Author: Paolo Guzzanti

GF VIP, magnifica sorpresa per il finalista: l’annuncio appena arrivato, accadrà stas

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Magnifica sorpresa per il finalista del GF VIP questa sera di venerdì 19 febbraio: il concorrente non si aspetta nulla, date un’occhiata all’annuncio appena arrivato! Questa sera di venerdì 19 febbraio è attesa una nuova puntata del GF VIP. Il reality più amato dagli italiani prosegue la sua messa in onda: questa edizione si è […]

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Maria De Filippi, Scoop Pauroso. “E’ Stanca delle polemiche” e chiama due nuovi opinionisti, arrivano Albano e Romina. Fan in delirio

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Interessanti anticipazioni sul Serale di Amici 20. Si inizia a parlare dei giudici in modo sempre più insistente e sono spuntati altri nomi. Ne salteranno fuori più del necessario, come sempre. Per tre o quattro posti in giuria è chiaro che si faranno diverse ipotesi in attesa che Maria De Filippi annunci i giudici del Serale di Amici 20. Fino a quel momento però non mancheranno le indiscrezioni, che a volte si rivelano vere e altre volte invece no.

Insomma, è da tenere in considerazione che non sempre i nomi saltati fuori con le anticipazioni poi sono effettivamente i giudici del Serale. E vale per tutti i ruoli e per tutti i programmi televisivi. Pare che però Maria de Filippi sia stanca delle polemiche nate sul suo programma Amici ( ultimamente nel mirino delle polemiche è finito anche Uomini e Donne) e quindi vorrebbe volti sicuri che non le creino problemi.

Panico a Uomini e Donne, Maria de Filippi aggredita con un colpo alla testa e finisce a terra. Ecco le scene censurate, lui cacciato. Cos’è successo

Il settimanale Vero sull’ultimo numero in edicola ha svelato che Maria vorrebbe portare al Serale due ex protagonisti del programma. Uno non è mai stato allievo, ma l’altra sì. Sul trafiletto si legge che Michele Bravi potrebbe arrivare nel cast della fase serale di Amici di Maria De Filippi. Lui ha fatto parte del programma prima come coach durante il pomeridiano e poi ha preso parte ad Amici Speciali. Sarebbe quindi un gradito ritorno, il pubblico apprezzerebbe di sicuro la presenza di Michele Bravi al Serale di Amici 20.

Il cantante è molto legato alla scuola di Amici, seppure non sia mai stato seduto tra i banchi. Il secondo nome invece non solo è stata allieva, ma ha anche vinto la sua edizione. Ed è una delle vincitrici più amate di sempre, a distanza di tanti anni. Ebbene, potrebbe esserci Alessandra Amoroso al Serale di Amici 20: un sogno per i suoi tanti fan, un desiderio che si è avverato negli anni scorsi ma solo in parte. Alessandra infatti ha già ricoperto il ruolo di giudice, ma solo per qualche puntata e non per tutta la durata della gara.

In realtà il rumor su Alessandra Amoroso giudice al Serale era già saltato fuori lo scorso dicembre. Si tratterebbe quindi di una conferma di questa indiscrezione. E se il rumor è ancora in vita allora è più probabile che sia vero. Nelle scorse settimane invece si è parlato di un altro gradito ritorno ad Amici. Maria infatti vorrebbe far tornare una coppia super amata ma solo in veste di opinionisti. Stiamo parlando di Albano e Romina Power che nella scorsa edizione garantirono record di ascolti alla de filippi. Insomma squadra vincente non si cambia. E voi che ne pensate? Fatecelo sapere, Commentate con noi le puntate sul gruppo ufficiale di Uomini e Donne di Maria de Filippi e seguici su Google News cliccando sulla stellina in alto a destra. 

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**Calcio: Fonseca, ‘con Dzeko abbiamo parlato ma domani il capitano sarà Cristante’**

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Roma, 5 feb. (Adnkronos) – “Dzeko? Non ho da dire di più rispetto a quello che ha detto Tiago Pinto. Abbiamo parlato, va tutto bene. Dzeko si è allenato bene, ma domani sarà Cristante capitano”. Lo ha detto il tecnico della Roma, Paulo Fonseca in conferenza alla vigilia della sfida con la Juventus sulla vicenda Dzeko. “Come cambia la squadra con Mayoral invece che Dzeko? Quello che rinforza il gruppo sono le vittorie, le partite fatte, gli atteggiamenti negli allenamenti. Dzeko e Mayoral sono due giocatori diversi: Edin è più forte fisicamente, Borja è più profondo. Hanno caratteristiche per giocare nel nostro gioco. Borja non ha bisogno della prossima partita per far vedere quello che può fare. Borja è un giovane con qualità, sta giocando bene, deve rimanere concentrato per fare una buona partita domani”, ha aggiunto Fonseca.

Governo: Fornaro, ‘divisioni ci sono ma condizioni per andare avanti’

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Roma, 2 feb. (Adnkronos) – “Formalmente, al presidente Fico che ha avuto l’incarico di esplorare, noi abbiamo ribadito che ci sono le condizioni programmatiche per proseguire. E’ ovvio che ci sono delle differenze, ma in un’alleanza non puoi arrivare al pensiero unico o pensare in due giorni di superare tutte le questioni. Per quel che ci riguarda, noi abbiamo dato questa valutazione”. Così Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera, lasciando il tavolo di lavoro della maggioranza sul cronoprogramma.

Bomba in Rai, Rapporti orali dietro le quinte, la confessione del famosissimo conduttore. Scoppia il caos, Fan sotto choc

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La Rai è nel centro del mirino a causa di alcune decisioni che sono state prese dai suoi vertici nell’ultimo periodo, e ci sono conduttori di altre reti che ne parlano senza freni insieme ai loro ospiti. E’ il caso di Massimo Giletti, che da ben 29 anni fino al 2017 ha lavorato  per la rete di Stato conducendo l’Arena, stessa trasmissione che oggi va invece in onda su La7 con il titolo Non è L’Arena. Furono molte le chiacchiere rispetto a questo divorzio lavorativo, con il conduttore che, arrabbiato, svelava al Corriere della Sera che i veri motivi per il quale il suo programma veniva soppresso erano di natura politica.

Sono stati inutili i tentativi Rai di trattenere Massimo Giletti, cui vennero proposte ben dodici prime serate il sabato sera più dei reportage. Ma questa volta i fili delle marionette sarebbero stati tenuti da loro, i vertici della rete, e il giornalista ha rifiutato per amore della libertà. Siamo nel 2021 e a Non è l’Arena si parla della televisione di Stato e dei suoi direttori, che ultimamente sono stati criticati anche da Mediaset tramite Striscia la Notizia di Antonio Ricci. Ma cosa sta succedendo e come mai sono nate così tante polemiche, ma soprattutto da parte di chi?

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Ospite a Non è l’Arena, il conduttore Jacopo Fo, che ha lanciato una forte provocazione: “A chi devo praticare un rapporto orale per lavorare alla Rai? Perché questo cavolo di governo non ha fatto un sistema di accesso per fare delle trasmissioni sulla base di risultati ad esempio su internet?” ha esordito. Parole che fanno immediatamente pensare che i protagonisti della televisione di Stato siano scelti in base a raccomandazioni e favori, che queste poi possano essere di natura sessuale non ci è dato saperlo, ma il piccolo schermo non è nuovo a questo tipo di scandali. Insomma l’insinuazione che alcuni lavorino in Rai grazie a servizietti fatti dietro le quinte non è neanche tanto velata. Il problema è capire a chi si riferisca.

Massimo Giletti non ha posto un freno alle accuse del suo ospite, ma invece ha ironicamente risposto: “Non lo chieda a me, sono l’ultimo a poter dare una risposta”, parole comprensibili, considerato che quando Non è l’Arena era una trasmissione Rai superava sempre il 20% di share, nonostante la fascia oraria notoriamente difficile, dalle 15 alle 16 del pomeriggio, ma questo non ha impedito di farla sopprimere. Non solo Jacopo Fo, anche Mauro Corona è stato ospite della trasmissione La7, dove ha potuto dire la sua riguardo la vicenda che l’ha visto come protagonista su Rai 3, nella trasmissione diretta da Bianca Berlinguer.

E’ ormai risaputo quello che è accaduto durante la puntata che ha avuto come esito l’allontanamento definitivo dell’alpinista da Rai: nel corso di un litigio a Cartabianca, Corona ha apostrofato la conduttrice chiamandola gallina. “A Bianca Berlinguer ho chiesto scusa la sera stessa, poi ho ribadito in due occasioni le scuse pubbliche, ma non per tornare in Rai, ma perché mi sono sentito un cafone e avevo un sincero pentimento” ha raccontato a Massimo Giletti ma, come si sa, la sua richiesta di perdono non è bastata e lui è rimasto senza un lavoro, almeno nella televisione di Stato.

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A prendere la decisione, nonostante Bianca Berlinguer avesse perdonato il suo ospite fisso, è stato il direttore di Rai 3, Franco Di Mare, che non ne ha voluto sapere di un rientro di Mauro Corona in Rai. “Non erano preparati questi scontri, erano cose naturali, che uscivano di colpo, e forse anche per questo la gente ci guardava. Dopo tutto il perbenismo la gente aveva trovato in me un uomo vero, naturale. Non era nulla di preparato”. Anche Bianca Berlinguer aveva dichiarato che lo avrebbe rivoluto in trasmissione: “E’ una questione che avrei voluto risolvere io ed è stata una grande amarezza dover subire solo le decisioni”, decisioni prese da Franco Di Mare che, per la soddisfazione di Mauro Corona, è diventato il direttore Rai più accusato e chiacchierato dell’anno. E voi Che ne pensate? Commentate con noi sul gruppo ufficiale di Uomini e Donne di Maria de Filippi e seguici su Google News.

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Tenuta Cavalier Pepe, olio e vino dall’Irpinia

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La Tenuta Cavalier Pepe, nel cuore dell’Irpinia, territorio di grande
qualità enoica, è una realtà di notevole rilievo oltre che per il vino, con le
sue tre 3 DOCG, anche per la produzione dell’olio
d’oliva extravergine denominato Irpinia-Colline dell’Ufita DOP.

Su terreni tipicamente vulcanici, argillosi e calcarei, l’olio acquisisce
un sapore equilibrato, armonico, ampio e fruttato, con note amarognole e
piccanti e un colore verde, con riflessi giallo paglierino.

L’olio irpino I Tre Colli è il risultato di una
perfetta armonia tra ambiente, varietà, e tradizione. La zona di produzione è
particolarmente vocata: gli oliveti si inerpicano sulle colline assolate e le temperature
sono ideali, fino a ottenere un olio profumato da abbinare come condimento, al
naturale, su piatti a base di legumi e verdure, e su grigliate di carne o pesce.

La tecnica di produzione
adottata per ottenere la qualità de I Tre Colli – disponibile in bottiglia da
mezzo litro e in lattina da 5 litri, anche su lo shop on line del sito tenutacavalierpepe.it
– dipende dalle olive che, raccolte a mano a inizio novembre, subiscono la
frangitura con estrazione a freddo dell’olio; la decantazione avviene senza
filtrazione, per non disperdere o modificare le preziose proprietà
organolettiche.

Il territorio e le sue caratteristiche
sono fondamentali e di lunga tradizione; le fonti documentano che furono i
romani i primi a coltivare l’ulivo nell’area del territorio dell’antica
Aeclanum, nella valle del Calore come è dimostrato dal ritrovamento di grandi
otri di terracotta per la conservazione dell’olio. Proprio qui, dunque, nel
cuore della denominazione Tenuta Cavalier Pepe, si produce quest’olio
extravergine d’oliva, nelle varietà
Ravece, Marinese, Frantoio e Ogliarola
, dagli oliveti delle colline nei
comuni di Luogosano e Sant’Angelo all’Esca.

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Lasagna di Valerio Braschi: sfida la ricetta alla bolognese se sai come farlo

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Valerio Braschi doveva infliggere una mutazione genetica estrema all’incolpevole classico di turno, la lasagna, per riprendersi la scena.

Dopo aver vinto la sesta edizione di MasterChef nel 2017, nessuno dei suoi piatti da chef professionista aveva fatto alzare il sopracciglio.

Oggi il 23enne di Sant’Arcangelo, provincia di Rimini, è chef e proprietario (uno dei) di 1978. Il menu degustazione da oltre 100 euro del ristorante di Roma in zona Villa Torlonia accoglie anche “Lasagna 2021”. Il controverso remake che ha portato l’intramontabile primo piatto italiano all’interno di un tubetto.

La presentazione che si legge sulla pagina Facebook del giovane cuoco non è quel che si dice un capolavoro di eleganza: “Al ristorante 1978 potete lavarvi i denti con le lasagne”.

Valerio Braschi Masterchef Lasagna 2021

La nostra presa di distanza dal piatto, per usare un eufemismo (“La lasagna in tubetto di Valerio Braschi non ce la meritiamo”) è stata voluminosamente discussa su Facebook.

Nei 200 e passa commenti al post abbondano le bocciature per la versione di Braschi della ricetta che sa di domenica e di affetti domestici.

Ma non mancano le difese infervorate. Alcune delle quali certificano l’esistenza di uno stadio di fanboysmo che postula il reato di lesa maestà verso la creatività degli chef. Anche quando, come in questo caso, i risultati sfiorano l’autolesionismo.

Cosa c’entra Massimo Bottura con la lasagna di Valerio Braschi

Massimo Bottura lasagna

La citazione che più ricorre tra gli apologeti della creatività ai fornelli coinvolge Massimo Bottura.

Il paragone non deve sembrarvi irrispettoso. Intendiamoci, la distanza tra il contributo dato alla causa della cucina creativa da Valerio Braschi e dallo chef dell’Osteria Francescana di Modena è siderale. Anche per comprensibili ragioni di età e traiettoria delle rispettive carriere. Se il giovane romagnolo ha appena iniziato, il grande emiliano nel comune sentire è, per dirla con il New York Times, “lo chef migliore del mondo”.

Ma la citazione si deve a “La parte croccante della lasagna“.

Il piatto, congegnato da Bottura nel 2016, ha avuto un’esposizione fuori dal comune per effetto di un video chiamato “The sounds of Massimo Bottura’s lasagna”.

Nel video, proprio il New York Times, ha mostrato lo chef modenese mentre cuoce le lasagne prima di servirle a un robot. Cui rivolge un ammiccante sussurro: “E questo, come ti fa sentire?”.

C’è un’elaborata procedura dietro la lasagna croccante di Bottura. Lo chef prepara la portata con tre salse diverse: salsa verde alle erbe, salsa bianca al parmigiano, salsa rossa al pomodoro. Riduce tutto a crema poi lo passa al disidratatore. Accostate e tirate dentro il forno, le salse dell’inizio diventano insolite chips tricolori.

Non finisce qui. Per ottenere il caratteristico sapore bruciacchiato mancano ancora tre cose. Un rapido tuffo nell’olio bollente, la bruciacchiatura inferta dal cannello, l’ultimo passaggio nell’affumicatore.

L’avvenente mega chip finale si accoppia con una besciamella leggiadra, fatta col sifone, e con il ragù.

Ora, anche ridurre una lasagna a dentifricio richiede una procedura. Ma non si deve temere lo sprezzo del pericolo per assimilare i risultati ottenuti da Valerio Braschi e Massimo Bottura.

Da dove è partito Valerio Braschi, aka la ricetta delle lasagne alla bolognese

La lasagna alla bolognese da cui è partito l’audace e giovane chef di Sant’Arcangelo per arrivare al suo remake non è un fardello. Questo è il dato. La lasagna alla bolognese, intesa come trancio di pasta a strati, puntellato di ragù denso eppure vellutato all’interno, con la besciamella ben amalgamata resta un punto d’arrivo.

Il cuoco di talento anche se con poca esperienza lo sa. Dunque, gira al largo dai rifacimenti. Al limite, se rincorre visibilità a buon mercato, ci si mette d’impegno e arriva a un buon compromesso.

Detto questo, un ripasso della ricetta originale può contribuire alla discussione sulla validità di “Lasagna 2021”, il remake di Valerio Braschi.

La ricetta originale della Lasagna alla bolognese

SFOGLIA

Lasagne la sfoglia

Qui potete ripassare come si prepara la pasta fresca, in caso serva.

Ingredienti:

Dopo di che, immaginando una teglia da 6 persone, servono 300 grammi di farina e 3 uova.

Sfoglia strisce pasta

Preparazione:

Veniamo al taglio della pasta fresca, che per le lasagne sarà ovviamente a strisce. Per avere strisce di pasta abbastanza spesse, come piacciono a noi, tiratele fino al penultimo passaggio della sfogliatrice.

Considerate le dimensioni della teglia e tagliate le altre strisce di conseguenza. Impiegate la prima striscia come campione per le altre che avranno le stesse dimensioni.

Tenete da una parte sulla tavola di legno infarinata.

BESCIAMELLA

Besciamella

Ingredienti:

  • 40 g di farina
  • 50 g di burro
  • 500 ml di latte intero,
  • sale, pepe
  • noce moscata

Preparazione:

Fondete il burro in un pentolino dal fondo spesso scaldato, aggiungete tutta la farina setacciata in una sola volta. Per questa che è la base addensante della besciamella le dosi di burro e farina dovrebbero essere le stesse. Ma per una besciamella più morbida, come piace a noi, usate una decina di grammi in meno di farina (anche 20 se credete).

Mescolate con una frusta fatela tostare. Abbiamo detto tostare, non scurire.

Versare il latte. Subito dopo rompete la base addensante con la frusta se volete evitare che si formino grumi.

Lasagna noce moscata

Fate bollire e addensare a fuoco minimo. Regolate a piacimento di pepe e sale, grattugiate la noce moscata.

RAGù

Ragù bolognese

Una delle opzioni. Che sono infinite, come potete immaginare. Questo, per dire, è il classico ragù alla bolognese.

Ingredienti:

  • 150 g di pancetta tesa tritata,
  • 500 g di macinato di manzo,
  • 1 costa di sedano, 1 cipolla bianca, 1 carota,
  • 7 cucchiai di passata di pomodoro,
  • 2 cucchiai di concentrato triplo di pomodoro,
  • un bicchiere di vino rosso,
  • un bicchiere di latte intero,
  • brodo vegetale,
  • sale, pepe
  • olio extravergine

Preparazione:

Vale la pena ricordare che il ragù, per sveltire i tempi, può essere preparato prima.

Fate un battuto di carota, sedano, e cipolla.

Sistemate il battuto e la pancetta tritata bagnati con un filo d’olio dentro un tegame di coccio. Fate brasare a fuoco minimo.

Aggiungete la carne macinata poi alzate il fuoco e fate rosolare.

Sfumate e fate evaporare il vino rosso.

Unite concentrato diluito con poco brodo e passata di pomodoro. Coprite, lasciando un piccolo spiraglio, dopo aver abbassato il fuoco.

Ragù

Proseguite nella cottura all’incirca per tre ore unendo: poco alla volta, quando necessario, il brodo, a metà cottura pepe e sale, il latte un momento prima di finire.

COTTURA DELLA PASTA

Lasagne cottura pasta

Fate bollire una pentola di acqua salata con un filo di olio. Cuocete e strisce di pasta due per volte. Se sono spesse come vi abbiamo suggerito, per due minuti.

Quando le levate dall’acqua bollente, fatele passare in una ciotola di acqua fredda per bloccare la cottura.

Stendetele bagnate come sono nella teglia già foderata con un po’ di ragù e besciamella..

STRATO DOPO STRATO

Lasagna fondo
Lasagna alla bolognese

Predisposto il fondo, continuate a distribuire ragù e besciamella sulla pasta, concludendo ogni volta con una spolverata di parmigiano.

Fate cuocere ancora un paio di strisce, aggiungete il condimento proseguendo fino a quanto terminate gli ingredienti. Dovreste portare a termine 8 strati.

Scaldate il forno a 180 gradi, inserite la teglia, fate cuocere per una ventina. Basteranno per ricavare crosta croccante tanto cara a Massimo Bottura. E a tutti noi

(Immagini: Emanuele Meschini)