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Appendino porta al ristorante insieme al gruppo Cinque Stelle : tagliando alla giunta?



Una visione per il futuro di Torino, alternativa a quella olimpica che subito manderebbe in fibrillazione la sindaca Chiara Appendino e la sua maggioranza. Questo sarà il tema da cui partire nella discussione che, tra una portata e l’altra, Appendino e i suoi assessori faranno oggi a pranzo insieme ai consiglieri comunali del Movimento 5stelle. Tutti riuniti in un locale del Quadrilatero, dove è stata riservata una sala per rendere il confronto inaccessibile a occhi e orecchie indiscreti, per quello che un tempo si sarebbe chiamato “tagliando” politico e oggi viene definito team building. “Dopo due anni e mezzo dobbiamo fare di più per cambiare Torino – ragiona un esponente grillino – Siamo stati eletti per dare una svolta alla città, se non ci riusciamo tanto vale andarcene a casa”. Il concetto, forte, riguarda le Olimpiadi certo. Sopratutto per Appendino che le aveva individuate come l’occasione per avviare una trasformazione di Torino targata 5stelle, ma anche altri temi. I consiglieri vogliono che la sindaca chiarisca una volta per tutte come intende comportarsi se dovesse arrivare quella convocazione a Roma che tutti, dal presidente Sergio Chiamparino ai sindaci montani, auspicano e che dovrebbe essere ufficiale domani o martedì.
I temi caldi però sono tanti. Dalla gestione tribolata delle mense, su cui più volte gli stessi consiglieri comunali hanno criticato l’assessora all’Istruzione, Federica Patti, passando per il risanamento di Gtt, il piano di rientro che ha terremotato il bilancio e costretto l’assessore Sergio Rolando, che in più momenti è stato dato in procinto di lasciare l’incarico in anticipo, a stoppare iniziative che avrebbero dato una sferzata all’immagine della giunta. Tra i nodi più spinosi ovviamente ci sarà anche quello della gestione del capitolo culturale, con le spine del Salone del Libro e della liquidazione della fondazione che rischiano di pungere l’assessora Francesca Leon.
Al momento non ci sono rimpasti in vista, ma i consiglieri che avevano più volte manifestato l’esigenza di un maggiore coinvolgimento si aspettano che dalle parole si passi ai fatti. Dopo i mesi di tensioni, interne soprattutto, ma anche con il tessuto produttivo e sociale torinese, che l’hanno portata almeno un paio di volte sull’orlo delle dimissioni Appendino ha sentito il bisogno di riunire tutti attorno a un tavolo. Anche perché le tempeste in arrivo non sono meno forti di quelle passate, a partire dai possibili processi per la vicenda Ream e per la tragedia di piazza San Carlo. Per questo la sindaca vuole cercare di ricompattare tutti, e l’iniezione di fiducia e il sostegno arrivati da Beppe Grillo e dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, in questo senso sono stati un vero toccasana. Fino a venerdì mattina per lei l’appuntamento di oggi sarebbe stato pesantissimo e difficile da gestire, ora con l’investitura del fondatore sarà un po’ più semplice.
La necessità di parlarsi però è condivisa anche dagli assessori, che vogliono sentirsi confermati dalla sindaca nella loro attività, ma sentono anche il bisogno di far vedere che delle cose le hanno fatte. Una delle critiche più volte espresse sulle chat, con cui sono gestite anche partite importanti tra assessori e consiglieri, è una scarsa padronanza dei dossier più spinosi e la mancanza di rapidità nella reazione nei momenti di crisi. “L’unico modo per cercare di portare alla scadenza l’esperienza della prima giunta grillina di Torino è avere un confronto, anche aspro – aggiunge un consigliere – Noi siamo riusciti a ritrovare la compattezza su un tema spinoso come le Olimpiadi, ma ad esempio sull’alta velocità Torino-Lione è il momento di ottenere dei risultati e far sentire la nostra voce”.

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