli approfondimenti clinici effettuati su un sospetto caso a Gorizia, la persona è risultata positiva a entrambi i tamponi faringei previsti dal protocollo. I campioni sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità per la conferma dell’esito, mentre il paziente è stato preso in carico dal Servizio Sanitario Regionale ed è stato posto in quarantena.

Liguria, Friuli e Piemonte verso la riapertura delle scuole

“Lunedì e martedì gli edifici apriranno con all’interno solo il personale scolastico, mentre da mercoledì ricominceranno le attività didattiche”. Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. “Da lunedì”, invece, riaprono le scuole in Friuli Venezia Giulia, come dichiarato dal Governatore Massimiliano Fedriga. Per quanto riguarda la Liguria, “la Provincia di Savona molto probabilmente vedrà applicate ancora le limitazioni valide oggi per tutta la Liguria, mentre le altre province della Liguria torneranno ad essere assimilate alle aree simili del resto del Paese, senza limitazioni”, ha spiegato il Governatore ligure, Giovanni Toti.

Il governo chiedera alla Camere il via libera a un maggiore deficit

Il Governo “sta lavorando a un secondo decreto legge con il quale adotterà misure a sostegno dell’economia reale che potranno avvalersi di risorse di finanza pubblica aggiuntive. Per poter operare in questa direzione, il Governo necessita dell’autorizzazione del Parlamento, ai sensi della legge 243/2012 che dà attuazione all’articolo 81 della Costituzione. Questa procedura verrà proposta nella settimana entrante, in modo da poter adottare il secondo decreto subito dopo”. Lo riferiscono fonti del Mef.

Conte annuncia nuovi provvedimenti economici

“Ci sara’ un secondo provvedimento per misure ancora più incisive e lavoriamo a un terzo intervento perché siamo consapevoli che l’Italia ha bisogno di una grande spinta per la ripresa economica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando la sede della Protezione civile. Il premier ha parlato anche di “un nuovo dpcm”, contenente le misure per la prossima settimana, che arriverà domenica mattina.

Rinviate al 13 maggio cinque gare di serie A

Rinviate al 13 maggio le partite Juve-Inter, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina. La decisione è stata comunicata dal Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A. Inoltre, la Finale di Coppa Italia sarà programmata per il giorno mercoledì 20 maggio 2020. Spadafora: scelta dei vertici del calcio. Eventi sportivi fino all’8 marzo solo a porte chiuse in Lombardia, Veneto ed Emilia.

Scuole chiuse altri 8 giorni in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

L’annuncio dei tre governatori dopo l’interlocuzione con il governo. Bonaccini sottolinea: “Sulla base del parere del Comitato Tecnico Scientifico nazionale, resta confermata la chiusura dei nidi, dell’attività scolastica e delle Università anche per la prossima settimana per le tre Regioni più colpite: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”. Bonaccini spiega inoltre che “il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo ritengono inoltre… Di dover aggiornare settimanalmente tale previsione sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica”.

Ref ricerche: il conto sarà salto, da 9 a 27 miliardi

L’epidemia e soprattutto le misure adottate per contenerla causano nel breve termine un minor Pil compreso tra i 9 miliardi e i 27 mld, a seconda delle ipotesi adottate sull’entità delle perdite (e dei guadagni) nei diversi settori. La flessione per l’intera economia invece va da un -1% a un -3%. La stima di REF Ricerche considera l’impatto diretto della diffusione del virus nelle regioni italiane, con effetti immediati e di più lunga durata, a seconda del settore considerato. Lombardia e Veneto, le due regioni dove maggiori sono stati i casi e più drastiche le misure di contenimento, contano per il 31% del PIL italiano. Aritmeticamente, una contrazione del 10% del PIL in sole queste due regioni significa una diminuzione del 3% di quello per l’intero Paese.

Spallanzani: positivi al test la donna di Fiumicino, il marito e il figlio

Tre i casi accertati dopo il ricovero di venerdì sera. Sono in corso le ricerche per accertare i contatti della famiglia. Il sindaco Esterino Montino chiude due scuole e una piscina comunale: “Qui non c’è focolaio, la donna ha contratto l’infezione durante la permanenza a Alzano lombardo, in provincia di Bergamo”.

Finisce l’avventura di Niccolò, dimesso dallo Spallanzani

I genitori: non lo vedevamo da sei mesi, siamo emozionati, sta bene. Al 17enne in quarantena dopo il ritorno da Wuhan anche il commiato dei medici dell’ospedale romano: “Il giovane italiano rientrato dalla città di Wuhan il 15 febbraio ha lasciato stamani il nostro Istituto insieme ai suoi genitori. La comunità clinica e scientifica dello Spallanzani e la Direzione dell’Ospedale hanno salutato il ragazzo augurandogli ogni felicità”.

perse le tracce del paziente ZERO : inutile cercalo il virus si è diffuso

Ad affermarlo è la dottoressa alla guida dalla Direzione prevenzione e sicurezza alimentare del Veneto. “I quadri clinici gravi non fanno pensare che l’infezione sia recente”, afferma anche il primario infettivologo del Sacco

Ad affermarlo in un’intervista rilasciata a Repubblica è Francesca Russo, la dottoressa alla guida dalla Direzione prevenzione e sicurezza alimentare del Veneto. È il caso dei due anziani contagiati a Vo’ che fa pensare che il Covid-19 già circolasse sotto traccia da settimane prima della rilevazione del primo contagio in Italia. I due anziani, di 86 e 88 anni, vivono da soli in due diversi quartieri del centro storico di Vo’.

Non sono mai stati in Cina, non sono entrati in contatto con persone provenienti dalla Cina, non hanno frequentato luoghi a rischio. I loro parenti sono risultati tutti negativi al Covid-19. Un mistero, che dovrà chiarire l’indagine epidemiologica dei cacciatori del paziente zero. Francesca Russo, che guida i medici dei Servizi di igiene e sanità pubblica delle Asl coinvolte nell’epidemia, ipotizza che il contagio a Vo’ possa essere stato causato da qualcuno proveniente dalla Cina, “perché – spiega – il cluster è molto ampio ed è legato alla frequentazione di un locale pubblico”. Ma, secondo quanto afferma, sarà impossibile confermarlo: “Riteniamo che il virus circolasse sotto traccia da tempo, insieme con il normale virus influenzale. Nei soggetti debilitati, però, ha provocato polmoniti. Il virus è arrivato in Europa in un momento imprecisato e ha dato luogo ai primi contagi in Germania, poi in Francia, e poi abbiamo avuto i nostri. Può essere stato portato in Italia da chiunque”.

L’ipotesi è che a Vo’ il contagio (confermati 78 casi ad oggi), “possa essere stato causato da qualcuno proveniente dalla Cina, perché il cluster è molto ampio ed è legato alla frequentazione di un locale pubblico”. Sono otto i soggetti di origine cinese residenti a Vo’, e sono risultati tutti negativi al test. “Sì, ma è anche vero – dice Russo – che due di loro erano tornati dalla Cina appena venti giorni prima dell’esame. Potrebbero essersi ‘negativizzati’, quindi stiamo facendo ulteriori approfondimenti”. Vanno avanti a ritmo serrato le indagini del suo team a Marghera, presso l’Unità di crisi della Protezione civile. “In questo momento – chiarisce la dottoressa – rileviamo due situazioni di contagio: la prima è legata al criterio epidemiologico, cioè riguarda soggetti infetti che provengono dalla Cina oppure che si sono contagiati qui stando a contatto con loro; la seconda riguarda i casi che si sono manifestati perché il virus circola in Europa. Non è corretto dire in Italia, meglio dire in Europa”. L’idea di Russo è che sarebbe stato impossibile bloccare il virus, perché – sostiene – “Essendo presente anche negli asintomatici, cioè in persone che stanno bene e non hanno tosse o febbre, non c’erano misure realistiche per proteggere il Paese dall’epidemia. E non sappiamo chi sia il paziente zero dell’Italia: può essere uno straniero, ad esempio un turista tedesco, francese o cinese, oppure un italiano di rientro dall’estero”.

Che il Coronavirus sia arrivato in Italia da settimane prima che si individuasse il paziente 1, lo pensa anche il professor Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano: “I quadri clinici gravi non fanno pensare che l’infezione sia recente. È verosimile che i ricoverati abbiano alle spalle dalle due alle quattro settimane di tempo intercorso dal momento in cui hanno preso il virus allo sviluppo di sintomi molto seri, dalla semplice necessità di aiutarli con l’ossigeno fino a doverli assistere completamente nella respirazione”. Lo dichiara a il Corriere della Sera, a cui esprime le sue preoccupazioni per l’emergenza sanitaria in corso: “Chi ha cercato di infondere tranquillità, e li capisco, non ha considerato le potenzialità di questo virus. In quarantadue anni di professione non ho mai visto un’influenza capace di stravolgere l’attività dei reparti di malattie infettive. La situazione è francamente emergenziale dal punto di vista dell’organizzazione sanitaria. È l’equivalente dello tsunami per numero di pazienti con patologie importanti ricoverati tutti insieme”. E per rendere l’idea descrive la giornata di venerdì: “In Lombardia erano 85 i posti letto occupati da malati intubati con diagnosi di Covid-19, una fetta molto importante di quelli disponibili. Per non contare il rischio di contagio al quale sono esposti gli operatori. Un carico di lavoro abnorme”.

Per Galli “bisogna continuare con le restrizioni, cercando di evitare il più possibile l’affollamento. Purtroppo il virus è entrato in Italia prima che si cominciasse a ostruirgli la strada con la chiusura dei voli dalla Cina. La penetrazione nel nostro Paese è precedente, circolava già prima della fine di gennaio anche a giudicare dall’impennata di questi ultimi giorni. Sono tutti contagi vecchi per la maggior parte. Risalgono agli inizi di febbraio, qualcuno anche a prima». Il primario spiega che la malattia ha uno sviluppo lento: “Ha più fasi e si esprime nella sua massima gravità anche a 7-10 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. È molto probabile che dietro tutti i pazienti gravi ce ne siano altrettanti infetti ma meno gravi. Per usare un termine tipico dell’epidemiologia, questa è solo la punta dell’iceberg. Anche la migliore organizzazione sanitaria del mondo, e noi siamo tra queste, rischia di non reggere un tale impatto”.

fonte:ilgiornale.it