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Asia Argento sul suicidio dell’ex Anthony Bourdain: “Avrei dovuto salvarlo da se stesso”

Protagonista della puntata di venerdì 18 giugno di Belve, il programma in seconda serata condotto Francesca Fagnani, è stata Asia Argento. L’attrice rispondendo con piglio alle domande della giornalista ha raccontato momenti intensi della sua vita, il suo essere una madre single, ha rievocato un passato doloroso, si è ribellata quando l’argomento trattato non era di suo gradimento, ma è riuscita anche ad esternare le emozioni più buie e nascoste, come quelle che appartengono alla sua storia d’amore con Anthony Bourdain.

Il dolore per Anthony Bourdain

Un amore, quello con lo chef conosciuto in tutto il mondo, che è stato segnato da un dolore distruttivo, come quello di una morte non annunciata, una morte procurata autoinferta. Ed è proprio attraverso questa sofferenza che Asia Argento ricorda quello che per lei è stato uno degli uomini più importanti della sua vita, insieme ai padri dei suoi figli. Francesca Fagnani le chiede se ha avuto rimpianti per non aver compreso in tempo cosa sarebbe potuto succedere, dopo il suicidio di Bourdain, ricevendo questa risposta:

Certo, tutto. Il suo dolore, ma era molto bravo a nasconderlo era un uomo di vent’anni più grande di me, quindi un’altra generazione, di quegli uomini che non vogliono mostrare i propri sentimenti che vogliono far vedere che sono quelli forti e sono lì per proteggerti e forse dovevo essere io a proteggere un po’ più lui da se stesso.

La dipendenza dalle droghe

La narrazione che solitamente si fa del personaggio di Asia Argento è quella di una donna che ha vissuto la sua vita a pieno, una donna che ha trasgredito “le regole” come lei stessa afferma nell’intervista alla Fagnani, una donna che ha toccato gli eccessi per poi privarsene: “Adesso se ho un vizio è quello di fumare molte sigarette”. Ma proprio di eccessi e dell’uso di droghe, infatti, l’attrice parla apertamente con la giornalista, rivelando di aver assunto qualsiasi tipo di sostanza stupefacente:

Dipendenze ne ho avute parecchie e le ho superate, non mi interessano, non mi interessa lo stordimento, proprio perché sono una persona che ha bisogno di controllare non mi interessano. È iniziata come sperimentazione, poi è finita come dipendenza e li mi sono spaventata. Ma amo talmente tanto il mio lavoro che mi ha salvata. Ne ho provate tutte, anche quelle di cui non conosce l’esistenza. Bevande sacre, di sciamani. È come fare 16 anni di analisi in otto ore di lavoro,  ho ricevuto molte visite da persone che non ci sono più ho capito molte cose sulla mia famiglia.

Lo scontro con Francesca Fagnani sul caso Weinstein

Tra gli argomenti toccati nella lunga intervista su Rai2, in cui Asia Argento ha dato sfoggio del suo carattere, della sua schiettezza, ma anche sicurezza nell’affermare le sue opinioni, assecondando il suo essere fumantina, si è parlato del #MeToo, il movimento contro Harvey Weinstein di cui è diventata paladina e che ha restituito un’altra versione della sua persona. Nonostante la denuncia e la causa importante, la regista non sempre è stata apprezzata: “Ha dato molto fastidio che una persona come me, liberata sessualmente diventasse paladina di un movimento che immagina che le femministe siano queste donne, tante Santa Maria Goretti dà fastidio che io sia diventata il simbolo di una lotta, perché non rientro nell’idea completamente misogina di come debba essere una femminista”. La domanda, poi, sul perché non avesse mai denunciato il magnate americano prende una piega diversa e decisamente spinosa:

Non ho denunciato Weinstein perché era successo vent’anni prima e il crimine era caduto in prescrizione. Sono cose che sanno tutti, ne ho parlato milioni di volte, non sono qui per parlare di questo e se vogliono è scritto tutto nel mio libro. Non l’ho denunciato perché sarei finita a parlare con persone come lei, una rompipalle, una tignosa, tutto quello che vuole sapere è scritto nel mio libro

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