Autore: Tiziana Maiolo

Reggio Calabria: convocato il Consiglio Comunale dopo due mesi, i punti all’ordine del giorno

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Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il consiglio comunale di Reggio Calabria, è convocato, in sessione straordinaria per il giorno 29 giugno 2021 alle ore 10:00 presso la sala consiliare di Palazzo San Giorgio

Ai sensi dell’articolo 39 del D. Lgs. 267 del 18-08-2000 e dell’articolo 47 dello Statuto Comunale, il presidente del consiglio Enzo Marra comunica che il consiglio comunale di Reggio Calabria, è convocato, in sessione straordinaria per il giorno 29 giugno 2021 alle ore 10:00 presso la sala consiliare di Palazzo San Giorgio, anche in videoconferenza, per procedere alla discussione dei seguenti argomenti, posti all’ordine del giorno:

1) Approvazione verbale seduta del 29 aprile 2021

2) Interrogazione “Piano Triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza”

3) Approvazione piano di zona 2021-2023 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali ai sensi della legge N. 328/2000. Ambito territoriale di Reggio Calabria.

4) Conferimento della cittadinanza onoraria al dott. Salvatore Settis

5) Mozione sulla adozione e istituzionalizzazione del bilancio sociale

6) Mozione sul bilancio di genere

7) Mozione per la destinazione dell’acconto del 10% delle risorse del next Generation Eu

8) Mozione per promuovere progetti a favore di lavoratori over 45 in stato di disoccupazione

9) Dichiarazione di prevalenti interessi pubblici per l’opera di completamento del campo di calcio in località Arangea

10) Risoluzione su iniziative a sostegno del DDL Zan

11) Ordine del giorno “Screening periodico per una didattica in presenza sicura

Nel caso in cui la seduta in prima convocazione del civico consesso andrà deserta per mancanza del numero legale, il Consiglio è convocato in seduta straordinaria di seconda convocazione per il 30 giugno alle ore 10:00.


Anna Tatangelo dopo Gigi D’Alessio confessa: “Nuovo amore? Non smentisco”

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Scritto da , il Giugno 25, 2021 , in Gossip

foto Gigi d'alessio Anna Tatangelo perchè si sono lasciati

Anna Tatangelo dopo Gigi D’Alessio rompe il silenzio su un nuovo fidanzato: “Non smentisco né confermo”

Da anni Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio sono al centro del gossip dopo la fine della loro lunga relazione e si susseguono varie voci sui possibili nuovi amori dei due cantanti. L’ultima indiscrezione, invece, riguarda Anna Tatangelo ed a lanciarla è stato il settimanale Gente che ipotizzato la nascita di una storia d’amore tra Anna Tatangelo e Livio Cori, rapper e attore di Gomorra. La cantante, infatti, di recente ha rotto il silenzio e a domanda diretta ha risposto:

“Non posso dire di essere innamorata ma sto molto bene. Non smentisco né confermo, ma la vita va avanti.”

Insomma Anna Tatangelo ha un nuovo fidanzato dopo Gigi D’Alessio?

Gigi D’Alessio esce allo scoperto con Denise Esposito: chi è la nuova fidanzata del cantante

E mentre le indiscrezioni sulla storia d’amore tra Anna Tatangelo e Livio Cori non hanno ancora trovato conferme negli interessati, è certo al contrario che Gigi D’Alessio (che torna a The Voice senior) ha voltato pagina e sta insieme a Denise Esposito. Chi è la nuova fidanzata del cantante? Di lei si sa ancora poco solo che è di Napoli, ha 29 anni e di professione fa l’avvocato. La giovane ha un profilo Instagram molto seguito, più di 138 mila follower, ma non è molto attiva sui social. Curioso è, infine, come Gigi D’Alessio e Denise Esposito si sono conosciuti: ad un concerto del cantante.

Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio, separazione: spuntano i motivi della rottura

Il settimanale su citato, infine, ha anche rivelato perché Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo si sono lasciati, ipotizzando: “La storia inizia ad incrinarsi forse perché l’agognato matrimonio, almeno per Anna, tarda ad arrivare e pare non ci sia accordo nemmeno per un secondo figlio.” Insomma, questi sembrano essere i motivi della rottura. Entrambi gli artisti, tuttavia, sono rimasti in ottimi rapporti per amore del figlio Andrea ma adesso sia Gigi D’Alessio che Anna Tatangelo (che ha polemizzato contro il Vaticano) hanno voltato pagina.

Oroscopo di Paolo Fox, 26 giugno 2021: le previsioni segno per segno

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Oroscopo Paolo Fox 26 giugno 2021. La Luna nuova e il passaggio del Sole stanno cambiando un po’ le carte in tavola per alcuni segni. Ma come andrà la vostra giornata? Quali saranno i segni favoriti dalle stelle in questo 26 giugno?

Oroscopo Paolo Fox 26 giugno: le previsioni

Oroscopo Paolo Fox Ariete: Buone notizie per i sentimenti in arrivo da domani, sarà possibile recuperare un rapporto importante! Lavorativamente parlando in queste settimane la tua lucidità è notevolmente cresciuta, ora puoi guardare a luglio in modo decisamente più fiducioso.

Oroscopo Paolo Fox Toro: Se in amore hai a che fare con una persona Leone o Acquario potrebbe esserci qualche complicanza di troppo. Lavorativamente parlando invece cerca di non lasciare discussioni in sospeso, questo atteggiamento potrebbe infatti portare qualche problema a luglio.

Oroscopo Paolo Fox Gemelli: Luna favorevole nel pomeriggio, ti invito a non perdere le occasioni: i sentimenti ne gioveranno! Sul lavoro se un’attività non funziona adesso è il momento giusto per parlarne cercando una via d’uscita.

Oroscopo Paolo Fox 26 giugno 2021: Cancro, Leone e Vergine

Oroscopo Paolo Fox Cancro: Netto recupero a partire dal pomeriggio, la mattinata ha visto qualche tensione di troppo per il cuore. Sul lavoro affronta i problemi in modo chiaro e dirretto, non prendere sottogamba incontro che potrebbero rivelarsi importanti.

Oroscopo Paolo Fox Leone: Situazione interessante per i sentimenti già dalle prime ore del mattino, qualche nervosismo di troppo potrebbe invece registrarsi nel pomeriggio. Sul lavoro queste sono giornate da sfruttare, le occasioni per ottenere dei buoni successi  non mancheranno.

Oroscopo Paolo Fox Vergine: Per i sentimenti la mattina si rivelerà maggiormente promettente del pomeriggio. Un consiglio, se deve prendere un’ iniziativa fallo oggi o rimanda a giovedì. Sul lavoro invece anche se hai l’impressione di essere ad un passo dai tuoi desideri Giove in opposizione  potrebbe creare qualche ritardo o contrattempo. Non temere, l’occasione che cerchi non tarderà ad arrivare!

Oroscopo Paolo Fox 26 giugno 2021: Bilancia, Scorpione e Sagittario

Oroscopo Paolo Fox Bilancia:  La mattinata ti vede giù di corda ma le energie torneranno già a partire dal pomeriggio quando il moto di Mercurio sarà nuovamente diretto. Sul lavoro le tue abili  doti comunicative ti permetteranno di convinvere gli altri circa la bontà delle tue idee.

Oroscopo Paolo Fox Scorpione: Anche se in amore una persona non è stata corretta con te oggi deponi l’arma di guerra e non alimentare inutili polemiche. Sul lavoro deve stare attento a qualche spesa di troppo, non è il momento di strafare. Oggi e domani consiglio prudenza.

Oroscopo Paolo Fox Sagittario: Hai voglia di amare e la tua determinazione oggi si fa sentire più forte che mai! lavorativamente parlando Giove dissonante ti ricorda di prestare attenzione alle spese extra, tuttavia con una persona Leone o Ariete potrebbero nascere validi progetti.

Oroscopo Paolo Fox 26 giugno 2021: Capricorno, Acquario e Pesci

Oroscopo Paolo Fox Capricorno: Giove in buon aspetto illumina i rapporti più fragili anche se ultimamente sembri essere più teso del solito. Sul lavoro invece meglio essere accomodanti: inutili impuntarti se la cose non girano esattamente nel verso da te indicato.

Oroscopo Paolo Fox Acquario:  In amore la giornata di oggi potrebbe essere foriera di qualche piccola tensione. sul lavoro invece porta avanti le idee in cui credi anche se fare i conti con le persone che ti circondano non semore è semplice. Un consiglio, non perdere la pazienza.

Oroscopo Paolo Fox Pesci: In amore il cielo è piuttosto promettente, dal mattino la Luna è in aspetto favorevole. Lavorativamente parlando invece devi essere fiducioso: se ci sono trattative o devi sostenere un  esame il buon aspetto di Giove è segno ne garantirà la buona riuscita!

Visa acquista una startup svedese per crescere nel fintech

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Il colosso dei pagamenti digitali chiude a 1,8 miliardi l’operazione con Tink, società svedese che fornisce una piattaforma per servizi finanziari innovativi

Visa ha raggiunto un accordo definitivo per acquistare Tink, startup di open banking con sede a Stoccolma che consente a istituzioni finanziarie, fintech e commercianti, di elaborare prodotti e servizi su misura per consumatori e attività europee, basati sui loro dati finanziari. Visa pagherà una contropartita economica di 1,8 miliardi di euro .

Fondata nel 2012 in Svezia e con uffici in 13 paesi, Tink ha 400 dipendenti, che lavorano per oltre 300 tra banche e compagnie fintech in 18 mercati europei. Con una sola Api (application programming interface), il servizio permette ai clienti di accedere a dati finanziari aggregati, effettuare pagamenti, analisi di rischio, verificare account e costruire strumenti di gestione finanziaria grazie a una piattaforma data-driven. La combinazione con l’infrastruttura di Visa, capace nel complesso di gestire oltre 65mila messaggi di transazione al secondo, dovrebbe quindi poter accelerare l’adozione dell’open banking in Europa.

La direttiva europea dei servizi di pagamento Psd2 impone che le banche abilitino l’accesso a terze parti registrate per conto e con il consenso dei loro clienti. Innovatori di ogni tipo, dalle istituzioni finanziari alle fintech, dagli sviluppatori alle piattaforme e commercianti, fanno sempre più leva su soluzioni di open banking per dare ai consumatori maggiore scelta su come e dove condividere i propri dati finanziari.

Daniel Kjellén, amministratore delegato e cofondatore di Tink che definisce Visa “il partner perfetto” per il percorso futuro della startup. Per Charlotte Hogg, ad di Visa Europa, “questa acquisizione è un segno del nostro impegno in Europa”, che assicurando maggiore innovazione nell’open banking ai clienti implica anche un investimento “in lavori ad alta competenza tech nel continente”.

“Se abbiamo fatto l’amore per la prima volta?”, rispondono Giulia Stabile e Sangiovanni dopo Amici

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Giulia Stabile e Sangiovanni di Amici20 sono la coppia dell’anno: giovani, innamorati e pronti ad accogliere il successo a piene mani. In un’intervista rilasciata a Vanity Fair i due hanno ripercorso i momenti più difficili della loro adolescenza, parlando anche del sentimento che è nato tra loro durante il talent show di Canale 5 che li ha visti trionfare insieme.

L’amore per la prima volta

Un amore davvero puro quello che è sbocciato tra i due giovani talenti, la ballerina vincitrice e il cantante fenomeno del momento, un amore che nasce prima ancora dall’amicizia, come racconta Sangiovanni: “Lei ha iniziato a volermi bene prima che a desiderarmi”. Ed è proprio così, in maniera graduale, che pian piano i due hanno capito di piacersi, nonostante Giulia ha rivelato di aver notato il suo Sangio ai provini, prima ancora di poter entrare nello show, ma una volta entrati: “Un giorno che lo sapevo in camera a riposare mi sono sdraiata accanto a lui e ci siamo guardati, avvicinati sempre di più, ho sentito in pancia un solletico e, mentre le labbra si toccavano piano piano, mi sono come sollevata da terra”. Eppure, nonostante siano così presi l’uno dall’altra non c’è stata ancora un prima volta insieme: “Fare l’amore per la prima volta? Vuol dire essere una cosa sola. Ma a noi non è ancora successo”. Anche se, i due, sono stati di recente beccati a scambiarsi effusioni in spiaggia, durante un servizio fotografico.

Il supporto di Sangiovanni a Giulia

I due hanno più volte parlato di come si sono innamorati, anche nell’intervista che li ha visti insieme a Verissimo, poco dopo la fine del talent, Giulia e Sangiovanni mano nella mano, hanno parlato delle emozioni vissute insieme. Intervistata da Mara Venier a Domenica In, la ballerina ha poi rivelato che grazie al supporto del cantante è riuscita a superare molte insicurezze: “Mi sono sempre guardata allo specchio e non mi sono mai vista bella. Sangiovanni mi ha aiutato tantissimo a crescere, mi ha consigliato di guardarmi allo specchio e riuscire ad accettarmi. Tutti quanti possiamo essere apprezzati da qualcuno”. 

Perché abbiamo mandato un centinaio di calamari nello spazio?

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I cefalopodi sono stati mandati dalla Nasa sulla Stazione spaziale internazionale, dove verranno studiati per esaminare gli effetti del volo spaziale sulle interazioni tra batteri e i loro ospiti animali

I piccoli calamari della Nasa (Foto: Nasa)
I cuccioli di calamaro della Nasa (foto: Nasa)

La Nasa ha lanciato nello spazio 128 piccoli di calamaro delle Hawaii. I cefalopodi sono poi arrivati sulla Stazione spaziale internazionale, dove verranno studiati per esaminare gli effetti del volo spaziale sulle interazioni tra batteri e i loro ospiti animali, nel contesto del progetto UMAMI, ovvero Understanding of Microgravity on Animal-Microbe Interactions. I piccoli calamari – lunghi al massimo 7 centimetri – sono stati allevati presso il Kewalo marine laboratory dell’università delle Hawaii e inviati oltre l’atmosfera lo scorso 3 giugno, su una navicella SpaceX.

Capire come cambi il rapporto tra esseri viventi e microbi nello spazio è un aspetto fondamentale per migliorare le condizioni di salute degli astronauti e garantire la loro sicurezza durante le lunghe missioni di esplorazione. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che il rapporto tra i corpi degli astronauti e i loro microbi cambia in assenza di gravità e questo compromette il loro sistema immunitario, che non riesce più a riconoscere immediatamente i batteri e può causare delle malattie.

“Ci sono aspetti del sistema immunitario che semplicemente non funzionano correttamente nei voli spaziali di lunga durata”, ha detto la ricercatrice Jamie Foster, che ha coordinato il progetto. “Se gli esseri umani vogliono passare del tempo sulla Luna o su Marte, dobbiamo risolvere i problemi di salute per portarceli in sicurezza”, ha aggiunto.

Questa specie di calamari è particolarmente adatta per questo tipo di studio. Infatti, sono caratterizzati dalla capacità di illuminarsi al buio e di avere un rapporto simbiotico con i batteri che li aiutano a regolare la loro luminescenza. In questo modo, per gli scienziati sarà più facile controllare come la vita nello spazio possa influenzare il rapporto tra esseri viventi e microorganismi e provare a risolvere i problemi di salute degli astronauti. Il viaggio dei piccoli cefalopodi spaziali terminerà a luglio, quando un’altra navicella SpaceX li riporterà alle Hawaii.

Amazon, come ottenere lo sconto al Prime Day: che bella notizia per gli utenti

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Mancano poche ora alla fine del’Amazon Prime Day e vi riveliamo come ottenere un buono sconto di 6€.

La promozione offerta dall’azienda di Jeff Bezos è un modo semplice per permettere agli utenti di risparmiare qualcosa in più nel giorno delle gradi offerete, il buono sarà limitato ad un solo acquisto su un solo account Amazon.

Il modo per ricevere il buono sconto è davvero molto semplice e di seguito vi spieghiamo come potrete ottenerlo.

Amazon, come ottenere lo sconto al Prime Day: che bella notizia per gli utenti
Amazon (Screenshot Instagram)

La promozione sarà disponibile esclusivamente dalla mezzanotte del 21 fino alle 23:59 del 22 Giugno ed è riservata agli utenti Amazon Prime, che ne volessero usufruire.

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Come ottenere il buono sconto di 6€ del Prime Day di Amazon di quest’anno?

Tutto molto semplice, i primi 24.000 utenti Amazon Prime che ricaricheranno almeno 50 euro sul proprio account, riceveranno il buono sconto, che verrà direttamente applicato sul totale del prossimo acquisto.

Attenzione però, per poter ottenere il buono, è necessario cliccare su “Clicca qui per applicazione la promozione”, prima di effettuare la ricarica sul proprio account. Una volta seguite le indicazioni che vi fornirà Amazon il gioco è fatto.

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Lo sconto sarà applicato esclusivamente su i prodotti Amazon, ad eccezione dei contenuti digitali, libri, e-Reader Kindle, tablet Fire, dei buoni regalo, dei prodotti su Amazon Warehouse e prodotti del Marketplace venduti da terzi.

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Un modo semplice per ottenere un piccolo regalo da Amazon, nel giorno esclusivamente pensato per gli utenti Prime. In un periodo duro come il lockdown imposto dalla pandemia, gli shop online e i corrieri hanno aiutato molte persone.

Come i servizi d’intrattenimento offerti dalla piattaforma Amazon Prime.

Quali saranno i vostri acquisti imperdibili? Sono rimaste ancora poche ore per approfittare delle incredibili offerte del Prime Day del 2021. Chi volesse si affrettasse a ricaricare il proprio portafoglio, i fortunati 24.000 utenti, riusciranno a risparmiare ancora di più.

10 registe giovani, impegnate e versatili

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C’è chi ha già fatto incetta di premi e chi, fresca di laurea, ha conquistato critica e spazio ai Festival internazionali. La storia di Eleonora, di Josephine, ‏di Aida e delle altre sette filmmaker under 28 che hanno iniziato a raccontare il loro mondo

Giovani e impegnate. Molto impegnate. Con le idee più che chiare: arrivare ai festival e fare incetta di premi cavalcando l’onda lunga di Hollywood, che quest’anno ai Golden Globes ha candidato tre donne su cinque alla Miglior regia e ai Gotham Independent Film Awards cinque su cinque nella categoria Miglior film; senza contare che l’Oscar 2021 più ambito è andato a Chloé Zhao con Nomadland. Abbiamo proprio bisogno di filmmaker al femminile che confermino i numeri di Variety: i lavori firmati da loro, infatti, sono stati i più visti nel 2020. Perché la parità di genere non è più (o quasi) un’utopia. E a dimostrarlo sono i 10 talenti che abbiamo selezionato. Perdonateci se ne abbiamo dimenticato qualcuno e segnalatecelo sempre.

‏1- Aglaja Filipović, 23 anni

‏Ispirata da Seascape with Sharks and Dancer, opera teatrale del drammaturgo americano Don Nigro, Aglaja, dalla Serbia e non ancora laureata, scrive il suo primo corto You Know What I Have Nightmares About. Le protagoniste: due coinquiline, due anime diverse; una vive in costante rapporto con le sue paure che l’altra non riesce a recepire pur condividendo gli stessi spazi. Anche nell’interazione quotidiana non c’è interazione, solo solitudine

2- ‏Beatriz Bagulho, 24 anni

‏Classe ’97, scenografa, illustratrice e motion graphic designer. Due cortometraggi animati all’attivo, Corporealitis (2018) e il più recente (In)Dividual (2019), con il quale ha primeggiato alla manifestazione Young Film Competition 2020. Si tratta della storia di una giovane donna che durante una visita medica esplora i diversi lati della sua personalità; tra spazi insoliti pieni di metafore surreali, la ragazza sconvolta naviga nel suo stesso subconscio e di fronte al delirio è lei l’unica che può trovare la via d’uscita da quel labirinto di sogni.

3- Kate Emerick, 24 anni

‏S’intitola STOMP (2021) il primo cortometraggio della serie Women at Work, prossima piattaforma streaming di film diretti da donne, sulle donne e per le donne. La regista, che è anche attrice, cavalca le scene dall’età di due anni ed è cresciuta dietro le quinte dei set cinematografici assimilando quanto più possibile. Così si è portata a casa STOMP, la storia di una studentessa che per pagarsi gli studi improvvisa spettacoli online per gli uomini feticisti.

‏4- Madeleina Kay, 26 anni

‏Conosciuta come #EUsupergirl, è regista, musicista e attivista politica. I suoi documentari, come gli otto libri autoprodotti e le canzoni, affrontano temi impegnati quali migrazione, politica e ambiente. Nel 2019 riesce a farsi finanziare dalla Fondazione Culturale Europea un tour contro la Brexit, portando alta la bandiera #TheFutureisEurope che confluisce nel documentario The Creativity Key (2019), totalmente girato con lo smartphone e vincitore del secondo posto ai Young European Video Awards. Sicura che le sue idee possano cambiare il mondo, incarna le vesti della Jeanne d’Arc of Post-Modernism, ma con gli abiti di Wonder Woman e Superman.

‏5- Anouk Maupu, 27 anni

‏Nomingerel, Egshiglen, Bayarjavkhlan, Oyun-Erdene e Enkhmaa sono le protagoniste di Sain uu? (2020), il documentario, nonché tesi di laurea, della neoregista francese classe Anouk Maupu ’94. Opera prima, è stato totalmente girato a distanza: le adolescenti, native di Khatgal, un piccolo villaggio della Mongolia, per diversi mesi hanno ripreso le loro vite in un paese che cambia. Appare netto il contrasto fra la smaterializzazione dei rapporti umani e allo stesso tempo l’unione ottenuta con il lavoro collettivo. Il corto, acclamato dall’insegnati dell’ÉCAL, dove la filmmaker ha studiato, ha già trovato spazio negli ambienti ufficiali, in particolare al Cinema du Réel di Parigi e alla 29esima edizione della Mostra Internacional de Films de Dones di Barcellona.

‏6- Aida Kaadan, 27 anni

‏Nata in Germania, ma cresciuta a Baqa Al-Ghabriyya, nel distretto di Haifa di Israele, fin dalle scuole superiori capisce che vuole dedicarsi alla settima arte. Nel suo primo cortometraggio affronta il tema del riscaldamento globale, ma è con il pluripremiato Farawla (2017) che conquista la critica. Si tratta di una pellicola di quasi 30 minuti il cui protagonista Samir, venditore di scarpe in un negozio a Ramallah, sogna di vedere il mare; varcando i confini insieme ad altri lavoratori edili, in Palestina incontra Anas e fra i due nasce un’amicizia, nonostante l’eterno conflitto fra i paesi da cui provengano

‏7- Charis Uster, 27 anni

“Ogni progetto è una creazione unica e merita di essere trattato come tale”. Così si presenta la regista tedesca Charis Uster, per la quale il cinema non ha confini di genere. E infatti nel suo curriculum non c’è ambito che non le appartenga, moda inclusa. È fra le co-fondatrici del primo festival femminista in Cambogia, oltre ad appartenere alla crew della regista svedese Erika Lust. Quando non sta dietro alla macchina da presa, la ragazza scrive: è sua la sceneggiatura di Sleeping Beauty (2020) della regista Charlie Benedetti. Instancabile, ora sta lavorando a un cortometraggio di fantascienza e a un porno interamente suoi.

8- Josephine Jouannais, 27 anni

“Palermo che città di merda”. Nessuna critica al capoluogo siciliano, sia chiaro, nonostante Elezioni (2018), primo documentario della regista francese Josephine Jouannais, inizi con questa frase. A parlare sono gli abitanti – e il cane, quello che apre la scena con la suddetta frase a effetto – stanchi della gestione politica italiana e in attesa del risultato delle elezioni del 2018. In un mix di irreale e reale, in cui le regole del documentario tout court sono stravolte, vengono toccati argomenti quali la corruzione, la disoccupazione, il razzismo e l’immigrazione. Quest’ultimo torna con Palermo Sole Nero (2021), presentato in anteprima al Cinema du réel – Festival International du film documentaire.

9- ‏Jabu Nadia Newman, 27 anni

‏I film come fonte di educazione. Il primo è stato Kids di Larry Clark, visto all’età di 12 anni su spinta dei genitori per un avvicinamento al mondo del sesso. E poi le riviste pop, perché anche le copertine con Britney Spears e le Spice Girls sono opere d’arte per Jabu Nadia Newman, regista e fotografa sudafricana. Ha appena firmato The Dream That Refused Me (2021), un cortometraggio in cui dal poetico si passa al satirico: l’apice arriva quando l’influencer-vlogger comincia a utilizzare l’App Ethnicify per provare virtualmente diversi ornamenti tribali.

10- Eleonora Gasparotto Nascimben, 28 anni

‏È con Nunca Màs Hermanos che la regista friulana Eleonora Gasparotto Nascimben, classe ’93, conquista pubblico e critica. Questo suo documentario è una denuncia intensa della complessa condizione del Messico, dove dal 2006 al 2017 (data del rilascio del film) sono scomparse oltre 32.000 persone. Fra continue proteste e repressioni, i protagonisti sono lo Stato, i narcos e chi cerca di ribellarsi alla ricerca della libertà. Presentato ai festival di oltre 40 paesi nel mondo, non c’è premio che non abbia vinto: Miglior documentario, Miglior opera prima, Miglior regia, Miglior corto, l’Audience award e un riconoscimento all’originalità della struttura narrativa. Ma non è la prima volta che Eleonora Gasparotto Nascimben affronta temi impegnati: con Eko (2016) ci mostra l’Africa degli italiani emigrati in cerca di lavoro, e con Anni Fragili (2015) L’Aquila degli sfollati dal terremoto che a distanza di anni sono costretti a vivere ancora in una casa non loro.

Gilles Rocca fa una confessione agghiacciante: “Stavamo per sparire tutti”

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L’ex concorrente dell’Isola dei Famosi, Gilles Rocca, ha fatto una confessione raccontando un episodio in cui ha rischiato la vita, insieme ai suoi amici.

Gilles Rocca racconta quando ha rischiato la vita
Gilles Rocca (Screenshot Instagram)

Gilles Rocca è salito recentemente alla ribalta grazie alla sua partecipazione all’ultima edizione dell’Isola dei Famosi. Il suo percorso all’interno del reality show non è stato per niente facile e lui stesso ha confessato e ha ammesso che non ce la faceva più, infatti chiese agli altri concorrenti di nominarlo, in modo da essere eliminato.

Prima della partecipazione al reality condotto da Ilary Blasi, il romano ha lavorato sempre nel mondo dello spettacolo come regista e attore. Ha recitato in diverse fiction e serie televisive come Carabinieri, I Cesaroni, Don Matteo, Distretto di Polizia. Come regista, invece, ha diretto diversi cortometraggi.

Per quanto riguarda la sua vita privata, è fidanzato con Miriam Galanti, anch’essa attrice, principalmente di teatro. Innamoratissimo della sua fidanzata e questo l’ha mostrato diverse volte durante la partecipazione all’Isola dei Famosi, i due stanno insieme da ben 12 anni.

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Gilles Rocca, ecco la sua confessione incredibile.

L’attore romano ha confessato, in un video sul suo profilo Instagram, che una volta ha rischiato la vita mentre era con i suoi amici. Ultimamente, attraverso le sue storie, l’ex concorrente dell’Isola dei Famosi appare completamente rigenerato, attualmente è in vacanza in Versilia.

Gilles Rocca ha raccontato che mentre era in auto in viaggio con altri suoi compagni, l’amico alla guida ha preso per sbaglio l’autostrada in contromano, una distrazione che davvero sarebbe potuta risultare mortale per tutti. Infatti ha ammesso che sono stati attimi di grande paura per i presenti.

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L’amico che avrebbe preso la strada in contromano è intervenuto nelle storie, confermando il racconto e cercando di sdrammatizzare:

“Una cosa so fare, è prendere le autostrade in contromano, e l’ho fatto”.

Effettivamente, dal profilo Instagram dell’attore e regista romano, è possibile vedere come la sua vita, in generale, sia molto movimentata.

Alfredino e gli altri titoli che ricostruiscono i più grandi casi della cronaca italiana

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Non solo la tragedia di Vermicinio al centro della produzione Sky. Ci sono diverse docuserie che raccontano i fatti più controversi

Il 21 giugno, su Sky Cinema e su Now, debutta la prima parte di Alfredino – Una storia italiana (la seconda è disponibile dal 28), che racconta, oltre 40 anni dopo, la straziante vicenda di Vermicino, ovvero  la storia del piccolo Alfredo Rampi caduto in un pozzo artesiano nel giugno 1981, che ha colpito l’opinione pubblica ed è rimasta scalfita nella nostra memoria. Non è, però, l’unica produzione che attinge dai fatti di cronaca più o meno recenti: vediamone alcune.

1. Alfredino – Una storia italiana

Prodotto da Marco Belardi per Lotus Production e diretto da Marco Pontecorvo (Nero a metà, L’oro di Scampia), su una sceneggiatura di Barbara Petronio e Francesco Balletta, Alfredino – Una storia italiana è un film in due parti che vuole ricostruire i fatti passati alla storia come l’incidente di Vermicino. Il 10 giugno 1981 un bimbo di sei anni, Alfredo Rampi, cade in un pozzo artesiano e lì muore dopo tre giorni di inutili tentativi per salvarlo. La vicenda tiene con il fiato sospeso tutta l’Italia, che la segue grazie a una diretta-fiume della Rai. Gli accadimenti sono fondamentali per la costituzione della Protezione civile; proprio il mancato coordinamento dei soccorsi è una delle cause del tragico epilogo. I protagonisti della trasposizione sono Anna Foglietta, nei panni di Franca, la madre di Alfredino, Vinicio Marchioni, Francesco Acquaroli, Giacomo Ferrara e molti altri.

2. Veleno

Dopo il podcast e il libro a firma Pablo Trincia, è arrivata su Amazon Prime Video la docuserie, che tenta di mettere ulteriore ordine a una delle pagine più complesse e ambigue della giustizia italiana, nonostante permangano opinioni discordanti. Nel 1997, nella Bassa Modenese, scoppia uno scandalo che porta all’arresto di 20 persone e all’allontanamento di 16 bambini dalle rispettive famiglie, accusate a vario titolo di pedofilia e riti satanici. Dopo anni di battaglie legali da parte dei genitori biologici per ribadire la loro innocenza, si scopre che molte delle testimonianze dei bambini sono state in qualche modo manipolate dagli assistenti sociali. Il regista Hugo Berkeley ricostruisce le voci spesso affrante e incredule che hanno animato questa pagina oscura, tra materiali d’epoca e interviste contemporanee.

3. Sanpa

È stato il fenomeno televisivo a cavallo tra il 2020 e il 2021, e vale la pena recuperarlo se ancora non l’avete visto. Sanpa è la docuserie Netflix che ha riacceso i riflettori sulla complessa storia di San Patrignano, la comunità di riabilitazione fondata, alla fine dei ’70 vicino a Rimini, da Vincenzo Muccioli, leader carismatico non senza nodi. Fin da subito fa scalpore per i metodi fuori dall’ordinario nell’accogliere i tossicodipendenti; con il passare del tempo, però, le accuse e i processi fanno emergere il lato più violento e restrittivo della comunità stessa, scatenando una forte polarizzazione nell’opinione pubblica. La forza di Sanpa è proprio quella di raccontare fatti che sembrano quasi irreali, ma che affondano nelle nella politica e nella società italiane.

4. Il cacciatore

Tornando nel reame della fiction, anche se basata su fatti reali: Il cacciatore è una delle migliori serie prodotte dalla Rai negli ultimi anni, ancora disponibile su Amazon Prime Video. Negli episodi delle due stagioni si racconta la lotta tra lo Stato italiano e la mafia durante gli anni ’90, con un focus in particolare sulla figura del magistrato Alfonso Sabella (interpretato da Francesco Montanari con il nome fittizio di Saverio Barone), la cui battaglia contro la criminalità ha portato all’arresto dei boss Giovanni Brusca, Vito Vitale, Pietro Aglieri e Leoluca Bagarella. Ambientato subito dopo le stragi di Capaci e via D’AmelioIl cacciatore mostra con grande realismo l’ostinazione ma anche le difficoltà dell’opposizione alla mafia.

5. Lo scandalo di Rignano Flaminio

Ecco un’altra docuserie che racconta pagine tremende della cronaca recente. Il 9 luglio del 2006, mentre il Paese è in attesa della finale dei Mondiali contro la Francia, nella caserma dei carabinieri di Bracciano viene sporta la prima denuncia che porterà al cosiddetto caso di Rignano Flaminio: una bambina di quattro anni racconta ai genitori di aver subito cose indicibili all’asilo; indagini successive concentrano i sospetti su tre maestre e una bidella. I processi si svolgono sommariamente sulle pagine dei giornali, sui social e nei talk show televisivi. Fino ad arrivare al 2014, 12 anni dopo: tutti gli imputati vengono assolti anche in appello, perché i genitori avrebbero manipolato le dichiarazioni dei figli. Con interviste esclusive e immagini inedite, Lo scandalo di Rignano Flaminio, in onda il 28 e 29 giugno sul canale Crime+Investigation, ricostruisce la controversa vicenda che ha trasformato un anonimo centro a nord di Roma in un vero e proprio polo mediatico.