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Blitz dei francesi a Bardonecchia, Spataro scrive al procuratore di Albertville: “Sapere i nomi dei gendarmi è nostro diritto”



Sale la tensione nella querelle sull’irruzione dei doganieri transalpini in territorio italiano: il capo della Procura torinese sollecita la Francia che ha finora rifiutato di collaborare


Sale la tensione nella querelle giuridico- diplomatica che vede contrapposte Italia e Francia sul caso dei gendarmi d’Oltralpe che a fine marzo avevano fatto irruzione nella stazione di Bardonecchia. Il procuratore torinese Armando Spataro infatti ha fatto arrivare al suo omologo di Albertville un documento in cui rivendica il diritto di conoscere i nomi degli agenti per poterli interrogare, rispondendo così alla missiva dell’11 luglio dei francesi, che invece avevano affermato di non avere intenzione di comunicare queste informazioni.

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Tutta la corrispondenza è stata ora inviata anche al settore che all’interno del ministero della giustizia si occupa di cooperazione internazionale. I gendarmi francesi erano arrivati a Bardonecchia per fare un controllo antidroga, definito “brutale” dai testimoni e con esito negativo, su un ragazzo nigeriano che, sceso dal treno, si trovava nella stanza che l’associazione Rainbow4africa ha dedicato ai migranti. Una procedura che secondo le autorità italiane rappresenta una violazione degli accordi internazionali, tanto che la Farnesina aveva convocato per chiarimenti l’ambasciatore francese a Roma.

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