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Paolo Battaglia La Terra Borgese: «Osservazione di psiche e techne nella mostra Ex Voto | Artisti per Rosalia» a Palermo

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Paolo Battaglia La Terra Borgese: «Osservazione di psiche e techne nella mostra Ex Voto | Artisti per Rosalia» a Palermo

 

PALERMO | Spiccano le opere di Ghislain Mayaud, Momò Calascibetta e Guglielmo Manenti a Palazzo Costantino e Palazzo Di Napoli: è la sintesi del critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese dopo essersi recato a visitare l’esposizione durante il suo allestimento. Conclude il Critico: a Palermo una profonda osservazione di psiche e techne, quella della mostra Ex Voto|Artisti per Rosalia: un florilegio egregiamente curato da Andrea Guastella.

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgeseNei due palazzi ai Quattro Canti di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, dal 13 al 24 Luglio la partecipativa di 87 artisti in 12 percorsi costituisce l’omaggio alla città di Palermo e alla sua patrona con Le Vie dei Tesori.

Rivela l’obbligo dell’arte quale strumento di sintonia e di ossequio per l’ecologia oltre che di segnalazione contro ogni abbandono o incuria.

Quale sia il filo logico delle opere di quasi cento artisti uniti lo abbiamo chiesto a Paolo Battaglia La Terra Borgese, ed ecco la risposta: «La fonte di questi studi è naturalmente costituita in gran parte dalle confessioni degli stessi artisti, ed è comune a molti di essi lavorare per molto tempo alla ricerca di una felice intuizione che rischiari, nella necessità che un meccanismo psichico si organizzi e riesca, alla fine, a produrre un risultato positivo unico, partecipativamente, e dunque in maniera ricca e colta secondo il tema trattato».

Ex voto. Artisti per Rosalia è organizzata nei giorni del Festino dalla Fondazione Le Vie dei Tesori.

Inaugurazione: mercoledì 13 luglio alle 16
Orari: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21.
Il 13 luglio apertura fino a mezzanotte; il 14 luglio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20,30
Ingresso: via Maqueda 217 | Palermo
Coupon 3 euro sul sito www.leviedeitesori.com

Donato Rotilio, Da Montebello In Tutto Il Mondo Con Il Cuore Amaranto: “Ho Fatto Mio Figlio Per Scommessa Dopo Lo Spareggio, Lo Volevo Chiamare Reggina Ma Non Me L’hanno Consentito All’anagrafe” [L’INTERVISTA]

L’intervista di StrettoWeb al tifoso amaranto Donato Rotilio, colui che ha sfoggiato il plaid amaranto al Giro d’Italia: è l’uomo che c’è “dietro” lo storico striscione “Montebello Jonico”50 anni di Reggina. 50 anni di storie, trasferte, aneddoti. Dall’inferno dei dilettanti ai campi polverosi della vecchia C2 fino ad Olimpico e San Siro. Donato Rotilio, 63enne nativo di Montebello, è l’uomo dietro lo storico striscione con il nome del paesino jonico. Lo ha fatto conoscere a tutta Italia e a tutto il mondo: dalle reti Rai a quelle Mediaset e non solo. Reggio Calabria e la Reggina ovunque, un po’ come domenica, dove ha orgogliosamente sfoggiato il plaid amaranto alla tappa del Giro d’Italia di Campo Felice.

Lo chiamo, ho voglia di conoscere la sua storia, e lui si trova proprio al Giro, di nuovo: “Sto aspettando la partenza della tappa qui all’Aquila”, mi dice. “Ho la tuta della Reggina, la scritta e la mascherina amaranto presa a Reggio. Ci sentiamo dopo?”. In teoria ci accordiamo per un orario, ma in pratica non lo rispettiamo, perché la mia voglia di sapere e la sua di raccontare ci fanno dimenticare l’appuntamento. Risultato? Passa mezz’ora e il signor Donato riesce a sintetizzare – nei limiti del possibile – 50 anni di calcio vissuti dal suo punto di vista: quello del vecchio sport romantico fatto di passione e senza limitazioni. E così finiamo per parlare e l’appuntamento del pomeriggio va a farsi strabenedire.

“Per ieri volevo fare le cose in grande – dice – Avevo pensato ad una scritta gigante prima della galleria, come avevo fatto anni fa sul Gran Sasso quando ha vinto Pantani: la frase ‘Forza Reggina’ per terra in bianco. Conservo ancora degli striscioni giganteschi che ho portato ovunque in Italia, come quella ‘Montebello Jonico’. Seguo la Reggina da 50 anni”.

Il suo garage

E’ entusiasta ed euforico, quando racconta, il signor Rotilio. 50 anni di storia in immagini, con una frase abbastanza eloquente: “Ho 10 chili di foto e due armadi pieni di tute, palloni e gadget di ogni tipo! Sono tornato a Teramo la scorsa stagione dopo 30 anni. In ogni spareggio storico sono stato insieme ad Amato con gli striscioni che hanno fatto la storia. A Gualdo Tadino ho recuperato una maglia di Belmonte, una delle tante divise che conservo ancora. Poi sono stato con Carminello a Pescara e a Chieti”.

“Tutti i cavalcavia del centro Italia hanno visto il colore amaranto e il logo della Reggina, non ho più il lenzuolo del matrimonio“, racconta ridendo in riferimento alla stoffa consumata per preparare gli striscioni. Un amore vero, che va oltre le semplici parole ed è invece fatto di aneddoti simpatici oltre questo, come quello legato alla nascita del figlio. “Allo spareggio di Perugia avevo fatto una promessa: se la Reggina va in B faccio un figlio, dopo 8 mesi è nato, prima dell’altro spareggio, quello di Pescara. L’ho fatto per scommessa. Gli volevo mettere due nomi: Daniele Reggina, ma non me l’hanno accettati all’anagrafe…”. Un altro episodio è legato a quello del suo matrimonio: “Il giorno in cui mi sono sposato inauguravano la nuova Curva Nord. Io sono andato a farmi la foto dentro il Granillo lasciando tutti gli invitati in sala, che poi aspettavano il mio ritorno per mangiare a San Lorenzo”.

Come non dimenticare invece le “botte” prese a Terni nella partita che ha sancito il ritorno in A: “Avevo messo lo striscione di Montebello Jonico al ‘Liberati’, poi c’è stata l’invasione di campo e ci hanno preso a botte con le cinghie. Ero al fianco del presidente Foti e ricordo la frase dell’arbitro: ‘o uscite fuori o sospendo la partita’”.

Bologna-Reggina, 4 Aprile 2004 – Stadio Dall’Ara di Bologna

Rosso fosforescente: l’ha sfoggiato a Bergamo, a Milano, durante Italia-Turchia. E’ lo striscione di Montebello Jonico, che rivendica con onore: “Sono io, sempre io. L’ho portato ovunque. L’hanno fatto vedere in tutte le tv. Ho conosciuto così anche tanta gente in Calabria, che si univa a me nelle trasferte perché vedeva quello striscione. La gente del posto aspettava me e mi diceva: ‘portalo con te, ogni volta che lo vediamo in tv ci si apre il cuore”. Per non dimenticare il Papa: “Quando è morto Giovanni Paolo II, al funerale, ero con la tuta con la scritta Reggina dietro. Siamo entrati così al Vaticano, ci hanno visto in tutto il mondo. Ricordo il vecchio fotografo di Reggio Diara, lo vedevamo e gli chiedevamo le foto. Grandi stadi ma anche trasferte come Messina, Acireale, Cisterna di Latina. Conservo una marea di ricordi, davvero tanti”.

Era piccolino quando ha la Reggina è salita per la prima volta in Serie B con il presidente Granillo: “Le mie primissime al Comunale sono con mio padre, che mi portava spesso. Erano i tempi di Pianca e Tivelli, me lo ricordo come adesso, segnava gol in rovesciata. Mi ricordo i tempi di Jacoboni“.

Legato alla Reggina, il signor Donato, e ovviamente anche alla sua terra. E’ nato a Montebello ma ha lasciato appena maggiorenne la Calabria per lavoro. Ci ritorna, però, ogni estate: “Io sono un carabiniere, facevo servizio alla compagnia di Villa San Giovanni e poi mi hanno mandato all’Aquila. Ma se mi cacci il mare della Calabria…”.

Stadio San Siro, stagione 1999-2000

La chiacchierata si chiude con una nota di amarezza per le differenze tra quel calcio e quello attuale: “E’ finito tutto – afferma – Io entravo con striscioni e non solo, c’erano meno limitazioni. All’Olimpico il primo anno di A eravamo in 8 mila. A San Siro, vedendo quanti tifosi reggini c’erano, Prisco disse: ‘non ho mai visto una squadra ospite così seguita’”. Lo sento al telefono, ma già dal solo tono di voce capisco l’orgoglio e la felicità con cui racconta il passato. Con la speranza che con la riapertura degli stadi possa tornare a sfoggiare il vessillo amaranto ovunque.


Un Personale Ricordo Di Piero Larizza, Dal Ritrovo Ciro Di Reggio Calabria Alla Casa Di Campagna Di Terracina

Foto di Ettore Ferrari

Addio a Piero Larizza, storico leader sindacale dell’UIL deceduto a marzo all’età di 85 annidi Ercole P. Pellicanò – Agli inizi degli anni’90, l’Italia fronteggiò, prima con il Governo Amato e poi con quello Ciampi, una gravissima crisi. Nel 1993, partendo dal lavoro del precedente governo, Carlo Azeglio Ciampi concluse la trattativa con i sindacati, rappresentati da Bruno Trentin per la CGIL, Sergio D’Antoni per la CISL, Pietro Larizza per la UIL, e Confindustria, con alla guida Luigi Abete, e pose le basi di nuove regole di contrattazione, e per una confacente politica dei redditi. Larizza, reggino, come il sottoscritto, si distinse per competenza, passione e capacità di mediazione.

Mi si passi la nota personale a ricordo di Piero (così lo chiamavo con gli altri amici più vicini), spentosi a marzo di quest’anno, a 85 anni, dopo una vita dedicata al sindacato ed al Paese. Egli, sebbene di età maggiore alla mia, di più di un lustro – la differenza di età, a volte, crea una gerarchia non facilmente superabile fra i giovani, ma non fu questo il mio caso – ha segnato la mia giovinezza a Reggio Calabria, aiutandomi, con insegnamenti sul piano culturale, ispirati al rispetto del lavoro e del lavoratore (a quel tempo, egli da geometra lavorava presso la Cassa

del Mezzogiorno) e su discipline, apparentemente leggere, ma estremamente formative come il gioco degli scacchi, dove eccelleva, il bigliardo, la pesca subacquea, la pallanuoto.

Il rammarico è che, a mio modo di vedere, la sua figura non sia stata sufficientemente e doverosamente ricordata, malgrado il suo valore e meriti, che hanno spinto Enrico Morra sul Corsera, a scrivere un bell’articolo, il 2 marzo

2021, dal titolo: “Addio a Larizza, il leader riformista UIL”. In esso, egli richiama, tra l’altro, il suo alto impegno affinché il sindacato tagliasse unito il traguardo. Di quegli accordi, cruciali per l’Italia, effettivamente Larizza fu il regista tenace, equilibrato e responsabile.

In età più avanzata, a Roma, siamo stati uniti, da comuni amici ed interessi culturali, soprattutto nel periodo della sua presidenza del CNEL, cullando insieme il sogno del Ponte sullo Stretto di Messina, per il quale Piero si era fortemente battuto. Successivamente, i rapporti si sono un po’ allentati anche a causa della sua scelta di ritirarsi a Terracina, nella casa di campagna circondato dai suoi amatissimi cani. Con questo personale ricordo, da amico fraterno e riconoscente, voglio rendergli un affettuoso, memore tributo, anche nella rimembranza, insieme ad altre vicende e vicinanze, senza che faccia velo la giovinezza e la nostalgia, delle numerose spensierate estati, trascorse insieme, presso lo stabilimento balneare ‘Musolino ’ in quel di Reggio Calabria, delle epiche partite di biliardo nel bar – ritrovo Ciro a Piazza Duomo e di un viaggio, memorabile e periglioso, sulla mia Fiat 500 da Roma a Reggio (24 ore, con annessa foratura). Ciao Piero e grazie sia da parte mia, per l’affetto che mi hai sempre dimostrato, che del Paese, per il lavoro svolto al servizio dei lavoratori.


Calabria, Maxi Operazione Antidroga “Anteo”: 30 Arresti Tra Reggio, Catanzaro, Vibo Valentia, Monza-Brianza E Roma [VIDEO]

Operazione “Anteo”, traffico di droga ed estorsioni: arresti nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Monza e Brianza e RomaNelle prime ore della giornata odierna 17 maggio 2021, nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Monza e Brianza e Roma, personale del Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 30 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, tentata e consumata, anche con l’aggravante mafiosa, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine e da guerra, detenzione di materiali esplodenti e furto.

L’attività di indagine diretta dalla Procura Distrettuale di Catanzaro e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Soverato a partire dal marzo 2017, ha consentito di individuare una specifica organizzazione dedita al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish, marjuana, metadone nonché eroina, anche nella forma del c.d. cobret, nel basso Ionio-catanzarese, con il suo centro nevralgico nell’entroterra dell’area del soveratese, in particolare nel comprensorio di Chiaravalle e comuni limitrofi e con proiezioni nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Le emergenze investigative hanno permesso di documentare, oltre alle dinamiche inerenti la gestione di un intenso traffico illecito di sostanze stupefacenti anche la complementare attività inerente il traffico di armi e di esplosivi, che venivano approvvigionati, per la loro successiva immissione nel mercato illecito, prevalentemente attraverso la commissione di furti in abitazioni e in attività commerciali specificamente individuate. L’operatività del sodalizio criminali si è avvalsa di intensi collegamenti con soggetti appartenenti o contigui ad articolazioni territoriali di ‘ndrangheta riconducibili a cosche radicate, oltre che nel catanzarese, anche nella provincia di Reggio Calabria e di Vibo Valentia. Nel corso dell’attività di indagine sono stati operati, a riscontro, numerosi arresti in flagranza di reato, oltre che sequestrati consistenti quantitativi di sostanze stupefacente, nonché numerose armi, sia lunghe che corte, di diverso calibro, anche da guerra, numerose munizioni, rilevanti quantitativi di esplosivo (tritolo), 1 bomba a mano e artifizi della filiera pirotecnica.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà in mattinata presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

Traffico di droga ed estorsioni: arresti nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Monza-Brianza e Roma [VIDEO]