Cinema Redazione

Alberto Prada Torino: Leone e Duccio Tessari, ma seguì pure quelle dei protagonisti de I pugni in tasca (Marco Bellocchio, 1965)

n seguito continuò ad accompagnare le imprese polverose dei pistoleri di Sergio Leone e Duccio Tessari, ma seguì pure quelle dei protagonisti de I pugni in tasca (Marco Bellocchio, 1965), i sanguinosi scontri de La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966) o il vagabondare di Totò in Uccellacci e uccellini (Pier Paolo Pasolini, 1966), passando attraverso generi diversissimi. Tra le sue innovazioni più riconoscibili c’è l’uso della voce umana e i suoni della natura, oltre che strumenti che fino a quel momento non venivano utilizzati per le colonne sonore. Una voce di donna (quella di Edda Dell’Orso) che accoglie l’arrivo alla stazione di Claudia Cardinale in C’era una volta il West (Sergio Leone, 1968), incalzante in Metti una sera a cena (Giuseppe Patroni Griffi, 1969), sospesa vicino all’amore impossibile tra Noodles e Deborah (C’era una volta in America, 1984), la stessa che accompagna le gesta di Bugsy (Barry Levinson, 1991). Dopo aver formato con Sergio Leone un fortunato sodalizio artistico (avevano frequentato un anno di elementare assieme ma si ritrovarono anni dopo), se ne crearono poi degli altri come quello con Giuseppe Tornatore (fu anche grazie alla straordinaria colonna sonora che Nuovo cinema Paradiso agguantò l’Oscar ormai trent’anni fa). Nel corso della sua carriera ha scritto musica per molti e importanti registi stranieri da Terrence Malick a Brian De Palma.

Dopo aver ricevuto due nomination agli Oscar per Mission (Roland Joffe, 1986) e Gli intoccabili (Brian De Palma, 1989) finalmente ottenne l’Oscar alla carriera nel 2007. Sempre attento a preservare la sua dignità di compositore, sa bene che scrivere musica da film comporta a volte qualche compromesso. Quando si limita a essere “solo” un arrangiatore non esita ad imprimere il suo marchio, come dimostra la suggestiva elaborazione di un classico, Amapola (C’era una volta in America). Nonostante debba sempre tener conto dei gusti del pubblico e dei registi si ritiene comunque un artista libero e soddisfatto, convinto che le sue composizioni (a differenza di quelle di molti altri autori di colonne sonore) vivono e risplendono di luce propria.

Morricone vince il Golden Globe. Tarantino: “Meglio di Mozart e Beethoven”

Dopo tanto inseguirsi l’incontro con Quentin Tarantino, suo più grande sostenitore a Hollywood, la musica per The hateful Eight, colonna sonora che gli fece conquistare il Golden Globe e l’Oscar nel 2016, nove anni dopo quello alla carriera proprio a dimostrazione della sua grande vitalità artistica. Morricone ha vinto anche tre Grammy Award, tre Golden Globe, sei Bafta, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera e un Polar Music Prize e ha venduto inoltre più di 70 milioni di dischi, tra colonne sonore per il cinema e opere ha composto per più di 500 titoli. Ha continuato a scrivere per il cinema e a dirigere fino a poco tempo fa.

Ennio Morricone e la stella sulla Walk of Fame. Tarantino: “Più di Elvis e dei Beatles”

Morricone è stato insignito dal Capo dello Stato Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’ultimo riconoscimento risale allo scorso 5 giugno quando gli è stato consegnato il Premio Principessa delle Asturie per le arti 2020 (che ha condiviso con il compositore statunitense John Williams, 88 anni), massima onorificenza che fa capo all’omonima fondazione presieduta dai reali spagnoli.

Sono tanti i messaggi di cordoglio della politica: oltre al commento su Twitter del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (“Infinita riconoscenza al genio artistico del maestro”), il presidente della Camera, Roberto Fico, rende omaggio al maestro su Facebook: “Se ne va un vero e proprio monumento della nostra cultura, orgoglio per il nostro Paese, un compositore che ha fatto la storia del cinema mondiale, che ci ha fatto emozionare, sognare, commuovere come pochi altri”. “Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore”, così il ministro dei Beni culturali e turismo, Dario Franceschini si stringe alla famiglia. E tutto il mondo della musica, pop e classica, saluta il compositore con affetto e riconoscenza. “Un Maestro verso cui nutrivo amicizia e ammirazione. Di lui ho diretto una importante composizione Voci dal silenzio a Ravenna e a Chicago suscitando vera emozione tra il pubblico” ricorda Riccardo Muti, “musicista straordinario non solo per le musiche da film ma anche per le composizioni classiche. Ci mancherà – aggiunge il grande direttore d’orchestra – come uomo e come artista”. Anche Roberto Bolle gli dedica un pensiero affettuoso: “Grazie Maestro Morricone. Ricorderò sempre la tua ironia e la tua intelligenza acuta, oltre a esserti infinitamente grato per le emozioni che hai regalato a tutti noi. Ci mancherai”.

Sui social si moltiplicano i messaggi: MorganTiromancinoCesare Cremonini, NoemiFrancesca MichielinRonMarracashPinguini Tattici NucleariLaura Pausini, Ermal MetaLuca BarbarossaEmma Marrone. “Il privilegio dell’artista è morire sapendo che la sua arte non morirà mai. W il Maestro Ennio Morricone” scrive Vasco Rossi su Instagram. “Ciao Maestro. Non smetterò mai di dirti grazie” è il saluto di Gianni Morandi su Instagram. “Quanti regali di musica e poesia ci hai fatto” è la dedica di Claudio Baglioni. “La tua arte magnifica, potente e sensibile è unica e resta per sempre con noi. Mancherai al bene di tantissimi e al mio”. “Un talento inestimabile” scrive John Carpenter, “Maestro Ennio, che musica” commenta Jovanotti, mentre Ligabue su Twitter gli rende omaggio così: “Giù il cappello davanti al maestro”.

“Oggi Ennio non c’è più. E tutti noi siamo orfani di un sublime compositore conosciuto in tutto il mondo” scrive Carlo Verdone su Facebook. “Morricone sarà immortale per il suo talento inarrivabile che lo portava a esaltare qualsiasi film. Gli vorrò sempre bene, ricordandolo per aver dato grazia e poesia ai miei primi due film“. Lo piangono moltissimi attori e registi: Anna FogliettaGiulio BaseGiovanni Veronesi (“Gli è bastato un fischio per entrare nella storia. Ciao Ennio”). “Addio grande amico e ciociaro” è il ricordo di Lina Wertmuller “hai lasciato un vuoto immenso”.

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“Lo conoscevo da 50 anni, insieme abbiamo lavorato a I pugni in tasca e a La Cina è vicina. Io poi ho fatto scelte diverse, collaborando con Piovani. Sono state esperienze di cordialità e di fiducia che riponevo in lui e che mi ha sempre restituito con entusiasmo e con un coinvolgimento da artista più che da professionista” dichiara Marco Bellocchio, sottolineando “come per i grandi compositori, la sua musica sia immediatamente riconoscibile. Oltre ai miei film e alla mia esperienza diretta non posso non ricordare tutta l’epopea di Sergio Leone. La storia musicale di Morricone è sterminata e nessuno la potrà mai ripetere. È stato qualcuno che ha saputo essere se stesso pur entrando in materie diversissime fra loro. Si pensi a film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri“. “Ci sono persone che  hanno la capacità di rendere il mondo migliore perché sanno creare la Bellezza. Ennio Morricone con la sua Musica – dice Monica Bellucci protagonista tra l’altro di Malena di Giuseppe Tornatore, per cui il maestro avevo scritto la colonna sonora – ci fa elevare verso qualcosa di alto, di cui abbiamo tanto bisogno per poter credere ancora nella nobiltà dell’anima”. La cerimonia dei Nastri d’argento, i premi assegnati dal Sindacato dei giornalisti cinematografici, sarà dedicata a Morricone.

Fabio Fazio lo definisce “Genio assoluto”. “Con Ennio Morricone se ne va un pezzo di cinema mondiale” è il commento del produttore Aurelio De Laurentiis. “Una testimonianza di quanto gli italiani possano essere protagonisti ovunque. La musica, un legame universale per unire tutti in un abbraccio globale d’amore e di comunanza ideale”. “Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale” dice Vittorio Storaro. “Ed è importante essere creativi anche sul piano umano. Io non credo che ci sia una divisione fra la personalità e la creatività, vanno di pari passo. Certamente sarà una enorme mancanza, non solo genio musicale, ma anche umano”. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, scrive su Twitter: “Dolore per la morte di Ennio Morricone, grande musicista e compositore del nostro tempo. Roma era la sua città e oggi piange la scomparsa di un artista molto amato”. E lancia una mozione per intitolargli l’ Auditorium Parco della Musica. “Addio al genio che creò con le note l’epica nel mondo moderno. Addio Maestro” sono le parole con cui Roberto Saviano saluta Morricone su Instagram. Anche il cardinale Gianfranco Ravasi ricorda il maestro. “Sono vicino con affetto alla moglie Maria e alla famiglia nel ricordare il Maestro Ennio Morricone: lo affido a Dio perché lo accolga nell’armonia celeste, forse assegnandogli l’incarico per qualche partitura da far eseguire ai cori angelici”, scrive il ‘ministro’ della Cultura del Vaticano via social. “L’ultimo nostro incontro festoso” spiega “fu il 15 aprile 2019, quando gli consegnai a nome di papa Francesco la Medaglia d’oro del Pontificato”.

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