Bici, un nuovo studio globale valuta per la prima volta come migliora la vita

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I medici di famiglia in tutta l’Inghilterra dovranno prescrivere la bicicletta e l’attività fisica all’aperto ai loro pazienti, data la vasta evidenza scientifica sui vantaggi di queste attività, a livello di salute sia fisica che mentale. L’obiettivo è alleviare il carico sul sistema sanitario, obiettivo poi indirettamente potenziato se qualcuno dei pazienti decidesse di usare le gambe al posto dell’auto, per almeno uno spostamento al giorno. La svolta è stata annunciata dal Dipartimento dei trasporti e inizierà quest’anno. Qualcosa di simile esiste in molti altri Paesi, inclusa l’Australia, dove ad esempio i medici di famiglia hanno iniziato a prescrivere passeggiate di 5 km ai pazienti. Ma fino a che punto usare la bici e camminare può migliorare la qualità dell’aria, la salute e il benessere psicofisico delle persone? Capirlo fino in fondo è probabilmente impossibile, dati i tanti risvolti spesso non considerati o difficili da considerare (diminuzione del rumore, bellezza del paesaggio cittadino al diminuire dei parcheggi, spazio pubblico a disposizione, sicurezza…) ma un enorme studio appena pubblicato su Nature ci ha provato. Dopo aver scandagliato la presenza e l’uso effettivo di biciclette nei vari Paesi del mondo, i ricercatori si sono soffermati sui potenziali benefici per il clima e la salute derivanti dall’aumento dell’uso della bicicletta, utilizzando i modelli di Paesi Bassi e Danimarca, i due Paesi che in assoluto usano la bici più degli altri, come scenari di riferimento. Hanno così fornito una stima sui benefici per la salute e il clima che anche gli altri Paesi potrebbero raggiungere se seguissero il loro esempio. Ebbene, circa 414 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio potrebbero essere ridotte se tutti nel mondo percorressero 1,6 chilometri ogni giorno come i danesi. Si tratta di una quantità di emissioni paragonabili a quelle dell’intero Regno Unito. Questo beneficio potrebbe crescere ulteriormente – fino a 686 milioni di tonnellate in meno di missioni, quindi un impatto paragonabile a quello del Regno Unito e della Germania messi insieme – se si seguisse il modello ciclistico olandese, che prevede una media ancora maggiore, di 2,6 chilometri al giorno. Ma i benefici dell’uso delle gambe non si limitano a un freno ai cambiamenti climatici e a un’aria più pulita.

Il potenziale beneficio di aumentare l’uso della bicicletta:

Si tratterebbe anche di ottenere un notevole beneficio per la salute (a), misurato con il numero di decessi prevenuti, per come lo sono realmente nei Paesi in considerazione, Danimarca e Paesi Bassi. Dal grafico si vede anche il (b) rapporto tra l’attuale diffusione delle biciclette (numero di bici pro capite), la quota modale e il tasso di obesità tra diversi Paesi nel 2015. Infine, le dimensioni della bolla in c indicano l’efficienza delle biciclette (definita come km di servizio per bicicletta) e il colore indica il tasso di obesità in tutto il Paese. Come è facile osservare, i Paesi con una quota modale ciclistica più elevata tendono ad avere un tasso molto più basso di obesità negli adulti. “Sebbene la prevalenza dell’obesità sia un fattore di molti altri fattori socioeconomici, comportamentali, culturali e ambientali (che meritano un’ulteriore analisi quantitativa e di causalità in futuro) – precisano i ricercatori nello studio – la correlazione negativa tra la prevalenza dell’obesità negli adulti e l’uso della bicicletta fa luce sui potenziali benefici per la salute derivanti dall’aumento dell’uso delle bici”. Per fare questo calcolo, i ricercatori hanno quantificato l’impatto positivo e negativo sulla salute sulla base del modello dello strumento di valutazione economica della salute (HEAT) sviluppato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Nei due Paesi presi in considerazione, circa 0,17 milioni di decessi sono stati evitati a causa dell’attuale livello di utilizzo della bicicletta. In totale, 0,34 e 0,62 milioni di decessi potrebbero essere prevenuti se i modelli ciclistici danesi e olandesi fossero seguiti a livello globale. Cosa serve? “Una corretta pianificazione e costruzione di piste ciclabili, educazione e cultura pro-biciclette e politiche per scoraggiare l’uso dell’auto attraverso le tasse”, scrivono gli esperti. L’analisi ha considerato solo le biciclette convenzionali a propulsione umana, includendo i dati di 60 Paesi o regioni che coprono insieme il 95% del PIL mondiale. Paesi Bassi e la Danimarca, i due paesi con la quota modale di bicicletta più alta, sono stati presi a modello per simulare i potenziali benefici in termini di carbonio e salute perché registrano il livello di ciclismo più alto al mondo: come detto, circa 2,6 km pro capite al giorno nei primi e 1,6 km in Danimarca.

L’articolo Bici, un nuovo studio globale valuta per la prima volta come migliora la vita proviene da The Map Report.

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