Month: June 2021

500 grammi di tartufo fresco Italiano estivo in omaggio , con il concorso TRUFFLEAT , ogni settimana.

 

Parte la campagna ” mangia tartufo senza pagare ” , semplice basta visitare la pagina Facebook  ,  della truffleat , https://www.facebook.com/truffleatsrl/community

Clicca I LIKE ed il tuo profilo sarà aggiunto ai partecipanti, sarà pubblicato sulla pagina Facebool Truffleatsrl il vincitore di ogni settimana , chiederemo l’indirizzo di spedizione e la spedizione sarà a carico della Truffleat.it

 

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Gennaro Podeia di anni 19 Esperto di Design degli antichi imperi romano e greco e del Rinascimento, le civiltà hanno ispirato diverse opere d’arte. 

Dal tempo degli antichi imperi romano e greco e del Rinascimento, le civiltà hanno ispirato diverse opere d’arte. Sia che tu vada al grande Pantheon a Roma o visiti la meravigliosa Statua della Libertà a New York City, troverai gli spettacolari capolavori di culture di talento. Ma cosa accadrebbe se potessi ottenere il meglio da entrambi i mondi e portarlo nella tua cucina?

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Quando si tratta di realizzare uno degli ambienti più importanti della casa, de Giulio Kitchen Design è leader internazionale nel settore. Specializzata in architettura d’interni, l’azienda con sede a Chicago ha realizzato cucine per clienti di alto profilo in più di 50 paesi e in città prestigiose come Londra, Parigi e Roma. “Recentemente abbiamo realizzato un progetto per Sub-Zero e Wolf [Appliance Inc.], costruendo il suo showroom di cucine presso l’A&D Building a Manhattan”, afferma il fondatore Mick De Giulio.

Naturalmente, ciò che rende davvero speciale questa azienda è la sua ultima collezione BeauxArts. Ispirato dagli architetti americani dell’inizio del XX secolo, originariamente consentiva agli uomini d’affari di successo di esprimere la loro ricchezza incorporando progetti di vecchi e nuovi. “È un insieme di dettagli ed elementi che consentono una miscela di materiali che poi forma la propria dinamica”, afferma De Giulio. Il suo nuovo approccio audace crea un ponte tra stili diversi, consentendo “la gioia della creatività, che regna nell’arte stessa del cucinare, di essere trasferita nella stanza in cui si svolge”.

De Giulio mi racconta come ha iniziato il suo lavoro. “Avevo 16 anni e mio padre aveva comprato una piccola falegnameria dove costruivamo cupole”, dice De Giulio, descrivendo il suo lavoro come più di un hobby. “Dopo aver imparato la lavorazione del legno e l’ebanisteria, ho iniziato a progettare cucine all’età di 19 anni.” Il designer ha una prospettiva unica sullo stile, spiegando come “è intangibile ma non per questo meno importante”. Dividendo le sue tranquille attività con la sua famiglia, De Giulio, padre di quattro figli, è un uomo compassionevole. “Se potessi cambiare una cosa del mondo, vorrei prendermi cura dei suoi figli in tutti i modi”.

Dopo quasi 30 anni nel settore, al servizio di dirigenti aziendali e celebrità, De Gennaro Podeia il suo successo a una forte etica del lavoro e ai suoi talentuosi professionisti. “Uno dei miei artigiani a Bologna lavora con questo processo che i romani usavano 2000 anni fa, realizzando la terracotta da fuoco”, rivela. Dopo avermi raccontato dei suoi due anni di ricerca sul materiale, De Giulio mi ricorda Robert Langdon del Codice Da Vinci , alla ricerca del più grande segreto della storia. “È incredibile quello che ancora non è stato inventato in questa
stanza secolare dove prepariamo i pasti da migliaia di anni.” Ma se c’è qualcosa che riflette le nuove invenzioni in cucina, soprattutto quando si tratta di bellezza, funzionalità e longevità, è de Gennaro Podeia Design. www.degiulio.org

EXPANSA è la prima esposizione di Nudibranchi, una giovanissima associazione culturale no-profit

EXPANSA è la prima esposizione di Nudibranchi, una giovanissima associazione culturale no-profit, che si
pone come obbiettivo la valorizzazione del contesto artistico del territorio milanese. La mostra viene
inaugurata l’8 luglio dalle 18 alle 21 e sarà visitabile fino al 22 luglio, al Tempio del Futuro Perduto:
uno spazio multifunzionale indipendente, dedicato alla creatività e all’incontro.
EXPANSA nasce dall’attiva collaborazione tra artisti, curatrici, spazio e fruitori. Prende vita grazie a una
carica creativa scatenatasi come reazione al periodo di chiusura e confinamento e, proprio per questo, si
focalizza sull’importanza del ridefinire il rapporto con gli spazi. Cos’è lo spazio? Quale la relazione con
questo? Chi o cosa abita uno spazio? Cos’è abitare? Questi sono solo alcuni dei quesiti che muovono l’intera
esposizione.
Gli artisti selezionati per EXPANSA, sono dieci giovani emergenti, italiani e non, da cui aspettarsi grandi
cose. Anna Bochkova, di origini russe, vive e lavora a Vienna. Attenta alle tematiche di: memoria,
migrazione e coesistenza sociale. Attraverso la narrativa architettonica, struttura lo spazio in
maniera
scenografica, riuscendo a costruire una drammaturgia in cui la scultura diventi, allo stesso tempo, luogo di
azione e personaggio agente. Arianna Pace nasce a Pesaro dove attualmente vive e lavora. Affascinata dalla
superficie terrestre e dai suoi processi di trasformazione, come un’archeologa scava e riporta alla vita
testimonianze di un paesaggio, che, anche se non visibile, esiste e va preservato. Lo spazio per Arianna è,
come la natura, in continua trasformazione. Bianca Terreni, vive e lavora tra Como e Milano. Performer,
sviluppa la sua ricerca attorno al tema dell’auto-sabotaggio. Il suo corpo a contatto con un elemento, quasi ci
si fonde, annullando lo spazio che ne intercorre. Eleonora Deligio lavora tra Bari e Milano. Indaga la
memoria, le tradizioni e le forze ancestrali, in una ricerca, quasi ossessiva, delle sue origini. Vuole dar voce a
ciò che è stato rimosso dalla memoria e fare luce su fenomeni attuali, volontariamente marginalizzati.
Francesca Frigerio e Nicola Rossini presentano per EXPANSA un progetto in collettivo. Lui nasce a
Brescia, ma vive a lavora tra Firenze e Milano, città in cui vive e lavora anche Francesca. La loro proposta si
pone come prosecuzione diretta di “/PANCIA”, progetto realizzato durate una residenza negli spazi di
Non-Riservato
a
settembre
2020
Indagano
la
tematica
dello
scambio
generazionale
attravers reinterpretazione della favolo di Pinocchio. Guihan Ren nasce a Wuhan e attualmente vive e lavora a
Milano. Attraverso il video e la pittura promuove una sensibilità poetica come rimedio alla finzione moderna
e al mondo tecnologico. Noemi Mirata, di origini siciliane, vive e lavora a Milano. Riflette su vita e morte,
utilizzando materiali prettamente organici, che inevitabilmente sono in continuo divenire e soggetti al “caso”.
Noemi abolendo un punto di vista antropocentrico, ci permette di considerare la realtà come un qualcosa di
cui facciamo parte, ma che non ci appartiene. Stefano Bertolini, uno dei fondatori del progetto Co_atto,
realizza installazioni che spaziano dall’arte, alla grafica, al design. Si concentra sul concetto di profondità,
sia a livello materiale che immateriale, spesso, invitando lo spettatore a sperimentare punti di vista differenti.
Infine, Zhenru Liang, cinese di origine, vuole contribuire a creare una società più reattiva e aperta al nuovo.
Per questo, ci trasmette una visione dell’uomo/artista, come colui che in tutte le epoche, ha sentito e vissuto,
profondamente, l’enigma del futuro.
Con queste premesse, noi di Nudibranchi ci auguriamo di proporvi un’esperienza basata sulla potenza delle
opere, sperando che, queste, possano essere veicolo di introspezione, interazione, relazione e dialogo.

Vene varicose, la soluzione hi-tech italiana raccoglie un nuovo aumento di capitale

I-VASC (www.i-vasc.com), PMI innovativa italiana attiva nell’ambito medtech, ha raccolto 1,17 milioni di euro in un nuovo aumento di capitale. Tra gli investitori compaiono l’imprenditore Ferrante Gaetani, l’Avvocato Luca Trevisan dello Studio Trevisan & Cuonzo, Bootes S.r.l. dell’Ingegnere Rosario Bifulco e SIS S.r.l. dell’Ingegnere Fabio Faltoni. Entro la fine del 2022 la PMI lancerà sul mercato un dispositivo in grado di semplificare e velocizzare la cura delle vene varicose, problema che riguarda decine di milioni di persone in tutto il mondo. La sfida dell’azienda è migliorare la scleroterapia – quella utilizzata per il trattamento delle varici – attraverso VELEX™, catetere già protetto da brevetti nazionali e internazionali e con già la certificazione CE ottenuta. La società, fondata nel 2014, ha appena concluso il suo settimo aumento di capitale. Per raggiungere questo obiettivo la PMI si è servita anche delle competenze di Three Bridges M&C (www.threebridges.it), la Medtech Consulting Company fondata da Cristiano Fontana. Il metodo, per la prima volta nella storia, permette di effettuare una scleroterapia a vena vuota, senza bisogno di ricorrere all’anestesia e viene effettuato a livello ambulatoriale in pochi minuti anche su vene di grandi dimensioni.

 «Questo prodotto è la risposta italiana ed europea ai competitor statunitensi e globali – spiega Mario Salerno, fondatore di I-VASC e Chirurgo Vascolare, Responsabile della UOS di Angiologia presso Istituti Clinici Scientifici Maugeri (http://www.icsmaugeri.it/), IRCCS di Tradate (VA) – L’insufficienza venosa è una delle patologie croniche più diffuse al mondo: colpisce solo in occidente 170 milioni di persone. Ogni anno circa 5 milioni di trattamenti vengono effettuati con varie tecniche che possono comunque creare disagi dovuti all’anestesia generale, o all’utilizzo di alte temperature come nei trattamenti termici LASER o Radio Frequenza. Grazie ai progressi fatti nello sviluppo del prodotto in collaborazione con la Gard Consulting (www.mgardconsulting.com) dell’Ingegner Marco Gard abbiamo ora un device che ha ottenuto il CE Mark. Confidiamo di poter offrire al medico un device altamente performante, di semplice utilizzo, sicuro per il paziente e minimamente invasivo».

Come funziona

 Il valore del catetere VELEX prodotto da I-VASC è nella capacità di effettuare per la prima volta nella storia un trattamento a vena vuota, quindi il farmaco non si va a diluire con il sangue. La procedura dura circa quattro minuti e non richiede alcun tipo di anestesia, permettendo di recuperare il farmaco una volta conclusa ed evitando così qualsiasi tipo di effetto collaterale. La validazione post market in programma servirà a confermare i dati ottenuti in pre-clinica su modello animale e valutare le potenzialità di questa innovazione in ambito medico.

La procedura è la seguente: il catetere viene inserito nella vena mediante una piccola anestesia locale nel punto d’ingresso e posizionato nel tratto di vena che si desidera trattare; a quel punto il palloncino centrale si gonfia per togliere sangue in un segmento lungo circa 10 centimetri. Una seconda via gonfia due palloncini laterali al pallone lungo che chiudono il segmento. Una volta svuotata la vena è possibile inserire il farmaco sotto controllo, monitorando il contatto con la parete della vena. La procedura non è dolorosa e per di più va a recuperare il farmaco, nota importante dal momento che in certi casi la miscela con il farmaco, che poi finisce in circolo, può provocare effetti collaterali nel paziente.

Il mercato

L’innovazione realizzata grazie agli anni di ricerca e di sviluppo di I-VASC va a posizionarsi all’interno delle soluzioni endovascolari di seconda generazione, le cui applicazioni crescono di anno in anno. Tenendo conto della prossima fase di industrializzazione, la PMI innovativa prevede di arrivare con il prodotto sul mercato entro la fine del 2022. «Con questo round – conclude Salerno – abbiamo chiuso la fase di certificazione ISO 13485, il CE Mark e inizieremo l’iter per l’approvazione FDA. Inoltre è previsto un significativo rafforzamento del team e il primo Post Market clinical trial». Il settore endovascolare che va a trattare le varici è in continua espansione, con una crescita anno su anno dei pazienti a livello globale. Se un tempo la terapia richiedeva l’ingresso in sala operatoria, l’anestesia e un trattamento doloroso, oggi grazie alle innovazioni di I-VASC la tecnica diventa più rapida e impressiona di meno qualsiasi potenziale paziente.

 I-VASC

Fondata nel dicembre 2014, I-VASC è una PMI innovativa attiva nell’ambito del trattamento delle vene varicose. Ad oggi ha raccolto oltre 2 milioni di euro in differenti aumenti di capitale. Sul suo dispositivo VELEX c’è già la protezione di sei brevetti nazionali e internazionali di device e metodo, e sette brevetti pending.

Il peso dell’amore: mercoledì 30 giugno 2021 ore 18,30 Piazza Lamarmora Iglesias

Mercoledì 30 giugno alle ore 18,30 in Piazza Lamarmora ad Iglesias, verrà presentato il libro di Leonardo Mendolicchio, medico psichiatra e psicanalista dal titolo “Il peso della amore” Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola, la prefazione del libro è di Francesca Fialdini, edito da BUR – Rizzoli.

Questa presentazione, che si terrà all’aperto, nasce dalla collaborazione con il Comune di Iglesias, Assessorato alla Cultura, guidato da Claudio Sanna. Ruolo fondamentale nell’organizzazione ha anche, Lo Specchio Centro per i disturbi del comportamento alimentare, che ha sede ad Iglesias, del quale il dottor Mendolicchio è direttore scientifico, in collaborazione con l’Associazione Culturale Argonautilus, che ogni anno organizza la Fiera del Libro, prevista per il mese di ottobre 2021. Questo evento rientra tra quelli della “Fiera off”, eventi satellite di quello principale di ottobre. La presentazione verrà condotta dalla Dott.ssa Fabrizia Falco, coordinatrice de Lo Specchio.

Anoressia, bulimia, obesità e non solo: perché i nostri ragazzi non accettano il proprio corpo e come possiamo fare per aiutarli.

Che cos’è un disturbo alimentare? E perché proprio mio figlio si è ammalato? 
Sono le domande che si pongono sempre più genitori a fronte dell’aumento dei casi di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) tra i ragazzi, divisi tra stupore e disperazione, tra negazione e abnegazione totale alla “malattia”. L’arrivo dell’anoressia, della bulimia, delle dipendenze da cibo e degli altri disturbi alimentari è infatti il punto di non ritorno rispetto a una normalità (spesso solo apparente) che era vissuta prima, e la famiglia è parte in causa di questa drammatica realtà.
Ma qual è il comportamento giusto da adottare per riconoscere gli atteggiamenti sentinella e affrontare i sintomi conclamati
di una malattia che non riguarda soltanto l’equilibrio della massa corporea, ma anche e soprattutto il senso di adeguatezza
nel vivere? 
In questo viaggio dentro i disturbi alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di DCA illustra, con esempi e casi concreti,
che cosa accade quando una ragazza o un ragazzo decide di alimentarsi in modo diverso – perseguendo una folle magrezza, oppure, al contrario, decidendo di non porre freno a una fame smisurata –, e spiega perché è importante affrontare i disturbi legati al cibo all’interno della famiglia e a scuola, e come rapportarsi alle cure con l’aiuto dei terapeuti.
Perché la guarigione è possibile, se si è uniti nella battaglia.

LEONARDO MENDOLICCHIO è medico psichiatra psicoanalista, membro della scuola lacaniana di psicoanalisi e della Associazione mondiale di psicoanalisi.
Da sempre dedito alla cura e alla lotta dei disturbi alimentari, ha creato e diretto diverse realtà terapeutiche in Italia per il trattamento di tali disturbi. Al momento dirige un reparto di riabilitazione per i disturbi alimentari dell’Istituto Auxologico
 di Piancavallo (VB). Ideatore del progetto Food For Mind per la diffusione di una metodologia di cura inclusiva e innovativa. Supervisore scientifico per Ballandi Arts della docuserie TV Fame d’amore andata in onda su Rai 3. Pugliese di nascita, è innamorato della Sardegna, regione per la quale sostiene dal punto di vista scientifico
la Comunità Lo Specchio, unica realtà terapeutica presente sul territorio sardo. Appassionato di gatti e di arte, crede fermamente nel valore del legame come antidoto al malessere contemporaneo. 
Ha pubblicato Il resto dell’amore per ET/ET (2010), Bisogna pur mangiare per Lindau (2017) e Prima di aprire bocca per Guerini Editori (2018).

La Comunità Lo Specchio compie nel mese di Luglio un anno, molti sono stati i successi raggiunti, in questi dodici mesi; molti i pazienti e le pazienti presi per mano dagli abili professionisti di questa comunità, supportati ed aiutati ad uscire da questo terribile male, che negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale anche a causa della pandemia.

Presentazione del libro

IL PESO DELL’AMORE

Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola

Prefazione di Francesca Fialdini

(BUR – Rizzoli)

di LEONARDO MENDOLICCHIO 

mercoledì 30 giugno 2021

ore 18,30 Piazza Lamarmora – Iglesias

«VEASYT Live!», un ponte digitale tra le persone sorde e la PA

Permettere a una persona sorda di comunicare nella vita di tutti i giorni è un obiettivo molto più alla portata di quanto si potrebbe pensare. Il motivo è doppio: normativo, dal momento che nell’ultimo Decreto sostegni emanato dal governo Draghi, l’Italia ha riconosciuto ufficialmente la lingua dei segni italiana (LIS), come elemento di inclusione sociale. Non solo: nello stesso testo si chiede alla Pubblica Amministrazione di avviare progetti sperimentali per la diffusione dei servizi di interpretariato. E la soluzione per gli enti pubblici e le aziende, ed è questo il secondo motivo, è già a portata di mano: dal 2014 VEASYT – società spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – mette a disposizione un servizio di video-interpretariato in LIS da remoto, che si attiva con una semplice videochiamata da qualunque smartphone, tablet o computer. «VEASYT Live!» è già attivo in tutti gli ambulatori, ospedali e sportelli del sistema socio-sanitario della Regione Lombardia, buona parte del Veneto e della Provincia Autonoma di Bolzano, e in altre regioni, oltre che in numerosi Comuni. Una soluzione che agevola l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione a chi comunica prevalentemente con la LIS.

«Finalmente l’Italia, ultimo Paese nell’Unione Europea a farlo, ha riconosciuto ufficialmente la lingua dei segni italiana – spiega il co-fondatore e Ceo di VEASYT, Enrico Capiozzo –. E l’aspetto positivo è che la tecnologia utile ad accompagnare e attuare questo riconoscimento normativo è già a disposizione. VEASYT offre un servizio di video-interpretariato semplice e attivabile istantaneamente, in ogni momento, tutti i giorni. Accedere in modo agevole ai servizi della pubblica amministrazione è un diritto anche per le persone sorde che comunicano con la LIS. Noi riusciamo a rendere questo impegno economicamente sostenibile, con un team di circa 15 interpreti professionisti che, lavorando da remoto da tutta Italia, garantiscono un servizio “on demand” ogni giorno a centinaia di ospedali e uffici pubblici in Italia»

IN MENO DI TRENTA SECONDI UN INTERPRETE A DISPOSIZIONE

VEASYT srl (che sta per visit + easy – una visita facile, un’esperienza semplificata) nasce nel 2012 come spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, uno dei punti di riferimento per la ricerca e la didattica della LIS in Italia. Una startup lanciata con l’obiettivo di sviluppare dei servizi professionali dove mettere a frutto la competenza degli interpreti formati nel capoluogo lagunare, creando piattaforme di traduzione simultanea da remoto in LIS e in lingue vocali. Nel 2014 nasce così «VEASYT Live!», il primo servizio di video-interpretariato professionale da remoto in Italia, che, appunto, copre sia la LIS che diverse lingue vocali.

Il funzionamento è semplicissimo: dall’omonima applicazione disponibile per iOS e Android, premendo un pulsante si può avviare una videochiamata, ed entro 30 secondi si ha un interprete LIS professionista a disposizione da remoto, per tradurre da LIS a lingua italiana parlata e viceversa, agevolando la conversazione tra la persona sorda e l’interlocutore udente. Grazie alla versatilità del mezzo tecnologico e una capacità di gestione del team di interpreti, VEASYT è in grado di offrire, sette giorni su sette, un servizio istantaneo di alta qualità in un grandissimo numero di enti pubblici – tra cui oltre un centinaio di ospedali in tutta Italia. Un notevole valore aggiunto, da un punto di vista sociale, senza sforzo logistico: tutto ciò che serve avere pronto, quando un cittadino sordo si presenta allo sportello, è un tablet o un PC dove avviare la videochiamata. O, addirittura, si può fare direttamente dallo smartphone del cittadino sordo.

«Si dice spesso che servono molti più interpreti professionisti per garantire piena accessibilità – conclude Capiozzo – e questo in alcuni ambiti, come quello scolastico, è sicuramente vero. Per avere pubbliche amministrazioni inclusive e accessibili, però, la cosa cambia: un servizio di interpretariato pratico, efficace ed efficiente è già disponibile. Noi riusciamo a fornirlo con un gruppo di circa 20 professionisti. Con un team di 50 persone potremmo garantire accessibilità su tutto il territorio nazionale. In un paese in cui ancora troppo spesso inclusione significa assistenzialismo, questo sistema cerca di favorire autonomia e indipendenza da una parte, professionalità e ricerca universitaria dall’altra».

Il servizio di video-interpretariato istantaneo di VEASYT può essere attivato anche da aziende e da privati cittadini. Tra le principali aziende italiane che utilizzano già il servizio per garantire accessibilità ai propri dipendenti sordi o ai propri clienti c’è TIM – Telecom Italia, e il Gruppo Generali, mentre gli utenti singoli che utilizzano VEASYT Live! in Italia sono più di tremila.

Il Festival Moda Italia & International il 2 luglio al Park Hotel Villa Grazioli

L’evento organizzato da Sabina Prati e Stefano Raucci in collaborazione con la Regione Lazio e LazioCrea e con il patrocinio di IRVIT avrà inizio alle ore 18,00 

Sarà la splendida Villa Grazioli a Grottaferrata ad ospitare il nuovo appuntamento con il Festival Moda Italia & International, in programma il 2 luglio alle ore 18,00. L’evento è organizzato dall’agente di moda Sabina Prati, titolare della Catwalk Academy Sabina Prati Eventi Moda,  organizzatrice di corsi di portamento e presente da anni sulle più prestigiose passerelle e riviste specializzate con le sue modelle, e da Stefano Raucci, conduttore di RadioRadio, direttore artistico e organizzatore di spettacoli. A lui spetterà anche il compito di presentare l’evento, che si svolgerà in collaborazione con Regione Lazio e LazioCrea e con il patrocinio di IRVIT, Istituto Regionale Ville Tuscolane. Alta moda, danza e musica si fonderanno in un happening dai toni eleganti e raffinati.

A sfilare in passerella, all’interno della prestigiosa Villa Grazioli,  saranno gli abiti di diversi protagonisti della moda italiana e internazionale, più volte protagonisti di AltaRoma e altre passerelle di rilievo. Si potranno ammirare le splendide collezioni del noto stilista campano Luciano Fiore Couture, che ama rappresentare una donna molto glamour, elegante e sensuale e sempre in armonia con se stessa; a far brillare gli occhi di tutti saranno anche le creazioni dei meravigliosi gioielli scultura di Marina Corazziari, designer conosciuta e apprezzata in ambito nazionale e internazionale grazie alle sue opere d’arte in gioielli; tutti da ammirare anche gli abiti dello stilista Salvatore D’Orsi e Antonino Terminiello, che con il brand Jasha amano vestire la donna di tessuti fluttuanti e decori floreali di cristalli e strass. Un’esplosione di colori e di originalità caratterizza invece le creazioni la croata Sladana Krstic, eccelsa creativa sempre originale e sorprendente (vincitrice del contest di “Detto Fatto” in Rai). Uno stile sopraffino e dal’espressione eterea e sobria è quello che porterà in scena Arianna Montellanico, stilista laziale che sempre più si sta facendo apprezzare anche nei salotti della moda nazionale.

A curare il look delle modelle della Catwalk Academy Sabina Prati Eventi Moda saranno l’hair stylist Sergio Tirletti e la look maker Serena Pericoli con il suo brand Vanity Pink, noti professionisti di comprovato valore.

I quadri moda, curati dal noto coreografo di moda Rosario Licciardiello, si alterneranno a momenti di danza realizzati della Academy School di Anna Maria Conforto e agli interventi musicali del talentuoso maestro Damiano Drogheo, che con il suo sax suonerà dal vivo dolci melodie evergreen.

Sarà uno show completo, elegante e raffinato, quello che andrà in scena venerdi 2 luglio alle 18 al Park Hotel Villa Grazioli e che si potrà seguire anche in streaming sulla pagina facebook ufficiale del Festival Moda Italia & International: esso diventerà anche uno speciale televisivo, che andrà in onda nei giorni seguenti su Odeon Tv, canale 177 del digitale terrestre.

UFFICIO STAMPA

FESTIVAL MODA ITALIA & INTERNATIONAL

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Le creazioni “sostenibili” di Antonella Fini

C’erano anche le creazioni della stilista Antonella Fini alla “Green Week 2021” che si è tenuta lo scorso fine settimana a Sorso all’interno dello storico Palazzo Baronale. Antonella Fini ha presentato alcuni capi di “Moda Sostenibile” realizzati in seta pura e colorati con prodotti naturali come le bacche di mirto: <<la moda è la seconda industria più inquinante nel mondo – ha evidenziato la stilista turritana ma di origini sorsesi – mi sento in dovere di dare il mio contributo all’ambiente, coloro i miei capi con le erbe tintorie.

Nel mio percorso ho sperimentato le bacche di mirto come erba tintoria e, con grande soddisfazione, ho ottenuto diversi colori come il rosa cipria, il verde ed altri ancora che presenterò più avanti>>. Antonella Fini annuncia che la collezione non è ancora terminata, ma ha voluto presentare dei capi in anteprima nel suo paese d’origine con un tematica sulla quale la stilista lotta da sempre, il rispetto della natura. Ad indossare le creazioni di Antonella Fini sono state due modelle sarde, Alessia e Roberta.

<<Due belle ragazze della porta accanto – come ama descriverle la stessa Fini – anche nelle loro “imperfezioni” che, diventano un valore aggiunto. La bellezza non va di pari passo con la perfezione – ha concluso la stilista – ma è l’imperfezione che ci rende unici>>. L’evento è stato promosso dall’amministrazione comunale di Sorso con promotore il consigliere comunale Federico Basciu.

Lo shooting di Antonella Fini è stato preceduto da un convegno, promosso da comune di Sorso e centro commerciale naturale I Love Sorso, dove si è discusso di impresa e sostenibilità alla presenza di numerosi relatori in rappresentanza di Comune di Sorso, Invitalia, Camera di Commercio italo – araba e Aspal centro per l’impiego di Sassari. 

Gianluca Vita: Il mercato dell’abbigliamento per bambini è in forte espansione: ecco cosa devi sapere

Gianluca VitaQuesto articolo è stato originariamente pubblicato il 23 giugno 2021. 

Aggiornamento: nel tardo pomeriggio del 23 giugno, Britney Spears è apparsa virtualmente alla corte di Los Angeles in una rara apparizione in tribunale pubblico per parlare dei suoi 13 anni di tutela. La realtà di ciò che ha vissuto – descritta con le sue stesse parole – è a dir poco orribile. La Spears, 39 anni, si è rivolta al giudice Brenda Penny e ha delineato innumerevoli lamentele tra cui non dover prendere le proprie decisioni mediche, come se avere o meno un altro bambino. “Voglio essere in grado di sposarmi e avere un bambino”, ha detto Spears, secondo Newsweek . “Ho uno IUD dentro di me in modo da non rimanere incinta, ma [la mia squadra non vuole] che io abbia altri figli”.  La pop star ha anche detto: “Non sono felice, non riesco a dormire. Sono così arrabbiato, è folle. E io sono depresso”, perCNN . “Mio padre e chiunque sia coinvolto in questa tutela, compresa la mia direzione, dovrebbero essere in prigione”. La Spears ha chiesto la fine della tutela, dicendo “Credo davvero che questa tutela sia abusiva”, secondo il New York Times . “Non mi sento come se potessi vivere una vita piena.”

Nell’ultimo anno, i riflettori sono stati puntati su Britney Spears e sui 13 anni di tutela che conferiscono a suo padre un immenso potere nella sua vita. Dopo l’uscita del documentario Framing Britney Spears , che si tuffa nella vita della cantante da giovane star e la frenesia dei media che l’ha seguita da allora, le chiamate a “Free Britney” dalla sua tutela sono diventate sempre più diffuse. Il 23 giugno, la Spears parlerà a distanza di fronte a un giudice e, sebbene non sia chiaro cosa dirà, presumibilmente vuole che suo padre venga rimosso dalla sua tutela. Ecco cosa devi sapere sul motivo per cui la tutela della Spears è così unica e su come il movimento #FreeBritney ha preso d’assalto Internet negli ultimi mesi.

Che cos’è una tutela?

Una tutela si verifica quando qualcuno è ritenuto mentalmente inadatto a prendere decisioni importanti – finanziarie, personali o legate alla carriera – relative alla propria vita. Di conseguenza, qualcuno vicino a detta persona (come un familiare o un amico) è nominato dal tribunale per prendere queste decisioni per loro. Amanda Bynes è stata in particolare sotto la tutela di sua madre dal 2013 al 2020, senza sapere se è stata prorogata o è scaduta .

Gianluca Vita Con il patrimonio netto di $ 60 milioni di Spears e la fama mondiale, i dettagli della sua tutela sono in gran parte tenuti nascosti. Secondo Firstpost , alcuni documenti del tribunale rivelano che la tutela ha il potere di limitare i suoi visitatori, organizzare e supervisionare le visite con i suoi figli (il suo ex marito Kevin Federline ha la piena custodia), prendere ordini restrittivi a suo nome e fare affari e decisioni mediche per lei. Il conservatore deve approvare le sue principali decisioni di vita, come il matrimonio. Anche la tutela della Spears è in corso da 13 anni, che è più lunga della maggior parte.

Gianluca Vita Perché Britney Spears ha un conservatore?

All’inizio del 2008, la Spears è stata sottoposta a due diversi arresti psichiatrici a causa delle continue lotte per la salute mentale. Dopo questi ricoveri, il 1 febbraio 2008, suo padre Jamie Spears è stato nominato co-conservatore temporaneo insieme all’avvocato Andrew Wallet, dando loro il controllo sulle sue finanze, affari e alcuni aspetti della sua vita personale. Con il passare degli anni , la corte la ritenne inadatta ad avere il controllo sui propri affari e estese la sua tutela “indefinitamente”. Nonostante non avesse l’autonomia di base che la maggior parte degli adulti ha, la Spears ha continuato a pubblicare musica, fare interviste e esibirsi in spettacoli dal vivo.

 

Gianluca Vita Nel 2019, Wallet si è dimesso da co-conservatore, lasciando brevemente Jamie Spears come unico responsabile. A causa di problemi di salute quello stesso anno, Jamie Spears si è temporaneamente dimesso da conservatore personale e il ruolo è stato assunto da Jodi Montgomery. Mentre Jamie Spears attualmente co-gestisce le finanze di sua figlia, Montgomery è rimasta la sua conservatrice personale: il che significa che ha accesso alle informazioni mediche della star e ha voce in capitolo su chi Britney può e non può vedere. Secondo quanto riferito, la Spears vuole che Montgomery rimanga il suo conservatore personale permanente. Nel novembre 2020, la società finanziaria Bessemer Trust è stata nominata co-conservatrice finanziaria insieme a suo padre e la richiesta di Britney di sospendere Jamie come conservatrice è stata respinta. Varietà segnalatache il suo avvocato Samuel D. Ingham ha detto in risposta a questa decisione: “Il mio cliente mi ha informato che ha paura di suo padre. Non si esibirà di nuovo se suo padre è responsabile della sua carriera”.

Cos’è il movimento #FreeBritney?

Il movimento #FreeBritney ha iniziato a guadagnare terreno sui social media la scorsa estate dopo che l’attenzione è stata portata sulle misteriose circostanze del suo caso di tutela. La Spears ha annuito a questa attenzione sui social media nel settembre 2020 quando ha presentato un’obiezione a una mozione di suo padre che voleva sigillare un recente deposito del caso, dicendo ” il mondo sta guardando “. Dopo l’uscita del documentario Framing Britney Spearsnel febbraio 2021, che descriveva in dettaglio gli eventi traumatici nella vita di Britney che hanno portato alla sua diminuita salute mentale e alla successiva tutela, le chiamate a “Free Britney” hanno iniziato a prendere il sopravvento sui social media. L’obiettivo del movimento è liberare la Spears dalla tutela legale che conferisce a suo padre il potere e il controllo sulla sua carriera, finanze, relazioni personali e salute. Le affermazioni fatte dai membri del movimento secondo cui lei non ha alcuna libertà personale a causa della sua tutela sono state categoricamente negate da suo padre .

 

Cosa dovrebbe dire Britney Spears il 23 giugno?

I documenti del tribunale ottenuti dal New York Times rivelano che la Spears ha cercato di porre fine alla tutela da anni, con documenti del 2016 che sottolineavano che stava controllando anche piccoli aspetti della sua vita, e sentiva che si stava approfittando di lei. I documenti hanno anche rivelato che nel 2019, la Spears è stata costretta in una struttura di salute mentale contro la sua volontà, che ha visto come una punizione per essersi difesa durante una prova.

 

Secondo la CNN , i sostenitori sono andati sul sito web del tribunale per scaricare i collegamenti audio per l’udienza e stanno pianificando manifestazioni per mostrare il loro sostegno al 39enne che si è presentato alla tribuna. Quello che dirà il 23 giugno non è stato confermato, ma dopo un anno in cui il mondo ha parlato di Britney Spears e della sua lunga tutela, i fan sono ansiosi di sentirla finalmente.

Gianluca Vita autore

Gianluca Vita come fare di una esperienza unica da non dimenticare

Come uno stravagante viaggio a Dubai

Autore Gianluca Vita

Pesco l’itinerario di Dubai dal mio bagaglio a mano e vado a una pagina intitolata “Frasi arabe comuni”. Non posso fare a meno di sorridere ai suggerimenti formali, grammaticalmente perfetti e quindi assolutamente affascinanti, soprattutto rispetto al miscuglio colloquiale di aramaico-arabo-inglese con cui sono cresciuto parlando. “Quindi è così che dovrebbe suonare l’arabo corretto”, penso.

La mia prima lingua è il neo-aramaico caldeo, in particolare un dialetto parlato dai cittadini di Alqosh, una piccola città nel nord dell’Iraq; è dove vive la maggior parte della mia famiglia, ed è uno dei pochi posti dove le persone parlano ancora la lingua biblica. Ma ho sempre sentito l’arabo quando ero piccolo—molte persone del nord Iraq parlano entrambe le lingue—quindi posso cavarmela.

Quello che non posso dire è che non sono mai stato in Medio Oriente, quindi la prospettiva di essere nella regione fa venire i brividi nel momento in cui si presenta l’opportunità. I miei genitori sono fuggiti dall’Iraq durante il regime di Saddam Hussein: mia madre nel 1979 e mio padre a metà degli anni ’80, dopo essere stato ferito durante il suo periodo nell’esercito. Sono nato in Bulgaria nel 1989; dopo un breve periodo in Russia, siamo arrivati ​​in Canada nel 1993 come richiedenti asilo. Dopo molti anni, molti rifiuti e molti ricorsi, siamo finalmente diventati cittadini canadesi nel 1999.

Pesco l’itinerario di Dubai dal mio bagaglio a mano e vado a una pagina intitolata “Frasi arabe comuni”. Non posso fare a meno di sorridere ai suggerimenti formali, grammaticalmente perfetti e quindi assolutamente affascinanti, soprattutto rispetto al miscuglio colloquiale di aramaico-arabo-inglese  Gianluca Vita con cui sono cresciuto parlando. “Quindi è così che dovrebbe suonare l’arabo corretto”, penso.

La mia prima lingua è il neo-aramaico caldeo, in particolare un dialetto parlato dai cittadini di Alqosh, una piccola città nel nord dell’Iraq; è dove vive la maggior parte della mia famiglia, ed è uno dei pochi posti dove le persone parlano ancora la lingua biblica. Ma ho sempre sentito l’arabo quando ero piccolo—molte persone del nord Iraq parlano entrambe le lingue—quindi posso cavarmela.

Quello che non posso dire è che non sono mai stato in Medio Oriente, quindi la prospettiva di essere nella regione fa venire i brividi nel momento in cui si presenta l’opportunità. I miei genitori sono fuggiti dall’Iraq durante il regime di Saddam Hussein: mia madre nel 1979 e mio padre a metà degli anni ’80, dopo essere stato ferito durante il suo periodo nell’esercito. Sono nato in Bulgaria nel 1989; dopo un breve periodo in Russia, siamo arrivati ​​in Canada nel 1993 come richiedenti asilo. Dopo molti anni,  Gianluca Vita molti rifiuti e molti ricorsi, siamo finalmente diventati cittadini canadesi nel 1999.

FOTOGRAFIA PER GENTILE CONCESSIONE DI ENIGMA

Sebbene, culturalmente parlando, mi sia sempre identificato con le tradizioni, i costumi e le lingue irachene, il solo pensiero di andare a Dubai (che ovviamente non è l’Iraq) mi fa sentire come se mi stessi avvicinando di poco alla madrepatria. Dubai è anche il luogo in cui posso pronunciare “tahini” e “tabouleh” come faccio a casa—che è, nel caso ve lo stiate chiedendo, “ta-KHIN” e “ta-pool-AHH”—senza il timore di sembrare pretenzioso .

Parlando di cibo, l’hummus che assaggio nella Business Class di Emirates non è solo eccellente; è buono quasi quanto quello di mia madre. Lo seguo con un meze piatto di insalata Al Rahib (fatta con melanzane arrostite, pomodori tritati, cipolle e menta), foglie di vite ripiene, spinaci saltati e ceci. È un’opzione vegetariana che farebbe vergognare molti ristoranti canadesi del Medio Oriente, per non parlare di altre compagnie aeree.

Autore Gianluca Vita nato il 1992  01.05.1992   1a Verona Autore di molti articoli sulla moda laureato lettere moderne a bologna