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5 cose da sapere sul Signore degli Anelli sovietico appena riscoperto

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Dopo 30 anni è riapparsa sul web la versione de La compagnia dell’Anello realizzata in Russia nel 1991 e da allora ritenuta perduta. Fra effetti speciali rudimentali e un’inquietante colonna sonora, è una perla rara che gli appassionati di J. R. R. Tolkien hanno cercato per molto tempo

Ci sono tesori che sembrano perduti per sempre, ma poi magicamente – o forse per puro caso – ritrovati. E ci sono situazioni in cui la realtà imita la finzione. Esattamente come accaduto all’Unico Anello, dato perso per secoli e poi tornato alla luce nei romanzi di J. R. R. Tolkien, anche una versione cinematografica de Il Signore degli Anelli stesso è stata ritrovata dopo anni di ricerche. Si tratta di un rarissimo adattamento sovietico, andato in onda per una sola volta in Russia nel 1991 e poi scomparso. Finché non è riemerso su YouTube nei giorni scorsi, 30 anni dopo.

1. L’adattamento perduto

Il film, intitolato in originale Khraniteli (letteralmente “I custodi dell’Anello”), è appunto un adattamento del primo libro di Tolkien, La compagnia dell’Anello, realizzato alla fine dell’era sovietica in Russia e pensato per essere trasmesso dalla Tv di Leningrado; infatti, è andato in onda una sola volta nel 1991, poi è sparito, sepolto negli archivi di Stato. Si tratta, fra l’altro, dell’unico adattamento della trilogia dell’Anello mai tentato lì, ma che è comunque riuscito a battere sul tempo la versione di Peter Jackson che tutti conosciamo, uscita al cinema solo nel 2001. Questa edizione russa, però, risente parecchio dell’epoca in cui è stata girata e soprattutto del budget non grandioso a disposizione. Ecco, allora, che sullo schermo appaiono i costumi da Fantabosco, effetti speciali a dir poco rudimentali e un montaggio molto essenziale che salta da una scena scabra all’altra. Secondo quanto riportato dal Guardian, comunque, gli appassionati tolkeniani avevano cercato per anni questa perla rara, finché magicamente sull’account YouTube del canale russo 5Tv, successore della Tv di Leningrado, sono apparse le due parti del film, che al momento stanno per raggiunger i due milioni di visualizzazioni.

2. Tolkien in Russia

È strano pensare che un capolavoro amato in tutto il mondo come quello di Tolkien abbia avuto un adattamento in Russia che, però, è stato presto dimenticato. In realtà, quello dei russi con i libri della Terra di Mezzo è un rapporto abbastanza altalenante e controverso: molti ritengono che siano stati censurati a lungo per via del loro sottotesto (un’alleanza di uomini, elfi e nani uniti a combattere un oscuro Signore totalitario), altri invece ritengono più probabile la difficoltà della traduzione. A ogni modo la prima samizdat (cioè clandestina, non approvata dalla censura ufficiale) de La compagnia dell’Anello è uscita in Unione Sovietica nel 1966, seguita solo nel 1982 da un’edizione ufficiale; per i due capitoli successivi, Le due torri e Il ritorno del re, si dovette attendere ancora di più. Ciò non toglie che le storie di Frodo & co. siano state comunque apprezzate in Russia, dove anche i film di Jackson sono stati accolti con grandissimo favore del pubblico, totalizzando all’incirca 28 milioni di dollari al botteghino.

3. Le differenze

signore degli anelli

Nel commentare Khraniteli la Bbc ha scritto che si tratta di una “reinterpretazione sovietica psichedelica in modo assurdo”, ma che in qualche modo ricorda anche certe versioni teatrali un po’ rudimentali delle opere shakesperiane. Ovviamente, il film non può avere nulla a che fare con i blockbuster hollywoodiani da 93 milioni di dollari firmati da Jackson, che pure si è preso le sue libertà rispetto all’opera originale. Ma le differenze fra le due versioni non si limitano a puri elementi cronologici, finanziari o estetici. Nell’adattamento russo si è scelto di aderire più fedelmente agli scritti tolkeniani, includendo per esempio le scene con Tom Bombadil e la compagna Baccador che invece Jackson aveva eliminato perché non erano fondamentali per lo svolgimento della trama: nel libro de La compagnia dell’Anello, infatti, è Tom che salva Frodo e gli altri hobbit dalle grinfie del Vecchio Uomo Salice, ospitandoli nella Vecchia foresta per due notti senza mai rivelare la sua vera natura e perché su di lui l’Unico Anello non abbia alcun effetto. Una parentesi che sta molto a cuore ai fan più appassionati della Terra di Mezzo.

4. La colonna sonora

Tra gli elementi che colpiscono maggiormente in Khraniteli, e che in fondo più di tutti caratterizzano l’epoca e la cultura in cui questo adattamento è nato, è la colonna sonora. È stata composta da Andrei Romanov della rock band Akvarium, un gruppo formatosi a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) nel 1972 e, sebbene con una formazione diversa, attivo ancora oggi. Le musiche che accompagnano le varie scene sono piuttosto peculiari e ci raccontano, appunto, di una scena lontana anni luce dalle rivoluzioni in corso in Occidente, ma che non per questo mancava di artisti notevoli e sperimentazioni originali. A colpire i fan di Tolkien è soprattutto la canzone delle scene iniziali del film, in cui Romanov canta una traduzione sommaria di come Tolkien descrive le origini degli anelli del potere, tre dei quali sono stati assegnati agli elfi, sette ai nani e nove ai re mortali. È una versione struggente e che ci introduce un’atmosfera al contempo fiabesca e inquietante, come solo Il Signore degli Anelli sa essere.

5. Non solo Frodo

Khraniteli non è comunque l’unico adattamento delle opere tolkeniane che è stato tentato negli anni finali dell’Unione Sovietica. Nel 1985, infatti, la stessa Leningrad Tv propose una versione live-action de Lo Hobbit (titolo esteso: Il fantastico viaggio di Bilbo Baggins, hobbit). L’adattamento, pensato all’interno di un’antologia di fiction per bambini, riassumeva tutti gli eventi contenuti nel libro di Tolkien: all’interno della trama ridotta sono stati inseriti balletti realizzati dai ballerini del teatro Mariinkji e altre scene buffe, la voce narrante di un attore baffuto che avrebbe dovuto fare le veci dello stesso Tolkien. Fino alla pubblicazione online di Khraniteli si riteneva che questa fosse l’unica versione completa di un’opera tolkeniana a essere stata prodotta e diffusa in Russia. Nel 1991 si è tentato di realizzare anche un film d’animazione sempre tratto da Lo Hobbit, intitolato Il tesoro sotto la montagna, ma il progetto è stato poi abbandonato e ne rimangono sul web giusto sei minuti.

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