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American Art 1961-2001: L’arte Racconta L’America Fra Vietnam E Torri Gemelle

Non è un compito facile raccontare i grandi cambiamenti della società americana avvenuti alla fine del Novecento, e ancora più arduo è tentare di farlo attraverso la produzione artistica statunitense del periodo. Raggiunge egregiamente l’obiettivo la mostra American Art 1961-2001, in programma dal 28 maggio al 29 agosto nella sede espositiva fiorentina di Palazzo Strozzi. Una grande retrospettiva, per forza di cose incompleta, sulla storia dell’arte contemporanea negli Stati Uniti, una straordinaria selezione di opere che esamina le figure e i movimenti più importanti che hanno segnato lo sviluppo dell’arte americana dall’inizio della guerra del Vietnam fino all’attacco dell’11 settembre. Oltre 80 i lavori di 50 artisti (alcuni per la prima volta in Italia) tra cui Andy Warhol, Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Bruce Nauman, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman, Matthew Barney, Kara Walker e molti altri, esposti a Firenze grazie a una collaborazione con il Walker Art Center di Minneapolis.

Andy Warhol (Andrew Warhola Jr.; Pittsburgh, Pennsylvania 1928-New York 1987), Sixteen Jackies, (dettaglio) 1964, acrilico e smalto su tela; cm 204,2 x 165,9 x 5,4. Minneapolis, Walker Art Center. Art Center Acquisition Fund, 1968. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc.Curata da Vincenzo de Bellis (Curatore e Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center) e Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), la mostra approfondisce la portata della produzione artistica americana nel panorama contemporaneo: dalla Pop Art al Minimalismo, dall’Arte Concettuale alla Picture Generation – fino ai più recenti sviluppi artistici degli anni ’90 e 2000. Dipinti, fotografie, video, sculture e installazioni artistiche propongono una lettera senza precedenti di quarant’anni di storia, esplorando il ruolo dell’arte come strumento di analisi per affrontare temi ancora attuali come il consumismo, il femminismo e la lotta per i diritti civili. American Art 1961-2001 percorre quattro decenni mostrando le opere di più di 50 artisti, tra cui Andy Warhol, il cui celebre dipinto Sixteen Jackies (1964) raffigura la First Lady Jacqueline Kennedy nel contesto dell’attentato di Dallas a JFK. Gli anni Sessanta sono rappresentati dai lavori di Bruce Nauman, John Baldessari e Donald Judd, futuri punti di riferimento per le successive generazioni di artisti. E sempre attuali ci appaiono oggi le opere di Cindy Sherman, Richard Prince, Barbara Kruger, o le inquietanti riflessioni di Matthew Barney, la cui video installazione Cremaster 2 (1999) è proposta per la prima volta al pubblico italiano. Novità anche sul fronte del coinvolgimento del pubblico: a disposizione dei visitatori ci sarà una speciale applicazione per cellulare e un kit di visita dedicato ai ragazzi. Gli orari di apertura: da lunedì a venerdì dalle 14.00 alle 21.00 e sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 21.00, con prenotazione online o telefonica.

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