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AstraZeneca: dove e per chi è stato sospeso il vaccino

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In attesa del pronunciamento dell’Ema, previsto a breve, alcuni governi hanno deciso di sospendere del tutto o limitare per fasce d’età il vaccino di Astrazeneca

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(Foto: Macau Photo Agency/Unsplash)

In attesa del pronunciamento dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sul possibile collegamento tra il vaccino anti-Covid di AstraZeneca e gli eventi di trombosi rare, soprattutto tra le donne più giovani, alcuni Paesi hanno deciso di sospendere del tutto le somministrazioni o limitarle in base all’età e al sesso. L’Ema, nel frattempo ha fatto sapere che, sebbene i benefici superino nettamente i rischi, potrebbe non escludere più, come aveva invece dichiarato alcune settimane fa, un nesso di causa-effetto con il vaccino, anche se non è ancora chiaro quale sia il meccanismo alla base di questi eventi.

Nel frattempo, in attesa delle nuove indicazioni, alcuni governi hanno deciso di sospendere la vaccinazione. Per esempio, dopo il primo campanello d’allarme di metà marzo scorso, paesi come Norvegia e Danimarca non hanno più ripreso la campagna vaccinale con AstraZeneca, nonostante la successiva conferenza stampa, durante la quale l’Ema aveva rassicurato sulla sicurezza ed efficacia del vaccino. Ad aggiungersi allo stop completo è stata anche l’Olanda domenica 4 aprile. A fissare limiti d’età per la somministrazione del vaccino sono invece la Francia, per cui la somministrazione è ora riservata agli over 55, la Svezia, per gli over 65, e la Germania, che dal 30 marzo ha deciso di destinare il vaccino solo alle persone con più di 60 anni. Secondo alcune fonti, inoltre, anche l’agenzia regolatrice dei farmaci britannica (Mhra) potrebbe mettere presto nuove limitazioni d’età, al di sotto della quali sarebbe meglio somministrare un altro farmaco.

La decisione di fissare un limite d’età nasce dal fatto che rari casi di trombosi venosa cerebrale, associata a un calo di piastrine, sono stati osservati in persone, soprattutto donne al di sotto dei 60 anni, tra i 4 e i 16 giorni dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. E se solamente alcuni giorni fa l’Ema aveva dichiarato che un nesso causale con il vaccino non è stato dimostrato, ma è possibile, oggi l’agenzia sembra essere sempre più incline a riconoscere un collegamento tra vaccino ed eventi trombotici. “Ora è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto fra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine”, ha spiegato Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini dell’Ema.

Ricordiamo che in Italia, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) aveva inizialmente consigliato l’uso del vaccino fino ai 55 anni, poi lo aveva ampliato fino ai 65 anni. A marzo scorso, infine, anche questo limite era stato rimosso e il vaccino di AstraZeneca poteva essere somministrato anche per gli over 65. È possibile quindi che l’Ema dia delle nuove indicazioni, e che solo dopo il suo pronunciamento, l’Aifa farà le sue valutazioni proponendo, magari, anche qui da noi limitazioni al vaccino per fasce d’età.

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