Author: Ufficio Stampa

Andrea Delogu una furia sui social “Sono anni che …”

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Conosciamo tutti Andrea Delogu per essere una nota conduttrice televisiva ed anche radiofonica, la quale ha condotto lo scorso anno una edizione molto importante de La vita in diretta in versione estiva.  Di lei se n’è parlato in questi ultimi anni come di una conduttrice di grande successo e che grazie alla sua simpatia ed al suo talento è riuscita a conquistare i milioni di telespettatori.  Ebbene, sembra che in queste ultime ore la donna sia stata sotto i riflettori per un suo intervento piuttosto duro su istangram.  Ma cosa è accaduto ad Andrea Delogu e perché si è lasciata andare a questo sfogo così molto importante?

Andrea Delogu legge un titolo su di lei e va su tutte le furie

Ebbene, sembra che la conduttrice nelle scorse ore abbia deciso di utilizzare Instagram per fare un attacco piuttosto duro contro le fake news.  Non è di certo un mistero il fatto che di tanto in tanto i personaggi del mondo dello spettacolo, siano a loro insaputa protagonisti di alcune fake news che categoricamente vengono smentite.  Questa volta sembrerebbe essere toccato alla Delogu, la quale tra l’altro non ha mai omesso nel corso della sua carriera di essere dislessica. Anzi nel corso degli anni ha scritto anche un libro proprio incentrato su questo tema. 

Il duro sfogo della conduttrice 

Ebbene, la conduttrice sembra che sia andata su tutte le furie in questi ultimi giorni, perché pare fosse stato scritto un articolo su di lei dove il suo problema veniva menzionato come una malattia. “Quando il clickbait diventa questo allora c’è da incazzarsi davvero. Sono anni che si fa informazione sui disturbi specifici dell’apprendimento e nel mio piccolo sono anni che racconto che la Dislessia, una mia CARATTERISTICA, è stata affrontata, capita e accettata senza nessun tipo di tragedia.” Questo nello specifico quanto dichiarato da Andrea Delogu, la quale sembra si sia parecchio infuriata per questo articolo che ha accostato la parola malattia al suo problema.  

Dislessia non è una malattia, le parole della conduttrice su Instagram

E’ da tanti anni che la stessa conduttrice si batte per cercare di sensibilizzare più possibile sui disturbi specifici dell’apprendimento.  Di conseguenza essendo anche piuttosto attiva in tal senso, aver letto quel titolo avrebbe scatenato questa reazione piuttosto dura.  Pare che in quell’articolo venisse citata La dislessia della Delogu e paragonata ad una malattia dalla quale non si può guarire. “Questi titoli non solo fanno un danno enorme e fanno fare dei passi indietro a tutte le associazioni e agli esperti che ci mettono l’anima ogni giorno, ma minano la sicurezza di bambini e adolescenti che sono simili a me, che hanno la mia stessa caratteristica e leggendo questo schifo pensano di farne parte anche loro.” Queste ancora le dichiarazioni di Andrea.

Elena Sofia Ricci, com’è adesso il padre della sua prima figlia: sono passati anni dalla fine della loro storia

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Elena Sofia Ricci prima figlia

L’attrice Elena Sofia Ricci ha avuto la sua prima figlia Emma dalla relazione con Pino Quartullo: com’è ora l’attore e regista. Elena Sofia Ricci è sposata dal 2003 col compositore Stefano Mainetti, dal quale ha avuto una figlia di nome Maria. La bellissima e bravissima attrice ha anche un’altra figlia più grande, nata nel 1996 […]

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Mascara sui baffetti: influencer insegna a valorizzare i peli del viso

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La depilazione è una scelta libera e personale – “Come tanti altri sono cresciuta credendo che i peli del viso visibili fossero poco attraenti e maschili. Questo è qualcosa che dobbiamo disimparare collettivamente come società” scrive Joanna su Instagram condividendo i video del momento in cui applica il mascara sui baffetti. Ma puntualizza: “Questa non è una nuova tendenza ma un promemoria che la depilazione dovrebbe essere sempre una scelta personale e fatta in modo libero dai giudizi, non importa di che sesso sei”. Un vero e proprio messaggio di body positivity, lanciato in modo provocatorio e che è diventato virale in Rete.

 

 

 

Peli sulle labbra? E’ normale – “Quando ero giovane ricordo di essere entrata in bagno da mia madre mentre usava la crema depilatoria sul labbro superiore. Mi ha cacciato via chiedendo privacy ovviamente imbarazzata. Senza nemmeno rendermene conto, sono cresciuta credendo che i peli sul viso fossero qualcosa di cui vergognarsi e da rimuovere di nascosto” racconta ancora la 32enne inglese. “Non volevo presentarmi sul mio account Instagram mettendo in evidenza i peli sul mio labbro superiore. E non lo faccio ora per renderlo affascinante o per convincervi che è attraente. Lo faccio per ricordarvi che i peli ci sono. Non mi aspetto che andiate in giro con il mascara sulle labbra (anche se sarebbe fantastico!). Vi sto incoraggiando a chiedervi se state rimuovendo i peli del viso perché vi fa sentire più a vostro agio o per un altro motivo. Potreste avere un problema medico, uno squilibrio ormonale o essere semplicemente un essere peloso come me… non c’è niente di cui vergognarsi”.

 

Non hai bisogno di permessi per mostrarti come sei – Dimenticate l’ideale della bellezza assoluta proposta dalle copertine patinate e dai social media. La perfezione non esiste. Ognuno di noi è unico anche nei suoi difetti. E’ questo il messaggio lanciato dall’influencer attraverso i suoi post. E, oltre ai baffetti, Joanna Kenny invita a non diventare schiavi del desiderio di una pelle perfetta o di un fisico scultoreo. Così ha lanciato l’hashtag #poresnotflaws (i pori non sono difetti) invitando i follower a non temere brufoli, acne, cicatrici della pelle. “Non avete bisogno di permessi per mostravi come siete” scrive postando selfie e mettendo in bella vista le cicatrici dell’acne sul viso. 

 

Cellulite, grasso, peli: questo è il mio corpo – In un altro post condiviso su Instagram l’influencer ha pubblicato un video in cui lancia un messaggio ai follower che si stanno preparando all’estate e alla prova costume. “A chiunque si metta in testa di avere un fisico pronto per l’estate… hai già tutto ciò di cui hai bisogno. Questo è il mio corpo. Ho 32 anni. Non sono una madre. Non ho nessuna patologia medica. Ho una dieta equilibrata. Non bevo né fumo. Ho cellulite, grasso, peli sul corpo, smagliature e pori visibili”. 

 

Walter Nudo scomparso dalla tv, il dramma mai svelato: “Ecco perché non mi vedete più. Cosa mi è successo”

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Dopo aver conquistato la vittoria al Grande Fratello Vip Walter Nudo di sua spontanea volontà ha deciso di allontanarsi dal mondo della televisione. Un mondo in cui l’attore non sentiva più a suo agio.

 

Tuttavia, a distanza di qualche anno Walter, ex protagonista della fiction Carabinieri e vincitore de L’Isola dei Famosi ha cambiato idea e vorrebbe tanto fare ritorno sul piccolo schermo. Ma ad un patto ben preciso, ovvero che il professionista possa mostrarsi per ciò che è veramente.

 

A rivelarlo è stato lui stesso nel corso di una recente intervista al quotidiano nazionale Libero. In quell’occasione l’ex gieffino ha parlato di vari argomenti e anche di un possibile suo approdo in tv. “Me ne sono andato perché non c’erano spazi che mi permettevano di essere quello che sono. Se ci fossero tornerei. Tra l’altro scrivo anche sceneggiature”, ha fatto sapere Walter Nudo. Andiamo a vedere nel dettaglio cos’altro ha confidato.

Walter Nudo, La vittoria del GF Vip 3

 

Nella sua carriera Walter Nudo ha trionfato in ben due reality show: la terza edizione del Grande Fratello Vip e L’Isola dei Famosi. Dopo anni d’assenza dal piccolo schermo, grazie al trionfo del programma condotto allora da Ilary Blasi, l’attore è riuscito a riconquistare l’affetto e il calore del pubblico.

 

Intervistato dal giornale Libero, l’ex gieffino ha detto anche: “Rifarei tutto perché ogni esperienza è stata funzionale a rendermi la persona che sono. Al GF ho provato a portare la fratellanza in un programma trash e a quanto so quell’edizione è ancora ricordata come la meno litigiosa”. Ha confidato Walter

Walter Nudo dopo la vittoria al Grande Fratello Vip 3

Ma non è finita qui. Nel corso della lunga chiacchierata col giornalista del quotidiano Libero, l’ex naufrago Walter Nudo ha fatto altre confessioni. Nello specifico, l’attore ha spiegato cosa è successo nella sua vita dopo aver vinto la terza edizione del Grande Fratello Vip, l’ultima condotta da Ilary Blasi. “Sono diventato quello che la società definirebbe un mental coach”, ha concluso l’attore.

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Temptation Island, finale col botto: avete visto cosa accadrà?

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Temptation Island, finale col botto: avete visto cosa accadrà la prossima settimana? La notizia che nessuno si aspettava. Quello con Temptation Island è ormai un appuntamento fisso per i telespettatori, da tanti anni. Il docu reality di Canale 5 dedicato alle coppie è una garanzia di successo: puntata dopo puntata, gli ascolti sono super! E […]

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Airbus e Boeing fanno pace per fare la guerra alla cinese Comac

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Fatti, analisi e scenari dopo l’accordo Usa-Ue sulle controversie Boeing-Airbus. L’analisi di Gianni Paramithiotti per Lavoce

Il 15 giugno scorso rappresenta una data di estrema rilevanza per le relazioni commerciali dell’Unione Europea, in particolare per il rapporto tra l’Ue e gli Stati Uniti. Quel giorno infatti fra le due sponde dell’Atlantico è stato raggiunto un accordo relativo alla controversia tra Airbus e Boeing, in atto oramai da ben diciassette anni (la più lunga in assoluto nella storia dell’Organizzazione mondiale del commercio), riguardante i sussidi offerti da ambo le parti alla costruzione e commercializzazione degli aerei passeggeri di grandi dimensioni (Large Civil Aircraft – Lca).

La disputa era cominciata nel lontano 2004, quando gli Usa si appellarono al Wto contro l’Ue lamentando sussidi illegali a supporto di Airbus. In risposta, l’Ue nel maggio del 2005 aveva presentato un esposto riguardante analogo riguardante Boeing. In questo documento erano individuate ben dieci categorie di misure Usa a favore del produttore statunitense di aerei civili palesemente in contrasto con l’Accordo sui sussidi e sulle misure di compensazione (Scm Agreement): si andava dagli incentivi concessi da diversi stati americani alle fabbriche Boeing site nei propri territori a quelli concessi dalle agenzie governative al gruppo come aiuti alla ricerca fino al distacco gratuito di personale altamente qualificato presso i siti produttivi del colosso aeronautico. La stima europea indicava un ammontare totale di concessioni pari a 19,1 miliardi di dollari nel periodo 1989-2006.

Venendo agli sviluppi più recenti, nel maggio 2018 l’organo di appello del Wto aveva sentenziato come l’Ue e gli stati membri non avessero pienamente rispettato le precedenti sentenze, permettendo così agli Usa di assumere come contromisura dei dazi sull’export europeo fino a 7,5 miliardi di dollari, dazi imposti poi nell’ottobre 2019. Nel marzo di quell’anno lo stesso organo aveva confermato che gli Usa avevano proseguito nel proprio supporto illegale a Boeing a scapito di Airbus. In seguito all’autorizzazione del Wto, quindi, l’Ue aveva imposto contromisure su 4 miliardi di dollari di export americano nel novembre 2020.

Il 15 giugno scorso rappresenta una data di estrema rilevanza per le relazioni commerciali dell’Unione Europea, in particolare per il rapporto tra l’Ue e gli Stati Uniti. Quel giorno infatti fra le due sponde dell’Atlantico è stato raggiunto un accordo relativo alla controversia tra Airbus e Boeing, in atto oramai da ben diciassette anni (la più lunga in assoluto nella storia dell’Organizzazione mondiale del commercio), riguardante i sussidi offerti da ambo le parti alla costruzione e commercializzazione degli aerei passeggeri di grandi dimensioni (Large Civil Aircraft – Lca).

La disputa era cominciata nel lontano 2004, quando gli Usa si appellarono al Wto contro l’Ue lamentando sussidi illegali a supporto di Airbus. In risposta, l’Ue nel maggio del 2005 aveva presentato un esposto riguardante analogo riguardante Boeing. In questo documento erano individuate ben dieci categorie di misure Usa a favore del produttore statunitense di aerei civili palesemente in contrasto con l’Accordo sui sussidi e sulle misure di compensazione (Scm Agreement): si andava dagli incentivi concessi da diversi stati americani alle fabbriche Boeing site nei propri territori a quelli concessi dalle agenzie governative al gruppo come aiuti alla ricerca fino al distacco gratuito di personale altamente qualificato presso i siti produttivi del colosso aeronautico. La stima europea indicava un ammontare totale di concessioni pari a 19,1 miliardi di dollari nel periodo 1989-2006.

Venendo agli sviluppi più recenti, nel maggio 2018 l’organo di appello del Wto aveva sentenziato come l’Ue e gli stati membri non avessero pienamente rispettato le precedenti sentenze, permettendo così agli Usa di assumere come contromisura dei dazi sull’export europeo fino a 7,5 miliardi di dollari, dazi imposti poi nell’ottobre 2019. Nel marzo di quell’anno lo stesso organo aveva confermato che gli Usa avevano proseguito nel proprio supporto illegale a Boeing a scapito di Airbus. In seguito all’autorizzazione del Wto, quindi, l’Ue aveva imposto contromisure su 4 miliardi di dollari di export americano nel novembre 2020.

In linea con il rinnovato spirito cooperativo delle relazioni transatlantiche favorito dalla presidenza Biden, l’importanza di questa ritrovata armonia va individuata nella sua capacità di trasformare una lite di cui non si intravedeva la fine in una volontà lungimirante di collaborazione delle due parti volta ad affrontare non solo le questioni bilaterali, ma anche le future sfide globali e le minacce provenienti dall’esterno. I due ex-litiganti si impegnano così a superare le consolidate antitetiche posizioni, a evitare l’insorgenza di nuove controversie e a proteggere un level playing field fra i rispettivi produttori nazionali. Inoltre essi collaboreranno nell’analisi e nella trattazione delle pratiche anti-concorrenziali messe in pratica da terzi che possano danneggiare il proprio settore degli Lca.

Infine, nei termini dell’accordo è contemplata la sospensione per un periodo di cinque anni dell’applicazione di tariffe su un volume di interscambio commerciale Ue-Usa pari a 11,5 miliardi di dollari, introdotte nel corso degli anni da ciascuno quale misura di ritorsione nei confronti dei sostegni elargiti dall’altra parte in favore del proprio “campione nazionale” aeronautico. Pratiche che avevano generato un effetto a macchia d’olio che aveva via via coinvolto un numero sempre maggior di comparti: si stima che negli ultimi anni siano stati così colpiti produttori e consumatori delle due sponde dell’Atlantico che hanno pagato un totale di 3,3 miliardi di dollari in dazi aggiuntivi

Sul fronte interno, i punti salienti dell’accordo prevedono la costituzione di un gruppo di lavoro comune sugli Lca, presieduto dai rispettivi responsabili per il commercio internazionale, l’impegno a fornire finanziamenti sulla base di condizioni di mercato e sostegni ai processi di ricerca e sviluppo aperti e trasparenti, garantendo così una facile e diretta valutazione dei risultati ottenuti, nei termini consentiti dalla legge. Su quello esterno, è prevista una collaborazione per l’analisi congiunta delle pratiche “non di mercato” dei terzi che potrebbero danneggiare le rispettive industrie Lca, con particolare focus su quelle praticate dalle cosiddette “economie non di mercato”, con l’obiettivo finale di stabilire nel futuro le basi per azioni congiunte o parallele a tutela dei comuni interessi. È infatti noto come alcuni sistemi economici non riportino con trasparenza tutti i sussidi concessi al settore e forniscano elevato supporto ai propri produttori di Lca attraverso investimenti sussidiati in capitale, prestiti di stato ed acquisti diretti dello stato.

In controluce, è fin troppo facile leggere in questa parte dell’accordo la volontà delle due parti di proteggere i propri due incumbent dalla minaccia di ingresso dell’unico competitor esterno, la cinese Comac, che con il proprio bireattore C-919 – la cui entrata in servizio risulta imminente – mira ad appropriarsi di una fetta di un mercato previsto in crescita nel prossimo futuro. Il problema ovviamente risiede nel fatto che la Comac gode dell’incondizionato supporto del governo cinese che ha individuato nello sviluppo di un’industria aerospaziale domestica un preciso interesse nazionale, perseguibile anche attraverso pratiche anti-concorrenziali, quale per esempio l’obbligo di acquisto di quel tipo di aeromobile per le compagnie aeree nazionali.

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Tommaso Zorzi e Oppini, il retroscena sulla loro amicizia: “Non c’è più nulla”

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Amicizia finita tra Tommaso e Francesco? Oltre alla coppia Rosalinda Cannavò ed Andrea Zenga, al Grande Fratello Vip 5 se ne è formata un’altra, quella composta da Tommaso Zorzi e Francesco Oppini. Ovviamente quest’ultimi, rispetto ai primi era solo amichevole anche se inizialmente il rampollo meneghino ha confidato di essersi preso una cotta per il […]

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Can Yaman e Diletta Leotta, storia finta? Le parole inaspettate di un collega

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Can Yaman e Diletta Leotta, la storia è finta? Alessandro Cecchi Paone insorge: “Non sarebbe la prima volta”

La storia d’amore tra Can Yaman e Diletta Leotta continua ad essere chiacchierata, nonostante i due stiano insieme ormai da molti mesi. Fin dall’inizio il flirt tra Diletta Leotta e Can Yaman ha fatto storcere il naso a molti. Si sono susseguite voci che vedevano in questa storia solo interessi d’immagine e di business. A smentire tali voci ci hanno pensato i diretti interessati, che continuano a mostrarsi più uniti che mai. Per questo una lettrice di Nuovo Tv, scrivendo alla rubrica di Alessandro Cecchi Paone, pende verso la buona fede della coppia. Tuttavia Cecchi Paone sulla possibilità che la storia possa essere finta dice:

“Non sarebbe la prima volta che gli uffici stampa inventano una coppia per dare maggiore visibilità ai due personaggi e al loro lavoro”.

Diletta Leotta e Can Yaman, il fidanzamento non è vero? Una fan li difende: “Ipotesi fantasiosa”

Ormai Can Yaman e Diletta Leotta al gossip ci sono abituati. Soprattutto a quello più critico, che punta ad insinuare. E se da una parte c’è ancora chi si mostra scettico davanti al loro amore, un’altra fetta di pubblico si fida. Esattamente come la lettrice di Nuovo Tv sopra citata che definisce “un’ipotesi davvero fantasiosa” quella sul possibile finto fidanzamento.

“Vedremo se le cose stanno come dice qualcuno”

conclude Alessandro Cecchi Paone.

Can Yaman: i nuovi progetti lavorativi e l’amore con Diletta Leotta

Mentre diverse voci continuano a parlare Can Yaman pensa ai suoi progetti, lavorativi e personali. L’amore con Diletta Leotta procede bene e i due hanno dato il via alle presentazioni ufficiali. Poche settimane fa, infatti, l’attore ha portato la Leotta in Turchia a conoscere i genitori. Anche sul versante lavorativo le cose procedono bene. Diletta è pronta per la nuova stagione calcistica su Dazn. Mentre Can Yaman lavora a nuovi progetti e presto inizierà a girare anche Sandokan.

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