Month: July 2021

Marco Bocci e Laura Chiatti in crisi, “Lui è andato via di casa”

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Laura Chiatti e Marco Bocci in questi anni hanno fatto sognare i loro fan grazie al loro amore e alla passione che li ha sempre uniti. Oggi però qualcosa sembrerebbe essere cambiata, e nello specifico sembrerebbe che i due attori stiano attraversando un momento di profonda crisi. Ma, per quale motivo?

L’amore tra Marco Bocci e Laura Chiatti

Quello tra Marco Bocci e Laura Chiatti è stato un vero e proprio colpo di fulmine a seguito del quale la coppia, dopo soli sei mesi di fidanzamento, ha deciso di convolare a nozze il 5 luglio del 2014. Dal loro grande amore sono nati due splendidi bambini. Enea il primogenito nato nel 2015 e Pablo nato invece l’anno successivo e quindi nel 2016. In questi anni la coppia di attori ha sempre dimostrato di essere felice, innamorata ed affiatata. Ma negli ultimi mesi qualcosa sembrerebbe essere cambiata. 

La presunta crisi 

Secondo alcune indiscrezioni Laura Chiatti e il marito Marco Bocci starebbero affrontando un periodo non del tutto roseo. Più nello specifico sembrerebbe che la coppia stia attraversando una pesante crisi che tenderebbe a peggiorare ogni giorno sempre di più. Addirittura, secondo alcuni rumors, proprio Bocci avrebbe lasciato da circa 3 mesi la casa in Umbria in cui viveva insieme alla moglie e i loro due bambini. A rivelarlo sarebbe stata un’amica della Chiatti la quale al settimanale Nuovo avrebbe nello specifico rivelato “Che io sappia fanno da tempo vite separate”. L’amica dell’attrice avrebbe inoltre precisato che Bocci avrebbe deciso di trasferirsi altrove in attesa di capire cosa fare. 

I motivi 

Quello che in tanti si stanno adesso domandando è quali siano i motivi di tale crisi. In realtà  questi non sembrerebbero essere al momento chiari, ma secondo alcune indiscrezioni tali motivi sarebbero legati all’eccessiva gelosia dell’attrice.  Un aspetto del suo carattere che la donna non ha mai nascosto ma che di recente sembrerebbe essersi accentuato di più a causa di un rapporto speciale instaurato dal marito con una collega sul set di un film.  La complicità tra Bocci e la collega avrebbe infastidito molto la Chiatti al punto tale da causare una forte scenata di gelosia.  Da questa poi sarebbero nati una serie di litigi e di incomprensioni a causa dei quali la coppia si sarebbe allontanata ogni giorno sempre di più. Al momento i due hanno scelto di non intervenire sulla questione né confermando e neppure smettendo.

Justin Hartley Celebrates Wife Sofia Pernas With Gushing Birthday Tribute

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Lots of love and laughter! Justin Hartley shared a heartfelt tribute via Instagram in honor of his wife Sofia Pernas’ birthday.

Justin Hartley and Sofia Pernas’ Relationship Timeline

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Hartley, 44, posted a series of snaps of the pair on Saturday, July 31, along with the caption, “Happy Birthday to my beautiful Sofia! This amazing woman makes me laugh out loud every single day.” The former soap star continued, “Here’s to taking down oysters all over the world! I love you very much!”

Justin Hartley Celebrates Wife Sofia Pernas With Gushing Birthday Tribute
Justin Hartley and Sofia Pernas. Courtesy Justin Hartley/Instagram

Pernas, 32, replied to her husband’s message, writing, “Can’t wait. I love you! 💕

Several of Hartley’s This Is Us costars, also sent his new bride kind messages on her special day via the comments, including Mandy Moore, Griffin Dunne and Chrissy Metz.

Justin Hartley’s Dating History

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The newlyweds have been married since May 2021 where they tied the knot in a “super intimate” ceremony, a source exclusively told Us Weekly at the time. The insider added that his teenage daughter, Isabella, was there to witness the nuptials.

“Justin and Sofia had always been flirty friends on The Young and the Restless,” the insider added at the time. “Their chemistry is just off the charts.”

The couple first sparked marriage rumors after they were spotted wearing matching rings at the MTV Movie & TV Awards earlier that month.

The Bad Moms Christmas actor previously shared a selfie with Pernas and Isabella for Valentine’s Day that February via Instagram Story. He captioned the snap, “#happyvalentinesday” alongside a red heart emoji.

News of Hartley and Pernas’ relationship was confirmed months after the actor filed for divorce from Selling Sunset’s Chrishell Stause in November 2019.

The insider noted that the Little star reconnected with the Revenge alum “after his marriage to Chrishell imploded.”

Hartley was previously married to Lindsay Korman, whom he met on the set of Passions, for eight years before they split in May 2012. He later tied the knot with the Dancing With the Stars alum, 40, in October 2017 before their divorce two years later.

Everything Chrishell Said About Justin Hartley Divorce on ‘Selling Sunset’

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Us confirmed in January 2021 that he and the Kentucky native had finalized their divorce one year post-split. “Both parties entered into a confidential settlement as to terms of the divorce, including spousal support,” another source explained at the time.

While the Smallville alum has remained relatively tight-lipped about their split, Stause frequently shared her emotional side of the story during season 3 of her Netflix reality series.

“I found out because he text[ed] me that we were filed,” the Under Construction author tearfully said on the show. “Forty-five minutes later, the world knew. Because of the crazy way in which this went down, people want answers, and I f—king want answers.”

Sonia Pattarino è diventata mamma, le foto sui social (FOTO)

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Sonia Pattarino ha partorito la piccola Ginevra Sonia Pattarino è diventata mamma, l’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha partorito Ginevra, la sua prima figlia. Sonia e Giovanni La Camera sono diventati genitori questa mattina, tutto è andato per il meglio anche se almeno per il momento non sono state rilasciate informazioni su quanto avvenuto. […]

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Ilary Blasi conduce Star in the Star e Carlo Conti e Milly Carlucci …

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Star in the star, è questo il titolo di un nuovo programma firmato Mediaset che andrà in onda il prossimo autunno. A condurre sarà la bravissima Ilary Blasi ma, secondo alcuni rumors, questo nuovo programma Mediaset potrebbe far tremare due grandi presentatori Rai ovvero Carlo Conti e Milly Carlucci. Ma, per quale motivo?

In arrivo su Canale 5 Star in the Star 

Star in the star è il nuovo programma di Canale 5 che andrà in onda a partire dal prossimo autunno. Alla guida della trasmissione la bellissima ma soprattutto bravissima presentatrice italiana Ilary Blasi che ha da poco concluso il lungo viaggio alla guida di un famoso reality show di Canale 5 ovvero L’Isola dei Famosi. La giuria sarà invece composta,  secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni,da tre elementi.  Tra questi vi saranno il noto comico Andrea Pucci e la celebre cantante Marcella Bella. Trattandosi di un nuovo format sono molte le domande che i telespettatori si stanno ponendo. Ad esempio, di che programma si tratta?  A tale domanda è possibile rispondere affermando che questo show presenta delle caratteristiche molto simili a quelle di due vecchi programmi Rai di grande successo alla cui guida vi sono due grandi presentatori ovvero Carlo Conti e Milly Carlucci.  Stiamo nello specifico parlando di Tale e Quale Show e poi ancora Il cantante mascherato condotti rispettivamente da Conti e Carlucci.

Le anticipazioni sul programma

Star in the star avrà quindi alcuni elementi comuni con le due trasmissioni Rai di successo citate in precedenza. Nello specifico all’interno di questa nuova trasmissione Mediaset condotta da Ilary Blasi diverse celebrità dovranno mettersi in gioco e lo faranno imitando alcuni cantanti sia nella vocalità ma anche nell’aspetto. Questa caratteristica del nuovo Format Mediaset rende quindi il programma molto simile a Tale e Quale Show.  

La somiglianza con Il cantante mascherato

Cosa rende invece Star in the Star simile a Il cantante mascherato? A tale domanda è possibile rispondere che la somiglianza tra i due programmi è legata all’aspetto investigativo. In Star in the star infatti occorrerà effettuare delle indagini per cercare di capire chi si nasconde dietro l’imitazione.  Questa caratteristica rende quindi il programma simile a quello condotto da Milly Carlucci.  Quello che in tanti adesso si stanno domandando è  “Come deciderà di intervenire la Rai?”. La famosa rete deciderà di correre ai ripari oppure no?  Per poter ottenere delle risposte bisognerà attendere  la messa in onda del nuovo programma di Ilary Blasi.

Stiamo andando seriamente a caccia di alieni nel Sistema solare

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Progetto Galileo - 'Oumuamua
(Immagine: ESO/M. Kornmesser)

Nel 2017, per la prima volta nella storia dell’astronomia, è stato osservato un asteroide interstellare, cioè non appartenente al Sistema solare. È stato chiamato ‘Oumuamua, che in hawaiano (a scoprirlo sono stati i telescopi Pannstars1 dell’Università delle Hawaii) vuol dire esploratore. Su Wired abbiamo raccontato del dibattito sulla sua natura. L’ipotesi più accreditata, suffragata da diversi studi, tra cui un lavoro pubblicato su Nature Astronomy nel 2019, è che sia un oggetto di origine naturale, probabilmente un frammento di roccia espulso da un gigante gassoso in orbita attorno a una stella.

Ma c’è anche chi la pensa diversamente, e non è proprio un signor nessuno: si tratta di Avi Loeb, scienziato a capo del Dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard. Loeb sostiene infatti da anni l’ipotesi secondo la quale ‘Oumuamua potrebbe essere ciò che rimane di una tecnologia aliena ancora sconosciuta non è da scartare. Oltre ad aver scritto un libro sulla questione (Extraterrestrial: The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth), ora, non pago, è riuscito a raggranellare i fondi per una grande missione scientifica, il Progetto Galileo, con lo scopo di chiarire una volta per tutte l’origine di ‘Oumuamua e di cercare altri possibili segni di vita extraterrestre all’interno del Sistema solare.

Roccia o cellulare?

Prima di parlare del progetto ripercorriamo in breve la vicenda. Loeb è convinto che ‘Oumuamua abbia troppe “bizzarrie inspiegabili” che non consentono di affermare con certezza che la sua origine sia naturale. La sua forma a sigaro, per esempio, che resta al momento un unicum. Ma anche la sua superficie, che riflette la luce molto più degli altri asteroidi e comete di nostra conoscenza, tanto da far pensare che – dice sempre Loeb – potrebbe addirittura essere ricoperto di metallo.

E ancora: le anomalie di traiettoria e una piccola (ma significativa) accelerazione registrata man mano che l’oggetto si allontanava dal Sole. Secondo i calcoli di Loeb, infatti, non è possibile che la piccola spinta osservata fosse dovuta al fenomeno del degassamento con espulsione di idrogeno, mentre invece è compatibile con quella ottenuta con una vela solare simile a quelle utilizzate per spingere le nostre sonde nello Spazio. “Cosa succederebbe se un uomo delle caverne vedesse un cellulare?”, ha chiesto provocatoriamente lo scienziato: “Probabilmente, avendo visto soltanto rocce per tutta la sua vita, penserebbe che si tratti soltanto di una roccia lucente”.

Il Progetto Galileo

Nelle intenzioni di Loeb, il Progetto Galileo, finanziato quasi esclusivamente con fondi privati, dovrebbe aiutarci a capire se siamo in grado di scoprire e identificare tecnologia aliena. Il progetto si servirà dei dati provenienti da radiotelescopi già esistenti e da nuovi strumenti, per cercare sistematicamente nuovi artefatti che potrebbero essere satelliti “nascosti” nell’orbita terrestre, oggetti interstellari (sia naturali che artificiali) e “veicoli inspiegabili” nell’atmosfera terrestre. “Non è importante che si tratti di un oggetto naturale o no – ha detto lo scienziato -. Se cerchiamo, troveremo sicuramente qualcosa”.

Dopo la pubblicazione del libro, diversi filantropi hanno contattato Loeb, proponendogli – senza che lui lo avesse chiesto esplicitamente – di finanziare una ricerca specifica sul tema. Quattro di loro, riporta ScienceMag, hanno donato complessivamente quasi due milioni di dollari, sufficienti all’avvio del progetto. Loeb ha messo così insieme un’équipe di ricercatori, tra cui compaiono diversi eminenti astronomi e anche esperti di altri campi, per passare alla fase operativa. La speranza di Loeb è che sarà possibile rilevare gli oggetti in arrivo con il più grande anticipo possibile, il che dovrebbe dare a lui e al suo team una finestra temporale opportuna per analizzarli. Possibilmente più estesa dei due mesi che la comunità scientifica ha avuto a disposizione per studiare ‘Oumuamua prima che scomparisse per sempre dal campo visivo dei telescopi.

Tre buone ragioni per crederci

Secondo un’analisi di Ray Norris, esperto della Western Sydney University, pubblicata su The Conversation, ci sono tre ragioni che suggeriscono che Loeb e colleghi potrebbero riuscire in un’impresa così ambiziosa, che altri hanno già fallito. “Per prima cosa – dice -, siamo ormai sicuri, dopo anni di scrupolose osservazioni che molte stelle ospitano pianeti simili alla Terra. C’è una reale possibilità che questi esopianeti possano ospitare civiltà aliene.

La seconda ragione si rifà a quello da cui eravamo partiti, cioè ‘Oumuamua. E spiega: “Cinque anni fa ci siamo imbattuti in questo visitatore interstellare, un oggetto lungo circa 400 metri arrivato dall’esterno del Sistema solare. Sfortunatamente, ci ha colto di sorpresa e non ce ne siamo accorti fin quando non stava quasi per uscire dal nostro campo visivo. Oggi, la domanda sulla sua natura è ancora aperta. Non possiamo dire con certezza se si trattasse di un’astronave o semplicemente di un pezzo di roccia inerte”.

La terza ragione arriva dall’intelligence statunitense, che poco più di un mese fa ha ammesso che alcuni rapporti militari sugli Ufo (o meglio, sugli Uap, ossia Unidentified aerial phenomena, fenomeni aerei non identificati) “probabilmente sono riferiti a oggetti fisici, dato che sono stati registrati da più sensori”. Non quindi fenomeni meteorologici, né palloni, né esperimenti militari clandestini. Il che non li rende automaticamente oggetti alieni, ma certamente incoraggia ulteriori ricerche per chiarirne l’origine.

Ed è proprio questo che vuole scoprire Loeb: piuttosto che chiederci se ‘Oumuamua o gli Uap possano rappresentare la prova di un’esistenza aliena, gli scienziati dovrebbero concentrarsi su quello che sanno fare meglio, cioè ottenere dati affidabili. Il Progetto Galileo cercherà di osservare gli Uap con il maggior livello di dettagli possibile. “Un telescopio dal diametro di un metro, equipaggiato con un sensore moderno, riesce a vedere dettagli di un millimetro su un oggetto distante un chilometro – spiega Loeb -. Se avremo a disposizione abbastanza fondi, posizioneremo decine di questi telescopi in punti strategici del globo per setacciare il cielo alla ricerca di nuovi Uap, magari facendoci aiutare da radar e sensori nell’infrarosso”.

Cosa pensano gli altri

Le reazioni dei colleghi si sono divise tra scetticismo ed entusiasmo. I ricercatori del Seti (Search for extraterrestrial intelligence) hanno lanciato i cappelli per aria. “Chiunque sarebbe entusiasta di poter dare uno sguardo più ravvicinato a un oggetto come ‘Oumuamua, ha detto per esempio Jason Wright, direttore del Penn State Extraterrestrial Intelligence Center. “Dobbiamo assolutamente essere pronti per il nuovo ‘Oumuamua”, ha aggiunto Adam Frank, astrofisico alla University of Rochester: “Impareremmo tantissime cose nuove, qualsiasi cosa siano questi oggetti”.

Altri si chiedono, invece, se quella di Loeb sia “vera scienza” e quali siano le reali possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. “Le speranze sono effettivamente poche”, ammette lo stesso Loeb, che parla della missione come di una “spedizione di pesca” al buio. Staremo a vedere.

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