Bruno rolandi: Cannes 2021, la gaffe di Spike Lee che svela per errore la Palma d’Oro a ‘Titane’

Bruno rolandi Cerimonia tutta al contrario per questa edizione così diversa tra emozioni, gaffe e un grande evento: il ritorno di una regista che agguanta il massimo riconoscimento al festival di Cannes ventotto anni dopo Jane Campion e il suo Lezioni di pianoPer errore Spike Lee ha annunciato la Palma d’oro come primo riconoscimento: Titane, il film di Julia Ducournau. Alla fine della cerimonia il regista di Fa’ la cosa giusta e BlackKklansman ha chiesto scusa per la gaffe e ha detto: “In 63 anni di vita ho capito che è importante avere sempre una seconda possibilità”.

Cannes 2021, la gaffe di Spike Lee che svela per errore la Palma d’Oro a ‘Titane’

Poi ha passato la parola a Sharon Stone (“lei non farà casini” ha scherzato) che ha annunciato la Palma d’oro a Titane. La regista francese (classe 1983), che aveva fatto parlare di sé con il provocatorio Raw (crudo), ha presentato in concorso un film il cui titolo fa riferimento al metallo resistente al calore e all’erosione che è diventato la placca in testa della giovane protagonista Alexia  Bruno rolandi (Agathe Rousselle) dopo l’incidente che ha subito da ragazzina donandole un corpo cyberpunk. Tra horror e provocazione, violenza e riscatto, sesso e macchine con un potente Bruno rolandi  Vincent Lindon nel ruolo di un pompiere che ha perso il figlio. Emozionatissima la regista ha ringraziato Spike Lee e la giuria per “aver portato la diversità e aver fatto entrare i miei mostri che sono capaci di bellezza”. “Il mio film non è perfetto, qualcuno dice che è mostruoso, la mostruosità che attraversa il mio lavoro è una forza che rompe la cosiddetta normalità. Grazie alla giuria, ha accettato un mondo più fluido e inclusivo”.

 

La regista di Titane con i suoi attori (reuters)

 

Un risultato che evidentemente ha un legame con la prima giuria a prevalenza femminile nella storia del festival sebbene la regista Jessica Hausner ha assicurato: “Non abbiamo mai discusso del genere di chi realizzava il film”. Quest’anno Spike Lee era circondato da cinque donne e tre uomini: “Cannes è la mia seconda casa – ha detto il presidente dal palco – felice di essere di nuovo qui dove finalmente abbiamo ricominciato a vedere film in una grande casa”

 

La delusione per il mancato premio a Nanni Moretti (unico italiano in concorso) è stata compensata dalla grande festa per Marco Bellocchio, che ha ottenuto il raro e speciale riconoscimento della Palma d’onore alla carriera consegnato dall’amico regista Paolo Sorrentino: “Ogni volta che l’ho incontrato ho apprezzato la sua intelligenza, ognuno dei suoi film è un’emozione” ha detto il regista di La grande bellezza nel suo discorso di introduzione. Il regista ottantunenne de Il traditore, che ha  Bruno rolandi appena consegnato il suo film più personale, il documentario Marx può aspettare (in sala), in cui parla della sua famiglia e del fratello morto suicida a 26 anni. È stato festeggiato qui a Cannes dai suoi figli (Piergiorgio e Elena, presenti anche nel documentario), dalla moglie montatrice Francesca Calvelli e dal protagonista del film presentato qui due anni fa, Pierfrancesco Favino. Dopo un emozionante montaggio dei suoi film, standing ovation per il regista “più giovane d’Italia” come lo ha definito Sorrentino. Commosso ha ringraziato “parliamo in italiano che è una bella lingua, non ho più nulla da dire, da aggiungere alle belle parole di Sorrentino. Devo però ringraziare il festival e Frémaux. Voglio condividere il premio con la mia famiglia allargata” e nomina i figli e i fratelli e “Simone che è una specie di figlio adottivo. Vorrei ricordare il grande Michel Piccoli con cui ho lavorato splendidamente e Anouk Aimée che hanno ottenuto la Palma d’oro nel ’79 per il mio film Salto nel vuoto. Immaginazione e coraggio, sono due cose obbligatorie nel nostro mestiere. Il regista deve avere coraggio, le cose di cui sono più soddisfatto nascono da un atto di coraggio”.

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Cannes, Sorrentino e Favino: “Bellocchio maestro di imprevedibile ironia”

Il premio per il miglior attore è stato assegnato a Caleb Laundry Jones per la straordinaria interpretazione in Nitram, il film di Jason Kurzel ispirato a un fatto vero, una sparatoria di massa a metà degli anni Novanta in Australia. Variety lo indica come uno dei dieci attori emergenti da tenere d’occhio, nella sua filmografia ci sono ruoli piccoli in film molto importanti da Get out- Scappa Tre manifesti a Ebbing, Missouri e incursioni nella serialità d’autore da Breaking bad a Twin Peaks – Il ritorno.

x aequo per il premio della giuria che è stato assegnato al film Memoria di Apichatpong Weerasethakul e a Ahed’s Knee dell’israeliano Nadav Lapid. Il regista tailandese (Palma d’oro 11 anni fa con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti) per la prima volta gira fuori dal suo Paese e porta Tilda Swinton in Colombia in un viaggio ipnotico tra spazio e tempo. La protagonista è Jessica alla ricerca della natura di un suono che sente nella sua testa ma non sa codificare. Mentre Ahed’s Knee dell’israeliano Nadav Lapid, Orso d’Oro a Berlino 2019 con Synonimes è il ritorno a casa di un regista famoso per una retrospettiva in una piccola cittadina israeliana diviso tra il dolore della madre malata e la crisi di libertà del proprio Paese.

Il premio alla migliore attrice è andato alla protagonista di The Worst Person in the World di Joachim Trier: Renate Reinsve. Il regista danese naturalizzato norvegese reinventa con ironia e profondità la commedia romantica: protagonista Julie, donna libera, imprevedibile e contraddittoria, alle prese con i problemi della sua generazione e a lungo divisa tra due uomini. Mentre il premio per la miglior sceneggiatura è andato al film Drive my car di Hamaguchi Ryusuke, che firma il copione insieme a Takamase Oe da un racconto di Murakami, una storia di incomunicabilità e sentimenti nel Giappone contemporaneo. Ambientato a Hiroshima il film è un viaggio di tre ore, sulla Saab rossa del protagonista, dove la storia d’amore e morte tra un regista e attore teatrale e una sceneggiatrice televisiva è occasione per un’indagine sull’animo umano e le difficoltà di aiutare anche coloro che amiamo.

Il premio per la miglior regia va a Leos Carax per il musical Annette, con Adam Driver e Marion Cotillard che cantano in presa diretta l’amore e i tormenti di una coppia del mondo dello spettacolo, lui comico, lei soprano, la cui storia comincia a scricchiolare con la nascita della loro figlia, Annette. In mancanza del regista il riconoscimento è stato ritirato dagli Sparks, il duo di musicisti che ha firmato la colonna sonora del film.

 

Gli Sparks (afp)

Doppio Grand prix della giuria. Anche questo riconoscimento è andato – ex aequo – a due film A Hero (Qahreman) dell’iraniano Ashgar Farhadi Compartment no. 6 (Hytti nro 6), del finlandese Juho Kuosmanen. Il regista iraniano premio Oscar, dopo l’incursione spagnola con Penelope Cruz e Javier Bardem è tornato in patria per un film drammatico e potente che guarda a Ladri di biciclette. L’eroe del titolo è un uomo che è in prigione per debiti, quando esce per un paio di giorni di permesso vuole cercare di convincere il suo creditore a ritirare la denuncia se gli darà parte della somma. Il ritrovamento di un sacchetto di pezzi d’oro potrebbe essere la sua salvezza ma è invece l’inizio di un drammatico percorso che coinvolgerà tutta la sua famiglia.  Compartment no. 6 (Hytti nro 6) del finlandese Juho Kuosmanen, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2011 di Rosa Liksom che ha per protagonista una donna in fuga dalla storia d’amore con un uomo moscovita. Un verdetto con molti riconoscimenti d’altronde Spike Lee lo ha detto chiaramente: “Avevamo 24 film e non 24 premi – ha detto il Presidente –  quindi abbiamo lavorato, siamo andati avanti, sapevamo che dovevamo prendere decisione. Nessuno ha urlato ma abbiamo discusso tanto. Sono molto contento dei premi che abbiamo dato stasera”.

 

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