Autore: sebborg98

Prevenire le infezioni in corsia: ecco la tecnologia che elimina i batteri

La tecnologia al plasma freddo impiega dalle 12 alle 16 ore per eliminare batteri multiresistenti agli antimicrobici in ambienti chiusi. Ovvero quei batteri, portatori di infezioni e patologie, altamente pericolosi proprio perché capaci di resistere alle normali forme di disinfezione. Un nuovo passo avanti per Jonix, Pmi innovativa e società benefit padovana, quotata in Borsa da maggio 2021, con un riconosciuto know-how nel campo della sanificazione dell’aria. La tecnologia NTP (Non Thermal Plasma), che sta alla base dei prodotti Jonix, è stata testata dal team del professor Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova.

Test che hanno dato un risultato chiaro: i prodotti Jonix sono efficaci anche nell’abbattere quelli che vengono comunemente chiamati batteri multiresistenti. Organismi che hanno sviluppato resistenza agli antimicrobici, portatori quindi di gravi infezioni nelle strutture sanitarie. Un grave pericolo per la salute di donne e uomini: un’analisi effettuata per conto del Governo britannico stima nei batteri multiresistenti la causa di 50.000 decessi ogni anno, solo in Europa e negli Stati Uniti. Non solo: la stessa ricerca prevede, in assenza di interventi efficaci, che il numero di infezioni provocate dai batteri multiresistenti potrebbe aumentare notevolmente arrivando, nel 2050, a provocare la morte di 10 milioni di persone l’anno.

«I test condotti dall’Università di Padova, che già avevano certificato l’efficacia di Jonix nell’eliminare il Coronavirus dall’aria, garantiscono anche l’effetto contro i batteri capaci di resistere agli antimicrobici – spiegano i due fondatori di Jonix Mauro Mantovan Antonio Cecchi –. È l’Organizzazione Mondiale della Sanità a ricordarci come questo tipo di resistenza rappresenti una delle maggiori minacce per la salute pubblica, a causa dell’impatto epidemiologico ed economico del fenomeno. L’utilizzo della tecnologia NTP apre così importanti prospettive strategiche nella lotta ai batteri multiresistenti».

«Solo in Italia si contano 1.000 ospedali, 9.000 ambulatori, 10.000 strutture residenziali, 1.100 centri di riabilitazione e altre 5.600 strutture, dalla salute mentale ai consultori, per un totale di 26.700 strutture»  ricorda Mina Bustreo, direttrice marketing e comunicazione di Jonix.

L’IMPATTO ECONOMICO DEI BATTERI MULTIRESISTENTI

L’impatto epidemiologico dell’antimicrobico resistenza dei batteri ha conseguenze dirette sul piano economico, legate alla perdita di vite e di giornate lavorative e ad un maggiore utilizzo di risorse sanitarie per il prolungamento delle degenze, al maggiore utilizzo di procedure diagnostiche e di antibiotici spesso più costosi, quando disponibili. Nel rapporto commissionato dal Governo britannico è stato stimato che, entro il 2050, l’impatto dei batteri multiresistenti potrebbe portare, nei Paesi dell’OCSE, ad una perdita economica cumulativa compresa tra i 20 e i 35 miliardi di dollari. Le considerazioni precedenti si applicano non solo al contesto umano, ma anche a quello veterinario, dove gli antibiotici sono ampiamente utilizzati e l’impatto dell’antibiotico resistenza è altrettanto importante.

Edilizia ed innovazione, il cantiere del futuro nasce a Bolzano

A Bolzano nasce l’edilizia digitale del futuro. È il BIM Simulation Lab, uno spazio di alta sperimentazione per professionisti delle costruzioni inaugurato a NOI Techpark, l’hub dell’innovazione dell’Alto Adige, da Fraunhofer Italia, società di ricerca afferente alla Fraunhofer-Gesellschaft, la più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa.

Il laboratorio, presentato ieri e oggi a enti e imprese, è un concentrato di innovazione per l’edilizia, in cui sviluppare e testare un flusso informativo basato su BIM (Building Information Model) in tutte le sue fasi. Un modello che consente ad architetti, ingegneri e professionisti delle costruzioni di generare un gemello digitale dell’edificio contenente le informazioni sull’intero ciclo di vita dell’opera. Una modalità di lavoro smart che fa sì che tutti gli operatori possano collaborare, aumentando così l’efficienza dei processi e riducendo gli errori grazie alla condivisione dei dati. Il laboratorio sarà uno spazio disponibile a enti e imprese per poter realizzare e implementare soluzioni digitali su misura alle loro esigenze, in un ambiente che non interferisca con le loro attività di lavoro quotidiane. «Ci auguriamo che questo spazio faciliti l’adozione di tecnologie digitali per la gestione del flusso informativo in un settore complesso e che fatica ad attuare una trasformazione digitale efficiente» – ha dichiarato il responsabile di progetto, Gabriele Pasetti Monizza.

In particolare, come mostrato durante il Virtual Open Day, il laboratorio dispone di tre tool sviluppati dei ricercatori Fraunhofer Italia: il BIMobility-Simulator, il Field2BIM-Tool e il BIM2Field-Tool. Il BIMobility-Simulator è uno strumento che facilita la progettazione non solo di singoli edifici, ma anche di interi quartieri che prevedono l’integrazione di sistemi di mobilità elettrici. Gli impatti negativi sul cambiamento climatico dei sistemi di trasporto tradizionali richiedono infatti la sempre maggiore adozione della mobilità sostenibile. In Italia, a partire da gennaio 2018, gli impianti elettrici in edifici nuovi o in fase di ristrutturazione devono essere dimensionati per sostenere anche la richiesta indotta dall’utilizzo di energia per la ricarica delle automobili elettriche (D.Igs 257/2016). Con il BIMobility Simulator è possibile integrare i sistemi di ricarica elettrica nell’edificio, verificandone l’efficienza in termini di costi, emissioni di CO2, consumo energetico e rispetto delle normative. Con dei grafici, semplici e intuitivi, l’utente potrà valutare la validità delle scelte progettuali e, se necessario, modificarle. Inoltre, nell’applicazione è prevista una libreria contenente i modelli tridimensionali della colonnina di ricarica, della wallbox, del pannello fotovoltaico e del parcheggio.

Il Field2BIM-Tool, invece, è un software che consente di trasferire i dati in modo semi-automatico dal mondo reale a quello digitale attraverso tecniche di intelligenza artificiale (AI) applicate al laser scanning o al rilievo fotogrammetrico. Infine, il BIM2Field-Tool, si occupa della gestione digitale e collaborativa del cantiere e del trasferimento efficiente di dati attraverso applicazioni di tecniche Lean Construction, come il Last Planner System (LPS). Tale applicazione mette al centro la collaborazione tra gli stakeholder di un progetto affinché possano programmare e monitorare i tempi delle singole attività. Gli utilizzatori visualizzeranno queste informazioni in una finestra virtuale che può essere compilata su schermo touch o via internet. Il tutto, con collegamento digitale al modello BIM, così da avere a disposizione un modello univoco e collaborativo.

«Con il BIM Simulation Lab compiamo un salto nel futuro dell’edilizia. Se tutti i partecipanti al progetto sono in rete tra loro e i processi sono gestiti prevalentemente in modo digitale, infatti, si possono realizzare opere di qualità in modo efficiente, rapido e con minor sprechi. Questa è la nostra visione e siamo felici di poter offrire da oggi uno spazio fisico con delle competenze specifiche in cui dare forma a questa importante innovazione» – ha dichiarato il direttore di Fraunhofer Italia, Dominik Matt. Il BIM Simulation Lab è stato finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Provincia Autonoma di Bolzano – Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione 2014 – 2020.

Sicurezza sul lavoro, Niederstätter ed EduC.A. insieme per formare gli operai di domani

La Niederstätter Academy di Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, si allarga e apre le sue porte ad un nuovo partner. Il nuovo hub di Niederstätter, l’azienda altoatesina leader del Nordest nel mercato dei macchinari edili e da costruzione e che offre servizi a 360° per l’edilizia e non solo, ospiterà nei suoi spazi i corsi di sicurezza sul lavoro per attrezzature edili in partnership con EduC.A., società che si occupa di corsi di formazione sulla sicurezza con l’obiettivo di creare valore per le aziende attraverso la crescita professionale delle persone. Uno dei preziosi obiettivi della collaborazione è quello di promuovere una nuova cultura della sicurezza in cantiere, ma non solo. I corsi che verranno proposti sono realizzati su misura e in base alle caratteristiche dell’azienda, puntano a trasmettere al lavoratore le buone pratiche per evitare incidenti e situazioni di pericolo, lavorando in un’ottica preventiva. Ogni corso affronta diverse case history progettate ad hoc attraverso metodologie interattive. I corsi sono rivolti prevalentemente alle numerose aziende locali, industriali e artigianali.

“Siamo davvero molto soddisfatti della nuova collaborazione stretta, perché siamo convinti che offra valore alla nostra academy e dia impulsi nuovi ad una tematica che non sempre viene messa al primo posto – spiega Daniela Niederstätter, membro del consiglio aziendale -. Ora vogliamo offrire a tutte le aziende la possibilità di formare i propri dipendenti e preparali ad ogni eventuale situazione sul posto di lavoro”.

La partnership con EduC.A

EduC.A. è una realtà nata nel 2012 che nel tempo si è specializzata soprattutto nei corsi per il settore industriale e manifatturiero. Nel 2016 ha aperto a Bergamo il primo campus EduC.A., con l’obiettivo di unire nella stessa sede sia la parte teorica in aula, che le esercitazioni specifiche della formazione pratica. Il campus si presenta come un vero e proprio sito produttivo che permette di personalizzare ogni corso su misura dei rischi e di ogni cliente e di ogni corso. Questa esperienza ha permesso nel 2019 di ampliare gli spazi e di inaugurare un secondo e più ampio Campus di 1.400 metri quadrati.

Mirko Rottoli – amministratore unico di EduC.A. – conferma l’entusiasmo: “Scegliamo con cura i nostri partner, e con Niederstätter non ci sono stati dubbi. Abbiamo la stessa filosofia di miglioramento e crescita continua, nella convinzione che la formazione sulla sicurezza sia il punto di partenza per diffondere una filosofia del vivere bene, della salute, del benessere. L’obiettivo non è solo un lavoratore sicuro, ma un uomo sicuro!”.

Ora l’attenzione è riservata anche al settore edile grazie alla nuova sinergia con la Niederstätter Academy, vera e propria accademia per i gruisti e operatori di domani. In questo modo sarà possibile coprire un raggio di clientela più ampio ed offrire un servizio completo a 360 gradi, scambiandosi conoscenze e know-how, elaborando nuove lezioni e pacchetti in base anche alle mansioni dei lavoratori. Sarà Niederstätter a mettere a disposizione i macchinari per le esercitazioni.

La sede lombarda e i servizi

Per quanto riguarda il settore delle gru, la filiale offrirà sin da subito un’intera gamma di servizi che va dalla progettazione al trasporto, fino all’assemblaggio e l’assistenza. Verranno offerti però anche altri sevizi Niederstätter, come ad esempio la vendita e il noleggio di macchine da lavoro di alta qualità, la progettazione e la realizzazione di edifici con i container, ma anche il supporto nella richiesta di contributi e sgravi fiscali per un finanziamento ottimale al momento dell’acquisto. Per quanto riguarda il noleggio, Niederstätter dispone già di circa 300 macchine nel suo parco mezzi, un numero che sarà ulteriormente incrementato nei prossimi anni grazie a investimenti lungimiranti nelle più recenti tecnologie. Niederstätter offre anche un sistema di offerta di container di alta qualità per una vasta gamma di applicazioni: nell’edilizia scolastica come uffici, strutture sanitarie per eventi, magazzini, cantieri, nella protezione civile o come soluzioni permanenti.

Nasce l’operaio digitale, dati in crescita per la digital workstation made in Padova

Revenue oltre le previsioni, per quasi un milione di euro, nel primo semestre 2021 e obiettivi rivisti al rialzo per AWMS, la piattaforma di workforce management lanciata da Azzurrodigitale e acquisita da Zucchetti Spa. Dati sorprendenti, presentati in anteprima agli investitori nel corso di un evento a Milano, che, se da un lato confermano l’accelerazione delle PMI italiane verso la ripresa e l’efficienza, dall’altro validano sul campo la bontà della soluzione offerta da AWMS per la gestione degli impianti produttivi. Con una novità: il lancio del nuovo modulo della piattaforma, che diventa digital workstation.

Già nel novero delle best 100 startup del 2020 (fonte: Startupitalia), tre anni di double digit growth, più di 30mila addetti gestiti nel mondo, una customer satisfaction di 4,6/5 con churn rate (tasso di abbandono) allo 0%. Tutto questo è AWMS che ora, grazie al consolidamento dei risultati raggiunti nella prima metà dell’anno, punta a diventare primo player in Europa e a costruire, a fianco della multinazionale del software Zucchetti, un ecosistema digitale sempre più integrato, trasformando la comunicazione tra addetto e fabbrica in ottica di transizione 4.0.

«La Nazionale ce l’ha insegnato: l’unico mezzo per vincere le sfide difficili è il vero lavoro di squadra. E per lavorare bene in squadra è necessario essere allineati promuovendo la comunicazione» dichiara Carlo Pasqualetto, CEO e Co-Founder di Azzurrodigitale e di AWMS. «Dal nostro punto di vista di esperti del workforce management, riteniamo che abilitare una comunicazione efficiente in fabbrica sia importantissimo, per promuovere il coordinamento e ridurre le differenze tra white collar e blu collar».

Attraverso una digital workstation diffusa all’interno degli stabilimenti e distribuita in ogni postazione di lavoro, AWMS abilita gli operai a diventare più connessi e digitali, eliminando ogni asimmetria informativa e rendendo tutti i dati sempre disponibili a tutte le persone della fabbrica, in un’unica piattaforma condivisa.

«Come ognuno ad oggi utilizza il proprio smartphone in modo naturale, anche l’operaio può trovare in maniera semplice e intuitiva tutte le informazioni di cui necessita, all’interno della postazione digitale in cui lavora» aggiunge Pasqualetto. «Per noi, workforce management significa abilitare l’operaio a lavorare meglio, in sicurezza e in modo coordinato attraverso il supporto della tecnologia».

L’evento, organizzato negli spazi della sede milanese di IGuzzini, ha visto presenti, oltre agli esponenti del Gruppo Zucchetti, tra cui Domenico Uggeri, Vice President della multinazionale lodigiana, anche gli altri investitori, tra cui Gianmario Tondato Da Ruos, CEO di Autogrill, Alessandro Rimassa, Co-Founder di Talent Garden Innovation School; Francesco Belardi, Presidente di Alkemi Tech, Alessandro Ballerio, CEO di Eolo e Andrea Mazzaferro, Director di Capital Dynamics. Tra gli ospiti, anche Sofia Goggia, campionessa olimpica di discesa libera, da sempre sensibile ai temi della digitalizzazione e da sempre sostenitrice del team di Azzurrodigitale.

Auto off-limits, tanto verde e orti su misura, Quinzano svela «Verona Green Living»

È il verde il colore dominante dei rendering di «Verona Green Living», il progetto di riqualificazione urbana dell’ex «Borgo degli Ulivi» a Quinzano. Un’operazione partita, nelle scorse settimane, con la pulizia e messa in completa sicurezza di un’area abbandonata da oltre un decennio e ora rivista nell’ottica della sostenibilità e del massimo rispetto del contesto in cui è inserita.

«Dopo l’opera di messa in sicurezza dell’area, passiamo ora alla fase di progettazione dell’intervento che andremo ad eseguire – spiega Hans Martin Pohl, Ceo di Pohl Immobilien, realtà altoatesina che sviluppa e realizza progetti immobiliari di grande valore in tutta Italia, che sarà accompagnata nell’operazione da Volksbank – Banca Popolare dell’Alto Adige –. I primi rendering che abbiamo elaborato sono importanti per far toccare con mano a chiunque la filosofia che da sempre anima la nostra azienda, ovvero l’attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione delle aree nelle quali interveniamo. Quinzano è uno splendido borgo immerso nella natura, vicino al capoluogo e quindi ideale per vivere e lavorare».

VIVERE NEL VERDE

Cosa prevede «Verona Green Living»? Unità abitative di diverse dimensioni – si spazia dai 55 ai 160 metri quadrati – con protagonista lo spazio verde, sia privato che comune. Nell’intera area, infatti, la superficie green rappresenta il 68% del totale, oltre 10mila metri quadrati di verde. Ad alimentare il tutto sarà una pompa di calore ad aria, ad alto risparmio energetico. Ed ogni unità abitativa prevede la possibile creazione di un orto privato e una zona barbecue già predisposta, oltre al parco giochi comune per i bambini. Le auto non si vedranno: saranno lasciate in un parcheggio sotterraneo, per rendere l’intera area «car-free». E anche sui veicoli grande attenzione alla mobilità più sostenibile: per tutti è prevista una piazzola di ricarica per auto elettriche, oltre ad un punto comune «Supercharger».

Le abitazioni di «Verona Green Living» saranno caratterizzate poi dalla modularità degli ampi spazi, dove potranno essere realizzate palestre domestiche, biblioteche, studi privati: un’area perfetta per chi vuole coniugare smart working e natura, non lontana dal centro storico della città.

Verona, Progetto Fuoco punta sull’innovazione: al centro startup, hackathon e sostenibilità

Abbattere ancor di più le emissioni, aumentare l’efficienza, digitalizzare. Sono i tre principali obiettivi nello sviluppo dei sistemi di riscaldamento a biomassa. Obiettivi concreti e indispensabili sia per l’ambiente che per il mercato. Ad accomunarli, un’unica caratteristica: la spinta innovativa. Saranno questi i temi al centro di Progetto Fuoco, il più importante trade-show mondiale del settore, promosso da Piemmeti e in programma a Verona dal 23 al 26 febbraio 2022. L’innovazione, grande protagonista della manifestazione, sarà declinata in tre iniziative: l’Innovation Village, che racchiuderà le migliori startup italiane ed europee, «Give Me Fire – Progetto Fuoco Startup Award», il premio per la migliore tecnologia del settore e l’hackathon, una vera e propria maratona dei giovani innovatori.

«La sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono obiettivi primari e condivisi per lo sviluppo del nostro Paese. Per perseguirli al meglio la ricerca, l’innovazione e la tecnologia devono essere le nostre più grandi alleate – dichiara Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti -. Per quanto riguarda il settore del riscaldamento il turnover tecnologico è fondamentale per contribuire all’obiettivo di ridurre l’impatto della combustione domestica sulla qualità dell’aria abbattendo le emissioni di Pm10. Ecco perché al centro di Progetto Fuoco ci saranno proprio le tecnologie di ultima generazione e le soluzioni più innovative che vanno in questa direzione».

Il villaggio dell’innovazione

Le migliori soluzioni tecnologiche italiane ed europee del settore troveranno posto nell’Innovation Village, un’area in cui le più significative aziende innovative racconteranno le loro idee e presenteranno i loro prodotti a potenziali partner e investitori. Per candidarsi a far parte di questa sezione dedicata al futuro è ancora attivo il bando attraverso il quale un comitato di selezione individuerà le startup più meritevoli. Novità di quest’anno è rappresentata dal Trend Show, un’area che illustra, con l’ausilio di pannelli, foto e infografiche, i principali trend di sviluppo del settore e gli ambiti di ricerca che potrebbero avere delle ricadute concrete su di esso.

Lo Startup Award

Tutte le startup presenti all’Innovation village parteciperanno a «Give Me Fire – Progetto Fuoco Startup Award», il premio per la soluzione tecnologica reputata più d’impatto dalla giuria di esperti. Lo scopo del premio è aiutare le piccole realtà imprenditoriali innovative a entrare velocemente nel mercato, mettendole in contatto con le grandi aziende del settore del riscaldamento a biomassa. I progetti in gara riguarderanno diversi ambiti, come le nuove forme di combustibili, sistemi tech di rilevazione e contenimento delle emissioni, app e software di domotica, sistemi di intelligenza artificiale applicate a stufe, caminetti e caldaie. Le startup si sfideranno a colpi di pitch, cioè brevi presentazioni in cui dovranno dimostrare la validità del loro prodotto e rispondere alle domande della giuria e del pubblico in modo rapido e brillante.

L’hackathon, la sfida tra giovani innovatori

Nei padiglioni di Fiera di Verona, durante Progetto Fuoco 2022, si terrà anche un hackathon, una “maratona di idee” della durata di un giorno in cui studenti, startupper e ricercatori, suddivisi in sei team lavoreranno per un’intera giornata all’individuazione di soluzioni tech ai temi proposti da tre grandi aziende leader del settore. I giovani talenti verranno selezionati e guidati nei lavori dai professori di SMACT – Competence Center del Nordest, la struttura di trasferimento tecnologico che riunisce tutte le Università del Triveneto, da Trieste a Bolzano passando per Padova e Verona. Team trasversali, composti da tecnici, ingegneri, designer ed esperti di comunicazione, per portare nuove idee e competenze a un settore che guarda al futuro con fiducia.

Progetto Fuoco 2022

Dalle stufe ai caminetti passando per caldaie, barbecue e cucine a legna e pellet: Progetto Fuoco, la manifestazione di riferimento per il settore, ha i motori accesi a pieno regime. Le imprese del riscaldamento a biomassa, uscite con una buona tenuta dal lockdown, scalpitano in vista dell’appuntamento fisico di inizio 2022, momento di riferimento a livello internazionale per la presentazione delle novità. La fiera, promossa da Piemmeti, si svolgerà a Verona dal 23 al 26 febbraio 2022 con più di 800 espositori e 75mila visitatori attesi, provenienti da tutto il mondo. Un evento in massima sicurezza, garantita dalla rigorosa adozione di tutte quelle che saranno le norme sanitarie nel post-Covid, in grado di proteggere tutti i partecipanti. Oltre alle esposizioni convegni, workshop, pitch di startup, dimostrazioni pratiche e occasioni di formazione. Progetto Fuoco si conferma piattaforma privilegiata di scambio e aggiornamento sui sistemi di riscaldamento a biomassa, rimanendo però sempre fortemente business-oriented.

Aumento di capitale per Fybra, il sensore che monitora la qualità dell’aria

Nuovi investitori e partner industriali scelgono di scommettere su Fybra, il sensore in grado di migliorare la qualità dell’aria nei luoghi chiusi, come classi e uffici, segnalando grazie ad algoritmi predittivi e adattivi quando arieggiare per disperdere virus, CO2 e inquinanti, con un avanzato sistema di monitoraggio attraverso app e dashboard proprietarie. È stato infatti perfezionato nei giorni scorsi un primo round di investimenti che ha visto l’ingresso di nuovi soci in Fybra srl, startup innovativa fondata dal Ceo Gaetano Lapenta e dal direttore tecnico Marco Scaramelli. I due imprenditori nei mesi scorsi sono stati protagonisti di un’operazione di management buyout che ha portato Fybra a ridefinire il suo rapporto con il Gruppo Focchi, di cui la società era nata come spin-off, e che conserva un’opzione di riacquisto di una quota minoritaria.

Nel nuovo assetto di Fybra i due co-founder detengono il 50% delle quote e la compagine sociale è allargata a nuovi soci che hanno sottoscritto l’aumento di capitale, tra cui tre società che apporteranno, oltre ai capitali, solide competenze e relazioni nell’ambito dell’innovazione. Si tratta di WellD, software house svizzera, partner industriale di Fybra per il software; Delcon, pmi innovativa di Bergamo leader nella progettazione e produzione di software e dispositivi medicali, partner di Fybra in ambito firmware e produttivo; Blum, società di consulenza specializzata nel comunicare l’innovazione prodotta da Pmi, startup e centri di ricerca. All’operazione partecipano inoltre alcuni business angel attivi nel sostegno a startup tecnologiche. Fybra è stata accompagnata da Andrea Arrigo Panato dello Studio Panato Dottori Commercialisti e dall’avvocato Paolo Preda dello Studio Trevisan & Associati.

«L’aumento di capitale rappresenta un importante passaggio di crescita per una realtà che pochi mesi dopo il brevetto ha messo con successo sul mercato Fybra, un prodotto innovativo già adottato da numerose imprese e istituzioni – dichiarano i co-founder Gaetano Lapenta e Marco Scaramelli –. È una grande soddisfazione che i nuovi soci, importanti aziende e investitori, abbiamo creduto nelle potenzialità di Fybra apportando in prima persona competenze e relazioni a questo progetto: nel piano industriale ci sono ambiziosi obiettivi di crescita che passeranno per lo sviluppo e il lancio, a breve, di nuove soluzioni che puntano su una ripartenza in piena sicurezza anche negli ambienti indoor».

«WellD, con le sue competenze nell’ingegneria del software, ha contribuito a Fybra fin dalle sue prime versioni – spiega Luca Camerini, Ceo di WellD -. Con questa operazione intendiamo consolidare la collaborazione con i fondatori per massimizzare la qualità tecnica e l’esperienza d’uso del prodotto. Questo investimento rientra peraltro in una più larga strategia dell’azienda che punta ad espandere la sua offerta dal mercato dei servizi di sviluppo software a quello dello sviluppo di prodotti».

«Fybra rientra a pieno titolo nel nostro nuovo piano di investimenti nell’ambito dell’innovazione volto a valorizzare il know-how già sviluppato già in ambito sanitario da Delcon – dichiara Barbara Sala, Ceo di Delcon -. Supporteremo il progetto con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un nuovo device di altissima qualità in linea con il nostro posizionamento».

«Abbiamo conosciuto Fybra in occasione della loro vittoria al Klimahouse Startup Award – dichiara Luca Barbieri, co-founder di Blum con Domenico Lanzilotta e Francesca Ponzecchi -. Da allora è iniziato un percorso di accompagnamento verso la crescita che ci ha poi portati a scommettere ulteriormente su un prodotto veramente innovativo: Fybra, unendo intelligenza artificiale, design e semplicità d’uso, ben rappresenta le potenzialità industriali delle startup italiane che con Blum vogliamo valorizzare sia in Italia che all’estero».

 

Barnext, ecco le dieci migliori startup del settore food and beverage

Dalla piattaforma digitale per offrire da bere al sistema di miscelazione automatizzato per cocktail, dalla app che permette di inviare e ricevere mance via smartphone al servizio che gestisce la reputazione del proprio bar sulle piattaforme online di recensioni. Sono le proposte di alcune delle dieci startup selezionate nei giorni scorsi dalla giuria e che saranno protagoniste dell’Innovation Village, il cuore innovativo di Barnext Preview, l’evento speciale dedicato al mondo del bar che si terrà in Fiera di Padova il 13 settembre 2021.

Innovation Village è un villaggio aperto a startup, aziende, centri di ricerca e professionisti che vogliono tracciare insieme il futuro del settore food & beverage e HoReCa, un’occasione unica di networking e di business tra realtà emergenti e player affermati. Nel corso di Barnext Preview la giuria tecnica, sulla base del pitch e dei documenti presentati in fase di candidatura, selezionerà la startup vincitrice che sarà proclamata nell’evento finale Innovation Village Award.

«Fiera di Padova sta inaugurando con successo, proprio in questi giorni, la ripartenza degli eventi in presenza, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia» commenta Luca Veronesi, direttore generale di Padova Hall. «Nell’attesa dell’evento fieristico vero e proprio del 2022, a settembre organizzeremo un evento di anteprima interamente dedicato al mondo del bar all’insegna della formazione, dell’informazione e dello spettacolo. Innovation Village sarà il cuore di questa anteprima, la vetrina privilegiata di proposte e tendenze che promettono di proiettare il settore nel futuro».

Queste le startup presenti a Barnext Preview:

APPEATY

Appeaty è una piattaforma all-in-one che permette di gestire in modo più efficiente il proprio locale, si adatta al ristoratore e si integra con qualsiasi sistema gestione già presente come il servizio al tavolo, il delivery e il take away. Attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale l’app permette al ristoratore di gestire l’intera comanda: se il cliente mangerà al tavolo attraverso Appeaty potrà ordinare ancora prima di arrivare al locale.

BARTY

Barty è l’innovativo sistema compatto di miscelazione automatizzata per la preparazione di cocktail di qualità professionale. Grazie al sistema di intelligenza artificiale applicato alla macchina e all’app dedicata bastano pochi tap per preparare fino a 300 drink all’ora.

CONVIV

Conviv è la rivoluzione dell’infuso nata dopo una profonda ricerca per trovare il perfetto equilibrio tra frutta, erbe e radici. Gli infusi permettono di preparare drink originali e piacevoli, senza coloranti o aromi artificiali e zuccheri, con solo 24 kcal per 100 ml, e con materie prime selezionate accuratamente e 100% Made in Italy.

 EATSREADY

EatsReady è la prima startup italiana emettitrice di buoni pasto e servizi di mensa diffusa, con soluzioni premium integrate per l’azienda e il dipendente. Attraverso una piattaforma permette all’azienda di gestire la pausa pranzo del proprio team, e ai dipendenti di ordinare comodamente e velocemente, con un semplice click, il pasto preferito.

MEMENTO

MeMento è una selezione esclusiva di acque aromatiche distillate e miscelate, che con il loro aroma inconfondibile diventano una base versatile per la creazione di cocktail alcool e sugar free, ma anche vegani e senza glutine.

OPENBAR

La piattaforma digitale per offrire da bere: Openbar è un’app che regala all’utente registrato un free drink a settimana che viene consumato nei locali partner. Dall’app l’utente può anche comprare drink per sé stesso o da regalare agli amici in modo facile e sicuro. Una volta fatto l’acquisto, l’utente può inoltrare i singoli drink ai propri contatti o mostrare la schermata dello smartphone direttamente al bar per ricevere il drink.

REPUP

RepUP offre un servizio per la gestione della reputazione online. Risposte tempestive ai commenti negativi in modo competente, gestione delle piattaforme di recensioni (The Fork, TripAdvisor, Google) fornendo il controllo totale dell’immagine online. RepUP è l’unico servizio che permette di delegare la gestione della reputazione sulle principali piattaforme di recensioni online.

SOUL-K

Soul-K è la brigata di cucina in cloud. L’ingrediente semilavorato di alta qualità, fresco e senza conservanti, ma confezionato per durare ed evitare gli sprechi di cibo. Da utilizzare per creare ricette personali o da integrare all’interno delle linee, anche nei bar senza canna fumaria.

TACKPAY

TackPay è una piattaforma mobile che permette ai propri utenti di inviare, ricevere e gestire mance in modo completamente digitale. La clientela può inviare mance dal proprio smartphone in 3 semplici e veloci passaggi, senza dover essere registrati o scaricare l’app, semplicemente scannerizzando un QR Code.

WEENKI

Weenki è un social network indirizzato agli esercizi pubblici (bar, ristoranti, musei,…) e agli studenti universitari, formato da un’unica piattaforma web e da un’app, evitando così inutili dispersioni su molteplici siti. L’obiettivo di Weenki è quello di favorire la creazione di eventi partecipati da studenti presso i pubblici esercizi, garantendo così più fatturato agli esercizi e incentivando allo stesso tempo la socializzazione.

Barnext Preview

Barnext Preview, che si terrà il 13 settembre 2021, è il primo appuntamento dedicato al mondo del bar che Fiera di Padova, in collaborazione con AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) e Appe Padova (Associazione provinciale pubblici esercizi), ha deciso di lanciare già nel corso di quest’anno grazie alle nuove aperture concesse dal contesto normativo. Un appuntamento che anticipa la prima edizione del nuovo evento fieristico Barnext – Food Beverage & Future, in programma nel 2022, il salone che si candida ad essere punto di riferimento per il rilancio di un settore che nel solo Nordest fattura quasi 5 miliardi di euro.

Barnext Digital Contest e Market Outlook

Barnext Preview vuole scoprire e premiare anche i bar che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità del digitale. Chi, nonostante il lungo periodo di difficoltà è rimasto in contatto con la propria community, chi ha organizzato il delivery, chi ha provato a cambiare modello di business. Per questo saranno analizzati i migliori bar del Nordest, con l’obiettivo di costruire la classifica dei 200 bar più autorevoli e presentarla premiandoli nel corso del Barnext Digital Contest. Le preselezioni al concorso sono già aperte, per iscriversi basta compilare il form presente a questo link.

Ma Barnext vuole fornire ai professionisti anche strumenti utili per il loro business, per aiutarli ad ampliare la visione sull’evoluzione del settore e a percepire in anticipo le nuove tendenze. Per questo è nato Barnext Market Outlook, l’Osservatorio periodico ideato da Fiera di Padova in collaborazione con GRS Ricerca e Strategia per raccogliere, analizzare e condividere le opinioni e il ‘sentiment’ di chi opera nel settore Food & Beverage. È online il questionario (a cui è possibile registrarsi qui) per la quarta rilevazione. Gli operatori che parteciperanno all’indagine potranno accedere in esclusiva ai dati del Market Outlook, che permetteranno di raccogliere anticipazioni utili a orientare o ridefinire il loro business.

 

Jonix, dall’aria all’acqua: il plasma freddo aumenta del 30% la produttività delle piante

Dall’aria all’acqua, con ottimi risultati per il mondo dell’agricoltura e il settore florovivaistico. Due elementi naturali, lo stesso risultato, frutto della capacità di innovazione di Jonix, Pmi innovativa e società benefit padovana con un riconosciuto know-how nel campo della sanificazione dell’aria e, ora, anche dell’acqua.
La tecnologia NTP (Non Thermal Plasma) è stata infatti testata sull’acqua di coltivazione in ambito agricolo: i dispositivi J-Water di Jonix hanno permesso di incrementare la produttività delle piante mediamente del 30%.

A dimostrazione di come la duplice forza del plasma freddo (non solo con l’insufflazione di NTP direttamente nell’acqua di coltura, ma anche con l’azione biocida sull’aria circostante) porti all’eliminazione fino al’80% di batteri, virus e altri agenti patogeni, stimolando così germinazione dei semi e crescita delle piante.

«Alla base dei risultati ottenuti c’è non solo un grande lavoro di ricerca, ma soprattutto la capacità di anticipare i tempi, ponendosi sempre nuove domande, non accontentandosi delle risposte ottenute – spiegano i due fondatori di Jonix, azienda quotata in borsa dal maggio 2021, Mauro Mantovan Antonio Cecchi –. Così è nata l’idea del “passaggio” dall’aria all’acqua, con prospettive importanti: si potranno rendere così le colture più redditizie, efficienti e sostenibili. La tecnologia NTP permetterà infatti di diminuire l’uso di antiparassitari, pesticidi e fertilizzanti, ovvero di quelli che sono elementi di rischio per la salute umana».

«J-Water ci permette di trattare grandi volumi di aria e acqua con basso consumo energetico, abbattendo così la grande domanda di energia che spesso ostacola l’uso delle tecnologie più moderne in agricoltura – ricorda Mina Bustreo, direttrice marketing e comunicazione di Jonix –. C’è anche un ulteriore risparmio: quello della quantità d’acqua, con il conseguente spreco, che si ha nel trattamento delle colture idroponiche».

LE ANALISI IN DUE ATENEI

L’efficacia di J-Water è stata certificata da più ricerche in ambito scientifico. Analisi sono state condotte dal Crea (Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) di Pescia, dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e dal DAFNAE – Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente, dell’Università di Padova

 I NUMERI DELL’AGRICOLTURA

Il mercato globale dell’agricoltura in ambiente controllato nel 2018 era pari a 52,7 miliardi di euro: nel periodo 2019-2024 è stimato in crescita ad un CAGR del 16,9%. L’Europa è leader, con una quota di mercato nel 2018 di 26,4 miliardi di euro, pari a circa il 50% e nel periodo di analisi continuerà a rappresentare l’area geografica principale. Gli stati europei con maggiori aree dedicate all’agricoltura in serra e fuori terra sono Spagna, Italia e Francia, e le specie più coltivate sono pomodori, fragole, cetrioli e lattuga. Tra le altre tecnologie di coltivazione, il mercato delle colture idroponiche e aeroponiche sta crescendo velocemente: il mercato mondiale di idroponica nel 2019 era pari a 7,4 miliardi di euro ed è prevista una crescita ad un CAGR del 12,1% fino a raggiungere 14,6 miliardi di euro nel 2025.

Vene varicose, la soluzione hi-tech italiana raccoglie un nuovo aumento di capitale

I-VASC (www.i-vasc.com), PMI innovativa italiana attiva nell’ambito medtech, ha raccolto 1,17 milioni di euro in un nuovo aumento di capitale. Tra gli investitori compaiono l’imprenditore Ferrante Gaetani, l’Avvocato Luca Trevisan dello Studio Trevisan & Cuonzo, Bootes S.r.l. dell’Ingegnere Rosario Bifulco e SIS S.r.l. dell’Ingegnere Fabio Faltoni. Entro la fine del 2022 la PMI lancerà sul mercato un dispositivo in grado di semplificare e velocizzare la cura delle vene varicose, problema che riguarda decine di milioni di persone in tutto il mondo. La sfida dell’azienda è migliorare la scleroterapia – quella utilizzata per il trattamento delle varici – attraverso VELEX™, catetere già protetto da brevetti nazionali e internazionali e con già la certificazione CE ottenuta. La società, fondata nel 2014, ha appena concluso il suo settimo aumento di capitale. Per raggiungere questo obiettivo la PMI si è servita anche delle competenze di Three Bridges M&C (www.threebridges.it), la Medtech Consulting Company fondata da Cristiano Fontana. Il metodo, per la prima volta nella storia, permette di effettuare una scleroterapia a vena vuota, senza bisogno di ricorrere all’anestesia e viene effettuato a livello ambulatoriale in pochi minuti anche su vene di grandi dimensioni.

 «Questo prodotto è la risposta italiana ed europea ai competitor statunitensi e globali – spiega Mario Salerno, fondatore di I-VASC e Chirurgo Vascolare, Responsabile della UOS di Angiologia presso Istituti Clinici Scientifici Maugeri (http://www.icsmaugeri.it/), IRCCS di Tradate (VA) – L’insufficienza venosa è una delle patologie croniche più diffuse al mondo: colpisce solo in occidente 170 milioni di persone. Ogni anno circa 5 milioni di trattamenti vengono effettuati con varie tecniche che possono comunque creare disagi dovuti all’anestesia generale, o all’utilizzo di alte temperature come nei trattamenti termici LASER o Radio Frequenza. Grazie ai progressi fatti nello sviluppo del prodotto in collaborazione con la Gard Consulting (www.mgardconsulting.com) dell’Ingegner Marco Gard abbiamo ora un device che ha ottenuto il CE Mark. Confidiamo di poter offrire al medico un device altamente performante, di semplice utilizzo, sicuro per il paziente e minimamente invasivo».

Come funziona

 Il valore del catetere VELEX prodotto da I-VASC è nella capacità di effettuare per la prima volta nella storia un trattamento a vena vuota, quindi il farmaco non si va a diluire con il sangue. La procedura dura circa quattro minuti e non richiede alcun tipo di anestesia, permettendo di recuperare il farmaco una volta conclusa ed evitando così qualsiasi tipo di effetto collaterale. La validazione post market in programma servirà a confermare i dati ottenuti in pre-clinica su modello animale e valutare le potenzialità di questa innovazione in ambito medico.

La procedura è la seguente: il catetere viene inserito nella vena mediante una piccola anestesia locale nel punto d’ingresso e posizionato nel tratto di vena che si desidera trattare; a quel punto il palloncino centrale si gonfia per togliere sangue in un segmento lungo circa 10 centimetri. Una seconda via gonfia due palloncini laterali al pallone lungo che chiudono il segmento. Una volta svuotata la vena è possibile inserire il farmaco sotto controllo, monitorando il contatto con la parete della vena. La procedura non è dolorosa e per di più va a recuperare il farmaco, nota importante dal momento che in certi casi la miscela con il farmaco, che poi finisce in circolo, può provocare effetti collaterali nel paziente.

Il mercato

L’innovazione realizzata grazie agli anni di ricerca e di sviluppo di I-VASC va a posizionarsi all’interno delle soluzioni endovascolari di seconda generazione, le cui applicazioni crescono di anno in anno. Tenendo conto della prossima fase di industrializzazione, la PMI innovativa prevede di arrivare con il prodotto sul mercato entro la fine del 2022. «Con questo round – conclude Salerno – abbiamo chiuso la fase di certificazione ISO 13485, il CE Mark e inizieremo l’iter per l’approvazione FDA. Inoltre è previsto un significativo rafforzamento del team e il primo Post Market clinical trial». Il settore endovascolare che va a trattare le varici è in continua espansione, con una crescita anno su anno dei pazienti a livello globale. Se un tempo la terapia richiedeva l’ingresso in sala operatoria, l’anestesia e un trattamento doloroso, oggi grazie alle innovazioni di I-VASC la tecnica diventa più rapida e impressiona di meno qualsiasi potenziale paziente.

 I-VASC

Fondata nel dicembre 2014, I-VASC è una PMI innovativa attiva nell’ambito del trattamento delle vene varicose. Ad oggi ha raccolto oltre 2 milioni di euro in differenti aumenti di capitale. Sul suo dispositivo VELEX c’è già la protezione di sei brevetti nazionali e internazionali di device e metodo, e sette brevetti pending.