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Carriere separate, la prima dei penalisti con Salvini

Da domani due giorni di astensione per rilanciare la legge chiesta dall’Unione camere penali. Il sottosegretario Sisto: «Referendum e riforme possono coesistere»

«La coesistenza tra referendum e riforme è possibile e addirittura utile, se serve ad acuire le sensibilità al cambiamento e accelerare il percorso riformatore»: a dirlo non sono né i promotori né i sostenitori del pacchetto referendario sulla giustizia, targato Partito Radicale e Lega, bensì il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto a Gr Parlamento. Una affermazione di un certo peso, se si pensa che da quando sono stati lanciati i sei quesiti, tutti i detrattori hanno mosso critiche puntando proprio sul fatto che avrebbero ostacolato la riforma della giustizia messa in campo dalle Commissioni Cartabia.

Sisto ha anche aggiunto: «Il referendum, per natura, non è contro né per qualcuno, e certamente non può essere ritenuto contro la magistratura. Senza dubbio oggi il primo obiettivo per aiutare il Paese è mettere in cascina le riforme per guadagnare la meritevolezza delle risorse del recovery. Se poi all’interno dei referendum ci sono spunti che il Parlamento riterrà opportuno recepire, saranno le forze politiche a deciderlo». Domani il sottosegretario sarà anche tra i tanti esponenti politici che hanno aderito alla manifestazione indetta dall’Unione delle Camere Penali: a partire dalle ore 10,00, i penalisti italiani – in astensione dalle udienze il 24 ed il 25 giugno – saranno infatti in Piazza Cavour a Roma, per rilanciare il tema della separazione delle carriere nella magistratura, «indispensabile riforma per rispondere in modo efficace e credibile alla grave crisi della magistratura italiana». L’Unione delle Camere Penali «chiede a tutte le forze politiche e parlamentari di far riprendere con forza l’iter della proposta di legge costituzionale della separazione delle carriere depositata ad inizio legislatura dall’Ucpi insieme alle firme di 75mila cittadini».

Molti i politici che interverranno a partire dal leader della Lega Matteo Salvini che oggi ha voluto incontrare il presidente dei penalisti Gian Domenico Caiazza: al centro del colloquio proprio la riforma della giustizia «con l’obiettivo – ha detto Salvini – di unire gli sforzi. A dimostrazione della piena sintonia, domani (oggi, ndr) sarò alle 11 in piazza Cavour a Roma per partecipare all’iniziativa dei penalisti». Hanno confermato la partecipazione e l’intervento alla manifestazione anche Azione con Carlo Calenda, Forza Italia, Fratelli d’Italia con una delegazione che porterà anche i saluti di Giorgia Meloni impegnata all’estero, Italia Viva con Maria Elena Boschi ed una delegazione, Più Europa con Riccardo Magi. Oggi in piazza con i penalisti anche Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale: «La nostra sarà una presenza abbastanza scontata visto il tema trattato: separazione delle carriere e riforma della magistratura. Ma anche perché, proprio sulla separazione delle carriere, come ricordava Beniamino Migliucci, il presidente dell’Ucpi che promosse l’iniziativa, “Il Partito radicale è stato il solo coinvolto nella nostra raccolta firme del 2017. Matteo Salvini ha comunque sottoscritto quella legge d’iniziativa popolare”. A significare, per chi non lo avesse capito, che l’iniziativa referendaria che vede copromotori Matteo Salvini, la Lega e il Partito Radicale non è una iniziativa estemporanea». Intanto sempre ieri Partito Radicale e Lega anche incassato anche l’appoggio dell’Udc che «aderisce con convinzione – ha detto il Presidente Antonio de Poli durante una conferenza stampa -. Sono 30 anni che attendiamo una riforma della giustizia. Affidiamo al popolo sovrano il diritto di esprimersi. Così andiamo a rafforzare il rapporto tra la magistratura e i cittadini. Questi referendum non sono contro qualcuno ma pro, pro giustizia».

Non solo Lega e Udc, ma anche Forza Italia a sorpresa ha partecipato all’incontro con alcuni esponenti azzurri: il capogruppo Anna Maria Bernini, Licia Ronzulli e Stefania Craxi. Matteo Salvini, mostrando i moduli per raccogliere le firme ha fatto una photo opportunity con Lorenzo Cesa e Antonio De Poli dell’Udc: «Questa una prova tecnica di federazione», ha ironizzato Salvini che ha aggiunto: «Si comincia il 2 luglio con la raccolta firme per i sei referendum sulla giustizia nei Comuni e nei gazebo. Ci saranno due mesi e mezzo di tempo per raccogliere un milione di firme in tutta Italia e quello che la politica non è riuscita a fare in 30 anni, ossia, offrire agli italiani una giustizia giusta». Salvini sembra dunque determinato ad accelerare sul tema della giustizia a dispetto di tutte le critiche che gli stanno arrivando addosso da parte di quelli che lo accusano di voler stare dentro e fuori il Governo, alla ricerca di una sempre maggiore visibilità appoggiando strumentalmente i referendum radicali. Tra i detrattori anche l’ex pm di Mani Pulite, Piercamillo Davigo: «Io non credo che i referendum passeranno per il semplice motivo che si tratta di normale buon senso. Quello sulla custodia cautelare è semplicemente ridicolo, sembra uno scherzo».

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