Autore: Marco Sparta

Filippo Biscaglia, quanto guadagna con Temptation Island? Lo sanno in pochi

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Quanto guadagna Filippo Bisciglia con il programma Temptation Island? Scopriamo insieme la cifra che vi lascerà senza parole.

Filippo Bisciglia

Filippo Bisciglia è ormai da anni il conduttore di Temptation Island, il programma in onda su canale 5 ogni estate. Il 30 giugno inizierà la nuova edizione e il pubblico appassionato non vede l’ora di conoscere chi saranno i nuovi concorrenti che parteciperanno all’esperimento nel viaggio dei sentimenti.

Sei coppie in crisi si riuniranno in un villaggio, gli uomini vivranno la loro vacanza con le tentatrici e le donne con i tentatori. Falò, confronti, colpi di scena. Questo e molto altro vi aspetta.

Filippo Bisciglia, quanto guadagna con il programma?

Temptation Island giunge quest’anno alla sesta edizione e secondo i dati di ascolti e share il programma è un successo per l’azienda Mediaset. Per questo, ogni volta viene riconfermato ed insieme alla trasmissione anche il conduttore Filippo Bisciglia.

Molti si chiedono quanto guadagni il presentatore. La risposta non c’è visto che lo stipendio di Bisciglia rimane ancora un mistero dopo tutto questo tempo.

L’ex gieffino potrebbe ricevere un guadagno che gli permetta un tenore di vita medio alto nel corso dell’anno, a fronte anche di un impegno lavorativo di un mese. Bisogna considerare il successo del programma e il fatto che sia arrivato alla sesta edizione.

L’anno scorso era stato proprio il diretto interessato a spiegare che

Maria mi ha scelto credo per due motivi, il primo è che conosco bene i rapporti e i problemi di coppia, essendo fidanzato con Pamela da quasi 11 anni. Inoltre ho fatto anche io un reality quindi conosco molto bene le dinamiche di questo tipo di programmi.

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I fan non vedono l’ora di scoprire le novità della nuova edizione, sembra che quella di quest’anno sia molto speciale. Cosa dobbiamo aspettarci dalle sei coppie in gioco? Tutto può succedere nel viaggio dei sentimenti, parola di Filippo Bisciglia.

Myrta Merlino si sbottona su Marco Tardelli “Non posso rinunciarci”

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Myrta Merlino e Marco Tardelli: come stanno le cose tra loro? La loro storia d’amore continua o ci sono delle ricadute? I dettagli.

Myrta Merlino

Myrta Merlino, la conduttrice di Che aria che tira, non ha resistito ed ha voluto rivelare delle dichiarazioni sull’uomo della sua vita, Marco Tardelli. La donna, dopo una stagione lavorativa molto piena, si concede una pausa e si lascia andare a cuore aperto nel corso di un’intervista che ha fatto molto discutere.

Per lei l’amore e la famiglia vengono prima di ogni cosa, anche della carriera che in ogni caso non è mancata nella sua vita ed ha sempre avuto un posto speciale.

Myrta Merlino: l’amore incondizionato per suo marito

L’intervista di cui tutti parlano è stata pubblicata dal settimanale Oggi, la conduttrice si è rivelata e non ha perso occasione di dedicare del tempo a suo marito che ama alla follia.

Nel corso della conversazione ha affermato che

L’amore mi ha regalato una pace che non avevo. Sono diventata sicura. Mi esprimo meglio anche nel lavoro. Avevo una maschera, ora non più… Adesso mi sono liberata.

Ha poi spiegato che il lavoro la porta lontano dalla famiglia e lei non ce la fa a staccare dal suo amore

Non posso rinunciarci. Stiamo male se non ci vediamo, se non stiamo vicini. I miei figli mi prendono in giro, ma io un amore così non l’ho mai avuto, nemmeno a 18 anni. Mi sono sposata giovane, dicendo ‘finché morte non ci separi senza manco capire cosa significasse. Ora ho chiaro in mente che cosa significhi: Marco è questo, da cinque anni.

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L’uomo era già innamorato della Merlino da quindici anni ma non si era mai fatto avanti poiché sposata. Oggi, invece, sono complici e l’uno sempre accanto all’altro. Non possono più stare lontani e il tempo insieme non basta mai, sembrano due adolescenti con trent’anni di più.

Il biliardino multifunzione che diventa tavolo da poker

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Disponibile in varie configurazioni e legni diversi, si trasforma in modo semplice e veloce, consentendo di giocare, lavorare e mangiare sullo stesso piano

Un biliardino in casa cattura sempre l’attenzione degli amici ma può accontentare anche chi di calcio e derivati non ha conoscenza né passione, almeno se il modello in questione è l’ultimo progettato da Teemo. Che ha ideato e prodotto un rettangolo verde in miniatura multifunzionale, facilmente convertibile per assumere un diverso aspetto e assolvere altre funzioni. Tavolo da gioco per poker, Texas hold ‘em e altri giochi da tavolo, ma anche una postazione di lavoro con lo spazio sul lato corto per poggiare il laptop, oppure una tavola per mangiare con un massimo di quattro commensali.

Disponibile in diverse varietà di legno (tra cui ciliegio, quercia rossa, acero, noce), Nulocore si trasforma in modo semplice e rapido tramite il piano reversibile, da ribaltare per la versione poker-giochi, dopo aver tolto le otto stecche che integrano i giocatori delle due squadre. Utili si rivelano pure gli accessori, come il modulo in legno dedicato al computer e quello più piccolo in grado di ricaricare lo smartphone in modalità wireless. Previsto in varie configurazioni e dimensioni, il prezzo di Nulocore parte da circa 295 euro, con costi di spedizione per l’Italia inclusi e consegne a partire dal prossimo dicembre.

Umanità a rischio estinzione, l’annuncio shock dell’ONU: c’è la bozza ufficiale

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La bozza del rapporto IPCC sul riscaldamento globale è scioccante e preannuncia gravi catastrofi per l’umanità nei prossimi decenni.

Accordo di Parigi 2015

Negli ultimi decenni sono evidenti i cambiamenti climatici che affliggono l’intero pianeta, da periodi di siccità estrema, a picchi di calore insopportabili, trombe d’aria improvvise e nevicate fuori stagione.

L’ultimo Accordo di Parigi siglato il 12 dicembre 2015 ha visto impegnati 195 Paesi nel decidere i termini comuni per ridurre le emissioni di gas serra ed il ricorso ai combustibili fossili verso un ricorso più massiccio alle fonti “green”.

L’accordo stabiliva di ridurre il riscaldamento per limitarlo a 1,5°C puntando a rafforzare la capacità dei singoli Stati nell’affrontare gli impatti dei cambiamenti e a sostenerli con azioni mirate.

Ciò però sta decollando in modo molto lento, tanto che le ultime previsioni lanciate nell’ultima bozza del “Rapporto del gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC)” dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sono catastrofiche.

L’ONU lancia l’allarme: clima a rischio

La situazione non può permettere di slittare ancora una volta le misure di contenimento da parte dei singoli Paesi. A rischio l’umanità intera e la sua sopravvivenza.

L’ultimo rapporto ONU è allarmante e non lascia intendere la possibilità di abbassare la guardia. Il documento parla di situazione irreversibile per milioni di persone e pericolo di gravi cambiamenti a livello globale.

Se si raggiungeranno i +2 gradi centigradi anziché +1,5, circa 420 milioni di persone in più sulla terra dovranno affrontare ondate di caldo estremo e fino a 80 milioni di persone in più nel mondo potrebbero essere minacciate dalla fame.

I toni sono accesi: “Senza tagli alle emissioni, oltre 85 milioni di persone potrebbero essere costrette a lasciare le loro case nell’Africa sub-sahariana a causa degli impatti indotti dal clima entro il 2050”.

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Il rapporto di 4000 pagine sarà pubblicato solo a febbraio 2022 e avrà principalmente la finalità di indirizzare le prossime scelte politiche con linee guida da osservare scrupolosamente se l’umanità vuole continuare a preservare la propria integrità.

Dal minor consumo di prodotti animali, all’uso di fonti rinnovabili ad una raccolta differenziata consapevole, piccoli passi che però posso o aiutarci a sopravvivere.

Coronavirus, ottime notizie dal GOM di Reggio Calabria: guariscono 4 pazienti della terapia intensiva, l’ospedale continua a svuotarsi

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Coronavirus: nelle ultime ventiquattro ore al GOM di Reggio Calabria sono stati 179 i soggetti sottoposti allo screening per CoViD-19. Nessuno di questi è risultato positivo al test

La Direzione Aziendale del G.O.M. “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che le dosi di vaccino somministrate dal G.O.M. al personale e agli utenti per i quali è stato autorizzato sono 59.358 (832 nella giornata di ieri). Di queste, 35.964 sono prime dosi, 23.394 sono, invece, seconde dosi. (Il dato è aggiornato a ieri). Nelle ultime ventiquattro ore sono stati 179 i soggetti sottoposti allo screening per CoViD-19. Nessuno di questi è risultato positivo al test.

In seguito a 1 ricovero, un trasferimento dalla Terapia Intensiva ai reparti di degenza ordinaria e 3 pazienti divenuti negativi in Terapia Intensiva e trasferiti in area no Covid-19, sono 23 i pazienti positivi al CoViD-19 ricoverati al G.O.M.: 21 nell’Unità Operativa di Malattie Infettive, 1 in Ostetricia e Ginecologia e 1 in Terapia Intensiva. I pazienti finora accolti dal G.O.M. sono 1.424 (di questi, 6 hanno avuto un doppio ricovero per un totale di 1.430 ricoveri). I pazienti deceduti sono 328. I pazienti clinicamente guariti sono 850. I pazienti trasferiti ad altro ospedale sono 220. La Direzione Aziendale del G.O.M. continua a raccomandare il rispetto delle misure di prevenzione del contagio nonché di tenere comportamenti sociali responsabili a tutela della salute di tutti. Per informazioni o in caso di sintomi sospetti contattare il numero Verde 1500 ministeriale. Per informazioni sulla campagna vaccinale regionale contattare il Numero Verde 800 00 99 66 della Regione Calabria.


Le foto di Giulia Stabile e Sangiovanni sexy tra le onde, il servizio completo per Chi settimanale

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Giulia Stabile e Sangiovanni, foto del settimanale Chi
in foto: Giulia Stabile e Sangiovanni, foto del settimanale Chi

Erano stati avvistati sulla spiaggia di Fregene intenti a scambiarsi effusioni e baci appassionati, ma non si trattava di un weekend d’amore per Giulia Stabile e Sangiovanni, bensì del set di un servizio fotografico come dimostrano le attrezzature posizionate in riva al mare. Lo shooting in questione è quello comparso sul settimanale Chi, diretto da Alfonso Signorini, edito da Mondadori e da sempre afferente al mondo Mediaset.

Il servizio fotografico di Chi

Foto del settimanale Chi
in foto: Foto del settimanale Chi

Un servizio che magnifichi il loro amore così puro e fresco, un amore nato per caso nella casetta di Amici20 e di cui adesso parlano davvero tutti, non soltanto gli appassionati del talent show di Canale 5. Così, travolti dalla passione ma anche dalla onde del mare, i due si sono lasciati ritrarre dagli obiettivi dei fotografi, divertendosi a farsi travolgere dall’acqua, giocando e scherzando sempre con la solita ilarità che li distingue e che emerge anche dagli scatti in cui appaiono sorridenti e visibilmente divertiti, sebbene non manchino dei momenti più intensi, stesi sul bagnasciuga.

L’amore tra Giulia e Sangiovanni

Foto del settimanale Chi
in foto: Foto del settimanale Chi

Giulia Stabile e Sangiovanni sono diventati il simbolo di una generazione che non ha paura di mostrarsi per quello che è, con tanto di stranezze, di trascorsi burrascosi, ma anche di inesperienza e genuinità. La ballerina vincitrice del talent, infatti, ha vissuto tante prime volte insieme al suo cantante, come rivela al settimanale: “Lui è il mio primo bacio, il mio primo di tutto. Non temiamo il futuro, in qualunque modo andrà ci saremo sempre l’uno per l’altra“. In un’intervista rilasciata a Vanity Fair la 19enne ha rivelato che tra loro non c’è stata un’altra importante “prima volta“, quella più intima, che arriverà quando davvero arriveranno a sentirsi “una cosa sola”.

Reggio Calabria, Marino (Fdi): “rifiuti, ratti, blatte e siccità: questa è l’estate reggina di Falcomatà”

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Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, Marino (Fdi): “bisognerebbe restare per ore a leggere le continue veline diramate dall’amministrazione Falcomatà, ormai altamente specializzata nella scrittura di genere fantasy”

“Bisognerebbe restare per ore a leggere le continue veline diramate dall’amministrazione Falcomatà, ormai altamente specializzata nella scrittura di genere “fantasy”. D’altronde è palese ai più, ai reggini in primis, che le colonne di rifiuti sparsi per la città, la quotidiana assenza d’acqua nelle case, l’inammissibile invasione di blatte geneticamente modificate e topi somiglianti al minotauro cretese, siano solo l’effetto “distorto” e fazioso di una realtà ben diversa. Perché Reggio, stando a quanto ci raccontano Falcomatà e i suoi uomini, brilla come non mai: servizi essenziali al top, pulizia cittadina impeccabile, raccolta rifiuti “Svizzera”, acqua del Menta che rischia di travolgere i cittadini come uno tsunami. È chiaro che chiunque voglia sostenere il contrario… abbia ragione! Mai come in questi ultimi tempi la città di Reggio Calabria è stata sacrificata alla sciatteria e all’abbandono da un’amministrazione comunale che, al netto di slogan e vane promesse elettorali, continua a rivelarsi inutile ed incapace. Il sistema di raccolta dei rifiuti è fallito: non da oggi ma da tempo. Ed il fallimento è solo ed esclusivamente politico. Nonostante il Sindaco ed i suoi scaricano continuamente le responsabilità verso altri, il sistema di raccolta così come voluto dal centrosinistra reggino non è sostenibile“. E’ quanto scrive in una nota Demetrio Marino, capogruppo di “Fratelli d’Italia” nel Consiglio Comunale di Reggio Calabria.È aumentato il costo del servizio di raccolta, basti pensare che vengono versati al gestore 2.2 milioni di euro al mese, cioè 76 mila euro al giorno. È aumentato il piano dei costi del “Ciclo dei rifiuti”, infatti basta verificare il bilancio di previsione 2020 per capire che si è passati da 40 milioni di euro del 2019 a 50.2 milioni di euro del 2020. Ma non solo. Le promesse di un secondo tempo differente si sono immediatamente dissolte: non c’è traccia delle nuove isole ecologiche, non vi è testimonianza di un vero contrasto all’evasione e soprattutto, oltre le ignobili accuse verso gli operatori della raccolta, non vi sono azioni politiche eclatanti ed efficaci, che aiutino la città a risollevarsi. Ad aggravare la situazione, l’ennesima inadempienza della Giunta di Reggio, che per non aver versato gli oneri del servizio, si ritrova adesso senza la possibilità di conferire, restando ferma al palo. In questo senso avrebbe potuto agire la Città Metropolitana di Reggio Calabria, approvando un emendamento da me presentato nel corso del Consiglio Metropolitano del Febbraio 2020, che aveva l’obiettivo di tutelare e salvaguardare i comuni in fase di dissesto o pre-dissesto che non riuscivano ad ottemperare ai doveri finanziari: ma quell’emendamento mi fu respinto. Oggi ci ritroviamo con una città sporca, con mini (ma anche maxi) discariche ovunque, e un Sindaco che invece di assumersi la responsabilità del fallimento pensa bene (come sua consuetudine) di addossare le colpe alla società affidataria del servizio, agli operatori e ai cittadini. L’estate reggina 2021 sarà contrassegnata, purtroppo, da una situazione igienico sanitaria preoccupante: la città, se non bastassero la quantità di rifiuti nelle strade, è letteralmente presa d’assalto da blatte che si alimentano e si moltiplicano proprio a causa dei rifiuti e delle condizioni di sporcizia cittadina. A fronte di questa problematica è un paradosso dover constatare che il programma di disinfestazione sia iniziato solamente nei giorni scorsi e termini addirittura a fine luglio quando la situazione d’emergenza sarà ormai probabilmente irrecuperabile. Un’amministrazione comunale che non riesce nemmeno a pianificare, pretendere ed organizzare, una disinfestazione nei mesi antecedenti quelli estivi, è un’amministrazione totalmente incapace. Tra spazzatura e scarafaggi a peggiorare le cose, c’è la siccità permanente che affligge i cittadini: temperature di oltre 40 gradi e reggini che non possono usufruire del bene essenziale prioritario: l’acqua. Eppure la Diga del Menta doveva essere la soluzione di tutti i problemi, ma anche quella, ormai è parte integrante della sceneggiatura “fantasy” di cui l’amministrazione Falcomatà sembra essere esperta”, conclude la nota.


Perché diciamo no alla vaccinazione Covid per i bambini

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Aver avuto Covid-19 non protegge necessariamente da una seconda infezione

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Secondo uno studio inglese nei guariti la protezione potrebbe calare già dopo sei mesi, soprattutto fra chi ha avuto Covid-19 asintomatico. Un studio italiano, invece, indica che in alcuni casi si potrebbe valutare (per il futuro) se spostare la vaccinazione dei guariti dopo 10 mesi. Il dibattito resta aperto e i numeri sono ancora limitati

Covid-19
(foto: MasterTux via Pixabay)

Si parla spesso della vaccinazione dei guariti, ovvero delle persone che hanno già contratto Covid-19, sintomatico o asintomatico, su quando e come è opportuno che ricevano il vaccino. Uno studio dell’università di Oxford mette in luce il fatto che aver avuto il coronavirus non necessariamente protegge a lungo da una nuova infezione, soprattutto quando si parla delle nuove varianti, come la delta, classificate dall’Oms come varianti che destano preoccupazione. In particolare, la copertura potrebbe cadere già dopo 6 mesi. Per questo è bene vaccinarsi entro quel periodo, come raccomandato anche dalle nostre attuali linee guida. Un’altra ricerca, condotta dall’Irccs Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (Verona), conferma che per chi ha avuto Covid-19 è sufficiente una dose sola di vaccino e indica che in alcuni casi, soprattutto per i guariti da Covid-19 sintomatico, si potrebbe pensare di spostare la dose anche dopo 10 mesi dall’infezione, un risultato un po’ diverso da quello inglese. Ecco cosa sappiamo e come capire qualcosa in più.

Lo studio inglese

Entrambi gli studi hanno coinvolto piccoli gruppi di partecipanti, e anche per questo le conclusioni a cui arrivano le ricerche possono essere – in questo come in altri casi – leggermente differenti. I ricercatori del gruppo di Oxford hanno svolto un’indagine ancora limitata, dato che si basa sui dati di un piccolo campione di 78 persone, e non ancora revisionata con il peer reviewing – ma possiamo leggerlo in anteprima (preprint). Gli autori hanno misurato la risposta immunitaria, sia quella legata agli anticorpi specifici contro Sars-Cov-2 sia quella delle cellule B e T. Le risposte differiscono molto da persona a persona. Nei casi di Covid-19 sintomatico, dopo 6 mesi circa il 26% delle persone non mostravano più la presenza di anticorpi specifici contro Sars-Cov-2, mentre fra gli asintomatici si arriva ben al 92%.

I ricercatori hanno poi combinato i risultati con test eseguiti tramite algoritmi di machine learning, per capire meglio se la gravità della malattia è correlata con l’immunità successiva. Con questo metodo i ricercatori hanno individuato una particolare caratteristica, come una firma, nella risposta immunitaria, dopo un mese dall’infezione, che fornisce indizi – è un elemento predittore – dell’immunità presente a distanza di 6 mesi. Approfondire questo risultato potrebbe essere utile, in futuro, per studiare meglio la durata dell’immunità.

Dalle nostre linee guida allo studio italiano

Attualmente, infatti, le linee guida italiane prevedono che chi è risultato positivo a Sars-Cov-2 in passato riceva una prima dose di vaccino un po’ distanziata dall’infezione, almeno a distanza di 3 mesi dall’infezione, ma non oltre i 6 mesi. La ricerca condotta dal gruppo del Negrar di Verona, coordinata da Zeno Bisoffi, potrebbe in futuro aprire la strada a una revisione di queste regole. Lo studio ha coinvolto quasi 2000 operatori sanitari e personale ospedaliero, di cui 232 avevano avuto Covid-19 in precedenza, ed è stata svolta nel primo periodo della campagna vaccinale, da gennaio a marzo 2021. I risultati sono sotto la revisione da parte della rivista Clinical Microbiology and Infection (non abbiamo in mano un preprint). Tutti i partecipanti hanno ricevuto almeno una dose con il vaccino di Pfizer-BioNTech.

“Dei 1935 partecipanti”, commenta Bisoffi, direttore Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia del Negrar, “232 avevano una storia di infezione documentata: proprio in questi ultimi il titolo anticorpale medio dopo una sola somministrazione di vaccino era significativamente più alto rispetto a quello rilevato in chi non aveva mai contratto il virus e aveva ricevuto due dosi di vaccino”. La risposta era più forte nei giovani, nelle donne e in chi ha avuto Covid-19 con sintomi. Questo, prosegue l’esperto, conferma e sostiene la decisione (già in atto) di procedere con un’unica somministrazione in chi ha già avuto il Covid-19. Ma non è tutto. “Con sorpresa – aggiunge Bisoffi – abbiamo osservato che la risposta anticorpale era tanto più forte quanto più tempo era trascorso dall’infezione, fino a 10 mesi. Per questo gli esperti ipotizzano che la prima somministrazione in chi ha avuto Covid-19 potrebbe essere anche spostata rispetto alle attuali linee guida, che prevedono che la dose sia somministrata entro i sei mesi. Ovviamente per ora non c’è alcuna indicazione di posticipare la vaccinazione, anche considerando che ogni caso è a sé e che la protezione da nuove varianti potrebbe essere ridotta se si ritarda la dose.

“Non devi mollare”: Federica Panicucci, lacrime in diretta: che è successo

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La trasmissione “Mattino 5” di Canale 5 mostra un momento di grande commozione. Protagonista è proprio Federica Panicucci con la ospite speciale.

Piange in diretta Federica Panicucci, e lo fa ospitando nella sua trasmissione Piera Maggio, madre di Denise Pipitone. Le sue sono lacrime di commozione, per una vicenda che la 53enne conduttrice televisiva di Cecina ha fatto sua da sempre.

Piera Maggio ospite di Federica Panicucci
Piera Maggio ospite di Federica Panicucci Foto screenshot

La Panicucci ha sempre dimostrato di avere grande sensibilità. E quando si tratta di dare la parola nella sua “Mattino 5” a chi sta soffrendo, è portata a solidarizzare al massimo con quest’ultimi.

Nel caso che risale a martedì 22 giugno 2021 è toccato a Piera Maggio ricevere il sostegno di Federica Panicucci. Le indagini vanno avanti dopo che la Procura di Marsala ha riaperto il caso, circa due mesi fa.

Ma l’inchiesta ha subito troppi rallentamenti e troppi momenti di incertezza nel corso dei quasi 17 anni durante i quali Denise Pipitone non è mai spuntata fuori. Non si sa neppure se sia ancora viva.

A piangere però è pure Piera Maggio, che smentisce la nomea di donna inossidabile ricevuta sui media da alcuni. Lei è una persona che soffre terribilmente, e stavolta cede in un pianto liberatorio.

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La mamma di Denise si è scontrata con “Quarto Grado”

Proprio in quel momento la Panicucci le porta tutto il proprio conforto. E le fa coraggio:

Sei una mamma a cui è stata tolta una figlia Piera. E’ molto difficile, ma Denise va cercata

Se Piera ha deciso poi di presenziare in diretta a “Mattino 5”, c’è un motivo. Lei ha voluto esserci per ringraziare Federica Panicucci e la redazione della sua trasmissione per la delicatezza con la quale hanno sempre parlato di sua figlia.

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Esattamente l’opposto di quanto accaduto con “Quarto Grado”, il programma di inchieste di Rete 4 che ha fatto arrabbiare molto Piera Maggio.

Un opinionista della trasmissione di Rete 4, il giornalista Piero Abbate, a detta della donna l’avrebbe fatta passare per una frivola, giustificando l’astio nei suoi confronti da parte di Jessica Pulizzi, figlia di Anna Corona.