Author: Ufficio Stampa

Tommaso Zorzi, la pesante ammssione: “Ho avuto paura, volevo morire”

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Tommaso Zorzi impaurito al Luna Park Dallo scorso fine settimana Tommaso Zorzi sta trascorrendo dei giorni di vacanza in Sicilia, nelle zone di Taormina, insieme al fidanzato Tommaso Stanzani. Naturalmente i due innamorati tengono sempre aggiornati i propri follower condividendo spesso dei contenuti sui loro canali social. Recentemente il rampollo meneghino ha postato una Storia […]

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Belen e Antonino Spinalbese, ecco la foto della figlia! Le reazioni dei fans

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Belen Rodriguez e Antonino Spinalbese genitori: gli auguri per la nascita di Luna Marì

Belen Rodriguez e Antonino Spinalbese sono diventati genitori. A dare la lieta notizia sono loro stessi attraverso i propri profili social. Da giorni si attendeva la notizia della nascita di Luna Marì, che ha scelto di venire al mondo proprio dopo la conquista da parte dell’Italia del titolo di Campione d’Europa. Alcune ore fa Belen Rodriguez ha pubblicato un post in cui ha scelto di condividere con i suoi followers le prime immagini della sua bambina. Scatti molto teneri, che non hanno mancato di attrarre migliaia di commenti di auguri per la coppia di neogenitori. Tra questi, molti volti noti dello spettacolo hanno deciso di congratularsi, come Caterina Balivo, Mara Venier, Simona Ventura, Valeria Marini, Paola Barale, Antonella Clerici e tanti altri ancora.

Belen Rodriguez mamma per la seconda volta: “Siamo di una felicità indescrivibile”

Belen Rodriguez ha scelto di mostrare al mondo la sua Luna Marì, una bambina tanto desiderata, che ha realizzato il sogno della showgirl argentina di diventare mamma per la seconda volta, e di una femminuccia. Belen Rodriguez e Antonino Spinalbese sono al settimo cielo per la gioia di accogliere il nuovo membro della famiglia, al punto che la stessa showgirl argentina ha voluto sottolineare: “Siamo di una felicità indescrivibile”.

Belen Rodriguez presenta Luna Marì e svela i dettagli del parto

Belen Rodriguez è diventata mamma per la seconda volta. La sorella di Cecilia Rodriguez mostra un breve video in cui sfiora dolcemente la sua Luna Marì, e dopo averla presentata al mondo, la showgirl ha scelto di condividere con i suoi fans anche alcuni dettagli che riguardano strettamente la nascita della bambina. Belen Rodriguez infatti rivela che Luna Marì è nata a mezzanotte e 47 minuti del 12 luglio, con un peso di 2,9 kg e che il parto è stato naturale.

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Netflix Promotes Kira Goldberg and Ori Marmur, Executives Will Lead New Team Developing Commercial Films (EXCLUSIVE)

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Netflix is implementing some important leadership changes as it works to create more broadly entertaining film projects. As part of that shift, executives Kira Goldberg and Ori Marmur have both been promoted and will head up a team tasked with developing and producing big-budget and four-quadrant films. Their team will be autonomous from the one […]

Il piacere di vivere in mezzo alla natura: la riscoperta della montagna tra tradizione e innovazione

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Secondo le ricerche compiute dall’associazione, la natura attira soprattutto i giovani, che, stufi della vita caotica e stressante della città, vogliono abbracciare uno stile di vita più sostenibile. “Tante persone vorrebbero vivere in montagna – racconta a Tgcom24 Nicolò Quarteroni, Direttore Generale di Ferdy Wild, agriturismo immerso nel verde dell’alta Val Brembana – il problema è quello del lavoro. Per questo è necessario creare dei modelli di business che permettano a chi vuole vivere qui di non dover andarsene”.

 

L’intuizione di Nicolò e di suo padre Ferdinando, che ha fondato l’attività alla fine degli anni ’80, è stata quella di far riscoprire le emozioni della vita e del lavoro in montagna coniugando innovazione e tradizione. “Ci piace definirci contadini 2.0”, spiega a Tgcom24 Nicole Sonzogni, moglie di Nicolò e membro dello staff di Ferdy Wild. “Trattiamo tematiche di sostenibilità dell’ambiente, razze antiche e tecniche antiche rivisitandole in chiave moderna”.

 

 

L’innovazione sta anche e soprattutto nella condivisione delle attività dell’agriturismo, per la quale i social sono stati ovviamente fondamentali. “Hanno portato la gente a vedere la fatica che si nasconde dietro la produzione”, spiega Nicolò. “Perché quando ti siedi a tavola e mangi un pezzo di formaggio, diventa difficile capire cosa ci sta dietro”. Grazie a Facebook e Instagram, migliaia di persone hanno imparato a conoscere e apprezzare la vita in montagna e tutti quei lavori ormai dimenticati che la caratterizzano. “Quando la gente vede ciò che creo nei video che pubblichiamo, poi vogliono venire qui da noi per provare a mungere”, racconta a Tgcom24 Alberto, il casaro dell’agriturismo.

 

Ma, a parte il lavoro sui social network, il fulcro dell’attività di Ferdy Wild sta nel radicamento e nell’amore verso il territorio. “La nostra generazione da queste montagne scende, non risale”, spiega Nicole. “Noi invece vogliamo risalire la valle. Ci piace dare speranza alle nuove generazioni e l’idea che un ragazzo non debba lasciare il suo luogo d’origine al quale è profondamente legato e possa trovare una prospettiva qui è la cosa più bella che un territorio possa offrire”.

Uno studio di design riporta in vita le tradizioni della Spagna

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La storia di Studio Erhart è una lettera d’amore alla Spagna e alle sue tradizioni. Fondato due anni fa dalla designer Federica Palacios Erhart, con origini argentine, svedesi e svizzere e da Mercedes Salazar-Simpson Erhart, storica dell‘arte e archeologa, lo studio nasce con il desiderio di valorizzare gli artigiani spagnoli, facendo rivivere le antiche tradizioni dimenticate e creando degli oggetti di design che vanno dai tessuti per la casa, ai complementi per la tavola, agli elementi d’arredo, che durino nel tempo. «Un paio di anni fa, abbiamo iniziato a lavorare insieme su alcuni progetti di Federica in Svizzera – spiegano – Mercedes tornava sempre a Madrid, dove vive, alla ricerca di artigiani il cui mestiere, purtroppo, era scomparso al di fuori della Spagna per creare i pezzi che avrebbero disegnato in esclusiva per i clienti di Federica.  Così sono nati i primi disegni per lo Studio Erhart». Poco dopo è entrata a far parte della squadra Camila Salazar Simpson Erhart: dopo aver lasciato la sua carriera di avvocato aziendale si occupa del lato commerciale dello Studio.

Le vostre scelte di vita vi hanno influenzato nella decisione di creare il marchio?
«Assolutamente sì. La lunga esperienza di Federica come interior designer e il suo gusto impeccabile sono fondamentali per capire le esigenze dei nostri clienti e il processo di progettazione. Mercedes, invece, grazie al suo background accademico di storica dell’arte e alla sua acuta sensibilità, ha sempre cercato ispirazione nelle cose belle ovunque. Insieme a Camila, hanno deciso di creare lo Studio Erhart come riflesso di queste scelte di vita e delle diverse personalità».

Perché avete scelto Madrid? 
«Studio Erhart nasce dal nostro amore per gli artigiani spagnoli, la loro abilità e il loro patrimonio. Per noi è stato naturale scegliere Madrid come base! Inoltre, essere vicini e in contatto permanente con i nostri artigiani è una parte essenziale del nostro processo creativo, per questo per noi non potrebbe esserci posto migliore. Mercedes si è trasferita a Madrid circa 30 anni fa, quando si è sposata con un uomo d’affari spagnolo e Camila, sebbene sia nata a Ginevra, ha sempre vissuto lì. Federica vive ancora a Ginevra dove ha sede il suo studio di interior design».

Come funziona il processo di produzione di Studio Erhart?
«In due modi: nella maggior parte dei casi, partiamo dall’idea di qualcosa che vogliamo creare e poi andiamo alla ricerca dell’artigiano perfetto per realizzarlo. Oppure, nel caso in cui stiamo già lavorando con cui già lavoriamo, progettiamo oggetti che si adattino alle loro abilità peculiari. Ogni creazione ha un processo di fabbricazione lungo e intricato dove il dialogo e la fiducia tra gli artigiani e tra di noi sono fondamentali».

Che tipo di oggetti create?
«Ci piace progettare e creare oggetti fatti per durare, sia che siano strettamente per la casa o che riflettano uno stile di vita con cui ci identifichiamo, dalle lampade, ai cuscini, alle coperte, alla biancheria per la casa, alle candele profumate, agli accessori, ecc. E molto presto, mobili su misura dai migliori artigiani spagnoli».

Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
«Ci ispiriamo molto alle nostre esperienze personali in giro per il mondo. È il caso della collezione Pampa, una serie di oggetti che riflettono il nostro amore per l’Argentina, il Paese dove sono nate Mercedes e Federica. La collezione Sevilla, invece, è un riflesso del patrimonio andaluso e della cultura di questa meravigliosa città. Infine, le collezioni di biancheria Pablo e Diego sono un omaggio agli artisti spagnoli che amiamo, Pablo Picasso e Diego de Velázquez.

Come definireste lo stile di Studio Erhart?
«Progettiamo e creiamo oggetti senza tempo per la casa. Rifiutiamo la cultura dell’usa e getta, ormai insostenibile. Crediamo che la casa sia un riflesso di noi stessi, delle nostre scelte di vita e delle nostre esperienze, e che quindi non dovrebbe cambiare di stagione in stagione. Ecco perché ci concentriamo così tanto sulla qualità: perché vogliamo che i nostri oggetti durino nel tempo e accompagnino i nostri clienti per gli anni a venire».

Il team di Studio Erhart

Come avete conosciuto gli artigiani coinvolti nel progetto?
«Mercedes, sempre attenta alla qualità e all’abilità, conosceva la maggior parte degli artigiani con cui lavoriamo attualmente e altri sono stati trovati grazie al passaparola. Dato che abbiamo un rapporto così stretto con i nostri artigiani, ci affidiamo a loro per i riferimenti quando abbiamo bisogno di trovare qualcuno con una nuova abilità per le nostre nuove creazioni».

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Una microscopica sfera di vetro ha sfidato le leggi della fisica quantistica

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Guardando dentro al cerchio la nanosfera è il puntino verde. La nanosfera levita sostenuta dal fascio laser (foto: Eth Zurich)

I fisici stanno provando a testare ed estendere le leggi della quantistica, applicate generalmente a particelle subatomiche o atomi, anche ad oggetti più grandi, innalzando sempre più l’asticella di confine fra meccanica quantistica e realtà macroscopica. Un gruppo di ricerca del Politecnico federale di Zurigo (Eth Zurich), ha intrappolato e sospeso, grazie alle proprietà dell’ottica, dell’elettromagnetismo e della meccanica quantistica, una nanosfera di vetro (nell’immagine in alto) di 100 nanometri di diametro, circa mille volte più piccola dello spessore di un capello. Ma per questo esperimento e per la quantistica in generale è tantissimo, dato che finora queste operazioni riguardavano elementi molto più piccoli. I risultati sono pubblicati su Nature.

Meccanica quantistica e mondo macroscopico

Nello strano regno della quantistica le cose vanno diversamente da quanto prescritto nella fisica classica, quella che regola la realtà che vediamo e conosciamo. Ma questo vale solo per “oggetti” piccolissimi, quali particelle subatomiche e atomi, e non per il mondo macroscopico nel quale non ci accorgiamo delle anomalie. Questo è anche il motivo per cui l’esperimento del gatto di Schrödinger è e per fortuna resterà teorico, dato che non può essere svolto nella realtà. I fisici, però, stanno provando a testare e estendere le leggi della quantistica a oggetti sempre più grandi.

Una nanosfera sospesa

Per questo oggi hanno considerato una sferetta piccolissima, visibile al centro dell’immagine (in verde): una nanosfera da 100 nanometri (i nanometri sono milionesimi di millimetri). Apparentemente la novità sembra non esserci, dato che si tratta di un sistema minuscolo. Eppure la differenza rispetto agli esperimenti precedenti c’è eccome. La nanosfera è composta da milioni di atomi, mentre finora questo test è stato condotto su sistemi di poche migliaia di atomi. Per farla levitare i ricercatori l’hanno inserita in una trappola ottica, ottenuta mediante particolari laser all’interno di un contenitore. Il contenitore è una piccola camera a vuoto, dalla quale aria e altri gas sono stati rimossi da una pompa a vuoto, alla temperatura di -269° C. Insomma, laser, ultrafreddo e vuoto sono gli ingredienti essenziali dell’esperimento.

Per osservare meglio gli effetti quantistici, gli scienziati hanno portato la nanosfera al suo “stato quantico fondamentale”, il livello più basso di energia. Di fatto la nanosfera riesce a librarsi, in questo spazio, grazie a un fascio laser focalizzato, che agisce come una trappola in cui la sferetta è sospesa e oscilla avanti e indietro. Ci sono poi dei campi elettrici per rallentare questo movimento e bloccare le oscillazioni. “Si tratta della prima volta – sottolinea Lukas Novotny, docente di fotonica all’Eth Zurich – in cui questo metodo è stato utilizzato per controllare lo stato quantico di un oggetto macroscopico nello spazio libero”. Risultati simili erano già stati ottenuti in precedenza ma con una tecnica diversa, basata su un risonatore ottico, mentre l’approccio odierno protegge meglio la sferetta da eventuali sollecitazioni.

Verso i prossimi studi

Come sappiamo la ricerca di base nella meccanica quantistica non trova subito applicazione in tecnologie e oggetti di uso comune, tuttavia prove accumulate nel tempo possono condurre a questa meta. In questo caso gli scienziati sperano di poter sfruttare il risultato per capire meglio in che modo la meccanica quantistica fa sì che le particelle elementari, come il fotone e l’elettrone, si comportino anche come onde (il dualismo onda-particella o onda-corpuscolo). E un giorno queste proprietà e l’utilizzo di nanosfere potrebbe essere importante per realizzare nuovi sensori ancora più avanzati e potenti.

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Il 20 luglio in Sicilia si celebra il Malvasia Day

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Si apre una nuova era per il Malvasia Day, l’evento dedicato alla viticoltura eroica nelle Eolie. Un’edizione da ricordare, la prima sotto l’insegna diretta del Consorzio di tutela della Malvasia delle Lipari dopo quelle organizzate nella tenuta di Capofaro dalla famiglia Tasca d’Almerita. Quest’anno la manifestazione si svolgerà martedì 20 luglio nel Comune di Malfa a Salina e sarà una vera festa dedicata a un vino leggendario per storicità e per la capacità di rappresentarne l’identità culturale, oltre che viticola ed enologica, di queste isole. Con il Malvasia Day riparte un progetto di valorizzazione del turismo che vede coinvolta anche la filiera della ristorazione e dell’ospitalità, la più forte attività economica dell’arcipelago eoliano. 

  1. Programma. Primo appuntamento, a inaugurare la manifestazione, sarà la presentazione del libro di Marcello Sajia intitolato “Malvasia delle Lipari – Storia dell’antico passito eoliano”, in programma martedì 20 luglio dalle 18 alle 19:30 presso Palazzo Marchetti a Malfa: un incontro letterario, storico ma anche scientifico, alla scoperta delle testimonianze e delle origini legate al vitigno principe delle Eolie. A seguire, dalle 19:30 alle 21:30, nella piazza del Comune di Malfa, il momento clou, ovvero la degustazione aperta al pubblico di Malvasia dei diversi produttori del Consorzio (ticket 10€). 
  2. Produttori. Ciascuna azienda aderente al Consorzio presenterà la migliore selezione delle bottiglie prodotte, dai vini dolci naturali alle nuove espressioni di Malvasia secca, sempre più identitarie del territorio e dell’isola di provenienza. Un caleidoscopio di esperienze vinicole che contribuisce a mantenere una tradizione e un modello imprenditoriale centrato sul vigneto e sull’eccellenza enoica. Il panel delle aziende partecipanti a questo Malvasia Day 2021 costituisce un record di presenza delle aziende produttrici di Malvasia DOC delle Lipari: Barone di Villagrande, Caravaglio, Colosi, D’Amico, Fenech, Hauner, Punta Aria, Tenuta Capofaro, Virgona a cui si aggiungono, per questa edizione del 2021, Barbanacoli, Eolia (nuova realtà vinicola nata dalla passione enoica di Luca Caruso dell’Hotel Signum insieme a Natascia Santandrea) e Tenuta di Castellaro.
  3. Le novità. Con il disciplinare – più rigoroso e attento alla tutela del territorio – e l’istituzione dell’Erga Omnes che dà nuova consapevolezza del valore e delle opportunità che queste produzioni possono avere in Italia e nel mondo, viene garantito un controllo sulla qualità in vigna prima e in bottiglia poi, per un sempre miglior posizionamento delle produzioni delle isole Eolie e una maggiore tutela dei consumatori. “Questa edizione del Malvasia Day affronta il tema della storia della Malvasia e del suo indissolubile legame con il territorio” – sottolinea Mauro Pollastri, Presidente del Consorzio Malvasia delle Lipari -. Con la narrazione della nostra DOC, insieme ai nostri ospiti e produttori, vogliamo suggerire alcuni spunti utili a interpretare il futuro che ci attende con un occhio globale, puntando su promozione e valorizzazione sia in Italia che all’estero”. Tra le novità proposte dal Consorzio anche un nuovo sito web realizzato da Studio Forward, con un focus specifico sulla carta dei vini del territorio; si tratta di uno strumento utile a valorizzare e a comunicare non solo le aziende ma anche le diversità che ogni isola trasferisce ai suoi vini, con un racconto sulle peculiarità delle Malvasia delle Lipari e sull’impronta enologica che ciascun produttore ha voluto trasmettere. 
  4. La viticoltura eoliana. Le Eolie, già nel paesaggio, anticipano la chiave di interpretazione di una comunità agricola che ha nel tempo modellato il suo habitat economico e rurale, affermando un modello di viticoltura eroica, spesso caratterizzata da terrazzamenti e pendenze dove il segno della fatica, ma anche della passione, viene a costituire quella unicità di condizioni pedoclimatiche proprie dei terroir vulcanici. Qui i vigneti terrazzati con i tipici muretti a secco, raccontano storie di uomini, tradizioni e territorio che danno vita a produzioni d’eccellenza, grazie al lavoro quotidiano di vignaioli e agricoltori che si impegnano a rispettare l’ambiente e la biodiversità di queste terre marine. La Malvasia è la varietà principe che ha vissuto la leggenda dei grandi vini dolci naturali, scoperti dagli inglesi e dai regnanti di mezza Europa. Un nettare reso unico dal calore siciliano, dal vento eoliano che soffia dal mare e dalla dedizione umana che si impegna ad allevare vigneti ricchi di storia, valori e cultura.

Per maggiori informazioni scrivere a info@consorziomalvasiadellelipari.it

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