antartide:-una-spedizione-per-cercare-l’endurance,-la-nave-di-ernest-shackleton

Antartide: una spedizione per cercare l’Endurance, la nave di Ernest Shackleton

Shackleton
(Foto: Frank Hurley – Digital Collections of the National Library of Australia)

Mar di Weddell, emisfero australe, 21 novembre 1915. La nave Endurance, comandata dal capitano Ernest Shackleton, si inabissa nelle acque gelide dopo essere stata stritolata dai ghiacci antartici. Nelle intenzioni del comandante, sarebbe dovuta arrivare sulla banchisa polare, un centinaio di chilometri più a sud, dove gli uomini dell’equipaggio sarebbero sbarcati per tentare l’ultima grande impresa della cosiddetta epoca eroica delle spedizioni antartiche: dopo il raggiungimento del polo Sud da parte di Amundsen prima e di Scott pochi giorni più tardi, restava da compiere soltanto l’attraversamento da parte a parte del continente, per un totale di quasi 3mila chilometri. Ma l’Endurance non ce la fece, e la missione fallì ancor prima di cominciare: Shackleton, con un’impresa eroica, riuscì comunque a portare in salvo tutti i suoi uomini, navigando per migliaia di chilometri con una scialuppa per raggiungere la Georgia del Sud. Oggi, finalmente, un team di scienziati ha annunciato l’avvio di una spedizione per ritrovare il relitto dell’Endurance, sepolta da oltre un secolo nelle acque ghiacciate dell’Oceano Antartico.

La spedizione, Endurance22, dovrebbe partire a febbraio 2022, scandagliando il fondo dell’oceano con radar, sonar e droni sottomarini per cercare tracce del relitto. Se dovessero trovarlo, lo filmeranno e studieranno senza manipolarlo in alcun modo, dal momento che è protetto dal Trattato antartico internazionale. Non si tratta della prima spedizione a tentare l’impresa: già nel 2019, infatti, lo stesso team aveva cercato di localizzare l’Endurance, rinunciando poi alla missione a causa delle condizioni meteorologiche troppo ostili e della perdita di un sottomarino.

“Provare a localizzare il relitto dell’Endurance”, ha spiegato Mensun Bound, direttore di Endurance22, “un’impresa ritenuta a lungo impossibile, è un progetto dalle prospettive estremamente eccitanti. Data la complessità dell’ambiente antartico, non ci sono garanzie di successo, ma ci faremo ispirare dai grandi esploratori antartici e ci imbarcheremo sull’Endurance22 con grandi speranze. Con la miglior tecnologia possibile e un team di esplorazione d’eccellenza speriamo e preghiamo di riuscire a compiere un’impresa storica nella storia polare”.

Si suppone che l’Endurance si trovi sotto 3mila metri circa di acqua, e la speranza è che l’assenza di luce e il basso contenuto di ossigeno ne abbiano preservato il fasciame; la più grande difficoltà della missione, dicono gli esperti, starà nel demolire e farsi strada tra i blocchi di ghiaccio del mare di Weddell. “Speriamo di riuscire a portare alla luce il relitto”, si augura Donald Lamont, presidente del Falklands Maritime Heritage Trust, finanziatore della missione, “e che quest’impresa ispiri le nuove generazioni a esplorare, a superare le sfide e a comprendere meglio l’ambiente antartico”.

The post Antartide: una spedizione per cercare l’Endurance, la nave di Ernest Shackleton appeared first on Wired.

%d bloggers like this: