Caldo torrido, siccità e incendi: nuovo allarme della Coldiretti

caldo-torrido,-siccita-e-incendi:-nuovo-allarme-della-coldiretti


Dopo la situazione di grave siccità e alte temperature delle ultime settimane e a un anno esatto dall’incendio che nel 2021 mandò in fumo vaste aree del territorio di Oristano, in Sardegna, Coldiretti lancia un nuovo allarme. “La situazione è preoccupante anche in un 2022 che si è già classificato fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%”, si legge nell’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al primo semestre dell’anno.
Si stima che 6 volte su 10 gli incendi sono di origine dolosa, ma a incidere sullo scoppio dei roghi è anche un territorio sempre meno presidiato, quale è, per esempio, quello della Sardegna dove oltre il 50% della superficie (oltre 24.000 km2) è vocata a foresta, con circa 1.300.000 ettari su un totale di 2.408.989. Che costituisce l’11% della superficie forestale italiana che, a sua volta, si classifica seconda in Europa con il 38 per cento della superficie (oltre 11 milioni di ettari).
“Gli incendi sono una calamità naturale che oltre ai devastanti danni ambientali colpisce ogni anno tantissime aziende agricole che subiscono perdite e spese ingenti – sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba che ricorda -: le aziende agricole colpite dal terribile incendio dello scorso anno non hanno ancora ricevuto un euro nonostante i denari siano stati stanziati da tempo. Questo corrobora la proposta taglia burocrazia che abbiamo presentato in Regione, in cui sovrapponendo le foto satellitari dei terreni interessati dall’incendio rilevate attraverso il programma Ue Copernicus con quelle degli stessi terreni presenti nei fascicoli aziendali, in una settimana si ha un quadro preciso di ciò che è successo, con dati su ettari interessati, intensità dell’incendio e nome delle aziende interessate consentendo in un mese di indennizzare le aziende realmente danneggiate”.
La pioggia è attesa per combattere la siccità nelle campagne, ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente, provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti”. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli improvvisi temporali che a macchia di leopardo hanno colpito l’Italia con grandine, venti forti e violente precipitazioni che hanno abbattuto alberi e provocato frane, nonostante il grande caldo continui ad assediare il Paese con 19 città da bollino rosso.
Si tratta di manifestazioni meteorologiche che purtroppo non cambiano lo stato di sofferenza idrica di diverse aree del nostro territorio. Ne è un esempio emblematico il livello idrometrico del fiume Po che è sceso a 3,8 metri al Ponte della Becca e che è rappresentativo delle criticità presenti sull’intera Penisola a partire dalla pianura padana dove per la mancanza di acqua – precisa la Coldiretti – è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. La situazione di carenza idrica riguarda anche i grandi laghi del Nord con il Maggiore che ha appena il 16% di riempimento dell’invaso e in quello di Como va ancora peggio con appena l’ 1,2% mentre nelle zone a valle serve l’acqua per irrigare le coltivazioni, e persino il Garda è pieno poco meno di 1/3 (32%).
Secondo Coldiretti il mix esplosivo di caldo e siccità ha favorito il divampare degli incendi con danni incalcolabili dal punto di vista economico ed ambientale tanto che occorreranno almeno 15 anni per ricostruire l’habitat nei boschi andati distrutti dalle fiamme.
Siamo dinanzi a un’emergenza nazionale che – sottolinea la Coldiretti – riguarda coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali. La siccità ha infatti un impatto devastante sulle produzioni nazionali che fanno segnare cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle con le mucche stressate dal caldo afoso, del 30% per il frumento duro per la pasta nelle regioni del sud che sono il granaio d’Italia. In diminuzione di oltre 1/5 le produzioni di frumento tenero, ma crollano del 30% pure la produzione di riso, del 15% quella della frutta ustionata da temperature di 40 gradi, e del 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove – evidenzia la Coldiretti – si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette che solo in Sardegna hanno già devastato quasi 40mila ettari di campi.
“Occorre intervenire nell’immediato con misure di emergenza per salvare i raccolti e il futuro di aziende e stalle in grave difficoltà – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. La devastante siccità che stiamo affrontando ha evidenziato ancora una volta che l’Italia ha bisogno di nuovi invasi per raccogliere l’acqua a servizio dei cittadini e delle attività economiche, come quella agricola che, in presenza di acqua, potrebbe moltiplicare la capacità produttiva in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina abbiamo bisogno di tutto il nostro potenziale per garantire cibo ai cittadini e ridurre la dipendenza dall’estero”.

L’articolo Caldo torrido, siccità e incendi: nuovo allarme della Coldiretti proviene da The Map Report.

0 comments on “Caldo torrido, siccità e incendi: nuovo allarme della Coldiretti

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: