Category: AMBIENTE

Strategy Innovation Forum 2021, Venezia diventa capitale della sostenibilità ambientale

Il surriscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare e le altre conseguenze del cambiamento climatico stanno seriamente mettendo a rischio il futuro del pianeta: Venezia, con il suo ecosistema unico e fragile, è uno dei luoghi simbolo di questa trasformazione. Ma anche contesto ideale per affrontare le sfide di sviluppo sostenibile grazie a giovani talenti, nuove idee imprenditoriali e soluzioni tecnologiche che contribuiscano ad invertire la rotta.

Proprio per questo Venezia ospiterà la sesta edizione dello Strategy Innovation Forum – SIF 2021, in programma venerdì 10 settembre nel Campus Economico di San Giobbe in modalità duale, fisica e virtuale (link per partecipare online, oltre che per scaricare la App SIF2021 che consente di entrare a far parte del network, sul sito www.strategyinnovationforum.com). L’evento, promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari e Regione del Veneto, riunisce ogni anno l’unico think tank italiano in materia di innovazione strategica, coinvolgendo imprenditori, manager, professionisti, startupper, accademici e policy makers per creare e diffondere conoscenza e relazioni, a favore della trasformazione del sistema imprenditoriale. Tema di questa edizione è “L’impatto degli SDG sui modelli di business”, ovvero come i 17 Sustainable Development Goal, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, potranno generare nuove opportunità strategiche per le imprese. A fissare l’agenda di SIF 2021 è VeniSIA – Venice Sustainability Innovation Accelerator, acceleratore di innovazione sostenibile, dedicato allo sviluppo di idee di business e soluzioni tecnologiche in grado di affrontare il cambiamento climatico e altre sfide ambientali.

«Rilanciare Venezia e farne un nuovo modello di sviluppo attraverso l’innovazione tecnologica, coinvolgendo direttamente i giovani. È questo lo spirito di VeniSIA, grazie al quale Ca’ Foscari attrae in città startup e talenti da tutto il mondo» dichiara Tiziana Lippiello, Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia. «Ancora una volta Ca’ Foscari dà prova della sua vocazione all’internazionalizzazione e al dialogo con le imprese e la ricerca universitaria si fa protagonista dei processi d’innovazione e di sviluppo. Lo Strategy Innovation Forum sarà l’occasione per mettere in campo le migliori idee e i modelli di business più efficaci per fare di Venezia un esempio a livello globale in tema di tutela dell’ambiente e di impegno per uno sviluppo finalmente sostenibile».

«Grazie alla collaborazione funzionale e alla contaminazione culturale tra istituzioni e organizzazioni, sia locali che internazionali, si possono creare le migliori condizioni per la nascita di nuove idee e progetti focalizzati sulla sostenibilità. Venezia può essere davvero un living lab in questo senso, per testare soluzioni scalabili poi a livello globale», spiega il professor Carlo Bagnoli, Responsabile Scientifico di VeniSIA. «Se il terzo Rinascimento è l’impresa, intesa come missione impossibile richiesta all’Italia per risollevarsi, noi crediamo che siano le imprese, intese come organizzazioni, a doverlo guidare, dimostrando nei fatti la possibilità di coniugare innovazione ambientale, sociale ed economica. SIF 2021 metterà al centro proprio le best practices delle imprese più virtuose e innovative».

«In uno scenario di forte cambiamento del sistema sociale ed economico, si evidenzia il ruolo chiave delle imprese attraverso la ridefinizione del modello di business in chiave di innovazione strategica sociale per ridefinire la cornice di collaborazione pubblico-privata» dichiara Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Pari opportunità della Regione del Veneto. «Lo Strategy Innovation Forum è un’importante occasione per presentare VeniSIA e, nella collaborazione tra Regione del Veneto e Università Ca’ Foscari Venezia, avviare iniziative nel territorio in grado di contribuire alla tutela dell’ambiente e all’utilizzo più efficiente delle risorse».

SIF 2021: il programma

L’evento inizia alle ore 8.30 con la registrazione dei partecipanti (A QUESTO LINK IL PROGRAMMA COMPLETO). Alle 8.50 lo speech di apertura di Stefano Campostrini, professore di Statistica Sociale dell’Università Ca’ Foscari. Alle 9.00 i saluti istituzionali con la rettrice di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello, l’assessore regionale Elena Donazzan, il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro e Maria Cristina Piovesana, vice-presidente nazionale di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura.

Alle 9.30 il primo panel su “L’impatto degli SDG sui modelli di business: VeniSIA”, con Carlo Bagnoli, professore di Innovazione Strategica di Ca’ Foscari e responsabile scientifico di VeniSIA, Nicola Pianon, Senior Advisor & Senior Partner Emeritus di BCG Italy e Maria Claudia Pignata, Director of Institutional Relations, Marketing & Communication di VeniSIA.

Alle 9.50 focus sull’SDG 7, “Energia pulita e accessibile”, con Gabriella Chiellino, Presidente di eAmbiente Group, Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Energy Evolution ENI e Marco Alverà, Ceo di SNAM. Alle ore 11.00 si discuterà di “Città e comunità sostenibili” con Helene Molinari, President & Founder di SUMus, Agostino Santoni, VP South Europe di Cisco, Matteo Mille, Chief Marketing and Operations Officer Microsoft Italia, Paolo Quaini, Energy & Environmental Services Market Edison e Carlo Ratti, direttore di Senseable City Lab MIT. Dalle 12.10 il panel su “Sostenibilità attraverso l’innovazione”, con Francesca Zarri, Technology, R&D & Digital Director ENI, Fabio Tentori, CEO Innovation Hubs Enel, Andrea Ricci, Senior Vice-President SNAM, Francesco Grillo, direttore di Think Tank Vision e Alberto Onetti, Chairman di Mind The Bridge.

Sessione pomeridiana a partire dalle 14.10 con “L’impatto dell’SDG #12 sui modelli di business: consumo e produzione responsabili”, con Federico Vione, CEO & Business Owner MAW, Luca Marzotto, CEO Zignago Holding, Andrea Di Stefano, Special Projects Manager Novamont, Giovanni Fanin, CEO DemiBiotech Cereal Docks Group e Paolo Lobetti Bodoni, Consulting Leader EY Italy.

Dalle 15.20 “L’impatto dell’SDG #13 sui modelli di business: agire per il clima”: con Monica Billio, professore di Econometria di Ca’ Foscari, Anna Maria Roscio, Executive Director SME Sales & Marketing Department Intesa Sanpaolo, Carlo Ferraresi, CEO and Managing Director Cattolica Assicurazioni, Giovanni Sandri, Managing Director Black Rock e Gabriele Burgio, President e CEO Alpitour World.

Dopo il coffe break alle 17.00 il tema sarà “La vita sott’acqua”: con Fulvio Lino Di Blasio, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Fabio Gallia, General Manager Fincantieri, Giulio Bonazzi, Chairman e CEO Aquafil, Jan Pachner, Segretario Generale di One Ocean Foundation e Stefano Brandinali, Chief Digital Officer Prysmian Group.

Alle 18.10 “Venezia, la più antica città del futuro”: con la moderazione di Nicola Saldutti, giornalista di Corriere Economia si confronteranno Vincenzo Amendola, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Affari europei), Philippe Donnet, CEO Generali, Salvatore Rossi, Presidente Gruppo TIM, Giovanni Gorno Tempini, presidente del CdA di Cassa Depositi e Prestiti.

VeniSIA, 10 startup per l’ambiente

VeniSIA – Venice Sustainability Innovation Accelerator è un acceleratore di innovazione sostenibile, con sede a Venezia presso lo Strategy Innovation Hub del Dipartimento di Management di Università Ca’ Foscari e dedicato allo sviluppo di idee di business e soluzioni tecnologiche in grado di affrontare il cambiamento climatico e altre sfide ambientali. La piattaforma è il primo progetto attivo nell’ambito di “Venezia capitale mondiale della sostenibilità”, un piano di interventi, approvato dalla giunta regionale del Veneto, funzionali allo sviluppo sostenibile del territorio con fulcro la città capoluogo. Nel corso di SIF – Strategy Innovation Forum verranno presentate le 10 migliori startup di innovazione ambientale selezionate tra oltre 1.300 progetti provenienti da 28 paesi del mondo che ora procederanno all’implementazione delle proprie soluzioni nello spazio di co-working allestito appositamente a Ca’ Giustinian dei Vescovi. Tra i progetti che saranno sviluppati soluzioni tecnologiche per l’abbattimento della Co2, per il miglioramento dell’efficienza energetica, per la mobilità sostenibile, per il monitoraggio della qualità di aria e acqua.

I partner di SIF

Strategy Innovation Forum è promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari e Regione del Veneto. In partnership con Intesa Sanpaolo e KPMG, MAW, Sharp, Cortellazzo&Soatto, Everel, Strategy Innovation e Synextya. Gli sponsor: Alilaguna, Arper, Goppion Caffè, Loison, Sanbenedetto, Social Meter, Villa Sandi. Con il supporto di EY, Minima&Moralia, SMACT Competence Center, Fondazione Univeneto, Fondazione di Venezia, T2i, Arzanà, Illuminem, Zanze XVI, Ca’ Foscari Alumni, auxiell, CUOA, Centro GSI, Yunus Centre. Con il patrocinio di Confindustria Veneto e la media partnership con Repubblica Affari&Finanza, Blum, Class Tv, Radio Ca’ Foscari, Invenicement Ca’ Foscari, JEVE, Marketers.

Tutte le informazioni sul sito di Strategy Innovation Forum.

Perché Greta Thunberg è Contro La Politica Agricola Dell’Unione Europea

Per l’attivista svedese la Pac non tiene conto degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Unione e rischia di comprometterli. Ma Bruxelles non vuole fare passi indietro

L’attivista svedese Greta Thunberg e i membri della campagna #WithdrawTheCap, hanno avuto un colloquio online il commissario europeo per il clima e per il Green deal europeo, Frans Timmermans, per chiedergli di bloccare il rinnovo della Politica agricola comune (Pac, Cap in inglese). Secondo gli attivisti e altri gruppi ambientalisti, la Pac rischia di minare gli obiettivi ecologici del Green deal europeo. Tuttavia Timmersman ha detto di non avere il sostegno politico necessario per sospenderla.

La Pac è un enorme programma di sussidi, pari ad oltre un terzo dell’intero bilancio dell’Unione europea, che sovvenziona soprattutto l’agricoltura intensiva e l’allevamento industriale. Sebbene nell’accordo raggiunto per riformare la politica siano state introdotte alcune norme per incentivare pratiche più verdi e sanzioni per punire le infrazioni, le associazioni ecologiste hanno fortemente criticato l’accordo, giudicandolo un compromesso al ribasso. Anche il commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha ammesso che l’accordo raggiunto è incompatibile con gli obiettivi del Green deal, di cui la Pac doveva essere un pilastro. Secondo l’accordo infatti, solo il 6% dei fondi saranno destinati ai piccoli agricoltori, mentre darà l’80% dei sussidi alle aziende agricole europee di maggiori dimensioni, che rappresentano il 20% del totale delle aziende agricole.

Nell’incontro avuto con gli attivisti, Timmermans li ha esortati a lottare per una politica agricola rispettosa del clima, ammettendo che l’accordo della Cap è “lontano dalla perfezione”. Tuttavia, il commissario ha anche aggiunto di non avere il sostegno necessario per soddisfare le loro richieste e ritirare la proposta della Commissione europea. Per Thunberg, tuttavia, Timmermans sta sottovalutando la crisi climatica. Secondo l’attivista svedese “i cambiamenti non arriveranno dall’interno, dai negoziati dei politici che discutono di queste cose con i lobbisti. I cambiamenti arriveranno quando ci saranno abbastanza persone consapevoli in grado di spingere per il cambiamento”.

Anche Timmermans ha sottolineato l’importanza delle mobilitazione popolare per sostenere un’azione climatica ambiziosa e spingere le istituzioni a cambiare direzione, aggiungendo però che ancora non ci sono queste condizioni. Sommer Ackerman, ecologista britannica presente all’incontro con il commissario, ha criticato duramente questa affermazion: “Le persone sono pronte” ma, per l’attivista, la loro azione è bloccata dalle grandi multinazionali agroalimentari.

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COVID, CARAMANICA(RA): “CRESCONO ANIMALI IN CASA MA AUMENTARE TUTELE”

“Cani, gatti, uccelli, conigli, criceti e altri animali di piccola taglia prendono sempre più piede nella case degli italiani. Un fenomeno, quello degli animali da compagnia e di affezione nelle nostre famiglie, già in espansione da tempo ma che, in seguito all’emergenza pandemica, si è rivelato un vero e proprio boom, con tante persone che hanno deciso di accogliere nel proprio ambiente domestico tanti “pet”. Qualche dato: nel 2021, ad esempio, il 40,2% degli italiani ha accolto animali nella propria casa, mentre dal 2018 ad oggi risulta in progressivo aumento la quota di chi ha almeno un animale: 32,4% nel 2018, 33,6% nel 2019, 39,5% nel 2020 e 40,2% nel 2021. Questo quanto emerge dal Rapporto Italia dell’Eurispes. Numeri davvero importanti, dei quali Rivoluzione Animalista non può che essere contento. Al contempo, tuttavia, chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di lavorare con maggior impegno e concretezza per la tutela degli animali: servono norme più incisive, di pari passo alla implementazione del contrasto all’importazione illegale dall’estero e alla rivendita sul mercato nero di centinaia di animali, che vanno ad alimentare il business criminale. Serve una vera e propria rivoluzione in tema di diritti animali, noi operiamo tutti i giorni in questa direzione”.

Così, in una nota, il segretario nazionale del partito politico Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

Fake News di Virginia Raggi, non è vero che il Partito Animalista Italiano appoggerà la sindaca per la rielezione

Nelle giornata di ieri è stata pubblicata da più media un comunicato stampa, piuttosto “distorto”, con cui si lasciava capire che il Partito Animalista Italiano, decimo partito italiane alle ultime europee 2019 e presente alle ultime regionale 2020 con la media del’1.15% nelle regioni ove si è presentato (con l’elezione di un consigliere regionale in Campania), avrebbe dichiarato l’appoggio alla sindaca Virginia Raggi per le prossime amministrative 2021 grazie al “conclamato” segretario cittadino Maurizio Lombardi Leonardi.

Orbene, con dispiacere il Direttivo annuncia di non aver mai dato alcuna autorizzazione all’appoggio dell’avv. Virginia Raggi alle elezioni comunali 2021, seppure il partito non risulti per sua natura identificato per sua natura con alcuna coalizione e/o schieramento, ma aperto ad ogni collaborazione con le forze politiche che abbiano a cuore il tema del benessere animale e dell’ambiente. Se l’avv. Raggi avesse semplicemente dato un’occhiata allo Statuto del Partito (pubblicato ed in pubblica visione sul sito ufficiale: www.partitoanimalista.org), avrebbe agevolmente rilevato come non esista nel partito alcuna figura di “segretario cittadino”, ma come il sig. Leonardi Lombardi (a cagione del quale è stata già avviata una procedura di espulsione) sia al massimo responsabile di un mero circolo cittadino su Roma, di sole cinque persone, e al più semplice iscritto al Partito.

Il Partito Animalista Italiano, il cui direttivo e presidente nazionale non conosce nè ha mai incontrato e/o avuto alcun contatto personale con la sig.ra Raggi, smentisce quindi categoricamente di aver accordato alcun appoggio alla ricandidatura dell’avv. Virginia Raggi alle prossime elezioni comunale 2021 e, anzi, si riserva ogni azione nelle sedi competenti nei confronti dell’ufficio stampa della stessa e del sig. Maurizio Leonardi Lombardi per millantato credito, nonchè per i danni provocati da notizie infondate all’immagine del Partito Animalista Italiano.

OFF LINE SRL venditori porta a porta che documenti servono

Nelle scorse settimane ci sono arrivate delle richieste da parte dei nostri clienti riguardanti l’inquadramento fiscale e contributivo dei venditori porta a porta. Dopo alcune ricerche, abbiamo visto che questa professione sta tornando molto in voga e ci è sembrato meritevole dedicare un articolo su Come aprire Partita iva venditore porta a porta.

Chi è il Venditore Porta a porta

La vendita porta a porta è una tecnica di vendita abbastanza efficace perché il venditore si reca direttamente a casa dell’acquirente e quest’ultimo ha la possibilità di toccare con mano il prodotto e provarlo. Il venditore a domicilio o venditore porta a porta, che tutti abbiamo in mente è il signore del folletto o di prodotti cosmetici; tuttavia, questo tipo di commercio può essere applicato anche ai prodotti più disparati.

I requisiti del venditore porta a porta

Per effettuare la vendita porta a porta, e più in generale l’attività del commercio, sono necessari dei requisiti. Non possono quindi effettuare una attività commerciale i soggetti che:

  • sono dichiarati falliti, sino alla data di chiusura del fallimento;
  • abbiano riportato una condanna per delitto per il quale è stata prevista una pena non inferiore a tre anni di detenzione;
  • abbiano riportato una condanna per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, estorsione, rapina, reati contro l’igiene e la sanità pubblica;
  • abbiano riportato condanne per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti.

In questi casi, vige il divieto di esercizio di attività commerciali almeno per i cinque anni successivi da quando è stata scontata la pena.

L’inquadramento della vendita a domicilio

Il venditore, per prima cosa, non rientra nell’inquadramento degli agenti di commercio o dei procacciatori di affari e normalmente agisce senza vincolo di subordinazione nei confronti dell’impresa mandataria. Per questo motivo, la vendita porta a porta viene considerata una forma particolare di vendita al dettaglio di beni e servizi. In linea generale inoltre, salvo un’autorizzazione scritta, non ha la facoltà di riscuotere il corrispettivo, effettuare sconti o eventuali dilazioni.

Come opera il venditore porta a porta

Per potere operare, i venditori porta a porta devono avere una lettera di incarico, sia nel caso in cui lavorino con un contratto di lavoro dipendente sia che lavorino in forma autonoma. Inoltre, in merito alla sua attività, secondo l’art. 19 del D.Lgs n. 114/98, il venditore porta a porta durante la sua attività di vendita, deve avere necessariamente un tesserino di riconoscimento fornitogli dell’azienda.

Come guadagna il venditore porta a porta

Il compenso del venditore che non ha vincolo di subordinazione con l’impresa avviene tramite provvigioni sugli affari conclusi. Quindi, maggiore sarà il valore d’affari portato dal venditore maggiore sarà il compenso che gli spetterà.

L’inquadramento fiscale del venditore porta a porta

Dal punto di vista fiscale, è molto importante vedere come viene determinata l’imposta sul reddito del venditore a seconda del suo inquadramento come venditore occasionale o professionale. Il suo inquadramento inoltre, ha delle conseguenze in termini di IVA.

L’imposta sul reddito del venditore porta a porta

Il venditore porta a porta, non può essere trattato come un agente di commercio tuttavia, per quanto riguarda la determinazione delle imposte sui redditi,  rientra in una disciplina simile. Come riportato nell’art. 25-bis del D.P.R. n. 600/73 si afferma infatti che le provvigioni percepite dai venditori porta a porta sono soggette ad una ritenuta a titolo d’imposta del 23% da parte dell’azienda. Attenzione! La ritenuta deve essere applicata sull’ammontare delle provvigioni percepite ridotte del 22% a titolo di deduzione forfettaria (da non confondere con il regime forfettario che non si può nemmeno applicare per questa tipologia di attività).

Il valore quindi dell’imponibile netto  sul quale calcolare la ritenuta del 23% è infatti non l’intero ammontare ma il 78%.

La conseguenza dell’applicazione della ritenuta è che i venditori saranno esonerati dalla dichiarazione dei redditi. Questo esonero è valido solo se il venditore non percepisca altri redditi. Nel caso percepisse altri redditi, il venditore dovrà presentare la dichiarazione senza indicare però le provvigioni percepite. Oltre all’esonero dalla dichiarazione dei redditi i venditori a domicilio sono esonerati anche dall’applicazione della disciplina IRAP e dagli studi di settore.  La dichiarazione IVA, lo spesometro, la tenuta delle scritture contabili e le comunicazioni trimestali ai fini IVA invece rimangono obbligatorie e non possono essere omesse.

Il sostituto di’Imposta

Vista l’applicazione delle ritenute nel momento dei pagamenti, l’azienda mandataria agisce da sostituto d’imposta per il venditore porta a porta. Anticipiamo inoltre che l’azienda opererà come sostituto sia nel caso di venditore a domicilio occasionale che professionale. Le ritenute a titolo d’imposta saranno versate tramite modello F24 ogni 16 del mese da parte dell’azienda committente.

Fin ad ora, abbiamo solo accennato a venditori porta a porta occasionali e professionali ma andiamo a vedere quali sono nel dettaglio le differenze tra loro all’interno della disciplina fiscale.

Il venditore porta a porta occasionale

La disciplina prevede che il venditore porta a porta possa esercitare la sua professione in maniera professionale o occasionale a seconda della sussistenza di alcune condizioni. All’interno dell’art. 3 della legge n. 173\2005 si afferma che la vendita a domicilio è considerata una attività occasionale fino a quando il reddito netto annuo derivante da tale attività non superi € 5.000. Questo è da tenere in considerazione con la deduzione forfettaria del 22%. Quindi a lordo della deduzione l’importo massimo sarà di circa € 6.400.

Come si precisa nell’art. 25-bis, comma 6, del D.P.R n. 600\73, la ritenuta dell’impresa è a titolo d’imposta ed il venditore non è tenuto a sommare altri eventuali redditi ai fini IRPEF. Il venditore porta a porta quindi non dovrà dichiarare il suo reddito da venditore nel modello unico se di importo minore di € 6.400.

Fino a raggiungere del limite predetto, il venditore porta a porta non avrà l’obbligo dell’apertura della partita IVA e dall’applicazione dell’IVA sui suoi compensi.

Il venditore a domicilio occasionale, quindi dovrà rilasciare una ricevuta alla società per l’importo delle provvigioni spettanti. In questa ricevuta, dovrà indicare l’importo della deduzione forfettaria e della ritenuta che sarà versata il 16 del mese successivo dalla società mandante a titolo di sostituto d’imposta.

Il venditore porta a porta professionale

Il venditore che supera la soglia di provvigione lorda limite (€ 6400 circa) deve obbligatoriamente aprire la partita IVA entro 30 giorni dal superamento del limite.

Puntualizziamo inoltre che, qualora in un determinato periodo il venditore dopo l’apertura della partita IVA, diventando a tutti gli effetti un venditore professionale,  non superi la soglia minima (€ 6.400) rimane soggetto passivo IVA e non può essere più considerato occasionale.

I soggetti che svolgono l’attività di venditori porta a porta in maniera professionale quindi devono aprire la partita IVA. Il codice Ateco con cui si registreranno in sede di apertura sarà il 46.19.02, identificato in procacciatore d’affari di vari prodotti senza prevalenza alcuna”.

Nota importante da ricordare è che i venditori a domicilio non possono usufruire del regime forfettario poiché hanno una loro propria disciplina fiscale.

Precisiamo che l’apertura della partita IVA venditore porta a porta non deve essere seguita da comunicazione unica verso il Registro delle Imprese,  in quanto non è prevista l’iscrizione in camera di commercio e non si è nemmeno sottoposti alla gestione INPS commercianti (la cui iscrizione comporta per agenti e procacciatori con partita IVA invece il versamento del minimale pari a 3600 euro annui). Parleremo sotto della gestione contributiva.

La fine del mercato tutelato slitta al 2023: a chi conviene e come fare il passaggio?

Al momento coesistono in Italia due tipi di mercato per il settore energetico: il mercato tutelato e il mercato libero. Questa differenza doveva cessare il 1 Gennaio 2022, con l’abolizione prevista del mercato tutelato, che invece è slittata ancora una volta, mentre il passaggio al mercato libero passerà al 1 gennaio 2023.

Cosa cambierà il primo Gennaio 2023?

Il mercato tutelato è il mercato dell’energia (luce e gas) controllato dallo Stato tramite ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti. Questo tipo di mercato è stato l’unico sino alla fine degli anni ‘90 ed è improntato alla tutela verso il consumatore tale per cui il prezzo è controllato dallo Stato per evitare impennate o speculazioni.

In seguito al processo di liberalizzazione e privatizzazione iniziato negli anni ‘90, si è creato il mercato libero che è andato ad affiancare il mercato tutelato in un’ottica di sinergia in previsione della sostituzione. Nel mercato libero, le aziende e non ARERA controllano il prezzo cosicché la competizione bilanci le condizioni del mercato e permetta ai consumatori di scegliere le offerte luce più conveniente per loro.

Mentre ARERA è l’ente di controllo per il mercato tutelato, l’Antitrust lo è per quello libero vigilando sulle procedure e sulla loro trasparenza.

Da notare che in entrambi i mercato, i costi di gestione sono gli stessi essendo fissi; è inoltre possibile che vi siano le stesse aziende in entrambi i regimi di mercato, benché sotto diverso nome. Infatti ENEL è Enel Energia nel mercato libero e Enel Servizio Elettrico Nazionale nel mercato tutelato.

Il dibattito sul passaggio al mercato libero e sullo slittamento

Come immaginabile, questo passaggio ha diviso e scatenato dibattiti. Da un lato, i sostenitori del regime di tutela sostengono che questo protegga i consumatori evitando le sperequazioni di mercato. Dall’altro lato, i fautori del regime di mercato libero ribattono che, come sostenuto dal vicepresidente di Gas&Power market Edison Massimo Quaglini, il regime libero non solo porti ad un abbassamento dei prezzi dovuto alla concorrenza ma anche ad un’innovazione dell’efficientamento energetico e delle tecnologie di distribuzione.

Lo slittamento inoltre provocherebbe, nelle parole di Quaglini, una riduzione ed un ritardo degli investimenti da parte delle grandi aziende. Secondo Péter Ilyés, CEO di E.On Italia, l’ulteriore slittamento al 2023 è sintomo di un’incertezza normativa che non giova né ai consumatori né alle aziende.

Della stessa opinione è Remo Maoli di Sorgenia che esprime la preoccupazione che l’incertezza normativa unita al nuovo rinvio provochi atteggiamenti aggressivi da parte di alcuni attori di mercato limitando i meccanismi concorrenziali (che beneficiano i consumatori) e gli investimenti (che beneficiano l’innovazione).

Sulla scia di queste ultime affermazioni, Giacomo Prennushi di Ènostra, calca ulteriormente la mano ribadendo come i rinvii, l’incertezza e la difficoltà di definire chiaramente l’orizzonte temporale del passaggio spinga alcuni attori commerciali ad operare con messaggi non trasparenti né affidabili.

La transizione da mercato tutelato a mercato libero

Questo regime di affiancamento avrà termine nel gennaio 2023 come stabilito dall’ultimo decreto Milleproroghe.

Al 1° gennaio 2023 scadrà quindi il termine ultimo per il passaggio al mercato libero e tutte le utenze domestiche e micro-aziendali saranno trasferite al regime libero. Il passaggio obbligato interessa 16 milioni di utenze domestiche e oltre 200mila utenze micro-aziendali

Per i clienti, dovrà essere il loro attuale fornitore di regime tutelato a fornire la nuova offerta in regime libero spettando poi al cliente decidere se accettare oppure se cercare una nuova offerta. È importante ricordare che il recesso si può effettuare:

    • in qualsiasi momento
    • senza costi aggiuntivi
    • senza more penali

Se a gennaio 2023 non si sarà passati al mercato libero, allora ARERA assegnerà un gestore provvisorio per sei mesi con un’offerta PLACET (Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela). Ciò avverrà senza vincolo di contratto, perciò per 6 mesi il cliente potrà cambiare fornitore senza problemi. Passati questi 6 mesi, verrà stabilito un nuovo fornitore tramite concorso.

L’offerta PLACET è un’offerta di fornitura luce e gas a determinate condizioni dettate da ARERA, in particolare una tariffa standard senza servizi né costi aggiuntivi.

Come passare al mercato libero

Passare al regime di mercato libero è totalmente gratis. Individuato il fornitore più adatto a te e l’offerta più conforme alle tue esigenze, dovrai munirti dell’ultima bolletta in regime tutelato e contattare il fornitore. Il passaggio avrà luogo entro e non oltre i 60 giorni.

È bene ricordare che non ci sarà nessuna interruzione della fornitura e nessuna riduzione della qualità del servizio nell’erogazione della luce e del gas. Cambierà il prezzo a seconda dell’offerta che si è voluto sottoscrivere. Individuata l’offerta, dovrai comunicare al fornitore i seguenti dati:

    • Nomecognome codice fiscale dell’intestatario
    • Codice POD per la luce e codice PDR per il gas (i cosiddetti codici identificativi dell’utenza) che troverai nell’ultima bolletta ricevuta
    • Indirizzo fisico di fornitura
    • Indirizzo di fatturazione se diverso da quello di fornitura
    • Indirizzo email (se ricevi le bollette digitalmente)
    • In caso di offerta sottoscritta online, dovrai fornire l’IBAN per l’addebito automatico su conto corrente

In termini di costi, il passaggio in sé non prevede alcun costo eccetto i € 16  per la marca da bollo e l’eventuale deposito cauzionale (che di solito non si paga addebitando le bollette su conto corrente bancario).

Il passaggio per le imprese

Per tutte le utenze aziendali individuate con questi criteri:

    • tra i 10 e i 50 dipendenti
    • fatturato tra i 2 e i 10 milioni di €
    • Oppure se aventi un punto di prelievo con potenza impegnata >15 kW

Entro i primi 6 mesi del 2021 (1° gennaio – 1° giugno), tutte le aziende ancora in regime di tutela resteranno con il proprio fornitore pagando una tariffa PLACET già esistente, il cui prezzo della componente energia sarà legato alla variazione del Prezzo Unico Nazionale (PUN). Durante questo periodo di transizione, le aziende potranno naturalmente scegliere il fornitore a loro più conveniente.

A partire dal 1° luglio 2021, tutte le imprese passeranno al regime di mercato libero venendo assegnate a fornitori scelti con concorso nazionale per 3 anni con una tariffa legata alle offerte PLACET, il cui prezzo della componente energia sarà ugualmente collegato all’andamento del PUN.

Rivoluzione Animalista ha un nuovo presidente: “Benvenuto a Marco Strano”

Marco Strano è il nuovo presidente di Rivoluzione Animalista. Ad annunciarlo, in una nota, è il segretario nazionale del partito Gabriella Caramanica: “Sono molto soddisfatta di aver conferito questo autorevole incarico al Dottor Strano, che in questi mesi si è contraddistinto per competenza e professionalità nel ruolo di responsabile nazionale della Ricerca scientifica. Continua dunque lo storico impegno di Marco Strano al nostro fianco a tutela dei diritti animali, e continua il rinnovamento della classe dirigente di Rivoluzione Animalista, che si struttura, si radica sul territorio e registra adesioni e partecipazione in tutta Italia”, ha sottolineato ancora il segretario nazionale Gabriella Caramanica.

Marco Strano ha operato come Dirigente per quasi quaranta anni nelle forze di polizia italiane, occupandosi di criminalita’ organizzata e altri gravi reati, e attualmente collabora con un dipartimento di polizia in USA, a Los Angeles. Parallelamente all’attività operativa istituzionale, ha approfondito studi universitari di Sociologia dell’Organizzazione, di Psicologia e di Criminologia insegnando in diversi atenei ed effettuando alcune pubblicazioni scientifiche pionieristiche. Infine, è autore di più di 100 articoli scientifici in materie psicologiche e criminologiche, e di numerosi libri, come “Alla radice della violenza di specie”, molto diffuso tra le forze dell’ordine e tra i volontari delle associazioni animaliste”.

RIVOLUZIONE ANIMALISTA, ALESSANDRO CORICELLO NOMINATO PORTAVOCE NAZIONALE

Alessandro Coricello è il nuovo portavoce nazionale di Rivoluzione Animalista. La nomina è stata formalizzata nelle scorse ore dal segretario nazionale del partito politico, Gabriella Caramanica: “È un piacere annunciare l’ingresso nella nostra squadra di Alessandro Coricello al quale ho affidato un incarico importante e delicato, che sono convinta saprà svolgere con professionalità e passione. È diverso tempo che collaboro con lui e ha sempre dimostrato una competenza e una dedizione autorevoli, per questa ragione sarà il portavoce nazionale di Rivoluzione Animalista, con l’obiettivo di condurre insieme numerose battaglie a tutela dei diritti animali, su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato  Gabriella Caramanica.

Alessandro Coricello, dunque, è pronto a dare il proprio prezioso contributo alla causa Animalista e si è detto onorato di ricoprire il nuovo incarico. Coricello è nato il 23 luglio 1973 a Santa Severina, in provincia di Crotone. Laureato in giurisprudenza all’università “La Sapienza” di Roma, ex promotore finanziario, ha collaborato come consulente esterno specializzato in diritto bancario e societario per primari studi legali della capitale. Attualmente si occupa di gestioni di crisi aziendali e sviluppo startup con particolare attenzione alla pianificazione marketing della comunicazioni e della pubblicità. Da sempre grande amante degli animali e proprietario di Luna, una splendida meticcia adottata dalla Sicilia.

Striscia La Notizia, Selvaggia Roma nel mirino: il vestito a luci rosse

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Selvaggia Roma protagonista della rubrica “Moda Caustica” di Striscia La Notizia: finisce nel mirino a causa di un vestito fin troppo trasparente

L’ex concorrente del Grande Fratello Vip si è distinta per la propria esuberanza, tanto nei comportamenti quanto nei look sfoggiati. Selvaggia Roma, la cui avventura all’interno della casa è durata appena un mese, non perde occasione per farsi notare dal pubblico, nonostante l’eliminazione dal programma. Durante una delle scorse puntate, l’influencer è stata chiamata al centro studio dal conduttore in persona: l’abito della Roma, infatti, era fin troppo appariscente per non meritare un commento in diretta.

Striscia La Notizia, a fronte delle reazioni scatenate dall’outfit, ha reso la Roma protagonista indiscussa della rubrica “Moda Caustica”. Del resto, il proverbio recita “nel bene o nel male, purché se ne parli”. E l’influencer sembra averlo decisamente preso alla lettera.

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Striscia La Notizia commenta il look di Selvaggia Roma

Il vestito di Selvaggia Roma
Il vestito di Selvaggia Roma (screenshot web)

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Il tg satirico di Antonio Ricci non si è lasciato scappare l’opportunità di commentare l’outfit dell’influencer. Nella puntata di sabato 30 gennaio, la rubrica “Moda Caustica” era interamente dedicata ai concorrenti del Gf Vip, che con i loro look riescono sempre a lasciare i telespettatori stupefatti. E’ il caso di Selvaggia Roma, che in puntata ha di recente sfoggiato un abito a dir poco da censura: completamente trasparente, lasciava intravedere gli slip neri.

Alfonso Signorini non ha mancato di invitare Selvaggia al centro studio. “Fronte A e fronte B“, ha esordito il conduttore, facendo fare una giravolta all’ex gieffina. Ezio Greggio, nel commentare il servizio di Striscia La Notizia, non poteva che condire il tutto con la consueta ironia: “Un vestito che lascia poco all’immaginazione“.

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Sarà sicuramente un regalo – ha aggiunto il presentatore – Speriamo che, essendo un presente, non lo rimetta in futuro“. Anche dall’esterno, Selvaggia è riuscita a trovare il modo per far parlare di sé.

Antonella Clerici ed il suo attuale guadagno con la Rai

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Quando guadagna attualmente la conduttrice Antonella Clerici? Svelato lo stipendio della storica conduttrice de La Prova Del Cuoco.

Antonella Clerici stipendio conduttrice
Antonella Clerici (Getty Images)

La storica conduttrice de La Prova Del Cuoco, Antonella Clerici, è una delle figure femminili più amate dalla televisione italiana. Non tutti però conoscono alcuni dettagli della sua vita privata. Antonella nasce a Milano, da una famiglia come tute le altre. Da ragazza si diploma inizialmente con la licenza classica per poi proseguire i suoi studi universitari in Giurisprudenza, ottenendo la laurea con il voto di 100 e lode. Poi la svolta, inizia a partecipare ad alcune trasmissioni televisive fino a divenire la simpatica e sempre sul pezzo Antonellina che oggi tutti ben conoscono.

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Antonella Clerici, altre curiosità sulla conduttrice: i guadagni

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Il successo della conduttrice milanese su scala nazionale non è di certo una novità. Fin dai suoi esordi, in primis con alcune trasmissioni andate in onda precedentemente su Rai 2, Antonella è sempre riuscita facilmente a conquistare il suo pubblico. Perciò sarebbe preferibile voltare pagina e concentrarsi sulle curiosità ancora inespresse.

Per quel che riguarda i guadagni di Antonellina pare che ci siano delle voci contrastanti, sebbene alcune certezze tendono a prevalere su alcune notizie meno affidabili. Innanzitutto si può nominare il suo cavallo di battaglia, la trasmissione a sfondo culinario ideata dalla stessa conduttrice sembra sfruttarle una vera fortuna anche a distanza di anni dalle sue prime puntate.

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Per concludere l’ammontare de La Prova Del Cuoco si aggirerebbe intorno ai 230 mila euro di rendita, percepiti soprattutto per i diritti della trasmissione, e dunque non soltanto per la sua presenza. Mentre, lo stipendio effettivo sarebbe di 1,5 milioni di euro. Insomma anche una semplice serata in tv pare che valga la notevole somma di 50 mila euro.