Fatti e indiscrezioni sulla rinuncia di Silvia Candiani, ceo di Microsoft Italia, alla carica di consigliere delle Ferrovie

Il 3 giugno il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane, riunitosi sotto la presidenza di Nicoletta Giadrossi, ha nominato Luigi Ferraris amministratore delegato per il triennio 2021-2023.

Il nuovo cda, dopo l’assemblea del 26 maggio che ha votato la lista presentata dall’azionista ministero dell’Economia (azionista totalitario della capogruppo Fs), è composto inoltre da Pietro Bracco, Stefano Cuzzilla, Alessandra Bucci e Riccardo Barbieri Hermitte (in questo articolo di Start tutti i profili dei consiglieri, in alcuni casi indicati anche dai partiti della maggioranza oltre a quelli espressione del Tesoro).

Ma la novità di giornata è un’altra: come si legge nel comunicato delle Ferrovie, “Silvia Candiani ha rinunciato alla carica di consigliere, avendo meglio valutato il tipo e il grado di impegno che sarà richiesto nell’ambito del nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio rispetto alla propria attività manageriale nell’azienda di appartenenza. Il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato alla Presidente di convocare l’Assemblea per procedere alla nomina del nuovo consigliere”.

Candiani non è un nome di poco conto. E’ il ceo di Microsoft Italia, il ramo italiano del colosso statunitense, e per questo – come sottolineato giorni fa da Start al momento della nomina – a rischio di potenziale conflitto di interesse visto che il gruppo Microsoft è fornitore delle Ferrovie italiane.

Ha scritto Mf/Milano Finanza: “Sul mercato le indiscrezioni che circolano, tutte da verificare, fanno riferimento al fatto che in questo triennio, avendo da gestire ben 28 miliardi dal Pnrr per il potenziamento della rete ferroviaria e il miglioramento dei servizi, il gruppo debba avviare diverse gare per l’approvvigionamento di tecnologia e per la parte di informatizzazione. E in tal senso il ruolo di top manager di Candiani in Fs avrebbe potuto rischiare qualche profilo di conflitto d’interessi”.

In ambienti della maggioranza restano comunque interrogativi e stupori per il ruolo di manager Microsoft inseriti dal governo in commissioni e comitati ministeriali (qui l’approfondimento di Startmag.it)

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