A tu per tu con Giuseppe Cucè



Oggi vi presentiamo il singolo “Di estate non si muore” di Giuseppe Cucè, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming. Il brano descrive una condizione esistenziale, uno stato antropologico, la sicilianitudine.

Come nasce il tuo rapporto con la musica?

Il primissimo approccio è stato seguire il ritmo danzando. Mio padre suonava la chitarra è ricordo di avere una foto, avevo circa tre anni, dove ho una chitarra alle spalle sul divano ed io con una coppa tra le mani. Predestinato forse? 😉

Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare?

Fare musica non è un atto dovuto, ma è semplicemente un altro modo per abbracciare qualcuno. e non sempre si riesce ad abbracciare tutti e chiunque!

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo. Ti va di presentarlo ai nostri lettori?

Con “Di Estate non si muore” metto in luce tutti i contrasti della mia terra, La Sicilia, un punto di osservazione critico ma anche riconoscente alla bellezza di quest’isola separata dal resto. Una provocazione, un punzecchiamento se vogliamo, la Sicilianitudine, Il Mal di Sicilia che si contrappone con il mal di essere Siciliani.

Parlami un po’ della copertina del singolo.

La copertina nasce sicuramente dall’idea del video che volevamo realizzare…

Il carretto siciliano i pupi ci hanno ispirato per le immagini e i colori.

E ‘stato necessario immaginare le parole ed il loro significato attraverso dei disegni animati, come quando cerchi di spiegare ad un bambino qualcosa di complicato e duro attraverso la semplicità del linguaggio e delle immagini.

A questo singolo ne seguiranno altri o stai lavorando ad un album?

Ci sarà un secondo singolo in Autunno ed un terzo che lancerà l’intero progetto a fine anno!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Continuare a fare musica. e suonarla attraverso dei Live il più presto possibile.

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