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5 smartwatch per 5 esigenze diverse

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Scegliere quello più adatto alle proprie necessità di vita quotidiana o passione sportiva non è semplice, ecco una carrellata di orologi intelligenti di tipologie differenti per aiutarvi

Lo smartwatch è diventato oggi rappresentativo di un modo d’essere, di uno stile, della “tribù” d’appartenenza. Le funzioni base di tracciamento dell’allenamento (crono, distanza e passo) sono ormai affidabili e più che accettabili in tutti i modelli in commercio, la questione è diventata un’altra: quali caratteristiche o funzioni possono offrire un valore aggiunto in relazione all’applicazione di cui ogni tipo d’utente ha bisogno? Quale sportwatch fa per me?

In una carrellata ovviamente non esaustiva di un mercato ormai troppo ampio, abbiamo selezionato e provato alcuni dei modelli disponibili, tutti con caratteristiche, prezzi e finalità diverse, ognuno indicatore di un tipologia e tutti tali da farvi capire la varietà dell’offerta, oltre a permettervi di trovare quello dei vostri sogni. Allacciate i cinturini, si parte!

Elegante



A chi predilige le funzioni dedicate al mondo fitness non ama avere al polso dispositivi di grandi dimensioni e men che meno ricaricarli spesso è dedicato il Venu Sq (a partire da 199,99 euro) di Garmin. L’autonomia è di circa sei giorni, il design non spicca per originalità, soprattutto la variante di colore nero. La sua forma quadrata è basata sullo schermo touch da 1,3 pollici lcd in Corning Gorilla Glass a cui s’aggiunge la cornice in alluminio e i due tasti hardware.

Il Venu Sq è decisamente poco invasivo e molto discreto, comodo da indossare nella vita di tutti i giorni e per lo sport, ci ha stupito grazie alla sua precisione nella misurazione sia nelle attività all’aperto sia in quelle in vasca, anche se in miniatura e con un design casual è un Garmin a tutti gli effetti in termini di misurazione delle prestazioni in ambito sportivo.

Il display è poco gestibile per chi ha mani di grandi dimensioni, questo aspetto unito alla tipologia dei 20 profili sport integrati (pilates, yoga, pesi, ellittica, step, camminata, corsa e nuoto in piscina) e più in generale al suo design, lo rendono adatto anche a un pubblico femminile. Alla tecnologia Elevate per il monitoraggio della frequenza cardiaca anche durante il sonno, s’aggiungono il sensore Pulse Ox per i livelli di saturazione dell’ossigeno nel sangue e gli avvisi in caso di rilevamento di frequenza cardiaca anomala, tutte funzione da non sottovalutare in periodi di pandemie globali. Con la versione Music è possibile archiviare sullo smartwatch le proprie playlist o ascoltare musica tramite i servizi in streaming durante lo sport senza bisogno dello smartphone.

Wired: praticità

Tired: design

Voto: 7,5

Esigente



Il Vantage V2 (499,90 euro) di Polar è destinato agli atleti più evoluti in cerca di un ottimo compagno d’allenamento e recupero. La veste sobria e professionale è quella tipica del brand, il case è in alluminio (52 grammi), estremamente sottile (13 millimentri) e con doti di resistenza in grado di superare i test militari (MIL-STD-810G), lo schermo è touch a colori con sensore di luce ambientale e vetro in Gorilla Glass antiriflesso e anti-impronta.

L’autonomia dichiarata è di 40 ore con tutti i sensori attivi (gps compreso), il V2 alla prova pratica è stato in grado di superare abbondantemente la giornata e offre il meglio di sé con i test guidati specifici che permettono d’avere un’idea più precisa riguardo alle proprie capacità nel running e nel ciclismo, oltre che nel recupero.

Per esempio, il Leg Recovery è un test guidato di recupero muscolare delle gambe, Training Load Pro analizza il carico di lavoro misurando il bilanciamento tra sforzo e tolleranza, in pratica è un alleato per capire fino a dove puoi superare i tuoi limiti senza infortuni.

V2 include funzioni smartwatch come controllo della musica, previsioni meteo fino a 2 giorni e notifiche telefoniche. Rispetto alla versione precedente le novità non sono rivoluzionarie, ma ormai necessarie per il tipo di pubblico a cui è rivolto questo modello e tali da giustificare un aggiornamento. L’appeal del dispositivo è quello di uno strumento professionale e affidabile, confermato dai risultati della prova, le funzioni più avanzate di analisi lo rendono competitivo con i modelli più evoluti sul mercato e anche l’app non ci ha deluso. A distanza di anni e modelli invece non riusciamo ancora a capire come Polar non lavori sull’interfaccia che comprende ancora funzioni contro-intuitive e modalità d’interazione ormai abbandonate da un pezzo da tutti gli altri brand è come se in una certa misura queste fossero identitarie per l’azienda finlandese. Speriamo negli aggiornamenti del firmware in arrivo in tempi brevi e promessi al momento della presentazione per ulteriori funzioni.

Wired: affidabilità

Tired: interfaccia

Voto: 8

Iconico



Non poteva mancare nella nostra rassegna l’ultima versione del primo smartphone disponibile sul mercato, quello che con il suo ingresso cinque anni fa ha scatenato la rivoluzione nel mondo degli orologi in particolare quelli per lo sport, il Watch (a partire da 439 euro) di Apple. Le novità della serie 6 sono la possibilità di misurare la saturazione dell’ossigeno nel sangue, un hardware in grado d’offrire prestazioni superiori del 20% anche in termini di connettività, un’autonomia che supera in maniera abbondante la giornata anche con lo schermo sempre in funzione, nuovi colori per il case, altimetro per misurazioni in tempo reale, un display Retina oled sempre attivo e più brillante del precedente e un nuovo tipo di braccialetto indossabile elastico.

Dopo aver provato tutti i modelli precedenti e averli utilizzati anche in contesti piuttosto impegnativi come la maratona di NY edizione 2017 (non senza qualche problemino tecnico), possiamo affermare che dal punto di vista della reattività e della misurazione, oltre che della facilità di lettura dei dati ( schermo 368×448 pixel), la serie 6 raggiunge un livello di maturità degno di uno sport watch quantomeno per la corsa, la bicicletta e il nuoto, anche per quanto riguarda il cardio. I nomi top del settore sport hanno alzato l’asticella con molte funzioni avanzate dedicate e test specifici, ma Watch dall’inizio va in un’altra direzione, ora gli appassionati del brand della Mela possono contare su un compagno affidabile per gli sport e per il calcolo di calorie e passi, oltre alla perfetta interazione con iPhone, sempre a patto di poterselo permettere. Rimane una sorta d’enigma la misurazione della saturazione del sangue tramite il test dei 15 secondi, funzione più che utile in tempi di pandemia globale, ma che ci ha suscitato qualche perplessità. Spesso abbiamo dovuto ripetere più volte il test perché il sistema non era in grado di calcolare il dato e spesso questo nel giro di un quarto d’ora variava da un tranquillizzante 98% a un preoccupante 94%. L’impressione è che potrebbe trattarsi di una mancata ottimizzazione del software, da sistemare tramite aggiornamento del sistema.

Wired: display, rilevamento dati sport

Tired: test saturazione del sangue

Voto: 8,5

Avventuroso



È nato per l’outdoor e vanta un’anima e un corpo rugged, si chiama Watch GS Pro (249,90 euro) ed è l’ultima versione dello smartwatch di Honor targato 2020. Il look di questo modello è quello dei classici orologi oversize che vanno tanto di moda, aspetto accattivante a parte, considerato il prezzo però a impressionarci sono state le sue prestazioni. Il GS Pro racchiude molte delle funzioni dei modelli più evoluti sul mercato ed è in grado di svolgerle tutte a un buon livello.

Questo Honor è mosso da un chipset Chipset Kirin A1 basato su display touch Amoled da 1,39 pollici (454 x 454 pixel a 326 ppi). Il dispositivo è racchiuso in una scocca rinforzata in grado di superare qualsiasi sforzo, resiste a umidità, ghiaccio, cadute da oltre un metro, urti, bassa pressione, temperature alte e basse, ruggine, acqua e polvere. Ottima la vestibilità grazie anche al peso di 43 grammi e il minimo l’ingombro. Tante le funzioni specifiche per chi ama le avventure all’aria aperta come la possibilità di recuperare il tracciato per il ritorno al punto di partenza dell’escursione o l’allarme meteo. L’autonomia con gps inserito è di 48 ore, ma in alternativa GS Pro è in grado d’arrivare fino a 25 giorni. Grazie all’utilizzo del doppio sistema satellitare lo smartwatch può essere utilizzato in maniera efficace anche da chi pratica sport in più intensamente e per discipline come il triathlon e il trail running. I dati rilevati durante l’allenamento sono risultati precisi, ottima la possibilità d’interagire con comandi vocali e la voce che  aggiorna su risultati e passo senza distrarsi guardando il display. Considerato il concept qualche perplessità potrebbe sorgere sulla durata del prodotto e la sua resistenza sulla lunga distanza, per esempio dopo un paio d’anni d’utilizzo intensivo, aspetto che al momento non abbiamo avuto modo di provare.

Wired: qualità /prezzo

Tired: materiali

Voto: 7,5

Alternativo



Dedicato a chi è affezionato all’estetica degli orologi tradizionali e può permettersi il lusso di rinunciare allo schermo touch. Il GBD-H1000 (399 euro) di G-Shock stupisce per la classica forma iconica tipica del brand, ma ha un’anima sportiva, incorpora un’antenna gps accoppiata a un accelerometro, è in grado di misurare altitudine, pressione atmosferica e temperatura, sono comprese anche la bussola e il sensore ottico per la frequenza cardiaca con tanto di stima Vo2 Max.

Il dispositivo si collega allo smartphone tramite Bluetooth e l’esperienza smart è legata all’app notifiche, storico degli allenamenti e calorie bruciate. L’app paragonata a quella dei concorrenti può sembrare spartana, lo schermo lcd MIP (Memory-In-Pixel) è invece ben visibile grazie al contrasto elevato, interessante la possibilità di ricarica solare oltre la classica usb.

Ci è piaciuta l’idea di unire un’estetica retrò e quanto mai alla moda con tanto di schermo “pixeloso” in stile anni ‘80 a funzioni dedicate allo sport per un orologio adatto anche alla vita di tutti i giorni e sconsigliato ai runner più impallinati o ai fanatici delle calorie.

Ottima la resistenza agli urti, all’acqua e al fango tipica dei modelli G-Shock. Nonostante l’ergonomia ben studiata, maneggevolezza, peso (100 grammi) e ingombro (spessore di 20 millimetri) rappresentano il suo limite e possono deludere i runner più impallinati, soprattutto se il GBD-H1000 è paragonato ai concorrenti. Anche la gestione dei menu non è semplice, il sensore gps a volte è lento nel catturare il segnale una volta usciti all’aperto, ma i dati rilevati sono precisi, non si può dire lo stesso per il cardio, i tanti antiscivolo sono comodi. Giustificato in parte dal brand, il prezzo elevato lo rende un oggetto di nicchia, ma sicuramente degno di essere menzionato nella nostra rassegna.

Wired: estetica

Tired: pesante

Voto: 7,5

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