Autore: Valentina T.

Il pick-up più potente di sempre

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Il motore da 6,2 litri eroga 1012 cavalli, l’accelerazione 0-100 è di appena 3,2 secondi. Questi sono i numeri di Hennessey Mammoth 1000 TRX

In America li chiamano truck, noi li chiamiamo semplicemente pick-up, quello che è certo che questi mezzi sono l’essenza “dell’americanità”; grandi, potenti e politicamente scorretti. Esistono tuttavia in commercio alcuni pick-up che amplificano all’ennesima potenza gli elementi tanto cari ai loro clienti.

Fa parte di questa ristretta cerchia il “mostruoso” pick-up Hennessey Mammoth 1000 TRX, che già dal nome incute timore. La base è quella del Dodge Ram, che l’azienda texana Hennessey ha pesantemente  modificato. Il risultato? L’Hellcat V8 sovralimentato da 6,2 litri eroga ben 1012 cavalli, numeri che, secondo la compagnia, lo portano a essere il pick-up più potente e più veloce mai prodotto. Per raggiungere questo picco di potenza ha montati un nuovo compressore ad alto flusso, iniettori di carburante e un sistema di induzione.

Credit: hennesseyperformance

La Hennessey sostiene che le modifiche permettono al Mammoth 1000 TRX di scattare da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi. L’azienda texana ne produrrà 200 unità, e ha comunque specificato che gli esemplari saranno spediti anche al di fuori degli Stati Uniti. Il fondatore John Henessey ha detto: “Perché avere un pick-up da 1000 cavalli? Perché possiamo”. Il prezzo? Il Mammoth TRX 100 costa circa 150mila dollar(125mila euro), ovviamente con gli optional il listino può salire anche in modo piuttosto repentino.

Altri aggiornamenti disponibili all’interno di specifici “pacchetti” optional includono paraurti personalizzati, luci a led, un kit di livellamento anteriore, cerchi da 20 pollici e pneumatici per l’off road fino a 37 pollici. Le dimensioni del Mammoth 1000 TRX raggiungono i 581 cm di lunghezza, 209 cm di larghezza e 197 cm di altezza. Può ospitare sei adulti, caricare fino a 1043 kg e trainare un carico che pesa fino a 3942 kg.

L’estetica è quella del muscoloso pick-up Ram, ma gli elementi aggiunti dalla Hennessey lo rendono ancora più possente. Non mancano infatti elementi come le ruote specifiche per l’off road, le protezioni posizionate nella parte frontale e un cofano modificato per consentire al V8 di respirare meglio.

Francesca Manzini ama Marco, sosia di Johnny Depp: “Christian aveva 46 anni, troppi più di me”

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Foto di Daniele Pierangeli
in foto: Foto di Daniele Pierangeli

Da qualche mese Francesca Manzini ha ufficializzato la fine della sua storia d’amore con Christian Vitelli, attore e doppiatore 46enne che la conduttrice di Striscia la notizia avrebbe dovuto sposare. A distanza di qualche mese da quel momento, Francesca è tornata a innamorarsi. Accanto a lei c’è oggi Marco Scimia, sosia italiano di Johnny Depp e barbiere 35enne. Una storia d’amore importante che Manzini ha ufficializzato fin da subito e che, racconta, l’ha aiutata a credere ancora una volta nell’amore.

Perché è finita con Christian Vitelli

Con Christian non era vero amore. Benché i due parlassero di matrimonio, Francesca ha rivelato di avere cominciato a pensare a lui come a un papà-fratello. Fino a comprendere di dovere chiudere la loro storia nonostante le nozze annunciate. A Diva e Donna racconta: “Era idealizzazione. Lui è un uomo buono, una bella persona, ma aveva 46 anni. Troppi più di me. Quando c’è tanta differenza d’età ci si può appoggiare insieme, ma l’amore non è un appoggiarsi insieme. L’amore deve essere una costruzione a due”.

Marco Scimia, compagno di Francesca Manzini
in foto: Marco Scimia, compagno di Francesca Manzini

Con Marco, sosia di Johnny Depp: “È la luce”

Diversi i sentimenti che Francesca prova per Marco, suo attuale compagno. Ha 35 anni – Francesca ne ha 30 – e sarebbe entrato nella vita dell’attrice travolgendola: “Con lui vedo la possibilità di costruire insieme qualcosa. È stata la luce. Marco mi ha dato la giovinezza. La possibilità di non sentirmi inferiore, di essere me stessa”. Un sentimento importante per entrambi, sentimento che esibiscono pubblicamente, convinti di avere trovato la metà perfetta. “La bellezza non ha confini, quando la si trova ci si perde in essa. Promettimi di tenermi sempre la mano così che io non possa perdermi di nuovo”, ha scritto di lei Marco su Instagram. La relazione con Vitelli sarebbe terminata ad aprile.

L’evoluzione della pratica clinica, tra intelligenza artificiale e Real World Data

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Se ne è parlato a TheBigDate insieme ai massimi esperti italiani di salute digitale e applicazioni high tech per la ricerca scientifica medica: ecco come cambiano il modo di fare ricerca e la pratica clinica tra dispositivi wearable, big data sanitari, frontiere applicative e questioni etiche

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(foto: Luke Chesser/Unsplash)

Cosa si può fare, nel concreto, per sfruttare al meglio le potenzialità della digital health e dei dati raccolti dal mondo reale? È questa la domanda che è stata al centro di TheBigDate, l’evento online di approfondimento promosso da Pfizer Italia e dedicato all’evoluzione della pratica clinica attraverso le potenzialità delle tecnologie d’avanguardia. Da cui, però, è emerso anzitutto che disporre delle più avanzate soluzioni hardware e software è necessario ma non sufficiente: dietro il cambio di paradigma della medicina, infatti, ci sono questioni culturali, di metodo, normative, etiche e – naturalmente – scientifiche.

“Una prospettiva interessante e contemporanea è il dotare le macchine della capacità di percepire il mondo, ha esordito Fabio Moioli, direttore Consulting Services di Microsoft Italia. “Una capacità percettiva che trova applicazione nell’ambito della sicurezza, ma con esempi concreti e già operativi anche per le persone non vedenti, che hanno bisogno di essere coinvolte a livello sociale e possono farlo grazie a speciali occhiali che trasformano l’informazione visiva in parole da ascoltare.

Durante TheBigDate si è raccontato anche di come la stessa tecnologia, sviluppata nel Regno Unito, sia utilizzata per esempio in oncologia per il riconoscimento delle immagini, impiegando la grande capacità dell’intelligenza artificiale di individuare correlazioni e di fare previsioni sulla base delle statistiche. Con l’idea di una complementarità umano-macchina: “Se faccio vedere un esame sia a un algoritmo sia a un medico, il risultato è migliore che se lo vedesse solo il medico o solo l’algoritmo, poiché essere umano e macchina pensano in modo diverso e commettono errori differenti, ha proseguito Moioli.

E guardando un po’ più in là, si è arrivati fino alle prospettive più avveniristiche: da un lato il quantum computing applicato ai big data sanitari, dall’altro l’utilizzo del dna sintetico come soluzione per l’archiviazione dei dati, fino a includere l’evoluzione del ruolo del medico, con la già citata complementarità tra persone e intelligenza artificiale che consente al personale sanitario di avere più tempo da dedicare al rapporto empatico con i pazienti.

La sfida, ribadita anche da Giovanni Corrao dell’università di Milano-Bicocca, pare essere proprio quella di armonizzare la scienza e la tecnologia, la pratica clinica con l’odierna ampia disponibilità di dati. “Oggi abbiamo circa 7mila farmaci innovativi in via di sviluppo”, ha spiegato, “e la normale lunghezza del processo di approvazione di una decina d’anni è abbondantemente ridimensionata, con farmaci registrati dopo piccoli studi di fase 1 e 2, e saltando la fase 3. L’implicazione di tutto questo è che l’importanza dei dati della pratica clinica, ossia riferiti a quando il farmaco è in commercio, è sempre più grande”.

Non si tratta comunque di trovare alternative alla evidence based medicine fondata sugli studi scientifici randomizzati, ma di completare questo modello con l’approccio della medicina di precisione, che va oltre la valutazione della singola terapia e include anche un occhio alle spese, puntando verso il paradigma della cosiddetta value based medicine. “Non si tratta più di valutare se un singolo farmaco o trattamento sia efficace, ma se l’intero percorso terapeutico sia o meno adatto al benessere del paziente”, ha aggiunto Corrao. Per farlo, la risposta sono i dati del mondo reale, quelli che generiamo lasciando impronte nel sistema sanitario, da gestire attraverso enormi database ben costruiti.

Dati che, più di recente, iniziano ad arrivare tramite appositi dispositivi high tech. Da un sondaggio estemporaneo condotto presso i medici partecipanti, per esempio, è emerso che in un terzo dei casi si approfitta di app per la salute, ma anche degli smartwatch in un caso su 7, di sensoristica IoT in modo equivalente, e pure di braccialetti smart, e così via. Anche se, come ha concluso Corrao, “la cosa importante è che la scienza sia buona scienza, che la clinica sia buona clinica, mentre gli strumenti hanno un’importanza relativa perché cambiano di continuo”.

Assodato che l’intelligenza artificiale permette di raccogliere, analizzare e processare tutta una serie di informazioni che solitamente non entravano nei database, tra immagini, testi scritti e molto altro, uno dei punti cardine oggi è nella strutturazione e caratterizzazione del dato stesso. “Lo sforzo è rendere i dati adeguati al paradigma Fair, acronimo di Findable, Accessible, Interoperable e Reusable”, ha spiegato Riccardo Bellazzi dell’università di Pavia. “Per utilizzare bene l’intelligenza artificiale abbiamo bisogno di capire che cosa inseriamo nei nostri dati, e possiamo farlo solo se modellizziamo il processo di cura nel modo corretto, pensando a quali algoritmi utilizzare e a quale tipo di evidenza ricavarne”.

In altri termini, dato che l’intelligenza artificiale poggia su grandi raccolte dati, è il processo stesso di raccolta e la cultura del dato a fare la differenza, visto che oggi può includere una serie di informazioni anche non strutturate. “L’obiettivo finale di tutto il processo è costruire un sistema che apprende dai nostri dati, in modo da estrarre conoscenza e poi passare dalla conoscenza all’azione. Ed è questo che va tenuto in mente quando si parla di Fairness, ha aggiunto.

Oltre che come grandi fonti di dati, gli strumenti di digital health hanno anche grande potenzialità come opportunità di salute, perché promuovono stili di vita salutari e favoriscono, attraverso i dati che raccolgono, la ricerca medica. “Molti dispositivi possono raccogliere in maniera passiva i nostri dati fisiologici, e la sfida è metterli in relazione con gli esiti clinici dei pazienti”, ha raccontato Eugenio Santoro, direttore del Laboratorio di informatica medica presso l’Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

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(foto: Pixabay)

Gli ambiti di applicazione già concreti sono numerosissimi: dagli studi che misurano la qualità del sonno e la correlazione con la sua durata fino a quelli che valutano la mobilità delle articolazioni, confrontando i dati raccolti dai dispositivi di monitoraggio con ciò che i pazienti stessi dichiarano del proprio stato di salute. “Gli studi di real world data eseguiti tramite strumenti di digital health arruolano i pazienti in tempi molto più brevi, possono godere di dati raccolti da diverse fonti e con regolarità, migliorando l’accuratezza degli studi e riducendone i costi, ha aggiunto. “E negli studi futuri la randomizzazione avverrà sempre più utilizzando sistemi di social media, con farmaci spediti a casa, dati basati sugli outcome riferiti dai pazienti e analizzati anche tramite sistemi di intelligenza artificiale”.

Una delle criticità ribadite è però che, se per fare le analisi servono i dati, in Italia questi arrivano da 21 sistemi diversi (tra regioni e province autonome), che si parlano poco tra di loro e non sono interoperabili né facilmente accessibili. “È una situazione che è emersa con forza anche con l’emergenza sanitaria”, ha concluso Santoro, “e serve anzitutto ridisegnare il nostro fascicolo sanitario elettronico in chiave clinica”.

“Ci sono due percorsi che vanno in parallelo”, ha aggiunto Daniela Scaramuccia di Ibm, “da una parte dobbiamo migliorare il modo in cui raccogliamo i dati, e ci aspettiamo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dia una spinta forte in questo senso, ma in parallelo non possiamo buttare via l’enorme mole di dati che già possediamo e che sono strutturati a silos”. Il grande vantaggio che abbiamo oggi, come è emerso, è che l’intelligenza artificiale consente di elaborare questi dati, bypassando quella fase di lavoro manuale che li rendeva inutilizzabili in passato.

In senso più ampio, però, quando si tratta di evoluzione della pratica clinica e real world data non vanno scordate le questioni di equilibrio, per esempio tra intelligenza artificiale, etica e normative. “Abbiamo bisogno di algoritmi che siano privi di bias e che siano spiegabili e comprensibili, ma soprattutto servono accordo e sintonia tra stakeholder ed enti regolatori, e che ci si continui a occuparsi di questi temi”, ha concluso Scaramuccia. Badando, infine, a un ulteriore fondamentale punto di equilibrio: quello tra la possibilità di fare ricerca e i diritti individuali, tra utilizzabilità dei dati per permettere gli avanzamenti scientifici e la riservatezza e la privacy delle persone.

Denise Pipitone news: l’ex pm Maria Angioni indagata per false dichiarazioni

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Di recente la donna ha assicurato in televisione di aver trovato la piccola scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004

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Nuovi risvolti sul caso Denise Pipitone. Maria Angioni è indagata per false dichiarazioni al pubblico ministero dalla Procura di Marsala. L’ex pm, che ha indagato in passato sulla scomparsa della bambina avvenuta il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, è stata interrogata in questi giorni. La donna, ora giudice del lavoro a Sassari, ha ricevuto un invito a comparire e l’informazione di garanzia.

Maria Angioni ha parlato di recente in tv di tentativi di depistaggio, connivenze e falle gravissime nell’inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone. Inchiesta che lei stessa ha condotto in prima persona 17 anni fa. A seguito delle sue affermazioni, nelle scorse settimane è stata sentita come testimone dai magistrati della Procura di Marsala ai quali, durante sommarie informazioni, ha confermato le accuse lanciate in tv.

Ma le circostanze riferite dall’ex pm, diventate oggetto di indagini dei colleghi marsalesi, non hanno trovato riscontro. Da qui la incriminazione per false dichiarazioni a pm.

Denise Pipitone, le rivelazioni dell’ex pm Maria Angioni

A Storie Italiane di Eleonora Daniele Maria Angioni ha assicurato di aver individuato Denise Pipitone. L’ex pm ha parlato di una ragazza ventenne, inserita in un buon contesto internazionale, con un marito e un figlio, che non sa minimamente di essere stata rapita da bambina. Affermazioni scioccanti per tutti, in primis per Piera Maggio, che ha invitato tutti alla prudenza e alla moderazione.

La madre di Denise Pipitone ha invitato giornalisti, conduttori televisivi e opinionisti a non giocare agli pseudo detective ma di supportare il lavoro che sta portando avanti chi di dovere. Piera Maggio ha addirittura diffidato Quarto Grado, la trasmissione di Gianluigi Nuzzi in onda ogni venerdì sera su Rete 4.

Le ultime dichiarazioni di Piera Maggio

Le gravi affermazioni dell’ospite Carmelo Abbate hanno turbato parecchio Piera Maggio, che si è detta schifata dal teatrino televisivo andato in onda. Il giornalista si è infatti schierato dalla parte di Anna Corona e Jessica Pulizzi, puntando il dito contro la relazione segreta tra Piera e Pietro Pulizzi, padre biologico di Denise Pipitone.

In un’intervista a Mattino 5 Piera Maggio non ha nascosto le lacrime. Tra le tante cose ha parlato anche dell’altro figlio, il primogenito Kevin avuto dal marito Toni Pipitone.

Francesco Moser affossa il figlio: “Ignazio all’Isola dei Famosi? Mi addormentavo”

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Francesco e Ignazio Moser
Francesco e Ignazio Moser

Francesco Moser e le scelte del figlio a partecipare a dei reality show

A distanza di alcuni giorni dalla finalissima de L’Isola dei Famosi 15 che ha decretato la vittoria di Awed, Francesco Moser ha detto la sua sull’avventura vissuta dal figlio Ignazio in Honduras. L’ex ciclista trentino lo ha fatto rilasciando una lunga intervista al noto magazine Oggi.

Dopo qualche titubanza, l’ex sportivo che ora ha un’azienda vincola, ha accettato l’interesse del consanguineo per il mondo dello spettacolo. Infatti, il fidanzato di Cecilia Rodriguez, dopo aver partecipato alla terza edizione del Grande Fratello Vip dove ha trovato l’amore nella modella argentina, ha provato a seguirlo all’Isola dei Famosi anche se per lui non è per niente stato facile. Per quale motivo?

L’ex ciclista si addormentava davanti alla televisione

Intervistato nel nuovo numero del settimanale Oggi, il padre di Ignazio Moser, ovvero l’ex ciclista Francesco ha parlato dell’avventura del figlio in Honduras per L’Isola dei Famosi 15. “Ho tentato, ma mi addormentavo. Alle dieci vado a dormire. La mancata vittoria di Ignazio? Non è così importante, non è come se avesse perso il Giro d’Italia o la Milano-Sanremo. Comunque credo che quello che conta, come nello sport, sia partecipare ed essere protagonisti. Certo, quello è un mondo particolare che io faccio fatica a capire”, ha aggiunto il suocero di Cecilia Rodriguez alla nota rivista.

In questi anni la modella argentina e Ignazio il suo compagno non hanno mai nascosto di volere un futuro insieme. I due innamorati che hanno passato gli ultimi giorni in quarantena, ora si stanno occupando di controllare che i lavori di ristrutturazione della nuova casa procedono senza alcun intoppo. Inoltre, pare che nei loro progetti ci sarebbe la volontà di allargare la famiglia.

Francesco Moser dice la sua su possibili nipotini

A tal proposito, sempre nella stessa intervista l’ex sportivo Francesco Moser, sull’arrivo dei nipotini da parte di Ignazio e Cecilia Rodriguez ha detto: “Se lo vogliono…”. L’ex ciclista, infine, ha commentato anche le scelte private e lavorative del figlio a cui ha sempre lasciato ampia libertà.

“No, fa quello che gli pare come tutti i miei figli. Non sono un padre severo. Gli dico di stare attento che quello è un mondo particolare. A me dà un po’ fastidio, per dire, che abbia tutti i tatuaggi, ma li fa lo stesso”, ha asserito l’imprenditore vinicolo.

Albano: Putin, Berlusconi, i vaccini e tanto altro

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Il popolare cantante pugliese Albano Carrisi è tornato a far parlare di sé per alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di una recente intervista a Giulia Cazzaniga a La Verità e rilanciate dal sito Dagospia. Una piacevole chiacchierata durante la quale l’artista si è raccontato tra politica, gossip e tanto altro.

Del fattore aggregante del cantante se ne parla poco. Albano ha fatto infatti da tramite tra il leader della Lega Matteo Salvini e Vladimir Putin. Nutre un sentimento di stima per Silvio Berlusconi e definisce ‘straordinario’ Nichi Vendola.

I giornali di gossip si interessano praticamente da sempre alle sue vicende personali, mentre lui odia l’attenzione quasi ossessiva che certa stampa scandalistica usa nei suoi confronti. Dopo aver smentito – ancora una volta – le voci che lo volevano in rotta con la compagna Loredana Lecciso, il musicista ha parlato della sua attività imprenditoriale.

Forse non tutti sanno, infatti, che Albano oltre ad essere un’icona della musica italiana è anche un abile imprenditore. Con la grande umiltà di cui è capace lui preferisce dire: “Sono un passionario al quale qualche volta le cose vanno bene, altre meno“.

Albano è un uomo che non conosce la fatica. Una qualità che probabilmente è il retaggio anche di un’educazione ferrea, che abituava al lavoro – e alle sue fatiche – sin da giovanissimi. Il fatto che oggi molti giovani non siano più disposti a fare dei lavori pesanti, come la manovalanza in agricoltura, per Albano è conseguenza di un’educazione sbagliata da parte dei genitori.

Vaccino si o no?

A causa della crisi economica dovuta alla pandemia da Coronavirus, l’attività agricola del cantante ha subito delle forti perdite. Anche le sua attività concertistica ha subito un lungo stop. Menomale che l’ex marito di Romina Power ha potuto presenziare invece in numerosi programmi televisivi.

Dopo alcune iniziali perplessità – manifestate anche pubblicamente – il cantante ha deciso di vaccinarsi. Una decisione presa – stando alle sue parole – in seguito ad una conversazione avuta con un suo caro amico medico, che gli ha detto: “Il vaccino è la salvezza dell’umanità“.

Stando a quanto riferito durante l’intervista al cantante è stato somministrato il vaccino di Moderna. Albano, però, ha dichiarato di comprendere chi non si è sentito di fare Astrazeneca, perché “in fondo, la vita è nostra, non è un gioco“.

La protesta di Albano per il Sud Italia

Carrisi è sempre in prima linea per promuovere delle cause importanti. Negli ultimi giorni il cantante è sceso in piazza a Napoli con 500 sindaci per chiedere più risorse per il Mezzogiorno. Sembra infatti che al Sud dovevano arrivare il 70% del denaro dell’Unione Europea.

Ma ad oggi non è arrivato che la metà. “Il nord ha strappato quel che ha potuto da qui per pagare i suoi debiti” ha tuonato il compagno di Loredana Lecciso. Dopo aver detto la sua sulla disparità tra Nord e Sud Italia, il cantante ha sparato ha parlato della classe politica.

Berlusconi e Putin

All’estero – secondo il cantante – non ci ricordano certo per dei politici illuminati, ma per grandi personaggi nel mondo dell’arte e della cultura. Di Berlusconi, Albano dice di essere ottimo politico, anche se non gli hanno permesso di lavorare fino in fondo.

Vladimir Putin gli ispira molta fiducia: “Ha dimostrato di non essere il nemico di nessuno“. Nell’attesa di fare una grande festa per celebrare la morte del Covid, il cantante dismessi i panni di artista, indosserà quelli di contadino. In fin dei conti la sua vita ed il suo lavoro sono una vacanza. Dove altro dovrebbe andare?

Flora Canto incinta: perché farà il cesareo programmato e news matrimonio

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Ultime settimane di gravidanza per la compagna di Enrico Brignano, già mamma della piccola Martina

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È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per Flora Canto ed Enrico Brignano. A fine luglio arriverà il secondogenito della coppia di attori. Scelto già il nome del nascituro: Nicolò. Flora ha annunciato al settimanale Di Più che si sottoporrà ad un cesareo programmato. Al momento ha preferito non svelare la data.

Dopo la fine delle registrazioni di Fatto da mamma – il programma che conduce su Rai Due – Flora Canto si rilasserà nella casa di famiglia al Circeo prima di rientrare a Roma per la nascita del suo bambino. Perché proprio un parto cesareo?

Perché, come spiegato dalla diretta interessata, anche la primogenita Martina non è nata in maniera naturale. La piccola aveva due giri di cordone ombelicale intorno al collo e onde evitare qualsiasi rischio si è optato per un taglio cesareo. Visto che Martina è nata così la Canto ha scelto un cesareo programmato per il secondo figlio.

Un modo per organizzare al meglio la vita privata ma pure professionale dato che a settembre l’ex tronista di Uomini e Donne, oggi artista affermata a tutto tondo, intende tornare a lavorare. In ballo ci sono progetti top secret che per il momento la compagna di Enrico Brignano preferisce non svelare.

Flora Canto spera di poter allattare il suo secondogenito visto che per Martina ci è riuscita solo per pochi mesi. Alla rivista edita da Cairo Editore la 38enne ha inoltre rimarcato che sta vivendo questa seconda gravidanza con maggiore sicurezza e meno ansie. Tanto da eliminare le visite mediche superflue ed evitare l’acquisto di cose inutili per il bebè.

Il nome Nicolò è stato scelto dalla piccola Martina, che da tempo sognava un compagno di giochi. A spingere molto per questa seconda gravidanza anche Enrico Brignano, che ha sempre voluto una famiglia numerosa. All’inizio Flora Canto era più titubante ma successivamente ha ceduto.

Dopo la nascita di Nicolò Enrico Brignano e Flora Canto convoleranno finalmente a nozze. Molto probabilmente nel 2022, quando – si spera – passerà l’emergenza Coronavirus. Per il comico romano si tratta del secondo matrimonio dopo quello naufragato con la ballerina Bianca Pazzaglia e durato dal 2008 al 2013.

“Denise Pipitone è viva, è stata sistemata bene”: le news a Quarto Grado

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Le nuove rivelazioni dell’ex pm Maria Angioni nel programma di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi

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Quarto Grado è tornato ad occuparsi del caso Denise Pipitone. L’ex pm Maria Angioni ha confermato alla trasmissione di Gianluigi Nuzzi, in onda il venerdì sera, quanto già dichiarato a Storie Italiane di Eleonora Daniele su Rai Uno. A detta della Angioni Denise sarebbe viva, ben inserita in un contesto internazionale e con una figlia. Piera Maggio, dunque, sarebbe già nonna.

Queste le rivelazioni di Maria Angioni a Quarto Grado di Gianluigi Nuzzi su Rete 4:

“La mia idea è che Denise sia viva perché non ci sono elementi che provino che è morta. Secondo la mia idea qualcuno l’ha sistemata affinché stia bene. Penso che sia stata collocata in qualche famiglia, ma in un contesto internazionale”

Maria Angioni ha inoltre spiegato di aver scandagliato innumerevoli profili social di persone che potrebbero somigliare a Denise Pipitone e di aver trovato una foto di una ragazza molto simile a lei, in particolare con la stessa forma delle sopracciglia. Una persona che l’ex pm ha già provveduto a segnalare alla Procura di Marsala, che ha riaperto le indagini 17 anni dopo la scomparsa della bambina di Mazara del Vallo.

In questo periodo la Procura sta riesaminando tutte le intercettazioni e ha fatto nuove ispezioni sull’hotel Ruggero II, dove lavorava Anna Corona, ex moglie del padre biologico di Denise Pipitone, concentrandosi sulle vie d’uscita della struttura. La Corona è finita nel registro degli indagati.

L’appello di Piera Maggio a Chi l’ha visto?

Mentre l’ex pm Maria Angioni resta ferma sulle sue posizioni, Piera Maggio ha fatto un appello a Chi l’ha visto?, su Rai Tre, dall’amica Federica Sciarelli. La madre di Denise Pipitone ha invitato tutti alla prudenza, alla calma e alla cautela.

Piera Maggio, che non ha mai perso le speranze nonostante siano passati quasi venti anni, ha chiesto a tutti di non creare falsi allarmismi in rete e in televisione. Piera ha rimarcato che non è facile per lei sentir dire che forse potrebbe essere nonna.

La Maggio ha ribadito che le segnalazioni sono ben accette ma che è preferibile fare degli accertamenti prima di spifferare tutto sul piccolo schermo. Un modo per non creare confusione alla famiglia di Denise e ai telespettatori, che come Piera restano fiduciosi sul ritrovamento della piccola Pipitone.

Reggio Calabria: nasce il primo Comitato Giovani di “Cambiamo”

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Cetty Scarcella

Nasce proprio in questi giorni il primo Comitato Cambiamo Giovani della provincia di Reggio Calabria con l’obiettivo dichiarato di avvicinare i giovani alla politica e ridare dignità al Sud e all’Italia intera

“La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti.” Cita Paolo Borsellino la giovane Cetty Scarcella, nominata nelle settimane scorse Vice coordinatore nazionale dei giovani di Cambiamo, con l’intento di far comprendere a tutti da dove nasce il suo impegno politico. “Non si può non riflettere – dichiara la Scarcella – su parole che hanno dato forza agli uomini di lottare per una comunità giusta. E l’archè di una comunità giusta è un’amministrazione giusta. Per diventare fautori di un vero cambiamento è fondamentale agire con coraggio, senza essere trasportati dai venti del dubbio e dell’incertezza. E’ tempo di scelte politiche coraggiose per cambiare le sorti del nostro paese, i piccoli passi non bastano a ridisegnare un avvenire rassicurante che profumi di serietà, onestà e amor proprio. E’ il coraggio di osare che scrive la storia”. Dal suo impegno politico nasce proprio in questi giorni il primo Comitato Cambiamo Giovani della provincia di Reggio Calabria con l’obiettivo dichiarato di avvicinare i giovani alla politica e ridare dignità al Sud e all’Italia intera. “Le giovani generazioni -evidenzia il Vicecoordinatore nazionale dei giovani -devono essere promotrici di speranza e curare la delusione senza piegarsi alla rassegnazione ma, invece, dimostrare impegno profuso, spirito di iniziativa e determinazione. Non si possono percorrere nuove strade senza rischio e non è giusto lamentarsi se non si è sostenitori e protagonisti di un cambio di rotta. Guardiamo, oggi, anche al movimento e al comitato promotore del partito nascente “Coraggio Italia” che, dopo l’Assemblea costituente e la stesura dello Statuto, auspichiamo abbia tutte le carte in regola per lasciare un’impronta innovativa nel panorama politico italiano. Noi giovani ci siamo e il coraggio di certo non ci manca”. “L’unione fa la forza – conclude la Scarcella – e permette di ottenere uno spazio più ampio e di irrobustire e potenziare quell’area moderata del centro destra ispirata ai valori liberali cattolici e riformisti. Il Presidente della Liguria, Giovanni Toti e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, hanno lanciato un monito di coraggio e di fiducia. Non possiamo non recepirlo come un barlume di luce che possa diventare sempre più radiosa, che punti sulla competenza, sui giovani e, come si deduce dai colori scelti per il nuovo simbolo, sulle donne”.


Dayane Mello è distrutta “Sto facendo fatica” l’amara confessione

dayane-mello-e-distrutta-“sto-facendo-fatica”-l’amara-confessione

Dayane Mello non sta passando un bel periodo, dopo il successo del Grande Fratello Vip ha dovuto affrontare un altro lutto.

Dayane Mello crisi gf vip

Dayane Mello è stata una delle finaliste del Grande Fratello Vip, terminato a marzo di cui però ancora si sente parlare. Tutti pensavano che potesse essere lei a vincere l’edizione, invece è arrivata quarta.

La modella brasiliana all’interno della casa ha dovuto affrontare un lutto importante che l’ha destabilizzata: la morte del fratello Lucas. Nonostante questo ha continuato il suo percorso a testa alta fino alla fine. Oggi a distanza di mesi si sfoga su Instagram davanti a milioni di follower.

Dayane Mello: il messaggio sui social

Una volta terminato il reality per la Mello non sono finiti i dispiaceri. Qualche tempo fa, infatti, Dayane ha perso anche la mamma ed è crollata totalmente.

In alcune storie condivise con i suoi fan ha esclamato che

Che fatica sto facendo per riprendermi.

e poi ha continuato affermando di non dover mai mollare. E lei lo sta facendo nel modo giusto, si gode sua figlia e un po’ di tranquillità dopo un brutto periodo.

Oggi invece ha dato un’altra notizia che ha incuriosito i fan, ha appena scritto che

Mancano cinque giorni, pochissimo, per svelare di cosa si tratta, di questo progetto che ho fatto pensando a tutti voi. Sono così felice e grata alla vita di avere l’opportunità di realizzare i miei sogni, di fare qualcosa che mi identifica come persona e donna.

Non ci sono altre notizie al riguardo e quindi non ci resta che aspettare per capire di cosa si tratta.

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La modella brasiliana continua a frequentarsi con qualche ex concorrente della casa del Grande Fratello Vip, tra questi Rosalinda con la quale ha legato molto nonostante gli alti e i bassi. Le due sono rimaste amiche e l’una c’è sempre per l’altra, soprattutto nei momenti del bisogno.