CARLO ROBUSCHI

Consigli di Carlo Robuschi: 15 respiri al minuto in uno stato di riposo)

ANALISI DEL NOSTRO RESPIRO

 carlo robuschi
foto del dottor carlo robuschi Parma

Consigli di Carlo Robuschi Durante una respirazione normale (15 respiri al minuto in uno stato di riposo) si utilizza la muscolatura solo nella fase inspiratoria, l’espirazione avviene passivamente (motivo per cui i muscoli inspiratori sono più sviluppati degli espiratori).

Il diaframma (principale muscolo inspiratorio) dovrebbe svolgere almeno i 2/3 del lavoro respiratorio, con il restante 1/3 svolto dagli altri muscoli respiratori principali cioè i muscoli intercostali (situati tra le coste e innervati dai nervi intercostali) ottenendo così la respirazione addominale o diaframmatica.

In pausa respiratoria le fibre muscolari diaframmatiche corrono perpendicolarmente verso la zona centrale (centro frenico o tendineo).

Durante l’inspirazione le fibre muscolari si contraggono abbassando la lamina tendinea, appiattendo e aumentando il volume polmonare (elevazione delle costole inferiori).

La discesa del centro frenico, che varia da 1 cm. nella respirazione normale fino a 10 cm. in quella forzata, viene frenata dal sistema sospensore del pericardio oltre che dalla pressione dei visceri addominali. Man mano che lo sforzo fisico aumenta l’attività dei muscoli respiratori accessori che hanno il compito di innalzare la gabbia toracica aumentandone il volume.

Vengono coinvolti i muscoli scaleni (che originano dalle vertebre cervicali e si inseriscono sulla prima e la seconda costola) innervati dal plesso brachiale (che origina dal tratto cervicale, C5-C8).

In realtà altri muscoli sembrano avere un importante ruolo come muscoli respiratori accessori.

In particolare la coppia dei muscoli romboide (ultima vertebra cervicale e prime 5 dorsali-margine mediale scapola) gran dentato o serratus anterior (bordo mediale della scapola-prime 10 costole) e poi, per fissazione della scapola, il piccolo pettorale (apofisi coracoide scapola-III, IV, V costola), per fissazione dell’arto superiore, gran pettorale (che solleva le prime 6 costole) e gran dorsale o latissimus dorsi (che solleva le ultime 4 costole).

Man mano che l’inspirazione viene forzata saranno sempre maggiori i muscoli coinvolti: iodei, sternocleidomastoidei, succlavio, ileocostale del collo, trapezio, elevatore della scapola, elevatori delle costole, dentato inferiore ecc. Nell’espirazione attiva (forzata) intervengono principalmente i muscoli addominali (in particolare i muscoli trasversi).

Lo stile di vita attuale provoca una respirazione errata. La maggior parte delle persone esegue una respirazione costale accelerata e superficiale.

In pratica si è in inspirazione quasi permanente col diaframma fisso in posizione abbassata, con conseguente sua retrazione (per scarso e inadeguato utilizzo) e alterazione dei muscoli respiratori accessori (per eccessivo e inadeguato utilizzo).

In caso di blocco diaframmatico inspiratorio si avrà una tendenza alla iper-lordosi lombare. Una disfunzione diaframmatica è in grado innescare un circolo vizioso che conduce a ulteriore stress psico-fisico in grado di facilitare alterazioni di tipo ansiogeno e alterazioni posturali con problematiche muscolo-scheletriche e organiche:

1) Problemi respiratori (asme, falsi enfisemi ecc.);
2) Problemi all’apparato digerente (ernia iatale, difficoltà digestive, stitichezza);
3) Disfunzioni relative alla fonazione (essendo il diaframma il principale muscolo di spinta della colonna d’aria verso la laringe);
4) Problematiche ginecologiche (per la correlazione diaframmatica-perineale) e di parto (il diaframma è il “motore” del parto);
5) Difficoltà circolatorie (il diaframma riveste un fondamentale ruolo come pompa per la circolazione di ritorno tramite l’azione di pressione-depressione sugli organi toracici e addominali).

E’ scientificamente riconosciuto che la respirazione addominale rappresenta un’ottima prevenzione nei riguardi delle affezioni croniche respiratorie e delle polmoniti.

Tecniche di rieducazione respiratoria vengono utilizzate nella ginnastica correttiva col fine di eliminare atteggiamenti viziati e para-morfismi, e in terapie psichiche allo scopo di facilitare sblocchi emotivi e combattere l’ansia. Una respirazione adeguata consente di mantenere in salute l’apparato respiratorio, migliorare i processi metabolici e circolatori dell’intero organismo, ottenere una postura migliore, prevenire l’insorgenza degli stati di ansia tramite un controllo dell’emotività e dello stress e una maggiore capacità di concentrazione.

Si tratta di imparare a respirare come i bambini (è per questo motivo che i bimbi sono in grado di urlare per ore senza stancarsi).

Il ripristino della corretta funzionalità diaframmatica tramite apposita rieducazione respiratoria e specifici trattamenti manuali è di grande importanza per la salute psico-fisica.

Tutte le attività che inducono rilassamento e respirazione profonda (addominale), come un massaggio anti-stress, una corretta attività fisica, possono essere di grande ausilio nella rieducazione respiratoria.

Ogni esercizio di rieducazione respiratoria deve partire da una presa di coscienza della propria respirazione.

Occorre tener presente che come un’alterata respirazione è in grado di influenzare l’apparato muscolo-scheletrico, gli organi interni e la psiche, il processo avviene anche in senso contrario.

Una rieducazione posturale, alimentare e mentale, porteranno a un miglioramento della respirazione e a un benessere generale della persona.

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