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Chef oppure amanti della Cucina da oggi pubblicate su 1900cucina.it le vostre idee o piatti

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Buona lettura e grazie di averci visitato.

La redazione 1900 Cucina

TikTok ha ancora problemi con i creator neri: “Veniamo sospesi senza motivo”

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I sistemi di moderazione dei contenuti sono tra gli elementi più cruciali e importanti delle piattaforme social, e quando non funzionano o lo fanno in modo imperscrutabile rischiano di dare adito a fenomeni preoccupanti. È quello che alcuni utenti neri stanno denunciando a proposito di TikTok, che stando alle testimonianze raccolte da Buzzfeed nel corso dei mesi ha sospeso diversi profili — temporaneamente o in modo permanente — con motivazioni che risultano pretestuose o frutto di fraintendimenti anche a una analisi poco approfondita.

È successo al ventiduenne Cahleb E. Derry, bersagliato da insulti razzisti dopo aver pubblicato un contenuto comico sulle differenze culturali tra bianchi e neri che in realtà era stato apprezzato da centinaia di migliaia di utenti. Gli algoritmi di TikTok hanno proposto la clip anche al di fuori della cerchia dei seguaci del giovane, attirando l’attenzione di razzisti e suprematisti che si sono riversati sul suo profilo per insultarlo e minacciarlo. Stando alla ricostruzione del giovane è possibile che questo nuovo pubblico abbia segnalato in massa il video provocando il blocco dell’account. Il ragazzo, non spiegandosi come abbia potuto finire bloccato al posto dei suoi aggressori, ha chiesto al social di rivedere la sua posizione, ma i moderatori hanno confermato il blocco.

Alla coetanea Minnie Parks è accaduto qualcosa di simile: la ragazza parla spesso sul suo profilo di disuguaglianze e ingiustizie a sfondo etnico, e attira per questo numerosi commenti e minacce da parte di suprematisti e razzisti. Nelle ultime settimane la ragazza ha utilizzato TikTok per affrontare direttamente quest’ultimo problema, denunciando le aggressioni verbali subite sulla piattaforma; TikTok le ha però bloccato il profilo per comportamento violento. In questo caso non è chiaro se i moderatori abbiano agito sempre sulla base delle segnalazioni di utenti ideologicamente scagliati contro la ragazza, o se abbiano frainteso la denuncia delle minacce ricevute confondendola con minacce vere e proprie; l’account della ragazza è stato però sbloccato dopo la richiesta di appello.

Quale che sia la situazione, entrambi i creator denunciano di essere stati puniti dalla piattaforma indirettamente sulla base del colore della loro pelle. Le storie raccolte da Buzzfeed non si limitano a due, e l’articolo ha raccolto la reazione dell’azienda che si dice “impegnata a far sì che le regole interne all’app e il modo in cui vengono applicate siano giusti ed equi”. Per gli utenti coinvolti (e non solo) il gruppo non sta però facendo abbastanza, nonostante l’istituzione di un fondo dedicato espressamente dedicato ai creator neri: “È come se all’esterno TikTok voglia mostrare a tutti i costi di supportarci e sostenerci”, ha dichiarato a Buzzfeed Siete White — un’altra ragazza di 22 anni punita dal social; “All’interno però si intravede un problema di fondo nel modo in cui vengono moderati i contenuti, che punisce l’attività di neri, indigeni e persone di colore e consente invece al materiale tossico di proliferare indisturbato”.

Un nuovo test anti Covid potrebbe rilevare il contagio con lo smartphone

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(Foto: University of Arizona)
in foto: (Foto: University of Arizona)

Uno degli ostacoli più grandi che impedisce di contenere la pandemia di coronavirus è la pronta e ampia disponibilità di test affidabili in tempi rapidi. Per risolvere questo problema i ricercatori della University of Arizona stanno sviluppando un sistema per la ricerca di Covid-19 nei pazienti particolarmente promettente: si basa su campioni di saliva prelevati da sospetti positivi e per i calcoli utilizza un comune smartphone. I vantaggi, illustrati in uno studio pubblicato su Nature Protocols, sono facilità di somministrazione del test e la rapidità: il risultato delle analisi viene infatti emesso in soli 10 minuti.

I ricercatori stanno riadattando un sistema di analisi che hanno sviluppato per rilevare il norovirus, un agente patogeno spesso causa di gastroenterite. Per il funzionamento lo smartphone da solo non basta: i dispositivi vengono infatti utilizzati per esaminare le immagini ingrandite dei campioni di saliva, che vanno però comunque raccolti, messi in contatto con dei reagenti specifici e ingranditi con un microscopio. È a questo metodo nel suo insieme che il team della University of Arizona aveva già lavorato e che ora sta cercando di riadattare.

Da una parte i campioni del paziente vengono prelevati dalla bocca, poi diluiti in acqua e posizionati su una superficie studiata per l’analisi; al composto vengono aggiunti poi anticorpi addestrati contro Covid-19 che sono stati resi artificialmente fluorescenti; se nel campione è presente il virus, gli anticorpi lo attaccheranno formando quelli che al microscopio risulteranno dei minuscoli agglomerati fluorescenti. L’analisi viene resa possibile dall’ingrandimento del microscopio e dai sistemi di analisi delle immegini codificati all’interno dell’app deputata al test.

Le apparecchiature impiegate per il momento non rendono possibile effettuare il test direttamente dentro casa, ma le cose potrebbero cambiare in futuro. I ricercatori al momento sono ancora impegnati a capire come modificare le procedure e il software per renderlo compatibile con le analisi per Covid-19, ma se l’operazione dovesse rivelarsi un successo non è escluso che futuri investimenti possano trasformare la procedura in un kit commercializzabile per test rapidi e diffusi.

Come funziona la nuova funzione di WhatsApp che rende l’app più sicura

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Mentre molti utenti stanno abbandonando WhatsApp per questioni di privacy, gli sviluppatori dell’app stanno lanciando un aggiornamento che renderà più sicuro un passaggio cruciale e finora non molto protetto nell’utilizzo del sistema: l’aggiunta di un nuovo computer alla lista dei dispositivi abilitati all’utilizzo di WhatsApp Web. La funzionalità è in fase di rilascio e farà in modo che agli utenti venga richiesta una prova biometrica della loro identità prima di attivare WhatsApp Web su un nuovo gadget.

Le chat spiate

L’inferfaccia web di WhatsApp è decisamente comoda per utilizzare il servizio di messaggistica davanti al computer, ma le chat al suo interno sono una copia carbone di quelle conservate sul telefono; non c’è dubbio dunque che il sistema rappresenti un pericolo per la sicurezza dei dati degli utenti. Da una parte infatti il sistema è a prova di intrusione e non ci sono rischi noti che hacker possano introdursi nelle chat di soppiatto usando l’interfaccia web; d’altro canto però per collegare un profilo WhatsApp a una sessione web basta puntare la fotocamera dello smartphone sullo schermo verso del browser aperto alla pagina opportuna. L’operazione richiede poche frazioni di secondo e collega i due dispositivi a tempo indeterminato.

Il rischio insomma è che una persona nei paraggi — fidata o meno — approfitti di un momento di distrazione di una potenziale vittima per sottrarle di nascosto lo smartphone, abbinarlo a un computer nelle vicinanze e poi restituirlo come se niente fosse successo: il risultato permetterebbe a chiunque abbia accesso a quel computer di tenerne sempre sotto controllo le chat della vittima. A onor del vero all’interno di WhatsApp è presente una funzione che elenca tutte le sezioni web aperte e attive, ma le informazioni riportate non sono alla portata di tutti.

La soluzione: verifica biometrica sicura

Ecco perché gli sviluppatori di WhatsApp hanno pensato di aggiungere una misura di sicurezza al processo di attivazione di una nuova sessione WhatsApp Web. Una volta scelta l’apposita opzione, prima di attivare la fotocamera per l’abbinamento al browser il telefono presenterà l’interfaccia per lo sblocco biometrico, come avviene quando si riattiva il dispositivo dallo standby. Che si tratti dell’impronta digitale sottoschermo, di un lettore di impronte sulla scocca o del Face ID di iPhone è indifferente: ad occuparsi del riconoscimento del resto è il sistema operativo; WhatsApp non gestisce alcun aspetto della verifica né memorizza i dati biometrici degli utenti. Una volta riconosciuto il proprietario, è possibile inquadrare il QR Code visualizzato sulla pagina di WhatsApp Web aperta sul computer e finalizzare il collegamento tra i due dispositivi.

La novità è in fase di rilascio, motivo per cui potrebbe occorrere del tempo prima che si renda disponibile su tutti gli smartphone. Forzare l’aggiornamento da Play Store e App Store potrebbe servire a velocizzare il processo, ma l’attesa non dovrebbe comunque durare molto.

Ecco come fare la Silhouette challenge su TikTok

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Spesso le tendenze che si diffondono su TikTok si sviluppano attorno a particolari modalità di modifica e ripresa dei video. È il caso della Silhouette challenge, una serie di contenuti molto simili tra loro che hanno in comune un aspetto in particolare: i protagonisti sono ripresi in modo che la loro sagoma sia in evidenza rispetto allo sfondo, generalmente di colore rosso. La connotazione estetica delle clip ha attirato l’attenzione e l’approvazione degli utenti fino a far diffondere e diventare virale questa intera categoria di video. Fortunatamente, rispetto ad altri processi di elaborazione messi in atto dagli utenti su TikTok, la Silhouette challenge è facile da portare a termine.

Come si fa la Silhouette challenge

Gli ingredienti necessari a portare a termine la sfida sono due: un particolare filtro presente su TikTok e due stanze separate da una porta, delle quali una delle due molto ben illuminata. Il filtro in questione si chiama Brick e si può trovare all’interno della categoria Vibe: applicarlo alle riprese conferisce al video la tonalità rossa che gli utenti hanno prediletto fino ad ora, ma in realtà è possibile scegliere anche altre tipologie di colorazione per rendere le clip più originali. La parte più complessa è creare l’ambientazione ideale per le riprese: la stanza ben illuminata va infatti usata come sfondo, mentre il luogo dove è presente lo smartphone deve rimanere al buio. L’autore del tiktok deve invece muoversi bloccando la luce in entrata dalla prima stanza.

Gli ingredienti aggiuntivi

Per fare in modo che la clip si amalgami bene con le migliaia già presenti sul social e finisca rintracciabile da tutti coloro che si sono appassionati alla sfida si possono usare due ulteriori elementi. Il primo l’hashtag correlato alla sfida, ovvero #silhouettechallenge – i cui video hanno raccolto nel complesso 157 milioni di visualizzazioni; il secondo elemento è l’utilizzo della canzone “Freak” di Doja Cat, all’interno della quale si trova uno degli elementi più riconoscibili dell’audio, ovvero un sample proveniente dal classico degli anni ’50 Put your head on my Shoulder, di Paul Anka.

Come copiare le tue chat WhatsApp su Telegram

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In queste settimane piattaforme di messaggistica alternative come Telegram e Signal stanno guadagnando milioni di utenti a scapito del colosso WhatsApp. Gli utenti che stanno pensando di abbandonare la piattaforma di messaggistica del gruppo Facebook potrebbero però scoraggiandosi pensando al destino delle conversazioni intrattenute con i contatti e memorizzate all’interno dell’app. Fortunatamente da oggi è possibile copiare tutte queste chat da WhatsApp direttamente all’interno di Telegram, grazie a un sistema di importazione automatica realizzato dagli sviluppatori dell’app di Pavel Durov.

Come spostare le conversazioni di WhatsApp su Telegram

La procedura non è particolarmente complessa, ma nel caso si intenda trasportare numerose conversazioni potrebbe richiedere del tempo. Per prima cosa occorre disporre dell’ultima versione disponibile di Telegram, da aggiornare dunque tramite Play Store o App Store. Una volta completato questo passaggio è possibile passare a WhatsApp per il trasferimento delle chat. Per farlo, su Android occorre entrare in ogni singola conversazione che si desidera copiare, premere il pulsante con i tre punti in verticale presente sulla destra della barra dell’intestazione, scegliere la voce Altro e poi il comando Esporta chat. Il pacchetto, con o senza file multimediali inclusi, va poi condiviso utilizzando il menù di condivisione del sistema operativo e cercando proprio Telegram tra le opzioni. Su iOS avviene la stessa cosa, ma i passaggi per arrivarci sono leggermente diversi: il menù delle opzioni per le singole chat si raggiunge toccando direttamente l’intestazione all’interno delle conversazioni, e il comando Esporta chat è direttamente visibile al suo interno; l’app genera un file che si può condividere utilizzando l’apposita interfaccia di iOS.

È a questo punto che interviene il sistema ideato dagli sviluppatori, che chiede in quale chat vanno trasportati i materiali appena ottenuti. Una volta effettuata la scelta – avendo cura di selezionare il contatto corretto – la chat e gli allegati presenti su WhatsApp vengono trasferiti in massa. L’operazione può richiedere anche diversi minuti se il materiale è abbondante; il risultato però è una copia carbone della chat WhatsApp, trasportata su Telegram. La data di invio dei messaggi che risulta resta quella di quando è stata effettuata l’operazione, ma le missive restano ordinate in ordine cronologico e corredate da una dicitura aggiuntiva a opera di Telegram che specifica quando il messaggio era stato inviato originariamente.

L’assurda storia delle azioni GameStop: così Reddit ha bruciato miliardi ai fondi di investimento

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Con l’avvento di Amazon e delle consegne a domicilio, con l’aumento sempre più vertiginoso in valore della distribuzione digitale e soprattutto con una pandemia in corso, com’è possibile che le azioni in borsa della catena di negozi di videogiochi Gamestop stiano andando alle stelle? La risposta sta in un gruppo di utenti organizzati sul forum online Reddit e su altre piattaforme, che ha deciso di scommettere quasi per gioco sull’andamento in borsa del gruppo, ma che ha finito con l’influenzarne il valore fino farlo aumentare di quasi 25 volte.

Dove è nato il fenomeno

Tutto è nato nella comunità che su Reddit risponde al nome di Wallstreetbets, e che racchiude circa due milioni di utenti appassionati di borsa e dediti a investimenti amatoriali. I frequentatori sono mediamente giovani, discutono animatamente (e spesso senza particolare rispetto per alcun tipo di etichetta) e per giocare in borsa utilizzano strumenti che hanno messo queste operazioni a portata di smatphone e senza commissioni, come l’app Robinhood. Tra gli obbiettivi di alcuni degli speculatori presenti nel gruppo, nelle ultime settimane si è fatta strada proprio Gamestop, azienda quotata presso la borsa di New York e non particolarmente in buona salute.

Gamestop sotto attacco

La situazione del gruppo ha attirato l’attenzione di molti facoltosi fondi di investimento che hanno iniziato a scommettere al ribasso sul suo andamento. La pratica si chiama short selling, o vendita allo scoperto, e consiste nel prendere in prestito a tempo determinato una quantità di azioni di un’azienda per poi rivenderle immediatamente; quando poi il valore scende, si compra un quantitativo identico di azioni spendendo però di meno: sono queste le azioni che vengono restituite, insieme a una quota di interessi, al prestatore originale. Se l’azienda bersaglio ha effettivamente perso valore nel periodo di tempo in esame, il venditore allo scoperto ha realizzato un profitto.

L’operato degli utenti

È proprio l’attenzione di questi famosi fondi di investimento che ha attirato l’attenzione degli utenti di Reddit, che si sono coordinati per scommettere in senso opposto su Gamestop e interferire con la ricerca di profitto dei gruppi di investimento visti come privi di scrupoli. Come è logico che ci si possa aspettare da un forum online caotico e confusionario, l’azione di compravendita delle azioni Gamestop non è stata concertata alla perfezione, ma è comunque riuscita spedire le azioni dell’azienda sulla Luna. L’aumento progressivo del valore del titolo ha costretto anzi gli stessi fondi di investimento a comprarne più azioni per controbilanciare i rischi assunti nell’operazione di vendita allo scoperto. Il risultato è che se un’azione Gamestop valeva 17 dollari meno di 3 settimane fa, adesso ne vale 422; i fondi colti di sorpresa dall’operazione, al contrario, hanno perso miliardi.

Le reazioni

L’operazione ha fatto parlare di “fenomeno senza precedenti” investitori professionisti ed entusiasmare personalità come l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk. In senso opposto si sono però mossi alcuni operatori del settore che hanno chiesto alle autorità regolatrici di intervenire per impedire il verificarsi di quelli che giudicano come fenomeni di interferenza concertati ad hoc. Le richieste sono rimaste inascoltate dalla SEC, ma non dall’app Robinhood che ha permesso a molti degli investitori amatoriali di riuscire nella loro impresa. I gestori hanno appena annunciato di aver imposto un blocco alle operazioni di borsa su Gamestop e altre aziende che — per via della loro situazione finanziaria — rischiano di finire al centro di operazioni di speculazione in entrambe le direzioni.

Con i videogiochi a scuola gli studenti sono più partecipativi e disposti a imparare

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Se da una parte ci sono videogiocatori ed esponenti del mondo dello streaming che spingono a mantenere il videogioco dentro una nicchia reazionaria dedita all’intrattenimento esclusivo, dall’altro vi sono professionisti di diversi settori che operano in prima linea per diffondere il videogioco dentro campi prima impensabili, come quello della didattica. È quanto emerso durante l’evento in streaming di Ubisoft chiamato Keys to Learn, condotto da Alysia Judge, che ha visto la partecipazione di illustri ospiti come Maxime Durand (world designer director in Ubisoft Montreal), Andrea Jordan (vice presidente di Programs Girls Who Code), Deirdre Quarnstrom (general manager di Minecraft Atlas Microsoft) e Shahneila Saeed (direttrice del programma Digital Schoolhouse presso Ukie), per un confronto sul videogioco come strumento utile alla didattica.

Come è ormai evidente dopo quasi un anno, la pandemia dettata dalla Covid-19 ha cambiato radicalmente il nostro stile di vita e le nostre roccaforti culturali e sociali, inclusa la scuola. Il passaggio dalla didattica tradizionale in classe a quella a distanza ha fatto emergere diverse problematiche, come la Zoom Fatigue, sindrome legata allo stress, sorta in seguito alla crescente diffusione di videolezioni e videoconferenze sulle diverse piattaforme di streaming. Una fatica che riguarda sia gli studenti che gli insegnanti, molti dei quali non hanno nemmeno ricevuto un’educazione digitale adeguata. Inoltre, la situazione di oggi rende evidente come molte famiglie non abbiano facile accesso alle tecnologie e al mondo digitale. Bisogna dunque cercare di contrastare le disuguaglianze e gli squilibri acuiti dalla pandemia, e in questo i videogiochi si stanno rivelando validi alleati. Basta pensare fuori dai binari.

Deirdre Quarnstrom ha parlato dei workshop svolti su Minecraft dedicati a diverse discipline: dalle rappresentazioni di opere come Romeo e Giulietta di Shakespeare, a come spiegare le frazioni in matematica attraverso gli iconici cubetti del gioco. Maxime Durand ha invece notato una diffusione del Discovery Tour di Assassin’s Creed tra gli studenti di architettura e ingegneria per lo studio di modelli di costruzioni dell’antichità. E ancora: uno dei corsi organizzati da Shahneila Saeed prevede l’insegnamento dei codici d’algoritmo tramite il videogioco Just Dance. In questo modo materie reputate noiose o addirittura intimidatorie vengono approcciate con maggiore serenità e coinvolgimento dai vari studenti.

L’innovativo progetto di Judith Brisson con Assassin’s Creed Odyssey

Tra i progetti più innovativi che prevedono il supporto dei videogiochi nella didattica vi è quello ideato da Judith Brisson, insegnante di storia presso il liceo College Jean de la Mennais in Québec, che, per insegnare ai suoi studenti i principi della democrazia ateniese, ha utilizzato il Discovery Tour di Assassin’s Creed Odyssey. Ecco cosa prevede nel dettaglio il progetto, che ha visto il coinvolgimento di 15 classi: Judith ha dato ai suoi studenti un diario con delle missioni (circa 10-12) che devono essere portate a termine. Ogni missione rispetta il programma scolastico canadese. Per superarla, gli studenti devono compilare il diario con le informazioni ottenute dai dialoghi, dal paesaggio di gioco, dalle iscrizioni o dall’interazione con i personaggi storici dell’epoca, quali Aspasia, Socrate, Pericle, e così via.

Poiché non tutti gli studenti sono avvezzi ai videogiochi, Judith ha realizzato una guida partendo dalla sua esperienza (il suo primo approccio al videogioco è stato proprio con Assassin’s Creed Odyssey). In questo modo gli studenti possono muoversi autonomamente mentre esplorano il mondo di gioco in cerca delle informazioni necessarie per completare la missioni del diario. La guida serve inoltre ad aiutare gli studenti – che lavorano in gruppo – quando non sanno come proseguire.

Con l’avvento della didattica a distanza, Judith ha preregistrato delle missioni giocate da lei, per poi trasmetterle in streaming su Zoom, così da mantenere attiva la partecipazione degli alunni. Inoltre, poiché Asssassin’s Creed Odyssey richiede un PC di fascia alta per poter girare fluidamente, la scuola di Judith ne ha messo uno a disposizione che può essere usufruito a turno in sede, in base alle norme igienico-sanitarie anti-covid, mentre il resto della classe guarda in diretta il compagno o la compagna giungere alla fine della missione. Dopo la fase ludica, il progetto prevede un questionario sugli argomenti trattati nel gioco. Judith ha notato che tramite questo progetto con Assassin’s Creed Odyssey, gli studenti si sono dimostrati più partecipativi e più disposti ad assimilare i concetti, in questo caso legati alla democrazia ateniese nell’antica Grecia. “È un win-win” conclude con un certo entusiasmo l’insegnante di storia.

La sua storia dimostra come l’inventiva, la sperimentazione e soprattutto l’amore per l’insegnamento può portare a risvolti interessanti, mai pensati prima. Lo stesso Maxime Durand ha elogiato la grande resilienza degli insegnanti che, soprattutto in questo momento storico, hanno dimostrato una capacità di adattamento fuori dal comune, attraverso l’uso di strumenti innovativi ed esterni alla didattica tradizionale. In questo modo stanno prendendo forma nuove formule di insegnamento ma anche di collaborazione e interazione, del tutto inedite anche per coloro che fanno parte del settore videoludico.

Infine, la penetrazione dei videogiochi nella didattica sta facendo crollare alcuni stereotipi attorno al medium e a tutto ciò che vi gravita intorno, come la programmazione. È ormai sempre più evidente – afferma Andrea Jordan – che i videogiochi e i campi correlati appartengono a tutti, donne di tutte le età incluse. Shahneila Saeed auspica invece un’apertura da parte delle università e delle istituzioni davanti a un fenomeno culturale e sociale di massa come il videogioco. Come si dice spesso, la strada da fare è ancora lunga, ma quanto delineato dagli esperti intervenuti all’evento Ubisoft Keys to Learn dimostra che molte barriere stanno per infrangersi. Un dato di fatto rafforzato dai numeri e dalle nuove abitudini sorti durante la pandemia.

Aggiorna subito iPhone e iPad: sono esposti ad attacchi hacker

Giovanni Minervini

All’interno di iPhone e iPad sono generalmente attivi sistemi di aggiornamento automatico del sistema operativo che aiutano anche a mantenere protetti i dispositivi da eventuali minacce informatiche. In questi giorni vale però la pena controllare se un nuovo aggiornamento del software sia disponibile, ed eventualmente scaricarlo e installarlo: secondo quanto dichiarato da Apple infatti nelle versioni di iOS e iPadOS immediatamente precedenti a quelle ora disponibili sono presenti bug pericolosi, che potrebbero esporre i due gadget agli attacchi di eventuali hacker.

Le vulnerabilità in iPhone e iPad

I bug sono stati scovati grazie all’aiuto di un ricercatore esterno all’azienda e riguardano due diversi elementi del software che compone iOS e iPadOS: il primo è il kernel, ovvero il nucleo del sistema operativo che mette in contatto le componenti fisiche del prodotto con il software; il secondo è Webkit, il motore grafico che consente al browser Safari e ad altre componenti del sistema operativo e delle app di visualizzare pagine web. Le vulnerabilità emerse non sono in grado – da sole – di mettere i prodotti degli utenti sotto il controllo di eventuali hacker, ma questi ultimi potrebbero comunque sfruttarle in una catena con altri bug per acquisire il controllo dei dispositivi o mettere le mani sui dati che contengono.

Apple non ha ancora spiegato nel dettaglio quali siano i problemi riscontrati né in che modo gli hacker potrebbero attaccare i prodotti – ad esempio se possano farlo in remoto o se abbiano bisogno di un accesso fisico ai dispositivi. Il problema non è dunque da sottovalutare, soprattutto per via di un dettaglio riportato dalla stessa Apple. Insieme alla segnalazione delle vulnerabilità il gruppo ha infatti ha riferito di aver avuto notizia che le falle riportate potrebbero essere già state sfruttate per compiere attacchi nei confronti degli smartphone e dei tablet del gruppo.

Come risolvere il problema

Fortunatamente mettersi al riparo da eventuali problemi è semplice, e per farlo basta aggiornare il sistema operativo dei dispositivi. La versione di iOS e iPadOS che corregge il problema è in entrambi i casi la 14.4: per controllare che il sistema operativo sia effettivamente aggiornato basta visitare le Impostazioni del gadget alla voce Generali e Aggiornamento software.

Spotify punta sugli audiolibri: online i primi volumi

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spotify apple

Dopo i podcast, Spotify ha iniziato a muovere i primi passi in un altro settore legato al mondo dell’ascolto ma slegato da quello della musica: gli audiolibri. È avvenuto nelle scorse ore con la pubblicazione di opere ormai di pubblico dominio, ma rivisitate in esclusiva per la piattaforma di audio in streaming da attori e lettori professionisti. Spotify si affianca così ad altre piattaforme che propongono già un servizio simile, ovvero Apple e Amazon, che però offrono il proprio catalogo all’interno di prodotti separati.

Gli audiolibri online

Il numero di opere per il momento è limitato. Si tratta di Frankenstein di Mary Shelley, letto dall’ormai celebre YouTuber David Dobrik; The Awakening di Kate Chopin, letto dall’attrice Hilary Swank; Passing di Nella Larsen, narrato dall’attrice Bahni Turpin; The Red Badge Of Courage di Stephen Crane, narrato dall’attore e doppiatore Santino Fontana; Persuasion di Jane Austen, letto dall’attrice Cynthia Erivo; Cane di Jean Toomer, letto dall’attrice Audra McDonald; Narrative of the Life of Frederick Douglass, an American Slave di Frederick Douglass, letto dall’attore Forrest Whitaker; Great Expectations di Charles Dickens, narrato da James Langton e Jane Eyre di Charlotte Brontë, letto da Sarah Coombs.

Com’è possibile notare le opere purtroppo sono in lingua inglese e per gli utenti italiani non anglofoni risulteranno ostiche; i personaggi coinvolti però sono di primo piano, il che fa presagire che Spotify non stia semplicemente testando le acque ma abbia già in mente un piano a lungo termine. Al momento infatti è già possibile trovare audiolibri nell’immenso catalogo di brani musicali e podcast ospitato sui server della piattaforma, ma finora gli sforzi per produrli e promuoverli sono stati limitatati nell’intensità e nel tempo. Per sapere se e come gli audiolibri su Spotify arriveranno in Italia occorrerà però attendere.