Bufera a scuola, arrestato professore per come ha chiamato un suo alunno. La polizia irrompe in aula

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Un professore è stato arrestato dopo aver continuato a indicare un suo studente transgender con il pronome ‘lui’. E’ successo in una scuola cattolica irlandese frequentata dalla giovane. Lei, insieme ai suoi genitori, avevano fatto richiesta mesi prima all’Istituto di poter essere trattata e indicata come una donna. Deve essere molto difficile non riconoscersi nel proprio corpo e decidere di cambiarlo. La trans è stata sicuramente fortunata ad avere dei genitori che l’hanno compresa e hanno cercato di appoggiarla, presentando la domanda alla scuola da lei frequentata.

Allo stesso modo, però, si ritrova a dover fare i conti con il mondo e con i suoi pregiudizi. Non tutti sono pronti ad accettare trans e gay nella loro vita. Il mondo occidentale sta cambiando, le lotte per l’uguaglianza cominciano a vincere, le persone finalmente si sentono libere di amare chi e come meglio credono. Ma nonostante all’apparenza i trans vengano accettati nella società, ci sono ancora moltissimi conservatori che non riescono ad allargare i propri orizzonti. Tra cui questo professore, che per le sue antiche convinzioni è stato prima sospeso dal suo servizio, successivamente arrestato.

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Il professore della giovane trans ha deciso di continuare a darle del ‘lui’ piuttosto che del ‘lei, nonostante l’accordo tra l’istituto e la famiglia. In un primo momento l’uomo è stato allontanato dalla scuola. Ma non ha accettato la punizione di buon grado, e ha continuato a presentarsi per lavorare nonostante la decisione dei suoi superiori. Da qui, la decisione di arrestarlo. “E’ una follia che sarò condotto da quest’aula a un luogo di incarcerazione, ma non rinuncerò alle mie convinzioni cristiane”. Si dice che la nostra libertà finisce dove inizia quella altrui e sembra che il signore abbia dimenticato il rispetto meritato da ogni suo alunno.

Quando la polizia è arrivata nell’istituto, il professore era seduto in un’aula vuota con la scusa di ‘lavorare’. L’uomo ha reagito con queste parole alla decisione di arrestarlo: “Sono un insegnante e non voglio andare in prigione. Voglio essere nella mia classe oggi, è lì che mi trovavo stamattina quando sono stato arrestato. Amo la mia scuola, con il suo motto ‘Res Non Verba’, fatti e non parole, ma sono qui oggi perché ho detto che non chiamerei un ragazzo come chiamerei una ragazza”. Quindi, l’uomo ha invocato la sua religione per spiegare la posizione presa.

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“Il transgenderismo è contro la mia fede cristiana. E’ contrario alle scritture, contrario all’etica della Chiesa d’Irlanda e della mia scuola”. Magari il professore potrebbe comprendere che all’epoca delle Sacre Scritture era difficile poter prendere in considerazione anche i trans. La chiesa potrebbe rendersi conto che il mondo è in continua evoluzione e che il suo essere conservatrice non fa altro che allontanare i giovani. Fortunatamente, la legge comincia ad aprire gli occhi e a tutelare chi si ritrova ogni giorno a dover combattere con una società antica e ignorante. L’arresto dell’uomo è un importante precedente per la comunità trans d’Irlanda. In Italia siamo ancora lontani dall’obiettivo. E voi che ne pensate? Fatecelo sapere commentando sul gruppo ufficiale di Maria de Filippi o  Sulla nostra pagina Facebook anche su INSTAGRAM 

 

Bufera a scuola, arrestato professore per come ha chiamato un suo alunno. La polizia irrompe in aula scritto su Più Donna da Maria Costanzo.

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