Category: Art

INSIEME PER LA RINASCITA Meditazione artistica ideata e presentata da Claudia Conte

 

 

Roma | giovedì, 13 maggio ore 19, 30

Chiesa Sant’Ignazio di Loyola

Via del Caravita, 8a – Roma

Claudia Conte raduna attori e cantanti per “Insieme per la rinascita”

Artisti della scena italiana si uniscono per costruire un percorso di parole e canti, risposta ideale al dramma dell’isolamento dovuto alla quarantena. “Insieme per la rinascita” è uno spettacolo, ideato e presentato dall’attrice Claudia Conte, e che vede la partecipazione di attori e cantanti del panorama artistico italiano tra cui Giuseppe Povia, Mariano Rigillo, Edoardo Siravo, Antonio Catania, Pino Calabrese, Annalisa Minetti, Antonio Giuliani, Giampiero Ingrassia, Elisabetta Pellini, i Baraonna.

Dopo l’emozionante evento natalizio Gesù nasce lo stesso, messo in scena dalla stessa Claudia Conte, la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola torna ad ospitare una kermesse artistica con scopo benefico giovedi 13 maggio dalle 19.30. Infatti durante la serata ci sarà una raccolta fondi a favore della Mensa popolare della Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita.

 

“Insieme per la Rinascita” vuole essere infatti un inno alla ripresa, affinché tutti possano ricominciare a vivere, dopo mesi in cui hanno messo da parte il desiderio di stare insieme alle persone a loro care al fine di salvaguardare la salute personale e pubblica.

Sarà una meditazione artistica e musicale che darà ampio spazio ad una narrazione poetica attraverso brani di testi teatrali, classici letterari, canzoni e poesie. “In un anno dove tutti quanti siamo stati privati della libertà per colpa di un virus subdolo che ha stravolto la nostra quotidianità, l’obiettivo di “Insieme per la Rinascita” è quello di dimostrare che le persone non hanno perso la loro umanità, ragion per cui sono ancora in grado di stringersi insieme in un grande abbraccio per raggiungere il bene comune.” Queste le parole della giovane Claudia Conte che ha fortemente voluto e sostenuto l’evento in collaborazione con Arturo Melillo, Referente italiano per Enagic – Kangen Water, Andrea Petrangeli, Private Banker di Banca Generali, Salvatore Izzo con la sua Best Color Make-up, la dott.ssa Antonia Angela Alaia – CEO Polis Consulting srl, Filippo Tavolini, CEO Fitav srl e Federico Marcellini, owner di Marcellini Fragrances.

 

Laura Vegliamore presenta “Di cenere e di carne”

«Fu un odore, la prima cosa a spalancarsi davanti a Lucrezia. Odore di polvere e carta, di legno e parole, di aria secca e tempo rimasto incastrato, sospeso. Mosse qualche passo e si fermò ad accarezzare quel soffio, a prenderselo nei polmoni e a farlo suo, avvolgerlo con i propri sensi e sentirlo davvero, fin dentro lo stomaco. Poi, vide quell’odore. Enorme e caldo, spezzettato in tasselli di pelle, nei dorsi di migliaia di libri, poggiati su scaffali alti, che quasi arrivavano fino al soffitto».

“Di cenere e di carne” di Laura Vegliamore è un paranormal romance a tinte storiche, caratterizzato da una scrittura evocativa e da un ritmo incalzante. È una storia malinconica e amara, dall’anima gotica, in cui si racconta di passioni totalizzanti che possono tramutarsi in follia, oppure possono proiettare gli amanti al di fuori del tempo e dello spazio, in un ciclo senza fine di amore e morte, di unione e separazione. Laura Vegliamore narra una vicenda misteriosa ambientata in un palazzo storico imponente e immenso, pieno di passaggi segreti e sospeso in un’atmosfera decadente. Intrecciando presente e passato, l’autrice racconta la storia di quattro personaggi – Thomas, Lucrezia, Elias e Anouk – focalizzando l’attenzione principalmente sul punto di vista dei primi due: la vicenda di Thomas si svolge ai giorni nostri, mentre quella di Lucrezia si snoda in un tempo passato, presumibilmente non più tardi della fine dell’Ottocento; ad unire i destini dei due personaggi è l’oscuro palazzo, sede di omicidi, superstizioni, amori contrastati e gelosie fatali. Mentre Thomas lotta per liberarsi da sogni troppo vividi in cui il fuoco brucia la sua carne, e da ricordi di un’altra vita che si confonde con la sua e che non gli permette di vivere a pieno la sua esistenza, Lucrezia si abbandona a un amore impossibile con Elias, un’anima dannata dagli occhi «brucianti e insensatamente disperati» – un mostro a detta di alcuni – che incatena il suo cuore al tormento e all’estasi.In questo enigmatico e affascinante romanzo trova spazio anche l’amore per la lettura e per la scrittura, che creano connessioni magiche e indissolubili tra i personaggi, così come l’ambiente della biblioteca, «quel limbo di carta e polvere, di legno e inchiostro», diventa il luogo in cui si incontrano le loro anime in cerca della pace e del perdono. L’autrice racconta le drammatiche storie di Thomas e Anouk e di Lucrezia ed Elias in parallelo, per poi fonderle in un epilogo struggente, che parla della potenza di un amore che riesce a superare i vincoli del tempo, in un eterno ritrovarsi, in un eterno perdersi.

SINOSSI DELL’OPERA.  Cresciuta in convento, Lucrezia non sa nulla della vita. Ha però un dono: è capace di far vivere le parole. Per questo viene scelta come dama di compagnia di un’eccentrica contessa, affinché legga per lei ad alta voce nelle stanze del suo palazzo, a volte per ore e senza che nessuno l’ascolti. È in uno dei vecchi volumi, che Lucrezia scopre qualcosa che sarebbe dovuto rimanere celato: un messaggio d’amore, da parte di un uomo coperto d’infamia. Il figlio del demonio. L’assassino. Thomas ha sei anni quando per la prima volta sente bruciare la sua pelle. Non sa che ben presto quel dolore nella carne e le strane parole che gli escono dal petto con prepotenza gli cambieranno la vita. Tra le stanze affrescate di quello stesso palazzo, passato e presente sembrano confondersi e fondersi in un percorso già tracciato. Ma cos’è davvero il destino? Una condanna alla malvagità, la risposta a una vita incompleta o l’incontro di due anime che si sono rincorse attraverso i secoli? E cosa possiamo fare di fronte a esso se non accettare la nostra impotenza?

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Laura Vegliamore è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale. Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo. Già autrice del romance storico “Terraferma” (Dri Editore, 2020), per Words Edizioni pubblica i romanzi “Novembre” (2020) e “Di cenere e di carne” (2021).

Pablo Picasso: vita e schema dei periodi artistici del pittore

PABLO PICASSO

Pablo Picasso
Pablo Picasso — Fonte: Getty-Images

Pablo Picasso nasce nel 1881 a Malaga, in Spagna. Suo padre è insegnante nella locale scuola d’arte e lo avvia molto presto all’apprendistato artistico. A soli quattordici anni viene ammesso all’Accademia di Belle Arti di Barcellona, e due anni dopo si trasferisce all’Accademia di Madrid.

Dopo un ritorno a Barcellona, va a Parigi nel 1900: vi farà ritorno più volte, fino a stabilirvisi definitivamente. Dal 1901 lo stile di Picasso inizia a mostrare dei tratti originali.

PICASSO: PERIODO BLU

 

Il cosiddetto periodo blu inizia ora e si protrae fino al 1904. Il nome deriva dal fatto che Picasso usa dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili.

I soggetti sono soprattutto poveri ed emarginati. Picasso li ritrae preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Ne risultano immagini cariche di tristezza, accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio) con cui i quadri vengono realizzati.

PICASSO, PERIODO ROSA

 

Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarisce la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa più calde rispetto al blu. Inizia ora il cosiddetto periodo rosa.

Insieme al colore, cambiano anche i soggetti. Vengono raffigurati personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte. Tra questi, Arlecchino.

PICASSO E IL CUBISMO

 

La svolta cubista di Picasso arriva tra il 1906 e il 1907.Sono gli anni della retrospettiva su Cézanne, che infkuenza enormemente il pittore. Anche Picasso in quel periodo si interessa alla scultura africana: fa parte anche questo della riscoperta di un esotismo primitivo che caratterizza la cultura e l’arte europea a partire da Paul Gauguin.

A Picasso piace sperimentare, e così a partire da questi incontri dipinge nel 1907 Les demoiselles d’Avignon, punto di inizio della sua stagione cubista.

In quegli anni si lega strettamente a George Braque. I due artisti lavorarono a stretto contatto, al punto da produrre opere che sono spesso indistinguibili tra loro. La notorietà di Picasso raggiunge qui la sua vetta massima.

La fase cubista è un periodo di grande sperimentazione: Picasso mette in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica.Momento fondamentale della sua evoluzione è dato dal passaggio dal cubismo analitico al cubismo sintetico.

Picasso appare sempre più interessato alla semplificazione della forma: il segno puro contiene per lui la struttura della cosa e la sua riconoscibilità concettuale.

La fase cubista di Picasso dura circa dieci anni. Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, avviene l’ennesimo stravolgimento del sui stile, e la sua pittura torna ad essere più tradizionale. Le figure diventano solide e quasi monumentali: il pittore torna alla figuratività, anticipando di qualche anno il fenomeno che dalla metà degli anni ’20 porrà fine alle Avanguardie.

In seguito il pittore si avvicina ai linguaggi dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, cui si dedica particolarmente. Nel 1937 partecipa all’Esposizione Mondiale di Parigi, esponendo nel Padiglione della Spagna il celebre Guernica che rimane probabilmente la sua opera più celebre ed una delle più simboliche di tutto il Novecento.

Negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale si dedica alla ceramica, mentre la sua opera pittorica viene caratterizzata da lavori d’après: rivisitazioni personali di famosi quadri del passato come Les meninas di VelazquezLa colazione sull’erba di Manet o Le signorine in riva alla Senna di Courbet.

Muore nel 1973 all’età di novantadue anni.

Sicilia Vende online un quadro rubato in chiesa 22 anni fa, denunciato antiquario di Foligno „Vende online un quadro rubato in chiesa 22 anni fa, denunciato antiquario di Foligno“

Vende online un quadro rubato in chiesa 22 anni fa, denunciato antiquario di Foligno

Carabinieri del Nucelo di tutela del patrimonio culturale di Perugia hanno recuperato un dipinto a olio su tela raffigurante i “Santi Geminiano, Lucia e Apollonia”, realizzato da un artista modenese vissuto nel XVII secolo, è lo hanno restituito al parroco della Chiesa di Castelvecchio di Prignano sulla Secchia, in provincia di Modena. Il quadro era stato rubato 22 anni fa e rintracciato dopo che era comparso in un annuncio di vendita online.

L’individuazione e il recupero dell’opera sono avvenuti nell’ambito di un’indagine avviata a gennaio 2020, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, grazie al monitoraggio del mercato online di oggetti d’arte da parte dei Carabinieri Tpc. Nel controllo di alcuni annunci di vendita, i militari del Reparto specializzato dell’Arma hanno individuato l’inserzione di un antico dipinto dalla seguente descrizione: “…Bella pala di indubbia attribuzione Siciliana, con rappresentati i Santi Leone, Lucia e Apollonia, o forse S. Lucia (gli occhi) S. Agata (le tenaglie) e il Vescovo potrebbe essere S. Nicola, in buono stato di conservazione, la tela misura 120X150 ed è corredata da una bacchetta dorata a perimetro…”. La tipologia dell’opera pittorica, di chiara natura ecclesiastica-devozionale, le sue dimensioni e le figure religiose rappresentate, hanno allertato i ‘detective dell’arte’, che attraverso la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più completo database di beni rubati esistente al mondo gestito dal Comando TPC, hanno ottenuto il cosiddetto ‘riscontro positivo’. La comparazione con le immagini contenute nella Banca dati ha condotto i militari a un furto avvenuto in provincia di Modena nella notte fra il 6 e il 7 giugno del 1999 ai danni della Chiesa di Santa Maria Assunta di Castelvecchio: i ladri trafugarono tre opere pittoriche seicentesche, temporaneamente collocate nella sacrestia a causa di alcuni lavori di ristrutturazione che stavano interessando l’edificio di culto. Fino al 2006 se ne persero le tracce, quando fu individuata una delle tre tele e sequestrata dai militari del Nucleo Tpc di Monza.

A distanza di ventidue anni è ricomparso un secondo dipinto ed è stato subito emesso un provvedimento di sequestro nei confronti dell’inserzionista identificato attraverso il nickname sull’annuncio di vendita, titolare di un esercizio commerciale d’antiquariato della provincia di Pisa. Nel vedersi notificato l’atto dai Carabinieri, il commerciante si è dimostrato sorpreso, dichiarando di non avere mai trattato né visto il dipinto, confermando però la proprietà del profilo web associato all’annuncio. Un suo conoscente di Pistoia, nonché esperto d’informatica, sentito dai Carabinieri, ha confermato quanto riferito dall’antiquario, ammettendo inoltre di avere inserito l’annuncio di vendita “incriminato” per conto di un amico di Foligno operante nel settore del commercio ambulante di manufatti antichi.

Vende online un quadro rubato in chiesa 22 anni fa, denunciato antiquario di Foligno
„La perquisizione effettuata presso il domicilio di quest’ultimo, un cinquantacinquenne del luogo, ha permesso di individuare il dipinto, già imballato e pronto per essere spedito in Sicilia a un privato acquirente. Il commerciante folignate, così come l’informatico pistoiese, sono stati denunciati per il reato di ricettazione: sono ancora in corso accertamenti da parte dei militari del Nucleo perugino per ricostruire l’intera filiera e individuare eventuali altri soggetti coinvolti.“

fonte: https://www.perugiatoday.it/cronaca/arte-rubata-chiese-perugia.html

 

 

La cover del 27 Marzo è dedicata ad un personaggio d’eccezione Nancy Dibenedetto (NancyD)

Nancy Dibenedetto locandina

Nancy Dibenedetto (NancyD) nasce ad Altamura in Puglia il 25 Giugno 1980 e sin da piccola si dimostra amante del mondo della danza e dello spettacolo studiando e specializzandosi nella tecnica della danza classica, moderna e jazz e laureandosi in “Lettere con indirizzo Spettacolo” presso l’Università “La Sapienza”.

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In seguito intraprende gli studi professionali come istruttrice e personal trainer di Pilates e Pole dance e inizia la sua appassionata carriera da insegnante, partecipando a diversi stages e workshops in Italia e all’estero ed esibendosi come performer di Pole Dance in giro per l’Italia.
Nel 2014 partecipa come finalista al Campionato Nazionale di Pole Sport e nel 2015 a quello Internazionale di Pole Art.

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Si è esibita come controfigura per la scena di un film con una performance di Pole dance, ha lavorato come ballerina/coreografa alle Canarie, come ballerina in RAI, ha partecipato ad un videoclip per MTV e come figurante e modella per films.
Nel 2016 apre la sua scuola “BUTTERFLY CENTER “ in Puglia, che continua a gestire attualmente (con lezioni individuali e private) come Insegnante e Presidente.

Il mecenate Francesco Amante dona oltre 25 opere d’arte alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Pianoro

 

Francesco Amante, imprenditore e mecenate bolognese da sempre impegnato in iniziative di alto rilievo culturale, compie un regalo importante per il territorio emiliano-romagnolo, donando oltre 25 opere d’arte alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Pianoro provenienti dalla sua ricca collezione. Alla Regione sono state consegnate 17 opere e due installazioni di Flavio Favelli mentre il Comune di Pianoro ha ricevuto 8 lavori artistici. Le opere donate da Amante vanno ad arricchire il patrimonio artistico regionale: un grande omaggio al territorio e al pubblico, che potrà così fruire di nuove bellezze artistiche.

Le donazioni, frutto di un’accurata selezione che Francesco Amante ha svolto insieme a Katia Tufano – assistente nella gestione della collezione, sono state celebrate il 26 marzo con due cerimonie ufficiali: presso il Servizio Patrimonio Culturale della Regione, Francesco Amante ha incontrato Mauro Felicori, Assessore alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia-Romagna.

aRegione Emilia-Romagna – dichiara l’Assessore alla cultura e paesaggio Mauro Felicori – si propone come ‘polo del contemporaneo’ con un patrimonio complessivo di oltre 800 opere d’arte continuamente da arricchire, come fanno le istituzioni, le imprese, le famiglie più illuminate. Francesco Amante si conferma come mecenate. Ora dobbiamo rendere la collezione più visibile con esposizioni temporanee e stabilmente in spazi aperti al pubblico nelle sedi della Regione o di altre istituzioni pubbliche”.

Sempre in mattinata il mecenate bolognese è stato ricevuto dalla Sindaca di Pianoro, Franca Filippini, per celebrare la consegna delle opere.

Sono orgogliosa di ricevere questa donazione che andrà ad impreziosire i nostri locali del Municipio di Pianoro e il nostro Centro per le Famiglie, sede distrettuale di tanti progetti importanti per le comunità del nostro territorio e dei Comuni limitrofi. Ringrazio nuovamente il Dott.Francesco Amante per questo importante gesto nei confronti del nostro Comune” così afferma la Sindaca di Pianoro Franca Filippini.

La collezione Amante entra a far parte della raccolta d’arte contemporanea della Regione Emilia-Romagna. Questa raccolta, nata nel 1973, conta ad oggi oltre 800 opere e, dal 2005, la collezione è esposta presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Villa Franceschi a Riccione.

Nel Comune di Pianoro, invece, si potranno ammirare le opere all’interno dei locali del Municipio, in particolare nella Sala Giunta e nella nuova sede distrettuale del Centro per le Famiglie, ubicata presso la Ludoteca “Grillo Birillo”.

Fin da giovane imprenditore, ho capito che fare impresa significava anche avere un impegno sociale. Una vita professionale impegnativa con tanti sacrifici, mi ha però concesso di raggiungere importanti traguardi di vita; a parte il sociale, ho dedicato il mio impegno al mondo dei motori e all’arte. In quest’ultima disciplina ho dedicato nella mia città alcune installazioni e donazioni.

Pianoro da tanti anni è un territorio in cui dedico un importante evento motoristico, con cui si è instaurato un rapporto di frequentazione. Da poco tempo è stata nominata Assessore una mia ex dipendente, Flavia Calzà e, in qualità di rappresentante dell’Amministrazione Comunale, le ho proposto una donazione di alcune mie opere da inserire nelle scuole, così come anni fa feci per un pongo della Sandra Tomboloni. Contemporaneamente pensai alla mia Regione, stimolato dalla nomina ad Assessore alla Cultura di Mauro Felicori a cui mi lega uno stretto rapporto di amicizia e una forte stima per l’uomo ed il lavoro che svolge.   Proposi quindi una donazione anche a lui, idea che piacque. Saranno consegnate anche due importanti sculture di Flavio Favelli che saranno esposte in luoghi istituzionali della Regione” – Francesco Amante.

 

GLI ARTISTI

Le opere donate da Francesco Amante provengono dalla sua collezione personale e rappresentano piccoli capolavori di pittura, scultura e fotografia custoditi nel tempo.

Alla Regione Emilia-Romagna saranno consegnate 17 opere degli artisti: Alessandro Aldrovandi, Karin Andersen, Luigi Carboni, Flavio Favelli, Francesca Galliani, Alfio Giurato, Robert Gligorov, Kati Heck, Emil Lukas, Luigi Mainolfi, Boubacar Tourè Mandemory, Giovanni Manfredini, Simon Morley, Renner. Inoltre la Regione riceverà due installazioni di Flavio Favelli che saranno esposte in prestigiose sedi espositive della regione.

Tutte le opere della donazione Amante sono catalogate e rese disponibili all’interno del Catalogo del patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna-PatER (permalink: http://udmc.it/ge2dgmrw).

Al Comune di Pianoro saranno consegnate 8 opere degli artisti: Brunello Baldi, Willie Bester, Davide Cascio, Gianni Castagnoli, Daniela Ciamarra, Paolo Danesi, Mastronunzio.

FRANCESCO AMANTE: PROFILO PROFESSIONALE

Nato a Bologna il 19 novembre 1947, è un imprenditore conosciuto a livello internazionale, grande appassionato di arte e motori, che da sempre sostiene importanti attività culturali.

Una laurea a pieni voti sulle strategie di marketing discussa alla Facoltà di Economia e Commercio di Bologna con il professor Giovanni Lorenzoni. Un Diploma di commercialista e di revisore ufficiale dei conti. Lavora nell’azienda paterna che poi abbandona per identificare un proprio percorso professionale.

Viene assunto come Responsabile Amministrativo in un gruppo di aziende di abbigliamento e lì nel tempo percorre un importante carriere professionale durante la quale viene prima nominato Direttore Amministrazione Finanza e Controllo, in seguito Amministratore Delegato per poi diventare Presidente della Holding del Gruppo. Con un’operazione di Leverage by out concorre all’acquisizione del gruppo partecipandone tra gli azionisti.

Per 10 anni ha ricoperto il ruolo di presidente delle aziende del settore abbigliamento di Bologna e Provincia presso l’Associazione Industriali di Bologna e sedendo in tale periodo anche nel comitato di difesa di proprietà intellettuale chiamato da Antonio Amato presso la Confindustria di Roma.

Per 10 anni è presidente dell’Associazione Amici della Galleria d’Arte di Bologna e in seguito componente del Consiglio di Amministrazione, promuovendo eventi e relazioni internazionali.

Ha finanziato l’installazione della Sala di Attesa presso il Pantheon della Certosa, il grande lampadario “Casa Grande” posto all’ingresso della Cineteca di Bologna e ha riportato sulla facciata di Palazzo d’Accursio l’opera Monumentale “L’Amore Patrio e il Valore Militare” di Giuseppe Romagnoli.

Ha rappresentato i donatori della Città di Bologna per il progetto di restauro dei portici di San Luca, essendo egli stesso donatore.

Nel settore dei motori, quale Presidente della Scuderia Bologna Squadra Corse, ha riportato nel 2000 il transito della Mille Miglia dopo numerosi anni di assenza iscrivendola tra gli eventi culturali di Bologna 2000 Città Europea della Cultura e gestendone il passaggio per 13 anni.  Ha riportato inoltre le gare di velocità in salita delle auto storiche della “Bologna-Raticosa” e della “Bologna-San Luca”.

La Scuderia Bologna è uno dei club più numerosi di Italia con oltre 40 piloti, provenienti da tutto il paese, che hanno conquistato numerose vittorie per sé stessi e per il club a livello nazionale e internazionale. Personalmente, con quello del 2020, Francesco Amante ha vinto 7 campionati italiani di velocità in salita per auto storiche.

È senior partner di Carthesio azienda internazionale specializzata nei passaggi generazionali aziendali, wealth management and private equity.

Il Presidente Dott. Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Commendatore per meriti alla Repubblica.

Nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento della “Turrita d’Argento” dal Comune di Bologna “per aver onorato con la propria attività imprenditoriale e pubblica la città di Bologna e per aver sostenuto con generosità attività culturali di grande rilievo per la città”.

Nel 2019 il circolo culturale Galileo Galilei gli conferisce il Premio Galileo d’Onore quale “imprenditore internazionale che da sempre sostiene generosamente attività ed eventi di grande rilievo per Bologna, soprattutto nel mondo delle auto storiche e nell’arte”.

L’Accademia Italo-Americana gli ha conferito la Dignità di Accademico Onorario a Vita “per le sue non comune doti umane e professionali

La nuova Cover di Break Magazine di sabato 27 Marzo viene dedicata all’artista romana Chiara Tedeschi

la nuova di break magazine di sabato 27 Marzo viene dedicata all’artista romana Chiara Tedeschi nata il 20/03/95 a Roma ha incominciato a studiare danza classica all’età di 5 anni per poi diplomarsi all’etá di 17 alla Royal Academy. Dopodiché ha proseguito gli studi di altre discipline tra cui danza moderna , contemporanea e danza del ventre ,( di quest’ultima è diventata insegnante ) Ha frequentato vari corsi tra cui recitazione , canto e danza aerea . Le sue principali passione sono : lo sport , la natura , l’arte , la storia e la lettura

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Ermanno Lisi Gran Sasso e circondata da 3 Parchi Nazionali e uno Regionale

Gli itinerari sono riferiti a prima del 6 aprile 2009, data del terremoto che ha sconvolto L’Aquila ed un vasto territorio circostante. Oggi, unitamente a molti dei luoghi della città, non sono al momento percorribili a causa dei danni del sisma, ma si è voluto lasciarli per far conoscere al pubblico quali fossero le bellezze della città, con l’augurio che possano essere al più presto nuovamente visibili nel loro splendore.
I quarti della Città

In uno scenario naturale che la vede alle pendici del Gran Sasso e circondata da 3 Parchi Nazionali e uno Regionale, L’Aquila è una città medievale piena di sorprese.
La storia ufficiale della sua fondazione si mescola a quella delle leggende e dei misteri, dei cavalieri templari e delle costellazioni, di personaggi straordinari come Federico II e Celestino V.
A fondare la città furono i castelli del circondario e a ricordo di questo evento nel 1272 fu edificata la fontana delle Novantanove Cannelle.

Da Piazza Duomo, che nasconde il caratteristico palazzo delle Cancelle, 4 case-botteghe spostate pietra per pietra dietro il palazzo postale nel 1920, si snodano strade e stradine alcune con negozietti e ristoranti tipici altre che trasmettono quell’austerità medievale fatta di palazzi imponenti, portali importanti e sampietrini bianchi. Costa Masciarelli, collega l’esterno dell’antica città, cioè dell’attuale centro storico, circondato tuttora da mura medievali in buone condizioni, alla piazza del mercato, Piazza Duomo, dove ogni mattina, tranne la domenica, si svolge il tradizionale mercato dove i venditori conservano le stesse postazioni dei loro predecessori.

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Appena passata una delle porte urbiche che conserva lo stemma della città, si arriva alla Basilica di Collemaggio, che, oltre ai numerosi segni lasciati sul pavimento che rimandano alla tradizione templare, vanta ben 3 primati: la prima Porta Santa della storia, l’unica Porta Santa al mondo che si apre ogni anno e l’unica chiesa che ha visto l’incoronazione di un papa, Celestino V, al di fuori del Vaticano.
Poi ancora da visitare la Basilica di S. Bernardino, massimo esempio del barocco a L’Aquila, il Castello, maestosa fortezza fatta costruire nel cinquecento dagli spagnoli per punire la cittadinanza aquilana, Piazza Palazzo, con una delle torri con l’orologio più antiche d’Italia e l’unico altro palazzo Madama in Italia oltre quello di Roma sede del Senato.

A parte i gioielli architettonici, la città offre una vasta gamma di attività ed escursioni nei dintorni, tra castelli e borghi medievali, grotte e riserve naturali, passeggiate in montagna d’estate, stazioni invernali d’inverno, gite in canoa sul fiume più pulito d’Italia, il centro visita del lupo, e molti eventi legati alla musica, al teatro e all’arte.

Break Magazine Moda dedica la copertina della settimana a  Mariaceleste de Martino, fondatrice del primo ed unico museo del riciclo italiano

BREAK MAGAZINE  MODA  La nuova cover dedicata a  Mariaceleste de Martino

Mariaceleste de Martino

Nasce il MoRA, Museum of Recycled Art (Museo dell’Arte Riciclata) Il primo e unico museo del riciclo creativo si trova a Roma nel quartiere ‘bohémien’ San Lorenzo in un atelier situato in una piccola palazzina a ringhiera. Ingresso gratuito. Aperto dall’8 dicembre 2018.

Cos’è il MoRA? Uno spazio dove sono esposte varie opere di diversi artisti del “riuso-riciclo” creativo che usano materiali di scarto per farne oggetti di arredo, moda e abbigliamento. La corrente artistica esprime la voglia di “pulire” il nostro pianeta, evitando ogni spreco.

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Cosa si può vedere al MoRA? Dal gilet fatto con zip colorate alla lampada nata bottiglia di vetro, dalla collana composta dai blister dei medicinali a quella con rondelle e farfalle della ferramenta. E ancora: borsa fatta di cavo elettrico, scarpe decorate con i vecchi mattoncini per costruzione dell’infanzia o adornate con i centesimi avanzati nel borsellino, parure creata con lenti di occhiali o fatta di diapositive, collier con anelli dei colli di bottiglie di plastica, collana di matite, borsa di tappi o di pellicola cinematografica, e tanti altri oggetti di design, arredo e moda.

Chi è l’ideatrice e fondatrice del MoRA? La giornalista Rai Mariaceleste de Martino, attivista nel campo dell’ambiente che ha recentemente esposto alcune sue opere anche all’Eco Fair, il Festival della sostenibilità a Roma: “Apple è nata in un garage. Gesù in una stalla. Forse anche il MoRA può crescere ed espandersi”, afferma de Martino sorridendo. “Lancio un appello alle istituzioni: offritemi uno spazio più ampio dove ospitare più artisti, ce ne sono tanti che creano capolavori con materiale di scarto. La mia linea di accessori ‘Pop Art’ si chiama ‘Da Cosa Nasce Cosa’, quindi magari da piccolo museo diventerà un grande museo”, spiega de Martino. E aggiunge orgogliosa: “Ho ricevuto i complimenti anche dalla Direzione Musei del Ministero dei Beni Culturali e dal Comune di Roma”.

“Nulla è in vendita al museo: gli oggetti fanno parte del mio guardaroba, della mia vita quotidiana. Espongo solo per mostrare cosa si può fare con qualcosa che sembra inutile o da buttare. Voglio sensibilizzare le persone a riutilizzare quello che ormai si considera immondizia, destinata a morire per sempre. Invece, tutto può continuare a vivere, trasformato per rinascere. Io rianimo e ridò vita alla spazzatura morta. Persino con i tubi di cartone all’interno dei rotoli di carta igienica ho creato una pochette. Da una catena di plastica trovata in una discarica ho fatto una borsa. E ho anche lavorato ai ferri dei cavi di caricabatteria di vecchi telefoni cellulari e ne ho fatto degli orecchini. In mostra anche una collezione privata di oggetti di vari artisti che ho acquistato in giro per il mondo”, ha spiegato.

“Serve fantasia nella vita per fare qualsiasi cosa. Bisogna immaginare che qualunque cosa può diventare qualcos’altro. Gli artisti classici martellavano su un pezzo di marmo o plasmavano un pezzo di creta facendolo diventare una scultura dall’aspetto vivente. Anche Geppetto da un tronco di legno ha fatto nascere suo figlio, Pinocchio. Tutto è possibile”, conclude sorridendo Mariaceleste de Martino.

Il MoRA è curato dall’Associazione Culturale “Atelier Anna Tomasetta – Di che stoffa sei?”
http://www.atelierannatomasetta.it

Visite su prenotazione http://www.museomora.it Ingresso gratuito – Nulla in Venditamuseo mora rciclo

il format di dialogo in streaming per costruire un “sistema di orientamento” su un mondo che verrà

Mappe di un mondo nuovo è il format di dialogo in streaming che la Fondazione Teatro della Toscana inaugura per costruire un sistema di orientamento” su un mondo che verrà.

Giacomo Costa, Alessandro Raveggi, Jacopo Storni, sono gli ospiti di 3 appuntamenti di 45 minuti in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Teatro della Pergola, rispettivamente, il 28 gennaio, il 4 e l’11 febbraio, sempre alle 17. L’obiettivo è preciso: condividere con i ragazzi e le ragazze del progetto Carta 18-XXI, definito in partenariato fra la Pergola e il Théâtre de la Ville di Parigi, lesperienza di persone giovani, ma nate e cresciute nel secolo precedente, che abbiano conseguito risultati importanti nei più diversi campi della cultura e della scienza.

Non solo le loro esperienze, ma il modo in cui hanno affrontato questo periodo storico particolare e come vedono quello che ci aspetta, soprattutto dal punto di vista di un giovane che si affaccia alle questioni fondamentali della vita e del futuro.

È possibile interagire nei commenti di Facebook e Youtube: l’ultima parte delle dirette è dedicata alle risposte degli ospiti a una selezione di interventi del pubblico.

Mappe di un mondo nuovo intende dunque riassumere unesperienza collettiva che può diventare non solo recupero e rivisitazione del passato che abbiamo vissuto e del presente che stiamo vivendo, ma anche messa in esperienza”, per tramandarla alle nuove generazioni che lamentano spesso di non avere strumenti veri di orientamento.

 

28 gennaio, ore 17

GIACOMO COSTA

 

Costa (Firenze, 1970) è un artista noto per la sua ricerca artistica sulla città e per l’uso delle tecnologie digitali nelle sue opere fotografiche.

Ha esposto alla 13° Quadriennale di Roma, alla 10° Biennale dell’Architettura di Venezia e alla 53° Biennele dell’Arte di Venezia.

Ha anche esposto da Phillips De Pury di New York, al Centre Pompidou di Parigi, al Contemporary Art Center di New Orleans, all’Hangaram Art Museum di Seuol, all’UQ Museum di Brisbane, al Leopold Museum di Vienna e a Palazzo Fortuny a Venezia, al Qingdao Sculpture Art Museum e a Palazzo Ducale di Genova.

 

In questo periodo di pandemia, dove il mondo come lo conosciamo mostra una insospettata quanto evidente fragilità, il ruolo dell’arte e della cultura, sebbene abbia pagato un prezzo altissimo, è il punto da cui far ripartire un futuro migliore.

Le sue immagini di catastrofi, di un ambiente distrutto e di umanità assente o forse scomparsa sembrano anticipare quanto successo ma soprattutto servono a indicare il punto di non ritorno dal quale cercare al più presto di allontanarsi.

 

 

4 febbraio, ore 17

ALESSANDRO RAVEGGI

Raveggi (Firenze, 1980) è scrittore e studioso. Ha scritto per riviste nazionali e internazionali come “Wired” e “Esquire”, e lavora presso l’Università di Venezia. Il suo ultimo romanzo è Grande karma (Bompiani, 2020).

Prima di scrivere narrativa, ha scritto poesia e per il teatro (finalista Premio Riccione e Premio Dante Cappelletti) e i suoi spettacoli sono stati prodotti, tra gli altri, da Teatro Studio di Scandicci e Armunia.

Alessandro Raveggi parlerà, a partire dal suo ultimo romanzo e dai libri consigliati, di come perdersi nelle mappe e nelle vite altrui, di come trarre ispirazione dal sottosuolo del mondo, chissà…anche di reincarnazione e di Simbiocene.

11 febbraio, ore 17

JACOPO STORNI

Storni (Firenze, 1980) è un giornalista, che scrive su “Corriere.it”, “Corriere Buone Notizie”, “Corriere Fiorentino” e “Redattore Sociale”. Ha collaborato con “Associated Press” e “Il Manifesto”.

Si occupa di tematiche sociali, con attenzione particolare all’immigrazione, vincendo numerosi premi.

Tra le sue inchieste, quella che ha portato alla scoperta del caporalato nel Chianti, quelle che hanno contribuito a rivelare il respingimento dei migranti alle frontiere Italia Francia e Italia Austria, e l’inchiesta che ha rivelato lo sfruttamento del lavoro dei migranti africani nelle fabbriche toscane che producono prodotti per i marchi del lusso della moda.

Nel 2018 ha fondato l’associazione Global Friends, che promuove scambi epistolari tra bambini italiani e bambini nel sud del mondo.

Dal 2020 è direttore del blog “Storie di Firenze”.

È autore dei libri Sparategli! Nuovi schiavi d’Italia (Editori internazionali riuniti, 2011), L’Italia siamo noi (Castelvecchi Editore, 2016) e Siamo tutti terroristi (Castelvecchi Editore, 2018).

Oltre al suo lavoro, Jacopo Storni parlerà della solidarietà che ha visto durante il periodo dell’emergenza Covid-19 e quella che si aspetta al termine della stessa.