Month: April 2021

Demolito l’equo compenso: per il Tar l’avvocato deve lavorare bene a basso costo

Sconcertante sentenza (pubblicata ieri) del giudice amministrativo lombardo che ha respinto il ricorso di un difensore escluso dall’appalto per un incarico legale in base all’idea che la legge sull’equo compenso è superata dal “dovere di diligenza” che il codice civile impone al legale persino quando lavora gratis

Una sentenza. Anzi una “sentenza breve”, perché già “compiuta”, nelle valutazioni di merito nonostante sia stata emessa in sede cautelare. Al centro della pronuncia (la 361/2021), pubblicata ieri, 29 aprile, dal Tar Lombardia, c’è l’equo compenso. Che viene letteralmente demolito. Più precisamente, viene demolita la consistenza della norma secondo cui la pubblica amministrazione è tenuta a garantire «il principio dell’equo compenso», in ossequio al «buon andamento» e all’«efficacia delle proprie attività».

Tale caposaldo (non solo della disciplina sui compensi professionali), è a dir poco travolto dalla decisione del tribunale amministrativo lombardo. In particolare nel passaggio in cui i magistrati della prima sezione (presidente Domenico Giordano, giudice estensore Rosanna Perilli) respingono il ricorso di un avvocato escluso dall’appalto per un incarico legale bandito dal Comune di Cernusco sul Naviglio con la disarmante motivazione secondo cui le Pa fanno bene a schiavizzare gli avvocati, tanto un difensore è tenuto a dare il massimo anche se sottopagato. Quindi, per il Tar, fa bene un Comune come quello di Cernusco, che, per una causa da 2 milioni, per farsi difendere contro un ricorso (presentato per una faccenda di asili nido) di ben 32 pagine, dà l’incarico all’avvocato in grado di assicuragli la difesa per una cifra inferiore ai valori minimi previsti, dal decreto 55/2014 sui parametri forensi. Cifra inferiore  ai minimi indicati non per le cause milionarie, ma per quelle “di modesta importanza e difficoltà”, cioè da 25mila a 52mila euro. Fa benissimo, il Comune di Cernusco, secondo la sentenza del Tar, perché non calpesta affatto i principi di «trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività», e resta dunque entro il perimetro dell’articolo 19-quaterdecies comma 3 della legge 172/2017, e cioè la parte dell’equo compenso relativa agli enti pubblici.

E perché, com’è possibile che un sindaco amministra bene se sceglie l’avvocato che gioca più al ribasso coi prezzi? Come può un’amministrazione pubblica – e qui parliamo di Cernusco, il cuore della Lombardia produttiva – contemperare il preventivo stracciato proposto dal legale affidatario e i vincoli del “buon andamento”? Semplice: perché, scrive il Tar, l’avvocato è a propria volta vincolato dal «pregnante dovere di diligenza richiesto dall’articolo 1176, comma 2, del codice civile nell’espletamento dell’incarico professionale, il quale grava sull’avvocato munito di mandato difensivo a prescindere dall’entità del compenso e persino in caso di incarico gratuito». Di fatto, il giudice amministrativo legittima e autorizza, in rapida successione: l’automortificazione professionale, lo schiavismo piramidale degli studi costretti a sottopagare i giovani collaboratori, la ricerca di incarichi non in nome della sostenibilità ma in ossequio all’urgenza di restare comunque su piazza e non screditarsi agli occhi di altri “committenti forti”. Esagerato. No.

E a non considerare eccessivo il pessimismo è l’ amministrativista che si era opposto al bando, Maurizio Zoppolato: «Ho organizzato convegni sull’equo compenso, mi sono impegnato all’interno della Solom, la Società lombarda avvocati amministrativisti. Poiché in questo caso ero tra i quattro invitati a presentare il preventivo, ho potuto cogliere l’occasione e proporre ricorso al Tar. E la sentenza rapidissima, mandata in decisione con una tempistica cosi bruciante da impedire ad alcuni soggetti associativi di intervenire al mio fianco, è una sconfitta per l’intera categoria», dice Zoppolato. «Afferma la logica secondo cui l’avvocato deve lavorare bene a basso costo. Di fatto, costringe però gli studi con un buon numero di collaboratori a sottopagare i più giovani, o al limite incoraggia i giovani a fare salti mortali, ma senza concedere loro la prospettiva di poter sostenere le spese di uno studio vero, con tutto quanto ne consegue in termini di qualità del lavoro e delle prestazioni».

Zoppolato mostra coraggio, e come lui il collega che lo ha affiancato ad adiuvandum nel ricorso respinto, Francesco De Marini: è evidente che l’iniziativa di ricorrere contro l’assegnazione dell’incarico per un preventivo sotto il minimo dei minimi, gli avrebbe precluso, persino in caso di vittoria, la concreta possibilità di lavorare per il Comune in questione. Ma infatti, anche considerato il contenuto della sentenza, tocca ora al legislatore fare giustizia, con una nuova norma, di una beffa del genere.

AD Loves Puglia studio visit: TrackDesign e i mille volti del metallo

Il viaggio di AD Italia alla scoperta delle eccellenze pugliesi del design fa tappa a Monopoli, alle porte della valle d’Itria. TrackDesign nasce come divisione creativa di KAD3, società di consulenze d’ingegneria fondata dalla famiglia Ammirabile, che da circa 30 anni collabora con le più importanti aziende manufatturiere italiane. L’intraprendenza e la voglia di sperimentare della seconda generazione hanno portato alla nascita di un’impresa che applica le competenze ingegneristiche al campo dell’arredamento, realizzato arredi su misura in metallo.

La scelta del metallo come filo conduttore non è casuale, ma nasce dal lavoro di ricerca e progettazione dell’azienda sulle sue proprietà meccaniche e di resistenza alla corrosione. «Il nostro fiore all’occhiello è il corten (un tipo di acciaio multiforme, dalla tipica colorazione “ruggine” e dalla texture irregolare, ndr.), ma nel corso degli anni ci siamo specializzati nelle più svariate tipologie di metalli», come ottone, rame e alluminio,  racconta Antonio Ammirabile, ingegnere e cofondatore di TrackDesign.

TrackDesign propone un’ampia gamma di prodotti, dai piccoli oggetti d’arredo ai mobili, dalle pannellature di rivestimento per pareti divisorie fino alle facciate degli edifici. «Ci divertiamo a offrire prodotti diversi e innovativi, in chiave moderna ma nel rispetto delle tradizioni», continua Ammirabile. Tavoli, tavolini, sedie, panche, corpi illuminanti e arredi prendono vita, declinandosi in dettagli accurati e finiture di alta qualità, come la lucidatura, la satinatura e la brunitura dei metalli.

Il vasto catalogo di TrackDesign è frutto della collaborazione con importanti aziende di contract specializzate nell’architettura e nel design di interni, e della creatività di architetti e progettisti internazionali che firmano le collezioni di design. L’azienda è diventata anche un “talent scout”, sempre alla ricerca di giovani designer che vogliono trasformare le loro idee in progetti concreti.

La valle d’Itria, con la sua storia, le tradizioni e i paesaggi, alimenta costantemente la creatività e l’immaginario di TrackDesign, come racconta Ammirabile. «Questa terra, il suo calore, i suoi colori, la natura, sono fonte d’ispirazione per la progettazione e la realizzazione dei nostri prodotti».







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Reggio Calabria, aprile dà l’arrivederci con la “Lupa”: la città dello Stretto immersa nella nebbia [FOTO E VIDEO]

  • Foto StrettoWeb / Stefano Vitetta

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Le immagini della “Lupa” che ha invaso la zona Sud di Reggio Calabria nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio

Nebbia fitta in tutta la zona costiera Sud di Reggio Calabria, anche collinare nelle zone di Modena e Ciccarello. Si tratta di quel che fenomeno che avviene molto raramente in riva allo Stretto di Messina ed è definito con il nome di “Lupa”. Per i cittadini reggini è sempre bellissimo assistere a queste scene: “sembra quasi di vivere in un film”, sicuramente perché non è un evento che si verifica tutti i giorni.  E’ infatti una situazione particolarmente rara ed anomala, che tuttavia si può verificare una o due volte l’anno in primavera quando le prime ondate di caldo arrivano sullo Stretto dal Nord Africa e, scorrendo sulla superficie marina fredda dopo il lungo inverno, formano la nebbia di mare per il fenomeno dell’avvezione. La particolare nebbia è determinata dallo scorrimento di masse d’aria calda sulla superficie marina molto più fredda, la quale genera vapore acqueo che si satura e si condensa in strati di nubi bianche, alte tra 100 e 200 metri, che dal mare si spingono sino alla fascia costiera. La Lupa provoca drastiche riduzioni della visibilità ed è molto pericolosa soprattutto per la navigazione marittima, effettivamente ascoltando bene verso il mare si sentono in modo distinto i suoni delle sirene delle navi che segnalano la loro posizione.

Reggio Calabria, la “Lupa” in riva allo Stretto: le immagini dal Parco Lineare Sud [VIDEO]


Eros Ramazzotti a Felicissima Sera, splendido gesto: devoluto il cachet ai lavoratori dello spettacolo

Felicissima Sera Ramazzotti

Eros Ramazzotti è uno degli ospiti dell’ultima puntata di Felicissima Sera: il cantante ha devoluto il cachet ai lavoratori dello spettacolo.  Sapevamo perfettamente che l’ultima puntata di Felicissima Sera sarebbe stata imperdibile. E, in effetti, è stato proprio così. Dopo Maria De Filippi e Francesco Totti, questa sera, Venerdì 30 Aprile, è toccato all’unico ed […]

L’articolo Eros Ramazzotti a Felicissima Sera, splendido gesto: devoluto il cachet ai lavoratori dello spettacolo è apparso nella sua versione originale sul sito SoloGossip.it.

Che fine hanno fatto i giovani?

Quante volte abbiamo sentito dire: ai giovani mancano i valori. E se fosse vero il contrario, che stanno annegando in un oceano di valori, in un mare soffocante di moralismo? E se il male venisse proprio dalla retorica sui valori? Spesso quei valori espressi in fiera, ai congressi, a scuola e in tv sono dei palloncini gonfiati, pieni d’aria, cioè di nulla. Sono la decorazione superflua di una realtà cinica che è la pura volontà di dominio. Sono la flatulenza del mercato, che non a caso impone i suoi valori che poi sono i prezzi. O l’ornamento di un nuovo, petulante moralismo, permissivo e intollerante.

Ma ai ragazzi funzionano più gli esempi che le lezioni. Esempi noti. Se si volesse sintetizzare in un’immagine il codice genetico dei Valori come sono oggi presentati ai ragazzi, non pensate a un libro, a una teoria, a un pensatore. Pensate a un cantante, a una canzone di portata planetaria. Per esempio Imagine di John Lennon, oggetto di culto riverito nel mondo e perfino nella politica, canzone di pace e di valori. Frughiamo dentro quell’inno oltre lo splendore della sua musica. Il messaggio dice: “Immagina che non ci sia il paradiso…e nessun inferno sotto di noi…Immagina la gente vivere per l’oggi…Immagina che non ci siano più patrie…Nessun motivo per cui morire o uccidere, nessuna religione…”.

Che splendida vacuità. Se si vive solo per l’oggi, senza più motivi per vivere e per morire, se non ci sono paradisi e inferni, anime e percorsi dopo la vita, se non c’è più dio, né patria, né radice, che farsene di quel guscio vuoto di valori, variamente battezzato per negazione (no alla violenza, no al razzismo, no alla guerra). Non restano che valori gonfiabili per poi viversi addosso come peggio si crede.

Negando la naturale vocazione a legarsi ad un’origine, ad un luogo, ad un senso, ad una religione, dove finirà quel potenziale umano se non alla ricerca di selvatiche parodie dell’origine, del senso e della religione? È quel che succede con la naturale esuberanza e aggressività, la naturale predisposizione al rischio; una volta negata, rimossa e non incanalata e incivilita in forme rituali e condivise, esplode nelle forme peggiori e gratuite.

Se negate ogni trascendenza alla vita, al presente, all’io, di che lagnarsi se poi un ragazzo resetta il mondo, perde il senso della realtà e lo confonde con il virtuale, e va ad abitare in un mondo a una piazza? Il loro egoismo nasce da quei “valori”, o perlomeno si nutre anche di quelli.

“Schiavi di ogni capriccio, legati ad ogni istante, vittime di ogni padrone, sitibondi nel fluire dell’acqua, affamati nella sovrabbondanza”; così scrisse un ragazzo, che si uccise a ventitré anni. Si chiamava Carlo Michelstaedter. Vuoi dire che i giovani di oggi sono peggiori dei giovani di ieri? No, è uno stupido luogo comune di ogni generazione imprecare contro la generazione successiva. Suppergiù sono come gli altri, non più scemi, non più cattivi, semmai un po’ più fragili e introversi. Ma le loro forme di espressione, i loro modi di essere, le loro valvole di sfogo, il loro patrimonio di conoscenze sono in quell’orizzonte sconfinato e chiuso.

Non ha senso cercare di chi è la colpa: essere innocentista o colpevolista, due modi d’essere cretini con giudizi a priori. È causa loro, della famiglia e della scuola, infine del mondo che li circonda, media in testa. Ma la cosa peggiore non è la scomparsa dei giovani come categoria sociale, come risorsa pubblica, e il loro diventare quasi invisibili; ma il loro appartarsi, il loro sconnettersi da ogni rete, da ogni legame, da ogni storia, da ogni linguaggio comune. Terminali spenti. La cosa più terribile che si può dire di loro è questa, parafrasando Karl Kraus: vedendo un giovane oggi non mi viene in mente niente.

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Squid with chilli and rocket

1

Clean the squid by cutting the body open to make a flat piece and scraping out the guts. Keep the tentacles in their bunches but remove the eyes and mouth. Using a serrated knife, score the inner side of the flattened squid body with parallel lines 1cm apart, and then lines equally apart the other way to make a crosshatch pattern

  • 8 squid, medium in size (no bigger than your hand)

2

To make the dressing, mix the lemon juice with 50ml of the extra virgin olive oil

  • 1 lemon, juiced
  • 50ml of extra virgin olive oil

3

To make the chilli sauce, put the chopped chilies in a bowl and cover with the remaining extra virgin olive oil. Season with sea salt and black pepper

4

Light a barbecue or preheat a griddle pan until very hot. Place the squid (including the tentacles) scored-side down on the grill, season with sea salt and black pepper, and grill for 1–2 minutes

5

Turn the squid pieces over; they will immediately curl up, by which time they will be cooked. Toss the rocket in the dressing. Arrange two squid bodies with tentacles on each plate with some of the rocket. Put a little of the chilli sauce on the squid and serve with the lemon quarters

  • 225g of rocket
  • 1 lemon, quartered

Todaro e Isoardi, è finita dopo Ballando: “Perché non ha funzionato”

Ballando con le stelle

Il ballerino di Milly Carlucci non ha mantenuto alcun rapporto con l’ex conduttrice Rai

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L’edizione 2020 di Ballando con le Stelle verrà ricordata, tra le tante cose, per l’intesa speciale che si è creata tra Raimondo Todaro e Elisa Isoardi, rispettivamente maestro e allieva. I due hanno fatto sognare tutti con il loro feeling che sembrava pronto a sfociare in una vera e propria storia d’amore. Ma dopo la fine del programma Rai ognuno ha preso la sua strada e oggi Todaro e Isoardi sono più lontani che mai.

In un’intervista concessa al settimanale Vero Raimondo Todaro ha ammesso che non è stato facile mantenere un legame con Elisa Isoardi:

“Le ho fatto un in bocca al lupo quando è partita per l’Isola dei Famosi, l’ho anche seguita. Ci siamo sentiti per gli auguri di Natale e per il suo compleanno (27 dicembre, ndr), ma la situazione legata al Covid non ha aiutato”

Al contrario Raimondo Todaro ha mantenuto ottimi rapporti con altri ex concorrenti di Ballando con le Stelle. Ancora oggi sente con una certa regolarità: Giusy Versace, Elisa Di Francisca, Mauro Coruzzi, Giovanni Ciacci, Nunzia De Girolamo.

Con Elisa Isoardi, però, quel feeling speciale nato davanti alle telecamere del varietà di Rai Uno non è proprio decollato. Più volte si è parlato di una storia d’amore dietro le quinte ma Raimondo Todaro ed Elisa sono sempre stati solo e soltanto amici.

Da qualche tempo il ballerino 34enne è single: nel 2019 è finito il lungo matrimonio con la ballerina di Amici Francesca Tocca. I due hanno mantenuto ottimi rapporti per il bene della figlia Jasmine, che oggi ha sette anni. Raimondo ha comprato una casa vicina a quella che condivideva con l’ex moglie pur di stare accanto alla bambina.

Raimondo Todaro ha ribadito di pensare solo ed esclusivamente alla sua primogenita e per questo, ad oggi, non è interessato a cercare nuove relazioni o flirt. Qualche tempo fa si è parlato di una love story con Sara Arfaoui, la Professoressa de L’Eredità ma il ballerino e coreografo ha prontamente smentito.

Todaro ha chiarito però che in una donna cerca la dolcezza, l’onestà e l’autoironia. Si è detto non compatibile con chi si prende troppo sul serio. Ma ad oggi la vita da single procede alla grande e il bel siciliano non è a tutti i costi alla ricerca di un nuovo amore.

Daydreamer anticipazioni dal 3 al 7 maggio 2021

Televisione

Can confida al padre di non sentire nulla per Sanem. Nel frattempo alla Fikri Harika si cerca un fotografo inesistente dal nome Arthur Cappello

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Daydreamer – le ali del sogno torna da lunedì 3 maggio a venerdì 7 maggio alle 16,40 su Canale 5 con nuovi emozionanti appuntamenti ed inaspettati colpi di scena. Prosegue l’impegno di Sanem nel fare recuperare la memoria a Can, ma la Aydin scopre un’amara verità.

Lunedì 3 maggio

Gli spoiler dell’appuntamento di inizio settimana con la romantica e travagliata storia d’amore di Can e Sanem rivelano che Sanem cerca di far ritornare i ricordi a Divit utilizzando il suo asso nella manica: il suo profumo. Purtroppo proprio sul più bello, i due sono interrotti dall’arrivo improvviso di Leyla ed Emre. Il fotografo rivela al padre di non provare alcun sentimento per la scrittrice. Sanem è distrutta.

Martedì 4 maggio

L’affare con Asim rischia di saltare a causa dell’assenza di Can e Sanem. Solo grazie ad un’idea geniale di Leyla si ripara al danno fatto. Ora però i ragazzi della Fikri Harika sono costretti a cercare un fantomatico uomo che si chiama Arthur Cappello. Ma esiste davvero?

Mercoledì 5 maggio

Leyla si è impegnata molto negli ultimi anni in agenzia, dimostrando di avere sempre più abilità manageriali. Can decide quindi di promuoverla e lo annuncia ai ragazzi dell’agenzia. Poi con Sanem il fotografo si reca ad un importante incontro con il signor Nasim.

Giovedì 6 maggio

Can e Sanem sono bloccati nel traffico e sono già in ritardo per l’incontro con Nasim. Questo lavoro è troppo importante per l’agenzia e non possono lasciarselo scappare. La scrittrice decide allora di assoldare un ragazzo in motocicletta per arrivare prima all’incontro.

Nonostante tutti gli sforzi, la giovane Aydin non riesce a dissuadere Nasim dal rinunciare all’incarico dato all’agenzia per la campagna pubblicitaria dell’inesistente Arthur Cappello.

Venerdì 7 maggio

Can e Sanem cercano senza sosta Arthur Cappello, senza trovarlo. La scrittrice trova un attore che fa al caso loro. Divit e la Aydin vanno nel teatro in cui recita l’attore, ma quando lo incontrano nel camerino, l’uomo ha un infarto e muore.