Month: January 2021

Ferentino, rifiuti ingombranti e Raee: la raccolta è un successo

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Secondo appuntamento con la raccolta dei rifiuti ingombranti e Raee ieri sul terriotrio cittadino. Tanti i ferentinati che si sono recati nel punto di raccolta itinerante, nel quartiere Pareti (in precedenza era avvenuto a Pontegrande), per disfarsi di ogni oggetto ingombrante e materiale elettrico.

Il terzo atto della raccolta è in calendario il 6 febbraio nel piazzale di Colle Silvi, zona Campo sportivo. L’iniziativa vuole a contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti sul territorio, a beneficio del decoro della città. Il servizio funziona e i cittadini lo apprezzano, ma c’è bisogno di un punto di raccolta stabile, vale a dire un’isola ecologica. Dal Comune assicurano che si sta accelerando e hanno annunciato che da febbraio sarà ampliato il servizio porta a porta, oggi attivo soltanto in alcune zone della città. Inoltre, prossimamente, cominceranno i lavori per realizzare l’attesa isola ecologica, che dovrebbe entrare in funzione entro la prossima estate in località Ridotto. Servizi importanti, sicuramente in ritardo a Ferentino, che miglioreranno la differenziata e faranno aumentare la percentuale del servizio, rimasta al palo.

Così anche ieri molti cittadini, dal mattino fino alle 15,30, hanno raggiunto la zona di Pareti per smaltire i rifiuti ingombranti e Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche in disuso). L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione con la società “Lavorgna”, che mette a disposizione il proprio personale. «Continua l’azione del Comune nel rispetto dell’ambiente, per una città più ecosostenibile», spiegava recentemente il sindaco Antonio Pompeo.

«Nel settore dell’ambiente e della raccolta rifiuti – sostengono oggi il primo cittadino e l’assessore all’Ambiente Evelina Di Marco – simili interventi e servizi dimostrano quanto il rispetto e l’impegno per rendere Ferentino più ecosostenibile siano costanti. Avere una città pulita, decente e proiettata verso il futuro green, significa garantire ai nostri figli e alle future generazioni un mondo più sano in cui vivere».

Dai rifiuti alle polveri sottili. Oggi intanto si è svolta la terza domenica ecologica.

“Giornata della vita”: il vescovo Loppa ringrazia i religiosi

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Sarà il vescovo Loppa a celebrare la “Giornata della vita consacrata”. Martedì 2 febbraio, alle 17, infatti, nella Cattedrale di Anagni, il vescovo Lorenzo Loppa presiederà la celebrazione eucaristica per la XXV “Giornata mondiale della vita consacrata”.

«Sarà anche una occasione – afferma monsignor Loppa – per dire il nostro grazie ai religiosi, alle religiose e a tutte le espressioni della vita consacrata per il loro carisma e per l’impegno pastorale in Diocesi». «Religiosi e religiose sono testimoni dell’abbraccio di Dio nel cuore del mondo – prosegue – e ci rallegriamo con loro, per una storia ricca di fede e di umanità esemplari, per la passione che esprimono in mezzo a noi, in diverse comunità, nel seguire Cristo povero e obbediente». Nel 2015, anno della vita consacrata indetto da Papa Francesco, il vescovo Loppa si era rivolto ai religiosi e alle religiose con una Lettera, indicandoli come “un avamposto di futuro piantato nel cuore della storia.

Nella diocesi di Anagni-Alatri sono presenti diverse realtà di vita consacrata. I religiosi, in particolare, li troviamo ad Anagni, Alatri, Fiuggi, Carpineto Romano, Piglio e Trivigliano. Nutrita è anche la presenza delle suore, che troviamo ad Acuto, Alatri, Anagni, Carpineto, Fiuggi, Guarcino, Vallepietra. Tre i monasteri di clausura femminili: Benedettine ad Alatri, Clarisse ad Anagni e Carmelitane a Carpineto; per quanto riguarda gli istituti secolari, a Fiuggi sono invece presenti le Oblate apostoliche Pro Sanctitate. Intanto sempre a proposito di cerimonie religiose oggi alle 19 si svolgerà nella cattedrale la messa dei giovani officiata da don Francesco Frusone. Numerose le adesioni tanto che si è reso necessario svolgerla nella cattedrale.

Striscia La Notizia, Selvaggia Roma nel mirino: il vestito a luci rosse

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Selvaggia Roma protagonista della rubrica “Moda Caustica” di Striscia La Notizia: finisce nel mirino a causa di un vestito fin troppo trasparente

L’ex concorrente del Grande Fratello Vip si è distinta per la propria esuberanza, tanto nei comportamenti quanto nei look sfoggiati. Selvaggia Roma, la cui avventura all’interno della casa è durata appena un mese, non perde occasione per farsi notare dal pubblico, nonostante l’eliminazione dal programma. Durante una delle scorse puntate, l’influencer è stata chiamata al centro studio dal conduttore in persona: l’abito della Roma, infatti, era fin troppo appariscente per non meritare un commento in diretta.

Striscia La Notizia, a fronte delle reazioni scatenate dall’outfit, ha reso la Roma protagonista indiscussa della rubrica “Moda Caustica”. Del resto, il proverbio recita “nel bene o nel male, purché se ne parli”. E l’influencer sembra averlo decisamente preso alla lettera.

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Striscia La Notizia commenta il look di Selvaggia Roma

Il vestito di Selvaggia Roma
Il vestito di Selvaggia Roma (screenshot web)

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Il tg satirico di Antonio Ricci non si è lasciato scappare l’opportunità di commentare l’outfit dell’influencer. Nella puntata di sabato 30 gennaio, la rubrica “Moda Caustica” era interamente dedicata ai concorrenti del Gf Vip, che con i loro look riescono sempre a lasciare i telespettatori stupefatti. E’ il caso di Selvaggia Roma, che in puntata ha di recente sfoggiato un abito a dir poco da censura: completamente trasparente, lasciava intravedere gli slip neri.

Alfonso Signorini non ha mancato di invitare Selvaggia al centro studio. “Fronte A e fronte B“, ha esordito il conduttore, facendo fare una giravolta all’ex gieffina. Ezio Greggio, nel commentare il servizio di Striscia La Notizia, non poteva che condire il tutto con la consueta ironia: “Un vestito che lascia poco all’immaginazione“.

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Sarà sicuramente un regalo – ha aggiunto il presentatore – Speriamo che, essendo un presente, non lo rimetta in futuro“. Anche dall’esterno, Selvaggia è riuscita a trovare il modo per far parlare di sé.

Antonella Clerici ed il suo attuale guadagno con la Rai

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Quando guadagna attualmente la conduttrice Antonella Clerici? Svelato lo stipendio della storica conduttrice de La Prova Del Cuoco.

Antonella Clerici stipendio conduttrice
Antonella Clerici (Getty Images)

La storica conduttrice de La Prova Del Cuoco, Antonella Clerici, è una delle figure femminili più amate dalla televisione italiana. Non tutti però conoscono alcuni dettagli della sua vita privata. Antonella nasce a Milano, da una famiglia come tute le altre. Da ragazza si diploma inizialmente con la licenza classica per poi proseguire i suoi studi universitari in Giurisprudenza, ottenendo la laurea con il voto di 100 e lode. Poi la svolta, inizia a partecipare ad alcune trasmissioni televisive fino a divenire la simpatica e sempre sul pezzo Antonellina che oggi tutti ben conoscono.

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Antonella Clerici, altre curiosità sulla conduttrice: i guadagni

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Il successo della conduttrice milanese su scala nazionale non è di certo una novità. Fin dai suoi esordi, in primis con alcune trasmissioni andate in onda precedentemente su Rai 2, Antonella è sempre riuscita facilmente a conquistare il suo pubblico. Perciò sarebbe preferibile voltare pagina e concentrarsi sulle curiosità ancora inespresse.

Per quel che riguarda i guadagni di Antonellina pare che ci siano delle voci contrastanti, sebbene alcune certezze tendono a prevalere su alcune notizie meno affidabili. Innanzitutto si può nominare il suo cavallo di battaglia, la trasmissione a sfondo culinario ideata dalla stessa conduttrice sembra sfruttarle una vera fortuna anche a distanza di anni dalle sue prime puntate.

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Per concludere l’ammontare de La Prova Del Cuoco si aggirerebbe intorno ai 230 mila euro di rendita, percepiti soprattutto per i diritti della trasmissione, e dunque non soltanto per la sua presenza. Mentre, lo stipendio effettivo sarebbe di 1,5 milioni di euro. Insomma anche una semplice serata in tv pare che valga la notevole somma di 50 mila euro.

Bollettino del 31 gennaio: i numeri dell’epidemia in Italia

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Il Ministero della Salute, nella giornata di oggi, domenica 31 gennaio, ha comunicato i dati dell’epidemia da coronavirus in Italia tramite bollettino.

Bollettino coronavirus mappa regione
(Ministero della Salute)

Il Ministero della Salute ha aggiornato lo stato relativo all’epidemia da Coronavirus in Italia. Stando alla tabella sanitaria odierna, il numero dei casi di contagio dall’inizio dell’emergenza è salito a 2.553.032 con un incremento di 11.252 unità rispetto a ieri. In calo i soggetti attualmente positivi che ad oggi ammontano a 453.968 (-9.384), così come i ricoveri in terapia intensiva (-3) che ad oggi risultano essere 2.215. I guariti sono ad oggi 2.010.548, ossia 20.396 in più di ieri. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 237 decessi che hanno portato il bilancio delle vittime a 88.516.

La Regione Emilia Romagna, si legge nelle note, ha eliminato 3 casi positivi a test antigenico, ma non confermati da tampone molecolare.

Coronavirus, bollettino: i numeri del Covid-19 in Italia nella giornata di sabato 30 gennaio

Coronavirus bollettino Italia gennaio
(Getty Images)

Nella giornata di ieri i numeri relativi all’epidemia da Coronavirus in Italia sono stati diffusi tramite tabella sanitaria dal Ministero della Salute. Stando a quest’ultima, il numero delle persone risultate positive al virus dall’inizio dell’emergenza era salito a 2.541.783. Diminuivano i soggetti attualmente positivi che ammontavano a 463.352 come anche i ricoveri in terapia intensiva che contavano 2.218 pazienti. Il numero dei guariti era giunto a 1.990.152. Purtroppo si aggrava ancora il bilancio dei decessi che portavano il totale a 88.279.

PER APPROFONDIRE LEGGI QUI —>  Bollettino del 30 gennaio: i dati dell’epidemia di oggi

Coronavirus, bollettino: i numeri del Covid-19 in Italia nella giornata di venerdì 29 gennaio

Il Ministero della Salute venerdì ha aggiornato lo stato dell’epidemia da Covid-19 diffusasi nel nostro Paese. Stando ai dati, i casi di contagio erano saliti a 2.529.070. Proseguiva il calo dei soggetti attualmente positivi che ammontavano a 467.824, così come i pazienti in terapia intensiva: 2.270 in totale. Il numero dei guariti era giunto a 1.973.388. Il bilancio delle vittime dall’inizio dell’emergenza saliva a 87.858.

La Regione Abruzzo, si leggeva nelle note, comunicava l’eliminazione di 2 casi positivi dal totale, in quanto duplicati. Anche l’Emilia Romagna comunicava la sottrazione di 9 casi dei giorni precedenti, in quanto giudicati non casi COVID-19. Inoltre era stato eliminato 1 decesso poiché non attribuibile al virus. La Regione Calabria rettificava il numero dei tamponi molecolari comunicati giovedì da 507.565 a 507.965.

PER APPROFONDIRE LEGGI QUI —>  Bollettino del 29 gennaio: 477 decessi nelle ultime 24 ore

Annuncio dell’Oms: “Chiediamo agli Stati membri di fermare le vaccinazioni”

Dopo aver terminato il ciclo di vaccinazioni dei soggetti maggiormente a rischio e degli operatori sanitari, bisogna fermare le vaccinazioni. Questo l’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a cui avviso, sarebbe questa la miglior strategia per consentire una distribuzione equa del vaccino su tutto il Pianeta.

In sostanza l’Oms starebbe chiedendo agli Stati membri di stoppare la campagna vaccinale, riporta Agi, per una questione morale ed economica. Margaret Harris, portavoce dell’Organizzazione, avrebbe affermato: “Stiamo chiedendo ai Paesi membri che, una volta terminata la prima fase di vaccinazioni, garantiscano anche ad altri lo stesso accesso alle forniture che hanno avuto loro“.

A supportare la richiesta, evidenze scientifiche che avrebbero mostrato come completare la campagna vaccinale all’interno della propria nazione e restare a guardare inermi non avrebbe alcun vantaggio a livello economico. Margaret Harris, per meglio spiegare, attinge alle fonti letterarie citando una famosa frase del maestro Merton: “Nessun uomo è un’isola”.

PER APPROFONDIRE LEGGI QUI —>  Annuncio dell’Oms: “Chiediamo agli Stati membri di fermare le vaccinazioni”

Sarno: il Covid uccide a pochi giorni di distanza mamma e figlia

Un’insegnante di 57 anni, originaria di Nocera Inferiore è morta a causa del Covid-19. Qualche settimana prima, per la medesima ragione, era venuta a mancare anche sua madre. Quest’ultima era ricoverata presso il covid center di Scafati, mentre la 57enne si trovava in casa. Purtroppo le sue condizioni si sono aggravate ed anch’ella è deceduta.

I colleghi dell’insegnante hanno manifestato la propria vicinanza alla famiglia colpita dall’immane tragedia. Numerosi i messaggi di cordoglio in cui hanno ricordato la donna come una persona di valore e dai sani principi. Momenti di inestimabile valore quelli trascorsi insieme, scrivono, che rimarranno per sempre nei loro cuori.

PER APPROFONDIRE LEGGI QUI —>  Sarno: il Covid uccide a pochi giorni di distanza mamma e figlia

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Parole toccanti quelle con cui il corpo docente, definitosi la famiglia scolastica della 57enne, ha dato l’ultimo saluto alla tanto amata collega.

Ferie extra ai dipendenti pubblici se fanno vacanza in patria. L’idea della Bolivia per rilanciare il turismo

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Ferie extra “forzate” per i dipendenti pubblici. Questo lo stratagemma della Bolivia per rilanciare il suo turismo, alle corde come in ogni angolo del pianeta a causa della pandemia. Nel Paese andino, 11 milioni di abiitanti, 500 mila persone lavorano nell’amministazione statale o locale. A seconda dell’anzianità, hanno diritto a un periodo annuale di riposo compreso tra le due e le quattro settimane: questo, secondo il programma lanciato alla fine del mese scorso, verrà incrementato del 20-30 per cento, a patto che queste ferie in più vengano convertite in vacanze entro i confini nazionali.

Bolivia. Solo pochi ciclisti nella “Death road”, lo sterrato dove per ridurre rischi si circola all’inglese

Immagini dalla Yungas Road, la famosa e famigerata “strada della morte”, tanto spettacolare quanto pericolosa, che collega la capitale boliviana La Paz con Yungas e l’Amazzonia. Anche oggi, che, con la nascita di una via alternativa e la sua riconversione a ciclovia, di fatto incompleta, perché auto e veicoli pesanti sono tuttora ammessi e di tanto in tanto transitano. Tra le maggiori attrazioni turistiche attorno alla capitale del Paese andino, la Yungas viene percorsa mediamente da 25 mila turisti l’anno, che, in questo tormentato 2020, sono quasi svaniti. Tra le sue peculiarità, oltre allo straordinario paesaggio che è in grado di offrire a chi osa sfidarla, quella della circolazione sulla sinistra – all’inglese, unica strada del Paese – finalizzata a minimizzare i rischi

Il coronavirus ha impattato sul turismo boliviano producendo perdite dell’ordine del miliardo di dollari (820 milioni di euro al cambio attuale). Il ministro dello sviluppo economico Nestor Huanca spiega che “ovviamente abbiamo bisogno di riattivare il settore, ma per farlo occorre un aiuto dallo stato, e da lì è partito il progetto”. Il programma si protrarrà per tutto il 2021.

La Bolivia ha numerose attrattive turistiche anche a livello internazionale, dal Salar de Uyuni al Lago Titicacam, sino ai siti preincaici tihauanaco. La Paz, la capitale amministrativa, è a sua volta popolare per il Mercato delle streghe e come punto di partenza per la famigerata “Strada della Morte” che attira cicloturisti e persone amanti dell’estremo. Nel 2019, il Paese sudamericano ha ricevuto 1,47 milioni di ospiti internazionali, ognuno dei quali ha portato in media quasi 770 euro. Un flusso che da marzo – quasi superfluo dirlo – si è virtualmente azzerato.

(afp)

Il Covid ha contagiato sinora 150mila boliviani, uccidendone più di 9mila. Il turismo, che genera il 4-5 per cento del Pil locale, ha perso in quest’anno 100mila addetti e 500mila persone che lavorano nell’indotto. Benché dipendente dall’estero, il settore potrebbe in teoria trarre beneficio da un rilancio del movimento interno, se è vero che quasi la metà della popolazione (dati 2018) fa almeno una vacanza all’anno.

Ma non tutti ci credono. “Non so se l’iniziativa otterrà il consenso auspicato da chi l’ha ideata”, dubita Helga Cisneros, presidente della Camera dell’ospitalità di La Paz.

Il dramma di Robert, l’esploratore italiano che il Covid ha segregato in Groenlandia: “Solo e con cibo scaduto da mesi”

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 “Causa il Covid abbiamo perso i turisti che sono la nostra unica fonte di sostentamento economico. Qui sulla costa orientale della Groenlandia è una tragedia e per sopravvivere mangio cibo scaduto, altro non posso fare, mi devo accontentare”. L’esploratore italiano Robert Peroni parla all’Agi dallo studio della sua casetta di Tasiilaq, villaggio sperduto lungo la costa est della Groenlandia. Per raggiungere questo luogo tra il magico e l’incantevole dove vivono gli inuit – circa 1.900 persone – il collegamento meno difficile è arrivarci con un volo di circa due ore da Reykjavik in Islanda.

Groenlandia, l’esploratore Robert Peroni: “Vivo con gli Inuit da 39 anni: prima usavamo le slitte, ora le barche”

Peroni, 76 anni, altoatesino, in collegamento Skype dalla sua Casa Rossa, edificio simbolo della comunità inuit che da semplice ritrovo tra persone in poco tempo si è trasformato in centro di recupero per giovani alcolizzati oltre che ad albergo per turisti, racconta questo 2020 tragico sotto l’aspetto economico. “Dal 12 marzo scorso quando l’Islanda ha chiuso le frontiere per noi è finito tutto. In estate i turisti arrivavano soprattutto dalla Germania e in agosto anche dall’Italia. Peccato, perché gli italiani erano in crescita ed erano sempre più interessati a questi luoghi immersi nella natura incontaminata – racconta Peroni -. In inverno i turisti erano prevalentemente tedeschi ma anche francesi, americani e negli ultimi anni si è visto qualche cinese e giapponese. Adesso niente di niente, sono qui solo a sognare un futuro migliore preparando le offerte turistiche del 2021. Mi sono chiesto, perché una persona viene in Groenlandia e spende tanti soldi per il volo aereo? La risposta è stata, ‘bisogna offrire pacchetti di una settimana per far vivere quello che davvero è questa meravigliosa terra’. Lavoro in ufficio, pulisco casa, sono stato costretto a licenziare tutti i 74 dipendenti e i 55 posti letto sono drammaticamente vuoti. Negli anni siamo cresciuti, ho fatto investimenti anche importanti, la nostra Casa Rossa adesso è composta da sei casette, quattro le ho date in uso ai dipendenti, così almeno hanno un tetto sopra la loro testa”.

Robert Peroni (foto Ulrike Fischer – the-red-house.com

Nelle scorse settimane in aiuto di Peroni a seguito dell’azzeramento del turismo internazionale, è stata lanciata la campagna su gofund.me, ‘Save The Red House in East Greenland!‘. Parlando della pandemia di Covid-19 nell’immenso continente bianco non completamente indipendente perché controllato dal Regno di Danimarca, Peroni racconta le tante difficoltà. “Il governo groenlandese ha ragione di chiudere tutto perché non riuscirebbe a reggere le conseguenze di una pandemia, abbiamo avuto 17 casi in tutta la Groenlandia. Se il virus dovesse arrivare qui a Tasiilaq sarebbe una tragedia perché il nostro ospedale (12-13 posti letto, ndr) non è attrezzato e quindi verrebbe trasferito alla capitale Nuuk oppure in Danimarca”.

Peroni prima di Natale riusciva quasi sempre a venire in Italia ma quest’anno non è stato possibile. “Forse tornerò nel 2021 ma non ho certezze. Se volessi venire in Italia sarebbe un serio problema anche perché non ho più un’abitazione e non sono più residente – spiega Peroni -. Con l’Islanda chiusa il viaggio aereo avrebbe costi esorbitanti. Con l’elicottero, sperando sempre che in quella giornata non venga annullato a seguito del meteo, andrei fino a Kulusuk, poi fino a Nuuk, quindi a Kangerlussuaq da dove mi imbarcherei sul volo per Copenhagen. Arrivato in Europa ci sarebbe la quarantena. Il rientro? Ancora peggio. Arrivato in Danimarca prima di ritornare in Groenlandia dovrei attendere 5 giorni e sottopormi a tampone Pcr, quindi potrei volare fino alla costa occidentale dove avrei un’altra permanenza di 5 giorni e un altro test. Una volta finalmente arrivato a casa quarantena di altri 5 giorni: impossibile”.

Red House (foto Ulrike Fischer – the-red-house.com

Di giorno e di notte alla porta della casa di quell’altoatesino gentile dalla chioma bianca che dal 1985 ha scelto di aiutare e salvare gli eschimesi, bussano giovani, donne, anziani: sono disperati, alcolizzati, hanno fame e non hanno soldi. “Diciamo che il problema dell’alcol è migliorato rispetto a qualche anno fa, la popolazione si è evoluta e ha iniziato ad ascoltare – afferma con soddisfazione l’esploratore che nel 1983 attraversò con gli sci la Groenlandia da una costa all’altra sfidando le frustate del Piterak, il “vento dell’uomo” che soffia anche a 250 chilometri orari, e finì per innamorarsi di quella terra selvaggia -. Non vedo praticamente nessuno, ogni 4-5 giorni passa qualcuno a trovarmi per prendersi un caffè, qualche minuto e poi va già via. Ho un container con molte scorte di cibo, mangio anche alimenti scaduti perché devo accontentarmi. Non è come in Italia dove c’è tanta scelta, qui dobbiamo essere felici se arriva qualche elicottero, il mare è ormai ghiacciato e le navi non possono entrare nel fiordo a rifornire l’unico supermercato”.

Coronavirus, rischio focolaio: chiude la scuola di un paese

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Rischio focolaio a Spigno Saturnia il cui sindaco, Salvatore Vento ha emesso due ordinanze con le quali ha disposto dal primo febbraio al 5 febbraio la chiusura di tutti i plessi scolastici dell’Istituto Comprensivo Minturno- Spigno Saturnia. La decisione, assunta dopo la consultazione con la dirigente scolastica, è stata adottata dopo i cinque casi sospetti che si sono registrati nei vari plessi. Lo stesso primo cittadino ha anche annunciato uno screening su base volontaria riservato a studenti e personale insegnante. Sotto osservazione anche la cerimonia di una cresima tenutasi all’interno della chiesa San Giovanni, a cui avrebbe partecipato una persona positiva. Il sindaco Vento ha chiesto si partecipanti di adottare comportamenti ed azioni necessarie a garantire la tutela della salute pubblica.

No alla discarica a Borgo San Michele, il flashmob di FdI

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Fratelli d’Italia Latina ha tenuto questa mattina un flashmob sulla Migliara 45, nei pressi dell’area dove potrebbe sorgere un sito di stoccaggio dei rifiuti.
Erano presenti il senatore e coordinatore provinciale Nicola Calandrini, il portavoce comunale Gianluca Di Cocco, il gruppo consiliare al completo, cittadini e rappresentanti dei comitati che si sono costituiti per difendere il territorio.
“Su questo tema non bisogna fare demagogia – ha dichiarato il Senatore Nicola Calandrini – una discarica è necessaria per chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno della provincia, ma nel raggio di 4 km intorno a quest’area insistono almeno 25.000 residenti. Per questo sosteniamo che la scelta è sbagliata. Anche il sindaco Coletta prima ha accettato l’ipotesi di ospitare qui una delle due discariche previste dal piano provinciale dei rifiuti, poi ha espresso i suoi dubbi in merito all’area e ora ha annunciato che si avvarrà di una consulenza tecnica. Fratelli d’Italia agirà in tutte le sedi: abbiamo già chiesto insieme agli alleati di centrodestra la convocazione di un consiglio comunale affinché si arrivi ad una delibera che escluda questo territorio”.
“Sono già settimane che battagliamo per l’intera città di Latina, perché questo non è solo un problema della Migliara 45 – ha dichiarato Gianluca Di Cocco – Latina ha già dato negli anni con una serie di servitù, dalla discarica di Borgo Montello alla centrale nucleare, al campo rom di Al Karama. Per questo diciamo un secco no ad una nuova servitù nel territorio di Latina”.

Raffaella Fico è così bella che sembra disegnata: eccola in compagnia di una cara amica! – FOTO

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La meravigliosa showgirl, modella e attrice italiana pubblica una foto insieme ad una sua cara amica, in un ristorante: bellissime!

Raffaella scrive sulla didascalia del post una citazione di Ralph Waldo Emerson: “È una delle benedizioni dei vecchi amici che tu possa permetterti di essere stupido con loro“.

Indossa una canottiera a costine beige ed una giacca, mentre la sua amica ha una larga camicetta nera.

Lo scatto ha ricevuto più di 10.000 mi piace e 100 commenti in quattro ore, di cui moltissimi complimenti, ad esempio: “Che belle“, “Splendide“, oppure “Spettacolo puro“.

Non c’è dubbio: le due more hanno fatto sognare i 552.000 followers di Raffaella!

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Raffaella Fico si è rifatta il seno a 22 anni: “Ho fatto un percorso interno mio

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L’ex naufraga vip dell’Isola dei Famosi ed ex compagna del calciatore Mario Balotelli è stata ospitata nel programma Storie Italiane, condotto da Eleonora Daniele.

Durante la puntata ha parlato del suo seno rifatto, invitando le spettatrici intenzionate a seguire il suo esempio a pensarci bene, per non pentirsene dopo: “Anche io ho rifatto il seno e comunque prima di rifarlo ho riflettuto, ho fatto un percorso interno mio“.

E ancora: “Io l’ho fatto comunque a 22, 23 anni. È sempre un intervento chirurgico che ha i suoi pro e i suoi contro“.

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Successivamente raccomanda alle donne di moderarsi con la chirurgia estetica e di operarsi solo dopo aver raggiunto una forte consapevolezza, come ha fatto lei.