Autore: Redazione City Roma

Giochi di Tokyo, golf al via: per Migliozzi e Paratore appuntamento con la storia

Dal 29 luglio al primo agosto la gara individuale maschile con 60 concorrenti, il vicentino e il romano speranze azzurre

Morikawa tra i favoriti al Kasumigaseki Country Club dove non ci sarà nessuno dei tre medagliati di Rio de Janeiro 2016

Desideravano giocare insieme le Olimpiadi fin da quando erano solo due giovani amateur. E adesso che quel sogno a cinque cerchi s’è trasformato in realtà, puntano l’Olimpo. Appuntamento con la storia per Guido Migliozzi e Renato Paratore che, dal 29 luglio al primo agosto, saranno tra i 60 protagonisti ai Giochi di Tokyo nell’evento individuale di golf maschile in programma al Kasumigaseki Country Club (Est Course) di Saitama. Presenti in Giappone anche il presidente FIG Franco Chimenti e il Direttore Tecnico delle squadre nazionali FIG Matteo Delpodio.

Migliozzi e Paratore speranze azzurre. Alle Olimpiadi per puntare in alto – Per Migliozzi e Paratore sarà la prima volta alle Olimpiadi. Il primo, 24enne di Vicenza, è il miglior azzurro nel world ranking (72esimo). E se nel 2019 s’è fatto conoscere e apprezzare con due successi – da rookie – sull’European Tour (il primo al Magical Kenya Open, il secondo al Belgian Knockout), nel 2021 ha trovato la consacrazione. Per tre volte runner up sul massimo circuito continentale (Qatar Masters, British Masters e Made in Himmerland), al debutto assoluto in un Major ha chiuso al quarto posto lo US Open. Paratore, 24enne di Roma (che sostituisce Francesco Molinari, out per un infortunio alla schiena), nel 2014 è diventato il primo olimpionico tricolore nella storia della disciplina grazie all’oro individuale conquistato ai Giochi Olimpici Giovanili Estivi di Nanchino (Cina) dove ha anche collezionato un bronzo in tandem con Virginia Elena Carta. Pure per lui, nel palmares, due successi sull’European Tour firmati rispettivamente nel 2017 in Svezia al Nordea Masters e nel 2020 in Inghilterra al British Masters.

Sono loro i successori di Matteo Manassero e Nino Bertasio che, nel 2016 in Brasile, hanno rappresentato l’Italia chiudendo la competizione rispettivamente al 27/o e al 30/o posto.

I tee times dei primi due round degli italiani – Migliozzi giocherà i primi due round dei Giochi di Tokyo al fianco del messicano Carlos Ortiz e del francese Antoine Rozner. Mentre Paratore troverà il cileno Mito Pereira e lo slovacco (nato però in Sudafrica) Rory Sabbatini.

Assenti tutti i medagliati di Rio de Janeiro 2016 – Dal britannico Justin Rose (oro) allo svedese Henrik Stenson (argento), fino allo statunitense Matt Kuchar (bronzo). A Tokyo saranno assenti tutti e tre i medagliati di Rio de Janeiro 2016 che non sono riusciti a centrare la qualificazione.

Morikawa la star del momento, Matsuyama sogna la gloria in casa – Due tra i quattro vincitori Major del 2021 in Giappone partiranno con i favori del pronostico. Si tratta dell’americano Collin Morikawa (terzo nel world ranking), campione quest’anno del The Open e unico giocatore nella storia della disciplina ad essersi imposto al debutto in due eventi del Grande Slam (nel 2020 il trionfo al PGA Championship), e di Hideki Matsuyama. Che lo scorso aprile è diventato il primo giapponese (in ambito maschile) a vincere un Major grazie al capolavoro firmato al The Masters. Al Kasumigaseky Country Club (seppur sul West Course) Matsuyama nel 2010 ha conquistato l’Asia-Pacific Amateur, torneo che gli ha permesso di assicurarsi il primo invito per giocare il The Masters nel 2011 (dove ricevette la Silver Cup quale miglior dilettante), un mese dopo la tragedia del sisma/tsunami che devastò il Giappone.

La “potenza” americana ha grandi chance di successo. Oltre a Morikawa nel field ci sono infatti Justin Thomas (quarto nel world ranking), Xander Schauffele (quinto al mondo) e Patrick Reed (che ha sostituito Bryson DeChambeau, positivo al Covid), unico tra gli statunitensi in gara ad aver già giocato le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 chiudendole all’undicesimo posto.

L’Irlanda spera invece in Rory McIlroy, campione assoluto, e Shane Lowry, re nel 2019 del The Open. Mentre per la Gran Bretagna ecco Paul Casey e Tommy Fleetwood, quest’ultimo tra i protagonisti nel 2018 alla Ryder Cup di Parigi quando, in coppia con Chicco Molinari, riuscì a vincere ben quattro incontri.

C’è attesa poi per il norvegese Viktor Hovland e il danese Rasmus Hojgaard, tra i migliori talenti emergenti del golf continentale. E ancora: per il sudafricano Garrick Higgo. Curiosità per il Cile che si affida a Joaquin Niemann e a Mito Pereira, due giocatori cresciuti insieme e che in comune hanno anche lo stesso allenatore. Mentre per la Spagna ecco Adri Arnaus e Jorge Campillo che avrà il compito, non certo facile, di sostituire Jon Rahm, out perché positivo al Covid-19.

Da Rahm a DeChambeau, le assenze forzate – Prima Francesco Molinari, ko per un problema alla schiena. Poi, la doppia defezione di Rahm (numero 1 al mondo) e DeChambeau, entrambi positivi al Covid. In Giappone mancheranno tante star del golf. Chi per problemi di salute e chi per scelta. Da Dustin Johnson a Louis Oosthuizen, da Adam Scott a Sergio Garcia, fino a Tyrrell Hatton. Sono solo alcuni dei campioni che hanno scelto di disertare l’appuntamento a cinque cerchi per preparare al meglio i play-off del PGA Tour.

Quattro giorni di gara, nessun taglio – Quattro giorni di gara con 18 buche al giorno – formula stroke play – per un totale di 72 e nessun taglio. Questa la formula di gara in Giappone dove il tempo e il vento rappresenteranno una incognita a causa del tifone Nepartak.

Sessanta concorrenti in rappresentanza di 35 Paesi, Usa con 4 atleti – Saranno appunto 60 i concorrenti in rappresentanza di 35 diversi Paesi. Gli Stati Uniti schiereranno in campo 4 atleti, il massimo consentito. Mentre sono 22 i Paesi (tra questi l’Italia) con 2 giocatori contro i 12 che potranno contare su un solo concorrente.

Il Kasumigaseki Country Club – E’ uno dei circoli di golf più antichi del Giappone. Fondato nel 1929 con l’apertura dell’East Course e rinnovato un anno dopo dall’architetto Charles Hugh Alison, il Kasumigaseki Country Club grazie alla realizzazione, nel 1932, del West Course, è diventato il primo Club a 36 buche del paese. Qui hanno giocato tanti grandi del golf, tra questi anche i cosiddetti “Big Three”: Arnold Palmer, Jack Nicklaus e Gary Player. Tra gli appuntamenti internazionali ha ospitato per la prima volta la Canada Cup (oggi World Cup of Golf) nel 1957. Con l’East Course che, nel 2016, è stato ridisegnato da Tom e Logan Fazio. Oggi lungo 7.447 yard, è diventato una eccellenza che metterà a dura prova gli sfidanti.

La gara in diretta su GOLFTV e su Eurosport con collegamenti su Rai 2 – L’evento verrà trasmesso in diretta su GOLFTV e su Eurosport (anche sulle piattaforme digitali Discovery Plus ed Eurosport Player). Prima giornata: nella notte (ora italiana) tra mercoledì 28 e la mattina di giovedì 29 dalle ore 00:30 alle 9:00. Con finestre e collegamenti anche su Rai 2.

La Fucina delle Muse celebra il ritorno dell’evento Notorius

Barbara Simona Gottardi conquista pubblico e stampa nel corso dell’evento organizzato da Monica Ferrazzani e Fabrizio Pacifici sulla terrazza del nuovissimo iLike Beauty & Wellness a Roma.

La meravigliosa terrazza di iLike Beauty & Wellness nel cuore dell’Eur a Roma, è stata il teatro della presentazione dell’evento di carattere culturale “Notorius”, format scritto e ideato da Barbara Simona Gottardi, presidente dell’associazione “La Fucina delle Muse” e divulgatrice culturale.

Dopo il fermo dovuto alla pandemia Covid-19, l’evento “Notorius”, giunto quest’anno alla seconda edizione, tornerà a novembre, rinnovato nei contenuti e nel format e le novità sono state presentate in anteprima ieri, 30 giugno 2021. Tra le più rilevanti news relative al format culturale, l’approdo sul piccolo schermo della manifestazione che, dal palco del teatro, passerà al palco degli studi televisivi di Gold Tv.

Sin dal suo esordio, Notorius si è posto sul mercato delle kermesse capitoline come un vero e proprio inno alle donne quali Muse ispiratrici dell’universo dell’arte, evidenziando l’importante ruolo della donna nella società, attraverso le arti ed in particolare per la prossima edizione, attraverso la letteratura e la danza.

Ad accogliere il selezionato parterre di ospiti e stampa, Monica Ferrazzani e Fabrizio Pacifici, responsabili della comunicazione di iLike Beauty & Wellness che, con professionalità ed attenzione, hanno accompagnato gli ospiti nell’affascinante percorso del nuovissimo tempio della bellezza nel cuore dell’Eur a Roma e, successivamente, presso gli eleganti spazi della Terrazza romana per degustare un rifrescante aperitivo ed aromatiche bollicine.

La presentazione, moderata dalla giornalista Erika Gottardi, ha visto alternarsi gli interventi di Fabrizio Pacifici, produttore ed organizzatore di eventi che ha evidenziato gli innumerevoli servizi proposti da iLike Beauty & Wellness, del posturologo e massoterapista Massimo Ciriello, docente presso l’Accademia operatori olistici, che ha posto l’accento sulla importante e spesso sottovalutata correlazione tra la cura del corpo ed il benessere emotivo e mentale e della docente, scrittrice e lifestyle blogger Mariangela Celli, reduce dal successo del suo primo libro “Ammetto che ho vissuto”, vero e proprio inno alla positività ed ai sentimenti ed appassionata narrazione autobiografica in rosa di una Donna consapevole, capace di mettersi in discussione e di rinascere in un costante anelito all’apprendimento ed alla conoscenza del mondo, della società, dell’altro e, non ultimo, di sé stessa.

Un piacevole pomeriggio in compagnia di partner storici de La Fucina delle Muse come lo storico della moda e fashion designer Armando Terribili che, anche per la prossima edizione di Notorius, si occuperà di disegnare e realizzare con la consueta maestria stilistica le creazioni che saranno indossate dalle più importanti figure femminili coinvolte nell’evento, ad iniziare dai costumi per le Haraka Project, un gruppo tutto al femminile di quattro ballerine che, attraverso un grande lavoro di sapiente coreografia, avrà il difficile compito di interpretare alcune tra le più grandi scrittrici del passato.

Tra gli ospiti, anche le giornaliste Antonella EvangelistiSara LauricellaValentina Ottaviani, la docente di musica Alice Cortegiani, la make up artist Isel Fitò, la modella ed artista Elisabetta Viaggi Monica Casella, manager e brand ambassador per Luxonskin. L’evento si è svolto rispettando rigorosamente le normative anti-Covid19.

QUANDO (L’ERRORE) NON È UNO SBAGLIO

È “L’errore” il nuovo singolo di Vittoria Iannacone in uscita il prossimo 22 luglio, nato dalla penna di Annalisa Insardà con l’intento di sottolineare la necessità di “guastare” la vita per renderla sempre più vita e sempre meno sopravvivenza secondo le regole della pressione e dell’aspettativa sociale.

«Siamo esseri fallibili per definizione – dichiara la Insardà – e questo ci rende sì umani (perché errare humanum est) ma anche colpevoli, perché l’errore seppur contemplato è sempre giudicato e condannato, specie se frutto di una scelta indipendente e non allineata al comune sentire.»

Questo singolo evidenzia con ironia e dissacrazione quanto anche la libertà di cui ci facciamo vanto sia in realtà ostentata e veicolata da scelte superiori che ci chiudono dentro una sorta di “gabbia del consentito”, all’interno della quale siamo “liberi di vivere al guinzaglio”.

La Iannacone, che firma la musica del brano, afferma: «La voluta leggerezza con cui trattiamo questo tema è la riproposizione simbolica della naturalezza con la quale il sistema cerca di educarci a vivere con un ipotetico ordine precostituito, senza personalità e senza iniziativa, per essere più facilmente gestiti e manipolati.»

È per questo che la premiata ditta Iannacone-Insardà, al suo terzo singolo (dopo La regina nuda e Il giorno ideale) ha deciso di non sottostare più a nessun vincolo e di cambiare definitivamente, con questa nuova canzone, la sua storica residenza, che non è più nella solita via ma “in via… del tutto eccezionale”, perché altrimenti la vita “sa di placebo andato a male”.

Un singolo dall’importante contenuto che però diverte e dissacra, formula necessaria per arrivare alle orecchie di molti e, possibilmente, alle coscienze di tutti, per questo l’esortazione finale è quella cantare i poeti, perché i poeti, in qualche modo, sono quelli che conoscono la strada.

Approdano a Roma gli ultrasuoni focalizzati al servizio del mondo Food.

Casa Fluviale, spazio poliedrico del post-industrial Porto Fluviale, diventa centro d’ innovazione per gli Chef pronti a sperimentare la nuova versione waveco® 4.0 e la sua maturazione spinta© a ultrasuoni focalizzati in supporto alla cucina professionale. Tra i partecipanti Igles Corelli e volti noti del panorama culinario romano.

E’ stata presentata agli addetti ai lavori della ristorazione capitolina, la maturazione spinta© a ultrasuoni focalizzati in ogni sua forma grazie allo Chef Carmine Calò e la startup italiana ideatrice di questa innovazione tecnologica: Next Cooking Generation.

Il progetto nasce nel 2013 grazie all’impegno costante dell’ingegnere Daniele di Clerico, Fabrizio Merlini e lo chef Carmine Calò, con l’obiettivo di introdurre sul mercato un prodotto che permettesse agli Chef, un aumento delle proprie prestazioni e un’offerta di nuovi sapori e consistenze ai propri clienti.

Dopo circa quattro anni di studi e test universitari, nasce waveco® per la quale vengono depositati diversi brevetti a livello mondiale. Nel 2017 NCG ne presenta il primo prototipo alla platea ristorativa durante la fiera Host, vincendo peraltro lo Smart Label e presentando i suoi 5 grandi vantaggi nell’utilizzo in cucina: l’incremento della Shelf-life e della sicurezza alimentare, il risparmio del tempo, la maggiore morbidezza, la riduzione dei costi energetici e del food cost.

Un momento di raccoglimento in cui la platea ristorativa romana ha avuto modo di conoscere più da vicino il piccolo macchinario in acciaio navale capace di generare onde ultrasonore focalizzate al “massaggio” degli alimenti. Parliamo di un massaggio distensivo alle fibre alimentari sia animali che vegetali, in grado di eliminare tutte le caratteristiche negative di durezza. Troviamo così un prodotto manipolato, né crudo né cotto bensì maturato. Una visione innovativa volta a valorizzare le materie prime degustandone a pieno le loro proprietà organolettiche. Ci troviamo davanti ad una tecnologia in grado di replicare ad esempio il trattamento di frollatura della carne e di alcuni tipi di pesce, con tempistiche sensibilmente ridotte, senza intaccare la naturalità della materia prima e senza calo peso.

Al termine del trattamento qualsiasi alimento – carne, pesce o vegetali – raggiunge la sua massima eccellenza: morbidezza, volume e sapore vengono amplificate mantenendo tutte le qualità̀ nutritive ed organolettiche. Il consumo del prodotto alimentare potrà avvenire a crudo oppure dopo l’utilizzo di cottura tradizionale dove i tempi e temperature sono notevolmente ridotte rispetto al passato. Il sistema della maturazione spinta© permette infatti, di preparare i cibi in tempi rapidi, ottimizzando la programmazione ed aumentando la produttività, andando così a ridurre sensibilmente i costi.

Stupore ed entusiasmo hanno caratterizzato il clima dell’evento, dove oltre a conoscere il team dell’invenzione, hanno avuto l’opportunità di assaggiare diverse materie prime lavorate con questo procedimento innovativo.

“Utilizzare la maturazione spinta© significa in primo luogo più sicurezza per i cibi: grazie all’abbattimento della carica batterica tutti gli alimenti incrementano sensibilmente la loro shelf-life; questo si traduce in minore spreco di materia prima e maggiore qualità̀ per il cliente finale. Con waveco® siamo riusciti a sterilizzare gli alimenti dai batteri più conosciuti come ad esempio la Lysteria monocytogenes” spiega il fondatore Di Clerico.

Studio, ingegnerizzazione, e costruzione, tutti Made in Italy sono attualmente in supporto agli Chef di oltre 160 ristoranti fra Europa ed estero, in paesi come USA, Inghilterra, Svizzera.

A oggi, in Italia, hanno creduto in questa innovazione Hi-Tech diversi nomi della cucina Gourmet come Ernesto Iaccarino 2 stelle Michelin per il Don Alfonso 1890, Giuseppe Iannotti 1 stella Michelin per il Kresios, Carlo Cracco 1 stella Michelin nel suo ristorante Cracco Portofino. Oltre a Igles Corelli 5 stelle Michelin e attualmente coordinatore del comitato scientifico di Gambero Rosso Academy nel segno della “Cucina Circolare“, erano presenti al meeting anche gli Executive Chef Andrea di Raimo di Ercoli 1928, Valerio Esse di Nojo e Jerò, Kaba CorapiRodolfo Chieroni per Residenza di Ripetta e Andrea Bertini in rappresentanza alla società di consulenza Laurenzi.

“Siamo orgogliosi di rappresentare e presentare una apparecchiatura come waveco®, il cui alto valore tecnologico potrà rappresentare un’importante spalla operativa ed economica per gli operatori di settore con cui collaboriamo ogni giorno. Forti di questa tecnologia e dei risultati raggiunti finora, insieme a NCG daremo vita nei prossimi mesi ad un Food Roma Lab a waveco® partner” conclude Antonio Angelini, Fondatore di Top Kitchen, società romana leader in progettazione di impianti F&B, in collaborazione con NCG per il centro Italia.

Un nuovo passo nella Capitale verso la Cucina del Futuro.

ROMA, LISTA RINASCIMENTO-CAMBIAMO: “TRASPORTO ROMANO A PEZZI ‘GRAZIE’ A RAGGI”

“Un trasporto pubblico letteralmente a pezzi, assolutamente non degno di una metropoli europea importante e rinomata come Roma. E se il tpl capitolino è in forte crisi lo dobbiamo anche e soprattutto alle vacue e inefficienti politiche di mobilità della sindaca Virginia Raggi, che in questi cinque anni di Campidoglio ha consegnato ai cittadini un servizio fatto innanzitutto di disservizi e ritardi: e questo vale sia per le prestazioni su ferro, come metro e tram, sia per quelle su gomma, come i bus. E a nulla servono idee spot, inutili, estemporanee e poco disciplinate, come l’introduzione del monopattino, tanto decantato dai grillini ma davvero poco utile alla nostra città. È proprio il caso di dirlo: nel delicato e complesso settore del trasporto urbano, Raggi e compagni hanno imboccato la strada sbagliata. Che dire, poi, delle preoccupanti condizioni finanziarie di Atac, le cui casse sono sempre più in rosso e il rilancio economico e operativo, promesso dalla Raggi, non è mai partito. È chiaro e lampante che sono necessarie politiche decisamente più concrete e incisive, che puntino – ad esempio – al contrasto agli sprechi e alla lotta all’evasione tariffaria sui bus. In questo contesto, siamo assolutamente d’accordo con il candidato sindaco Enrico Michetti, che ha proposto la reintroduzione della figura del bigliettaio, che condurrebbe al ripristino della legalità e alla creazione di numerosi posti di lavoro che si ripagherebbero da soli con tutti gli abusi puniti”.

Così, in una nota, la lista Rinascimento/Cambiamo (supportata da Rivoluzione Animalista, Democrazia del Popolo, Movimento Cantiere Italia), che sostiene il candidato sindaco per il centrodestra, Enrico Michetti, in occasione delle elezioni amministrative di Roma 2021.

IL MARCHESE E IL CARBONARO, IL FASCINO DELLA NOBILTÀ E LA VERACITÀ DEL POPOLO.

Il Marchese è un luogo senza tempo in cui si concentra tutto il bello di Roma: il sole, il gusto, la tradizione e il design si fondono per dar vita a un ristorante unico e inimitabile.

Nato dalla creatività e dalla determinazione di due amici imprenditori, Davide Solari e Lorenzo Renzi, il Marchese è un ristorante cosmopolita ma fortemente radicato nella città e la sua anima si sdoppia tra la raffinatezza della nobiltà e la veracità del popolo. Un’anima solare, luminosa, sincera, vitale.

Il Marchese è veracemente romano – prende il nome da quel marchese del Grillo simbolo dello spirito inimitabile della città – e quindi elegante, vero nobile ma sempre incline all’ironia, amante delle ricette di tradizione, ma anche facilmente comprensibile da chi proviene da diverse culture per la palpabile eleganza, la bellezza degli interni, il gusto travolgente dei suoi piatti. Fa da contraltare il Carbonaro, il popolano dell’epoca, cui è ispirata la ricerca sul territorio dei prodotti, il lavoro artigianale in cucina, lo spirito semplice.

Grazie alla cura dei proprietari Davide Solari e Lorenzo Renzi questo dehors urbano con vista sull’Ara Pacis sembra un’isola felice nel caos della città: posto alla fine di via Ripetta, si arriva qui passeggiando lungo il Tevere fino all’Altare della Pace della Pace di Augusto, tra l’azzurro del cielo e il dorato dei platani, volgendo verso il centro ed entrando nel cuore delle strade della Roma papalina.

La casa nobiliare de Il Marchese si palesa al viandante con le sue ampie porte, spesso spalancate e, una volta entrati, comincia il viaggio. Qui, lo spettacolo della cucina e della artigianalità dei sapori e degli ingredienti,è il vero protagonista e, attraverso le grandi vetrate, viene mostrato in tutta la sua semplicità agli avventori. Al tramonto si unisce il racconto della mixology, avvolgendoli in tante piccole fascinazioni.

Nei saloni finemente arredati della sua casa, ogni giorno da mezzogiorno a tarda notte viene accolto l’ospite, che sia romano o newyorchese, asiatico o sudamericano. I romani lo scelgono perché qui ritrovano la parte più genuina e vera della loro anima, tra i piatti di tradizione rinnovata e il legame con la terra,che è mantenuto saldo grazie al mercato e all’artigianato localizzato nella zona nel ristorante dedicata al carbonaro.

Coloro che arrivano da lontano ne sono attratti perché qui ritrovano quella bellezza di una città a lungo vagheggiata e sognata, che prende vita e, senza orpelli inutili, seduce e conquista. Non ci sono orari per mangiare o per bere: ogni momento è buono per deliziarsi con le polpette di bollito fritte, un’amatriciana, un galletto farcito, per fermarsi al fresco del ponentino e mangiare un piatto di spaghetti al pomodoro.

Niente maschere, niente apparenze, nessuna sofisticazione: Daniele Roppo è un cuoco, non uno chef di ispirazione francese, ma un uomo che orgogliosamente si sporca le mani cucinando come le nostre nonne, per non dimenticare mai,anzi continuando a sviluppare con nuovi piatti, la profondità della cultura gastronomica italiana. Daniele ama stupire, infatti, non per complesse ricette, ma con la forza del prodotto e con la pulizia del sapore, affidandosi a piccoli produttori del territorio.

Il Marchese è un progetto realizzato con un pizzico di follia, tanta costanza e tanta creatività. Il primo passo di un lungo percorso a cui Davide e Lorenzo dedicano tutte le loro energie, per rendere ogni momento trascorso qui assolutamente unico.

IL NOME

Il nome de Il Marchese è liberamente ispirato al celebre film “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi, con il desiderio di fondere insieme due anime molto diverse tra loro, per creare uno spazio unico. Quella del carbonaro, tipico popolano dell’epoca, appartenente al ceto povero della società e solito trascorrere il tempo nelle osterie dopo il lavoro, tra vino e cibo genuino, con i piatti della tradizione, semplici, dai sapori decisi preparati dalle massaie e quella del nobile, appartenente alla piccola realtà ricca in contrapposizione al popolo, che passava le sue giornate tra festeggiamenti nei salotti delle ville borghesi con lunghi e ricchi pranzi, sorseggiando grandi vini e liquori. Così da Il Marchese si trovano i piatti della tradizione realizzati con gli ingredienti migliori e la sofisticatezza di esclusivi cocktail.

LA PROPRIETÀ

Giovani imprenditori romani, Davide Solari e Lorenzo Renzi sono amici fin dalle scuole superiori. Portati per le pubbliche relazioni, hanno cominciato a lavorare insieme da ragazzi, organizzando eventi e dimostrando un grande talento nel saper riunire attorno a loro le persone. E una volta partiti, sempre insieme, non si sono più fermati. Hanno lanciato l’Art Cafè nel 2001, curato l’ideazione e lo sviluppo dello stabilimento e locale di Fregene Ondanomala nel 2003 e creato l’innovativo ed esclusivo V Lounge a Ostia, nel 2009. Una sorta di Miami sul litorale laziale, con la quale hanno dato un nuovo appeal e impulso alle notti estive romane, recependo l’esigenza del bello nella capitale. Negli anni hanno provato spesso a immaginare un locale che accogliesse i sogni (e non solo) di chiunque vi entrasse. E una volta cominciata la ricerca dell’immobile, lo trovarono passeggiando su via di Ripetta, un ampio spazio dove immaginarono subito il Marchese.

Da qui è iniziato un percorso fatto di follia, fatica, responsabilità. Quest’anno hanno festeggiato 25 anni di amicizia e i due anni del Marchese e si preparano a conquistare nuovi obiettivi. “Siamo come fratelli”, afferma Lorenzo con il sorriso stampato sul viso, mentre sulla loro complementarietà ci pensa Davide a fare ironia: Sembriamo un po’ Sandra e Raimondo. Discussioni e scaramucce che si concludono sul nascere. Credo che non possiamo fare a meno l’uno dell’altro”.

Ci siamo conosciuti a scuola, – Racconta Lorenzo Renzi – eravamo un gruppo di amici molto affiatato ma non è stato amore a prima vista, non è stato il mio migliore amico da quando ci siamo incontrati. Lo siamo diventati con tempo. Abbiamo iniziato a condividere ogni cosa: amicizie, vacanze e lavoro. Alcune cose le vediamo proprio allo stesso modo, sia nella vita che ovviamente nel lavoro: ci basta uno sguardo per capire dove vogliamo andare, cosa vogliamo dire. Per altre, abbiamo caratteristiche e modi di affrontare le difficoltà diversamente ma è proprio questo che ci fa aver bisogno l’uno dell’altro.”

Quando abbiamo visto per la prima volta i locali del Marchese – continua Davide Solari – era IL MARCHESE. Nella testa di entrambi era così come lo vedete oggi: senza troppe riunioni per scegliere, senza alcuna discussione e compromesso, lo vedevamo nello stesso modo. Sempre con l’affetto di chi è cresciuto insieme. È proprio così – conclude Davide – Il Marchese è il coronamento di tutto. Lo aspettavamo, era la nostra meta. Nel Marchese c’è tutto di noi: il nostro carattere, il nostro volerci bene, le nostre relazioni, i nostri sogni”.

IL LOCALE

Il Marchese sorge al piano terra di uno splendido palazzo settecentesco. Appena varcato l’ingresso, l’atmosfera delle antiche corti dei palazzi borghesi appaga la vista degli ospiti, catturati dagli incantevoli giochi di luci. Il richiamo alle due anime del locale si legge attraverso la perfetta scelta dell’arredamento studiato da D Factory Architecture & Design + Noses Architects, che hanno saputo perfettamente interpretare quanto era nella mente di Davide e Lorenzo. Se da una parte troviamo tavoli e sedie in legno, pareti antichizzate e banconi in marmo, dall’altra possiamo scorgere i materiali nobili, caldi ed eleganti, gli stucchi sfarzosi, le piante verdi e i grandi lampadari in ottone. L’ambiente è reso particolare dall’imponente presenza del bancone bar con top in marmo di Carrara,con preziose decorazioni, circondato da sgabelli in legno e incorniciato da poltrone e divanetti color pastello. Il pavimento è stato realizzato con vecchie cementine a scacchi bianchi e neri. Al centro, il cuore pulsante del ristorante, la cucina a vista, sapientemente collegata al bancone bar da un’ampia vetrata.

IL CARBONARO IN CUCINA

L’anima del carbonaro lascia la sua impronta soprattutto in cucina, dove la ricerca di prodotto è prioritaria: come nelle vecchie osterie, si tratta direttamente con i produttori, spesso piccole realtà a conduzione familiare, scegliendo l’ingrediente migliore. Così ad esempio, il guanciale viene acquistato da Re Norcino, un produttore di Ascoli Piceno che ha vinto numerosi premi e che esiste da oltre 130 anni. Il pecorino lo fornisce Cibaria e racconta una storia di famiglia:prodotto in altura, è molto più dolce degli altri pecorini ma sempre saporito. Il baccalà viene pescato all’amo,cosa che lo preserva dagli ematomi tipici della pesca con la rete. I funghi porcini vengono forniti da un caro amico del cuoco Daniele, che ha un negozio di ortofrutta e che li seleziona personalmente dalle colline laziali. La lonza aromatizzata ai frutti di bosco proviene da una piccolissima realtà tra Lazio e Toscana,dove non usano la corrente elettrica e fanno le cose come una volta, con le candele, il fieno e la paglia. Polpo, gamberi e calamaretti sono di Santo Spirito. E ancora, la mozzarella di bufala affumicata è stata selezionata da una piccola realtà produttiva della zona di Latina.

IL CUOCO

Daniele Roppo, giovane cuoco romano, conosce i proprietari per un gioco del destino, essendo affittuario nella casa della mamma di uno dei due. Si avvicina alla cucina come autodidatta, sperimentando da solo fin da piccolo le varie reazioni che gli alimenti avevano tra loro e poi studiando i libri di Robuchon e di altri grandi cuochi italiani e francesi. Grande è stata la passione che lo ha spinto da sempre verso quest’arte: il legame con i nonni, lei romana e lui pugliese, ha sempre rappresentato una memoria storica e familiare determinante nella sua vita.

La sua famiglia raccontava e viveva il cibo in maniera genuina: “Ricordo che da piccolo – racconta Daniele – , a tavola mia nonna mi metteva davanti cervello e rognoni e mio nonno mi parlava del pesce e di come un buon prodotto non si veda solo dal costo ma soprattutto dal sapore. Il suo motto era: assaggia tutto ciò che credi valga la pena provare”.

I suoi studi sono di tutt’altra natura e lo vedono impegnato tra testi di economia e partite di rugby, fin quando decide di cambiare strada e fare della cucina la sua professione. Così comincia a lavorare in osterie di amici di famiglia e poi frequenta la scuola “A tavola con lo chef”. Lavora poi al Caffè Propaganda con Arcangelo Dandini e comincia a seguirlo in ogni suo evento, lavorando anche nei giorni liberi. La sua tappa successiva è Stazione di Posta con Marco Martini. Partecipa all’apertura e alla gestione iniziale di InOfficina a Pietralata. Poi arriva Il Marchese, per il quale gli viene chiesto di pensare a una cucina di tradizione ma con un impulso sempre innovativo. Qui, nelle sue preparazioni, può esprimere le sue radici e il suo passato da rugbista: il gioco di squadra è alla base della sua brigata.

Uniti si prova, si sbaglia, si sperimenta e infine si costruisce”, afferma convinto Daniele.

Il MENU ESTIVO

Il Marchese” offre piatti della tradizione realizzati con gli ingredienti migliori e la sofisticatezza di esclusivi cocktail serviti al bancone del primo Amaro Bar d’Europa, che vanta oltre 600 etichette. Per l’aperitivo estivo si riprende a sfornare la pinsa romana, che si può assaggiare nelle versioni classiche, prosciutto crudo (tagliato a mano) e fichi oppure con “mortazza”, stracciatella e pistacchio. Ci sono poi i Taglieri di salumi e formaggi misti, l’opzione “Romana” con tris di supplì e padellino di pasta alla carbonara o all’amatriciana e, ancora, il Vegetariano, con pinzimonio e pomodoro verde fritto.

Come spiega il cuoco di casa Daniele Roppo: “La pinsa romana è nata da una ricetta originale: la pasta è fatta da un blend di farine zero, di riso e di soia, con aggiunta di acqua e sale. Per farla usiamo la biga preparata il giorno prima, una pasta acida per dare uno spunto più immediato, oltre a un lievito di birra essiccato, con un impasto che richiede 24 ore. La preparazione continua miscelando tutte le farine assieme nell’impastatrice, versando l’acqua poco a poco. Una volta raggiunta la giusta consistenza, si unisce un po’ di zucchero, sale e olio extravergine di oliva. L’impasto viene messo a riposare per 24 ore e poi infornato crudo per quattro minuti a 300 gradi.

Infine, si aggiunge il rosmarino con un pizzico di sale e la pinsa è pronta”.

Pur mantenendo i punti fermi del locale, nel menu estivo non mancano novità che si adattano meglio alla bella stagione. “Abbiamo studiato delle proposte rapide, veloci, che non richiedessero troppe preparazioni lunghe. – spiega Roppo – Come l’antipasto Pomodoro verde fritto, bufala e maionese al basilico (ispirato al film “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”), piatto che facevo anni fa e che ho recuperato in una versione diversa”. Sempre alla voce degli antipasti si distinguono sia il Tonno rosso in olio cottura, patate noisette al vapore, cipolla rossa e basilico che il Salmone confit con una salsa di yogurt al lime e cetrioli canditi, simile a una crema tzatziki scomposta.

Tra le nuove proposte troviamo il Tonnarello al nero di seppia, cacio e lime e battuto di gambero rosso ma anche le Linguine con ricciola, spesto di rucola e limone candito. Torna in carta il Baccalà quest’anno nella sua versione agrodolce con lamponi e una giardiniera di verdure di stagione home made e sempre di pesce è un altro secondo, Tonno rosso alla cacciatora, circa due etti a porzione, piastrati e sfumati con brodo di tonno alla cacciatora. Alla diavola è invece il Galletto disossato e cotto in due passaggi: prima sottovuoto nel suo stesso fondo di pollo insieme a rosmarino, aglio, olio e origano, poi riduzione di pomodoro e ‘nduja la cui polvere insaporisce anche le patate al forno, e in ultimo fritto per dare croccantezza alla pelle mantenendo le sue carni tenerissime e succose. Tra i secondi confermato in carta uno dei signature del locale, il “Filetto come i saltimbocca”, un filetto di vitello con salvia e prosciutto come vuole la ricetta dei saltimbocca alla romana, cottura lenta e poi saltato con il fondo bruno (preparazione di tre giorni) e il vino. Con l’arrivo del caldo le immancabili Polpette al sugo si alleggerisco nella versione profumata e fresca agli agrumi.

New entry ai dessert la Crostatina di frutta e crema al lime e il Cremoso al cioccolato fondente e con arancia amara mentre restano confermati grandi classici come Tiramisù classico e Tiramisù al pistacchio.

IL COCKTAIL BAR

L’amaro e cocktail bar de Il Marchese è un omaggio all’eleganza dell’aristocrazia francese dell’Ottocento, dove trovano spazio stucchi preziosi, carte da parati e velluti.

I cocktail che troviamo sono ideali per un dopocena o come aperitivo. Ogni signature è creato con una grande selezione di ingredienti pregiati miscelati con maestria, texture diverse, composizioni straordinarie e differenti tra loro. Alla guida del cocktail bar c’è Fabrizio Valeriani, bartender con una solida esperienza alle spalle e diverse consulenze per start-up a tema mixology. Dopo 5 anni trascorsi dietro il bancone di Casina Valadier, è stato bar manager dello storico ristorante di pesce Pierluigi per poi seguire i tre punti romani di Sambamaki, giapponese fusion di cui ha curato anche il lancio a Stoccolma.

Il cocktail bar de Il Marchese offre una miscelazione classica e sperimentale allo stesso tempo con accostamenti che si sposano con la cucina, usando anche prodotti insoliti nei cocktail come alcune verdure, una miscelazione d’avanguardia basata sul gusto. Il menu dei cocktail è interattivo e con qualche effetto speciale e stimola il cliente a giocare con i barman: l’ospite stesso potrà sperimentare un cocktail realizzato con ingredienti particolari che lui stesso avrà scelto, rimanendone sorpreso. La carta è divisa in 3 capitoli: la parte dedicata agli Spritz, quella focalizzata sul Negroni e poi la raccolta di tutti i signature de Il Marchese.

Ogni cocktail, infatti, non è solo alchimia ma un’esperienza, sempre diversa, un gioco di gusti che vuole far vivere un’emozione consapevole, stimolando il palato e la mente. La percezione non viene alterata con un alto grado alcolico ma piuttosto vengono proposti cocktail “low Abv” (a basso contenuto di alcol) con un grande sapore. Tutti i drink sono senza proteine animali all’interno, quindi non c’è il classico albume d’uovo ma un’acquafaba di ceci che ha lo stesso potere emulsionante; non ci sono latti vaccini ma solo vegetali come mandorla, cocco o avena. Inoltre si cerca di fare un uso limitato della plastica, per avere un minor impatto ambientale. Grande importanza viene data all’ideazione e alla preparazione stessa di ciò che comporrà un cocktail come cordiali, sciroppi, infusioni, fake lime, tutti preparati in casa:ci vuole tanto tempo per arrivare a costruire un cocktail di grande gusto e poterlo offrire al cliente nel minor tempo possibile.

Uno dei cocktail in carta, il “Battito d’Ali” è composto da tre soli ingredienti, due miscelati dal barman e uno aggiunto dal cliente per un effetto “wow!”. Troviamo poi drink con fermentato di ananas fatto in casa o un cordiale con la pastinaca e la lavanda, che ricorda il sapore di carota; un preparato con more, funghi e pompelmi lavorati con tecniche di cucina arrostendoli sui carboni per affumicarne la polpa. Miscelazioni che sembrano agli occhi e al naso diversi da come si prospettano al gusto: un gioco di sorprese svelate, basi semplici utilizzate con grande tecnica e creatività.

Si consiglia di dare un’occhiata anche agli Special, ovvero dei Twist on classic fuori menu pensati proprio da Fabrizio. Tra questi c’è un Margarita dalle note leggermente piccanti con aggiunta di passion fruit e tabasco oppure il French75, a base di uno sciroppo di fiori home-made, lime, liquore ai fiori di sambuco, Gin e Franciacorta.

Il Marchese è il primo Amaro Bar in Europa e offre una carta con più di seicento etichette, italiane ed estere, dalle più blasonate e raffinate, quelle di nicchia e quelle vintage, piccolissime produzioni che valorizzano il nostro territorio.

Nativo Champagne, Food & Drink, folle mente culinaria

Nativo sorprende tutti fin dal primo istante, dalla colazione servita al bar, alla proposta pranzo, passando per l’aperitivo fino alla cena. Un luogo esclusivo, dal gusto raffinato e accogliente, situata nel cuore di Fiumicino a due passi dal mare. 

Spingersi oltre, al di là del consueto e osare fino al raggiungimento di un insolito e innovativo equilibrio culinario, questo l’obiettivo dell’imprenditrice Catia D’Appollonio per il progetto enogastronomico di Nativo Champagne, Food & Drink.
Una sfida ambiziosa, che ha inizio nel 2019 quando Catia decide di mettersi in gioco, scegliendo di dedicarsi alla costruzione di un sogno, che in tutto la racconta.
Nel cuore di Fiumicino, in un contesto unico nel suo genere, Nativo è un’oasi di pace, cui si accede percorrendo un viale tra rigogliosi ulivi, godendo della vista di Villa Guglielmi, a soli due passi dal mare. L’offerta enogastronomica è armonica e creativa, istintivamente esclusiva, alla riscoperta dei sapori e delle eccellenze nostrane, native, valorizzate in cucina dallo chef Andrea Conti e dalla sua brigata e dalla cantina, nazionale e internazionale, per creare un’esperienza multisensoriale, senza lasciare nulla al caso, tra profumi, consistenze e creazioni.

Nativo “oasi di pace”

Nativo rappresenta un unicum all’interno dell’offerta ristorativa di Fiumicino. Tale unicità deriva da molteplici fattori. È situato all’interno del Club esclusivo “Thuja” nel quale sono presenti tre campi da padel, un campo da beach tennis ed una piscina semi olimpionica.
Un’oasi verde in un giardino curato nei minimi dettagli, in stile minimal che si presta a divenire l’ambiente ideale per ospitare qualunque forma di rappresentazione artistica, dalle mostre alle sfilate, passando per le temporary boutique e gli spettacoli musicali.
L’intero spazio dedicato al ristorante è circondato da ampie vetrate, che donano luce agli ambienti e regalano agli ospiti l’impressione di trovarsi a stretto contatto con la natura, godendone dei benefici a partire dalle prime ore del mattino. In questo periodo estivo sarà possibile fare colazione, pranzare o cenare nel giardino, immersi tra i colori vivaci di questa stagione.
Nativo è dotato di una splendida terrazza, il luogo designato ad ospitare degustazioni di esclusivi aperitivi, sorseggiando champagne e drink al tramonto.
L’offerta culinaria recita naturalmente un ruolo da protagonista grazie ad una carta che prevede percorsi di degustazione e piatti intriganti, aventi tutti un punto di forza notevole, cioè l’eccellente qualità delle materie prime: ogni singola creazione ha un significato, ogni degustazione o piatto è strutturato per essere raccontato attraverso un gusto originale ed equilibrato al palato.

La Cucina di Andrea Conti

La proposta gastronomica di Nativo è affidata allo chef Andrea Conti. Originario di La Spezia, ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della ristorazione già in età adolescenziale. Si diploma e sceglie gli studi in letteratura moderna, ma devia il suo percorso rispondendo alla chiamata di un amico, Marcello Cargioli, e lo segue appena ventiquattrenne nel ristorante del “Grand Hotel Principe di Piemonte”, a Viareggio. Da quel momento Andrea arricchisce il suo bagaglio di esperienze in tutta Italia, passando dalla “Locanda di Bacco”, a Sarzana, “La Posta” ad Aulla, “Stella del Magra” a Bocca di Magra, il ristorante stellato “Pescarino“, fino ad approdare ai castelli romani dove apre “Il ristorantino dei folli” e successivamente a Roma “I fagottari folli”.
Oggi è alla guida della brigata di questa nuova apertura, Nativo.
L’idea di cucina dello chef è pulita, immediata, autentica che abbina “prodotti nativi e sapori innovativi”, mantenendo sempre il giusto equilibrio delle materie prime.
Ogni piatto di Nativo Champagne Food & Drink rappresenta una tappa fondamentale del percorso di crescita umano e professionale di Andrea, che descrive la sua “una cucina del folle, che come un quadro di Picasso presenta elementi discordanti tra loro per poi tornare all’armonia del tutto”.
Fedele al principio dello ‘slow food’, Conti sa rispettare le materie prime e appassiona la sua proposta per l’autenticità e l’intensità dei sapori. Il menu prevede diversi percorsi di degustazione.
Si può iniziare con i “Crudi”, composto da carpacci, tartare, crostacei e ostriche. La “Terra” per assaporare specialità come la Battuta di fassona piemontese, l’Uovo a 64 gradi con tartufo nero estivo, flan di verdure con fonduta di gorgonzola, Tonno del Chianti su giardiniera, e infine la Burrata affumicata. Il “Mare” con Prosciutto di salmone, citronette, aceto balsamico e spuma di robiola. Da segnalare in questo percorso la Ventresca di tonno con clorofilla di sedano, pomodorini confit e vin cotto di pesce o la Spatola in tempura con composta al bergamotto, maionese d’ostrica e fondente di cipolla.

Oltre ai percorsi degustativi è possibile scegliere anche primi e secondi piatti tra carne e pesce.
Lo gnocchetto” con bisque di gambero, spuma di ficu e pesto leggero, fichi secchi e mandorle o “La carbonara”, con uovo 64 gradi e guanciale di apulo calabrese. Ultimo ma non ultimo “Lo Spaghetto”, il Valentino ’Pastificio Felicetti’ con vongole veraci, che promette di stupire per la sua preparazione che ne conferisce un sapore autentico, intenso, sublime nel suo “folle equilibrio”.
Tra i secondi piatti “Il maiale” la Pancia di maiale allevato allo stato brado, servito nel suo fondo su ristretto di birra e agrumi salati, “Il Salmone” tostato con patate al burro echire della normandia e composta di arancia, fino ad arrivare al “Filetto di fassona” piemontese ‘la granda’ con gelato al gorgonzola, cioccolato bianco e olive.
A completare l’offerta un’eccellente cantina con una selezione dei migliori champagne, vini nazionali ed internazionali e una drink list con un elenco di rivisitazioni dei grandi cocktail classici in chiave originale.

Gli Aperitivi di Nativo

La splendida terrazza di Nativo si affaccia sull’intero club e sulla piscina. Nel Rooftop si potranno apprezzare aperitivi a base di bollicine e drink con rivisitazioni dei grandi classici, ad esempio lo Spritz viene realizzato con il Marendray oppure il Whisky Sour con l’aggiunta delle note del Peychaud’s bitter. Ai drink si potranno accompagnare le degustazioni, o piatti a scelta tra prosciutto Patanegra 36 mesi Emiliano Garcia, selezioni di formaggi Camembert – Vastedda del belice “presidio slow food”, Blue stilton, Pecorino di pienza; selezioni di salumi, speck d’anatra, cotto di mangalitza, carpaccio di black angus marinato, capocollo aramagis; burrata con pomodorini o con alici del cantabrico. Il tutto godendo di un panorama unico e di una piacevole sensazione di relax, davanti al tramonto o per momenti speciali.

Aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con orario continuato dalle 7.30 all’1.00.
(Numero posti del ristorante 80, della terrazza 60)

Contatti
Nativo Champagne Food & Drink
Via di Villa Guglielmi, 33, 00054 Fiumicino RM.
Tel. 0679782709
Email info@nativocfd.it
 

Le pagine dei ricordi, Leda canta la solidarietà

Presentato nella splendida cornice capitolina il 29 luglio e contemporaneamente in diretta streaming sulla pagina ufficiale “Leda Live Solidarity Concerts” (https://www.facebook.com/profile.php?id=100063725139443) alle ore 22:30,

è disponibile su tutte le piattaforme digitali Le pagine dei ricordi, il nuovo disco di Leda, i cui proventi delle vendite andranno in beneficenza.

L’album riunisce tutti i brani scritti dalla “Dottoressa del bellessere” negli ultimi anni: una raccolta di pensieri, speranze, rabbia, fragilità, desideri, concentrati ed espressi in musica.

Sette pagine da sfogliare, tenendo aperto il cuore alla possibilità del cambiamento: ora scaturito dall’indignazione per le violenze ancora perpetrate sulle donne o per offrire un destino migliore a bambini senza futuro,

ora per riappropriarci del senso di libertà più profondo e dei nostri sogni. Al seguente link il video del trailer: https://youtu.be/rEpbl6tcSNs.

Le pagine dei ricordi (distribuzione Cdbaby) è un disco dai toni multisonanti, arrangiato e suonato magistralmente dal compositore Vito Terribile, che ha scritto e gentilmente concesso il testo e la musica di Io lo so, presso il suo “Lift” Studio Recording in Roma,

con la partecipazione straordinaria di Ermanno Presaghi e la collaborazione di insigni musicisti del panorama capitolino, tra i quali spicca il sax di Gigi Galante.

Il coronamento di un lungo lavoro certosino durato anni, per il quale si ringraziano anche Primestudio di Stefano Zanchetti con Randy Roberts ai cori, Luca Leonori per la supervisione sonora, Vincenzo Coccoli e Simone Villani per la regia e il montaggio degli splendidi videoclip e tutte le altre maestranze intervenute.

Le pagine dei ricordi racconta sette esperienze di vita e di umanità: Le cose che sogniI nostri eroiShalomIl senso del mareMai piùIo lo soOltre la vita.

Un viaggio in musica attraverso il quale l’artista dei “concerti solidali” esprime tutto l’entusiasmo nel riuscire a mettere i propri talenti, ancora una volta, a disposizione degli altri.

Il meraviglioso progetto discografico di Leda nasce infatti con una mission umanitaria:

i proventi di vendita e tutti gli eventi di promozione saranno devoluti interamente a Il cuore delle donne contro il tumore al seno e Coes Onlus.

«Ogni volta che scrivo un pezzo e lo realizzo, penso allo straordinario privilegio che ho nel poter mettere a disposizione dei più fragili la mia arte.

Mi sento parte di un universo che unisce tutti gli uomini come gocce dello stesso mare.» Leda

Le pagine dei ricordi – tracklist: Le cose che sogniI nostri eroiShalomIl senso del mareMai piùIo lo soOltre la vita.

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Terzo tempo San Miguel: sabato a Roma presso Le Palme Sporting Club

Sabato 24/7/2021 si terrà l’evento TERZO TEMPO SAN MIGUEL presso LE PALME SPORTING CLUB sito in Via Bosco Marengo (Roma).

Dalle 17.00 alle 21.00 ci sarà una giornata all’insegna dello sport che vedrà coinvolti circa 400 atleti professionisti e semiprofessionisti che si sfideranno per la supremazia nel torneo di Beach Volley che assegnerà il Trofeo Salicone on the Beach e nel torneo di tennis Master Tennis Fit TPRA.

L’evento verrà sponsorizzato dalla Mahou San Miguel, azienda leader di mercato in Spagna produttrice di birra, tra cui la San Miguel 00. La birra per chi ama degustare un prodotto buono, ma senza alcol. Ottimo dopo l’attività sportiva per ristorare e rinfrescare il corpo.Gli ospiti, tra cui numerosi food influencers e personaggi dello spettacolo, saranno accolti nella terrazza Vip in cui si potrà gustare tanta birra San Miguel e le buonissime pinse gourmet preparate dal ristorante del centro sportivo Le Palme Sporting Club.

STADIO ROMA, TRIPODI-MARITATO-LEONARDI(LEGA): “SI APRA NUOVA PAGINA PER CITTÀ”

“Apprendiamo che nelle scorse ore l’assemblea capitolina ha approvato la delibera sulla revoca del pubblico interesse sul progetto dello Stadio della Roma nell’area di Tor Di Valle. Dopo mesi di caos, dubbi e riflessioni, dunque, si conclude un iter dalla fine ormai inevitabile.

L’auspicio, che sa davvero di sollecitazione istituzionale, è che adesso si possa aprire una nuova pagina per la Capitale d’Italia, dove il prossimo sindaco e la As Roma possano lavorare in grande sinergia e in totale collaborazione per regalare un nuovo impianto sportivo alla nostra città e ai suoi tifosi. In questi cinque di amministrazione Raggi, purtroppo, si è perso sin troppo tempo”.

Così, in una nota, gli esponenti della Lega on.le Angelo Tripodi consigliere regionale del Lazio e i candidati al consiglio comunale di Roma Capitale, Michel Emi Maritato e Angela Leonardi.