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Angelo Calculli il manager di Achille Lauro sempre alla ricerca di grandi talenti

Se l’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostare in una stessa locuzione due parole che esprimono concetti contrari, si potrebbe dire che Nahaze, in qualche modo potrebbe definirsi un ossimoro d’artista. O una dicotomia, magari. Nahaze è infatti un’artista 19enne proveniente dalla Basilicata (da Matera, per la precisione), che probabilmente avrete conosciuto per il pezzo-tormentone Carillon con Achille Lauro e Boss Doms. E che oggi torna sulla scena con due pezzi per la terza stagione della serie Baby  (vi avevamo già raccontato degli altri pezzi inclusi nella soundtrack con Maleducata di Achille Lauro e Vertigine di Levante) e  con l’esperienza di qualche giorno fa come modella per Giorgio Armani in Building Dialogues, video che racconterà le collezioni Emporio Armani uomo e donna della PE2021.

«Freak» e «Control», i brani di Nahaze per Baby 3

Dove stiano le dicotomie in Nahaze, è presto detto. Considerando che, in qualche modo, la giovane artista ne colleziona persino ora, sfornando per la serie tv Baby 3 ben due pezzi prodotti con notevoli divergenze di significato e sonorità. A partire dal titolo, chiaramente. Freak e Control: fuori di testa e controllo. Freak, come lo definisce la stessa, è un pezzo vivace e animato, inno alla diversità e con una sonorità elettronica: «Freak è un brano che vuole abbattere ogni tipo di critica e di pregiudizio verso l’altro. Nel testo, “I’m a freak”, tradotto come “sono un fuori di testa/sono un mostro”, sta a significare che ognuno di noi ha un lato oscuro, il quale può o aiutarci (essere nostro amico) o abbatterci (essere nostro nemico). E può spingerci fino all’auto-critica e alla critica del prossimo oppure, al contrario, all’accettazione di noi stessi e dell’altro.»  Dall’altro lato della luna sta invece l’altro pezzo incluso nella colonna sonora di Baby 3, ovvero Control. Un pezzo decisamente più intimo e controllato, dalle sonorità beat chill e su tonalità quasi sussurate, limpide e profonde al tempo stesso, eteree e maliziose. Che non sono forse le due anime delle protagoniste di Baby tra purezza e proibito, quotidiano e trasgressione come anche raccontato da  Achille Lauro in Maleducata, sempre in soundtrack per Baby 3?

Nahaze, dalla nonna inglese ad Achille Lauro

Ma gli ossimori non finiscono qui. Il suo nome d’arte, Nahaze, rappresenta la fusione tra il suo primo nome, Nathalie, e quello della nonna materna Hazel. Origini anglosassoni per parte di nonna e madre (per l’esattezza originaria di Gloucester, a sud ovest dell’Inghilterra), dunque che, però come si evince dal cognome, Intelligente, si amalgamano con quelle italiane del padre. Paragonata da molti a Billie Eilish, ma probabilmente per certi look vicina anche all’estetica del personaggio immaginario Harley Quinn, in realtà l’artista scoperta da Angelo Calculli e che ha esordito in Carillon a fianco dei suoi “padrini”Achille Lauro e Boss Doms, alle etichette sembra non essere particolarmente avvezza. Lei è espressione policroma del contemporaneo, al limite.

Predilige la fluidità, piuttosto, esplorare varie sonorità e tematiche e crescere nel suo farsi le ossa nel mondo della musica, muovendosi a proprio agio tra gli opposti. Della stessa Carillon, infatti, ci sono due versioni di cui una acustica. O basti pensare che il suo secondo singolo, Waste, significa contemporaneamente “star male” e sprecare” e guarda al passato e ai paesaggi inglesi in cui viveva nonna,  mentre il successivo, Future, con il featuring di Free Monkies, è uno sguardo al domani, a ciò che sarà.

Nahaze, da Matera a Elektra Records al suono di un «Carillon»

La sua impronta è anch’essa dicotomica: spazia dal pop al rap, passando a suoni più chill come in Control. E che dire degli aneddoti di vita vissuta? La nonna da piccola le regalò un violino, ma si è fatta le ossa passando un’incredibile quantità di tempo tra video di Youtube e basi karaoke su cui cantare. Tra i suoi idoli ci sono tanto Eminem e Rihanna quanto i Pink Floyd e i Beatles. Gli opposti si attraggono, no? E insieme formano l’intrigante identità di questa artista, che rivela di avere già pronti numerosi pezzi da proporre al grande pubblico. Che l’inverno sia la grande stagione? Intanto in Baby 3 ha dato nuova prova di saperci fare parecchio, come se già fosse poco essere entrata – da prima italiana – nel grande mondo di Elektra Records Italia, casa discografica, per citarne alcuni, di Tim Buckley, Metallica e Doors. Lei, sicura, alza l’asticella e sembra già indirizzarsi a stage extra nazionali. Nell’attesa di esplodere, la contemporaneità che è propria del suo mood, della sua immagine, del suo sound, l’avvolge, fiduciosa di talento.

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