CUCINA

Alle Young Chef Olympiad 2021 partecipa Jessica Miolo

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Alle Young Chef Olympiad 2021 partecipa Jessica Miolo

L’emergenza sanitaria non placa l’entusiasmo per Young Chef Olympiad, le olimpiadi mondiali di cucina che vedono ogni anno la coinvolgente partecipazione di giovani chef provenienti da tutto il mondo. Nel 2021 – era stato così anche nel 2020 – la manifestazione avrebbe dovuto svolgersi in India ma a causa della pandemia il tutto si svolgerà in remoto. Ogni candidato lavorerà nel proprio Paese, in cucine dedicate, per aggiudicarsi il titolo.

I partecipanti sono 50 giovani promesse della cucina per altrettanti nazioni. Le modalità di svolgimento non cambiano dalla  precedente edizione: sono previste due fasi, la prima fissata per il 1 Febbraio e la seconda, a cui avranno accesso solo 10 partecipanti, il 6 Febbraio.

Jessica Miolo

Per l’Italia gareggia la diciannovenne Jessica Miolo, dell’Istituto Almerico da Schio (VI), vincitrice negli ultimi anni di diverse competizioni soprattutto in ambito pastry art, e medaglia d’oro ai Campionati nazionali del 2019 (quest’ultimo titolo le ha conferito il diritto a partecipare alle Young Chef Olympiad). Jessica raccoglie il testimone da conterranea, Giorgia Ceccato, neo diplomata al Maffioli.

“C’è un po’ di rammarico per non poter vivere l’esperienza appieno” – racconta Jessica, che freme in attesa che arrivi il fischio d’inizio.

“Disputare le gare in un contesto internazionale, incontrare altri miei coetanei da tutto il pianeta mi avrebbe sicuramente arricchita e stimolata sotto il profilo gastronomico, umano e professionale. Ma sono comunque onorata di poter rappresentare l’Italia in questa competizione e farò del mio meglio per raggiungere l’obiettivo”.

Per conquistare uno dei titoli in palio a Young Chef Olympiad è necessario superare un iter rigido: nella prima fase i piatti (tre per l’esattezza) realizzati dai partecipanti vengono valutati per composizione, cromie ed estetica, equilibrio nutrizionale… insomma verranno analizzati in parametri non solo legati alla tecnica di cucina.

Inoltre, la preparazione di uno di questi, quello vegetariano, è vincolata da parametri più stringenti tra cui il ventaglio di ingredienti: la commissione ne mette a disposizione 50, ma solo quattro sono locali (ovvero italiani).

La seconda fase, quella a cui accedono i dieci migliori della prima, sarà focalizzata su due preparazioni classiche: la Saint Honoré e un consommè. In questo caso la valutazione da parte della giuria sarà prettamente tecnica.

“La mia preparazione per le olimpiadi è iniziata più di tre mesi fa, sotto la guida del mio mentor Ivano Pintonato. Mi sto sottoponendo ad allenamenti serrati, perché la sfida è abbastanza accesa e la giuria è pretenziosa. Valuteranno il nostro metodo di lavoro in cucina a distanza, avvalendosi di quattro telecamere fisse e due mobili, ma ci saranno anche tre giudici italiani scelti in presenza, per la valutazione sensoriale diretta del piatto. Lavorare a distanza non è semplice, anzi, sicuramente competitività e concentrazione sono messe a dura prova, ma manterrò la calma. Temo, tra tutti, la Cina e il Giappone: hanno delle culture culinarie peculiari e tutte le carte in regola per svolgere un ottimo lavoro”.

Un grande in bocca al lupo a Jessica e all’Italia dei giovani in cucina.

www.ycolympiad.com

Giulia Zampieri

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