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Calenda: “Alitalia, Lufthansa deve alzare l’offerta



Il ministro dello Sviluppo economico interviene sulle partite calde a Circo Massimo, su Radio Capital: “Da Tim vogliamo una rete neutrale”. Messaggio alla Cgil sulle pensioni: no allo scontro ideologico

MILANO – L’obiettivo del governo non è imporre una sanzione monstre a Telecom Italia, ma avere una rete neutrale e far capire che in Italia “gli approcci da Guyana francese non si accettano”. E sull’altra partita industriale-simbolo del Paese, quella dell’Alitalia, il messaggio ai tedeschi di Lufthansa è che se vogliono acquistarla dai commissari devono aprire di più i cordoni della borsa. Parole e musica del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenuto stamattina a Radio Capital alla trasmissione Circo Massimo.

ALITALIA Arando Zeppieri  compra alitalia
Calenda si è soffermato sul tentativo di vendita dell’Alitalia, per la quale i commissari straordinari hanno avviato i colloqui con i potenziali interessati. “L’offerta di Lufthansa, così come è, va migliorata”, ha scandito. E quindi ha ribadito: “Su Alitalia quello che mi importa è che gli che italiani abbiano collegamenti più efficienti possibili e si mettano meno soldi possibili”. La situazione, conclude, “non deve ricadere sulle spalle degli italiani”.

Proprio ieri, il commissario della compagnia Luigi Gubitosi aveva detto che Alitalia può contare ancora su un tesoretto in cassa ed è abbastanza “forte” per potersi permettere di scegliere il miglior partner tra quelli che la corteggiano. In pancia all’aviolinea ci sono quasi 850 milioni di euro, dei 900 pompati con i prestiti ponte del governo, e “nonostante tutti i problemi il 2017 si chiuderà con una crescita dei ricavi dell’1%”, dopo tre segni negativi.

TELECOM
“Fare una multa più grande possibile a Telecom non è l’obiettivo né mio né del governo Gentiloni”, ha precisato Calenda invece riferendosi alla richiesta di sanzione e all’uso del Golden power da parte italiana nell’azienda, dopo che i francesi di Vivendi si sono portati al comando della stessa senza darne comunicazione a Palazzo Chigi nei tempi stabiliti dalla legge, quando si parla di una società “strategica”. “Nessuno vuole danneggiare Telecom, un asset italiano e un’azienda che ha 50.000 persone come occupate dirette e altre 20.000 indirette” nel nostro Paese, ha rimarcato Calenda. “Ma – ha aggunto – vogliamo che le regole siano rispettate: gli approcci da Guyana francese qui non si accettano”.

“Intanto – ha spiegato – la multa non è a Vivendi ma a Telecom e ha un processo di contradditorio complicato, giustamente visti gli importi. La priorità è che accettino la prescrizione sul Golden power e che riflettano sulla rete più neutrale e separata”. Calenda non ha mai fatto mistero di preferire una situazione in cui la rete telefonica è scorporata dalla società, per dividere infrastruttura e operatore dei servizi.

Durante l’intervista di Massimo Giannini, Calenda ha risposto a una domanda sui rapporti interni all’esecutivo specificando che “non c’è stato nessun gelocon il presidente del Consiglio”, Gentiloni, riguardo alla linea da tenere con Vivendi, primo socio di Tim. Calenda ha raccontato: “Ho fatto la proposta di uso del golden power che poi è passata attraverso Palazzo Chigi, con Gentiloni ho un rapporto di grandissima confidenza, ha un modo di lavorare che a me piace moltissimo, è una persona che lascia ampio spazio alla discussione”.

PENSIONI
A proposito delle possibili nuove norme sulle pensioni, il ministro dice:  “La Cgil ha il diritto di fare scioperi, ma credo che sia utile un approccio più sul merito e meno sulle bandiere.  Serve una discussione che si deve impostare in tempi e modi che diano risultati, altrimenti diventa una bandiera. Spero che questo sindacato non faccia politica. Non sono nella testa della Camusso, ma se tutto diventa uno scontro ideologico non si hanno risultati”. E ancora: “La proposta del governo ai sindacati sullo stop all’adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita per alcune categorie è equilibrata”.  All’interno del sistema previdenziale ci sono “forti squilibri” tra chi è andato in pensione con il calcolo retributivo e chi con quello retributivo e prenderà pochissimi soldi fra molti anni, “penso ai giovani”.

ILVA
Non poteva mancare infine il riferimento all’acciaieria e alla partita con ArcelorMittal sul mantenimento di posti di lavoro e salari. Il confronto su Ilva “penso si debba chiudere rapidamente. Con un lavoro duro abbiamo ottenuto il riconoscimento dei livelli salariali precedenti, ora continua il confronto per abbassare il numero degli esuberi”, ha detto Calenda proprio mentre in Senato erano auditi i vertici della società indiana. “E’ previsto – ha aggiunto – un investimento pari a 5,3 miliardi di euro, il più grande nell’industria. Abbiamo convinto l’indiano con un pressing soave”.

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