Month: August 2020

Giancarlo Bergamotta: Un’idea semplice ma perfetta nella sua semplicità: un tavolo, sei invitati, un ospite, la star messicana Diego Luna

Un’idea semplice ma perfetta nella sua semplicità: un tavolo, sei invitati, un ospite, la star messicana Diego Luna esploso con Y tu mama tambien poi Narcos e Rogue One, un argomento: sempre importante, spesso spinoso e dai risvolti interessanti. La legalizzazione della droga in un paese come il Messico che ha numeri altissimi di morte violenta, il femminicidio, l’aborto, la questione ambientale, il razzismo e infine il coronavirus. L’ultima puntata registrata, in realtà la prima messa in onda, è stata realizzata in pieno lockdown con gli ospiti invitati a condividere una tavola via zoom.

‘Pan y circo’, Diego Luna vi invita a cena per parlare di… qualunque cosa


Debutta oggi su Prime Video la serie messicana Pan y circo, da un’idea di Diego Luna, subito i primi tre episodi e poi due episodi a settimana in versione originale, sottotitolata. Il titolo non allude alla pratica antica romana di distrarre il popolo con “panem et circenses” (cibo e giochi), ma piuttosto l’occasione di mettere intorno ad un pasto persone, anche con idee diverse e talvolta in conflitto, che preparate su un certo argomento condividano il loro punto di vista: politici, attivisti, artisti e chef si incontrano per un pranzo o una cena in diversi luoghi del Messico: Baja California, Puebla, Quintana Roo e Mexico City.

La prima puntata è stata inevitabilmente l’ultima realizzata quando il Messico era già confinato in casa. Luna non molla la spugna e decide di realizzare l’ultimo pasto in remoto con i commensali collegati via zoom che condividono tutti lo stesso cibo che l’attore e regista ha preparato (nelle altre puntate affianca sempre come sous chef importanti cuochi del suo paese). Così spiega il progetto: “Questo progetto è nato un anno fa. Allora ci abbracciavamo, ci baciavamo, eravamo felici ma non lo sapevamo. Pan y circo è nato con l’idea di condividere cibo e vino parlando dei temi che ci fanno stare male del mondo nel quale viviamo”. Quindi non poteva esserci finale o inizio migliore che affrontare il tema del coronavirus con una biologa che da 30 anni lavora sul tema, Emiliano Monge scrittore tra i più importanti del Messico e che racconta la sua quarantena, una psicologa sociale, un medico epidemiologo coordinatore della commisione per l’emergenza coronavirus in Messico, uno chef enologo e antropologo che candidamente confessa “io non so se ho un ristorante o se ce l’avevo” dice pensando alle 80 persone a cui dà lavoro.

I momenti più intensi di questi pasti condivisi sono i momenti in cui viene fuori la diversità di visione: sul tema della legalizzazione delle droghe, tra gli invitati c’è anche l’amico e collega Gael Garcia Bernal sostenitore della legalizzazione, ci sono posizione diverse e contrastanti e personaggi di alto profilo come l’ex presidente della Colombia dal 2010 al 2018 e premio Nobel per la Pace 2016 Juan Manuel Santos. Nella tavolata tutta femminile della puntata dolorosa e interessante sul femminicidio si scontrano metaforicamente una rappresentante del governo che lotta per cambiare la condizione del paese più pericoloso del Sud America per una donna e la madre di una giovane uccisa, la cui morte era stata fatta passare in un primo tempo per un suicidio. Gli apporti culinari non sono mai casuali, gli chef invitati Enrique Olvera (Pujol), Elena Reygadas (Rosetta), Alexander Suastegui (chef itinerante), Javier Plascencia (Animalón), Jair Téllez (Merotoro) e Alejandra Barbabosa (Recaudo) sono scelti per il contributo alla discussione che possono portare con la cucina: Olvera parlando del suo passato di tossicodipendenza, Suastegui della misogenia che ancora esiste nelle cucine dei ristoranti di tutto il mondo.

Il tuo contributo è fonda

Giancarlo Bergamotta: Netflix annuncia la data e mostra le prime immagini dei nuovi episodi ambientati negli anni 80

Mentre si rivela il cast delle nuove stagioni, Netflix annuncia la data d’uscita della quarta stagione di The Crown la serie sulla famiglia reale britannica creata da Peter Morgan che sarà disponibile dal 15 novembre. Il colosso streaming ha anche diffuso le prime immagini dei nuovi episodi che si aprono con le parole di Elisabetta che appare a cavallo in alta uniforme: “Non si può permettere di far fallire qualcosa così importante come la monarchia”. Nel video si intravedono poi le protagoniste della quarta stagione che affiancano la regina Olivia Colman: la giovane Diana interpretata da Emma Corrin e Margaret Thatcher che è Gillian Anderson. Il trailer si conclude con un’immagine pensierosa della diciannovenne Diana da sola a Buckingham Palace, poi lo strascico dell’abito nuziale.

‘The crown’, le prime immagini della quarta stagione

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Nella terza stagione avevamo visto la relazione e la successiva rottura tra Carlo e Camilla Shand, l’attuale duchessa di Cornovaglia. La quarta stagione, che si svolge sul finire degli anni 70, si apre con la preoccupazione della regina Elisabetta di salvaguardare la linea di successione e trovare la sposa più adatta per il principe Carlo (Josh O’Connor), che a 30 anni è ancora celibe. Nel frattempo la nazione inizia a risentire dell’impatto delle politiche di divisione introdotte da Margaret Thatcher, la prima donna inglese investita della carica di primo ministro. Tra lei e la regina sorgono tensioni che peggioreranno quando la Lady di Ferro guiderà il Paese nella guerra delle Falkland, generando conflitti all’interno del Commonwealth. Mentre la storia d’amore tra Carlo e una giovane Lady Diana Spencer regala una favola estremamente necessaria all’unione del popolo britannico, a porte chiuse, la famiglia reale è sempre più divisa.

Nei giorni scorsi Netflix ha rivelato il cast delle ultime due stagioni della serie: Imelda Staunton e Jonathan Pryce nei ruoli della regina e del principe consorte, mentre l’australiana Elizabeth Debicki sarà Diana di cui si racconterà la fine del matrimonio con Carlo, la sua morte a Parigi e la crisi della famiglia reale.

Roma senza freni: record di contagi su tutta la capitale

Su circa 13 mila tamponi oggi nel Lazio si registrano 156 casi di questi 71 sono a Roma e zero decessi. Si conferma una prevalenza dei casi di rientro (circa 55%) e con link dalla Sardegna (circa 40%). Cala il numero dei positivi e l’incidenza e questo è un segnale importante. Il modello Lazio negli aeroporti di Roma è servito ad individuare 171 positivi asintomatici con grande soddisfazione dei viaggiatori. Continuano al Porto di Civitavecchia i test rapidi volontari e gratuiti, incremento del 30% negli ultimi giorni.

Nella Asl Roma 1 sono 28 i casi nelle ultime 24h e di questi diciassette i casi di rientro, quindici con link dalla Sardegna, uno dalla Toscana e uno dalla Campania. Tre sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 2 sono 29 i casi nelle ultime 24h e tra questi dieci i casi di rientro, otto con link dalla Sardegna, uno dalla Campania, uno dalla Romania. Sono cinque i contatti di casi già noti e isolati e quattro i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 3 sono 14 i casi nelle ultime 24h e tra questi otto sono di rientro, cinque con link dalla Sardegna, due dalla Spagna e uno dalla Romania. Due sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 4 sono 11 i casi nelle ultime 24h e tra questi sette con link dalla Sardegna. Due sono contatti di casi già noti e isolati, un caso individuato dal medico di medicina generale e uno al test sierologico.

E ancora: nella Asl Roma 5 sono 6 i casi nelle ultime 24h e si tratta di tre casi con link dalla Sardegna, due dall’Abruzzo e uno dalla Campania. Nella Asl Roma 6 sono 25 i casi nelle ultime 24h e di questi diciotto sono di rientro, dieci con link dalla Sardegna, quattro dall’Emilia-Romagna, uno dalla Spagna, uno dal Kosovo, uno da Malta e uno dalla Romania. Tre sono contatti di casi già noti e isolati e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nelle province si registrano 43 casi e zero decessi nelle ultime 24h.

Nella Asl di Latina sono ventuno i casi e di questi quindici con link dalla Sardegna e cinque sono contatti di casi noti e isolati. Nella Asl di Frosinone si registrano diciassette casi e di questi due con link dalla Sardegna, uno dalla Puglia e uno dalla Spagna. Quattro sono contatti di casi noti e isolati e un caso individuato al test sierologico. Nella Asl di Viterbo sono tre i casi e sono uno di rientro dall’Albania, un contatto di un caso già noto e isolato e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl di Rieti sono due i casi e si tratta di un caso con link dalla Sardegna e uno contatto di un caso già noto e isolato“ così  l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato nella sua nota quotidiana sull’andamento del contagio.

“Aprire ai privati i tamponi veloci”

“E’ importante che anche i privati siano investiti nella velocità dell’esecuzione dei tamponi in biologia molecolare, poiché i tempi per avere la sieropositività sono variabili”. Lo dice Mariastella Giorlandino, presidente Artemisia Lab.

“La sieroconversione si ha intorno al 14-16 giorno dai sintomi del contagio con il Covid (ovviamente dipende dalla carica virale a cui il paziente è stato sottoposto). Il tampone è solitamente positivo dal 10 al 14 giorno dal contatto con persona affetta da Covid. Per cui ritengo che a livello nazionale i privati che hanno l’autorizzazione per fare biologia molecolare debbano poter immediatamente (su test sierologici dubbiosi) eseguire il tampone il cui esito si può dare senza problemi a distanza di 3 ore – spiega la Giorlandino, proseguendo – Tale delucidazione, come tutte le diagnosi in medicina, permetterebbe una più accurata selezione. Tutto ciò sta creando grande confusione e disorientamento anche se le terapie intensive non sono affollate. Questo tranquillizza, però per essere ancora più sereni in vista dell’autunno, si può tenere sotto controllo il virus solo tramite i percorsi di sierologia e tamponi veloci. Fare i tamponi a tutti coloro che scendono dai traghetti è una operazione che va ripetuta a distanza di qualche giorno. Perché se il virus fosse stato contattato 5-6 giorni prima, tutto risulta negativo. Allora la richiesta all’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato nasce spontanea: apri ai privati, che sono il tuo più valido alleato e tutore della salute del cittadino insieme alle strutture pubbliche. In un momento del genere, si gioca di squadra”.

Maria Vittoria Varoli: Una rivoluzione delle tendenze inizia con la provocazione

Contro tendenza ma perfettamente in linea con un nuovo mondo.. “credo che nella vita di aver visto tutto… ma non abbastanza ora e giunta l’ora di provare qualcosa di diverso: il mondo cambia in fratta e mi adeguo  ai cambianti.

By : Orkhan Dzhemalʹ

Facendo un piccolo bilancio della tua vita cosa ne verrebbe fuori?

Per adesso non mi pento di nulla di quello che ho fatto credo di essere cresciuta artisticamente in questi anni ma ho ancora molto da imparare e molti obiettivi da raggiungere, sono una persona che non si accontenta mai. 

Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?

Dipende che tipo di amore, l’amore in senso affettivo verso i miei parenti o amici cari per me è importante. Per il resto credo di non essere in grado di spiegarlo in due righe, ma penso che l’amore vero senza interessi o convenienze sia molto raro. Se parliamo dell’amore superficiale allora sono capaci tutti di amare.

Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?

Non mi ispiro a nessuna modella in particolare o nessun artista famoso, prendo spunto solo da me stessa.

Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?

Ho pochi amici veri, seleziono le persone ed elimino quelle nocive per me. Se una persona si comporta in modo corretto e riesce con me e riesce ad entrare veramente in empatia ha vinto, se gioca sporco la distruggo in tutti i sensi. 

Cosa vorresti che le persone capissero di te?

Diciamo che non tutti capiscono il mio modo di essere, sono una persona particolare. Se penso una cosa la dico o la faccio senza preoccuparmi dei giudizi altrui, agisco di istinto. Molti prendono questo mio atteggiamento per menefreghismo o esibizionismo ma non è così, è il mio modo di essere. 

Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?

Quando giocavo da piccola a carte con la mia bis nonna e stavo interi pomeriggi con lei, ci ero molto legata. 

Sei favorevole e contraria alla chirurgia plastica?

Favorevole, credo che se una persona non si piaccia oppure voglia migliorare alcune parti di se sia assolutamente libera di farlo.

Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?

Se attraverso momenti difficili per quanto possano aiutarmi gli altri tendo ad affrontarli da sola.

Un tuo sogno nel cassetto?

Preferisco non dirlo ora, ho dei progetti ma finché non si realizzano non mi sento di espormi.

Arriva àroma, il drink del barman di QVINTO Alessio Navacci

Il barman di QVINTO a Roma, Alessio Navacci, ha elaborato un drink per lo storico marchio romano Pallini e il suo Limoncello, dal 1875 cavallo di battaglia dell’azienda, ora diretta da Micaela Pallini. Il nome del drink è  ÀROMA. Il BARTENDER è appunto Alessio Navacci, barman di QVINTO a Roma.

Gli INGREDIENTI sono:

50 ml Limoncello Pallini
30 ml succo di pompelmo giallo
90 ml acqua tonica
Cardamomo bitters

Bicchiere
: Old Fashioned
Garnish: ramoscello di menta


PREPARAZIONE:
Con la tecnica build il drink si prepara direttamente nel bicchiere Old Fashioned. Versare il Limoncello Pallini, precedentemente raffreddato in frigo, la spremuta di pompelmo giallo, l’acqua tonica e bitters al cardamomo a chiudere. Mescolare delicatamente e servire, con un ramoscello di menta.

IL DRINK: ÀROMA è un cocktail semplice da realizzare e con prodotti facilmente reperibili, perfetto come pre e after-dinner, grazie al suo cuore acido e amaricante, abbracciato dal brio della carbonatura della tonica e dallo speziato del cardamomo, fresco, fruttato e dal doppio tono dolce e amaro. Il tutto esaltando un prodotto come il Limoncello Pallini, ottenuto con l’infuso di scorze dei limoni “Costa d’Amalfi IGP” coltivati con metodi tradizionali e raccolti a mano sulle terrazze della Costiera Amalfitana. Un liquore naturale prodotto in Italia i cui limoni vengono subito messi in infusione, per racchiuderne in ogni bottiglia freschezza e sapore.

Un drink che si può assaporare da QVINTO, nel bel parco di Tor di Quinto, zona Roma Nord: un ristorante al piano terra, con griglia e una pizzeria, un ampio dehors con il fornito bar e una terrazza per aperitivi ed eventi in una location informale, ma elegante.

“Il mio nuovo salone ad Olbia ma prima si vola a Venezia”. Chi è l’hairstylist Andrea Basolu

Oggi noi di City Roma abbiamo fatto due chiacchiere con un hairstylist sardo noto per essere parte della Famiglia Reale degli Emirati Arabi Uniti e seguirli per l’immagine (hairstyle & beauty) da oltre cinque anni.

Il suo nome è Andrea Basolu: dopo il Festival del Cinema di Roma lo scorso anno (foto), è in procinto di partire fra qualche giorno per VENEZIA 77, la Mostra del Cinema di Venezia che si svolge dal 2 al 12 settembre e dove ha già in programma interviste radio e tv.

Andrea sarà ospite agli eventi più noti dell’edizione 2020, dal Tennis Club del Lido all’Excelsior, in virtù dei suoi progetti in giro per il mondo e sempre in divenire anche se molti sostengono che ai fini dell’invito sia stata assolutamente determinante la sua bellezza sarda, il suo stile impeccabile ed il suo sorriso mozzafiato.

Sappiamo che la sua agenda è già fitta di impegni e appuntamenti e che effettuerà numerosi incontri per collaborazioni, contatti e partnership. Visiterà la Villa degli Autori e sarà protagonista di riprese e foto nei pressi dello storico Palazzo del Cinema sul lungomare Marconi, al Lido di Venezia.

Andrea sta per aprire un Salone ad Olbia ma ci ha svelato che si spingerà sino alla conquista della Capitale dove ci sono progetti imminenti anche in relazione all’apertura di una ulteriore Sede anzi una vera e propria oasi di bellezza, un Salone nel cuore della città.

Andrea Basolu è molto conosciuto per i suoi colori che hanno conquistato l’Italia, l’Estero e gli studi televisivi nel mondo. Sempre in giro per il mondo, il noto hairstylist sardo ha in cantiere anche un suo marchio di prodotti la cui uscita si attende a breve. La linea di prodotti deriva da una “ricetta” araba e la gestione sul fronte marketing è stata proprio oggi affidata all’ufficio stampa e manager Roberta Nardi.

Interessi e passioni, cultura e sport. A tu per tu con Matteo Salandri

Matteo Salandri, classe 1988, è nato a Roma e concilia fin da piccolo la passione per lo sport e l’impegno scolastico. Nato con un glaucoma congenito, che l’ha portato progressivamente a distinguere soltanto luci ed ombre, a dodici anni inizia con l’atletica leggera paralimpica, vincendo diversi titoli nazionali, fino a vestire la maglia azzurra nel 2009 ai campionati europei. Nel frattempo si laurea in giurisprudenza e frequenta due master su temi relativi al mondo dei trasporti e la gestione delle disabilità. Scopre, per caso, un’innata predisposizione e passione per il surf. Tesserato per la Banzai Sporting Club, viene convocato per i campionati mondiali World Adaptive Surfing Championship in programma negli Stati Uniti che è costretto a saltare a causa della pandemia da Covid-19.

Ciao Matteo, la passione per lo sport nasce da bambino ed è sempre stata una costante in tutta la tua vita. Ci racconti qual è il tuo rapporto con lo sport?

“Fin da piccolissimo la mia famiglia mi ha sempre spronato a praticare sport, tuttavia, non potevo praticare sport con la palla (lo sport praticato dalla maggior parte dei bambini è il calcio ma io non potevo farlo). Ho iniziato nuoto ma trovavo gli allenamenti noiosi. Poi un giorno vidi le gare di atletica, Giochi Olimpici di Atene 2004, e decisi che quello sport doveva far parte della mia quotidianità. A circa 12 anni, quindi, ho iniziato gli allenamenti di atletica, praticata fino ai 26 anni. Ancora oggi mi piace andare a correre. Nel corso degli anni mi sono cimentato nei 100, 200, 400 e 800, conquistando diversi titoli di campioni o vice-campione italiano assoluto della mia categoria. Ho avuto anche l’onore di poter vestire la maglia azzurra in occasione dei campionati europei 2009”.

Ad un certo punto, quasi per caso, provasti a surfare. Come nasce il tuo amore per il surf?

“Un giorno per caso, navigando su internet, trovai un’associazione che stava organizzando un surf camp “adeptive” a Fuerteventura, e data la mia voglia di provare sempre qualcosa di nuovo, senza pensarci due volte sono partito. 

Dopo essermi alzato sulla tavola per la prima volta, una volta uscito dall’acqua, la mia mente era in piena ricerca di una soluzione che mi portasse a praticare questo sport con più continuità anche in Italia… e, infine, eccomi qua … “.

Sei molto legato al tema dell’accessibilità. Credi che, in un futuro non troppo lontano, sia possibile rendere l’Italia più “accessibile”?

“Negli ultimi anni sono stati fatti passi significativi in avanti, ma, ovviamente c’è ancora molto da fare. Credo che l’accessibilità sia un tema di cui tutti dovrebbero tenere conto, sia nel settore pubblico che privato. Apparentemente può sembrare un tema legato a pochi, in realtà se andassimo ad analizzare meglio la cosa, un prodotto o un servizio accessibile può avere un vantaggio collettivo.  Ma questo è un discorso complesso che non può essere spiegato in poche righe. Grosso passo in avanti sarebbe già avere la consapevolezza reale di quanto appena detto, quindi togliere pregiudizi e stereotipi su questa tematica, considerando la disabilità non sempre come uno svantaggio ma anche –e soprattutto-  come un’opportunità per la nostra società, avendo un approccio più inclusivo e meno assistenzialistico”.

Anche la formazione accademica ha avuto un ruolo importante nel tuo percorso. Quali sono i traguardi raggiunti? rispecchiano appieno quello che sognavi?

“Ho avuto la possibilità di studiare in molte Università, certo non è stato facile conciliare studio e sport, infatti l’attività agonistica si è rallentata proprio per questo motivo. Mi sono laureato in giurisprudenza alla sapienza, con una parentesi di un anno di Erasmus all’Università di Utrecht. Bellissima esperienza, intensa e formativa, era la prima volta che vivevo da solo, in più, in un paese non mio. Una delle mie passioni è rappresentata proprio dal mondo dei trasporti. Infatti, una volta laureato, mi sono iscritto al MEMIT (master in economia e management in infrastrutture e trasporti). Successivamente sono entrato in RFI società del gruppo ferrovie dello stato. Attualmente sto completando un Master in “gestione della disabilità e diversità” presso il dipartimento di management e diritto dell’università di Tor Vergata. A questi si aggiungono altri corsi sulle tematiche legate alla disabilità viste in maniera trasversale”.

IL CANTAUTORE A DOMICILIO Giulio Voce approda nella meravigliosa Puglia

Il cantautore romano Giulio Voce ha da qualche giorno lasciato la terra di Puglia per approdare in nuovi porti che hanno accolto, a vele gonfie, l’invito al format #cantautoreadomicilio.
Portare la musica nelle case degli italiani, barattare la magia e la fantasia con l’accoglienza; questi gli ingredienti di un progetto che lega l’umanità all’arte.

Il cantautore, forgiato dalla fascinazione della voce del mare, non poteva esimersi dal riesumare quel retrogusto legato all’antica Grecia: la xenia, vale a dire, quell’azione “sacra” che consisteva nel rispetto reciproco tra ospitante e ospite fondata su un baratto fatto di regali. Così Giulio Voce regala la sua musica a chi concede uno spazio per realizzare il suo progetto che, come ambizione ha quella di non fermare la musica.

Il fil rouge che lega Voce al mondo greco è dettato da un legame profondo con la figura di Odisseo e, non a caso, nell’Odissea l’eroe protagonista si trova più volte nella condizione dello straniero che chiede ospitalità. Un percorso, quello di Voce, fatto di echi e richiami pronto a trasfigurare la routine e la banalità in attimi di poesia estrema.

Dopo la data agli Studios di via Tiburtina in Roma, il tour ha avuto come primo porto la soleggiata e allegra Puglia, terra popolata da leggende e fascinazioni. Terra bagnata dal mare e raccontata dai raggi del sole cocente.
Una settimana di concerti in forma privata nei territori di Martina Franca e Locorotondo nei quali ha avuto modo di illustrare, chiaramente, la brillantezza del suo cantautorato: tra sirene, sguardi proibiti, ballate al chiaro di luna; la penna intrisa di salsedine è diventata mentore per impavidi ascoltatori.

Il tour a domicilio ha avuto come location preziosi scrigni culturali: in primis il “Giardino del Melograno” che ha avuto come gran cerimoniere la brillante Teresa Gentile. Presso lo storico Palazzo Recupero di Martina Franca, Cinzia Cofano e Antonio Vinci hanno reso possibile una performance guidata dall’intimità e l’accoglienza che ha riscosso un particolare successo. In un giardino raccolto, pieno di curiosi e vivaci spettatori, ha preso vita l’appuntamento presso il Caffè Il Giglio di Martina Franca mentre il tramonto si spegneva nei sorrisi degli ascoltatori.

Il tour pugliese si è concluso a Locorotondo presso la Libreria L’Angolo Retto di Paolo Giacovelli; in una stradina piena di gente accumunata dalla curiosità e dalla voglia di lasciarsi andare alla musica, le scrittrici Ermelinda Prete e Rosa Elenia Stravato hanno avuto modo di raccontare l’excursus musicale e umano del cantautore pirata accompagnato dal basista Luca Branella.

Il tour che sta proseguendo a vele spiegate farà tappa ad Ancona e in altri luoghi della Penisola. Chiunque fosse interessato ad avere informazioni o aderire alla chiamata della ciurma può mandare una mail a giuliovocepressoffice@gmail.com.
E mentre la Jolie Rouge continua a sventolare, il cantautore pirata, è pronto a salpare verso nuovi orizzonti ma con la promessa di tornare nella bella Puglia.

Achille Lauro è come il Vittoriale di Gabriele D’Annunzio: il manager Angelo Calculli

LOCONFERMA Angelo Calculli CHE Achille Lauro è come il Vittoriale di Gabriele D’Annunzio: ogni volta che torni in quelle stanze museali scovi un dettaglio che ti è sfuggito la visita precedente. E magari è un dettaglio gigantesco, pacchiano, sublime. Achille Lauro è una wunderkammer ambulante e non perché ha il viso tatuato, il Rolex al polso e la gambe dinoccolate che distraggono. Non è neppure il romanzo di sé, perché ha portato in scena a Sanremo uno spettacolo in quattro atti per quattro personaggi teatrali.

Ogni volta che guardi Achille Lauro trovi dettagli paradossali che ti erano sfuggiti la volta prima. Ma il suo Vittoriale non è di facile accesso come il mausoleo di Gardone Riviera: già raggiungere il suo studio ai bordi di Milano è una piccola impresa di fede. Tra palazzi e civici che si fanno lo sgambetto, Achille Idol siede nella sua poltrona di pelle umana con un cornetto in mano e un pc davanti.

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In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 261.174 persone (+878 rispetto a ieri, +0,3%; ieri +953) hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, 35.445 sono decedute (+4; ieri +4)

Coronavirus in Italia, il bollettino del 25 agosto: 878 nuovi casi e 4 morti nelle ultime 24 ore

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In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 261.174 persone (+878 rispetto a ieri, +0,3%; ieri +953) hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, 35.445 sono decedute (+4; ieri +4) e sono state dimesse 206.015 (+353, +0,2%; ieri +192). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 19.714 (+519, +2,7%; ieri +757); il conto sale a 261.174 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia. Il numero di tamponi processati nelle ultime 24 ore è di 72.341, superiore rispetto ai 45.914 di ieri.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 1.058 (+13, +1,2%; ieri +74), di cui 66 in terapia intensiva (+1, +1,5%; ieri -4).

Questa è la mappa del contagio in Italia. Qui i bollettini dei giorni scorsi.

I dati Regione per Regione
Il dato fornito qui sotto, e suddiviso per Regione, è quello dei casi totali (numero di persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). Nella foto in alto è visibile quello dei soggetti attualmente positivi. La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Laddove non è indicata la percentuale di aumento, il dato è inferiore allo 0,1%.

Lombardia 98.545 (+119, +0,1%; ieri +110)
Emilia-Romagna 31.094 (+65, +0,2%; ieri +116)*
Veneto 22.190 (+119, +0,5%; ieri +116)
Piemonte 32.440 (+57, +0,2%; ieri +40)
Marche 7.124 (+11, +0,2%; ieri +3)
Liguria 10.683 (+12, +01%; ieri +26)
Campania 5.976 (+138, +2,4%; ieri +116)
Toscana 11.253 (+34, +0,3%; ieri +44)
Sicilia 4.091 (+24, +0,6%; ieri +65)
Lazio 10.236 (+143, +1,4%; ieri +146)
Friuli-Venezia Giulia 3.651 (+9, +0,3%; ieri +2)
Abruzzo 3.662 (+10, +0,3%; ieri +4)
Puglia 5.119 (+49, +1%; ieri +45)
Umbria 1.679 (+29, +1,8%; ieri +11)
Bolzano 2.893 (+9, +0,3%; ieri +15)
Calabria 1.408 (+8, +0,6%; ieri +2)
Sardegna 1.859 (+34, +1,9%; ieri +91)
Valle d’Aosta 1.223 (+2, +0,2%; ieri nessun nuovo caso)
Trento 5.032 (+3, +0,1%; ieri +1)
Molise 511 (nessun nuovo caso per il secondo giorno consecutivo)
Basilicata 505 (+3, +0,6%; ieri nessun nuovo caso)

* La regione Emilia Romagna comunica che in seguito a verifica sono stati eliminati 2 casi ( 1 da Forlì e 1 da Parma) in quanto inserimento duplicato dello stesso paziente con dati anagrafici non corretti