Autore: Roberta Caprioli

Difese i cristiani dall’ISIS, tragedia religiosa: perde la vita un simbolo della Chiesa

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È deceduto in Francia dopo un lunga malattia che lo aveva costretto a trasferirsi per cure a Parigi.

Monsignor Jacques Behnan Hindo scomparso domenica 6 Giugno. Il presule siro-cattolico avrebbe compiuto ottant’anni ad Agosto ma si è aggravato nei giorni scorsi.

Amer Kassar, sacerdote siro cattolico anche lui, intervistato da AsiaNews ha ricordato monsignor Hindo come un uomo di Dio nel tempo difficile della guerra.

Capace di restare accanto al suo popolo anche quando l’Isis è entrato in città, ribadendo a tutti i credenti cristiani, sacerdoti compresi, di non fuggire e restare con il popolo.

Difese i cristiani dall'ISIS, tragedia religiosa: perde la vita un simbolo della Chiesa
Monsignor Jacques Behnan Hindo (Screenshot Youtube)

La perdita è molto sentita da tutti i fedeli che lo hanno conosciuto. Jacques Behnan Hindo nato l’8 Agosto del 1941 era stato ordinato sacerdote nel 1969 e nel 1996 è stato nominato arcivescovo di Hassaké-Sisibi, sede della Chiesa cattolica sira immediatamente.

La scomparsa di Monsignor Hindo, ricordato come mediatore tra cristiani e musulmani

Nel 2019 per motivi di salute e raggiungimento di età massima lascia la carica di arcivescovo, mantenendo sempre attiva l’attenzione in difesa dei cristiani e degli abitanti della Siria.

Impegnandosi negli anni a contrastare la chiusura di diverse suole cristiane presenti nella regione curda non riconosciuta da Damasco.

Padre Amer Kassar ha proseguito nell’intervista dichiarando:

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Monsignor Hindo ha giocato un ruolo di mediatore fra arabi e curdi, fra musulmani e cristiani restando sempre ad Hassaké, che non ha abbandonato nemmeno quando l’Isis era alle porte”.

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Nel corso degli anni trascorsi in Siria, Hindo si è sempre battuto per il dialogo e l’incontro, favorendo associazioni educative e di aiuto come la Caritas.

Promuovendo iniziative e progetti di sviluppo abitativo per i giovani con l’obbiettivo di limitare il fenomeno negativo dello spopolamento dei territori caratterizzati dalla presenza di cristiani.

Una triste perdita per tutti i fedeli che negli anni gli hanno voluto bene e hanno trovato il lui e nelle sue azioni soccorso.

Temptation Island, Filippo Bisciglia annuncia una grande novità: cosa cambia

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Staffetta tra reality a Mediaset: dopo la conclusione dell’Isola dei Famosi, parte Temptation Island. A guidarla sarà di nuovo Filippo Bisciglia.

Filippo Bisciglia (screenshot instagram)

Il reality delle tentazioni riparte su Canale 5 a partire dal prossimo 30 giugno. Giunto all’undicesima edizione, Temptation Island e Filippo Bisciglia sono ormai legati indissolubilmente.

Proprio per questo motivo le voci che volevano un allontanamento del conduttore ex gieffino dal programma sono state smentite da Bisciglia stesso. Il conduttore ha anzi ribadito di essere saldo in sella alla guida della trasmissione.

Nel corso degli anni, il reality show ha lanciato parecchi personaggi che hanno poi raggiunto fama e notorietà in tv.

Filippo Bisciglia e Temptation Island, un amore senza tentazioni

Proprio Filippo Bisciglia ha svelato qualche anteprima sulla nuova edizione dello show pronta a prendere il via il prossimo 30 giugno.

Sarà un’edizione senza vip. Una scelta precisa, legata probabilmente al momento specifico che stiamo vivendo.

Filippo Bisciglia (screenshot instagram)

Dopo un anno intero trascorso a guardare reality farciti di vip più o meno noti, il pubblico da segni di stanchezza. Dal momento che si percepisce la saturazione, la rete ha scelto di non sovraccaricare il pubblico con altri personaggi “noti”.

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Filippo si definisce un ottimo consigliere amoroso, ed è felicemente fidanzato da parecchi anni con Pamela Camassa. Ha anche raccontato di vedersi nel ruolo di single tentatore più che in quello di “tentato”.

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Per l’ex gieffino e conduttore Bisciglia Temptation Island continua ad essere un format d’amore, come ha voluto ribadire in una dichiarazione

Il cuore di Temptation Island sono le parole, non gli sguardi. Non è spalmare la crema che divide la coppia ma le parole che non hai mai detto, che non hai mai sentito

Barcellona Pozzo di Gotto: incendio in una vecchia abitazione, sul posto i Vigili del Fuoco [FOTO]

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I Vigili del fuoco del Comando di Messina sono intervenuti per un incendio di una vecchia abitazione a Barcellona Pozzo di Gotto esattamente in via Garibaldi

Oggi intorno alle ore 17 i Vigili del fuoco del Comando di Messina sono intervenuti per un incendio di una vecchia abitazione a Barcellona Pozzo di Gotto, esattamente in via Garibaldi. L’immobile è risultato disabitato e in condizioni pessime. Le fiamme hanno interessato il piano terra, la scala che porta al primo piano per poi coinvolgere una porzione del tetto provocando il crollo dello stesso. La squadra VF proveniente dal vicino Distaccamento di Milazzo, è intervenuta prontamente, con Autopompa serbatoio e pick-up con modulo attrezzato, mentre dalla sede centrale venivano fatte arrivare autobotte e autoscala in supporto agli operatori. Le operazioni sono andate avanti per circa 2 ore e mezzo. Dopo aver bonificato tutto lo stabile lo si è dichiarato inagibile. Le cause sono in fase di accertamento. In conseguenza al rogo, tutta la zona è rimasta senza luce ed è stato richiesto l’intervento di personale dell’Enel. Sul posto anche Polizia Municipale e Carabinieri.


Shannen Doherty contro filtri e ritocchi: “Sopravvissuta al cancro, il mio viso riflette chi sono”

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La battaglia contro i continui ritocchi estetici che l’industria cinematografica impone è diventata centrale nel dibattito tra le attrici d’oltreoceano che, infatti, non esitano ad esternare il loro disappunto nei confronti di un uso smodato di tutto ciò che altera le normali fattezze del viso e del corpo. Così, anche Shannen Doherty si è soffermata su questo aspetto, scrivendo un post su Instagram dove dichiara di voler vedere delle donne che non siano artefatte, ma che portino sulla loro pelle i segni di tutto quello che hanno vissuto.

La riflessione di Shannen Doherty

Dopo Kate Winsletche ha dichiarato di non voler essere modificata nelle locandine e scene dei film di cui è protagonista, anche Shannen Doherty ha ritenuto opportuno sottolineare quanto sia importante per uno spettatore immedesimarsi in ciò che vede e, molto spesso, le attrici che appaiono sullo schermo non corrispondono alla realtà. Su Instagram, l’attrice pubblicando una sua foto ha scritto:

Guardando i film stasera ho notato che ci sono pochi personaggi femminili con cui posso relazionarmi. Donne senza filler, senza Botox, senza lifting. Donne che hanno abbracciato il loro viso e tutta l’esperienza che ha mostrato. Io ho vissuto. Amo il fatto di aver vissuto e che il mio viso rifletta la mia vita. Sono sopravvissuta a molto, sì al cancro, ma più di questo. Ora abbraccio me stessa. Finalmente. Basta con la percezione che le riviste e Hollywood cercano di darci. Voglio vedere donne come me. Donne come noi.

La lotta contro il cancro

Un messaggio importante che in un periodo in cui la body positivity sta diventando fondamentale per non inculcare, soprattutto nei più giovani, degli ideali che non si avvicinino alla realtà. Lo scorso aprile l’attrice ha compiuto 50 anni e dall’inizio del suo successo, non ha mai avuto timore di mostrarsi anche rendendo noti momenti particolarmente intimi della sua vita. Da quando nel 2017 ha avuto per la prima volta il cancro, la donna non si è mai nascosta e ha condiviso, seppur con dolore, le tappe della sua malattia che, purtroppo, nel 2019 si è ripresentata. Attualmente Doherty sta portando avanti le cure, anche se le sue condizioni al momento sembra siano statiche.

Preparati per il “Plate Reset”, pianificato dalla Rockefeller Foundation ed eseguito dal World Economic Forum

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Immagina con me: un piatto di cibo che soddisfa tutte le tue esigenze nutrizionali, che ti viene fornito gratuitamente, che ha tutta una serie di etichette fantasiose che lo dichiarano, ad esempio, carbon neutral e “commercio equo”.

È prodotto da una manciata di aziende globali, che attraverso migliaia di esperimenti hanno prodotto questo super-alimento ottimale.

C’è cavolfiore geneticamente modificato che viene integrato con vitamine extra, alternative di soia alla carne che forniscono proteine ​​e una “salsa segreta” che rende tutto il gusto incredibile. Non suona troppo male, vero?

Se qualcuno ti dicesse che c’è un piano per rivoluzionare il sistema alimentare globale dall’alto verso il basso, gli crederesti? Bene, forse dopo aver letto questo articolo vedrai che ci stiamo rapidamente avvicinando a quel punto oggi.

La sicurezza alimentare è qualcosa che in Occidente, per la maggior parte, diamo per scontato. C’è cibo a prezzi accessibili in abbondanza nei negozi di ogni città. La difficoltà spesso è scegliere, tra la pletora di cibi mondani, quale mangiare per cena, anche se non è mai stato così.

Noi umani abbiamo attraversato periodi di intensa carestia e grandi lotte per il sostentamento. I nostri corpi hanno ancora meccanismi per far fronte alla fame e siamo ancora guidati da impulsi di base per quei cibi dolci e grassi che ci avrebbero visto attraversare gli inverni di un tempo.

Non sembra che torneremo presto a quello stato affamato, sicuramente non in questo mondo di abbondanza.

In questo mondo di abbondanza, però, sembra che molti abbiano molto poco. Nonostante quegli scaffali dei negozi siano pieni, ci sono milioni di famiglie che soffrono la fame, anche in quelle nazioni presumibilmente “economicamente avanzate”.

È una delle accuse più forti della società moderna che in una tale abbondanza relativa, così tanti debbano farne a meno. Non dovrebbe aver bisogno di essere spiegato, ma la recessione economica e l’aumento della fame vanno di pari passo.

La crisi economica del 2008 (per cui gli stati hanno finanziato grandi banche a spese della popolazione) ha causato, due anni dopo, un contemporaneo aumento dell’insicurezza alimentare. Uno studio  sulla spesa alimentare messicana  mostra che c’è un lasso di tempo di circa due anni tra lo shock economico iniziale e un aumento dell’insicurezza alimentare. Ci informa inoltre che i più vulnerabili nella società sono colpiti in modo sproporzionato da una recessione economica.

Una rapida occhiata ai titoli ci dice che il problema è peggiorato sotto il regno politico del Coronavirus. Milioni di individui “insicuri dal punto di vista alimentare” a causa del COVID-19, afferma la  Community Foodbank del New Jersey . C’è chiaramente un problema crescente e la necessità di qualche riforma nel settore alimentare: entrare nella  Fondazione Rockefeller .

Abbiamo scritto decine e decine di articoli sul “ Grande Reset ” ormai, quindi mi auguro che tu abbia assimilato il progetto e le sue finalità.

È la designazione del World Economic Forum per un massiccio cambiamento in tutte le sfere della società sulla scia della grande crisi del 2020. Il suo autore,  Klaus Schwab , distrugge ogni speranza per la nostra vecchia società quando  afferma :

“Molti di noi si chiedono quando le cose torneranno alla normalità. La risposta breve è: mai. Il mondo come lo conoscevamo nei primi mesi del 2020 non c’è più”.

Le cosiddette ‘élite’, che mi piace pensare come avidi sociopatici, si sono prese la responsabilità di riordinare l’intera economia e società mondiali. Seguendo le tendenze attuali, questo ripristino andrà a beneficio della classe dei miliardari in modo massiccio a spese del resto di noi.

Nel luglio 2020, la Rockefeller Foundation ha  pubblicato un documento  intitolato “Reset the Table: Meeting the Moment to Transform the US Food System”. Questo delinea i loro piani ad ampio raggio per il sistema alimentare globale; dalla fattoria alla bocca hanno un piano per “Reimpostare la tavola” (anche se preferisco il nostro soprannome: The Plate Reset).

Ti incoraggio a dargli un’occhiata, anche se è più di un boccone farinoso da provare a digerire. Esaminiamo gli obiettivi principali; chiamano ognuno di loro un “Shift” forse una testimonianza  della teoria della “spinta” della manipolazione psicologica  che è lo strumento principale del governo oggi, per cui il cambiamento totale è ottenuto da piccoli cambiamenti impercettibili.

Come suppongo, questi cambiamenti sono:

  1. Integrare il “sistema alimentare” sotto un’unica egida politica
  2. Collettivizzare e centralizzare il controllo dell’approvvigionamento alimentare
  3. Per generare ‘Prosperità’ – cioè per arricchire le parti interessate

Integrare il sistema alimentare

Alcune delle proposte qui si rivolgeranno all’ elettore medio. Ci propongono di far andare più lontano ogni euro; per aumentare la nutrizione e nutrire meglio i bambini. Quelli di noi che sono più scettici nei confronti delle affermazioni politiche possono vedere attraverso la nebbia.

Avere un piano regionalizzato in cui il cibo viene coltivato e venduto all’interno di un’area locale, ad esempio, è una buona risposta allo spreco del sistema internazionale attuale.

Anche se preferirei che fosse un affare coordinato dal basso, sembra che il piano sia quello di introdurre uno schema regionale dall’alto.

Parte del problema con questi editti di ampio respiro è che hanno un pessimo curriculum. Il documento della Fondazione Rockefeller ammette persino questi difetti.

I loro precedenti tentativi di cambiare il paradigma alimentare, noto a loro come la ‘rivoluzione verde’, hanno portato a “un’enfasi eccessiva sui cereali di base a scapito di cibi più ricchi di sostanze nutritive, dipendenza da fertilizzanti chimici che impoveriscono il suolo e cusano uso eccessivo di acqua. “

Cosa li fa pensare che andranno meglio al secondo morso della ciliegia?

Come parte di questo cambiamento, la sempre saggia banda di Davos vuole che consideriamo il cibo sano come un diritto. Questo è simile alle mosse fatte per definire un reddito stabile come un diritto attraverso il reddito di base universale.

Il cibo come diritto è stato promosso dal principe Carlo almeno dal 2012: guarda  questo articolo  di The Atlantic che dichiara Charles dalla parte dei molti contro il potere delle multinazionali.

Per inciso, dobbiamo notare che il  principe Carlo era presente e ha tenuto un discorso al lancio del Grande Reset , sembra che queste agende si muovano in piccoli circoli.

A prima vista, avere accesso al buon cibo come diritto sembra logico: dovrebbe garantire che più persone ricevano cibo adeguato. Tuttavia, mentre continuiamo ad esaminare le macchinazioni di questo nuovo sistema, quel “giusto” potrebbe essere lungi dall’essere liberatorio per gli affamati del mondo.

Parte del piano è riorganizzare il modo in cui viene distribuito il cibo. Desiderano porre le scuole al centro di questo meccanismo distributivo – questo garantirebbe a tutti i ragazzi delle scuole la possibilità di seguire una buona dieta, chi potrebbe discuterne?

Con la campagna del calciatore del Manchester United Marcus Rashford c’è ora uno sforzo concertato per affidare la responsabilità della distribuzione del cibo alle scuole. È stata  presentata dai media  come una battaglia campale tra i Tory nell’alto castello e i contadini in basso, ma c’è una piena collaborazione da parte del governo per costruire uno schema di distribuzione del cibo nelle scuole.

Il cibo come “medicina”

Il passo successivo è uno dei più interessanti, dichiarare il cibo come medicina. Sappiamo tutti che un’alimentazione sana è migliore di qualsiasi medicina preventiva e che la dieta ha un enorme impatto sulla salute.

Quindi non è un gran salto pensare al cibo come a una medicina. Ma ciò che il Plate Reset ha in serbo per noi è molto più di una semplice nutrizione.

Ci sono piani per modificare geneticamente le piante per fornire tutti i nutrienti di base di cui abbiamo bisogno, probabilmente una buona cosa.

Tuttavia, avere un cibo definito come medicina dallo stato rende possibile mettere fuori legge i cibi malsani, o regolamentare rigidamente la nostra stessa dieta, che potrebbe diventare una cosa negativa.

È già stato annunciato che il governo può  monitorare il COVID attraverso l’ispezione delle acque reflue . Biobot Analytics è una grande azienda che ha contratti governativi per la “sorveglianza delle acque reflue”, non sappiamo ancora fino a che punto possa spingersi questa tecnologia di sorveglianza. Se i poteri che gestiscono il sistema alimentare desiderano controllarti in questo modo, ci sono poche possibilità di sfuggire a un livello così profondo di istituzionalizzazione.

Non vediamo l’ora che anche i tirapiedi della Silicon Valley ottengano la loro fetta della torta. FoodID  è un progetto congiunto tra grandi conglomerati tecnologici come Facebook e Google, per fornire certificazione per il cibo; se è medicinale, di provenienza responsabile e interessante per garantire la “conformità”  Se il tuo piccolo agricoltore locale non può permettersi di stare al passo con l’ultimo cambiamento nelle normative, allora sarà probabilmente reso illegale.

Un aspetto dell’agenda “cibo come medicina” che vale la pena approfondire è la prospettiva di un  vaccino commestibile . L’idea è abbastanza semplice. Attraverso la magia dell’editing genetico, gli scienziati presumibilmente inseriranno materiale genetico da un virus in un alimento in modo tale che quando viene mangiato, genererà una risposta immunitaria e quindi causerà un’immunità al virus.

Un  vaccino commestibile contro il COVID è già stato propagandato  negli esperimenti che utilizzano una microalga, potrebbe non essere appetitoso ma potrebbe essere un punto di svolta Inoltre è stato ottenuto con successo nella vaccinazione contro l’epatite B  modificando i geni di una pianta di tabacco Ovviamente questo solleva alcune questioni etiche su quanto lontano andrà la palla di neve della modifica genetica.

Centralizzare il controllo del cibo

Questa sezione riguarda più la creazione di istituzioni e strumenti che il sostegno al settore agricolo.

Ancora una volta riconoscono che l’attuale sistema tratta ingiustamente le comunità più povere, ma la soluzione che offrono è semplicemente quella di sorvegliare più dettagliatamente i destinatari degli aiuti governativi.

In effetti, a parole si fa un favore ai “piccoli e medi agricoltori”, ma vengono rapidamente messi da parte con il discorso di “filiere alimentari regionali più agili e diversificate”.

È questo sottile strisciamento di potere dell’industria che in realtà minaccia la nostra sicurezza alimentare, eppure continuano a vestirsi con abiti di un salvatore.

Ridistribuendo i fondi, creando piani di stimolo del governo e creando centri alimentari regionali, dettagliano il loro piano per centralizzare il sistema di approvvigionamento alimentare.

Dichiarano già di avere il potere di “Dirigere il potere d’acquisto delle grandi istituzioni lungo una catena di approvvigionamento basata sui valori”.

Chiedo, data la loro spinta al profitto ad ogni costo, a quale etica sono effettivamente legati questi valori?

Prosperità

Il primo passo per garantire la prosperità a pochi è la regolamentazione obbligatoria. Con il presunto scopo di mantenere le persone “al sicuro”, queste norme sono chiaramente volte ad eliminare ogni concorrenza.

Proprio come un erbicida mirato può uccidere tutta la vita vegetale tranne il raccolto richiesto e creare  super erbacce che finiscono per minacciare proprio il cibo che intendi raccogliere , queste politiche regoleranno i piccoli agricoltori fino a una linea di pane incessantemente lunga .

Ancora una volta questa pretesa di “sicurezza” è solo un palliativo di facciata incluso per attutire il colpo della finanziarizzazione globalizzata del sistema alimentare. La facciata cade rapidamente quando leggiamo che:

“Mentre in alcuni casi i costi diretti associati al sistema alimentare potrebbero aumentare, i costi sanitari e i costi esternalizzati dei danni climatici e ambientali dovrebbero diminuire”. Per tradurre approssimativamente: “Il cibo diventerà più costoso per te, ma se ci paghi salveremo il mondo… forse”.

La natura fasulla dei loro calcoli sulle esternalità viene messa a nudo. Eventuali reclami per ridurre la quantità di anidride carbonica prodotta o i costi risparmiati per l’assistenza sanitaria sono puramente ipotetici e presentati senza prove.

Eppure queste sono le regole d’oro, presumibilmente la bussola morale che sta guidando il pacchetto politico.

Abbiamo anche visto le  migliori compagnie petrolifere saltare a bordo del carro ecologico verde , quindi non dovrebbe sorprendere che i giganti dell’industria tengano queste minuscole foglie di fico per coprire il loro saccheggio della natura anche attraverso il Plate Reset.

Sbavano sul “mercato” da 18 miliardi di dollari che sono le mense scolastiche. Vorrebbero che quei soldi delle tasse fossero “iniettati” nei loro hub regionali che li incanalassero verso i venditori di “buon cibo” – possiamo solo presumere che siano quelli in cui i Rockefeller e altri hanno quote. Un’istituzione Rockefeller è  YieldWise :

“YieldWise ridurrà la dipendenza degli agricoltori dai prezzi volatili nel mercato trovando grandi acquirenti di ancoraggio, sia multinazionali come Coca Cola, Unilever che locali principalmente nell’Africa subsahariana”.

Sì, è vero, la Coca Cola sta salvando gli africani affamati attraverso strutture di investimento istituzionali, ora possiamo dormire tutti bene la notte.

Naturalmente, come per qualsiasi cambiamento di paradigma sociale, abbiamo bisogno di un sistema parallelo di sorveglianza ad alta tecnologia. Propongono di “modernizzare” il sistema agricolo: non possono lasciare che tutti quei dati succosi vadano sprecati.

Ciò alimenterà i sistemi “in tempo reale” di analisi dei dati aggregati che consentono ai produttori di vedere dove sta crescendo la domanda e agire di conseguenza.

Sembra un piano praticabile, anche se diventa rapidamente  orwelliano : le agenzie statali dovrebbero sfruttare sistematicamente i dati che raccolgono sulle famiglie, come il reddito, per facilitare l’iscrizione. Mettendo insieme disoccupazione, reddito familiare e altri dati di censimenti e sondaggi…”.

Quindi ogni briciolo di informazione su ogni mossa di ogni cittadino viene risucchiato in un nebuloso sistema globale di produzione alimentare industriale. E c’ero io che mi godevo la vecchia normalità.

Non fare errori; questa agenda sta arrivando lungo la strada, forse in appena due anni, senza dubbio accelerata dalla percepita crisi Covid. Tuttavia, abbiamo una serie di condizioni che elidono che portano a un quadro preoccupante.

C’è una  carenza globale di semi , tale che l’alternativa al  Plate Reset , ovvero l’anarco-agricoltura su piccola scala, viene lasciata naufragare. Anche se il tuo paese ha abbastanza semi, possono essere facilmente dichiarati “non essenziali”,  come è successo nel Regno Unito  nel marzo di quest’anno.

Ci sono altri cigni neri che incombono sul nostro orizzonte. L’Ucraina e la Russia, viste come il granaio dell’Europa e dell’Asia, hanno visto un calo del 20% nella produzione di cereali, che si riflette in altre colture e paesi .

Gli Stati Uniti hanno visto la  più bassa superficie coltivata a grano dal secolo scorso. Le patate e il mais se la passano male allo stesso modo. Una delle ragioni addotte per questo declino della produzione agricola è l’avvicinarsi del  Grand Solar Minimum . Questo è l’indebolimento del potere di riscaldamento del Sole, basato su cicli di Milankovitch ben documentati  .

NASA:  “Cambiamento climatico” causato da cambiamenti nell’orbita solare della Terra e inclinazione assiale (non cause artificiali)

Se dobbiamo entrare in un lungo periodo di raffreddamento globale, con un Sole indebolito, allora è imperativo che abbiamo gli strumenti per nutrirci. Il metodo tradizionale di utilizzare una vasta gamma di varietà antiche sembra essere una buona tattica. L’antica civiltà basata sul Lago Titicaca, ad esempio, coltivava circa  3.800 specie di patate , molte delle quali abbelliscono i nostri piatti oltre 4.000 anni dopo.

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Luca Argentero e Cristina Marino sposi. Lei: “Ho immaginato questo giorno”

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Scritto da , il Giugno 7, 2021 , in Gossip

foto Luca Argentero e Cristina Marino sposi

Cristina Marino sulle nozze con Luca Argentero: “Ho immaginato molte volte questo giorno”

Dopo aver manifestato più volte il desiderio di voler convolare a nozze, Luca Argentero e Cristina Marino hanno pronunciato finalmente il fatidico sì. I genitori della piccola Nina Speranza sono diventati marito e moglie nella sala consiliare del comune di Città della Pieve in Umbria sabato 5 giugno 2021.

L’attrice ha rotto il silenzio sul grande passo fatto tramite un post condiviso sul proprio profilo Instagram, scrivendo queste parole: “Ho immaginato molte volte questo giorno”.

Luca Argentero e Cristina Marino si sono sposati. Lei: “Ci siamo promessi amore”

A un anno dalla nascita della piccola Nina Speranza, i due attori Luca Argentero e Cristina Marino hanno coronato il loro sogno d’amore sposandosi il 5 giugno 2021. In realtà il lieto evento era già previsto nel 2020 ma poi a causa delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19, la coppia non ha avuto altra scelta oltre a quello di rimandarlo. La modella e attrice milanese Cristina oggi lunedì 7 giugno ha condiviso la sua immensa felicità sui social, con un uno scatto fotografico che ritrae lei e il suo amato il giorno del loro matrimonio. La didascalia che la moglie di Luca Argentero ha inserito nella foto in questione è la seguente:

“Sognavo una vera festa d’amore e neanche nei sogni più belli l’ho immaginata così. In un bosco come nelle migliori favole, sotto gli occhi delle persone più intime, ci siamo promessi amore per sempre”.

Cristina Marino, il neo marito Luca Argentero risponde al suo post: “Per sempre”

Non si è fatta attendere la risposta di Luca Argentero nel post della sua amata Cristina Marino: “Per sempre”.

Inoltre il noto attore che di recente ha annunciato che sono tesissime le nuove puntate di Doc – Nelle tue mani 2, circa un ora fa ha postato su Instagram la stessa romantica foto condivisa dalla neo moglie, aggiungendo questa scritta: “Mr&Mrs Argentero“. Ai tanti utenti della rete ovviamente non è sfuggito il commento dell’attrice e modella: “Chiamami pure moglie”. 

Dott. Stramezzi : attenzione alla terza dose

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Era stata con Stefano De Martino: chi è il nuovo fidanzato dell’ex allieva di Amici

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Negli scorsi mesi le sono stati attribuiti molti flirt, ma chi è che le fa battere il cuore?

Parliamo della ballerina ed ex allieva di Amici, Elena D’Amario. Proprio grazie all’esperienza maturata nel talent condotto da Maria De Filippi, la ragazza è riuscita ad entrare alla Parsons Dance Company di New York.

Ottenendo il ruolo di prima ballerina e realizzando così grandi traguardi anche oltre oceano.

Era stata con Stefano De Martino: chi è il nuovo fidanzato dell'ex allieva di Amici
Elena D’Amario (Screenshot Instagram)

Il successo di Elena inizia nel 2009, con la partecipazione alla trasmissione Il ballo delle debuttanti, condotta da Rita Dalla Chiesa. Trionfando nella prima ed unica edizione del programma. L’anno successivo, la sua partecipazione ad Amici.

Elena D’Amario, la sua carriera professionale da ballerina e i suoi flirt, presunti e veri

La D’Amario oggi ricopre il ruolo di ballerina professionista e coreografa della scuola di Amici. Grazie alla sua esperienza e bravura è un punto di riferimento per i giovani concorrenti del talent.

Ma chi sono o sono stati gli amori della ballerina? molti ricorderanno la storia nata tra i banchi di Canale 5 tra Elena ed Enrico Nigiotti. La loro è stata una bella relazione che ha fatto sognare i fan del programma.

Memorabile il momento in cui il cantautore livornese ha abbandonato la trasmissione per permettere alla D’Amario di proseguire.

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Nonostante la relazione tra i due sia terminata da un po’ si sono mostrati molto felici di rivedersi quando Enrico è stato ospite ad Amici. Molto discusso anche un presunto flirt tra la ballerina e Stefano De Martino. I due hanno però sempre dichiarato di essere solo buoni amici.

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In seguito il settimanale Chi ha annunciato la relazione tra la D’Amario e l’attore televisivo Michele Morrone fotografati insieme mantre si scambiavano sorrisi e baci.

Di recente Elena ha dichiarato di aver avuto una lunga relazione con il ballerino Alessio La Padula, terminata dopo tanta segretezza.

Elena nel corso di uno speciale di Amici su Amazon Prime ha dichiarato di avere un rapporto complicato con l’amore. Affermando che per colpa delle rinunce dovute alla sua passione e lavoro, è difficile trovare qualcuno che le sappia stare accanto.

Le nuove uscite a fumetti della settimana

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È una settimana di incontri e scontri, nelle migliori novità a fumetti appena uscite in edicola, libreria e fumetteria

Le strade di una donna e di una ragazza si incrociano durante un viaggio attraverso un Texas surreale. Un ragazzo appassionato di chitarra scopre l’amore in un incontro estivo. Un gruppo di viandanti di montagna ha un faccia a faccia con il sovrannaturale. Un famoso supereroe si scontra con la sua nemesi, mentre il monellaccio per eccellenza della letteratura per ragazzi incontra un pericoloso bandito.

È una settimana di incontri e scontri, nelle migliori novità a fumetti appena uscite in edicola, libreria e fumetteria.

1. Mi stai ascoltando?, di Tillie Walden

Tutti i viaggi, anche quelli che all’apparenza condividono la stessa meta, conducono verso frontiere diverse. Beatrice è bloccata nel traffico e decide di prendere una stradina laterale. Lou ha solo 18 anni e sta scappando di casa, ma perde l’unico autobus che potrebbe portarla in un’altra città.

Le loro strade si incrociano in una piccola stazione di servizio, dove le due si riconoscono – Bea deve un favore alla madre di Lou, Lou ha cercato di rubare la macchina di Bea. Si troveranno a viaggiare insieme, l’una per responsabilità, l’altra per disperazione, scoprendosi ben presto amiche. A unirle ci penserà una missione comune: riportare a casa un gatto perduto attorno al quale sembrano ruotare strani eventi.

Il loro viaggio attraverso il Texas assume ben presto dei contorni onirici, tra eventi surreali, strade impossibili, e strani funzionari della rete stradale che sembrano disposti a tutto per raggiungere la coppia. Una graphic novel avvincente, dove la strada compiuta dalle protagoniste riflette la crescita della loro amicizia e il loro percorso interiore, più che i paesaggi degli Stati Uniti centrali (Bao Publishing, 320 pp, 21 euro).

2. Stagione, di Guido Brualdi

Gli amori estivi, che arrivano, durano una stagione, e poi passano. A volte, però, lasciando qualcosa nel cuore di chi li vive – come il ricordo di un paio di occhi verdi.

Guido è un ragazzo che corre, suona la chitarra, e ha il terrore di perdere i capelli. Durante una serata con gli amici, al pub, vive un vero e proprio colpo di fulmine per la ragazza che vi lavora come cameriera. E che, miracolosamente, sembra ricambiare l’interesse. Sarà l’inizio di una dolceamara stagione dell’amore, tra spiagge, sale, ansie tardo-adolescenziali e serate nei locali.

La prima graphic novel di Guido Brualdi si inserisce nella collana di Edizioni Bd dedicata agli autori italiani esordienti e attinge alla consolidata tradizione che mescola tematiche slice of life e tratto stilistico da fumetto underground. Un progetto che vive anche di elementi multimediali, con i Qr code per accedere a due canzoni scritte e registrate dall’autore, e pensate per fare da colonna sonora a una vicenda semi-autobiografica (184 pp, 13 euro).

3. Racconti spettrali della montagna, Aa. Vv.

Una serie di gite in montagna davvero da brividi, e non a causa dell’aria frizzantina. Cinque racconti di Junpei Azumi, uno dei più famosi scrittori giapponesi di storie di fantasmi, sono adattati in formato manga da altrettanti maestri dell’horror illustrato.

Ad aprire la danse macabre c’è il celebre Junji Ito con un racconto che, nella migliore tradizione della narrativa di genere, vede riuniti quattro viandanti in un rifugio di montagna, intenti a scambiarsi storie di esperienze sovrannaturali il cui denominatore comune è una misteriosa e inquietante apparizione sorridente.

Fantasmi, morti inspiegabili e paura del vuoto sono gli elementi comuni delle altre storie che compongono questa antologia tematica. Una raccolta per gli amanti del brivido… ma attenzione a leggerla prima di partire per un’escursione estiva in montagna (Hikari edizioni, 180 pp, 17,99 euro).

4. Flash. Zoom trionfa!, di Joshua Williamson, Howard Porter

Per gli appassionati di Flash e dei supereroi Dc Comics c’è un albo imperdibile in edicola da questa settimana. Si conclude infatti lo scontro tra il velocista rosso e il malefico Eobard Thawne, alias Zoom, l’anti-Flash.

La famiglia Flash è impegnata nello scontro definitivo contro la Legion of Doom. Ma quella che inizia come una battaglia campale tra dozzine di supereroi e cattivi in calzamaglia diventa ben presto un duello ad alta velocità tra Flash e la sua nemesi, durante il quale saranno rivelate le motivazioni di Thawne ma anche la vera portata delle sue macchinazioni.

La saga scritta da Joshua Williamson giunge così a conclusione dopo oltre 100 numeri, in un finale destinato a lasciare il segno nella storia di Flash (Panini Comics, 48 pp, 5 euro).

5. Le avventure di Tom Sawyer, di Jean-Luc Istin, Akita

Il grande classico di Mark Twain torna in formato graphic novel. Riscopriamo le avventure del monellaccio per definizione, il furbo e sfaccendato Tom Sawyer, che sa come convincere gli amici a dipingere una staccionata al proprio posto, come conquistare il cuore della fidanzatina Becky e come sfuggire alle punizioni della zia Polly.

Al fianco dell’amico Huckleberry Finn, Tom vive un’infanzia fatta di avventure ed esplorazione della natura selvatica attorno al fiume Mississipi. La sua più grande preoccupazione è evitare la scuola, almeno fino al momento in cui la sua strada non si incrocia con quella di Joe “l’Indiano”: un temibile bandito con un tesoro da nascondere.

Sarà l’inizio di una delle più classiche avventure della narrativa per ragazzi di tutti i tempi, in un fumetto per lettori giovani e adulti, dalle cui pagine si respirano le calde atmosfere del Mississipi (edizioni Tunué, 184 pp, 16,90 euro).

Flavio Briatore ricoverato a Baku (Azerbaijan): come sta il manager

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News

Problemi di salute per il manager nel corso del suo viaggio in Azerbaijan

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Flavio Briatore è stato ricoverato a Baku – capitale dell’Azerbaijan – dove si è recato nelle scorse ore per seguire il Gran Premio di Formula Uno in programma questo fine settimana. A rendere nota la notizia è stato lo stesso manager che su Instagram ha pubblicato alcune Stories in cui ha ritratto lo staff sanitario al servizio dell’organizzazione della gara. Alessandro Rosica, personaggio attivo su Instagram e vicino a diverse persone del mondo dello showbiz, ha parlato di complicanze, non meglio specificate, che avrebbero colpito l’uomo d’affari piemontese. Tuttavia, le condizioni di salute dell’imprenditore non dovrebbero essere allarmanti visto che proprio Flavio, nelle suddette Stories, lo si sente parlare con il personale medico sorridendo e ringraziandolo.

Briatore al centro della cronaca rosa, suo malgrado…

Di recente Briatore è finito nuovamente al centro della cronaca rosa indirettamente. Il suo nome è spuntato in riferimento ad un alterco che si è consumato su un set Mediaset tra la sua ex moglie Elisabetta Gregoraci e la spadista Antonella Fiordelisi. Quest’ultima ha accusato la conduttrice calabrese di averla sopraffatta e di aver avuto nei suoi confronti parole per nulla garbate. All’origine della discussione ci sarebbe uno scambio di like e commenti tra la giovane sportiva e Briatore; scambio andato di traverso alla Gregoraci.

La questione ha fatto alquanto rumore. Elisabetta ha cercato di minimizzare l’accaduto, affermando di non ricordarsi di aver litigato con qualcuno di recente. Di tutt’altro avviso la Fiordelisi che, tra le altre cose, prima dell’episodio, nutriva parecchia stima verso l’ex gieffina vip. Stima che ora si è sgretolata.

Briatore e Gregoraci, separati ma vicini per il bene di Nathan

Nessun ritorno in love, nessuna ri-unione matrimoniale in vista. Elisabetta e Flavio oggi si dichiarano entrambi single. Eppure non è raro vederli assieme pubblicamente, in vacanza oppure tra le mura domestiche: tutti e due, per il bene del loro figlio Nathan Falco, hanno deciso di condividere molto tempo assieme nonostante si siano separati. Di recente i ben informati hanno reso noto che la Grgeoraci si frequenterebbe da mesi con il pilota Stefano Coletti. Non appena è uscita la notizia sia lui sia lei si sono affrettati a dire ‘solo amici’.