Autore: Sveva Lodi

Isola, altro che Awed! Emanuela Tittocchia attratta da una naufraga: “Sempre attaccate”

isola,-altro-che-awed!-emanuela-tittocchia-attratta-da-una-naufraga:-“sempre-attaccate”

Emanuela Tittocchia sarebbe attratta da una naufraga? Lo ha dichiarato in un’intervista che ha spiazzato il web. Tutti i dettagli del caso.

L'Isola 15, Emanuela Titocchia su IG:

Emanuela Tittocchia torna a far parlare di lei. Dopo la partecipazione all’Isola dei famosi dove è stata al centro del gossip per il bacio con Awed, adesso sarebbe attratta da un’ex naufraga.

Lo ha rivelato in un’intervista per Novella 2000 e le sue dichiarazioni hanno già spopolato sul web che è rimasto senza parole. L’attrice ha affermato che

Lei vale tutti i maschi messi insieme.

E’ una cosa seria? Scopriamolo.

Emanuela Tittocchia ha perso la testa per una naufraga, chi è ?

La naufraga di cui parla la Tittocchia è Rosaria Cannavò, la sua compagna e amica di viaggio. Nelle Honduras si sono conosciute ed hanno scavato nel profondo l’una dell’altra.

Nel corso dell’intervista, Emanuela Tittocchia si è lasciata andare spiegando che

Sono attratta da Rosaria. Le voglio un bene dell’anima. Per me l’amicizia, quando è così profonda, è una sorta di innamoramento. Noi stavamo sempre attaccate, ci siamo date tantissima forza. Avevo bisogno di contatto fisico. Anche mentre stavamo sdraiate al sole le tenevo la mano o la caviglia.

A cinquant’anni l’attrice non sa se il sentimento che prova sia amore ma è qualcosa che si avvicina parecchio. E poi ha aggiunto che

Di certo sono infinitamente attratta da lei e poi ho sempre pensato che l’amore sia trasversale, non riguarda né l’età né il sesso. Se adesso dovesse chiedermi: con chi andrebbe a cena fuori se con un uomo bellissimo o con Rosaria, io rispondere Rosaria senza batter ciglio. Il caso ha voluto che vivessimo anche vicine. Ecco mi succede questo: se cammino per strada e vedo qualcosa di carino penso subito a lei.

LEGGI ANCHE>>>Lory del Santo, la piccante confessione in amore: “Incredibile ha scelto lui”

LEGGI ANCHE>>>Adriana Volpe, addio in lacrime in diretta: clamoroso annuncio sul futuro

La sua rivelazione ha lasciato tutti di stucco e molti sono curiosi di sapere cosa ne pensi Rosaria dall’altra parte. La donna dal canto suo non ha ancora risposto.

Euro 2021, risultati e classifica del Girone F: Francia prima, la Germania si salva nel finale!

euro-2021,-risultati-e-classifica-del-girone-f:-francia-prima,-la-germania-si-salva-nel-finale!

Foto Ansa

La Francia chiude al primo posto il Girone F, la Germania non va oltre il 2-2 con l’Ungheria ma passa come seconda, il Portogallo fra le migliori terze

Girone F come… follia. Il raggruppamento più divertente di Euro 2021 si è appena concluso regalando le ultime emozioni della fase a gironi del torneo. Tre big e una presunta squadra materasso che le ha fatte sudare incredibilmente. Passa prima la Francia, con 5 punti: la corazzata transalpina viene fermata sul 2-2 da Cristiano Ronaldo (doppio rigore) e raccoglie il secondo pareggio di fila dopo la gara con l’Ungheria. A proposito dei magiari: la squadra di Marco Rossi, anche lontana dalla Ferenc Puskas Arena, ha venduto cara la pelle facendo venire i brividi alla Germania costretta a rimontare per due volte e a giocare per difendere il 2-2 finale. I tedeschi si qualificano per il rotto della cuffia, come seconda squadra davanti al Portogallo che, con gli stessi punti ma dietro a causa dello scontro diretto perso 2-4, passa fra le migliori terze. Ungheria eliminata fra gli applausi di tutto il calcio europeo.

Risultati Girone F

Germania-Ungheria 2-2 (11’ Szalai; 66’ Havertz; 68’ Schafer; 84’ Goretzka)

Portogallo-Francia 2-2 (31’ rig., 60’ rig. Cristiano Ronaldo; rig. 45’+2, 47’ Benzema;)

Classifica Girone F

  1. Francia 5
  2. Germania 4
  3. Portogallo 4
  4. Ungheria 2


La Nato va a caccia di startup militari contro Cina e Russia

la-nato-va-a-caccia-di-startup-militari-contro-cina-e-russia

Al via il programma Diana, per reclutare tecnologie avanzate per la difesa, e un fondo innovazione da 70 milioni di dollari all’anno. Nessuno stop preventivo ai robot killer

Militare controlla l'arrivo a Bruxelles del presidente americano Joe Biden per il summit Nato (foto Pool/ F.Andrieu/Agencepeps/Ipa)
Militare controlla l’arrivo a Bruxelles del presidente americano Joe Biden per il summit Nato (foto Pool/ F.Andrieu/Agencepeps/Ipa)

Come la dea della mitologia latina da cui prende il nome, anche la prossima missione della Nato, Diana, andrà a caccia. Di startup e tecnologie per la difesa, per l’esattezza. Non di sole relazioni diplomatiche vive l’Organizzazione del patto dell’Atlantico del nord, che lega Stati Uniti e 29 paesi europei, è la linea ai piani alti di Bruxelles dopo il viaggio del presidente americano Joe Biden nel vecchio continente per riallacciare i rapporti sfilacciati dal predecessore, Donald Trump. Se l’obiettivo è, come ha stabilito l’inquilino della Casa bianca, contenere le mire espansionistiche di Cina e Russia, occorre aggiornare la difesa degli alleati Nato a tecnologie in grado di tenere testa allo sviluppo del Dragone e alle incursioni cyber di gruppi legati al Cremlino.

A questo servirà Diana, programma battezzato proprio nell’ultimo consesso del patto atlantico. Sarà “un acceleratore di startup e imprese innovative”, in campi che vanno dall’intelligenza artificiale ai computer quantistici, spiega David van Weel, assistente segretario generale della Nato per le sfide emergenti della sicurezza in una presentazione alla stampa. Per dare carburante al piano, l’Organizzazione lancerà anche un fondo innovazione, con una dotazione di 70 milioni di dollari all’anno e un orizzonte iniziale di 15 anni.

Il prestigio perduto

L’obiettivo della Nato è di accendere i motori di Diana nel 2022, per rendere il programma e il fondo innovazione pienamente operativi nell’anno successivo. C’è un rapporto, presentato a marzo da un gruppo di 12 esperti arruolati dalla Nato stessa per prepararsi alle sfide tecnologiche del futuro, che sollecita gli alleati ad aggiornare le proprie difese. Tra i rischi del futuro, per esempio, il Financial Times cita il fatto che la Cina possa adoperare l’intelligenza artificiale per coordinare attacchi. Per questo il segretario generale dell’Organizzazione, Jens Stoltenberg, in un’intervista alla stessa testata ha sottolineato che “per decenni gli alleati Nato hanno dominato nel segmento della tecnologia. Ma questo non è più così ovvio”.

Un discorso che vale in particolare per l’Europa, surclassata dai campioni digitali di Stati Uniti e Cina. Non solo a livello di mercato civile, ma anche militare. Stando a un recente rapporto del centro studi statunitense Center for American progress, vicino alla Casa Bianca, “le forze europee non sono pronte per combattere con l’equipaggiamento che hanno”, come riferisce Politico. Motivo per cui la Nato vuole cambiare presto direzione, affiancando ai normali bandi di acquisto di tecnologie dalle multinazionali della difesa un piano ad hoc per esplorare nuove frontiere, finanziare startup e sostenere ricerche innovative.

Inversione a U

Diana avrà due uffici, in Europa e in Nord America”, racconta van Weel, e si avvarrà di una rete di centri già esistenti per sperimentare e validare i progetti di ricerca. La Nato vuole recuperare immediatamente terreno in settori critici per le forze armate quali intelligenza artificiale, big data e quantum computing. Successivamente l’attenzione si concentrerà anche su difesa spaziale, motori supersonici e bio-ingegneria per aumentare le capacità dell’essere umano. “Dobbiamo essere pronti a fare la giusta mossa al momento giusto”, dice van Weel.

Diana dovrà favorire lo scambio di innovazione e la collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico. Ma anche il fluire di fondi verso i progetti considerati più interessanti e sensibili. Per fare questo, la Nato creerà una sorta di “marketplace affidabile e sicuro per mettere insieme startup, scaleup e investitori privati e prevenire il trasferimento illecito di tecnologia militare”, spiega l’assistente segretario generale. Detto altrimenti, l’Organizzazione alzerà un perimetro di sicurezza intorno ai progetti di suo interesse. L’investimento, per esempio, non sarà aperto a tutti, ma solo a operatori accreditati, considerati sicuri e inseriti in una white list. In questo modo, “saranno bloccate le aziende legate a paesi che non sono nell’alleanza o che hanno un buon track record”, precisa van Weel. Sarà effettuato uno screening per impedire che governi come quelli di Russia e Cina possano mettere le mani dentro l’ecosistema di innovazione militare che l’alleanza intende coltivare.

La scelta delle startup

Delle startup il programma Diana vuole replicare anche l’approccio più agile. Nato e nazioni esprimeranno la governance, indicheranno le direttive di investimento e piazzeranno le fiches. Almeno 70 milioni di dollari all’anno per 15 anni per il solo fondo innovazione, a cui si potranno aggiungere altre risorse. La selezione delle startup, l’accelerazione e il finanziamento saranno invece in mano a operatori di mercato con un solido curriculum alle spalle. Van Weel pensa a soggetti come Inqtel, che ha 500 investimenti in corso e sostiene i governi, a cominciare da Washington, nello sviluppo tecnologico.

Questo modello più agile deve premiare anche in velocità, nella scelta dei progetti e nell’allocazione delle risorse. Non è ancora chiaro come le startup si potranno candidare, ma la Nato è pronta sin d’ora a raccogliere adesioni.

Dilemmi etici

Diana dovrà fissare anche standard di prodotto e direttive etiche su cui gli alleati concordano. Un metodo per provare a comporre le divisioni sul 5G made in China, vietato negli Stati Uniti ma ammesso sotto esame nell’Unione europea. Tuttavia al momento l’alleanza sembra volersi tenere fuori dagli argomenti più scottanti. Come i robot killer, alias i sistemi d’arma autonomi. Proprio in questi giorni ha fatto discutere un rapporto indipendente delle Nazioni Unite sulla Libia, da cui emergono attacchi da parte di droni contro le truppe del generale Haftar senza un comando umano. Proprio il grado di autonomia di queste macchine è un aspetto controverso e discusso, come ricorda Luca Sambucci, esperto di intelligenza artificiale, nella sua newsletter.

Ed è anche la linea della Nato, almeno stando alle risposte di van Weel a Wired. “Fisseremo dei principi di uso responsabile della tecnologia, ma non vincolanti e senza nessun divieto preventivo”, spiega l’esperto: “Dietro la definizione di robot killer ci sono molte tecnologie diverse, che vogliamo studiare per avere un’intelligenza artificiale che possa essere spiegata”. Prima di stabilire se imporre un blocco o meno, la Nato vuole consentire a startup e centri di ricerca di esaminare tutte le tecnologie e valutare le possibili ripercussioni.

Alleanza sotto stress

Certo questo sarà uno degli aspetti più divisivi dentro l’alleanza. Da un lato, l’Europarlamento a fine gennaio ha votato a favore di un divieto dei sistemi d’arma autonomi. “La decisione di selezionare un bersaglio e di effettuare un’azione legale usando un sistema di arma autonoma deve essere sempre fatta da un essere umano, che esercita un pieno controllo e giudizio”, è la posizione dell’emiciclo comunitario, che spinge perché la Commissione faccia riconoscere questo standard anche dalle Nazioni Unite. Negli stessi giorni, tuttavia, come riporta Reuters, un comitato di esperti, guidato dall’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, ha suggerito al Congresso degli Stati Uniti di non proibire le armi attivate dall’intelligenza artificiale, perché farebbero meno errori di un essere umano.

In generale, secondo la campagna internazionale per lo stop ai robot killer, sono 30 i Paesi e 140 le associazioni non governative che si oppongono a queste tecnologie. Anche il comitato etico del ricco Fondo pensione globale del governo norvegese, che reinveste le royalties dell’estrazione del petrolio, ha suggerito di considerare un divieto delle armi autonome. Una divergenza di vedute che mette sotto stress un’alleanza già preoccupata dal crescente protagonismo a Oriente.

Come scrive il Mercator institute for China studies, osservatorio tedesco sulla Cina, in un rapporto sui cent’anni dalla fondazione del Partito comunista cinese, il primo luglio 1921, “la sicurezza nazionale sarà il paradigma dominante delle relazioni internazionali della Cina. Con la prospettiva del “prima la sicurezza” di Xi (Jinping, presidente cinese, ndr) che permea le istituzioni e le interazioni con la Cina, le controparti internazionali potrebbe essere sorpresa dell’aumentata intransigenza negli scambi e nella cooperazione”. A cominciare proprio dalla tecnologia, l’arma principale del Partito comunista cinese del terzo millennio, riconosce Merics. Diana dovrà correre più veloce del Dragone.

Istituita in Bulgaria la sede operativa dell’Accademia delle Imprese Europea

istituita-in-bulgaria-la-sede-operativa-dell’accademia-delle-imprese-europea

bulgaria

Il Consiglio Direttivo Nazionale ha istituito la prima unità operativa internazionale per affrontare il mercato delle piccole e medie aziende italiane del settore agroalimentare e artigianale

Istituita in Bulgaria la sede operativa dell’Accademia delle Imprese Europea. Con propria deliberazione, il Consiglio Direttivo Nazionale ha istituito la prima unità operativa internazionale per affrontare il mercato delle piccole e medie aziende italiane del settore agroalimentare e artigianale. Incrementare la quota di mercato, oltre i confini nazionali, attraverso la distribuzione dei prodotti italiani a Marchio di tracciabilità PIT, è stato da sempre un obiettivo dell’Accademia delle Imprese Europea, ed oggi, grazie al valido Team di collaboratori, è stato possibile avviare la pianificazione delle azioni previsti dal Progetto Città Italia. L’unità operativa è stata affidata alla Direzione Nazionale Bulgara, nelle persone di Vladislav Stoyanov Direttore Nazionale, Irina Yordanova e Miglena Kadiyska componenti della Direzione Nazionale. Nel corso della programmazione il Presidente Ariobazzani, in collaborazione con il Direttore Regione Calabria, Caterina Rosaci e il Direttore Bulgaro Stoyanov, hanno condiviso di sostenere una partnership tra imprese italiane e bulgare, creando i presupposti per l’avvio di progetti integrati in grado di sostenere lo sviluppo delle identità territoriali nelle due aree europee. La politica di sviluppo della Bulgaria mira sui punti forza capaci di innescare uno sviluppo inclusivo che porti benessere e opportunità, potenziando competitività e diversificazione del settore agroalimentare e migliorando la qualità della vita.

Istituita in Bulgaria la sede operativa dell’Accademia delle Imprese Europea. Con propria deliberazione, il Consiglio Direttivo Nazionale ha istituito la prima unità operativa internazionale per affrontare il mercato delle piccole e medie aziende italiane del settore agroalimentare e artigianale. Incrementare la quota di mercato, oltre i confini nazionali, attraverso la distribuzione dei prodotti italiani a Marchio di tracciabilità PIT, è stato da sempre un obiettivo dell’Accademia delle Imprese Europea, ed oggi, grazie al valido Team di collaboratori, è stato possibile avviare la pianificazione delle azioni previsti dal Progetto Città Italia. L’unità operativa è stata affidata alla Direzione Nazionale Bulgara, nelle persone di Vladislav Stoyanov Direttore Nazionale, Irina Yordanova e Miglena Kadiyska componenti della Direzione Nazionale. Nel corso della programmazione il Presidente Ariobazzani, in collaborazione con il Direttore Regione Calabria, Caterina Rosaci e il Direttore Bulgaro Stoyanov, hanno condiviso di sostenere una partnership tra imprese italiane e bulgare, creando i presupposti per l’avvio di progetti integrati in grado di sostenere lo sviluppo delle identità territoriali nelle due aree europee. La politica di sviluppo della Bulgaria mira sui punti forza capaci di innescare uno sviluppo inclusivo che porti benessere e opportunità, potenziando competitività e diversificazione del settore agroalimentare e migliorando la qualità della vita.


Il Volo, Ignazio Boschetto ha un’ex in comune con Carlo Conti: lo scoop

il-volo,-ignazio-boschetto-ha-un’ex-in-comune-con-carlo-conti:-lo-scoop

Ignazio Boschetto uno dei tenori di Il volo è nato nello stesso comune di Carlo Conti e a distanza di anni spuntano alcuni retroscena.

il volo

Il volo è un gruppo di tenore molto noto nel panorama musicale italiano, conosciuto anche all’estero per il talento e la bravura dei tre ragazzi che ne fanno parte.

Il trio si è presentato a Sanremo ed ha vinto l’anno del 2015 con il brano Grande amore e da lì successo dopo successo. I giovani sono amici e colleghi ed insieme hanno dato vita ad un gruppo meraviglioso.

Ignazio Boschetto: chi è l’ex in comune con Carlo Conti

Uno di loro, precisamente Ignazio Moser, sembra che abbia un’ex in comune con il noto conduttore Carlo Conti. Molti anni di differenza sì, ma tutto è lecito in amore.

Stiamo parlando di Roberta Morise. La donna fu una del corpo di ballo di L’Eredità ed è lì che conobbe Carlo Conti con il quale ebbe una storia d’amore intensa.

I due poi si separarono e secondo le voci la donna ha avuto un flirt con Ignazio Boschetto. Secondo quanto ha riportato Dagospia la nuova coppia sarebbe stata vista sul lungomare di Cirò Marina, in Calabria a giugno dell’anno scorso.

Poi un post sui social che aveva fatto incuriosire i fan, una scritta che aveva lasciato intendere che ci fosse del tenero tra loro. Ma il mese successivo il presunto flirt sarebbe stato già solo un ricordo. Mentre i due erano insieme a Cefalù in vacanza, lui l’ha abbandonata.

LEGGI ANCHE>>>Maria De Filippi si lamenta di Maurizio Costanzo: “Con me non vuole farlo mai”

LEGGI ANCHE>>>Gigi D’Alessio, il figlio è nei guai! Dopo la denuncia si avvicina la sentenza

La storia non è più proseguita ed oggi la ballerina è felicemente fidanzata con Giulio Fratini. Ignazio invece non sembra voler farsi vedere insieme a qualcun’altra. Invece i suoi colleghi hanno delle frequentazioni che non sono state ancora confermate. Il volo ha ancora troppe esperienze da vivere prima di pensare al grande amore. La carriera prima di tutto.

Chi è Angelo Barletta, il compagno della giornalista Jolanda De Rienzo

chi-e-angelo-barletta,-il-compagno-della-giornalista-jolanda-de-rienzo

La giornalista sportiva Jolanda De Rienzo è diventata mamma di un bellissimo bambino di nome Gabriel. Al suo fianco c’è il compagno Angelo Barletta, con cui ha trovato il grande amore e ha coronato il sogno della maternità, dopo aver passato una gravidanza piuttosto difficile. Andiamo a conoscere meglio l’uomo al fianco della conduttrice napoletana di Sportitalia.

Chi è Angelo Barletta

Nato a Napoli il 26 ottobre 1990, Angelo Barletta è un pianista di fama locale, nonché insegnante di pianoforte. Dopo aver iniziato a suonare la tastiera sin da piccolissimo, si è messo a studiare seriamente e si è laureato in Musicologia e beni musicali presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Oltre all’attività concertistica, oggi dirige l’accademia musicale FareMusica, collocata a Pozzuoli, dov’è possibile studiare diversi strumenti. La compagna Jolanda, come si può vedere nel video in basso, si è cimentata nello studio del canto, dandone prova in una performance in cui è accompagnata da Barletta.

Jolanda De Rienzo e Angelo Barletta genitori di Gabriel

Il 20 giugno, Jolanda e Angelo hanno annunciato di essere diventati genitori di Gabriel. “Sei una mamma meravigliosa, hai avuto tanto coraggio e forza, hai lottato e sofferto in questi nove mesi ma ne è valsa la pena! Hai messo al mondo con tanto amore uno scricciolo amorevole“, le ha scritto lui. La gravidanza è stata molto difficile per la giornalista, che in un post Instagram di inizio giugno aveva spiegato di aver affrontato diversi problemi: non solo ha preso il Covid mentre era incinta, contagiando anche il compagno, ma ha dovuto anche fronteggiare nausee, sfoghi cutanei, problemi digestivi e diverse emergenze mediche. “È stata dura ma tu mi hai aiutata“, ha scritto in un messaggio dedicato al bambino, “anche quando per bere e alimentarmi erano necessarie le flebo tu eri lì, forte e allegro“.

Dave Chappelle Closes Out Tribeca Festival With Surprise Concert at Radio City

dave-chappelle-closes-out-tribeca-festival-with-surprise-concert-at-radio-city

Tribeca Festival, the first in-person film festival in the U.S. since the pandemic, closed out its 20th edition with a tribute to a small town in the midwest.

Filmmakers Julia Reichert and Steven Bognar, the Oscar winners behind “American Factory,” took the stage at New York’s iconic Radio City Music Hall to introduce their new documentary to a fully vaccinated and mostly mask-less crowd.

“We live in a small town in Ohio,” Bognar told the nearly 6,000 audience members in attendance. “We have a neighbor. His name is Dave. We seem him at the grocery store.”

That Dave, of course, is Dave Chappelle. As Reichert and Bognar tell it, the comedian appeared on their doorstep about a year ago to see if the directors were interested in documenting his experiment to carefully bring back live events during quarantine.

“I literally just knocked on their door the same way Black people do when they’re having barbecues,” Chappelle cracked to audience. “‘Hey, I’m having a barbecue. Can I borrow some hotdogs, neighbor?’”

Chappelle’s efforts, initially intended to be a weekend-long event, resulted in more than 50 sold-out outdoor and socially distanced comedy shows over the summer in the provincial town of Yellow Springs. Set up in a friend’s five-acre cornfield, Chappelle hosted famous friends such as Chris Rock, Kevin Hart, Jon Stewart, Tiffany Haddish and Michelle Wolf to reintroduce stand-up in the COVID era. As the movie documents, extensive safety precautions, including swab tests, were taken. No nostril was spared in the process.

Titled “This Time This Place,” the film strikes a balance between laugh-out-loud and incredibly poignant moments to capture how the star-studded comedy shows, as well as the death of George Floyd and the Black Lives Matter movement, affected the local town.

“Documentary film and comedy, you may think are different. It’s all about storytelling and trying to find the truth,” Reichert said. “We’re here to celebrate and we’re so proud and excited to bring you this movie from our little place. And I wanted to really thank you for having the courage to come out tonight.”

Lazy loaded image

Radio City Music Hall’s marquee advertises Dave Chappelle’s untitled documentary during the closing night celebration for the 20th Tribeca Festival. Charles Sykes/Invision/AP

It was Chappelle’s idea, Bognar says, to host the event at Radio City Music Hall. “He’s sold this place out many times,” Reichert chimed in. “He’s a visionary and he knows how to make things happen.” She added, “The fact that it’s Juneteenth is very meaningful to Dave.”

Tribeca Festival director Jane Rosenthal, sporting her signature blue-tinted sunglasses indoors as the clock ticked past 8 p.m., called it an “exhilarating” end the 12-day event. “It’s the first time we’re indoors at Radio City in 18 months, and we’re at full capacity,” she told Variety. “We’ve all been through a lot. To see people and hear people in person is amazing.”

A number of famous faces walked the red carpet prior to showtime, including Sharon Stone, Zoe Kravitz, Anthony Anderson and Jeremy O. Harris. For several stars, it was their first in-person gathering in many, many months.

“It’s a lot,” actor Delroy Lindo admitted on the carpet. “On one hand, I’m processing being around this many other human beings. But in the final analysis, it feels really good to be part of a celebration like this.”

Bob Saget, who makes a cameo in the documentary, says the film serves as a “time capsule” of a dark yet meaningful period. “Dave is someone who is passionate, poignant and has such clear messaging,” Saget told Variety. “Yes, the Rockettes would have been a nice opening, but this is really incredibly special.”

Inside the auditorium, it appeared the masses would agree. Audience members, who had to keep their cellphones in Yondr pouches, were electric with laughter and applause during the two-hour long screening.

After the credits rolled, Chappelle reflected on devastation of COVID-19 and praised the resilience of New York City. “I drove around today,” he riffed. “I was shocked to see streets full again. People living their lives and peeing, like they do in the summertime.”

On a more serious note, he said, “I’m so grateful we all survived this, and I’m so sorry for any of you who lost someone or lost something due to this pandemic. But man, let’s get up. Let’s get up.”

And with that, he kicked off a surprise, 30-minute concert, emceed by DJ Clark Kent — a salute to the tri-state area with performances from natives like Fat Joe, Q-Tip, A$AP Ferg, Ghostface Killah and De La Soul.

At the end of the night, Chappelle reemerged to offer some parting words. “Commit to being kind to one another,” he said. They cannot break us apart, no matter what our country says, no matter what any corporation says. We will help each other get through tough times. New York City, I love you so much.”

optional screen reader

Clamoroso, Maria De Filippi rinuncia alle esequie di Merlo: il gesto che spiazza tutti

clamoroso,-maria-de-filippi-rinuncia-alle-esequie-di-merlo:-il-gesto-che-spiazza-tutti

La conduttrice del talent di Canale Cinque si rende protagonista di un gesto encomiabile, il web le riconosce il merito di ciò che farà.

Michele Merlo

Ieri è stato il giorno del funerale di Michele Merlo, in arte Mike Bird, il cantante di 28 anni protagonista di “Amici” ucciso da una leucemia fulminante. Le esequie si sono tenute allo stadio “Toni Zen” di Rosà in provincia di Vicenza dove era nato Merlo.

Prima del funerale, la camera ardente era stata allestita nella cappella dell’istituto religioso Maria Ausiliatrice, dove è stato accolto il feretro di legno chiaro sui cui è stato posto il berretto portafortuna del giovane.

Oltre 1000 persone si sono presentate per assistere alle celebrazioni ma 500 di queste hanno dovuto restare fuori dall’edificio per problemi di contingenza e assistere alla funzione tramite altoparlanti.

Presenti tra il pubblico il governatore del Veneto Luca Zaia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, venuti a partecipare alle esequie del cantante. Tra i volti noti mancava però quello di Maria De Filippi, è esplosa la reazione per la sua assenza non giustificata. Capiamo il motivo.

Maria De Filippi diserta il funerale di Michele Merlo, il motivo

Tra i grandi assenti al funerale di Michele Merlo anche la padrona di casa di “Amici”, Maria De Filippi. Ne ha dato comunicazione Fanpage.

Oltre ad amici e parenti, personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, in molti si aspettavamo la partecipazione di Maria De Filippi ai funerali di Michele Merlo. La conduttrice non è stata avvistata tra i presenti alle esequie.

Non si conosce il motivo dell’assenza ma il giornale però dà anche la notizia più inaspettata di tutte e che ha fatto commuovere molti fan della conduttrice: “Stando alle indiscrezioni che abbiamo raccolto sul posto, pare che De Filippi farà visita alla famiglia di Merlo in privato, senza prendere parte ai funerali pubblici”.

LEGGI ANCHE —> Dramma a Love Island, si suicidano in tre! Cosa c’è di preoccupante

LEGGI ANCHE —> Il Volo, Gianluca Ginoble una vita da rubacuori: tutte le donne del cantante

Un gesto semplice ed encomiabile che la pone ancora una volta agli onori per la sua immensa bontà ed empatia nel comunicare con le persone che stanno vivendo un momento difficile.

Terence Hill, quel dolore che gli ha portato via il sorriso: una terribile disgrazia

terence-hill,-quel-dolore-che-gli-ha-portato-via-il-sorriso:-una-terribile-disgrazia

L’attore Terence Hill ha avuto un grande dolore che gli ha portato via il sorriso: ecco cosa è successo e quale è stata la terribile disgrazia.

Terence Hill h avuto una terribile disgrazia
Terence Hill interpreta Don Matteo (Screenshot Instagram)

Terence Hill è uno degli attori italiani più famosi di sempre. Il suo vero nome è Mario Girotti, nato a Venezia nel 1939. Addirittura la sua carriera nel mondo dello spettacolo iniziò ad appena 11 anni, infatti venne scelto per fare una piccola parte in un film al cinema.

La sua grande carriera, ricca di successi, è possibile dividerla in due grandi filoni. Il primo filone riguarda gli anni prima del 2000, in cui ha interpretato quasi esclusivamente ruoli in film western all’italiana. Storico e di grandissimo successo è stato, in questo senso, il duo con l’amico Bud Spencer.

Il secondo filone, invece, inizia negli anni 2000 e coincide con l’inizio di Don Matteo, fortunatissima serie televisiva di Rai 1. Recentemente, l’attore veneziano, ha deciso di abbandonare il telefilm dopo circa venti anni di produzione, la motivazione è semplicemente quello di voler stare più tempo in famiglia.

LEGGI ANCHE —> Un posto al sole, grande spavento per la protagonista!

Terence Hill, ecco la tragedia accadutagli in passato.

Terence Hill nasconde una grande tragedia accadutagli in passato. Questo evento lo segnò tantissimo, infatti addirittura cadde in depressione. Questo grande dolore interno si ripercosse ovviamente anche sulla sua vita lavorativa da attore.

Lori Zwicklbauer è la moglie storica dell’attore veneziano, infatti i due si sono sposati nel 1967 e da allora non si sono più staccati. Hanno avuto un figlio chiamato Jess Hill che ha seguito le orme del padre e successivamente decisero anche di adottare un bambino chiamato Ross.

Leggi anche –> Pomeriggio Cinque, è ufficiale: “Non sono io quella che cercate”

Purtroppo Ross Girotti morì nel 1990 ad appena 16 anni a causa di un brutto incidente stradale. Aveva anche girato già due film con il padre. La triste vicenda ha segnato moltissimo Terence Hill, infatti non è un caso che negli anni novanta la sua carriera ha subito una brusca frenata, per poi riprendere negli anni 2000.