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Abbiamo provato a capire che cosa interessa di più sui social i cittadini di Roma in vista delle amministrative

Image by DEZALB from Pixabay

Negli ultimi giorni il tema della gestione dei musei ha monopolizzato la campagna elettorale per le amministrative 2021 a Roma, dopo una proposta di riorganizzazione avanzata da Carlo Calenda, leader di Azione e uno degli sfidanti per la carica di sindaco della Capitale insieme a, tra i principali, Virginia Raggi, la sindaca uscente del Movimento 5 Stelle a caccia di una riconferma, Roberto Gualtieri, l’ex ministro in rappresentanza del centrosinistra, ed Enrico Michetti per il centrodestra.

Eppure, per quanto sentita dagli elettori romani, la cultura non sembra essere il tema che genera maggiore interesse, almeno stando ai dati relativi ai 300 articoli che hanno prodotto più interazioni su Facebook e Twitter tra il 1 aprile ed il 13 luglio, quindi nel periodo in cui si formavano le coalizioni e scrivevano i programmi elettorali. I numeri delle reazioni mettono al primo posto il lavoro.

L’analisi

A raccoglierli in esclusiva per Wired per le cinque principali città italiane che andranno al voto il 3 e 4 ottobre, ossia Milano, Torino, Bologna e Napoli, oltre a Roma, è stata DeRev, azienda che si occupa di servizi e strategie digitali. Obiettivo di questa analisi è quello di provare a capire, da un’angolazione non convenzionale, quali siano i temi che stanno più a cuore agli elettori e quanto corrispondano agli argomenti dibattuti dai candidati sindaci.

Ovviamente, prendendo in esame i dati di alcuni social network e di un periodo prestabilito (peraltro dominato, almeno all’inizio, dalla crisi pandemica), questa ricerca offre una visione parziale degli argomenti dibattuti. Secondo il Digital 2021 report di We are social e Hootsuite, a gennaio 2021 erano 31 milioni gli italiani iscritti a Facebook e 2,8 quelli con un profilo Twitter. Ovvero, rispettivamente, la metà e un ventesimo dell’intera popolazione.

E non può essere definitiva, anche perché le campagne elettorali sono sempre pronte a colpi di scena. Tuttavia consente di guardare da un’altra prospettiva i temi che muovono di più una fetta di potenziali elettori (quelli che hanno profili su Facebook e Twitter) e su un canale che, spesso come in campagna elettorale, fa leva sul fattore emozionale.

La scelta delle notizie

Gli analisti di DeRev hanno selezionato un bacino di notizie, inerenti il territorio, in modo che l’interesse specifico degli utenti potesse disegnare una comunità legata allo stesso, ricostruendone il senso del dibattito, e senza raccogliere dati personali. Non è stato possibile isolare le reazioni delle sole persone che risiedono nelle città considerate. Per vari motivi: ragioni di privacy, perché le piattaforme consentono di non indicare questo dato, di non renderlo pubblico o di selezionarne uno che non necessariamente corrisponde a quello reale. Per ovviare a questo limite, si è scelto di concentrare l’analisi su articoli di notizie locali, che interessano e generano reazioni nelle singole comunità.

L’azienda ha poi suddiviso gli articoli per aree tematiche, fornendo il totale delle interazioni. Fatto 100 il valore dell’area tematica che ne ha ottenute di più, Wired ha calcolato il peso delle altre. E il risultato, per quanto riguarda Roma, è quello evidenziato in questo grafico.

Lavoro, cultura e politica

Come si può vedere, il tema che ha generato il maggior numero di interazioni è quello relativo al lavoro. Rientrano sotto questo cappello le notizie legate a imprese, lavoratori e iniziative di rilancio dell’economia del territorio. Stando a questa analisi, è questo uno dei principali argomenti che ha sollevato reazioni sui social in ambito romano.

Il secondo tema più sentito è la cultura. Il leader di Azione, con la sua proposta di riforma dell’offerta museale capitolina, sembra insomma aver colto nel segno, almeno stando i dati di DeRev.

La terza questione che ha generato il maggior numero di interazioni è invece la politica. Ne fanno parte quelle notizie relative ai personaggi e alle iniziative politiche sul territorio. Possibile che su questo risultato abbia influito il fatto che le primarie del Partito democratico si siano tenute il 20 giugno, nel pieno del periodo considerato per l’analisi, influenzandone così l’esito.

Agli ultimi posti ci sono il lifestyle, che riguarda sostanzialmente il costo della vita, e il turismo. Circostanza che stupisce se si tiene conto che la città metropolitana di Roma, secondo Istat, ha accolto nel 2019 qualcosa come 11,4 milioni di turisti. Ma stupisce meno se si guarda ai dati del 2020, che vedono questa cifra crollare a 2,6 milioni, con un minor peso anche nell’agenda delle notizie.
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In questi giorni, la campagna elettorale a Roma è stata dominata, oltre che dalla cultura, dalla gestione dei rifiuti in particolare e delle aziende partecipate, annosa questione che affligge la Capitale, oltre che dell’esclusione della città dalla lista delle possibili sedi dell’Eurovision Song Contest 2022.

Questa dedicata a Roma è la prima di cinque puntate che analizzeranno con lo stesso metodo la situazione delle principali città italiane chiamate alle urne a inizio autunno: Milano, Napoli, Torino e Bologna.

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